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Mondadori, 12/10/2012
Abstract: "L'Italia oggi è spaventata, di cattivo umore, impaurita dal futuro. Invece sono convinto che l'Italia abbia davanti a sé una grande occasione di ripresa e di sviluppo. Una chance di rinascita, una nuova stagione." È possibile uscire da un viaggio nell'Italia della grande crisi più ottimisti di prima. Perché c'è un paese che alla crisi resiste, e che riparte. Perché il mondo globale, che consideriamo una sciagura, è una grande opportunità per un paese come il nostro, capitale della bellezza e dell'arte, del design e della creatività. Perché il mondo di domani - non solo l'America ma anche la Cina, l'India, il Brasile - è pieno di consumatori che vorrebbero comprare i nostri prodotti, vestirsi come noi, vivere come noi. Perché abbiamo ricchezze che nessun ladro potrà mai rubare, bellezze che nessun falsario potrà mai imitare, saperi che nessuna impresa potrà mai delocalizzare. Non è vero che i figli staranno peggio dei padri: il futuro dipende da noi, e può essere migliore del presente. La celebrazione dei 150 anni dell'unità è stata un successo: noi italiani abbiamo capito di amare l'Italia. C'è una cosa che ancora ci manca: la fiducia in noi stessi. Invece dobbiamo ricordarci che il nostro non è un paese qualsiasi. Essere consapevoli di chi siamo, e di quel che possiamo fare. Per aiutarci a capire chi siamo, Aldo Cazzullo racconta quindici città. Da Torino, che ha cambiato umore e non ha più pudore dei propri sentimenti, a Bari, dove nascono i nuovi miti della letteratura e dello spettacolo: Carofiglio, Caparezza, Checco Zalone. Milano, "la nostra New York", e Roma, "l'indistruttibile ". Napoli, "inorgoglita", e Venezia, morta come città e risorta come splendida vetrina. Verona, "la complessata", e Trieste, tornata al centro dell'Europa. Genova, "mai stata così bella", e Firenze, "la vera capitale". L'Italia s'è ridesta non è un libro consolatorio. Ha anzi pagine urticanti. Denuncia scandali, critica cattive abitudini, ritrae personaggi negativi. Si addentra nelle piccole capitali in crisi, da Parma a Siena. Avverte che Palermo rischia di esplodere e Bologna di impoverirsi. Ma ovunque scopre storie di successo, trova motivi di speranza, vede i segni di un grande potenziale di sviluppo. A cominciare dalla lezione di dignità e riscatto che viene dall'Emilia e dall'Aquila colpite dal terremoto. Il viaggio porta anche nella provincia profonda, al Nord e al Sud. Mette in pratica un'idea del giornalismo distante dal narcisismo e dall'opinionismo, basata sull'inchiesta e sul dialogo con le persone, in sintonia con la prefazione di Ferruccio de Bortoli. E si conclude con il catalogo delle cose da fare, iniziando dalla più importante: ricominciare a credere in noi stessi e nel nostro paese.
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Mondadori, 25/06/2013
Abstract: Nato all'ombra delle Dolomiti bellunesi, valente alpinista, Dino Buzzati nutrì sempre un forte amore per la montagna. Le vette ricorrono spesso nei suoi romanzi, nei racconti, nei quadri, nelle prose giornalistiche: di volta in volta metafora del mistero, giganti con cui misurarsi, obiettivo di conquista o simbolo di occasioni perdute. Lo testimoniano i pezzi raccolti in questa antologia, in massima parte articoli ed elzeviri mai ripubblicati dopo l'uscita sul "Corriere della Sera" e su altre testate, ma anche brevi racconti e stralci del diario di Buzzati alpinista: ritratti di scalatori come Tita Piaz e Paul Preuss, Walter Bonatti e Cesare Maestri, imprese come la conquista del Cervino e del K2, fenomeni di costume come la diffusione dello sci, fino alle cronache di eventi sportivi come le Olimpiadi di Innsbruck del 1964. Testi che raccontano il cambiamento della società italiana dagli anni Trenta ai Settanta, e restituiscono la magia delle alte quote nelle parole di uno scrittore che ha saputo cantarle come nessun altro.
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Quando le donne governavano la terra
Piemme, 13/06/2017
Abstract: Millecinquecento anni prima di Cristo, ci furono donne che decisero di governarsi da sole. Dopo sanguinose guerre contro l'impero egiziano che decimarono gli uomini sciti, le loro donne furono costrette a farsi guerriere. La fama di arciere abilissime, di combattenti indomite e coraggiose le precedeva ovunque e i popoli vicini si sottomisero o furono conquistati. Depositarie di poteri sciamanici e del grandioso segreto della fecondazione, gli uomini che sceglievano, stipulando lunghe tregue dedicate ai riti erotici della riproduzione, erano scacciati dopo la breve stagione dell'amore. Istituirono un regno tutto al femminile, dove trionfavano giustizia e solidarietà: il primo matriarcato che la storia ricordi. Le chiamavano Amazzoni. Per i contemporanei, incarnavano la donna assoluta, un pericoloso miscuglio di sensualità femminile e violenza maschile, un essere indipendente e non bisognoso di protezione. Una minaccia carica di seduzione alla nascente società patriarcale. Da estirpare o sottomettere. Ma, come un fiume carsico, l'essenza ribelle e combattiva delle Amazzoni non si è mai estinta perché nessuno è mai riuscito a soffocarla.
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Gli effetti collaterali delle fiabe
Piemme, 27/06/2017
Abstract: La vita di Melissa è molto lontana dai sogni e dai progetti che sentiva di poter realizzare fino a pochi mesi fa: dopo aver mandato all'aria un prestigioso dottorato a Londra per amore, l'amore le ha sbattuto la porta in faccia, fregandosene altamente di tutti gli anni passati insieme e del suo cuore spezzato. E ora lei si ritrova disoccupata e sola, con il timore di fidarsi di nuovo. Stefano Marte, invece, è esattamente dove vuole essere: è brillante, carismatico ed è l'erede dell'impero di famiglia, un'azienda domotica di successo internazionale. Melissa e Stefano, due vite agli antipodi, non erano destinati a incrociarsi, eppure una serie di coincidenze li porta l'uno sulla strada dell'altra. La sintonia è immediata, almeno fino a quando lei non scopre chi è lui. Perché Melissa sa esattamente che tipo di uomo vuole al suo fianco, e di certo non è un figlio di papà che crede gli sia tutto dovuto. Il problema è che Stefano è disposto a darle l'unica cosa che lei desidera: il lavoro dei suoi sogni, l'opportunità per riscattarsi e dimostrare il suo valore. Rifiutare non è un'opzione. E, comunque, è solo lavoro. Basta relegare i sentimenti in un angolo insieme al brivido di eccitazione che prova ogni volta che lo vede. E poi lei è una donna razionale, ha già perso tutto per amore una volta, non cadrà mai più vittima del principe di turno. Quello che Melissa non sa è che ogni fiaba ha i suoi tranelli e le sue magie, e restarne immune si rivelerà più difficile del previsto.
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Piemme, 27/06/2017
Abstract: 1412, Domrémy. Il giorno in cui Giovanna d'Arco viene alla luce non è un giorno come gli altri, è un giorno straordinario. Il sole scompare per qualche ora, nascosto da un'eclissi, gettando nel panico i villani. E proprio quando la neonata emette un vagito, la luce torna. Questo non è che il primo segno di una vita che sarà breve e straordinaria. Giovanna, infatti, giovanissima, inizia ad avere delle visioni, a sentire la voce di Dio. Una voce che la spinge alla preghiera, alla devozione, al sacrificio del corpo prima, e poi a un'impresa che pare impossibile e assurda per una sedicenne di umili origini: salvare il regno di Francia, afflitto da decenni di guerra contro gli inglesi. La fugace ed eccezionale vita di Giovanna è scandita dalle parole di Dio, dal sostegno del suo popolo, dal favore delle truppe da lei guidate, dai miracoli praticati a chi chiede la grazia. Giovanna è il simbolo della rinascita contro la decadenza. E, forse per questo, viene condannata come eretica, il suo corpo dato alle fiamme, i suoi resti gettati nella Senna. Una condanna assurda e osteggiata da molti, vergata da quella stessa Chiesa che secoli dopo ne proclamerà la Santità. Dopo Matilde, Rita Coruzzi narra le gesta e i segreti di un'altra eroina della fede cristiana, Giovanna d'Arco, guerriera, eretica, santa. Una donna che, in soli diciannove anni di vita, cambiò la storia.
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Mondadori, 20/06/2017
Abstract: Con uno straordinario inedito: la lezione di Vasco su "Siamo solo noi". Solo Vasco può dire la verità sulle sue canzoni. "Questo libro contiene tutte le canzoni di Vasco Rossi, dal 1977 a oggi, e in ordine sparso i suoi commenti, alcune sue riflessioni, le sue precisazioni, le sue idee. È una raccolta completa, quindi, ma è anche un prezioso documento per cogliere qualche sfumatura nuova. E in più c'è una sorpresa, un documento unico: la trascrizione integrale di un "Incontro con Vasco" del fan club sul tema di "Siamo solo noi". Dal palco a dietro una scrivania, Vasco professore per un giorno spiega, o meglio racconta, la genesi e il senso di quell'autentico inno generazionale. Leggerne qui le parole trascritte fedelmente è come sentirlo parlare dal vivo, c'è tutta l'atmosfera confidenziale di quel pomeriggio..." (dalla Prefazione)
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Mondadori, 27/06/2017
Abstract: "Bologna non è più la stessa, la gente non sorride più." È da qualche tempo, precisamente dall'anno del terremoto in Emilia, che Sarti Antonio, sergente, va ripetendo con tristezza questa frase. A dargli ragione ancora una volta arrivano i fatti.Si sta occupando della scomparsa di Nanni Rolandina, una bella ragazza di anni diciannove e occhi turchini, quando viene chiamato d'urgenza dal cantiere del nuovo stadio del Bologna che sorgerà nella località archeologica di Villanova, dove Rosas ha fatto una scoperta interessante. Dagli scavi - per la gioia del capocantiere e dell'impresa costruttrice che dovranno sospendere i lavori - sono emerse, una dopo l'altra, tredici mummie di epoca etrusca, perfettamente conservate. Alcuni particolari risultano subito inquietanti. Intanto i corpi superano i due metri di altezza, hanno il cranio enorme e dodici di loro hanno i femori spezzati come se fossero stati sottoposti a un antico rito funebre. Ai piedi di una delle mummie c'è un omphalos, una pietra con l'incisione di un demone che impugna una mazza.Il mattino dopo Sarti Antonio è convocato di nuovo al cantiere per una macabra novità: nella notte i cadaveri sono diventati quattordici. Accanto alle mummie c'è il corpo dell'architetto Bonanno, progettista dello stadio e direttore dei lavori. Anche lui ha i femori spezzati. E anche ai suoi piedi c'è una pietra ricoperta di segni enigmatici.Chi odiava così tanto l'architetto da inscenare una cerimonia ancestrale? E Rolandina, la ragazza che ha fatto perdere le sue tracce, ha qualcosa a che fare con il mistero? In soccorso di Sarti giungono il talpone Rosas e le sue conoscenze archeologiche. I due avranno modo di rifletterci, come al solito, davanti a un buon caffè sotto i portici, ma per l'occasione proseguiranno le ricerche anche di fronte a un bel cestino di tigelle e crescentine sull'Appennino. È qui, attorno all'antico centro oracolare di Montovolo, che affondano le radici il mistero del demone etrusco e quello, ancora più intricato, di una portantina che viene da un passato di stragi e delitti.Dopo cinque anni di assenza, Uno sterminio di stelle segna il grande ritorno di Sarti Antonio, il personaggio più longevo e amato di Loriano Macchiavelli, alle prese con un caso nuovo e al tempo stesso antichissimo.Loriano Macchiavelli è il creatore di Sarti Antonio, uno dei più popolari poliziotti della narrativa italiana. Tra le sue opere: Sarti Antonio, un diavolo per capello, Sarti Antonio, caccia tragica, Sarti Antonio, un poliziotto, una città, I sotterranei di Bologna, Delitti di gente qualunque e L'ironia della scimmia. Assieme a Francesco Guccini ha scritto: Macaronì, Un disco dei Platters, Questo sangue che impasta la terra, Lo spirito e altri briganti, Tango e gli altri, Malastagione e La pioggia fa sul serio, tutti pubblicati per Mondadori.
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Einaudi, 15/04/2014
Abstract: È possibile essere giusti? Come si può reagire all'esperienza dell'ingiustizia? Una meditazione in dialogo che incrocia la visione laica con quella religiosa. Il libro raccoglie i testi di Carlo Maria Martini e di Gustavo Zagrebelsky per l'ultima lezione della Cattedra dei non credenti. La giustizia è un tema che trova particolarmente sensibile il cardinal Martini ed è al centro della riflessione laica di Gustavo Zagrebelsky. Ma il libro è un vero dialogo in cui gli interlocutori si parlano e sanno anche ascoltare rispettando i punti di vista l'uno dell'altro. È un libro non sull'amministrazione della giustizia bensí, piú in generale, sull'idea e sull'esigenza morale di giustizia nell'ambito dell'esperienza umana. Gustavo Zagrebelsky affronta le grandi concezioni della giustizia, l'esperienza dell'ingiustizia e l'incontro della cultura laica con quella religiosa intorno alla domanda di fondo che gli uomini si trasmettono di generazione in generazione. Il cardinal Martini raccoglie gli spunti proposti in una profonda meditazione sullo "scandalo" che l'ingiustizia rappresenta per ogni credente.
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Einaudi, 20/06/2017
Abstract: Damián Lobo, da quando ha perso il lavoro, si sente un po' confuso. Un giorno, nemmeno lui sa perché, commette un furto. Ma, colto sul fatto, è costretto a nascondersi all'interno di un grande - e misterioso - armadio. Non fa in tempo a uscirne che il mobile viene impacchettato e portato a casa di Lucía, che l'aveva appena acquistato. Inizia cosí per Damián una nuova vita all'interno dell'armadio: non solo un perfetto nascondiglio, ma anche un privilegiato punto d'osservazione - dall'ombra, appunto - da cui riuscire a scavare nei segreti piú intimi di Lucía e della sua famiglia. Dall'ombra è un romanzo claustrofobico e visionario che a tratti si fa lieve, ironico, surreale, imprevedibilmente liberatorio.
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Einaudi, 20/06/2017
Abstract: Da Tucidide e Plutarco a Montaigne, Voltaire e Rousseau, da Hobbes ai farneticanti ideologi nazisti, a lungo Antichi e Moderni si sono interrogati sui rapporti tra Pericle e la comunità ateniese. Il grand'uomo fu dunque un leader onnipotente o un mero ventriloquo delle aspirazioni popolari? Ecco l'enigma che questa esemplare ricerca prova a risolvere. "Personaggio familiare dei libri di scuola e delle opere dedicate alla Grecia antica, Pericle ha il raro privilegio d'incarnare da solo un "secolo intero", condensando intorno al suo nome l'apogeo di Atene e il fiorire della prima democrazia della storia. Rivelato da un busto di epoca romana, il suo volto impenetrabile sembra costituire una sfida lanciata allo storico. Come interpretare questa statua levigata, priva della minima asperità? Come proporre un nuovo sguardo su un soggetto già studiato cosí tante volte? Accingersi all'analisi di questo monumento della storia comporta chiaramente il rischio di perdersi nell'oceano di una storiografia pletorica senza mai raggiungere un porto sicuro... Se Pericle ha indubbiamente pesato sulle decisioni collettive della città, inversamente la vita del grand'uomo rivela in filigrana l'influenza del demos ateniese sui suoi dirigenti. Anche solo per esercitare il minimo potere, il grand'uomo doveva tener conto delle aspettative popolari, e in tal senso armonizzare, allineare e adattare il proprio comportamento. È proprio la complessa interazione tra il popolo e i suoi capi ciò che merita di venir posto al centro dell'indagine. Un progetto incentrato su Pericle dovrà quindi muoversi su uno stretto crinale: guardarsi dall'idealizzare Atene, senza per altro negare la rottura prodotta dall'invenzione della democrazia; evitare se possibile i paralleli ingannevoli senza rinunciare a lasciar affiorare alcuni anacronismi ben controllati, poiché la storia, anche quella di marca positivista, è sempre alimentata dai dibattiti di oggi; infine, non cedere né all'illusione del grand'uomo, né a quella dell'onnipotenza delle masse, per indagare piuttosto la tensione produttiva sussistente tra lo stratega e la comunità ateniese. È soltanto in vista di questa triplice condizione che si può sperare di accordare tutto il loro spessore storico a Pericle e alla città, sottolineando i profondi divari e le poche analogie con la vita democratica contemporanea".
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Una giornata di Ivan Denisovic
Einaudi, 20/06/2017
Abstract: Pubblicata nel 1962 sulla rivista "Novyj Mir" e l'anno successivo in volume (100 000 copie immediatamente esaurite), l'Ivan Denisovic è stata la prima opera a raccontare la vita nel Gulag, e a farlo dal punto di vista della grande letteratura russa, nel solco di Tolstoj e Dostoevskij ma usando una prosa ellittica e spigolosa, piena di espressioni di registro basso. Un capolavoro stilistico messo a fuoco da questa nuova traduzione, basata sull'edizione definitiva riveduta e corretta dall'autore. Le precedenti derivavano dalla prima edizione del racconto, frutto di compromessi tra l'autore e gli apparati di censura. Non meno importanti gli altri due racconti che Solzenicyn riuscì a pubblicare nella breve finestra degli anni del disgelo: La casa di Matrëna e Accadde alla stazione di Kocetovka, che da sempre si accompagnano all'Ivan Denisovic. Le tre opere qui raccolte rivelano molto del rapporto, complicato, tra i russi e la loro terra. Una giornata di Ivan Denisovic si occupa della nostalgia per una terra espropriata nella collettivizzazione e dell'amore per il lavoro dei campi al quale il protagonista sostituisce il rispetto per una terra circoscritta da filo spinato, dove, nonostante tutto, mani callose e screpolate dal freddo cercano di costruire qualcosa di degno, che li riscatti dall'abbrutimento. Accadde alla stazione di Kocetovka affronta il dramma del patriottismo sovietico declinato in una toponomastica intesa come assiologia e usata per distinguere i buoni dai cattivi. La casa di Matrëna sposta invece l'attenzione del lettore sulle campagne: Solzenicyn abbandona i kolchoz per tornare al villaggio quale luogo deputato all'ambientazione delle vicende narrate. Da un certo punto di vista, come è stato detto, si tratta del "ritorno dall'Unione Sovietica alla Russia, dalla pianificazione del futuro alla nostalgia del passato". dalla prefazione di Ornella Discacciati
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Einaudi, 20/06/2017
Abstract: Per Dante Aristotele era "il maestro di color che sanno" e il filosofo per eccellenza. Eppure nell'antichità una simile ammirazione non fu condivisa da tutti e, nei secoli successivi, il filosofo riuscí a imporsi solo dopo molto tempo, alla fine di un contrastato processo di assimilazione. Il volume, che combina divulgazione e ricerca avanzata, si sofferma su alcuni aspetti fondamentali, quali l'apparente assenza della filosofia aristotelica dai dibattiti dell'età ellenistica, il ritorno ad Aristotele nel I secolo a.C., l'aristotelismo di Alessandro di Afrodisia, l'appropriazione e integrazione del pensiero di Aristotele nel platonismo tardoantico. Tra i temi esplicitamente affrontati vi sono il presunto declino del Peripato ellenistico, il ruolo di Andronico di Rodi nella formazione e trasmissione del corpus aristotelico, la presenza del grande filosofo negli scritti pseudo-pitagorici e il contributo di Porfirio alla trasmissione di Aristotele alla tarda antichità. Ne emerge non solo la ricchezza della filosofia che ci ha lasciato Aristotele, ma anche la singolarità del suo progetto, che non ha precedenti né veri e propri successori nel mondo antico.
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Einaudi, 20/06/2017
Abstract: La democrazia non si trova in natura: è un prodotto artificiale, frutto della ragione e del desiderio di libertà. Se non è curata, alimentata e potenziata, appare inevitabile la sua crisi di fronte all'apparente maggiore efficacia del dispotismo: oggi solo il 40 per cento della popolazione mondiale, una minoranza, vive in democrazia. Inoltre, stiamo vivendo un cambiamento d'epoca, segnato dalla crescita della globalizzazione e dalla digitalizzazione: le politiche pubbliche dei diversi Stati sono interdipendenti; l'infosfera ha compresso il tempo e lo spazio; le grandi migrazioni hanno messo in crisi il senso di identità di milioni di persone; la quarta rivoluzione industriale cambierà i processi produttivi e le relazioni sindacali; crescono le diseguaglianze; la sfiducia nelle élites esperte anima populismi e nazionalismi etnici. È dunque necessaria una nuova cultura politica per sostenere la democrazia.
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Einaudi, 20/06/2017
Abstract: A New York potevi aspettarti che finisse in galera chiunque. Il sindaco, il presidente degli Stati Uniti, persino il papa. Chiunque ma non il poliziotto eroe Dennis Malone. Lo sbirro che aveva messo in piedi la migliore unità dell'NYPD. Che sapeva in quali armadi erano nascosti tutti gli scheletri. Perché molti li aveva nascosti lui. Denny Malone voleva solo essere un bravo poliziotto. Era il re della Manhattan North Special Force, detta Da Force. L'unità che imperversava sulle strade di Harlem come un vento impetuoso spazzando via ogni immondizia. Ma ora che Malone è finito in galera, quel vento non soffia piú. Malone e i suoi erano i piú svegli, i piú abili, i piú veloci. Quelli che in città tenevano a bada "la giungla" e a Natale regalavano, di tasca propria, un tacchino ai poveri. Per diciotto anni Malone era stato in prima linea, per strada, e aveva fatto tutto il necessario per proteggere una città che si nutre di ambizione e corruzione, dove di pulito non c'è piú nessuno. Compreso Malone stesso. Ad Harlem era diventato una specie di intoccabile, ma anche un sorvegliato a vista. All'improvviso però "la sua città, la sua zolla, il suo cuore" gli si sono rivoltati contro. E ora che è stato incastrato dai federali non gli resta che decidere chi sia meglio tradire. "Il miglior crime che sia mai stato scritto". Lee Child "È rarissimo che uno scrittore infili due capolavori assoluti uno dopo l'altro, ma questo ha fatto Don Winslow con Il cartello e adesso con Corruzione". Booklist
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Einaudi, 20/06/2017
Abstract: Il diritto è una forma di disciplinamento sociale che ha invaso la modernità, ma la sua nascita rimanda per intero alla storia di Roma. Aldo Schiavone ricostruisce questa vicenda con passione e lucidità, seguendone la trama attraverso i secoli e muovendosi dalle origini piú remote sino alle soglie del mondo tardoantico. Un vasto affresco storico e un serrato saggio d'interpretazione sui tratti fondamentali della macchina giuridica occidentale e del discorso che le si è costruito intorno: il formalismo, la pretesa neutralità, i rapporti con il potere politico. Ambienti, personaggi, quadri concettuali, ideologie che hanno segnato la nostra storia e che qui sono analizzate in un continuo contrappunto tra antico e moderno, tra pensiero romano e tradizione europea. "Un libro impegnativo e stimolante". T. Corey Brennan, "The Times Literary Supplement" "Un lume del diritto (lucerna iuris)". J.-L. Halpérin, "Revue d'histoire des facultés de droit et de la culture juridique" "Un libro ampio, provocatorio, importante". A. Z. Bryen, "Bryn Mawr Classical Review"
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Mondadori, 20/06/2017
Abstract: Manifesto che ha reso celebre in tutto il mondo don Milani e la scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa ha lasciato segni profondi nella cultura e nella società, nonostante travisamenti e strumentalizzazioni. Frutto di una scrittura collettiva sostenuta da un imponente lavoro preparatorio e di cesello linguistico, questo libro-icona rivendica il diritto allo studio di fronte a una realtà scolastica che riproduceva ferocemente le diseguaglianze sociali. E ancora oggi rivolge alla classe docente il suo appassionato appello morale e civile, il rivoluzionario messaggio di un sacerdote convinto che un maestro amante del vero e del giusto può cambiare il mondo.
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Mondadori, 11/07/2017
Abstract: "Le ferite esterne, se ben curate, alla fine si cicatrizzano e guariscono, ma restano sempre visibili. Spesso però non sono quelle, le ferite che uccidono.Sono le ferite invisibili a essere fatali." La paura è un'arma molto potente. Ma anche la speranza lo è. 1989. Uganda del Nord. Ricky è poco più che un bambino quando i ribelli di Joseph Kony depredano il suo villaggio e uccidono intere famiglie sotto i suoi occhi. Nell'arco di poche ore il suo mondo viene distrutto e Ricky è condannato a divenire un bambino soldato. Per più di due anni sarà costretto a marciare nella giungla, impugnando armi e combattendo battaglie troppo sanguinose per le sue giovani mani. Eppure Ricky non perde la speranza di tornare a essere libero.2006. Anche Samuel è un bambino soldato. Un giorno viene abbandonato dai ribelli sul campo di battaglia e può finalmente tornare a casa. Ma ferite troppo profonde hanno spento in lui la fiducia che possa esistere un futuro e un perdono per i crimini che ha commesso.Quasi vent'anni separano l'incubo di Ricky da quello di Samuel, ma i loro destini s'incontreranno, per dare voce e speranza alle migliaia di bambini rapiti in nome di una guerra atroce contro innocenti.
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Gol! - 52. Una sirena goleador
Piemme, 14/06/2017
Abstract: È iniziato il nuovo campionato provinciale a sette, e le Cipolline sono in testa alla classifica. Non tutti i giocatori, però, approvano la tattica di Spillo, che schiera una formazione con molti difensori e pochi attaccanti. Lo spettacolo ne risente parecchio, e anche tra il pubblico cresce il malcontento... Intanto Tommi, che non ha iniziato nel migliore dei modi la sua avventura in serie A con il Venezia, fa finalmente pace con i tifosi... Per l'edizione ebook è consigliata la lettura su tablet
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Mondadori, 13/06/2017
Abstract: "Testimonianza vibrante di quegli irripetibili anni Cinquanta napoletani e italiani - teneri e sfacciati, avviticchiati e svaniti come i giri di un cavatappi - e fedelissima alle loro sfumature più dolorosamente superficiali ed effimere, Ferito a morte è anche un classico. È un libro straordinario, che fonde perfettamente natura e storia, coerenza strutturale della costruzione narrativa e impalpabile poesia del fluire della vita, percezione sensibile e critica politica, l'istante atemporale dell'epifania esistenziale e la storicità (entrambi incarnati in una Napoli mitica e reale), pessimismo e felicità, compresenti nel cuore come nella seduzione del mare, fisicità immediata e riflessione." Claudio Magris
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Sperling & Kupfer, 27/06/2017
Abstract: Con l'ascesa al trono di Enrico VII, la sanguinosa guerra delle Due Rose sembra giunta finalmente al termine. Ma per i Plantageneti sopravvissuti la vita è un filo sottile che può spezzarsi in ogni momento. Per Margaret Pole, l'ultima degli York, quel filo è nelle mani della regina rossa, la madre del re, che vede in lei una rivale pericolosa con il diritto di reclamare il trono. Ben conscia dei rischi che corre, dopo aver visto rinchiudere nella Torre di Londra e poi uccidere i fratelli, Margaret accetta un matrimonio di basso rango per lei, quello con sir Richard Pole, nobile del Galles, alleato da sempre della nuova famiglia reale. Nelle vesti di lady Pole, Margaret diventa dama di fiducia di Arturo, il principe del Galles, e della sua bella moglie, Caterina d'Aragona. E solo la tragica, inattesa e precoce morte di Arturo le restituisce un posto a corte, al seguito della giovane vedova. Che diventa la prima moglie di Enrico VIII. Ma il potere della regina spagnola sul re è di breve durata e Margaret è costretta a scegliere tra l'amata Caterina e il sempre più tirannico Enrico. Sapendo che la maledizione dei Tudor potrebbe avere fineRiprendendo la saga interrotta con Una principessa per due re, Margaret Pole, testimone d'eccezione alla corte di Enrico VIII, narra le vicende di un sovrano ferocissimo eppure capace di fondare le basi della più grande potenza mondiale per secoli.