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L'ars amatoria
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Ovidio, P. Nasone

L'ars amatoria

UTET, 12/05/2017

Abstract: Poeta di straordinaria facilità espressiva e talento narrativo, Ovidio fu una figura molto influente per la letteratura latina, ma anche per la cultura del Medioevo e del Rinascimento. Originario di Sulmona, dove nacque nel 43 a.C., studiò retorica a Roma e frequentò la corte di Augusto, dove divenne famoso grazie alle sue opere elegiache e amorose. Fra queste l'Ars amatoria è senz'altro la più celebre: un componimento poetico in tre libri dedicato agli uomini e alle donne in cerca di avventure galanti. Con una scrittura vivace e smaliziata, Ovidio descrive i luoghi dove è più facile incontrare belle donne, le tecniche utili a un primo approccio così come quelle per far funzionare nel tempo una storia d'amore e, da ultimo, insegna alle donne come tenersi alla larga e difendersi da quelle stesse strategie. Corredata dal testo latino a fronte e da un apparato ipertestuale di note, a cura di Adriana Della Casa, l'edizione digitale dell'Ars amatoria è un'opera incredibilmente moderna e di piacevole fruizione per i lettori di oggi.

De oratore
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Cicerone, Marco Tullio

De oratore

UTET, 12/05/2017

Abstract: Composto fra il 55 e il 54 a.C., il De oratore è un trattato in tre libri di forma dialogica che illustra i cinque aspetti fondamentali dell'arte retorica: invenzione, disposizione, stile, memoria e azione. Il buon oratore deve essere in grado di seguire al meglio le regole e le tecniche che Cicerone insegna. Mettendo in scena, grazie a personaggi più o meno noti della sua contemporaneità, le diverse opinioni in merito all'arte del parlare bene, Cicerone scrive un'opera ancora oggi utilissima per analizzare i discorsi che ci circondano e per diventare noi stessi consapevoli del modo in cui ci esprimiamo. L'opera è oggi disponibile in versione digitale corredata di testo a fronte e note a cura di Giuseppe Norcio.

Atlante delle emozioni umane
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Watt Smith, Tiffany - Bellocchio, Violetta

Atlante delle emozioni umane

UTET, 24/04/2017

Abstract: Siamo tutti in grado di riconoscere la differenza tra rabbia e paura, tra desiderio e invidia. Sappiamo anche che è meglio non confondere l'affetto con l'amore, il rimpianto con il rimorso, l'euforia con la felicità. Quello di cui non ci rendiamo conto, però, è che lo spettro delle emozioni umane è ancora più sfumato di così: esistono sensazioni che tutti noi abbiamo provato, stati d'animo molto precisi e inconfondibili, e a cui però spesso non abbiamo saputo dare un nome. Eppure in qualche angolo del mondo, in qualche lingua a noi ignota esiste una parola che li definisce: per esempio, solo gli inuit chiamano iktsuarpok il miscuglio di ansia, nervosismo, eccitazione e felicità che prova chi aspetta l'arrivo di ospiti a casa, o la risposta a una mail importante; per i finlandesi, kaukokaipuu è l'inspiegabile nostalgia per un posto dove non siamo mai stati; gli spagnoli chiamano vergüenza ajena l'imbarazzo empatico di chi assiste alle figuracce altrui. Tiffany Watt Smith attraversa storia, antropologia, scienza, arte, letteratura e musica in cerca delle espressioni con cui le culture di tutto il mondo hanno imparato a definire le proprie emozioni, e nel frattempo ci rivela come siano complesse e sorprendenti anche quelle che credevamo di conoscere bene. Di parola in parola veniamo risucchiati nel caleidoscopio di questo libro divertente, colto e curioso, metà enciclopedia e metà atlante, che mentre mappa le differenze affettive tra i popoli ci ricorda che proprio nell'universalità di ciò che proviamo ci scopriamo uguali. "Questa rassegna di emozioni da tutto il mondo ci fa capire che non ci servono meno parole per descrivere ciò che proviamo: ce ne servono molte di più." The Guardian "Ogni emozione è una categoria di storie in cui riversare la propria esperienza personale" - la Repubblica ""Tu chiamale, se vuoi, emozioni", cantava Battisti. Per dare un nome alle sue sensazioni avrebbe avuto bisogno di questo libro" - Laura Pezzino, Vanity Fair

Storia e geografia del Giro d'Italia
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Pellizzari, Giacomo

Storia e geografia del Giro d'Italia

UTET, 18/04/2017

Abstract: 13 maggio 1909, 2.53 del mattino. Milano è illuminata a festa. Sul rondò di piazzale Loreto gremito di persone i ciclisti si preparano ad affrontare i 400 chilometri di strade fangose e dissestate che li separano da Bologna. Il primo Giro d'Italia sta per avere inizio. Dopo oltre un secolo, oggi, la Corsa Rosa celebra la sua centesima edizione: cento gare fatte di inseguimenti e cadute, vittorie in volata e salite estenuanti che si sono fissate nella memoria collettiva del paese, diventando un patrimonio condiviso. A restare impresse, tuttavia, non sono solo le gesta degli atleti, ma anche le cornici che le hanno ospitate, edizione dopo edizione. Con verve narrativa e autentica passione, Giacomo Pellizzari percorre l'Italia da nord a sud allestendo un tour immaginario in 21 tappe: un viaggio tra i silenziosi sentieri dell'Abetone nel giro del 1940, sulle passerelle di barche allestite a Venezia nel 1978, tra i ponti modulari sul mare della Maddalena nel 2007, lungo gli stradoni impolverati su cui intere generazioni hanno atteso per ore il passaggio dei corridori. Questa Storia e geografia del Giro d'Italia prende così i contorni di una lunga epopea: la fuga solitaria di Coppi sul Pordoi, lo scatto da grimpeur d'altri tempi che ha consacrato Pantani sul Mortirolo, l'impressionante tenacia di Merckx sulle Tre Cime di Lavaredo o l'eroica scalata al Bondone di Charly Gaul sono momenti in cui un intero paese si è unito intorno ai suoi eroi, inseguendoli con lo sguardo dai bordi delle strade, sospirando attaccati alle radioline o esultando nel buio dei tinelli rischiarati dalla luce dei televisori. Non solo momenti fondamentali della storia del ciclismo ma, soprattutto, tappe uniche della storia popolare del nostro paese.

Il viaggiatore di battaglie
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Scardigli, Marco

Il viaggiatore di battaglie

UTET, 16/05/2017

Abstract: Nel momento della battaglia, le nazioni, i popoli e gli eserciti mettono in campo tutto ciò che possiedono per ottenere la vittoria: cultura, etica, tecnologia, arte, coesione sociale, inventiva, ricchezza, fede, organizzazione. In un lasso di tempo breve, a volte poche ore, tutto questo si concentra e si contrae in uno spazio esiguo, come in certe catastrofi astronomiche, quando una stella esplode e sprigiona in un singolo istante enormi quantità di energia che si lasciano dietro solo polvere e detriti, e nessun ricordo di sé. Sono infatti innumerevoli, nella storia d'Italia, i racconti deformati, le memorie studiate a tavolino, le dimenticanze volute e anzi ricercate. E così, dalla scaramuccia all'epopea, dalla vittoria strategica alla battaglia campale, spesso la Storia non lascia alcuna traccia nei luoghi dov'è passata. Il viaggiatore di battaglie è allora colui che ostinatamente va alla ricerca di quella polvere e di quei detriti, che si mette in ascolto, in cerca dell'eco e delle vibrazioni superstiti di quella lontana esplosione. Fra monumenti e ossari, musei e manifestazioni, documenti e poesia, Marco Scardigli ci conduce alla scoperta dei grandi campi di battaglia italiani, insegnandoci a leggerne le tracce rimaste o la loro muta assenza. Attraversando più di venti secoli di storia d'Italia, riviviamo allora le antiche guerre combattute in Sicilia; saliamo sulla torre di San Martino e passeggiamo attraverso il Risorgimento; a Marsala e a Caprera inseguiamo Garibaldi e il suo mito; sul Carso ripercorriamo le trincee della Grande Guerra; infine rivolgiamo un pensiero alle tragedie del passato più recente. Perché recuperare la memoria delle battaglie passate non significa tanto celebrare la guerra, quanto preservare la Storia e, con essa, il valore sofferto della pace.

Exameron
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Ambrogio (sant')

Exameron

UTET, 12/05/2017

Abstract: Nato a Treviri nella prima metà del IV secolo e morto a Milano nel 397 d.C., città della quale divenne vescovo e santo patrono, Ambrogio è stato uno dei personaggi più influenti del secolo. Il suo apporto fu notevole in diverse questioni religiose, dalla regolarizzazione della liturgia alla lotta agli eretici, alla difesa del primato della Chiesa di Roma. Più della metà dei suoi scritti è dedicata all'esegesi biblica e il suo corpus è composto di opere oratorie-esegetiche, morali-ascetiche, dogmatiche-sistematiche e catechetiche. L'Exameron tratta i sei giorni della creazione del mondo, lasciando trasparire una profonda ammirazione per l'opera divina. Il pensiero dell'autore è oggi accessibile anche in ebook assieme al ricco apparato di rimandi e note ipertestuali a cura di Giovanni Coppa.

Eccentrici in guerra
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Santangelo, Andrea

Eccentrici in guerra

UTET, 28/02/2017

Abstract: Il generale Charles Orde Wingate è noto alla storiografia militare come il teorico della "guerriglia", capace di rivoluzionare con un'intuizione la strategia bellica britannica in piena seconda guerra mondiale. Ma quel che non tutti sanno è che al suo genio militare si accompagnava una personalità bizzarra: oltre a portare al polso una grossa sveglia al posto dell'orologio, era detestato dai colleghi ufficiali perché si lavava poco, mangiava grandi quantità di cipolle e li riceveva nella sua tenda il più delle volte nudo, coperto solo dalla sua amata Bibbia e dall'inseparabile casco coloniale. L'ultima grande guerra del Novecento è stata una lunga epopea fatta di tragedie e di battaglie, di gloriosi comandanti e imprese eroiche, di soldati temerari che si sono immolati per il loro paese, di fini strateghi e abili combattenti. Ma a voler scandagliare con cura i libri e i documenti, si scopre tutta una schiera di soldati che fecero dell'eccentricità la loro uniforme: generali, spie, partigiani, uomini e donne che si distinsero per il loro carattere e le loro abitudini curiose, indizi rivelatori di un'attitudine spiccata al pensiero laterale. Perché forse solo chi è fuori dagli schemi riesce davvero a sorprendere l'avversario. Andrea Santangelo, profondo conoscitore della storia militare, ci porta con sé sui principali campi di battaglia squadernandoci davanti un ricco patrimonio di storie: leggiamo così del colonnello che provò a resistere alle bombe tedesche imbracciando una cornamusa; delle molte donne che nonostante i pregiudizi dell'epoca raggiunsero incarichi pericolosi, guidando squadriglie di aerei o distinguendosi come cecchini implacabili; del colonnello della Wehrmacht che combatteva il caldo in kilt, del generale cowboy che credeva nella reincarnazione e di molti altri personaggi, valorosi compagni di armi nel variopinto esercito degli eccentrici.

L'arte occidentale della guerra
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Hanson, Victor Davis - Panzieri, Davide

L'arte occidentale della guerra

UTET, 27/06/2017

Abstract: Si narra che, quando gli fu suggerito di attaccare i persiani di notte per coglierli impreparati, Alessandro Magno rispose sdegnato: "La strada che indichi è quella dei banditi e dei ladri, il cui unico fine è l'inganno. Preferisco rammaricarmi della sorte avversa anziché provar vergogna per la mia vittoria". Il grande condottiero macedone dimostrava così di aver interiorizzato la cultura greca anche nell'ethos disperato e fiero della battaglia campale. Perché l'arte occidentale della guerra, spiega Victor Davis Hanson in questo saggio ormai classico, si fonda sulla ricerca dello scontro diretto di fanteria, terribile e risolutivo. Un'invenzione greca, tramandata dall'epica di Omero e dalle storie di Tucidide e Senofonte. La battaglia campale non era infatti una pratica comune, nelle guerre antiche, spesso più simili a una guerriglia episodica e selvaggia. Proprio per evitare gli assalti e la devastazione di campi e vigneti, i Greci costruirono una diversa idea di guerra, che si legava a doppio filo con l'essenza stessa della libertà e della democrazia: ogni uomo libero era disposto a correre il rischio di morire in poche ore nel cozzo brutale di lance e scudi, anziché lasciare le proprie terre e i propri cari in ostaggio delle sortite, delle razzie e degli incendi. È impossibile, allora, ragionare di questa idea di guerra senza calarsi nei panni del soldato semplice, dell'oplite schierato nella falange sul far della battaglia. Hanson non si limita infatti ad analizzare la struttura sociale delle città-stato, a ricostruire le tattiche o descrivere nel dettaglio le pesanti armi e gli equipaggiamenti. Riesce invece a disciogliere la storia nel racconto, facendoci rivivere in prima persona quel momento: respiriamo l'eccitazione e la paura, la solidarietà tra compagni di linea e la ferocia del corpo a corpo, ma anche i suoni, gli odori, la fatica... Tutta la dimensione umana dello scontro, tutto il peso di quell'ethos e di quel sacrificio. L'arte occidentale della guerra sopravviverà ai Greci e ad Alessandro Magno, perseguitando come un mito e un fantasma tutta la storia militare occidentale, dalle crociate a Napoleone, dal secondo conflitto mondiale fino alla disfatta americana del Vietnam, quando una nuova e diversa guerriglia segnerà la crisi e forse la fine di quel modello, l'illusione di una guerra nobile, di una vittoria pulita e priva di vergogna. "Un piccolo capolavoro di sapienza e stile." ¿ The Economist "Un libro travolgente." ¿ Christopher Hitchens "La Guerra di tipo occidentale, che i greci concepivano come una prova del fuoco, ha portato i loro discendenti nell'abisso dell'olocausto. La meditazione brillante e commovente di Victor Davis Hanson può contribuire, speriamo, ad allontanarci da quella voragine." ¿ John Keegan

Così è (se vi pare)
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Pirandello, Luigi

Così è (se vi pare)

UTET, 12/05/2017

Abstract: Luigi Pirandello, nato a Girgenti nel 1867, è stato scrittore, poeta e drammaturgo. Fra tutti i generi, era specialmente affezionato all'attività teatrale: sono quattro i volumi, intitolati Maschere nude, pubblicati da Treves dal 1918 al 1921. Così è (se vi pare), rappresentato per la prima volta a Milano nel 1917, si propone di scardinare le convenzioni teatrali dell'epoca, dove dominavano ancora Verga e d'Annunzio, e porta in scena una storia al cui centro è la ricerca della verità, una verità assoluta che tuttavia non può mai essere trovata. Mettendo in ridicolo i salotti e le famiglie borghesi, Così è (se vi pare) svela la facciata di rispettabilità che permea le abitudini della società italiana a cavallo dei due secoli. Il dramma si fa così portatore di un invito al dubbio e allo scetticismo, più che mai attuale anche in questa nuova edizione digitale, arricchita di note critiche a cura di Guido Nicastro, fruibili attraverso link ipertestuali.

La metafisica
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Aristotele

La metafisica

UTET, 12/05/2017

Abstract: Aristotele (384-83 a.C. - 322 a.C.) è uno dei più grandi pensatori dell'antichità. La sua attività di ricerca ha affrontato metafisica, fisica, etica, politica, psicologia, biologia, poetica, retorica e logica, e la sistematizzazione da lui data a queste discipline ha dominato la cultura occidentale almeno sino al XVII secolo. La sua Metafisica, "la più rigorosa delle scienze", esce oggi per Utet, con la cura di Carlo Augusto Viano, in una versione digitale arricchita di un apparato critico accessibile in modalità ipertestuale.

La democrazia in America
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Tocqueville, Alexis de

La democrazia in America

UTET, 12/05/2017

Abstract: Approdato nel 1831 in America per sfuggire alle conseguenze della Rivoluzione, il giovane Alexis de Tocqueville era pronto a immergersi in una nuova realtà e a lasciarsi alle spalle la confusione della vita politica francese. Di lì a poco avrebbe scoperto una società in prepotente sviluppo, un mondo inesplorato che nessuno aveva ancora descritto né compreso davvero. Queste sono le origini del trattato La democrazia in America. A risvegliare l'istinto politico di Tocqueville fu soprattutto la scoperta della radicale diversità fra gli Stati Uniti e la Francia: in America, la democrazia era "vita". La scoperta dell'America, per Tocqueville, si traduce a tutti gli effetti in una nuova "scienza politica" che, facendo tesoro del modello americano, con i suoi picchi di progresso e i suoi punti ciechi, può e deve essere applicata a tutte le società avanzate. Il pensiero dell'autore è ora disponibile anche in versione digitale, corredato da un apparato di note, a cura di Nicola Matteucci, fruibili in modalità ipertestuale.

Le bucoliche
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Virgilio Marone, Publio

Le bucoliche

UTET, 12/05/2017

Abstract: Di origine mantovana, ma ben presto frequentatore della corte augustea a Roma, Publio Virgilio Marone fu il maggiore dei poeti latini. Dopo una serie di scritti giovanili, che lo avvicinavano a Catullo, le Bucoliche sono la prima delle sue opere mature. Costituite di dieci componimenti poetici sotto forma di dialoghi o "canti amebei", danno voce ai temi più svariati, ma tutti legati da un'ambientazione pastorale. Dalla nostalgia per la vita campestre ai timori per la guerra, dalla sofferenza amorosa alla celebrazione di una nuova età di felicità per l'uomo (la famosa IV ecloga, per la quale nel Medioevo Virgilio fu considerato un profeta del cristianesimo), le Bucoliche vengono proposte in una nuova versione digitale, completa di testo a fronte e di un ricco apparato di note critiche, a cura di Carlo Carena, facilmente consultabile grazie ai rimandi ipertestuali.

Vite degli artisti, vite degli architetti
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Obrist, Hans Ulrich - Bellocchio, Violetta - Astrologo, Marina - Latronico, Vincenzo

Vite degli artisti, vite degli architetti

UTET, 19/09/2017

Abstract: Nel 1991, Hans Ulrich Obrist organizza il suo primo Kitchen Show, un'esposizione nella cucina dell'appartamento dove vive a San Gallo, in Svizzera. All'epoca ha solo ventitré anni. Troppo giovane per curare mostre in musei o gallerie, ha deciso insieme a Peter Fischli e David Weiss di sperimentare questa nuova strada: portare l'arte fuori dai circuiti canonici e inserirla in uno spazio raccolto, per recuperare l'intimità nel rapporto tra artista e opera. L'intuizione di Obrist si rivela geniale e le mostre sono un successo. Il suo nome comincia a circolare tra artisti e curatori. Obrist, guidato da una curiosità febbrile, si ritaglia uno spazio nel circuito dell'arte contemporanea: partecipa a mostre e fiere internazionali, studia i cataloghi delle gallerie e i manuali di storia dell'arte ma soprattutto inizia a intervistare gli artisti non appena ne trova l'occasione. Il suo modello sono Le Vite di Giorgio Vasari, il suo modus operandi ruota intorno a quella stessa idea su cui si basavano i Kitchen Show: l'artista viene messo a suo agio, ricreando la familiarità del dialogo estemporaneo "come se ci trovassimo in un bar". Negli anni successivi, mentre si afferma come uno dei più importanti curatori d'arte, Obrist raccoglie oltre 2 mila e 500 ore di registrazioni. Intervista pittori, architetti, scultori, filosofi, scrittori; ogni parola viene incisa su nastro magnetico e conservata in una monumentale opera archivistica. Nelle diciannove interviste qui raccolte seguiamo Obrist mentre conversa di cinema e poesia con David Hockney, di ready-made e specchi con Gerhard Richter, di performance e Yoko Ono con Marina Abramovic¿ o di progetti mai realizzati e desideri con Zaha Hadid. Nella sua opera di resistenza all'oblio Obrist disegna la più accurata mappa dell'inventiva artistica degli ultimi vent'anni e allo stesso tempo ci indica le coordinate per l'arte del futuro.

Il viaggio della capitale
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Brilli, Attilio

Il viaggio della capitale

UTET, 11/07/2017

Abstract: Nel 1899, ricordando i suoi soggiorni in Italia, Lev Tolstoj scriveva alla moglie: "Firenze, è vero, anche a me piace per la modestia e la gradevolezza. Al mio tempo - tuttavia - d'improvviso si cominciò a sciupare: era diventata capitale". Molti dei viaggiatori stranieri che in quegli anni intraprendevano il Grand Tour lungo le strade italiane rimanevano interdetti davanti ai cantieri che affollavano il centro storico. Osservando gli sventramenti degli stretti vicoli fiorentini, Ruskin rimpiangeva la Firenze immobile di alcuni anni prima, quando era ancora possibile attraversare le stesse strade percorse da Dante. La trasformazione aveva preso il via con l'Unità d'Italia, quando i politici sabaudi avevano deciso di spostare temporaneamente la capitale da Torino a Firenze, nella speranza di stabilirla un giorno a Roma, ancora da conquistare. Il ruolo di capitale, seppure provvisoria, aveva reso necessari cambiamenti strutturali che minacciavano l'antica pianta della città: le mura medievali furono abbattute e al loro posto nacquero ariosi boulevard e interi quartieri sorsero a ridosso della città vecchia. Le trasformazioni di Firenze tuttavia non sono paragonabili a quelle che coinvolsero Roma. Dal 1871 le vie dell'Urbe sono invase di calcinacci e ponteggi, mucchi di pozzolana rossa e muraglie di detriti, lastre di travertino e polvere. I borghi del centro demoliti o ridisegnati, gli enormi spazi verdi delle ville patrizie all'interno delle mura - caratteristica peculiare della geografia urbana di Roma - venduti e edificati. Quella che era la provinciale e immobile città dei papi cominciò a crescere a dismisura, senza controllo. Utilizzando con raffinatezza e acume le testimonianze e i diari dei viaggiatori del tempo, Attilio Brilli insegue la capitale nel suo viaggio da Torino a Roma, attraverso Firenze, e ci restituisce la cronaca avvincente di un momento decisivo della storia italiana: la nascita di una società moderna, espressione di una nuova classe sociale, che avrebbe cambiato nel profondo la fisionomia delle grandi città italiane. "Attilio Brilli è uno dei più profondi conoscitori della letteratura di viaggio europea dell'età moderna." - Tomaso Montanari, la Repubblica

Woody Allen dall'inizio alla fine
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Lax, Eric - Bellocchio, Violetta

Woody Allen dall'inizio alla fine

UTET, 10/10/2017

Abstract: Nel 1968, i manager di Woody Allen, Jack Rollins e Charles Joffe vengono ricevuti negli studios della Palomar Pictures a Los Angeles. Nonostante Allen sia solo un giovane autore tv e uno stand-up comedian, i produttori sembrano determinati a raggiungere un accordo per la realizzazione del suo primo film ma, quando chiedono dettagli sulla trama, il piano di lavorazione o il cast, la risposta di Joffe è sorprendente: "Mettete due milioni di dollari in un sacchetto di carta, dateci il sacchetto, andate via, e noi vi porteremo un film". Palomar accetta l'accordo e mesi dopo Prendi i soldi e scappa esce in sala; i giornali lo recensiscono entusiasti e in molti si accorgono del talento di questo giovane cineasta. Il processo creativo di Allen non permette intromissioni; lo sviluppo delle sue idee è strettamente legato a un metodo che è andato perfezionandosi film dopo film, calibrato al millimetro per permettergli di realizzare un'opera all'anno, sua personale forma di autopsicoanalisi. Una macchina perfetta, fatta di collaboratori fidati e consiglieri devoti, che Eric Lax, grande amico e biografo ufficiale di Allen, ha avuto la fortuna di seguire fin dal 1971. Grazie al privilegio di una prospettiva unica, Lax ci conduce all'interno di questo processo, ripercorrendo, dall'inizio alla fine, lo sviluppo e la realizzazione del film Irrational Man: i primi appunti di trama scarabocchiati su un'agenda mentre è sdraiato sul letto nella sua casa di Manhattan, la ricerca dei finanziamenti, la meticolosa preparazione delle scene, le discussioni con il direttore della fotografia, le scelte di montaggio e colonna sonora, tutto, fino alla prima proiezione al festival di Cannes. Come nessuno aveva mai fatto prima, Lax raccoglie le indiscrezioni dei suoi assistenti, gli aneddoti degli attori o della troupe, registra il nervosismo sul set o l'euforia dell'ultimo ciak, e, durante le pause tra le riprese, ascolta Allen parlare a ruota libera di cinema e vita privata, dei registi che ama e di quelli che detesta... Scavando in profondità nella personalità di uno dei più grandi autori del nostro tempo, Woody Allen dall'inizio alla fine delizierà non soltanto i fanatici del cinema e i fan del regista, ma anche tutti coloro che si lasciano incantare dalla magia del grande schermo. "Allen è l'unico ad aver resistito in un cinema americano che non ha lasciato molto spazio alla creatività dei registi" - la Repubblica

Briganti!
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Di Fiore, Gigi

Briganti!

UTET, 13/06/2017

Abstract: "Lo Stato italiano ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri." Con queste parole Antonio Gramsci commenta gli avvenimenti che intorno agli anni sessanta dell'Ottocento insanguinano le campagne nel sud del paese. La storiografia ufficiale ha dipinto a lungo le truppe piemontesi come un esercito di liberazione, strumento di riscatto per tutti i "cafoni" del Sud. Invece, da subito, quei militari si dimostrarono una vera e propria forza di repressione a difesa di una dominazione violenta, statale e di classe, con metodi che fornirono ulteriori argomenti a una rilettura storica del processo di unificazione politica della penisola. In questa prospettiva i "briganti" criminalizzati sulle pagine dei quotidiani del tempo assumono una fisionomia diversa. Non più solo capibanda ma eroi popolari, rivoluzionari romantici costretti a combattere contro un governo miope e tiranno. Utilizzando testimonianze, verbali di polizia e diari, Gigi Di Fiore ripercorre quei mesi in cui il Sud divenne un Far West, salvando la memoria di uomini simbolo di identità e riscatto di un meridione umiliato e offeso. Incontriamo così Carmine Crocco Donatelli, il "generale dei briganti" che raccolse sotto la sua bandiera affamati e disperati, spinti da una voglia di rivincita che sfocerà infine nella lunga marcia attraverso la Basilicata; Cosimo Giordano che sollevò il Sannio contro i bersaglieri responsabili poi del tremendo massacro di innocenti nel paese di Pontelandolfo; e infine la storia del legittimista Pasquale Romano, detto "Enrico la Morte", che guidò lo scontro fratricida per le strade di Gioia del Colle e poi, rimasto solo con un drappello di rivoltosi, fu trucidato a colpi di sciabola. Con loro, tante altre storie di contadini ribelli. A scatenare quella guerra tuttavia non fu solo lo Stato italiano. In queste pagine Di Fiore amplia la schiera dei colpevoli, puntando il dito contro i "Gattopardi" meridionali, proprietari terrieri e notabili che manovrarono la ribellione per i loro tornaconti, restando alla fine ancora i veri detentori del potere. Una classe dirigente immobile e codarda, rimasta al suo posto facendosi scudo con la violenta repressione e le armi dell'esercito. Una classe dirigente che ha purtroppo, ancora oggi, tanti successori.

Il simposio
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Platone

Il simposio

UTET, 12/05/2017

Abstract: La filosofia di Platone (428 o 427 a.C. - 348 o 347 a.C.) ha rappresentato il punto di riferimento di una lunghissima tradizione e costituisce le basi del pensiero occidentale. La parte più importante della sua opera è costituita da dialoghi: il Simposio è uno di questi. Mettendo in scena un banchetto i cui partecipanti sono personaggi in vista della società ateniese, fra cui Socrate, Alcibiade, Pausania e Aristofane, Platone discetta lungamente sull'amore. È qui che sono contenute alcune fra le concezioni più famose in proposito, come quella che vede Eros figlio della povertà e dell'espediente e l'uomo come un essere incompleto che, a causa di una punizione divina, è eternamente alla ricerca della metà perduta. Questa straordinaria opera è oggi disponibile, per la cura di Giuseppe Cambiano, anche in edizione digitale, arricchita di note ipertestuali.

La battaglia di Canne
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Bocchiola, Massimo - Sartori, Marco

La battaglia di Canne

UTET, 06/06/2017

Abstract: lo scontro campale per eccellenza, l'apoteosi della scaltrezza e della duttilità di manovra, l'epopea della più grande e gloriosa sconfitta nella storia di Roma. All'alba del 2 agosto 216 a.C., nella piana di Canne, si fronteggiano due schieramenti: l'esercito romano, guidato dai consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone, e l'armata del cartaginese Annibale, che ha valicato le Alpi con i suoi elefanti e disceso la penisola, travolgendo le difese dei popoli fedeli a Roma. Nonostante un esercito numericamente inferiore ed eterogeneo per lingue, costumi e credenze, i generali cartaginesi avrebbero presto sbaragliato le celebri legioni romane. La sottile mezzaluna dei soldati cartaginesi distruggerà, infatti, la compatta formazione oplitica romana, in una manovra a tenaglia che sarà di ispirazione per molti altri grandi generali, primo su tutti Napoleone Bonaparte. A scontrarsi a Canne non sono però soltanto due eserciti, ma due civiltà: due diversi modi di fare la guerra, di strutturare il potere e la società, due modi di intendere la virtù. Ripercorrendo le fasi della battaglia, dalla preparazione alla disfatta, Massimo Bocchiola e Marco Sartori allargano lo sguardo sui retroscena di entrambi gli eserciti, sul dramma dei condottieri e dei soldati semplici destinati a trucidarsi a vicenda in un lungo scontro all'arma bianca. Quell'esempio magistrale di tattica bellica, quel caso da manuale nella storia della strategia richiese infatti uno spaventoso tributo di sangue che sembra rivaleggiare in termini di vittime con Hiroshima e Nagasaki, tragedie figlie di altri tempi e di altre, terribili tecnologie. Il paragone potrebbe sembrare fuori luogo, ma tutta la vicenda di Canne riecheggia in avvenimenti recenti se non recentissimi, tra populismi, complotti e scontri di civiltà, come evidenzia bene Siegmund Ginzberg nell'acuto saggio che chiude il volume. Ma l'eterna attualità di Canne è anche nel suo essere la storia di tutte le battaglie campali: geometriche coreografie belliche e sanguinosa miseria della carne, il genio del singolo e il sacrificio di molti, la bellezza e la morte, tutto concorre al fascino eterno e sinistro di uno scontro senza tempo, e senza pari. Con un saggio di Siegmund Ginzberg. "Non stupitevi se troverete cose che suonano di attualità, come déjà vu di avvenimenti recenti, in queste vicende di ventidue secoli fa." - Siegmund Ginzberg

Notti magiche
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Buonanno, Errico - Mastrantonio, Luca

Notti magiche

UTET, 24/10/2017

Abstract: Le Dr. Marten's e il Barbour, il Tamagotchi e il Game Boy, il Karaoke, Mtv e Non è la Rai, Tangentopoli e la Guerra del Golfo, le Spice Girls e le boyband, l'esplosione del grunge: sono solo alcuni dei momenti e dei simboli che rimarranno sempre nei ricordi dei "ragazzi degli anni novanta". Dopo la febbre degli anni settanta e i chiaroscuri degli ottanta, la grande ondata della nostalgia sta investendo la generazione di chi oggi ha trenta-quarant'anni, e che ai tempi della caduta del Muro era un bambino o poco più. Ma che cosa è stato davvero quel decennio, qual è il suo spirito e che cosa vive ancora oggi, di quegli anni? Notti magiche è una raccolta di ricordi, emozioni, feticci, eventi, tormentoni musicali, mode passate e miti trascorsi, passioni e fatti di cronaca, ideologie e mitologie, raccontati per chi c'era ma anche per chi avrà voglia di riscoprirli oggi. Esattamente come gli studenti lasciavano sedimentare foto, appunti, reperti di qualsivoglia natura tra le pagine delle loro Smemoranda, Errico Buonanno e Luca Mastrantonio raccolgono gli anni novanta in novanta voci: con lo stesso trasporto e dedizione di allora, ma con una buona dose di nostalgia e divertimento in più, ci consegnano un affettuoso e a tratti dissacratorio almanacco illustrato della nostra giovinezza, un curioso atlante sentimentale delle nostre notti magiche. "Ogni pagina è un colpo al cuore" - Io Donna "Uno di quei libri che apri con gli amici e ogni pagina è un tuffo nel passato" - Alessandro Cattelan, Radio Deejay

Si chiamava Anne Frank
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Gies, Miep - Gold, Alison Leslie - Forti, Francesco

Si chiamava Anne Frank

UTET, 23/01/2018

Abstract: Il Diario di Anne Frank, testimonianza dolorosa dell'Olocausto e allo stesso tempo piccolo capolavoro di scrittura, mantiene intatta anno dopo anno la sua popolarità. Pochi sanno però che quel diario, rilegato a scacchi bianchi e rossi e riempito dalla grafia fitta e minuta di una quindicenne, non sarebbe mai arrivato fino a noi se una ragazza olandese di origine austriaca non l'avesse salvato e custodito, con la speranza - purtroppo illusoria - di restituirlo alla sua proprietaria. Quella ragazza si chiamava Miep Gies, e questa è la sua storia: comincia un lunedì mattina del 1933, quando si presenta per un colloquio di lavoro alla ditta Travies & Co. A riceverla è Otto Frank, ebreo tedesco da poco emigrato ad Amsterdam con la moglie Edith e le figlie Margot e Anne per sfuggire alle persecuzioni naziste. Divenuta presto amica di famiglia dei Frank, Miep li aiuta nei loro giorni più difficili: quando nel 1942 i rastrellamenti delle SS rendono ormai impossibile la vita agli ebrei, insieme al marito decide di nascondere la famiglia Frank in un appartamento segreto sopra gli uffici dell'azienda. Per i due anni seguenti sono loro a occuparsi della famiglia di Anne, non solo proteggendoli e sfamandoli ma cercando di rendere la clandestinità un po' più sopportabile. Testimone privilegiata - oltre che amica e aiutante -, Gies illumina gli eventi minimi ed essenziali della vita dentro il rifugio: come ha scritto Elie Wiesel, "vede tutto, immagina il resto, raccoglie gesti, parole, sguardi" fino al noto, terribile epilogo. Ma la morte di Anne, deportata a Bergen Belsen, non è la fine del racconto: Miep riesce a sottrarre il diario a un sicuro destino di oblio e lo riconsegna a Otto Frank, sopravvissuto al lager, che lo fa pubblicare. Finalmente riproposto in Italia con un'inedita postfazione dell'autrice, Si chiamava Anne Frank ha ispirato film e documentari ed è ormai un classico, un monumento al quieto coraggio delle persone comuni che, come Miep Gies, mettono a rischio la propria vita per aiutare gli altri, senza il bisogno di essere eroi. "Miep Gies è entrata nella storia senza volerlo, rischiando la sua stessa vita per salvare la famiglia di Anne Frank. Il suo esempio valga per tutti." - Elie Wiesel "La testimonianza più sconvolgente della Shoah" - Corriere della Sera