Trovati 844512 documenti.
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Geografia del gusto. Un viaggio in Italia tra i paesaggi del cibo
Touring Editore, 12/05/2025
Abstract: In ogni sapore si nasconde una dimensione geografica e in ogni ricetta c'è una mappa che descrive un luogo, la sua storia, il suo spirito irripetibile.Il cibo è un sistema di valori culturali e una sorta di grammatica della natura: non basta assaggiare un piatto per comprenderlo appieno, così come a uno sguardo distratto sfugge il significato profondo di un paesaggio. Gli uliveti secolari del Salento, le risaie del Vercellese, i vigneti del Chianti non sono semplici "panorami" ma l'esito di secoli di lavoro, tecniche agricole tramandate, scambi commerciali, visioni politiche. Capire un paesaggio significa leggere nel cibo i segni della storia, e l'esperienza gustativa si esalta quando sappiamo scorgere nel territorio le tracce di chi lo ha abitato, coltivato, trasformato."Il paesaggio non si guarda, ma si fa. E se talvolta ci fermiamo ad ammirare le forme dei campi, le file degli alberi o le curve delle colline è perché l'uomo, nei secoli, ha saputo coniugare l'utilità con la bellezza."Questa piccola dissertazione storico-geografica rivela come lo spirito e la cultura dei luoghi si materializzano in gusti, sapori, odori. E viceversa. Nel ricettario quattrocentesco di Maestro Martino, la presenza di piatti "alla lombarda" o "alla siciliana" già segnala una vivace pluralità di costumi locali; nel Rinascimento, Bartolomeo Scappi disegna la mappa di un'Italia con tradizioni – agricole e cittadine, aristocratiche e popolari – che non conoscono confini politici; Pellegrino Artusi, dopo l'Unità, trasforma la cucina in linguaggio nazionale, mantenendolo tuttavia entro il quadro secolare di una cultura dalle mille sfaccettature locali, unitaria non perché omogenea, ma perché condivisa. Quello di Montanari è un invito a scoprire che la relazione fra terra e cibo, geografia e cucina, è un racconto che parla di identità, cura, relazione, innovazione, in un fitto intreccio che dà forma al territorio che abitiamo e significato ai sapori che amiamo.Massimo Montanari è professore emerito all'Università di Bologna, dove ha fondato il Master in Storia e cultura dell'alimentazione. È riconosciuto come uno dei maggiori esperti internazionali in questo campo e i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Tra questi: La fame e l'abbondanza. Storia dell'alimentazione in Europa (1993), La cucina italiana. Storia di una cultura (1999, con Alberto Capatti), Il cibo come cultura (2004), Il mito delle origini. Breve storia degli spaghetti al pomodoro (2019), Amaro. Un gusto italiano (2023). Per il Touring Club Italiano ha curato il volume I paesaggi del cibo. Luoghi e prodotti della nostra terra (2015).
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L'incredibile storia del vino. Il racconto di una civiltà lunga 10.000 anni
Touring Editore, 14/05/2025
Abstract: La storia del vino è anche una storia della nostra civiltà.Uno straordinario viaggio alla scoperta dei segreti della bevanda che ha accompagnato l'umanità fin dalla notte dei tempi e ancora riempie i calici, inebria gli spiriti, favorisce nuove alleanze e rinsalda antichi legami. Dalla Mezzaluna fertile, dove si iniziò a domesticare la vigna, a invenzioni – come la bottiglia di vetro e i tappi in sughero – che avrebbero cambiato la storia, il vino è sempre stato al centro della cultura umana, protagonista di riti sacri e profani, chiassosi aperitivi e funzioni religiose: un'avventura deliziosa, che da migliaia di anni continua a sorprendere."Un libro da gustare senza moderazione."Livre Hebdo"Leggero e divertente, ma molto ben documentato."Le Monde"Un fumetto che riesce a divulgare, con umorismo e spirito didattico, una storia troppo spesso maltrattata."Le FigaroDaniel Casanave, fumettista francese, è autore di diverse opere, tra cui la serie di graphic novel tratta dal bestseller di Yuval Noah Harari Sapiens (La nascita dell'umanità, 2020; I pilastri della civiltà, 2021; I padroni della storia, 2025). In Italia ha pubblicato anche Il flagello di Dio. Un'avventura rocambolesca di Attila l'unno (2006) e I defunti. Un'avventura rocambolesca del Milite Ignoto (2009).Benoist Simmat è uno sceneggiatore di fumetti e giornalista francese, specializzato in economia ed enologia.Collabora con testate come "L'Express" e "Le Journal du Dimanche". È autore, insieme al mangaka Eldo Yoshimizu, di Gamma Draconis (2020).
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Garzanti, 20/05/2025
Abstract: "Un romanzo sulla maternità che cattura il caos, la stanchezza ma anche momenti di bellezza insostenibile. È molto commovente. "Paul Murray – Autore del "Giorno dell'ape" "Un libro lirico e incisivo che ritrae la confusione, l'angoscia e i paradossi della maternità. "The New York Times"Kilroy racconta con intensità come un figlio possa mettere a dura prova l'identità di una donna. Se una madre sceglie di dedicarsi anima e corpo al benessere del suo bambino, allora ha bisogno che qualcuno si prenda cura di lei. "The Guardian""Che cos'ho che non va?" La nascita di un figlio, l'amore abbagliante, il terrore cieco. Le infinite solitudini. Essere donne è una colpa? Claire Kilroy scrive un romanzo ruggente. Una poesia, un libro d'avventura, una pazzesca storia d'amore."Antonella LattanziDA MESI AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE INTERNAZIONALI,FINALMENTE NELLE LIBRERIE ITALIANEIL GRANDE ROMANZO IRLANDESEFINALISTA DEL PRESTIGIOSO WOMEN'S FICTION PRIZEIl bambino di Soldier è appena nato. Lei ha paura persino di sfiorarlo, come se potesse rompersi. Eppure, il desiderio di stringerlo è irresistibile. È il suo amore totalizzante. Assoluto. Ma proprio quell'amore le incendia il cuore con un profondo senso di disagio. Soldier si sente fragile agli occhi degli altri, che possono essere spietati, perché ha compreso una verità fondamentale: la maternità è il più grande paradosso della vita. Maternità è dove un amore immenso si intreccia con la solitudine assoluta. Gesti minimi e fatiche inconfessabili la fanno sentire come un soldato in trincea, che lotta contro la stanchezza e la paura di fallire. Che deve andare avanti, nonostante tutto. Essere madre significa essere la misura di una società. Significa amore, dovere e responsabilità verso gli altri e verso sé stessi. Ma l'incapacità di farsi comprendere la rende più sola di qualsiasi altra cosa. Dall'altra parte, però, c'è lui. Il suo bambino. Un faro che illumina il cammino con la luce dell'amore. Il suo porto sicuro nella tempesta della vita. E sempre lo farò è un grido, un inno d'amore assoluto e solitudine travolgente. Due forze opposte che si contendono il cuore di ogni madre. E in fondo, forse, di ogni donna.Arriva finalmente nelle librerie italiane il grande romanzo irlandese che ha incantato lettori e critica. Da mesi in cima alle classifiche internazionali, è stato finalista del prestigioso Women's Fiction Prize. La scrittura di Claire Kilroy, con la sua potenza e spietatezza, regala una storia che non fa sconti. Giocando con le parole e le loro sfumature, rivela i mille volti della maternità.
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Tre60, 13/05/2025
Abstract: Parigi, 1835. Louis Vuitton ha appena tredici anni quando lascia la sua famiglia in un piccolo borgo di montagna per cercare fortuna altrove. Quell'altrove è Parigi e, dopo alcuni anni trascorsi a fare lavori saltuari, nel 1837 inizia un apprendistato presso un noto artigiano parigino, tal monsieur Maréchal, che confeziona bauli e offre servizi di imballaggio. I parigini viaggiano sempre di più, non solo in carrozza, ma anche in treno e in nave, e c'è una grande richiesta di figure specializzate in grado d'imballare gli oggetti da trasportare. Nel laboratorio di Maréchal, Louis si distingue subito e i suoi servizi sono richiesti non soltanto tra le dame dell'alta società, ma anche a corte dall'imperatrice Eugenia, la moglie di Napoleone III. Sono momenti d'oro per Louis, sul lavoro ma anche nella sfera privata, quando incontra Émilie, l'amore della sua vita, che sarà la madre dei suoi figli e lo sosterrà nella carriera, soprattutto quando, nel 1854, deciderà di mettersi in proprio e di aprire il suo atelier al numero 4 di Rue Neuve-des-Capucines, vicino a Place Vendȏme. Lì potrà finalmente concretizzare la sua idea geniale: rendere il bagaglio più pratico e leggero, per essere trasportato più agevolmente. I suoi bauli rettangolari, con la copertura piatta e i bordi arrotondati diventeranno famosi in tutta la Francia. Ma proprio quando l'attività sembra andare a gonfie vele, pronta per conquistare i mercati stranieri, il successo comincia a vacillare. Invidie e gelosie nell'atelier sembrano pericoli ben più minacciosi per la famiglia Vuitton della guerra che incombe sul Paese…
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Longanesi, 06/05/2025
Abstract: Quando Juan Cabrillo prova a catturare il capo del più spietato cartello messicano, la delicata operazione sfocia in una tragedia e un membro dell'equipaggio dell'Oregon perde la vita. Accecato dal desiderio di vendetta Cabrillo ne fa una questione personale ma, mentre il piano dell'Oregon è in atto, diventa sempre più chiaro che il contrabbando di armi e droga è solo la punta di un iceberg. La vera minaccia è costituita da Pipeline, una vasta organizzazione criminale i cui ruoli ai vertici si tramandano di padre in figlio da generazioni. Un passaggio di consegne che non ha fatto altro che moltiplicare avidità e rancore, in una spirale di violenza che dura da decenni, e che ormai tiene sotto scacco l'umanità: Pipeline infatti ha il dito sul grilletto di un'arma letale in grado di radere al suolo intere città. Solo Cabrillo e l'Oregon possono sventare il rischio di una terza guerra mondiale, mettendo le mani sull'arma prima che il conto alla rovescia raggiunga lo zero.
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Neri Pozza, 29/04/2025
Abstract: È la festa per celebrare la pubblicazione del suo romanzo, e nessuno dei presenti nota che Herman Koch si alza ed esce dalla stanza di continuo. A tavola, sorride e conversa animatamente, come sempre. Il giorno prima, un fotografo è stato a casa sua per un servizio, ma appena vede pubblicato il suo ritratto, Koch butta via il giornale. Pensa che sul suo volto si veda tutto. Anche se in realtà solo la moglie e il figlio sanno. Qualche settimana dopo, il suo medico lo convoca per i risultati dell'ultima tac. È il 3 febbraio 2020. "È ovunque" sono le parole choc che aprono quella conversazione. Herman Koch ora deve fare i conti col caos che si è impossessato dei suoi giorni: un autore come lui può dire "No, stasera non vengo alla presentazione, ho il cancro"? No, Koch non vuole lasciare al cancro il ruolo da protagonista. È uno scrittore, e come tale ne scriverà. Da questa ineluttabile consapevolezza nasce una condivisione totalizzante di diagnosi, cure, conseguenze, pensieri, ricordi, speranze. Il racconto segue così una direzione ben precisa, attorno al fulcro di tutto: continuare a vivere e a scrivere, scrivere per vivere. Guardando il mondo che passa come una nave che scivola quieta sull'acqua, restando comodamente seduto al tavolino di un bar, con penna e taccuino, davanti a un bicchiere di birra. Sono impaziente per natura, ma non in questo caso. Il tempo rallenta. Quasi si ferma, ma continua a scorrere alla velocità della nave che passa. È questo, ho pensato spesso mentre ero lì. Questo è tutto quello che c'è. Mi identifico con la nave, non è poi così complicato. Ci capiamo. "Herman Koch guarda il mondo sfogliando l'album fotografico della sua vita, riflettendo su ciò che è stato, ciò che è e ciò che deve ancora essere". De Telegraaf "Una voce indispensabile della nostra letteratura". De Groene Amsterdammer "Koch racconta dell'invisibile barriera venuta a frapporsi tra lui e il paesaggio in cui vive. Un libro bellissimo e commovente". Trouw
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Crocetti, 13/05/2025
Abstract: Blu Temperini è nata a Pisa nel 2000 e vive a Torino. Suoi articoli sono apparsi su "Poesia" e sulla rivista online "Pangea". Questa è la sua prima raccolta poetica.Nel principio infondato è il sorprendente esordio di Blu Temperini, "un poeta primigenio, senza lignaggio. Un poeta senza paladini né palafreni né padrini in parata. Un poeta, cioè, che comporta l'abbandono delle norme ortografiche, delle grammatiche cattedratiche, di ogni forma di subdola tattica; alieno all'abbondanza dei retori del quieto vivere e del quieto amare" (D. Brullo).Nella poesia di Blu Temperini, profondamente ispirata alla tradizione metafisica, il fare dei morti è un fare misterioso, quasi una ragione del futuro, perché essi muoiono e progettano di morire ancora; la vittima innocente è scossa dal lume, si cimenta col suo Cuore virile e solo la vera umiliazione farà risorgere la forza. Finché da tutti i paesaggi non emerge la Parola che, con un canto tanto simile alla ricomparsa, giudica e lamenta. Possibile ci sia un principio al culmine della parola? Possibile trovarlo o esserne scovati? Solo nella poesia le parole possono l'insoluto, l'effimero, e non vi è nulla di ultimato nella lettera; a sostegno della frase c'è un disordine buono, una sfiducia nella realtà.Da falce e creta è nutrito il tuo corpo in questo abbraccio e vedi solo il prestito del cuore compiere un arco nel risveglio. Una colomba trasvola nella stanza: migrano da parete a parete – vuote – le coordinate del miracolo.
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La storia del tennis in 50 ritratti
Gallucci, 18/04/2025
Abstract: Un viaggio nella storia del tennis internazionale, attraverso i ritratti, le imprese e le incredibili vittorie dei 50 più grandi giocatori e giocatrici di tutti i tempi, guidati dalle parole di Paolo Bertolucci e Vincenzo Martucci. Ed ecco allora la magia di Roger Federer, emblema della classe e della tecnica sopraffina; la ferocia di Rafael Nadal, il "re della terra rossa"; l'incredibile determinazione di Novak Djokovic. E poi Serena Williams, la forza della natura che ha dominato il tennis femminile, Martina Navratilova, con le sue leggendarie performance, e la grintosa Maria Sharapova. Dai miti del passato come René Lacoste, passando per Adriano Panatta, il campione italiano dall'irresistibile carisma che ha scritto pagine memorabili nel tennis mondiale, fino a Björn Borg, capace di rimanere impassibile di fronte alla pressione, e ancora Boris Becker, Andre Agassi, Steffi Graf, Monica Seles. Per arrivare al presente e al futuro della racchetta con talenti come Jannik Sinner, il prodigio italiano, e Jasmine Paolini, simbolo di tenacia e grinta. Un'opera per gli amanti dello sport, per chi ha visto le partite storiche o per chi si affaccia ora a questo mondo, che ha regalato emozioni straordinarie e che continua a ispirare generazioni di ammiratori.
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La nave di Teseo, 18/04/2025
Abstract: Uno psicanalista italiano che lavora a Parigi racconta la terapia di un suo paziente, Danilo Zanca, diplomatico presso l'ambasciata italiana. Zanca vive all'ombra della moglie e del suocero: inetta e arrivista lei, generale della marina pronto a tutto per sua figlia lui. Il diplomatico ha poco interesse per i suoi incarichi professionali. Spera solo di scalare la gerarchia il più in fretta possibile e di essere lasciato in pace. Nelle varie sedute terapeutiche racconta la sua passione per la scrittura, suo unico grande amore tenuto però sempre nascosto poiché non conciliabile con le mire di denaro e di potere coltivate da moglie e suocero. Incoraggiato dallo psicanalista, il diplomatico si dedica più pienamente alla sua passione e porta alle sedute le trame dei suoi romanzi mai scritti che affascinano il medico e che finiranno per diventare l'unico argomento dei loro incontri. Zanca però, sempre più assorbito dalla scrittura, attraverso cui si rifà delle umiliazioni subite ogni giorno al lavoro, non si accorge che la finzione delle sue storie finisce per intrecciarsi con la realtà. Una proliferazione incontrollata di personaggi, di fantasmi e di trame che finiscono per invadere il suo mondo e che influenzeranno inesorabilmente la sua vita e quella delle persone intorno a lui, fino al colpo di scena finale. Con maestria e grande senso dello humour, Diego Marani in questo romanzo ci pone di fronte ad alcune tra le nostre paure più profonde: l'essere dimenticati, il fallimento, la rinuncia, il dover dire addio alle nostre passioni per scegliere al loro posto un percorso di vita più sicuro ma grigio. Le storie che ci inventiamo ogni giorno per sopravvivere possono certo essere un rifugio dalla realtà ma allo stesso tempo trasformarsi da antidoto in veleno.
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Le colline di fronte. Un viaggio intorno alla vita di Tullio Pericoli
Editori Laterza, 18/04/2025
Abstract: "Il paesaggio è il volto enorme di un gigante che dorme."Tullio Pericoli è uno degli artisti più significativi del Novecento italiano e uno dei protagonisti della vita culturale del nostro Paese. In questa biografia, la scrittrice Silvia Ballestra ce ne restituisce vividamente e a tutto tondo la figura.Partito da Colli del Tronto, nel 1961 Tullio Pericoli arriva a Milano "per fare l'artista". Ha già all'attivo qualche collaborazione e vari estimatori che lo incoraggiano (primo fra tutti Cesare Zavattini), ma è a tutti gli effetti un provinciale nella città del boom economico. Milano è la capitale dell'editoria, dei quotidiani, dell'industria culturale e Pericoli entra subito in contatto con giornalisti, scrittori, artisti, editori, critici. Disegna per "Il Giorno", illustra i racconti di scrittori famosi che pubblicano per quel giornale nuovo e vivace, espone subito in importanti gallerie milanesi i suoi quadri. Curioso, ironico, di grande talento, si inserisce nella vita intellettuale che rinasce feconda dopo la brutalità della guerra. Si misura con linguaggi diversi. Inizia un dialogo che durerà tutta la vita con i libri e gli scrittori, senza dimenticare mai la pittura.Attraverso il racconto dei suoi tanti importanti incontri –l'amico Emanuele Pirella, Umberto Eco, Italo Calvino, Lucio Mastronardi, Giorgio Bocca, Oreste Del Buono, Dario Fo, per citarne solo alcuni –, suggestioni letterarie, rievocazioni, tavoli magici e ritratti divenuti famosi in tutto il mondo, Silvia Ballestra ripercorre la vita straordinaria di Tullio Pericoli in un contesto intellettuale di ricchezza e varietà irripetibile.
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La nave di Teseo, 18/04/2025
Abstract: Cuore cavo racconta la vita dopo un suicidio: la nostalgia, la solitudine, i rimpianti di Dorotea Giglio, venticinquenne, che dopo la morte continua a esistere e desiderare e a stare accanto alle persone che ha amato, in una dimensione insieme mistica e terrena. Un aldilà ribollente, dove la natura crudele sfalda i corpi mentre l'anima, ostinata, sopravvive e contempla ciò che è stata. In questa sorta di limbo, Dorotea è condannata a incedere e spiare, vagando in un mondo insieme familiare e straniante in cui i vivi non possono più vedere e sentire chi li ha lasciati, ma i morti restano all'erta, impauriti, in ascolto. Un romanzo coraggioso e conturbante, acceso da una scrittura formidabile per originalità e poesia, da uno dei maggiori talenti della narrativa contemporanea."Una straordinaria impresa di ginnastica linguistica." - The Times Literary Supplement"Ammirevole e raggelante. Un trionfo di fattura." - Corriere della Sera "Una storia straordinaria, un furioso talento stilistico." - Avvenire
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La staffetta senza nome. Autobiografia di una partigiana
Solferino, 18/04/2025
Abstract: "No, non era coraggio. Era incoscienza. Era un ideale. Se dovessi pensare al coraggio, credo che su in montagna ci sarebbero saliti in pochi." Sandra Gilardelli ha novantanove anni e mezzo e, come racconta in queste pagine, quando ha preso parte alla Resistenza ne aveva soltanto diciotto. Nata in una famiglia antifascista, il seme della libertà germoglia subito, quando negli anni della guerra Milano si trasforma in un rogo a cielo aperto e costringe molte famiglie a sfollare. Ma il battesimo del fuoco avviene a Pian Nava, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, dove la ragazza inizia a collaborare con i partigiani della brigata Cesare Battisti, improvvisandosi infermiera e fabbricando bende e medicamenti con materiali di fortuna. In poco tempo diventa staffetta per la consegna di lettere segrete ai medici del Comitato di liberazione nazionale di Verbania.Il suo coraggio e le sue convinzioni si rivelano fondamentali anche quando incontra per la prima volta il tenente "Mosca", primula rossa dei combattenti per la libertà, che si presenta travestito da soldato delle SS e riuscirà in seguito a sfuggire più volte alla forca. Con lui condividerà sessantacinque anni di vita e avrà una figlia, "cresciuta in mezzo ai partigiani". La storia del Paese s'intreccia con quella più intima, il passato con il presente in una confessione a cuore aperto scritta da Sandra Gilardelli con Jessica Chia, per ridare vera voce alla "Resistenza taciuta" delle donne.
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La nave di Teseo, 18/04/2025
Abstract: "Andrebbe incoraggiata un'educazione al dolore, perché fin troppo spesso del dolore si ha un'unica idea, quella di una condanna ineliminabile." Umberto Eco percorre un affascinante itinerario – tra filosofia, poesia, arte, letteratura e spiritualità – che segue il tema del dolore dalle origini ai giorni nostri. Esperienza insopprimibile della natura umana, passione del corpo e dell'anima, il dolore non è stato vissuto nei secoli soltanto come un male da sconfiggere ma anche, ad esempio, come salvifica prova di redenzione. Il dolore ha caratterizzato ogni epoca e tradizione, ma è il suo rapporto intimo e ambivalente con la conoscenza e il pensiero a interessare la riflessione di Eco, in un libro che è un'intensa testimonianza di sensibilità, ma anche un invito forte a coltivare l'educazione alla conoscenza, formidabile antidoto alla sofferenza dell'uomo.
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Lindau, 18/04/2025
Abstract: Questa è la storia di Giuseppe, ma è anche la storia di chi la narra; è la storia di un'istituzione (il manicomio prima di Basaglia) e di un periodo storico. È il racconto di una ricerca sul campo (una vera e propria inchiesta) e il diario di un'ossessione (quella dell'autrice per suo cugino internato a San Servolo, il manicomio di Venezia); è un romanzo corale in cui si intrecciano le voci di parenti e medici, internati, infermieri e testimoni involontari. Attraverso un'intensa narrazione polifonica, E prese fra le dita la notte ci restituisce i lineamenti, in apparenza sempre più a fuoco, ma nella realtà irrimediabilmente sfuggenti, di una vita perduta nel labirinto di una struttura concentrazionaria, specchio di una società repressiva.
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Un pensiero ribelle. Maria Bakunin, la signora di Napoli
Solferino, 18/04/2025
Abstract: È l'8 aprile 1906, il Vesuvio erutta. In mezzo al caos, un manipolo di scienziati si muove controcorrente rispetto alla folla che fugge: vogliono osservare da vicino l'evento, raccogliere minerali. Tra loro c'è una scienziata poco più che trentenne: è nata nella lontana Siberia, si chiama Maria, ed è la figlia del grande anarchico Michail Bakunin. Il suo destino è intrecciato a quello della terra che il padre ha scelto per stabilirsi e per cercare di realizzare i suoi ideali politici: a Napoli Maria è cresciuta, studia con tale impegno da diventare la prima donna in Italia a laurearsi in Chimica, sarà la prima a ottenere una cattedra da ordinario. Protagonista della vita culturale della città e di missioni all'estero per studiare progetti pionieristici, darà scandalo per la sua relazione con un uomo più giovane e al contempo diventerà proverbiale per il suo rigore accademico. Nella città occupata dai nazisti proverà a salvare dalla distruzione la biblioteca dell'università, opponendosi con coraggio ai soldati. E pur essendo figlia di un altro uomo, per tutta la vita si batterà per mantenere e difendere la memoria di quello che considera suo padre, Bakunin.Mirella Armiero racconta con passione e acume storico la vicenda attualissima di quella che Napoli imparò a chiamare la Signora: una donna orgogliosa e indipendente che tuttavia seppe contribuire appieno alle istituzioni e al progresso del suo tempo. Una vita romanzesca in un'epoca di splendore, in cui il Sud fioriva di idee, scienza e progetti e, tra mille difficoltà, si sognava e si tentava di costruire un destino migliore.
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Il capitalista riluttante. Confessioni dal cuore del potere
Solferino, 18/04/2025
Abstract: Braccio destro di Eugenio Cefis, sodale e rivale di Enrico Cuccia, a stretto contatto con Carlo De Benedetti e Raul Gardini, commensale di Roberto Calvi, in barca con Gianni Agnelli e Marco Tronchetti, socio dissociato di Armani. Francesco Micheli è sempre stato nel cuore del potere economico italiano. Eppure, si è sempre mostrato schivo al riguardo: un capitalista riluttante, forse perché il suo percorso viene da lontano. Parte da Parma, da un padre pianista e docente, da una madre molto attenta alla scelta della scuola migliore.Oggi, passati gli ottant'anni, Micheli ripercorre nel suo primo libro questo viaggio che lo ha reso unico nel panorama della nostra finanza: innamorato del mare, del volo, fine musicista, raffinato collezionista d'arte, tutto sempre mantenendo quella spontaneità e curiosità nei confronti del mondo che lo ha animato sin da bambino, quella capacità di divertirsi, sullo sfondo delle note del jazz. Un memoir formidabile che racconta un nomade della cultura e della vita che continua a cercare il bel suono, un visionario che ripercorre una vita vissuta da esploratore, col vento in faccia, per assaporarne ogni attimo e scoprire che è prezioso. Molto più del denaro.
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Lo scudetto del Verona. Ricordi, racconti e retroscena 40 anni dopo l'impresa
Solferino, 18/04/2025
Abstract: Compie 40 anni lo scudetto del Verona, un'impresa senza eguali nella storia del calcio italiano: quello del campionato 1984-85 è infatti l'unico titolo del Dopoguerra a non aver premiato un capoluogo regionale. Verona è soltanto provincia, e da sempre nel calcio l'accezione di "provinciale" implica un muro invalicabile fra sé e le grandi vittorie. Quel Verona, invece, riuscì nell'impresa restando in testa alla classifica dalla prima all'ultima giornata, evento più unico che raro. Vinse quello che all'epoca veniva giustamente definito "il campionato più bello del mondo" per la presenza di tutti i migliori giocatori del pianeta. Lo vinse precedendo il Torino di Serena e l'Inter di Rummenigge, la Juventus di Platini e Paolo Rossi, il Napoli di Maradona, il Milan di Baresi e del debuttante Maldini, la Sampdoria di Vialli e Mancini.Il libro è suddiviso in 40 capitoli per celebrare l'anniversario: ci sono le interviste ai principali giocatori, dagli stranieri Briegel ed Elkjaer ai protagonisti italiani Volpati, Di Gennaro, Tricella, Fanna e Galderisi, i ritratti degli altri componenti della rosa, i ricordi di alcuni avversari come Zenga, Baresi, Prandelli, Serena e Pellegrini, il racconto del cammino trionfale attraverso le partite chiave, la testimonianza di un tifoso speciale come Giovanni Rana. Ne emerge un quadro da film kolossal, e insieme d'autore: un gruppo di uomini capace di trasformarsi da "squadra di scarti" (così chiamata, perché molti di loro non erano riusciti a imporsi nei grandi club) nella formazione campione d'Italia.
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Senza riparo. Sei tentativi di leggere il presente
Editori Laterza, 18/04/2025
Abstract: "La guerra fredda non è finita, continuano anche alcuni spargimenti di sangue locali, ma la gente è al riparo e li guarda come grandinate estive in un giorno di sole", scriveva Italo Calvino nel 1961 parlando della percezione della storia che si aveva in quegli anni. Se oggi volessimo descrivere con una formula sintetica lo stato d'animo che attraversa la scena politica contemporanea, dovremmo dire che l'impressione di essere al riparo si è dissolta completamente.Dopo la fine della Guerra fredda le società occidentali hanno vissuto nell'illusione di essere al riparo. Poi, negli ultimi quindici anni, il senso di sicurezza si è dissolto e ha lasciato spazio a un'impressione opposta, quella di trovarsi in mezzo a una crisi complessa di cui i populismi e le guerre culturali sono gli aspetti più vistosi. Questo libro cerca di interpretarla ragionando su alcuni eventi decisivi e su alcune figure simboliche, a cominciare da Donald Trump. Al tempo stesso riflette su certe premesse di fondo della politica contemporanea, e in particolare sull'idea che le società occidentali non sappiano più immaginare un'alternativa che non sia la degenerazione autoritaria della democrazia liberale o il disordine.
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Il nero dei giorni. Storia del giudice Amato, delle sue indagini e del suo omicidio
Editori Laterza, 18/04/2025
Abstract: Dopo il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro, Roma è sconvolta dalla violenza politica. I Nar, i Nuclei armati rivoluzionari di Mambro e Fioravanti, espressione della galassia neofascista, si distinguono per l'efferatezza delle loro azioni e per i collegamenti con i servizi segreti e la banda della Magliana. A indagare su di loro è un magistrato, Mario Amato. Solo e isolato, verrà ucciso, perché aveva intuito molte verità scomode.Roma, 23 giugno 1980. Il sostituto procuratore Mario Amato sta aspettando sotto casa sua l'autobus che dovrebbe portarlo al lavoro, in tribunale. La macchina è rotta, la scorta non è disponibile e lui non può fare altro che servirsi dei mezzi pubblici.All'improvviso un ragazzo si avvicina a lui, gli punta una pistola alla testa e apre il fuoco. Amato muore così, in mezzo alla strada, da solo. A sparare è stato Gilberto Cavallini, mentre il suo complice, il giovanissimo Luigi Ciavardini, lo attende a bordo di una moto. I due fanno parte dei Nuclei armati rivoluzionari, la formazione terroristica di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro che sta mettendo a ferro e fuoco Roma tra omicidi efferati, rapine e loschi traffici.Su queste vicende Amato stava indagando, intuendo quella che lui stesso definì "una verità d'assieme". In procura però era isolato, i suoi capi lo ignoravano e alcuni colleghi addirittura cercavano di delegittimarlo e di sabotare il suo lavoro.Mettendo insieme la biografia di questo sostituto procuratore e la storia delle sue indagini, andate avanti anche dopo la sua morte, il libro segue il percorso del filo che collega la lotta armata nera degli anni '70 ai giorni nostri, tra personaggi ricorrenti, legami indissolubili e uno spirito che continua ad abitare le istituzioni ai suoi livelli più alti.
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Editori Laterza, 18/04/2025
Abstract: "Il tropico del fango è la nuova latitudine in cui ci siamo ritrovati a vivere in Romagna. Ma su questa terra che i nostri antenati si sono inventati da una maledetta palude o togliendola alle foreste dell'Appennino, ci sta un mucchio di gente che a star zitta non è capace e anche con il cuore spezzato, ci canta sopra, anche solo per il gusto di ridere in faccia alla morte e alla sventura."Cristiano Cavina, amatissimo scrittore e voce di questa terra sconvolta da tre alluvioni colossali, racconta quello che ha vissuto."Ho scritto questi testi con la casa ancora mezza allagata, i salvagenti di sicurezza legati sul tetto, e la gente intorno che aveva perso tutto. Un vicino anche la vita.Non sono racconti, non sono reportage. C'ho messo quello che vedevo, andando con mio figlio ad aiutare dopo aver ripulito casa nostra. Io sono nato a Casola Valsenio, negli Appennini, dove letteralmente sono venute giù le montagne ed era rimasta solo la strada per andarci. Per un giorno intero non ho saputo se mia mamma era viva o morta. Era viva. Aveva creato un rifugio di emergenza per galline profughe.Io non sono un giornalista. Sono un narratore. Non mi interessano tanto i fatti in sé, quanto cosa accade agli esseri umani che ne sono travolti. Non come franano le montagne o si allagano i quartieri, ma come franano – o non franano – le persone, come si allagano le loro vite e come riscono a non affondare.E anche con queste parole, ho cercato di fare quello che da sempre tento: salvare mondi che rischiano di scomparire."