Trovati 855428 documenti.
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Archivi d'impresa. Gestione documentale e valorizzazione: il contesto digitale
Editrice Bibliografica, 22/09/2021
Abstract: Archivio come DNA aziendale, archivistica come strumento dell'imprenditore. Partendo dall'osservazione del sistema impresa in Italia in un contesto di transizione digitale, il volume affronta la formazione degli archivi d'impresa e l'evoluzione delle loro principali tipologie documentarie: conoscere, organizzare, gestire, descrivere e promuovere gli archivi di impresa impone un costante confronto fra competenze e professionalità. Obiettivo del libro è dimostrare quanto un consapevole approccio archivistico combinato a un confronto illuminato fra specialisti di diverse discipline consenta plurimi risultati: adottare buone pratiche per l'archivio in formazione, rendere accessibile a pubblici differenziati il bene culturale archivio, valorizzare l'identità aziendale. Conclude il volume una selezione di casi studio accompagnata da un percorso per immagini.
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Salani Editore, 07/10/2021
Abstract: "Siamo figli di chiunque sia in grado di prendersi cura di noi, al di là del grembo che ci custodisce prima di consegnarci al mondo."Levante"Vorresti incontrarla davvero, Alma. Magari mentre viene fuori a salvarti dalle pagine stesse di questo romanzo, tanto sei riuscito a immaginartela, per filo e per segno, nei dettagli microscopici della sua essenza, e pure in quelli macroscopici della sua piccola grande storia. Carola Carulli, con le sue parole esperte e piene di tutto, ti accompagna su quella giostra fantastica chiamata 'vita'."Giuliano Sangiorgi"Carola Carulli sente solo con il suo cuore, pensa solo con la sua testa. E con quel cuore e quella testa scrive."Chiara GamberaleBisogna avere coraggio anche per essere felici, e Sveva nella casa dei suoi genitori non lo è mai stata. Sarah, sua madre, ha puntato tutto sulla bellezza e sulla conquista di un ruolo in società, per osservare il mondo da una posizione comoda. Ma a Sveva non importa dei bei vestiti o delle scuole esclusive, né di cercare un uomo perbene e un matrimonio sicuro. Per questo, ogni volta che può scappa da sua zia Alma, la mamma che avrebbe voluto, la stramba con gli occhi di colori diversi, l'irregolare di famiglia, la ribelle a cui non va mai bene niente. In lei ha trovato un'amica e una complice, qualcuno da cui imparare il senso dell'amore, l'indipendenza e – perché no? – anche gli sbagli. Se la disobbedienza è un tratto ereditario, Sveva è certa di averla ricevuta da lei e dalla bisnonna, che aveva poteri da sensitiva e che da molto lontano continua a vegliare su di loro. Quando Alma rimane incinta di Tommaso, creatura solitaria che appartiene unicamente al mare, il fragile e complicato equilibrio familiare rischia di rompersi. Per tutti loro arriva il momento di rimettere ordine dentro se stessi o, forse, di accettare che la vita è destinata a restare eternamente inesatta e che le persone più importanti sono quelle che ti piovono addosso senza preavviso. Con delicatezza e una scrittura ricca di sfumature, Carola Carulli getta uno sguardo originale sulla maternità, sull'ambivalenza dei legami di sangue e sulla straordinaria capacità delle donne di ferirsi e di curarsi l'un l'altra.
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Carbonio Editore, 07/10/2021
Abstract: Il significato di "Contro la musica" deve essere inteso. Non è una volgare polemica che qui s'innesca ma una delicata questione metafisica. Questione che si configura relativamente all'ethos, alle regole che alla musica occorre siano date. E perciò stesso questione metafisica. Un rozzo ascoltatore, senza ethos alcuno, si è impadronito della musica. Essa lo segue ipnotizzata e sprigiona suoni dai suoi stessi fan. Un ascolto che è senza ethos. Un ascolto subìto, dove l'ascoltatore inciampa nella musica ed è obbligato ad ascoltarla, anche quando non lo vuole. "Esplorabile mistero, affascinante, temibile e insondabile la vita, pensavo proprio mentre leggevo il minato pamphlet del cult-philosophe siciliano…" (Franco Battiato, la Repubblica, aprile 1994)
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Dostoevskij e il cavallo di Nietzsche
Lindau, 23/09/2021
Abstract: Torino, 3 gennaio 1889. Friedrich Nietzsche, con un sorprendente gesto di compassione (sentimento molto bistrattato nei suoi scritti), getta le braccia al collo di un cavallo per difenderlo dalle frustate del vetturino. Subito dopo cade a terra privo di conoscenza e da allora la sua mente sprofonda nel buio della follia. Questa immagine, così celebre e così teatrale, ricorda alcune scene presenti nei romanzi di Dostoevskij, in cui fanno capolino cavalli innocenti, ingiustamente percossi (si pensi a quello che Raskolnikov, il protagonista di Delitto e castigo, sogna prima di compiere l'omicidio che ha premeditato).Nietzsche e Dostoevskij non si incontrarono mai, sebbene il primo fosse un vorace lettore e ammiratore del secondo, al punto da riconoscere in lui un fratello ideale. Tante, fra loro, le sintonie, e anche le discordanze inconciliabili, che emergono dalle pagine dei loro scritti così come dalle parole e dalle azioni degli intramontabili personaggi a cui diedero vita. In questo piccolo volume Bianca Gaviglio tratteggia un ritratto parallelo di questi due giganti del pensiero, mettendone in luce le intuizioni profonde e in un certo senso profetiche.
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EdiSES Edizioni, 22/09/2021
Abstract: L'insegnamento di Arte e immagine e la progettazione didattica in presenza e in digitale
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Salani Editore, 12/10/2021
Abstract: Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita... anche i giocattoli.Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con lʼaiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa…Dal genio creativo di J.K. Rowling, una delle più belle storie di Natale mai scritte, piena della tenerezza irresistibile dellʼinfanzia di fronte al grande mistero della perdita. L'affettuosa, inesauribile fantasia dell'autrice e la compassione verso le persone e gli oggetti amati che assorbono i sentimenti umani sono la celebrazione del calore della famiglia, del prendersi cura e del sentirsi capiti e della autentica sostenibilità delle cose. Con le bellissime illustrazioni del pluripremiato artista Jim Field, Il Maialino di Natale è destinato a diventare un classico amato da adulti e bambini.
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Solferino, 23/09/2021
Abstract: "L'agente di pubblica sicurezza Antonio Annarumma muore con la testa fracassata da una sbarra di ferro". Gli anni di piombo si aprono nel 1969 con un morto durante una manifestazione a Milano, e proseguono con le stragi nere di piazza Fontana, di Brescia e dell'Italicus, con lo stillicidio degli agguati delle Brigate rosse e degli altri gruppi terroristici di estrema sinistra fino alla morte di Aldo Moro e degli agenti della sua scorta. Ma quello tra il 1969 e il 1979 fu anche il decennio delle grandi riforme con l'istituzione delle Regioni, lo Statuto dei lavoratori, l'introduzione del divorzio, il nuovo diritto di famiglia, la regolamentazione dell'aborto, la maggiore età ai diciottenni. E furono anche anni di gravi crisi economiche, soprattutto legate al petrolio e alle oscillazioni valutarie. Dopo il precedente volume sugli anni Ottanta, questa nuova serie dei diari inediti di Giulio Andreotti, curati dai figli Serena e Stefano, documenta in presa diretta un'epoca ancora viva nella memoria di milioni di italiani; e la prosa disincantata e partecipe dell'uomo che per quasi metà di quel decennio è stato presidente del Consiglio ci restituisce con accuratezza, vivacità e ironia lo spirito del tempo. Un racconto rivelatore e ricco di retroscena di un capitolo cruciale e controverso della storia italiana. Introduzione di Bruno Vespa.
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Mimesis Edizioni, 23/09/2021
Abstract: Trasmettere l'eredità è un atto di consegna del Padre, atto che esige fedeltà al mandato ricevuto, in un mondo che ci addestra a un godimento senza freni e senza limiti, con il dovere di comprare secondo l'imperativo di mercato. Particella vagante, il soggetto si sfalda nell'anonimato perché la contemporaneità ha smarrito la funzione del Padre, con effetti decostruttivi operanti nella lingua, nella politica, nell'economia e nel sociale. Queste sono le conseguenze visibili di una crisi che parte da lontano e che si può definire con le parole dell'autrice "l'evaporazione del Nome-del-Padre".
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Adelphi, 30/09/2021
Abstract: ""L'uomo che amava i bambini" è il genere di libro che, se fa per voi, fa "davvero" per voi. Sono convinto che decine di migliaia di persone benedirebbero il giorno in cui è stato pubblicato, se solo sapessero che esiste. Forse non lo avrei trovato neppure io, se nel 1983 mia moglie non lo avesse scoperto nella biblioteca pubblica di Somerville, per poi dichiararlo il libro più vero che avesse mai letto. Ogni volta che mi viene voglia di rileggerlo dopo qualche anno di lontananza, comincio a temere di essermi sbagliato, data la scarsa considerazione di cui gode nel mondo letterario. Poi apro il libro con trepidazione e, quando dopo cinque pagine vengo di nuovo catturato, capisco che non mi sbagliavo affatto. Sento di essere tornato a casa".JONATHAN FRANZEN
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Adelphi, 30/09/2021
Abstract: Sotto lo pseudonimo Loris i viennesi incontrarono, nell'ultimo decennio dell'Ottocento, saggi, recensioni e poesie che rivelavano immediatamente il segno della compiutezza formale, unito a quello di una rara maturità psicologica. Ma Loris era un diciassettenne, Hugo von Hofmannsthal, che con quegli scritti esordiva. Il mondo culturale di lingua tedesca rimase abbagliato dinanzi al profilarsi di quella silhouette, come se la civiltà letteraria di ciò che Nietzsche chiamò "décadence" avesse trovato finalmente, e con naturalezza, la sua piena espressione. Poi, nel 1902, Hofmannsthal scrisse la celeberrima "Lettera di Lord Chandos", testimonianza di una gravissima crisi, che lo aveva catapultato dalla parola perfetta alla parola impossibile, all'afasia. Non per questo Hofmannsthal cessò di scrivere, anzi si può dire quasi che da quella crisi nasca la sua grande prosa. Ma gli scritti posteriori celano in sé la traccia di quella lesione irreversibile e preziosa.In questo volume vengono raccolti trentanove testi, in senso lato saggistici, scritti da Hofmannsthal nel periodo 1891-1914. Essi includono perciò tutta la prima fase, nel segno di Loris, il testo-spartiacque che è la "Lettera di Lord Chandos", e numerosi scritti degli anni fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Pur nelle continue e delicate oscillazioni della prosa, che corrispondono ogni volta a violente e ben mascherate tensioni intime dell'autore, come quella fra una sorta di nebulizzazione del tutto in una miriade di gocce di fontana e, all'opposto, la ferma percezione del "contorno divino" delle cose, costante rimane in Hofmannsthal, sin dalla "pura magia" dell'inizio, un gesto: quello dell'inchinarsi dinanzi all'"ignoto che appare", sferzato da quell'apparizione a "percorrere l'intero regno della metafora". Come Hofmannsthal scrisse nel "Libro degli amici": "Nel presente si cela sempre quell'ignoto la cui apparizione potrebbe mutare tutto: questo è un pensiero che dà le vertigini, ma che consola".
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Adelphi, 30/09/2021
Abstract: Quando nel 1893 Hofmannsthal scrisse il racconto "Giustizia", primo di questa raccolta, aveva diciannove anni: il suo stile era già perfetto, una prosa quasi condannata alla maturità e alla limpidezza, dove risalta ogni minima crepa – come in certe mirabili tazze giapponesi che così vengono fatte perché la loro bellezza sia più naturale. In quel racconto appare un angelo, "uno degli snelli paggi di Dio", e chiede al govane autore, traendo il suo stiletto dal fodero: "Sei un giusto?". E, all'inadeguata risposta, ribatte: "Giustizia è tutto, giustizia è la prima cosa, giustizia è l'ultima". Si può dire che tutta l'opera di Hofmannsthal sia stata una risposta alla domanda dell'angelo: la sua vertiginosa precisione estetica accenna sempre a quella "giustizia" come alla sua origine, secondo le parole di Gregorio di Nissa che Hofmannsthal pose a motto dell'intera sua opera: "Egli, l'amatore della suprema bellezza, ritenendo ciò che aveva visto quasi un'immagine di ciò che non aveva visto ancora, aspirava a goderne l'originale medesimo". È questo il sottinteso che vibra in tutti i racconti qui riuniti, scritti fra il 1893 e il 1913 e in parte pubblicati postumi. Hofmannsthal raggiunge in queste pagine alcuni vertici della sua arte, per esempio nella "Mela d'oro", che dà il titolo al volume e che pure è rimasto incompiuto, come l'"Andrea", quasi che Hofmannsthal si rifiutasse di appagarsi di ciò a cui il suo genio naturalmente lo inclinava: chiudere la perfezione in una figura.
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Fazi Editore, 14/10/2021
Abstract: Tutto cambia nel giro di pochi secondi per Dawn Edelstein. La donna si trova su un aereo quando l'assistente di volo fa un annuncio: "Prepararsi per un atterraggio di fortuna". I pensieri cominciano ad attraversarle la mente. Ma non riguardano suo marito, bensì un uomo che non vede da quindici anni: Wyatt Armstrong. Dawn sopravvive miracolosamente allo schianto. Nella sua vita non manca nulla: ad aspettarla a Boston ci sono il marito Brian, la loro amata figlia e il suo lavoro di doula di fine vita, che consiste nell'aiutare i suoi clienti ad alleviare la transizione tra la vita e la morte. Ma da qualche parte in Egitto c'è Wyatt Armstrong, che lavora come archeologo portando alla luce antichi luoghi di sepoltura: una carriera che Dawn è stata costretta ad abbandonare. E ora che il destino le offre una seconda possibilità, non è così sicura della scelta che ha fatto. Dopo l'atterraggio di emergenza, potrebbe prendere un'altra strada: tornare al sito archeologico che ha lasciato anni fa, ritrovare Wyatt e la loro storia irrisolta, e forse anche completare la sua ricerca sul Libro delle Due Vie, la prima mappa dell'aldilà. I due possibili scenari per Dawn si svelano l'uno al fianco dell'altro, così come i segreti e i dubbi a lungo sepolti insieme a loro. È il momento di affrontare le domande che non si è mai veramente posta: cos'è una vita vissuta bene? Quando abbandoniamo questa terra, cosa ci lasciamo dietro? Facciamo delle scelte… o sono le nostre scelte a fare noi? E chi saresti, se non fossi diventata la persona che sei adesso?Delineando una storia avvolgente in cui si respira il fascino misterioso dell'Egitto mentre ci si lascia catturare da una sottile esplorazione della psicologia femminile, Jodi Picoult torna in grande stile: Il Libro delle Due Vie è un commovente romanzo sull'amore e sulla morte, ma soprattutto sulle scelte che cambiano per sempre le nostre vite."Un'esplorazione profonda, affascinante, avvolgente della geografia umana"."The Sunday Times""È difficile esagerare, nel dire quanto scrive bene Jodi Picoult"."Financial Times""Jodi Picoult è una penna talentuosa, abilissima nel creare situazioni che non solo stuzzicano la mente, ma toccano l'anima di noi tutti"."The Boston Globe""Fan di Jodi Picoult, gioite! Il Libro delle Due Vie è un romanzo che non riuscirete a posare"."CNN""A questo punto della sua carriera, Jodi Picoult saprebbe costruire efficacemente la tensione anche a occhi chiusi; ma la parte migliore del libro non è la suspense: è lo sguardo sulla complessità di una donna alle soglie della mezza età"."The Washington Post"
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Castelvecchi, 20/09/2021
Abstract: I modelli economici e politici superstiti sembrano essere soltanto due: il neoliberismo e le tendenze populiste e neonazionaliste di alcuni governi latinoamericani. Enrique Dussel, tra i più eminenti filosofi del Sudamerica e figura di spicco del movimento Filosofia della Liberazione, analizza questa opposizione con gli strumenti delle scienze sociali. Il dilagante successo di certi populismi diventa quindi occasione per riflettere sia sul concetto di leadership – e scongiurare così l'ascesa di dittature carismatiche – sia per rimettere al centro del dibattito le questioni del "popolo" e del "popolare": concetti chiave per una democrazia rinnovata che crei nuove istituzioni di partecipazione.
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L'ultima battaglia del capitano Ni'mat
Edizioni e/o, 06/10/2021
Abstract: Autore di culto nel mondo arabo, dove pure è stato osteggiato per i temi scabrosi di molti dei suoi romanzi, Mohamed Leftah è nato in Marocco nel 1946 ed è morto al Cairo, in Egitto, nel 2008. Nel 2011 è stato assegnato a questo romanzo l'importante premio marocchino Prix de la Mamounia. L'attuale sua riscoperta è un segnale positivo di una nuova sensibilità verso i temi dell'omosessualità e del sesso in genere, che sta facendosi largo a fatica nel mondo arabo.Sono sessantenni panciuti e stanchi quelli che sguazzano nella piscina dell'esclusivo club Maadi, per lo più militari in pensione, generali e alti gradi dell'esercito egiziano. Fra loro c'è il capitano Ni'mat, ex pilota di caccia che ha combattuto nella guerra dei Sei Giorni, quella del 1967 contro Israele che si è conclusa con una pesante sconfitta dell'Egitto e, quindi, sua. A un certo punto il club viene invaso dai giovani, i ragazzi della locale squadra di nuoto venuti ad allenarsi, e i vecchi sono costretti loro malgrado a lasciare la piscina e rifugiarsi al tavolo sotto il pergolato, dove proseguono le loro interminabili chiacchiere. Solo il capitano Ni'mat resta in disparte ad ammirare i corpi lisci e flessuosi dei giovani che guizzano agili nell'acqua azzurra. Poi quell'osservazione diventa contemplazione e il capitano Ni'mat è il primo a sorprendersi del rapimento estatico da cui è travolto e al quale non sa ancora dare un nome.Il libro racconta il viaggio dell'ex militare, sposato e padre di due figlie, nella propria tardiva omosessualità: una scoperta di se stesso esaltante, quando in una successione di torridi incontri sessuali prova un piacere mai provato prima, e allo stesso tempo devastante, quando si rende conto che la deriva presa dalla sua vita va contro tutte le regole del vivere sociale, tanto più in un paese come l'Egitto, sempre più succube della rigida morale islamica, dove affermare con orgoglio la propria diversità è impensabile.La difesa della propria individualità contro le convenzioni del sistema è l'ultima battaglia del capitano Ni'mat.
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Bollati Boringhieri, 21/10/2021
Abstract: "Godibilissimo. ""The Independent""Un libro pieno di idee e di calore… eccellente. ""Emerald Street""Un romanzo gentile su come evitare l'apocalisse in un angolo remoto della Cornovaglia… un'atmosfera di grande fascino. ""Financial Times""Impossibile indovinare come la vita degli abitanti del sonnolento borgo di St Piran, in Cornovaglia, verrà stravolta dopo il ritrovamento di un uomo sulla spiaggia… Da leggere, assolutamente. ""The Times" Quando un giovane uomo viene ritrovato privo di sensi a St Piran, in Cornovaglia, gli abitanti del piccolo paese sono perplessi. Chi è costui, e come è arrivato fin lì? E che dire della balena che il giorno dopo si arena proprio davanti alla stessa spiaggia? Presto capiamo che il giovane, Joe Haak, è un analista finanziario, i cui studi non hanno portato agli esiti auspicati, e ha deciso di buttarsi in mare, dove viene salvato dalla stessa balena che lui salverà il giorno dopo. Eppure, quando scoppia il primo caso di influenza in Asia, Joe saprà esattamente che cosa sta succedendo… Con questo romanzo divertente e pieno di calore, John Ironmonger ci racconta una storia appassionante sulle cose importanti che ci tengono insieme anche quando ci sembra di essere arrivati alla fine del mondo.
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Garzanti, 21/10/2021
Abstract: "Federica Bosco è scrittrice d'amore sopraffina."iO Donna - Maria Grazia Ligato"Nei libri di Federica Bosco si ride e si sorride con dialoghi impagabili."ttl La Stampa - Alessia Gazzola""Non dimenticarlo mai" è il romanzo delle risposte. Federica Bosco è un bel vulcano di sincerità e talento nel decifrare l'esistenza."Io DonnaLa mattina del suo quarantanovesimo compleanno Giulia è seduta sullo sgabello della cucina a bere un caffè e, mentre contempla la nebbia dell'inverno milanese, viene travolta da un attacco di panico in piena regola. Lei, giornalista di costume per una rivista di grido, con una vita scandita da mille impegni, avverte all'improvviso la consapevolezza che la sua esistenza così com'è sembra non avere più alcun senso. Un compagno da quattro anni, Massimo, anch'egli giornalista con una forte propensione all'indipendenza, una madre giocatrice incallita dalla personalità crudele e affascinante da cui ha imparato a guardarsi le spalle, qualche amica con cui condividere sfilate e pettegolezzi, un fratellastro amatissimo, un padre artista e sognatore, e questo è tutto. Ciò che la sconvolge, però, è l'impellente desiderio di maternità mai provato prima, giunto molto oltre i tempi supplementari, che adesso le sembra l'unica ragione di vita. Le reazioni delle persone vicine a lei non sono incoraggianti e, accompagnata da un coro di "ma tu non ne hai mai voluti", Giulia si accinge non senza difficoltà a convincere il compagno a imbarcarsi nel complicato mondo delle cure per la fertilità, ispirata da un'idea di famiglia in cui crede ancora nonostante l'infanzia passata a giocare con le Barbie sotto i tavoli verdi. Massimo però si rivela un partner imprevedibile, che la porta un giorno in un paradiso di mille premure e quello dopo nell'inferno dell'indifferenza, facendola sentire ancora più sola. Così Giulia, quasi senza alleati, decide di abbandonare per sempre la sua zona di comfort e di spiccare un salto nel vuoto. Alternando ironia e malinconia col suo stile inconfondibile, Federica Bosco ci trascina in un crescendo di emozioni e colpi di scena raccontando una storia in cui tutti possiamo riconoscerci, perché non è mai troppo tardi per prendere una decisione folle, se è quella che ti può rendere felice.
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Garzanti, 28/10/2021
Abstract: "Benvenuti nel piccolo mondo immenso di Andrea Vitali."ttL-La Stampa - Raffaella SilipoNella Bellano insolitamente ventosa di inizio 1963, Annibale Carretta dovrebbe essere conosciuto come ciabattino. Dovrebbe, perché la sua indole è sempre stata un'altra. Nato "strusciatore di donne", uno che approfitta della calca per fare la mano morta, nella vita ha rimediato più sganassoni che compensi per le scarpe che ha aggiustato. Ed è finito in miseria, malato e volutamente dimenticato dai più. Ma non dalla presidentessa della San Vincenzo, che sui due locali di proprietà del Carretta, ora che lui sembra più di là che di qua, ha messo gli occhi. Vorrebbe trasformarli nella sede della sua associazione. Per questo ha brigato per farlo assistere da una giovane associata, Rita Cereda, detta la Scionca, con il chiaro intento di ottenere l'immobile in donazione. E in parte ci riesce anche, se non fosse che quelle due stanze del Carretta ora a Rita farebbero parecchio comodo. Le vorrebbe dare alla madre per il suo laboratorio di sartoria, e alleviarle così il peso della vita grama che fa: vedova e col pensiero di una figlia zoppa, Rita, appunto; una malmaritata, Lirina, che non sa come liberarsi del muratore avvinazzato che ha sposato; e poi Vincenza, bella ma senza prospettive, che seduta sul legno di una barchetta vede riflesso nello specchio del lago il destino che l'attende e al quale non sa sottrarsi. Su queste prime note si intona la sinfonia di voci e di vicende che hanno fatto di Bellano il paese-mondo in cui tutti possono ritrovare qualcosa di sé, e che nella Gita in barchetta interpreta una delle migliori partiture composte dalla penna leggera e tagliente di Andrea Vitali. Per i lettori è l'irresistibile occasione di immergersi ancora una volta nell'intreccio sorprendente di storie che è la vita.
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Corbaccio, 21/10/2021
Abstract: Il mondo del futuro richiede capacità mentali nuove: quali sono e come allenarle?Viviamo in un mondo ipercomplesso, caratterizzato da sempre maggiore incertezza e da un continuo mutamento. In questo contesto la pandemia è semplicemente l'ultimo atto della crisi innescata dal cambiamento globale. Crisi che riguarda le nostre certezze, le nostre abitudini e i nostri modelli mentali. Da qui non torneremo indietro; al contrario, dovremo imparare a convivere con questo mondo instabile, acquisendo nuove competenze psicologiche e cambiando il nostro mindset.Pietro Trabucchi, psicologo che da decenni si occupa di resilienza, motivazione e gestione dello stress e che lavora con atleti che si preparano a sfide straordinarie, focalizza in questo suo nuovo libro alcune delle capacità mentali che saranno fondamentali per il futuro.• Imparare a tollerare l'incertezza crescente, rimanendo focalizzati e motivati.• Saper pensare in modo autonomo e critico distinguendo il reale dall'irrealtà, il mondo delle "fake news" da quello delle informazioni vere.• Saper governare le nostre parti impulsive e iperemotive che la società attuale invece stimola continuamente.• Percepire con chiarezza i propri limiti, accettandoli come punto di partenza e non come vincolo schiacciante.Con l'esempio di alcuni "superatleti", di militari appartenenti alle forze speciali, di alpinisti ed esploratori di punta, e appoggiandosi a una solidissima letteratura scientifica, Trabucchi spiega in che modo queste qualità si possano e si debbano apprendere, sviluppare e allenare.E, con il contributo di Federico Fubini, giornalista e editorialista di economia, si interroga sui motivi che rendono la società italiana per certi versi meno propensa di altre a favorire un cambiamento di mentalità e su come riuscire a superare le resistenze attraverso un lavoro individuale e collettivo.
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Casa Editrice Nord, 14/10/2021
Abstract: "Il suo libro più ambizioso. Una storia avvincente e implacabile. "Booktrib"Steve Berry ha davvero superato se stesso. "La rete del Führer" è un romanzo credibile e ricco di colpi di scena. Una delle letture più attuali ed emozionanti dell'anno. "Bookreporter"Mescolando abilmente ricerca storica e azione, Steve Berry ci mostra la minaccia che ancora cova sotto le ceneri del Terzo Reich. "Kirkus Reviews Sul mondo si allunga l'ombra di un nuovo Reich…Garmisch, Germania. Oltre che ex presidente degli Stati Uniti, Danny Daniels è famoso per essere un uomo d'azione. E non è raro che qualche vecchio amico si rivolga a lui per questioni che non possono essere risolte tramite i canali ufficiali. È il caso della Cancelliera tedesca, in cerca di un aiuto discreto per interrogare una donna arrivata dalla Bielorussia con informazioni di vitale importanza per il futuro del Paese. Come prova della sua buona fede, la donna le ha consegnato una busta con delle coordinate GPS e alcuni documenti sconcertanti relativi a Eva Braun. Ma, proprio quando Daniels si presenta per chiederle spiegazioni, lei cade a terra e muore contorcendosi dal dolore. Tra le labbra, una sigaretta che ancora emana l'odore dolciastro del cianuro.Minsk, Bielorussia. È una faccenda troppo delicata persino per coinvolgere i servizi segreti. Perciò Danny Daniels ha mandato Cotton Malone a indagare sulla misteriosa informatrice. In teoria, nessuno sa che lui si trova lì. In pratica, nel giro di poche ore, Malone si ritrova braccato da una squadra di uomini armati ed è costretto a lasciare il Paese. Gli resta un unico indizio: le coordinate GPS. Così Malone si rimette in viaggio, senza sapere che così facendo si sta mettendo sulle tracce di un segreto che affonda le sue radici tra le ceneri della seconda guerra mondiale, un segreto custodito per settantasei anni e che, se finisse nelle mani sbagliate, potrebbe cambiare per sempre il volto dell'Europa. Perché il mandato della cancelleria sta finendo, le elezioni sono alle porte e sulla Germania incombe l'ombra di un nuovo Reich…
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Guanda, 14/10/2021
Abstract: UN VIAGGIO NELL'ANIMA NERA DELLA GERMANIA NAZISTA"Un'analisi viscerale della colpa, collettiva e individuale."The Times"Un'opera emozionante che scorre come una fotografia che si sta sviluppando, le linee si definiscono lentamente, la luce emerge dal buio… Un risoluto regolamento di conti con la colpa, la responsabilità e la vergogna."TLS"Un piccolo capolavoro… Un romanzo indomito, provocatorio, scritto in modo eccezionale."Kirkus Reviews"Un libro coraggioso, che ci sfida a mettere a nudo le nostre storie, a cercare risposte nel passato, e ad aprirci a punti di vista completamente diversi dal nostro."The New York TimesIl giovane Meissner ha diciannove anni quando, nel pieno della Seconda guerra mondiale, viene arruolato come artigliere nell'esercito della Wehrmacht e inviato sul fronte orientale. Molto tempo dopo, a più di novant'anni, fa i conti con il proprio passato scrivendo una lunga lettera al nipote, a cui non ha mai voluto parlare della sua esperienza in Russia. In queste pagine, trovate solo dopo la sua morte, il nonno risponde alla domanda che il nipote non ha osato rivolgergli: "Hai fatto delle cose terribili?" Con lucida onestà, Meissner racconta gli orrori che lui e i suoi compagni hanno visto ma anche compiuto, la paura e gli atti di coraggio, soffermandosi su pochi giorni alla fine del1944, quando il suo reggimento, ormai allo sbando e certo della sconfitta, arretra in Polonia incalzato dall'Armata Rossa, fino alla reclusione in un campo di prigionia sovietico. Nel rievocare quei momenti di annientamento fisico, psicologico e morale, Meissner si chiede quali siano state le sue responsabilità in ciò che accadde e se avrebbe potuto agire diversamente. In conclusione, dove sia finita la sua umanità. E mentre cerca una risposta, apprendiamo dalle parole del nipote quale genere di persona sia diventato dopo la guerra… Un romanzo avvincente, che affronta il tema del senso di colpa e della vergogna – individuale e collettiva – e di come si possa convivere con questi sentimenti. Nel tentativo di capire come sia stata possibile la complicità di un intero paese in una guerra così efferata, Alexander Starritt mostra quanto sia labile il confine tra giusto e sbagliato, fino a scardinare le nostre convinzioni più solide.