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Nato da nessuna donna
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Bouysse, Franck

Nato da nessuna donna

Neri Pozza, 05/11/2020

Abstract: Ogni storia è resa grande dal proprio mistero, soprattutto quando tende al dolore. Di questo è convinto Gabriel, un giovane curato di campagna, cui viene inaspettatamente affidata un'ardua missione.Un giorno una sconosciuta si affaccia al suo confessionale, bisbigliando la storia di una donna morta in manicomio dopo aver ucciso il proprio figlio. Tra i suoi abiti sono nascosti dei quaderni che il curato dovrà prelevare durante la benedizione del corpo e portare via con sè. Per quanto confuso, Gabriel acconsente alla richiesta della sconosciuta. Il giorno della sepoltura, senza neanche aprirli, afferra i quaderni e li nasconde sotto la tonaca. Tra quelle pagine, scoprirα, è contenuta una storia che non può andare perduta e non può essere dimenticata: la storia di Rose…Rose ha quattordici anni e vive con la sua famiglia a Les Landes, una vecchia fattoria, quando suo padre, per colmare i numerosi debiti, decide di venderla a un ricco signore. Ignara, la giovane viene condotta a Les Forges, un imponente castello immerso nella foresta. Nell'antica magione vivono Charles e la sua anziana madre, una vecchia arcigna magra come un chiodo, perennemente avvolta in un lungo abito nero. La moglie di Charles, Marie, malata, trascorre le sue giornate chiusa nella propria stanza, da cui non trapela mai il minimo rumore.Rose dovrebbe occuparsi della casa e della cucina, un lavoro per cui la ragazza è ben disposta. Charles e sua madre non tardano, però, a svelare il loro vero volto: il volto di un mostro a due teste che non esita a costringere la giovane donna ad accettare il più crudele degli abbandoni.Romanzo che al suo apparire in Francia ha segnato la definitiva consacrazione del talento di Franck Bouysse sulla scena letteraria francese, Nato da nessuna donna si inoltra negli anditi più oscuri dell'ignominia e della persecuzione per narrare la toccante storia di una ragazza privata del suo stesso destino."Classico e, ad un tempo, fantasmagorico, Nato da nessuna donna dimostra che la macchina romanzesca, quando è perfettamente oliata in tutti i suoi ingranaggi, riesce ancora ad abbagliare e stupire". - Le Monde"Credo di aver raggiunto un limite estremo… nel parlare della lotta contro il male, che potrebbe anche essere, come ho scoperto in questo romanzo, una lotta del femminile contro il maschile".

Il principio territoriale
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Magnaghi, Alberto

Il principio territoriale

Bollati Boringhieri, 05/11/2020

Abstract: Il territorio è il "bene comune" per eccellenza. Formato da città – piccole, medie e grandi – borghi e paesi, sistemi agroforestali e ambientali, infrastrutture urbane e rurali, costituisce un vero e proprio essere vivente, i cui geni, personalità e bellezza, sono frutto di processi coevolutivi fra insediamento umano e ambiente sedimentati nel corso della storia.Questi caratteri identitari e il loro drammatico sfarinamento nella corsa di Megacity all'urbanizzazione globale del pianeta sono analizzati in Il principio territoriale, dialogando con la cultura multidisciplinare praticata dai territorialisti e con i  molti soggetti della cittadinanza attiva che vanno creativamente rinnovandoli per il benessere collettivo.Da questo punto di vista, ri-abitare il territorio diviene per Alberto Magnaghi atto politico e la sua progettazione, alimentata e indirizzata da nuove forme di democrazia comunitaria, una possibile via d'uscita da quel divorzio fra natura e cultura che ci ha condotti all'alienazione della crescita senza limiti."Tornare al territorio" – alla terra, alla montagna, all'urbanità, ai sistemi socioeconomici locali – significa ritrovare le regole che ci consentono di affrontare la produzione dello spazio in quanto "ambiente dell'uomo" secondo modalità capaci di affrontare strategicamente anche la profonda crisi ecologica globale che stiamo vivendo.Tracciando un percorso che, attraverso la crescita della "coscienza di luogo", va dal riconoscimento collettivo dei valori patrimoniali alla integrazione delle culture idrauliche, ambientali, urbane, agroforestali energetiche e produttive in un progetto bio-regionale, Magnaghi condensa le sue esperienze e la sua visione complessiva definendo in forma organica e compiuta quel "principio territoriale" che potrà orientare la rotta di una futura civilizzazione eco-territorialista.

Dio
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Levi Della Torre, Stefano

Dio

Bollati Boringhieri, 19/11/2020

Abstract: Fin dal roveto ardente, Mosè vuol conoscere l'Invisibile che gli parla. Sul Sinai chiede che si mostri. Gli si risponde: "Non potrai vedere la mia faccia, perché ne morresti; solo potrai vedere il mio retro". Maimonide ne dà un'interpretazione illuminante: il retro di Dio sono le sue tracce, i suoi effetti: Dio dice a Mosè che potrà vedere solo le conseguenze del suo agire nella natura e nella storia.Interdisciplinare, infinita per sua natura, la questione di Dio pervade il mondo, che si sia credenti o meno, e si palesa in ogni ambito dell'umano, dalla teologia alla scienza, dall'arte alla filosofia, in un rincorrersi di paradossi e intuizioni. Questo breve e intensissimo libro discute Dio con laicità, intesa non come ateismo, ma come sospensione, curiosità, apertura nei confronti dell'inconoscibile.

Culture dimenticate. Venticinque sentieri smarriti dell'umanità
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Haarmann, Harald - Tatasciore, Claudia

Culture dimenticate. Venticinque sentieri smarriti dell'umanità

Bollati Boringhieri, 19/11/2020

Abstract: "L'autore prende in esame le scoperte più recenti dell'archeologia, della linguistica e della genetica umana, riassumendo in modo chiaro e conciso lo stato della nostra conoscenza ma, soprattutto, lo stato della nostra ignoranza."Neue Zürcher Zeitung - Kathrin Meier-Rust"Culture dimenticate è un libro di grande valore che ci affascina e insegna a vedere la storia con occhi diversi."Spektrum der Wissenschaft - Theodor Kissel""L'autore prende in esame le scoperte più recenti dell'archeologia, della linguistica e della genetica umana, riassumendo in modo chiaro e conciso lo stato della nostra conoscenza ma, soprattutto, lo stato della nostra ignoranza". ""Neue Zürcher Zeitung" - Kathrin Meier-Rust"Una panoramica molto intrigante sulle scoperte archeologiche più sensazionali al mondo."Archäologie in Deutschland - Niklot Krohn""Culture dimenticate è un libro di grande valore che ci affascina e insegna a vedere la storia con occhi diversi".""Spektrum der Wissenschaft" - Theodor Kissel""Una panoramica molto intrigante sulle scoperte archeologiche più sensazionali al mondo".""Archäologie in Deutschland" - Niklot KrohnConosciamo l'antica Grecia e i sumeri, ma che cosa sappiamo di altre grandi civiltà ritenute secondarie? Molte culture del passato sono rimaste avvolte dall'oblio, altre invece hanno lasciato tracce che, se percorse, dischiudono mondi inimmaginabili.Grazie a recenti ritrovamenti archeologici e a nuovi studi genetici e linguistici, Harald Haarmann ci fa scoprire venticinque culture dimenticate o trascurate dalla storiografia tradizionale. L'autore va alla ricerca di insediamenti preistorici sul Lago Bajkal, getta nuova luce sulle popolazioni pelasgiche e svela il mistero delle guerriere del Mar Nero. Dalle mummie bionde ritrovate a Xinjiang, nel deserto cinese, alla sofisticata civiltà della valle del Danubio, dotata di una scrittura fra le più antiche al mondo, fino agli abitanti dell'Isola di Pasqua, decimati da una crisi ecologica che essi stessi avevano provocato. Questa esplorazione alternativa nella storia dell'uomo ci introduce anche a sensazionali scoperte, come quella di antichi insediamenti urbani in una regione dell'Amazzonia da sempre creduta semi-spopolata. Percorrendo i possibili sviluppi dell'umanità e le sue strade scartate, Haarmann non solo restituisce voce a chi l'aveva persa, ma esorta anche a riflettere sulla nostra civiltà, perché soltanto il riconoscimento del diverso ne dispiega il vero potenziale.

Il diavolo e l'acqua scura
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Turton, Stuart - Maestrini, Alessandra - Ricci, Anna

Il diavolo e l'acqua scura

Neri Pozza, 12/11/2020

Abstract: Dall'autore de Le sette morti di Evelyn Hardcastle, un diabolico mistery che vi farà impazzire di nuovo.Uno dei miglior crime del 2020 secondo il Financial Times e The Guardian.Un omicidio in alto mare.Una straordinaria coppia di detective.Un demone che esiste. O forse no.Batavia, Indie orientali olandesi, 1634. La Saardam, col suo carico di pepe, spezie, sete e trecento anime tra passeggeri e membri dell'equipaggio, è pronta a salpare alla volta di Amsterdam. Una traversata non priva di insidie, tra malattie, tempeste e pirati in agguato in oceani ancora largamente inesplorati.Le vele ripiegate, il galeone accoglie nel suo ventre il corteo dei passeggeri aperto da Jan Haan, il governatore generale di Batavia. In sella a uno stallone bianco, seguito da un'accozzaglia di cortigiani e adulatori e da quattro moschettieri che reggono una pesante cassa dal contenuto misterioso, Haan procede impettito. Ad Amsterdam riceverà l'ambito premio per i suoi servigi: sarà uno degli enigmatici Diciassette del consiglio direttivo della Compagnia. Poco dietro avanza il palanchino che ospita Sara Wessel, sua moglie, una nobildonna dai capelli rossi decorati di gemme preziose e un segreto ben custodito nel cuore, e Lia, sua figlia, una ragazzina insolitamente pallida. Seguono dignitari e passeggeri di riguardo, ciambellani, capitani della guardia e viscontesse e, alla fine, a chiudere il corteo, un uomo coi ricci scuri appiccicati alla fronte e un altro con la testa rasata e il naso schiacciato. Sono Samuel Pipps, celebre detective appena trasferito al porto dalle segrete del forte, dov'era recluso con l'accusa di aver commesso un crimine meritevole di processo in patria, e il tenente Arent Hayes, sua fedele guardia del corpo.Le operazioni di imbarco proseguirebbero secondo un consolidato copione se un oscuro evento non funestasse la partenza. In piedi su una pila di casse, un lebbroso vestito di stracci grigi, prima di prendere stranamente fuoco, annuncia che "il signore dell'oscurità" ha decretato che ogni essere vivente a bordo della Saardam sarà colpito da inesorabile rovina e che la nave non arriverà mai alla sua meta. Non è il solo segno funesto. Non appena il galeone prende il largo, sulle vele compare uno strano simbolo: un occhio con una coda.Splendida conferma del talento dell'autore de Le sette morti di Evelyn Hardcastle,Il diavolo e l'acqua scura è stato accolto al suo apparire in Inghilterra e negli Stati Uniti da un entusiastico consenso di pubblico e di critica.

Il tuo capo è un algoritmo
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Aloisi, Antonio - De Stefano, Valerio

Il tuo capo è un algoritmo

Laterza, 22/10/2020

Abstract: Automazione, algoritmi, piattaforme, smart working: il mondo del lavoro sta vivendo una vera e propria rivoluzione. La paura è che crolli il numero degli occupati e che il lavoro umano venga riconosciuto e apprezzato sempre meno. Si teme la capacità di controllo dei software di intelligenza artificiale. Ma non esistono tecnologie buone e tecnologie cattive; esistono usi distorti e usi consapevoli delle invenzioni e delle innovazioni.La tecnologia cambia rapidamente e incide in profondità in tutti gli ambiti, con esiti spesso preoccupanti. È quello che accade al mondo del lavoro, tra trasformazione digitale, utilizzo dei robot e dell'intelligenza artificiale e diffusione delle piattaforme. Che cosa sta accadendo alle professioni che non sono state spazzate via dalla tecnologia? Come ci si confronta con strumenti di sorveglianza dei lavoratori sempre più pervasivi? Quante possibilità ci sono che il modello della gig-economy si affermi come nuovo paradigma produttivo? Che cosa potranno fare le parti sociali e le forze politiche per mettere in campo protezioni efficaci? La qualità del lavoro presente e futuro dipende da come esso è concepito, contrattato e organizzato. La trasformazione digitale può essere infatti un alleato indispensabile, dalla fabbrica alla scrivania, dal magazzino all'ufficio, ma va messa alla prova sul terreno della convenienza sociale e politica e non solo su quello della convenienza economica. Questo libro è uno strumento prezioso per orientarsi con coordinate precise sui nuovi scenari, sui rischi che corriamo e sulle scelte necessarie per affrontare il futuro.

Il mondo dopo la fine del mondo
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Il mondo dopo la fine del mondo

Laterza, 22/10/2020

Abstract: Un virus ha cambiato il mondo: è importante capire come. Intellettuali e interpreti del nostro tempo riflettono sulle trasformazioni in corso. E propongono idee e azioni per affrontare le difficoltà del futuro.La pandemia ha tracciato un grande solco tra un prima e un dopo, uno spartiacque tra un mondo che credevamo di controllare e uno dal profilo molto incerto, che sta facendo saltare molte sicurezze. Nel 'prima' le nostre società facevano mostra di un'organizzazione globale efficiente; oggi manifestano l'altra faccia, quella fragile e insostenibile. Nel 'prima' la democrazia appariva il destino dell'umanità; nel 'dopo' non sembra essere più così scontata. Nel 'prima' lo Stato era considerato un'istituzione quasi residuale, da limitare e contenere; nel 'dopo' dovremo considerare la sua forza necessaria. Nel 'prima' in tanti pensavano che la distruzione dell'ambiente avrebbe avuto effetti sulle nostre vite tra molto tempo; nel 'dopo' è divenuto chiaro che non possiamo essere sani su una terra malata. Il mondo che verrà ci chiama tutti a riflettere su ciò che è stato, sulle cause profonde di quanto stiamo vivendo e sulle sue conseguenze immediate – economiche, politiche, sociali – e a porci quesiti nuovi sul futuro che ci aspetta e che dovremo ricostruire.

Capitalismo contro capitalismo. La sfida che deciderà il nostro futuro
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Milanovic, Branko

Capitalismo contro capitalismo. La sfida che deciderà il nostro futuro

Laterza, 22/10/2020

Abstract: Il capitalismo ha trionfato seguendo due modelli: in Occidente come 'capitalismo liberale', in Oriente come 'capitalismo politico'. Il primo vacilla sotto il peso dell'iniquità, il secondo sotto quello della corruzione. Quale dei due riuscirà a conquistare la leadership mondiale? È realizzabile un terzo modello più equo e più giusto?Oggi siamo tutti capitalisti. Infatti, per la prima volta nella storia umana, il mondo è dominato da un unico sistema economico e si muove ovunque seguendo lo stesso spartito. Per arrivare a questo, il sistema capitalistico e l'economia di mercato hanno dovuto sconfiggere prima il feudalesimo, con le sue diverse declinazioni, e poi il comunismo, l'ultimo grande avversario. Se questo è potuto accadere è perché il capitalismo funziona: produce prosperità e gratifica l'aspirazione umana all'autonomia. Ma tutto ciò ha un costo: ci spinge a perseguire il successo materiale come unico obiettivo. E non offre garanzie di stabilità. In Occidente il capitalismo liberale produce crescenti disuguaglianze che minano la convivenza democratica. D'altro canto il capitalismo politico, esemplificato dal modello cinese, è più esposto alla corruzione perché non è arginato dai vincoli di un sistema democratico e si espone al rischio di disordini sociali. Branko Milanovic, uno dei più innovativi e autorevoli economisti mondiali, indaga nel libro proprio le ragioni di questo sviluppo storico del capitalismo e pone sul terreno una domanda non più eludibile: ora che il capitalismo è l'unico sistema che ci governa, quali sono le prospettive concrete che garantiscono all'umanità più equità e una crescita sostenibile per il pianeta? Le sue risposte sono sorprendenti e niente affatto fataliste. Ancora una volta il futuro è rimesso nelle nostre mani: il capitalismo è un sistema umano, perciò dovranno essere le nostre scelte a orientarlo in una direzione o in un'altra e a determinare cosa dovrà offrirci.

Non sprechiamo questa crisi
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Mazzucato, Mariana

Non sprechiamo questa crisi

Laterza, 22/10/2020

Abstract:  Nessuno è più efficace di Mariana Mazzucato nel produrre gli strumenti che servono a vincere una battaglia di idee."The Guardian"Crollo del Pil mondiale, blocco delle merci e degli scambi, infinite moltitudini precipitate in povertà e senza più un lavoro. Questo è l'effetto della pandemia di Covid-19 da un punto di vista economico. Possiamo uscirne in tempi rapidi? E come? Dobbiamo non solo sperare di tornare quanto prima alla 'normalità', ma riuscire a trasformare questa crisi in una opportunità per ripensare il nostro modello di sviluppo. Mariana Mazzucato, una degli economisti più autorevoli e influenti del nostro tempo, ci mostra come l'alternativa non solo è possibile ma quanto mai indispensabile.La sfida cui i governi di tutto il mondo si trovano davanti è enorme: la necessità di attuare misure di sostegno al reddito dei cittadini e di aiuti alle aziende in difficoltà, il rafforzamento delle prestazioni sanitarie dirette agli utenti, un livello di collaborazione senza precedenti fra le nazioni, dalla corsa al vaccino alla gestione dei tamponi e del tracciamento dei contagi. Purtroppo, nell'ultimo mezzo secolo, il messaggio politico prevalente in molti paesi è stato che i governi non possono – e quindi in sostanza non devono – governare. Da tempo politici, dirigenti di imprese ed esperti si lasciano guidare da un'ideologia che si concentra ossessivamente su misure statiche di efficienza per giustificare i tagli alla spesa, le privatizzazioni e le esternalizzazioni. Ecco la ragione per cui i governi hanno ora a disposizione un numero di strumenti più limitato per rispondere alla crisi. Ed è proprio questa la lezione del Covid-19: la capacità di uno Stato di gestire una crisi di grande portata dipende da quanto ha investito nella capacità di governare, fare e gestire, cioè di dare forma a mercati che producano una crescita sostenibile e inclusiva, finalizzata all'interesse pubblico.

Segui il tuo demone. Quattro precetti più uno
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Dionigi, Ivano

Segui il tuo demone. Quattro precetti più uno

Laterza, 22/10/2020

Abstract: "Demone a ciascuno è il suo modo di essere."EraclitoGuardano il cielo stellato ma non si meravigliano, sono angosciati dall'esistenza ma non sono tragici, elaborano ricette ma non redigono nuove tavole della legge, parlano di tutto ma non di noi. I contemporanei non ci sono attuali. Sono i classici i competenti in umanità e i maestri di saggezza: con i loro precetti – obbedire al tempo, seguire il demone, conoscere se stessi, non eccedere, conoscere la natura – ci soccorrono nel rispondere alla domanda di Agostino: "Tu chi sei?". Sono i classici che, liberandoci dalla saturazione e dalle spire del presente, ci ricollegano alla memoria dei trapassati e ci interpellano sulla responsabilità verso i nascituri, rendendoci partecipi di quella grande comunità – res publica maior la chiamava Seneca – che ci precede e ci eccede. Il libro spinge questa riflessione fino ai nostri giorni. Intercetta le domande dei giovani, abitati da una divorante ansia di verità e chiamati a una missione supplementare e difficile: arrivati in un mondo fatto su misura per i loro padri, devono costruirne uno per loro stessi e per i loro figli. Torna così attuale l'invito che Max Weber, echeggiando la saggezza classica, rivolse ai giovani nei giorni segnati dalle macerie della prima guerra mondiale. Alla loro domanda: "Professore, cosa dobbiamo fare?", rispose semplicemente: "Ognuno segua il demone che tiene i fili della sua vita".

Quel mondo diverso
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Barca, Fabrizio - Giovannini, Enrico

Quel mondo diverso

Laterza, 22/10/2020

Abstract: Le ragioni che hanno portato al fallimento del modello neoliberista. Il sentiero che la società civile e una nuova classe politica progressista dovranno intraprendere per ripensare il mondo secondo altri principi.È il momento di ripensare il nostro mondo secondo un'altra logica. Anzi di realizzare quel mondo diverso che non abbia il Pil come misura del benessere del cittadino, che non rimetta nelle mani dei tecnocrati decisioni tutt'altro che tecniche, che smetta di considerare l'ambiente una quinta teatrale, che impedisca il formarsi di disuguaglianze insostenibili, che garantisca al massimo numero di persone le medesime opportunità. È quel mondo in cui si torna ad ascoltare la voce dei cittadini e dei lavoratori affinché scelgano e non subiscano il futuro.

Everest. Una storia lunga 100 anni
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Ardito, Stefano

Everest. Una storia lunga 100 anni

Laterza, 22/10/2020

Abstract: "Non è una punta, ma una massa prodigiosa. Il lungo braccio della Cresta Nord-ovest, con i suoi speroni secondari, sembra la cattedrale di Winchester dopo una nevicata."George Leigh Mallory, 1921È l'Everest: sui suoi pendii da un secolo si cimentano i migliori alpinisti del mondo, da Eric Shipton a Reinhold Messner, da Edmund Hillary a Krzysztof Wielicki, Anatolij Boukreev, Doug Scott, Simone Moro e Alex Txikon. Ma anche avventurieri, topografi, sognatori, scienziati e figure eccezionali come quelle degli sherpa.Un secolo fa, nella primavera del 1921, una spedizione britannica lascia le piantagioni di tè di Darjeeling per dirigersi verso la base della montagna più alta del mondo, l'Everest. A partire da quel momento il Big E sarà teatro di una serie di vicende che rimarranno scolpite nella memoria storica dell'alpinismo: dalla scomparsa di George Mallory e Andrew Irvine nel 1924 alla prima ascensione da parte di Edmund Hillary e Tenzing Norgay nel 1953. Dalle imprese solitarie e senza ossigeno di Reinhold Messner nel 1978 e nel 1980 al fenomeno delle spedizioni commerciali dei giorni nostri, che vede centinaia di persone pagare alte cifre per raggiungere la cima, e alle esperienze dei protagonisti odierni delle scalate. Stefano Ardito racconta in queste pagine l'affascinante storia di cento anni di spedizioni. È una storia fatta di coraggio, intelligenza, paura, ma anche di tanti altri aspetti, dall'evoluzione tecnologica delle attrezzature alle trasformazioni geopolitiche che hanno influito sull'alpinismo.

Un chicco di grano
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Ngugi Wa, Thiong'o

Un chicco di grano

Jaca Book, 16/04/2020

Abstract: Una storia avvincente, una lezione mirabile su come di come i grandi eventi che cambiano la storia abbiano rivoluzionino anche le vite e le relazioni dei singoli.Nel corso degli anni ho spesso tratto ispirazione dalla straordinaria tradizione letteraria africana: le opere di Ngugi Wa Thiong'O illuminano il nostro mondo in modo potente e unico.Barack ObamaPubblicato in inglese nel 1967 e per la prima volta in italiano da Jaca Book nel 1978, il romanzo di Ngugi Wa Thiong'o, più volte candidato al Nobel per la letteratura, rappresenta una cruda analisi degli smarrimenti e delle divisioni affrontati dai kenioti dopo la celebrazione dell'Uhuru, il giorno dell'Indipendenza (12 dicembre 1963). Il romanzo ruota attorno ai festeggiamenti di questa giornata memorabile avvitando, in un incastro sapiente di passato, presente e futuro, le storie dei vari personaggi, tutti nativi dello stesso villaggio. Un intreccio che suscita emozioni quasi da romanzo "giallo", fino all'imprevedibile conclusione che il lettore giunge a scoprire spogliata di ogni trionfalismo.

Il romanzo luminoso
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Levrero, Mario

Il romanzo luminoso

Jaca Book, 10/06/2020

Abstract: Un uomo, in un appartamento di Montevideo, cerca di scrivere un romanzo. In una sorta di diario lungo un anno, l'autore parla di gialli che non riesce a smettere di leggere, degli amori passati e di quello per Chl, la donna amatissima, non più amante ma amica, sorella e custode, di passeggiate, giochi elettronici e pornografia, della paura di morire e del mal di schiena, delle sedute psicoanalitiche e di enigmistica. L'ossessione del Romanzo luminoso porta il suo autore fuoripista, suggerendogli divagazioni e mille storie diverse. Romanzo-mondo nella dismisura, nello splendore pacato del ritratto di un uomo alle prese con una sfida decisiva, nella ricchezza di una scrittura che insegue la verità profonda delle cose, sapendola diffusa, imprecisa, inesatta. Il romanzo luminoso è, per diversioni e inciampi, una grande storia d'amore, il ritratto di una Montevideo dove le ramblas sono affollate di librerie, e soprattutto la cronaca di una vita normale che si mostra per quello che è: un'avventura, fascinosa e strana come il più aggrovigliato degli intrighi.

Nella casa dell'interprete
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Ngugi Wa, Thiong'o

Nella casa dell'interprete

Jaca Book, 16/04/2020

Abstract: Nella casa dell'interprete" è il feroce racconto della storia di un uomo e di una nazione.Nella casa dell'interprete, tradotto dall'inglese da Maria Teresa Carbone, ha al centro gli anni dal 1955 al 1959, trascorsi alla Alliance High School, quando in Kenya imperversava la guerriglia anticolonialista Mau Mau, alla quale si era unito anche il fratello di Ngugi, Good Wallace. Marco Bruna, La Lettura"Come ha potuto un intero villaggio, la sua gente, la sua storia, tutto, svanire in questo modo?" Se lo chiede il giovane Ngugi wa Thiong'o, di ritorno nell'aprile 1955 dal college britannico vicino Nairobi che frequenta, quando scopre che il suo paese natale è sparito, e la sua casa di famiglia rasa al suolo. Lo scrittore rievoca con commozione le esperienze che lo trasformarono in un autore, più volte candidato al premio Nobel per la letteratura, e, in quanto dissidente politico, in un esempio morale per tutti.

Atlante dei batteri
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Wess, Ludger - Nordmann, Falk - Ricci, Angela - Deflorian, Gianluca

Atlante dei batteri

Marsilio, 19/11/2020

Abstract: Dalla peste agli antibiotici, dalla genetica all'ingegneria dei materiali, un'avvincente esplorazione nel misterioso mondo dei primi abitanti della Terra Vivono dentro e fuori di noi. Più numerosi dei corpi celesti nella nostra galassia, ricoprono ogni superficie del pianeta. Possono tornare in attività dopo milioni di anni e sopravvivere alle condizioni più estreme: nello spazio, sulle cime dell'Himalaya, nel cuore dei vulcani. Alcuni batteri sono "da record" per le loro capacità, altri prediligono cibi davvero insoliti: scompongono gli inquinanti, decompongono i materiali organici, convertono l'azoto in ammoniaca. Alcuni aiutano l'uomo fin dagli albori della civiltà – senza di loro non esisterebbero yogurt, birra e formaggi –, altri ne minacciano la sopravvivenza in forme sempre nuove e più resistenti. Dalla botanica alla biologia, dall'economia all'evoluzione delle malattie infettive, l'appassionante storia del nostro rapporto con i batteri attraverso cinquanta ritratti dei più curiosi tra questi minuscoli padroni del mondo."Animali e piante vanno e vengono. I batteri restano" (Ludger Wess)LA NATURA HA UNA STORIADA RACCONTARE:GLI ANIMALI E LE PIANTEINSEGNANO A LEGGERLACOME UN ROMANZO.

Segnavia
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Heidegger, Martin

Segnavia

Adelphi, 22/10/2020

Abstract: "Wegmarken", che può essere tradotto con "segnavia", sono tracce, segni, indicazioni poste lungo un cammino o un sentiero, che servono, per chi intenda seguirlo, a riconoscerlo. Con questo titolo Heidegger raccolse e pubblicò nel 1967 dodici scritti da lui pensati e stesi lungo il proprio cammino speculativo successivo a "Essere e tempo" e alla cosiddetta "svolta". Se si osserva la composizione del volume, si constaterà che qui, più che in ogni altra sua raccolta di saggi, Heidegger ha voluto tracciare il suo itinerario nel pensiero. I testi abbracciano quasi quarant'anni di una meditazione che il lettore si troverà a ripercorrere nei suoi passaggi cruciali. Nei testi di "Segnavia", infatti, si può dire che il pensiero di Heidegger si dirami in tutte le sue direzioni e, al tempo stesso, che accenni da queste verso il suo centro nascosto. Qui troveremo, per esempio, un testo rivelatore – e annunciatore di un vasto sviluppo – come "Che cos'è metafisica?", ma anche i due soli scritti su Platone e Aristotele che Heidegger abbia pubblicato in vita. E se la celebre lettera sull' "umanismo" o la lettera a Ernst Jünger intitolata "La questione dell'essere" si aprono su quella comprensione della tecnica e del nichilismo a cui si connette tutta la visione heideggeriana del moderno, sino a oggi la più lungimirante e illuminante, altri testi come i saggi "Sull'essenza del fondamento" e "Sull'essenza della verità" ci avvicinano al luogo dove si mostra e si sottrae "ciò che un tempo la parola "essere", in quanto cosa da pensare, ha svelato, e forse un giorno, in quanto cosa pensata, occulterà".La nostra edizione, a cura di Franco Volpi, si basa su quella apparsa nel 1976 all'interno delle Opere Complete ("Gesamtausgabe") di Heidegger, che è arricchita dalle annotazioni marginali manoscritte apposte da Heidegger sulle sue copie dei testi, oltre che da due nuovi scritti. L'ampio "Glossario" finale rende ragione delle scelte terminologiche operate dalla nostra edizione, riferendosi a tutto lo sviluppo del pensiero di Heidegger e comprendendovi anche numerosi riferimenti agli importanti testi postumi in corso di pubblicazione.

Lettera a D. Storia di un amore
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Gorz, André - Loria, Maruzza

Lettera a D. Storia di un amore

Sellerio Editore, 24/04/2020

Abstract: Uno degli ultimi maître à penser della politica e del giornalismo francese, suicida insieme alla moglie per strapparla all'estrema sofferenza, le dichiara il suo invincibile amore con una memoria terrena e tenerissima.

Siamo tutti in pericolo. L'ultima intervista di Pasolini. Con interventi inediti su quei giorni e su ciò che sappiamo dopo
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Colombo, Furio - Pasolini, Pier Paolo

Siamo tutti in pericolo. L'ultima intervista di Pasolini. Con interventi inediti su quei giorni e su ciò che sappiamo dopo

Compagnia editoriale Aliberti, 31/01/2025

Abstract: Cinquant'anni dopo la morte di Pier Paolo Pasolini (2 novembre 1975) ci lascia Furio Colombo, ultimo testimone a raccogliere le parole pasoliniane poco prima del suo assassinio. "Pasolini era un protagonista allora ed è un protagonista adesso. La sua presenza letteraria resta grande, ma la sua testimonianza politica, resa allora, si sente risuonare adesso come una cronaca di questi giorni e mentre le peggiori voci della storia italiana vorrebbero avere la meglio, hanno ancora un nemico difficile di cui liberarsi, un nemico che dei fascisti sa tutto e che è stato subito conscio che l'Antifascismo è l'antiveleno, la sola fede e passione che può trattenere l'Italia dal rischio di essere di nuovo sottomessa [...]. Anche adesso, per gli italiani che sanno e che pensano, è Pasolini l'ostacolo. Non solo pensiero ma istruzioni per l'uso, come unica grande arma di difesa dell'Antifascismo".

Magnifici perdenti
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Reed, Joe Mungo

Magnifici perdenti

Bollati Boringhieri, 17/01/2019

Abstract: ""Una breve, essenziale delizia di romanzo... leggendo, si continua a girare compulsivamente pagina, anche quando non succede niente di particolare, anche quando si tratta solo di un'altra giornata sulle colline del Tour de France".""The New York Times"""Per il ritmo e il tono, la prosa di Reed ricorda quella di Don DeLillo. Accanto alle idee e ai dialoghi umoristici, c'è vera suspense, e un dramma umanissimo".""Kirkus Reviews"""Meditativo, e insieme eccitante come un thriller".""Vanity Fair""Una breve, essenziale delizia di romanzo... leggendo, si continua a girare compulsivamente pagina, anche quando non succede niente di particolare, anche quando si tratta solo di un'altra giornata sulle colline del Tour de France.""The New York Times""Per il ritmo e il tono, la prosa di Reed ricorda quella di Don DeLillo. Accanto alle idee e ai dialoghi umoristici, c'è vera suspense, e un dramma umanissimo.""Kirkus Reviews""Meditativo, e insieme eccitante come un thriller.""Vanity Fair"Sol e Liz sono sposati, e innamorati. Sol è innamorato di Liz, e Liz di Sol, ma Sol è anche innamorato della sua professione di ciclista, e Liz del proprio lavoro di genetista. Sol, il cui motto è "Per noi la vita è ciclismo, il ciclismo la vita", corre al Tour de France come gregario di Fabrice, non per vincere, ma per far vincere la squadra. Liz definisce lo scopo del proprio lavoro "Capire a cosa serve un gene in un pesce", e capisce bene anche Sol perché è interessata alle dinamiche di gruppo, molto simili alle leggi biologiche. Entrambi comprendono il senso del loro successo anonimo a beneficio di altri, e si sostengono a vicenda, ma devono difendersi dal contesto che li circonda: per Katherine, la madre di Liz, e per Rafael, il direttore sportivo, se non si vince si fallisce.Seguiamo i ciclisti nella routine giornaliera, spesso comica, e nelle situazioni agonistiche, spesso difficili, nel bene e nel male, fino al traguardo finale, catartico. Le difficoltà e le divergenze cominciano quando il cinico Rafael invita a mezza voce Sol e gli altri corridori e ricorrere a qualche trucchetto di "innocuo" doping. Sol vorrebbe rifiutare, ma Liz, sempre pronta ad agire con entusiasmo e dedizione, decide che la proposta va accettata. Non solo, si offre come "corriere" dietro lauto compenso, seguendo la corsa in automobile e trasportando le sostanze vietate, coperta dalla presenza del piccolissimo Barry, figlio suo e di Sol.Naturalmente dove ci sono anabolizzanti e sacche di sangue per trasfusioni, ci sono anche guai, e infatti il dramma non manca. Ma Reed riesce a equilibrare il tono della scrittura in modo da alleggerirne i risvolti tragici, concentrandosi sul suo scopo ultimo, quello di raccontare una corsa in salita per raggiungere una meta che non è la vittoria. E la metafora corre insieme ai ciclisti e all'automobile di Liz per tutta la narrazione, senza mai incepparla, senza che il lettore quasi se ne accorga.