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Fuori dal buio
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Fraillon, Zana

Fuori dal buio

Corbaccio, 30/08/2018

Abstract: Una splendida avventura sospesa fra sogno e realtàMiran è un bambino allegro, dotato di grande ottimismo e di una fervida fantasia. Racconta storie e indovinelli alla sua amica Esra e al piccolo Isa e in questo modo rende le giornate più leggere. Sono prigionieri in un seminterrato buio e umido e insieme sognano il giorno in cui comincerà la loro vita, finalmente liberi e felici. Quando colgono l'opportunità di scappare le cose non vanno bene. Sola, terrorizzata e con la responsabilità del più piccolo del gruppo, Esra farà di tutto per potersi riunire con l'amico Miran, che durante la fuga è stato catturato dalla polizia, una polizia che dovrebbe rappresentare le forze dell'ordine, ma di cui Esra, giustamente, non riesce a fidarsi. Nascosta in un bosco in riva al fiume, Esra incontra un altro ragazzo, solo e impaurito come lei, con una difficile storia famigliare alle spalle. Insieme costruiscono un pupazzo di argilla, un Golem che prende vita nella loro fantasia e, forse, nella realtà, e che li guiderà in un labirinto di gallerie sotterranee fino alla luce. Fino al momento in cui avranno il coraggio di raccontare la loro storia. Fino al momento in cui riusciranno a essere liberi.

Opus
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Trabucchi, Pietro

Opus

Corbaccio, 06/09/2018

Abstract: Per raggiungere uno scopo la nostra risorsa più grande è l'automotivazione. Ecco come allenarla.Diversamente da gran parte della motivazione animale che si è evoluta per soddisfare bisogni semplici in tempi brevi, la motivazione umana insegue mete sfidanti e che richiedono tempi lunghi di realizzazione. In particolare gli esseri umani sono caratterizzati da un processo motivazionale che si definisce "passione" o "automotivazione" o, anche, "motivazione intrinseca": una spinta incessante a coltivare le proprie capacità, a spostare in avanti i propri limiti; una tensione che non richiede ricompense esterne, in quanto gratificante per se stessa. Se questo tipo di motivazione non ci appartenesse, nessuno sarebbe in grado di allenarsi per anni per raggiungere un sogno; o di lavorare un'intera vita per compiere una scoperta scientifica, creare un capolavoro, fondare una grande azienda. Qualcuno definisce tale processo come ricerca della perfezione, allenamento intenzionale, miglioramento continuo. Pietro Trabucchi, con una suggestiva metafora, indica questo sviluppo motivazionale con il termine con cui gli alchimisti rinascimentali descrivevano il processo di trasformazione della materia in metallo prezioso: "Opus". E in questo libro spiega i meccanismi che governano l'automotivazione, le strutture cerebrali su cui si fonda, le azioni che la sostengono e le relazioni che la incentivano, ribadendo che si tratta di una forza che nessuno può darci dall'esterno, ma che è in ognuno di noi. E che, tuttavia, può essere "allenata" con l'aiuto di altri, così come possiamo noi stessi contribuire a sostenere la motivazione altrui, in un circolo virtuoso di sviluppo della potenzialità e della personalità umana.

La dieta del cervello longevo
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Masley, Steven

La dieta del cervello longevo

Corbaccio, 30/08/2018

Abstract: Combattere l'invecchiamento, migliorare le funzioni cognitive e mantenere attiva la memoriaDal medico e nutrizionista Steven Masley un programma per vincere la battaglia per la salute del nostro cervello, per prevenire la perdita di memoria e l'invecchiamento precoce.Viviamo più a lungo delle generazioni precedenti, è un dato di fatto, così come è un dato di fatto l'incremento, insieme all'aspettativa di vita, di patologie legate alla perdita delle funzioni intellettive, come l'Alzheimer e i disturbi della memoria. La buona notizia è che questo incremento non è affatto "naturale" né irreversibile e che non solo si può prevenire con uno stile di vita corretto, ma anche in parte "curare".Nella Dieta del cervello longevo, Steven Masley mostra in termini chiari e accessibili a tutti come si instaura quel processo che è responsabile del declino cognitivo e della perdita di memoria. E, soprattutto, spiega concretamente come agire per raggiungere e mantenere uno stato di salute ottimale del cervello. Con un programma dettagliato di esercizi per testare le proprie funzioni cognitive e per allenare il cervello e una serie di ricette appetitose che utilizzano i cibi e gli abbinamenti giusti per la salute psicofisica, La dieta del cervello longevo è un libro in grado di migliorare la qualità di vita di ciascuno. 

Il segreto del faraone nero
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Buticchi, Marco

Il segreto del faraone nero

Longanesi, 27/09/2018

Abstract: La leggenda del Faraone Nero Shebitqo aleggia sui deserti egiziani con la forza di una tempesta di sabbia, e il suo segreto sopravvive inviolato all'incedere dei millenni."Un Ken Follett italiano, ma potrei dire anche uno Steven Spielberg"Corrado Augias"Ogni libro di Marco Buticchi vale per due, intrighi e avventure raddoppiano"Sette – Corriere della Sera - Enrico MannucciEgitto, 1798. Claude de Duras, archeologo inviato in Egitto al seguito dell'esercito napoleonico, nel corso degli scavi compie una scoperta eccezionale.La Campagna d'Egitto sembra procedere senza intoppi fino alla disfatta di Abu Qir. A quel punto, messo alle strette dal successo di Nelson, il diplomatico e segretario personale di Bonaparte, Louis Antoine de Fauvelet de Bourrienne, stringe un accordo con Robert Goldmeiner, giovane rampollo di una ricca dinastia dalle antiche origini. Goldmeiner propone prestiti che potrebbero risollevare le sorti della spedizione e delle avide casse della Francia rivoluzionaria. In cambio Bourrienne promette a Goldmeiner tutto l'oro che de Duras troverà durante gli scavi. Nessuno di loro, però, può immaginare le conseguenze delle scoperte dell'archeologo francese: una scia di morte perseguiterà chi, da quel momento, verrà a conoscenza degli incredibili ritrovamenti di De Duras...Tel Aviv, giorni nostri. La madre adottiva di Oswald Breil, Lilith Habar, ormai in fin di vita, confida a Breil la verità sulla drammatica fine dei suoi genitori, una morte che sembra essere collegata alle spregiudicate trame di una potentissima dinastia familiare, le cui radici affondano in un'epoca remota. Un'avventura che attraversa i secoli, dalla leggenda del Faraone Nero alle guerre napoleoniche, dalla guerra d'indipendenza americana alle atrocità naziste del secondo conflitto mondiale… A unire epoche così distanti è un unico filo rosso, il rosso del sangue di una stirpe di spietati affaristi e cospiratori, i banchieri Goldmeiner, che, in nome della ricchezza e del potere sono disposti a tutto…

Isola di neve
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D'Urbano, Valentina

Isola di neve

Longanesi, 13/09/2018

Abstract: Un'isola che sa proteggere. Ma anche ferire.Un amore indimenticabile sepolto dal tempo."Valentina D'Urbano è scrittrice scrupolosa. Come già in "Acquanera", si ritrovano qui le sue descrizioni dettagliate e precise: il mare, l'isola, gli isolani sono resi vivi e credibili da una scrittura generosa, che racconta per immagini. "Corriere della Sera - Elisabetta Gnone"Un romanzo potente."Il Fatto Quotidiano"La scrittura di questa giovane e talentuosa scrittrice punta dritto all'animo."D la Repubblica - Eva Grippa"Valentina D'Urbano è un'autrice giovane e determinata che "cresce" a ogni libro."Grazia - Valeria Parrella2004. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L'unico suo rifugio è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l'isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull'isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant'anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. L'unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull'isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l'unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell'isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.  Sullo sfondo suggestivo e feroce di un'isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D'Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l'amore come due facce di una stessa medaglia.

Il cielo è tutto nostro
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Allnutt, Luke

Il cielo è tutto nostro

Longanesi, 30/08/2018

Abstract: Rob Coates ha tutto ciò che avrebbe potuto desiderare: Anna, una moglie fantastica, la loro bella casa a Londra e, soprattutto, suo figlio Jack, che rende ogni giorno una straordinaria avventura. Ma tutto cambia quando una terribile malattia irrompe nelle loro vite.Ritrovatosi improvvisamente solo, Rob si abbandona a una spirale di disperazione e alcolismo, anche se nei momenti di lucidità cerca conforto fotografando i grattacieli e le scogliere che aveva visto con Jack. Ed è proprio da quelle foto che si dipana un filo di speranza, seguendo il quale Rob intraprende un viaggio straordinario all'interno di se stesso, alla ricerca del perdono e di un nuovo inizio. Il cielo è tutto nostro è una storia di amore e sofferenza, ma soprattutto una storia piena di vita che entrerà nel cuore dei lettori che hanno affrontato gli ostacoli dell'esistenza. Un esordio travolgente e una testimonianza indimenticabile sul potere della speranza.

Tienilo acceso
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Gheno, Vera - Mastroianni, Bruno

Tienilo acceso

Longanesi, 30/08/2018

Abstract: "I social verranno insegnati a scuola e questo sarà il manuale."Stefano Bartezzaghi Questo libro parla di noi, persone connesse tramite i social network con le parole, forse lo strumento più immediato e potente che abbiamo a disposizione in quanto esseri umani. Eppure, spesso le usiamo in maniera frettolosa e superficiale, senza valutarne le conseguenze. Poiché le possibilità di fraintendimenti, ostilità e interpretazioni distorte dei fatti sono massime laddove non possiamo guardarci in faccia, in rete e in particolare sui social network le parole che scegliamo hanno un peso maggiore, su di noi e su chi ci sta attorno. Infatti oggi la comunicazione sul web appare avvelenata dal bullismo, dalle notizie false e dai continui conflitti. Ci sentiamo intrappolati dall'odio, dalla paura e dalla diffidenza.La verità è che siamo diventati iperconnessi, viviamo contemporaneamente offline e online ed è una condizione complessa, che occorre imparare a gestire. Non esistono formule magiche ma, nel suo piccolo, ciascuno di noi può fare la differenza, curando con più attenzione il modo in cui vive – e quindi parla – in rete: di sé, di ciò che accade, degli altri e con gli altri. La nostra vita interconnessa non dipende, in ultima istanza, dagli strumenti e dagli algoritmi, e nemmeno dai proprietari delle piattaforme: sta a noi scegliere chi siamo e cosa vogliamo in rete.Una sociolinguista e un filosofo della comunicazione, esperti naviganti della rete, ci indicano una delle strade da percorrere per vivere in modo finalmente libero le ricchezze che il web e i social ci offrono: imparando a padroneggiarli senza lasciarcene schiacciare, a decifrarne i messaggi senza farci manipolare, a capire e farci capire attraverso una scelta accorta e consapevole delle parole.

Volo di paglia
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Fusconi, Laura

Volo di paglia

Fazi Editore, 30/08/2018

Abstract: Agosto 1942. Sono mesi che Tommaso attende il giorno della grande festa organizzata in paese per ammirare insieme a Camillo i prestigiatori, il mangiafuoco e le bancarelle di giocattoli nuovi. Ai due amici si unisce Lia, la bambina più bella della classe, con cui Camillo trascorre le giornate tuffandosi tra le balle di fieno e rincorrendosi per i campi. Ma Lia è la figlia di Gerardo Draghi, il ras fascista che con il suo manipolo di camicie nere spadroneggia nella zona e che esercita il suo fare prepotente anche tra le mura della Valle, la casa padronale della famiglia Draghi. La stessa in cui, cinquant'anni dopo, altri due bambini, Luca e Lidia, giocheranno tra le stanze ormai in rovina, confrontandosi con i mostri della loro fantasia e i fantasmi che ancora abitano quei luoghi. Sullo sfondo di una campagna piacentina dalle tinte delicate e dai contorni arcaici, si intrecciano le storie di un passato dimenticato e di un presente a cui spetta il compito di esorcizzarne la violenza.In Volo di paglia, Laura Fusconi dà prova di uno stile dai toni lirici e al tempo stesso giocosi, come lo sono i bambini protagonisti, su cui incombono le ombre del mondo degli adulti e dei loro segreti. Un potente romanzo d'esordio in cui l'attenzione all'infanzia e al suo immaginario si traduce in una scrittura di grande sensibilità e precisione."La scrittura di questa autrice genera strani tremori".Luciano Funetta"Laura Fusconi ci racconta il dolore dei bambini con la misura degli scrittori di razza". Alcide Pierantozzi"È sempre più raro incontrare una nuova voce letteraria come questa". Gianluigi Ricuperati

Amatrice non c'è più
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Polidori, Elena

Amatrice non c'è più

Neri Pozza, 23/08/2018

Abstract: Amatrice, agosto 2016, sesto grado della scala Richter: da allora la città vive in altro modo. Nel ricordo, nella fantasia, nel dolore, nel vuoto. "Quella notte – ore 3,36 – ero lì con marito, figlia e cane. La scossa, la paura, la fuga, la casa lesionata e poi venuta giù con gli affetti e le sicurezze di un'intera vita, qui a Poggio Vitellino, una delle 69 frazioni di Amatrice: una ventina di anime d'inverno, dieci volte tanto d'estate, un'oasi persa per sempre. Ci siamo salvati, ma è una salvezza che assomiglia a un'altra realtà". Questo libro cerca di ricordare la realtà precedente, più vera di quella delle macerie. E si interroga su quel "per sempre", cui non danno risposte né la terapia post-traumatica, né le cronache degli spettacoli di solidarietà, né la speranza della ricostruzione. La risposta sta invece nella memoria che accerchia, accarezza e attraversa ciò che non esiste più. Questo è dunque un libro terapeutico, sconsolato e a suo modo perfino istruttivo. Parla di un piccolo lembo d'Italia, crocevia di tradizioni e sapori fra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche: un cratere di natura, di civiltà e di memorie annientate. Amatrice era un posto bellissimo, e forse continuerà a esserlo se gli dei e gli uomini sapranno tenerlo ancora nel cuore. Da quel poco che resta, le briciole ormai, può partire una rigenerazione che però tarda ad arrivare. Questo libro, infine, è un dono: per ricordare e per sostenere la rinascita di un luogo che non c'è più, ma c'è ancora. Perché il terremoto distrugge ciò che continua a vivere nell'anima.

Generi di conforto. Ricette del cuore, storie di famiglia e piccole magie per celebrare il lato buono della vita
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Sorelle Passera

Generi di conforto. Ricette del cuore, storie di famiglia e piccole magie per celebrare il lato buono della vita

Tea, 13/09/2018

Abstract: Siamo Marisa e Gigi, meglio conosciute come le Sorelle Passera, e da quando abbiamo memoria, cioè dall'era delle stelline in brodo con il formaggino, il cibo è stato il nostro abbecedario delle emozioni, il modo più naturale che conosciamo per dare e ricevere cura e amore. I generi di conforto per noi sono quei beni preziosi che riempiono gli occhi e la pancia e riscaldano il cuore: la ricetta più buona mai cucinata, una carezza al momento giusto, un picnic a sorpresa sul tappeto del salotto, la bellezza all'improvviso che incontriamo dentro e fuori casa, anche dove tutti ti dicono che bellezza non c'è. 

Gli amanti di Falun
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Hebel, Johann Peter - Hoffmann, Ernst T. A. - Spaini, Rosina

Gli amanti di Falun

Elliot, 19/07/2018

Abstract: Accade che un fatto di cronaca colpisca la fantasia degli artisti, dando vita a opere che a partire dal dato storico se ne distaccano, iniziando un dialogo tra loro ed entrando in modo indelebile nell'immaginario culturale. È ciò che è successo con i fatti di Falun: nel 1719, dopo cinquant'anni da un crollo in miniera, un corpo di ragazzo viene ritrovato intatto, ancora giovane e bello, ed è riconosciuto solo da una donna ormai anziana. Di questo hanno scritto J.P. Hebel, autore classico nei paesi mitteleuropei ma sconosciuto in Italia, e E.T.A. Hoffmann (e prima di loro G.H. von Schubert e dopo di loro Hofmannsthal e Wagner). Mentre Hoffmann in Le miniere di Falun ne esplora l'aspetto magico e psicologico, in Ricongiungimento insperato Hebel si concentra sulla forza dell'amore e della fedeltà, eterne quanto le forze della natura, creando un vero e proprio gioiello da riscoprire, che entusiasmò Goethe, Canetti e Benjamin, e di cui Franz Kafka arrivò a dire: "È la storia più meravigliosa che esista!".

Sotto il mantello rosso
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Weyman, Stanley J. - Di Falco, Daniela

Sotto il mantello rosso

Castelvecchi, 18/07/2018

Abstract: E' l'autunno del 1630. Gil de Berault è un abile spadaccino, ma è anche un accanito giocatore d'azzardo, nonché un terribile attaccabrighe. Dopo l'ennesimo duello fuori legge consumato all'uscita da una bisca, il cardinale Richelieu non è più disposto a concedergli benevolenza, nemmeno in virtù dei suoi nobili natali. Per evitare il patibolo, de Berault dovrà quindi servire il cardinale in una missione riservata: la cattura del signore di Cocheforêt, imprendibile ribelle guascone. Vista la natura insidiosa del compito, però, non gli basterà la sua lama, dovrà invece far appello a tutta la sua furbizia. Non c'è scelta, eppure il mestiere della spia non è degno di un gentiluomo e approfittare della buona fede delle due giovani e belle nobildonne di Cocheforêt macchierebbe per sempre il suo onore. Un'avventura densa di intrighi, colpi di scena e passione, che corre incontro al destino preparato dalla Storia. Pubblicato originariamente nel 1894, Sotto il mantello rosso è uno fra i più avvincenti e divertenti romanzi della narrativa anglosassone.

Sei a zero
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Bolivar, Fabrizio

Sei a zero

Elliot, 20/07/2018

Abstract: Un giorno la vita sentimentale del quarantacinquenne Andrea Camatti, fino a quel momento piuttosto tranquilla, precipita, e Andrea è costretto a ripartire da zero. Pian piano, inizia a riflettere sugli errori che ha commesso da quando è venuto al mondo, e per farlo si avvale dell'osservazione di amici, colleghi, passanti occasionali, e perché no, anche del suo gatto. L'ostacolo principale, in questo processo di tardiva crescita interiore, è rappresentato dal suo carattere troppo accondiscendente. Nel corso di una narrazione leggera ma mai superficiale, scandita da un continuo susseguirsi di trovate comiche distillate in capitoli brevi e fulminanti, Andrea troverà parecchi alleati per riuscire a farcela: gli immaginari incontri di mutuo soccorso, le certezze monolitiche della madre, gli insospettabili travestimenti di suo padre, le velleità da Cupido della sua barista di fiducia, gli improbabili dialoghi col vicino di casa troglodita ma soprattutto il tennis, che per alcuni aspetti sembra incarnare una perfetta metafora della vita.

Apologia di un perdente
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Vetrugno, Marco

Apologia di un perdente

Elliot, 20/07/2018

Abstract: Ezra, per sfuggire a se stesso e al proprio passato, trascorre le giornate rintanato nelle sale di un museo. Fra le sue braccia stringe quello che sembra essere un neonato avvolto da un panno bianco. I sette atti sono contraddistinti da diverse opere d'arte (dal trittico di Bacon a quello di Bosch, dalle tele di Van Gogh e Soutine ai capolavori di Hopper e Schiele) con le quali il protagonista interagirà direttamente. Testimone unico del delirio è un anonimo teschio adagiato in una teca di vetro.

Sette baci prima di dormire
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Gazzini, Sara

Sette baci prima di dormire

HarperCollins Italia, 13/09/2018

Abstract: La felicità costa coraggio. Da oggi puoi cominciare a volare. È martedì sera e il tramonto sta illuminando di rosso l'acciottolato del Lungarno fiorentino. Florinda, detta Flò, cammina lungo le spallette, ma tutta la bellezza della città e le scintillanti luci del fiume non riescono a rischiarare i suoi occhi tristi. Flò ha divorziato ormai da un anno e mezzo, ma sembra che non sia passato nemmeno un giorno. È sempre disperata e non riesce a uscirne. A niente servono gli aperitivi con le sue amiche del cuore tutti i martedì al bar Spritztime in Oltrarno, a niente servono gli sguardi di Giovanni, l'affascinante barista che le prepara molti, troppi Negroni e nemmeno l'affetto del suo meticcio Osso che cerca di spingerla a fare lunghe passeggiate sulla battigia di Forte dei Marmi. Flò è distrutta e tale vuole restare. Un giorno nella raffinata boutique del centro di Firenze dove lavora, entra una donna: negli occhi ha la stessa disperazione di Flò, ma nei suoi gesti la determinazione di chi vuole uscirne. Tra le sue mani un bigliettino con un numero. È quello della love coach che ha istituito il gruppo di terapia delle Innamorate anonime, per salvarle dalle loro dipendenze amorose. Adesso c'è una nuova sfida per la dottoressa: aiutare Flò a capire che l'amore nel nostro cuore può sempre ritornare, basta sapere dove cercarlo. Dopo l'enorme successo di C'è chi dice di volerti bene, che ha conquistato i librai e il grande pubblico, Sara Gazzini ci regala un nuovo imperdibile romanzo per scoprire, forse, la verità sull'amore e i suoi disastri. Perché la felicità costa coraggio e riconoscere i propri desideri e stringerli forte può davvero farci spiccare il volo.

Don't Worry
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Callahan, John - Maugeri, Giuseppe

Don't Worry

Garzanti, 30/08/2018

Abstract: ""Don't Worry" racconta una vita davvero straordinaria."Il Venerdì - la Repubblica - Luca Raffaelli"Una dose massicia di humour e tanta empatia senza retorica."Vanity Fair - Mattia Carzaniga "Ho dovuto impegnarmi con tutto me stesso per andare avanti... Dentro di me non c'è spazio per l'autocommiserazione. Voglio crescere." Si può fare umorismo – scorretto e irresistibile – sulla storia di un disegnatore di trentotto anni alcolizzato e costretto su una sedia a rotelle? Ed è poi possibile scriverci un libro capace di far ridere e commuovere? La risposta è sì, se il protagonista è John Callahan e se a raccontare la sua storia fatta di arte, dipendenze, amore e disabilità è lui in persona. A soli ventun anni John è infatti vittima di un incidente stradale causato dall'alcol, e perde totalmente l'uso delle gambe. Riesce però a rendere questa tragedia l'occasione per un'incredibile trasformazione personale: tra improbabili assistenti a domicilio nullafacenti e tossicodipendenti, degenze in ospedali con infermiere molto disinibite e istituti di riabilitazione con suore severissime, dopo una lunga terapia che gli permette di tornare a impugnare una matita decide una volta per tutte di smettere di bere e inizia a disegnare. E così tutto il suo mondo fuori dagli schemi e popolato di personaggi ai margini della società diventa protagonista di vignette taglienti e scorrette come mai si erano viste prima, e faranno di lui uno dei più famosi, amati e discussi disegnatori al mondo.

La morte si fa social
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Sisto, Davide

La morte si fa social

Bollati Boringhieri, 30/08/2018

Abstract: "Facebook, Instagram, WhatsApp sono il più grande cimitero del mondo. È tempo di ripensare filosoficamente la morte nell'epoca dell'intelligenza artificiale, di Black Mirror e della realtà virtuale."La morte non esiste più. Allo stesso tempo, però, viviamo costantemente circondati dai morti. Relegata lontano dalla nostra quotidianità, medicalizzata, espunta dalle nostre vite, l'esperienza del morire vive oggi una situazione paradossale, quando le immagini e le parole dei cari estinti tornano e irrompono all'improvviso dagli schermi dei nostri telefoni. Moriamo, ma continuiamo a esistere nella presenza ineliminabile della nostra passata vita online. Social network, chat, siti web costituiscono insieme, ad oggi, il più grande cimitero del mondo. Il territorio esplorato dalla fantascienza, dalla fiction e, recentemente, da una delle serie più perturbanti che mette al centro della sua riflessione il rapporto tra uomo e tecnologia, Black Mirror, sembra superato dalle nuove intelligenze artificiali. Sono già disponibili bot con cui dialogare e capaci di interpretare i nostri stati d'animo per poi sostituirsi a noi quando saremo trapassati, e continuare a parlare con i nostri cari; il profilo Facebook che consultiamo compulsivamente più volte al giorno, quando mancheremo, diventerà una vera e propria lapide virtuale, e i nostri amici potranno continuare a farci gli auguri ogni anno nell'aldilà.E ancora, il web è diventata la più grande piazza pubblica per celebrare il ricordo o condividere anche l'esperienza privata del lutto. Insieme piangiamo i nostri cari, insieme ricordiamo i nostri beniamini. Insieme, in un futuro prossimo, vivremo una seconda vita nella realtà virtuale.Davide Sisto, giovane filosofo che da lungo tempo ha consacrato i suoi studi alla relazione tra morte e cultura digitale, per la prima volta mette insieme un discorso interpretativo che ha al centro il rapporto nuovo della nostra società con la morte indotto dall'avanzamento tecnologico. La morte si fa social è il migliore esempio di umanesimo capace di confrontarsi con l'era digitale. L'uomo ha sempre pensato la morte. Oggi più che mai, il digitale offre un'opportunità per ripensare la morte in una prospettiva rivoluzionata.

Le parole nell'aria
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McGill, Bernie

Le parole nell'aria

Bollati Boringhieri, 30/08/2018

Abstract: ""Le parole nell'aria è lirico, tenero e spietato… Bernie McGill scrive con tocco leggero e infinita empatia. È narrativa al suo meglio".""The Guardian"""Bernie McGill scrive della vita, dell'amore e degli albori del telegrafo senza fili con lo sguardo limpido di un poeta".""The Sunday Times"""Questo romanzo vi possiederà".""Sunday Mirror""Le parole nell'aria è lirico, tenero e spietato… Bernie McGill scrive con tocco leggero e infinita empatia. È narrativa al suo meglio."The Guardian"Bernie McGill scrive della vita, dell'amore e degli albori del telegrafo senza fili con lo sguardo limpido di un poeta."The Sunday Times"Questo romanzo vi possiederà."Sunday MirrorÈ l'estate del 1898 nella piccola isola irlandese di Rathlin, non lontana dalla costa settentrionale dell'Irlanda. La giovane Nuala Byrne, abbandonata dalla famiglia partita a cercare fortuna nel Nuovo Mondo, non vede altra possibilità per garantirsi la sopravvivenza se non sposare l'anziano sarto del paese. Un matrimonio scialbo, senza amore, con tanto duro lavoro in un'Irlanda rurale povera e gelida. Ma il vento del cambiamento soffia anche nella remota Rathlin: sull'isola sbarca uno scienziato italiano, Gabriele Donati, collaboratore di Guglielmo Marconi, cui sono affidati i primi esperimenti del telegrafo senza fili e della trasmissione di onde radio. E quando Nuala, mandata a servizio dal nuovo arrivato verrà invece da lui arruolata come apprendista, il mondo della scienza le aprirà nuovi, inimmaginabili orizzonti.Bernie McGill è bravissima a unire due mondi: l'arretratezza dell'isola e la modernità portata dagli uomini di Marconi. Se Nuala è una creatura imbevuta della tradizione locale e anche un po' magica – sa guarire con le erbe, sa captare le voci dei morti, sa vedere il futuro – la tecnologia avanzata di Gabriele in fondo fa la stessa cosa: capta voci, vince lo spazio e il tempo, rende possibile quello che sembrava inimmaginabile. Una comunione di anime, la loro, molto suggestiva che dà grande fascino a questo libro, rendendolo curiosamente scientifico e "magico" allo stesso tempo.

Nel nome della croce. La distruzione cristiana del mondo classico
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Nixey, Catherine

Nel nome della croce. La distruzione cristiana del mondo classico

Bollati Boringhieri, 23/08/2018

Abstract: "Nixey ha una grande storia da raccontare e la racconta in maniera eccezionale."The Guardian - Tim Whitmarsh"Questo libro rivela quel che abbiamo perduto quando il cristianesimo ha vinto."The Times"Il testo elegante e feroce di Nixey dipinge un'immagine oscura ma avvincente della vita all'epoca del "trionfo" del cristianesimo, rammentandoci non solo le vicende del nostro passato, ma anche quanto quell'eco riverberi ancora nel nostro presente. "Michael Scott, autore di Mondi antichi"Un libro devastante, scritto con prosa vivida e scorrevole. Catherine Nixey svela un livello di intolleranza e di anti- intellettualismo che ricorda i notiziari di oggi, e invece è vecchio di secoli."BBC - Anita Anand"Catherine Nixey ha scritto un libro coraggioso, illuminante e provocatorio, che mette in crisi le idee comunemente accettate sul primo cristianesimo e spiega come e perché, ai suoi esordi, quel credo si diffuse tanto velocemente ovunque. Nixey è una guida brillante e iconoclasta in un mondo che a molti risulterà sconosciuto, sorprendente e inquietante. "Peter Frankopan, autore di Le vie della setaNel nome della croce parla dell'affermazione del cristianesimo nel IV secolo, ma dal punto di vista dei pagani e della cultura greco-romana. Da quella prospettiva, non c'è niente di eroico da celebrare e non mancano i documenti per testimoniarlo. Dalla ricostruzione degli eventi narrata da Catherine Nixey risulta evidente come il mondo classico fosse molto più tollerante di quanto comunemente si pensi e come i primi cristiani, o almeno molti fra loro, fossero molto più intolleranti e – più spesso di quanto ci si aspetterebbe – violenti.L'autrice ci guida nel corso dei secoli cruciali della tarda Antichità, portandoci ad Alessandria, Roma, Costantinopoli e Atene, mostrandoci torme minacciose di fanatici incitati da personaggi che non di rado in seguito saranno chiamati santi. La distruzione di Palmira, il linciaggio della filosofa neoplatonica Ipazia, la chiusura definitiva della millenaria Accademia ateniese e una quantità di altri episodi mostrano un volto nuovo e inaspettato di quei tempi difficili. Quando infine il cristianesimo divenne religione di Stato nell'impero, le leggi finirono l'opera di rimozione della cultura classica, imponendo a tutti la conversione al nuovo credo e condannando all'oblio gran parte della raffinata e antichissima cultura greco-romana. Si aprirono così, di fatto, le porte al millennio oscuro del Medioevo.Sono innumerevoli le opere che abbiamo perduto per sempre a causa del fanatismo profondo che animò quel periodo: magnifiche statue fatte a pezzi, roghi pubblici di libri, templi devastati, bassorilievi divelti, palazzi rasi al suolo. Dal punto di vista cristiano fu il periodo del "trionfo", ma per chi desiderava restare fedele agli antichi culti pagani e allo stile di vita tradizionale fu invece una sconfitta definitiva, al punto che lo scontro frontale tra la cristianità e il mondo classico che risuona in queste pagine non può non richiamare, fatalmente, le cronache dell'odierno Medio Oriente.La storica e giornalista Catherine Nixey ci regala un libro coraggioso, che scuote le coscienze e rovescia le prospettive, e lo fa con una prosa serrata e incalzante, tenendo incollato il lettore alla pagina, mentre racconta un trionfo di crudeltà, violenze, dogmatismo e fanatismo là dove non pensavamo esistesse.

Cose
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Cimatti, Felice

Cose

Bollati Boringhieri, 06/09/2018

Abstract: ""Le cose sono mute, in un senso radicale, non come è muto qualcuno che ha perso la parola, ma mute come una roccia, una foglia, una nuvola, una penna su un tavolo. Le cose non parlano perché non sanno che farsene del linguaggio. Quindi questo libro, che pretende di dare la parola alle cose, non potrebbe esistere".""Le cose sono mute, in un senso radicale, non come è muto qualcuno che ha perso la parola, ma mute come una roccia, una foglia, una nuvola, una penna su un tavolo. Le cose non parlano perché non sanno che farsene del linguaggio. Quindi questo libro, che pretende di dare la parola alle cose, non potrebbe esistere."C'è un vantaggio ad essere una cosa, ad esempio una palla da biliardo. Non hai bisogno di spiegare nulla: rotoli, finisci in una buca, stai al mondo, tutto qui. Al contrario di un essere umano, che invece sta sempre a chiedersi perché esiste, da dove viene e dove va. L'umano (si) racconta storie, mentre le cose non parlano, o se "parlano" lo fanno solo perchénoi ci abbiamo infilato dei dispositivi per "comunicare", fra loro e con noi.Di per sé, le cose non sanno che farsene del linguaggio. Invece il linguaggio esiste proprio per parlare delle cose. Ma come si può parlare delle cose, allora? Oggi è di moda il realismo, ma anche il realismo più intransigente non smette di essere un realismo parlato. Di nuovo sentiamo ripetere che vogliamo le cose, e solo le cose: fatti, non parole! Giusto, giustissimo. Ma poi ecco che ci si mette a parlare delle cose, e così torniamo al punto di partenza. Gli umani hanno un problema con le cose, è evidente, ne parlano sempre, ma non riescono mai a farne esperienza. Come ci ricorda la storia del re Mida, che riceve da Dioniso il dono di poter trasformare in oro tutto quello che tocca. Ma in questo modo Mida può toccare soltanto oro.Alla fine, per sopravvivere, dovrà implorare il dio di privarlo di quel potere. Ci capita lo stesso con le cose, che sono sempre cose parlate, catalogate, immaginate, temute. Delle cose e basta, invece, non sappiamo nulla. Questo libro prova a immaginare un percorso verso le cose. Prova cioè a immaginare un realismo possibile, ma consapevole del problema insolubile che le cose pongono agli esseri umani. Si comincia con la scienza, che delle cose diffida, e a ragione; si passa quindi per la filosofia, che spesso è stata ingenerosa con le cose; poi la letteratura e la psicoanalisi, spesso altrettanto incapaci di vedere le cose semplicemente per quel che sono. Infine si conclude con alcuni tentativi artistici, perché in fondo gli unici realisti davvero intransigenti sono proprio gli artisti. E gli animali.