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Zuppa di vetro
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Carroll, Jonathan

Zuppa di vetro

Fazi Editore, 06/02/2015

Abstract: "Jonathan Carroll fa paura come Hitchcock quando non fa ridere come Jim Carrey".Stephen King Il mondo dei morti è costruito sui sogni – e sugli incubi – dei vivi. Le piovre guidano gli autobus. Dio è un orso polare. E un'autostrada intasata porta letteralmente dritto all'inferno. Già una volta Vincent Ettrich e la sua ragazza Isabelle Neukor hanno compiuto un viaggio di andata e ritorno verso la morte. Ora Isabelle porta in grembo un bambino molto speciale, che un giorno potrebbe riordinare quel mosaico in continuo cambiamento che è la nostra realtà. A meno che gli agenti del Caos non riescano a riportarla nuovamente indietro nel mondo dei morti e lasciarla lì una volta per tutte.Zuppa di vetro è un romanzo visionario e appassionante e insieme una grande storia d'amore. Ancora una volta Jonathan Carroll ci regala un libro magico e sorprendente dove niente è davvero quello che appare e nulla è veramente impossibile, e conferma, una volta di più, di essere uno scrittore che occupa una categoria a parte, e unica, nella letteratura contemporanea.

House of Cards 3 Atto finale
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Dobbs, Michael

House of Cards 3 Atto finale

Fazi Editore, 05/03/2015

Abstract: L'ultimo capitolo della trilogia che ha ispirato la serie di culto House of Cards, l'opera più avvincente mai scritta sul potere: un romanzo senza sconti per nessuno, ormai un classico tra i political thriller.Sono passati dieci anni da quando, grazie a una lunga serie di sotterfugi e manipolazioni, Francis Urquhart ha raggiunto l'apice. Ora si appresta a diventare il primo ministro più longevo nella storia del paese: lo spettro della vecchiaia incombe, è tempo di bilanci e di pensare a come guadagnarsi un posto nella Storia. Ma nel corso della sua impietosa scalata il nostro protagonista si è fatto molti nemici, e oggi si ritrova con un branco di lupi alle calcagna pronti ad azzannarlo, mentre i molti scheletri da tempo sepolti nell'armadio minacciano di saltare fuori. E non finisce qui. Se da un lato Urquhart è costretto ad affrontare un'inaspettata crisi di governo, dall'altro in questo terzo capitolo lo vediamo impegnato sullo scacchiere internazionale: viene infatti coinvolto nella questione cipriota, complicata ulteriormente dal ritrovamento di certi giacimenti petroliferi a cui sono in molti ad ambire. Ma il petrolio non è l'unico segreto dell'isola: Urquhart è legato a questa terra da una tragica vicenda personale del suo passato, che tornerà a galla aggiungendosi alla lunga fila dei suoi persecutori. Come prevedibile, l'instancabile FU non è pronto a farsi da parte, né a cedere di fronte a chicchessia. È ancora disposto a tutto e determinato a lasciare il segno. Ci riuscirà?

Come godersi la vita e lavorare meglio
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Carnegie, Dale

Come godersi la vita e lavorare meglio

Bompiani, 10/02/2015

Abstract: COME GODERSI LA VITA E LAVORARE MEGLIO IN QUATTRO MOSSE:1. Percorri le sette strade che conducono alla pace e alla felicità.2. Impara a trattare con la gente.3. Convinci il prossimo a condividere le tue opinioni.4. Impara a far cambiare opinione agli altri senza offendere e suscitare risentimenti.

Il dolore pazzo dell'amore
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Buttafuoco, Pietrangelo

Il dolore pazzo dell'amore

Bompiani, 10/02/2015

Abstract: Questo libro offre canti di un unico canto, un "cunto" che è un tuffo nel passato dell'autore, imbevuto innanzi tutto delle tradizioni della sua terra, la Sicilia, restituite con passione di antico cantastorie, per cristallizzare quelle storie, quei canti, e farne la rappresentazione di un mito sopravvissuto ai tempi bui del mondo. Ecco leggende e personaggi che emergono da quei luoghi e da quel tempo: le preghiere che portano doni e dolcetti; i diavoli, gli angeli, i re, le ninfe, le regine e i vescovi di una mille e una notte che prima di essere un libro è il teatro della vita popolare, in cui passato e presente si mescolano in un rabbioso andirivieni. E allora la storia si fa prossima: irrompe l'anno della sovversione, il terremoto del Belice e l'altro terremoto delle rivolte studentesche e operaie e negli anni ottanta le storie parallele di mafiosi e di commissari di polizia, che lasciano il segno. Ma soprattutto c'è l'amore, e "all'amore bisogna credere, sempre. Anche quando ci fa pazzi di dolore". Anche quando l'amore è una lettera d'addio che distilla malinconia. Così prendono vita il musicante che suona per passione e sa perdersi nella pazzia e trasformare il dolore in musica; la signorina Lia, la zia che non ritiene alcun pretendente degno di lei e amministra la memoria di famiglia curando album di fotografie; lo zio Angelino, elegante cappellano militare che viaggia e frequenta il bel mondo e che, grazie all'amore per Dio, diventa l'uomo della gioia in una terra di lupi.

Manuale di comunicazione pubblica
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Mancini, Paolo

Manuale di comunicazione pubblica

Laterza, 01/02/2015

Abstract: La "pubblicità", intesa come disposizione dell'istituzione a rendersi aperta e trasparente, a comunicare verso l'esterno, rappresenta uno degli elementi fondanti della democrazia parlamentare.In questo volume, una esauriente introduzione ai soggetti, ai concetti, alle aree tematiche, alle metodologie della comunicazione pubblica.

L'insaziabile
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Guerrieri, Osvaldo

L'insaziabile

Neri Pozza, 10/02/2015

Abstract: L'insaziabile è il romanzo di un uomo e di una vita che involontariamente, ma inesorabilmente, precipitano nella perdizione. C'è un uomo "normale", Pietro, che un giorno, per caso e per non deludere un amico, scopre la roulette e l'emozione erotica che gli procura il gioco.Da quel momento la sua esistenza cambia. Pietro s'infila nel percorso infernale dei casinò, delle bische, dei salotti privati; affronta la delirante via crucis delle vincite, delle perdite, dei debiti, degli usurai, della violenza che gli usurai praticano o minacciano. E intanto il mondo crolla. Spinto dall'insaziabile fame di gioco e d'azzardo, l'irreprensibile Pietro diventa ingannatore e ladro, distrugge le basi della sua quieta esistenza, conosce i tribunali, viene ripudiato dai figli ed estromesso dalla famiglia.La cronaca, narrata in prima persona, scaturisce da un punto d'osservazione originale e inatteso: il "Centro di terapia" nel quale Pietro tenta di rinascere, di recuperare almeno un poco di quel tanto che ha perduto: l'amore della moglie e l'affetto dei figli.Nella commistione di passato e presente, fra personaggi bizzarri e canaglieschi, nel nodo delle pulsioni spaventose e mai spente, negli psicodrammi che pretendono di agire come vera e propria terapia, la vita nel "Centro" s'intreccia con la memoria bruciante dell'inferno, fino a delineare il tenue chiarore di un'alba che, scardinando una lunghissima notte, si offre forse come promessa e simbolo di vita nuova.Scritto con gli estri di una lingua nervosa e inventiva, tra leggerezza e molteplicità, L'insaziabile va al di là della "storia esemplare". Analizza una malattia così labirintica da diventare totale. È la malattia immutabile e incurabile della fragilità umana sospesa al filo delle illusioni e al miraggio ingannevole della felicità.Giocare fino a perdere la mappa, e perciò fino a perdersi, è cercare oscuramente il varco per arrivare a ciò che non saremo né avremo mai. Esiste malattia più ingegnosa e catastrofica? Ma come ogni altro morbo, anche questo richiede il balsamo della pietà. Anche questo vuole che qualcuno lo renda sopportabile parlandogli d'amore.

Istantanee
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Guerrieri, Osvaldo

Istantanee

Neri Pozza, 10/02/2015

Abstract: Vi sono a volte delle fotografie che, come autentiche istantanee, catturano il momento cruciale di una vita, l'attimo in cui si scioglie l'enigma di un'esistenza.Osvaldo Guerrieri si sofferma in questo libro su dieci fotografie di scrittori e artisti per svelare appunto il segreto delle loro vite.Ecco, dunque, Luigi Pirandello nell'atto di compiere un suicidio platonico; Antonin Artaud, che nella via crucis dei suoi manicomi si fa arrostire il cervello da cinquanta elettroshock; Rina Cavalieri, "la donna più bella del mondo", che inspiegabilmente rinuncia alla seduzione e al successo artistico per dedicarsi alla cosmesi e riuscire nella missione impossibile di rendere belle le brutte e desiderabili le scialbe; Louise Brooks, il sogno erotico di Hollywood, impegnata a odiare il cinema, a rinnegare il glamour e a trasformarsi in un vecchio cinese depositario di una indecifrabile saggezza; Ezra Pound che per un lungo decennio cerca soldi e editori per James Joyce esule disastrato e affamato; l'ingegner Carlo Emilio Gadda costretto a mettere da parte la letteratura per dedicarsi alla manutenzione delle latrine vaticane.Dieci foto, dieci storie in cui i misfatti, le enormità, le bruciature interiori, perfettamente nascoste nel cuore di ciascuno, vengono a galla.Dieci foto che compongono una "comédie humaine" i cui comprimari, accalcandosi intorno ai protagonisti, si chiamano Ernest Hemingway, Arthur Rimbaud, Sylvia Beach, Jean-Paul Sartre, Erich von Stroheim, Greta Garbo.Dieci storie che propongono un guizzante, affollatissimo spaccato culturale del primo Novecento, l'epoca in cui Parigi era il centro del mondo e l'America "il nuovo che avanza".

Un'odissea partigiana
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Franzinelli, Mimmo - Graziano, Nicola

Un'odissea partigiana

Feltrinelli Editore, 10/02/2017

Abstract: A ridosso della Liberazione la magistratura processa centinaia di ex partigiani, accusati di gravi reati commessi durante la lotta clandestina e nell'immediato dopoguerra. Sono perlopiù imputazioni relative a casi di "giustizia sommaria" contro persone sospettate di spionaggio, coinvolte nell'apparato repressivo fascista o comunque invise ai patrioti. Per diverse decine di imputati la strategia difensiva – impostata da Lelio Basso, Umberto Terracini e da altri avvocati di sinistra – punta a mitigare le pene mediante il riconoscimento della seminfermità mentale. Quando poi, dall'estate del 1946, l'amnistia Togliatti apre le porte alla grande massa dei fascisti condannati o in attesa di giudizio, anche i partigiani beneficiano del provvedimento, dal quale è tuttavia esclusa la detenzione manicomiale. Ex partigiani perfettamente sani di mente devono dunque adattarsi alla detenzione in strutture dove gli internati non hanno diritti e sono sottoposti a quotidiane vessazioni. All'esterno le famiglie, i comitati di solidarietà democratica e singoli militanti cercano – con esiti alterni – di mantenere i rapporti con i parenti o i compagni di militanza politica. In alcuni casi la macchina manicomiale mina la salute mentale degli ex partigiani e li porta alla tomba anzitempo. Tornano finalmente alla luce – dai documenti inediti custoditi all'Opg di Aversa, dove i partigiani internati furono aiutati dal giovane attivista comunista Angelo Jacazzi – oscure vicende della lotta di liberazione e della guerra civile, affrontate dalla magistratura (passata indenne dal regime fascista a quello democratico) con estrema severità e quindi coperte dal velo dell'oblio, e si ripercorrono problematici itinerari individuali dentro le carceri e i manicomi, nell'Italia della Guerra fredda. Quella dei partigiani in manicomio era rimasta una pagina sconosciuta della storia italiana nel secondo dopoguerra, fino a oggi."Amnistie e indulti aprono le porte alla massa dei fascisti, a quelli già condannati come ai tanti in attesa di giudizio; anche molti resistenti beneficiano del provvedimento, che tuttavia esclude la detenzione manicomiale. Negli anni cinquanta, i 'pazzi per la libertà' sono pertanto rinchiusi in strutture opprimenti, privati di diritti e sottoposti a ordinarie vessazioni."

Il giorno in cui mia madre non riuscì più a trovare la cucina
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Klare, Jörn - Sala, Virginio B.

Il giorno in cui mia madre non riuscì più a trovare la cucina

Feltrinelli Editore, 10/02/2017

Abstract: La demenza senile e la sua forma più frequente, l'Alzheimer, si infilano in sordina nella vita di chi ne è colpito e dei suoi familiari, con sintomi spesso leggeri e non diagnosticati, fino a che la degenerazione cerebrale trasforma pensieri e azioni del malato, rendendolo quasi estraneo agli occhi di chi gli è vicino da sempre.Jörn Klare, figlio di una settantenne colpita da demenza senile, racconta la sua esperienza alternando voci diverse e appartenenti a diversi momenti: i suoi pensieri su una realtà, certamente per lui inedita, faticosa, ma non priva di squarci di luce; i ricordi della madre, registrati prima che si ammalasse; infine, gli approfondimenti con esperti di vari settori – medici, geriatri, assistenti alla cura, filosofi, sociologi – che, con grande ricchezza informativa, affrontano questioni molto concrete. Restituisce così una prospettiva molteplice che offre al lettore un valido accompagnamento lungo un percorso difficile da accettare.Dai Commenti dei lettori di Amazon.de:"Dopo aver letto questo libro, cosa che inizialmente non avevo proprio voglia di fare perché il tema mi deprimeva, qualcosa è cambiato in modo decisivo.""È un libro molto bello da leggere, dà forza e può produrre un nuovo modo di pensare a un tema tabù.""Un libro che colpisce davvero, che ho letto tutto d'un fiato."

Atti osceni in luogo privato
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Missiroli, Marco

Atti osceni in luogo privato

Feltrinelli Editore, 11/02/2015

Abstract: Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell'immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell'infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò – così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine – è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell'amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all'osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle "trentun tacche" delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna. Libero Marsell, le Grand Liberò, LiberoSpirito, è un personaggio "totale" che cresce con noi, pagina dopo pagina, leggero come la giovinezza nei film di Truffaut, sensibile come sono sensibili i poeti, guidato dai suoi maestri di vita a scoprire l'oscenità che lo libera dalla dipendenza di ogni frase fatta, di ogni atto dovuto, in nome dello stupore di esistere.

I miei amici
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Bove, Emmanuel - Sebaste, Beppe

I miei amici

Feltrinelli Editore, 10/02/2017

Abstract: "Certi uomini forti non sono soli nella solitudine, ma io che sono debole, sono solo quando non ho nessun amico," dice il protagonista, Victor Baton, un eroe dostoevskiano, eterno adolescente, mediocre, inetto, pusillanime, che cerca disperatamente l'amicizia e l'amore facendo di tutto per ispirare compassione e tenerezza. Le varie amicizie, di donne e di uomini, sulle quali viene scandito in capitoli il libro, sono storie di fallimenti. Baton, reso invalido dalla Grande guerra, nel suo vagabondare per una Parigi poetica e marginale immagina rapporti bellissimi e grandi amicizie, irreparabilmente votato alla sconfitta e alla delusione. Un "eroe" moderno che soffre proprio perché si ostina, nonostante tutto, a sperare e a illudersi. Lo stile personalissimo di Bove, ben reso dalla traduzione di Beppe Sebaste, consiste nell'accanirsi ossessivamente nella descrizione delle piccole cose e dei gesti apparentemente insignificanti. Per questo lo ammirava Samuel Beckett che sosteneva: "Nessuno come lui ha il dono del dettaglio che colpisce". Questo libro, pubblicato nel 1924, è considerato il capolavoro di Bove. Tra coloro che lo hanno amato vanno annoverati Rilke, Gide, Saint-Exupéry, Topor e Handke, che lo ha tradotto in tedesco, e persino Wim Wenders che, in un suo cortometraggio su New York, lo portava con sé nelle sue passeggiate.

Una stanza tutta per sé
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Woolf, Virginia - Wilcock, J. Rodolfo - Bacchi Wilcock, Livio

Una stanza tutta per sé

Feltrinelli Editore, 05/06/2015

Abstract: Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema "Le donne e il romanzo". È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle o-rigini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della pas-sione per la letteratura. Come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, de-dicarsi alla letteratura se non possedeva "denaro e una stanza tutta per sé"? Si sno-da così un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che, seguendo la simbolica giornata di una scrittrice del nostro tempo, si fa lucida e asciutta rifles-sione sulla condizione femminile. Un classico della scrittura e del pensiero sulla condizione femminile.

Non mi piegherete
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Zitelmann, Arnulf - Griffini, Barbara

Non mi piegherete

Feltrinelli Editore, 29/04/2016

Abstract: "Io ho un sogno, che un giorno i miei figli vivano in una nazione che non li giudicherà per il colore della pelle"Quella di Martin Luther King è una vita che bisogna continuare a raccontare. Arnulf Zitelmann lo fa con semplicità e rigore fondendo biografia, storia e leggenda. Torna così a giganteggiare, imponente e limpida, una delle figure nodali del nostro secolo, con la sua eredità morale e politica, ancora intatta per le generazioni future. Dall'infanzia privilegiata fra i neri benestanti di Atlanta alla lotta di cui è stato saldissima guida spirituale, dalle contraddizioni in seno al movimento per i diritti civili dei neri al Nobel per la pace – nonostante i tanti ostacoli frapposti dall'Fbi per impedirgli di andarlo a ritirare –, sino al proiettile che, nel 1968, lo colpì a morte, emerge il carattere dell'uomo, la sua esemplarità. Zitelmann mette a fuoco il personaggio e la scena nazionale e internazionale in cui si è mosso, scena che ha visto destarsi quel "I have a dream", quel sogno che mai nessuno piegherà.

Col diavolo in corpo
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Guerrieri, Osvaldo

Col diavolo in corpo

Neri Pozza, 11/02/2015

Abstract: "Maudit": quando Paul Verlaine scrisse per primo la parola non definì un carattere ma creò una specie. Diede cittadinanza ai crudeli, agli eccessivi, ai distruttivi e autodistruttivi che, come Arthur Rimbaud, affrontavano a muso duro il mondo con l'altera grandezza della loro arte.Era il 1884. Da allora, diramandosi da Parigi, il maledettismo ha bruciato le frontiere e ottenuto ovunque il proprio scandaloso certificato di identità. In questo modo anche l'Italia ha potuto dare un nome a quei suoi artisti che, dinamitardi nell'animo, hanno sconvolto le regole, le tradizioni e perfino un modo di pensare.Questo libro è un viaggio all'inferno. Infernali sono state le esistenze di Amedeo Modigliani, Dino Campana, Carmelo Bene. Nel nome dell'arte essi non hanno esitato a distruggere quel che avevano intorno e ad annientare se stessi nutrendosi di utopie, di alcol, di droghe, di sesso. Passaporti per il paradiso creativo? Forse. In questo loro dannarsi non sono stati soli. Nella loro scia maledetta sono entrati lo scultore Vincenzo Gemito, il pittore Franco Angeli con gli amici romani di piazza del Popolo Mario Schifano e Tano Festa; gli scrittori Curzio Malaparte, Pitigrilli dalle otto vite, l'anarchico agro Luciano Bianciardi, Giancarlo Fusco che di vite se ne creava una per ogni interlocutore; gli uomini di spettacolo Walter Chiari e l'inventore misconosciuto della canzone d'autore: Piero Ciampi. A questi è necessario aggiungere un personaggio impensabile: la provincia italiana vista come inarrestabile incubatrice di maledettismo. Ne sono state espressione due donne: Elvira Bonturi, moglie di Giacomo Puccini, e Leonarda Cianciulli, che le cronache ricordano come la saponificatrice di Correggio.In forma narrativa e non saggistica, ma fedele alla verità documentaria, Col diavolo in corpo è perciò un catalogo di vite estreme, picaresche, scontrose e magari buttate al vento, vite d'esaltazione e di tormento, senza le quali, però, non sarebbe mai nata una certa idea del mondo, dell'arte, della letteratura e persino di noi stessi.

I Torinesi
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Guerrieri, Osvaldo

I Torinesi

Neri Pozza, 11/02/2015

Abstract: Gente strana i Torinesi. Agli occhi del paese sono musoni, faticatori, obbedienti fino all'autolesionismo, squadrati come le vie della loro città. Poi si scopre che sanno essere anche allegri, vitaioli, inventivi. Con Cavour hanno fatto l'Italia in diciassette mesi; dopo di che, senza clamori com'è nel loro costume, hanno fatto gli Italiani, trasferendo su di loro un "modello" non rintracciabile altrove. Hanno avuto santi di caratura piú sociale che mistica, la cui opera ha sollevato le condizioni di un popolo conservatosi a lungo miserabile, affamato, preda di epidemie e di disperazione. Quando Torino ha perduto il ruolo di capitale, hanno trovato un nuovo motivo d'orgoglio trasformandola da città di caserme e di ministeri a capitale della scienza. Hanno inventato l'industria automobilistica e il cinema. La televisione è nata qui, qui è apparsa l'industria della moda come la maggior parte delle discipline sportive. Come in un paradosso, i figli delle montagne hanno dato vita al primo Yacht Club italiano. E quanti Torinesi sono andati alla conquista del mondo con la loro genialità visionaria o tremendamente concreta: per esempio il "pomologo artificiale" Garnier Valletti; per esempio Marcel Bich, l'inventore della penna a sfera; per esempio Riccardo Gualino, il grande Gatsby della finanza spericolata e del collezionismo d'arte; senza dimenticare Francesco Cirio, che riuscí a mettere in scatola la natura, o la signora Lenci che popolò il mondo di bambole. I Torinesi sono stati inarrestabili fino a quando, liquidata la monarchia, si sono dati come principe Gianni Agnelli, considerandolo il vero signore d'Italia e il suo ambasciatore.È una storia di grandezze ma anche di bassezze quella raccontata da Osvaldo Guerrieri.Santità, criminalità, densità sublimi del pensiero politico, altezze dell'arte, svenevolezze crepuscolari, rivelazioni ultrasensibili si intrecciano in questo libro cosí come si sono intricate in centocinquant'anni di rimescolamenti. È la narrazione non di uno storico ma di un turista davanti alle vetrine della storia, che al termine della sua passeggiata faziosa, approdando al sovvertimento delle identità, si domanda: esistono ancora i Torinesi?

Wild Storm
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Castle, Richard

Wild Storm

Fazi Editore, 11/02/2015

Abstract: L'ultimo titolo di Castle, scrittore e protagonista della serie TV omonima, ormai arrivata alla sesta stagione, in onda su Rai2. Una nuova avventura tra il medio Oriente e il centro America per il James Bond del XXI secolo. Tre aerei di linea precipitano in circostanze misteriose e Derrick Storm, eroico consulente della CIA, 007 del nostro tempo, è chiamato ad indagare sul caso e a ricostruire i fatti. È improbabile che si tratti di una semplice casualità; ciò che non convince è che molte delle vittime appartenevano a gruppi di potere politico, economico o religioso. Ben presto Storm comprende che un estremista ancora senza identità si è procurato una quantità sufficiente di un raro elemento chimico, il Prometeo, con il quale ha messo a punto un sistema per abbattere aerei da terra. Il problema diventa d'un tratto più grande quando altri quattro velivoli precipitano nel deserto dell'Arabia Saudita. Alcuni indizi, insieme alla sua intuizione e al suo coraggio, portano Storm a Monaco, Panama City e in Egitto dove incontrerà belle donne, monterà cammelli irascibili e salverà vittime innocenti nel suo valoroso tentativo di sconfiggere il progetto di una mente malata.

L'Italia degli altri
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Fortunato, Mario

L'Italia degli altri

Neri Pozza, 11/02/2015

Abstract: In Etichette, apparso per la prima volta nel 1930, Evelyn Waugh delinea, tra il serio e il faceto, una sorta di casistica del viaggiatore nordeuropeo che, nel corso dei secoli, si è avventurato dalle nostre parti. Si comincia col superstite del Grand Tour: un giovanotto bennato e facoltoso, come Goethe, Alexis de Tocqueville e Stendhal, che sfida sempre qualcuno a duello, ha parecchie avventure erotiche e alla fine torna a casa, pronto per incarichi legislativi. Si passa poi al viaggiatore borghese, che dà avvio all'orrendo traffico di chincaglierie e oggetti dozzinali da portare a casa come souvenir e trova piú economico e conveniente vivere all'estero. E si finisce col viaggiatore novecentesco, che parla con la povera gente nelle osterie lungo la via e vede nella diversità dei tipi la struttura e l'unità dell'Impero romano.Viaggiatori diversi, ma tutti con la medesima convinzione di trovarsi in un paese dalla smodata quantità di bellezza, cosí eccessiva e straripante da sperperarsi e perdersi.La parola "bellezza" è il leitmotiv di tutti i Grand Tour che, dalla fine del Settecento, hanno esplorato, interpretato, e in definitiva creato, l'identità italiana, quell'altro da sé che lo straniero decide a un certo punto di far proprio. "La bellezza circostante" ha scritto una volta Brodskij, "è tale che quasi subito si è presi da una voglia assolutamente incoerente, animalesca, di tenerle testa, di mettersi alla pari".Con il suo sguardo "attento e straordinariamente inedito", Mario Fortunato indaga la natura mimetica di questo desiderio che, da Wilhelm von Glöden fino a Norman Douglas e a Wystan Hugh Auden, ha spinto illustri scrittori sulle nostre coste, convinti di essere approdati nella terra della piú sorprendente libertà sessuale ("tutti lo fanno per divertimento", scrisse Auden a un'amica da Ischia). Lo stesso desiderio mimetico che ha permesso a Frederic Whyte, disegnatore di giardini inglese, di creare in Sabina un perfetto giardino all'italiana, e che, sempre in quel lembo di terra, ha allietato gli ultimi anni del grande editore Giulio Einaudi, il quale con dedizione assoluta curava, potando, innestando e concimando, le rose del suo piccolo giardino all'inglese. Quello che traspare, infatti, da queste pagine non è soltanto che i luoghi comuni sui popoli sono interessanti per il rovescio che nascondono, ma soprattutto perché rivelano che l'attrazione per "il diverso che ci svela a noi stessi" è "la prima regola del discorso amoroso" che da secoli perdura tra la nostra Italia e l'Italia degli altri.

La notte... l'attesa
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Adamo, Salvatore

La notte... l'attesa

Fazi Editore, 11/02/2015

Abstract: Il primo grande romanzo di un indimenticabile poeta e cantautore Julien, trent'anni, è un rital, ovvero figlio di emigrati italiani in Belgio. Dopo essere stato licenziato dal grande magazzino in cui lavora, passa per caso davanti all'agenzia di pompe funebri del signor Legay e lì viene assunto, iniziando così una quanto mai improbabile carriera di aiuto becchino. Julien, infatti, ha un animo gentile e sensibile, ama la musica e la pittura e si consuma di passione per Charlie, un'affascinante ragazza dal passato oscuro con la quale ha vissuto un'intensa storia d'amore, scomparsa all'improvviso senza lasciare tracce. E in uno snodarsi di vicende talvolta cupe talvolta esilaranti, dove incontriamo un'infinità di personaggi pittoreschi e il presente si intreccia ai ricordi dell'infanzia italiana, passando da un Belgio brumoso in cui la polvere di carbone sembra avere coperto ogni cosa a una Sicilia inondata di sole, il racconto di tutta una vita accompagna il lettore pagina dopo pagina come una melodia bellissima. Tenero, poetico, venato di nostalgia, ma al contempo ironico, brillante, con delle punte di pura comicità, La notte… l'attesa è un romanzo insolito, un omaggio dell'autore alle sue origini e all'Italia che ci svela come Adamo, oltre a essere un cantautore geniale, sia anche un raffinato scrittore.

L'ultima India
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Petrignani, Sandra

L'ultima India

Neri Pozza, 11/02/2015

Abstract: Ayyappam sorride come sorridono i semplici. E scuote la testa con quel movimento dolcissimo, da cane di pezza nel vetro posteriore, che hanno gli indiani per dire sì.È ad Ayyappam, l'allegro-dentro, la guida coi pantaloni occidentali, la camicia candida e i piedi nudi, che si addormenta sempre sorridendo sul pavimento dei templi, che Sandra Petrignani svela, nelle prime pagine di questo libro, il senso del suo viaggio in India. È da quando ha letto Kim, a dodici anni, che, come il vecchio lama Teshu, ha deciso di recarsi nel paese di Shiva a cercare il Fiume della Salvezza nato là dove cadde la freccia lanciata dal giovane Buddha per liberarsi dalla Ruota degli Accadimenti.Trovare il Fiume della Salvezza è, per Sandra Petrignani, liberarsi dalla libertà dal dio dell'Occidente, allontanarsi dal regno dove la natura è ormai una belva addomesticata e dio è morto. Dalla giungla del Periyar a Benares, dal favoloso parco dei templi di Khajuraho a Bombay, da Pondicherry all'agognato incontro con Sai Baba, da Cochin a Sarnath, da Matangesvara alla città-utopia di Auroville, Ultima India descrive le tappe simboliche di un soggiorno spirituale che ci restituisce tutto il fascino dell'India, innanzi tutto la vertigine che, nel "paese dell'anima", afferra il viaggiatore occidentale "nell'abbandonare la presa, nel lasciarsi spogliare di tutto, nel diventare agnello". E, parallelamente alla descrizione reale dei luoghi, si confronta con le mille stratificazioni culturali, da Kipling a Hesse, da Henri Michaux a Pasolini, da Manganelli a Tabucchi, a Moravia che hanno creato un'India parallela, un'India dell'immaginario altrettanto reale di quella vera. Ricognizioni, colloqui, insegnamenti, cedimenti, attese, impressioni, sensazioni, rimpianti, immagini terribili e lievi, Ultima India è uno straordinario intreccio di riflessione letteraria e reportage che appartiene alla grande narrativa di viaggio, capace di muoversi tra fascinazione e tenera ironia, voglia di abbandono a risposte rassicuranti e l'imperativo del dubbio, ultimo ma irrinunciabile retaggio della cultura occidentale.

Care presenze
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Petrignani, Sandra

Care presenze

Neri Pozza, 11/02/2015

Abstract: È l'estate del 2002, un'estate fresca nella torre in riva al lago dove Olga e Marin trascorrono le vacanze con la famiglia e gli amici di famiglia: Caròl e Cristiano, i figli di Olga, Patrizia, sua nuora, Padma, che dà una mano in casa e vive con la piccola Shamira nella casetta del custode, Ada, la figlia di Cristiano, Alex, il giovane, bellissimo cubano, Hitoshi, il cineasta giapponese, Gregorio, Gianna… Una piccola comunità accampata nelle numerose stanze della torre diroccata che Olga e Marin hanno reso solida e accogliente, come solo una costruzione romantica in riva a un lago può esserlo.Ora, a causa della sadica fantasia di Ada - una bambina che inventa storie spaventose per mettere alla prova la credulità della piccola Shamira: mostri nascosti in qualche armadio, animali domestici che si trasformano in belve, cartoni animati che addentano i piedi di bambini addormentati - una strana mania ha preso gli abitanti della torre: si sono messi tutti a inventare storie di fantasmi.Ha cominciato Ada, appunto, costruendo la storia della Casa dell'impiccata, una storia terrorizzante, così perfetta e credibile, che lei stessa ne è restata sconvolta. Poi ha continuato Caròl con la storia di Gawain e del Cavaliere Verde e via via, a turno, gli altri. Ecco allora la storia della Donna dai capelli bagnati, della Bella senza cuore, dello Spettro pieno di vento, della Danza macabra finché… finché non è toccato a Olga raccontare la sua storia e allora ogni barriera, ogni confine è apparso incerto. Chi sono davvero gli spettri, e chi i vivi? Chi sono coloro che "trottano, danzano, vanno e vengono", le care presenze della nostra vita?Con Care presenze, Sandra Petrignani ci restituisce il piacere della narrazione pura, dove i fantasmi ci riportano il brivido dell'ignoto e arcane paure che credevamo dimenticate.