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La sorella di Schopenhauer era una escort
Corbaccio, 06/10/2016
Abstract: UN RITRATTO DIVERTENTE DELLA GENERAZIONE SMARTPHONE-MUNITAQuesto libro contiene un repertorio di esilaranti errori di geografia, storia e filosofia pescati dalla quotidianità, e analizza le principali strategie messe in atto dagli studenti per far credere al professore che si sa quel che, invece, si ignora. La sua particolarità sta nel fatto che è aggiornato all'ultima ora, sia nel caso degli errori (alcuni dei quali impensabili se non ai nostri giorni) che degli stratagemmi usati per superare l'anno scolastico senza affaticare i neuroni. Ai mezzi tradizionali si sono infatti aggiunti i nuovi inganna-prof: gli smartphone, che permettono di accedere a Wikipedia, la fonte preferita dei ragazzi, o a siti fatti apposta per loro. Ma "La sorella di Schopenhauer era una escort" è anche il ritratto affettuoso e divertente della generazione smartphone-munita, che cerca affannosamente di cavarsela a scuola in una specie di lotta per la sopravvivenza non dissimile da quella del manager che tenta di imporsi, nell'eterno antagonismo tra chi giudica e chi dev'essere giudicato. Limitandosi semplicemente ai risultati si direbbe che le nuove tecniche abbiano più che altro moltiplicato le possibilità di sbagliare, e che non si sia mai sbagliato (nei nomi, nei fatti, nei concetti, nell'ortografia) così tanto come adesso. Eppure siamo davvero sicuri che gli alunni attuali siano peggiori di quelli che li hanno preceduti? Chi non ha mai detto almeno una volta ai suoi figli, "quando andavo a scuola, io..."? Invece, gli alunni di ogni epoca si somigliano.
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Hoepli, 23/09/2016
Abstract: Meglio dire penso che è o penso che sia? Perché si dice prima che fosse ma dopo che era? Si può dire se sarebbe? Nei periodi ipotetici mai, anche se sarebbe possibile in altri casi!Non azzeccare un congiuntivo non lo si perdona ed è per questo che bisogna saperlo. Finalmente un libro che insegna congiuntivi e condizionali evitando gli approcci scolastici, con un metodo immersivo semplice, basato su letture, esempi e paradigmi per imparare ad andare a orecchio e istintivamente, nello stesso modo in cui si può essere intonati anche senza conoscere la teoria musicale.Un'opera nata dall'esperienza sul campo attraverso lezioni per adulti e per stranieri. E funziona!
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Longanesi, 20/10/2016
Abstract: "Un singolare personaggio e di ilare spietatezza"la Repubblica"Un racconto che ha l'effetto dell'affrancamento per chi la giovinezza l'ha già vissuta"Corriere della sera"La lezione di Hendrik Groen è chiara: fino all'ultimo giorno bisogna vivere inseguendo un progetto. Nonostante il disincantato realismo dello sguardo, o forse proprio per questo, il romanzo rilascia una ventata di energia positiva"TTL - La StampaA quanto affermano le statistiche, al 31 dicembre un uomo di ottantacinque anni ha un 80 per cento di probabilità di arrivare alla stessa data dell'anno successivo. Sfidando la sorte, Hendrik, che ha esattamente quell'età, decide di riprendere a scrivere il diario interrotto un anno prima, in seguito a una perdita che lo ha toccato da vicino. Un po' perché quell'ora e mezzo di scrittura al giorno, in cui dissotterra la sua penna dissacrante, gli manca non poco, un po' perché per la sua indole è inconcepibile abbandonarsi alla mancanza assoluta di obblighi che contraddistingue la quotidianità di una casa di riposo, dove, se vuoi, "puoi farti imboccare la vita come un budino in cui non è rimasto neanche un grumo".Per Hendrik e il gruppo di amici del club Vemamimo, i Vecchi-ma-mica-morti, una prospettiva del genere è improponibile. Fedele allo spirito con cui è stato fondato, il club non si risparmia pur di rendere le giornate (e le nottate) in casa di cura piacevoli nonostante tutto, con festini di mezzanotte, fuochi d'artificio illegali, esplorazioni culinarie in ristoranti più o meno esotici e non solo... Se Hendrik deve pur sempre fare i conti con lo scorrere del tempo, non soltanto per quanto lo riguarda ma anche, e forse soprattutto, per chi gli è più vicino, per sua fortuna non perde le doti che lo contraddistinguono, preziose a qualsiasi età. Perché ironia, autoironia e disincanto a volte sono davvero un farmaco salvavita.
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Bollati Boringhieri, 03/11/2016
Abstract: Dopo il successo di L'uomo che vendeva diamanti, il secondo romanzo di Esther Kreitman Singer, sorella dei più celebri Israel J. e Isaac B."Con Esther Kreitman Singer ogni cosa è illuminata, ogni cosa palpita, spinge a immergersi nella trama tra storie individuali e la più complessa tessitura della storia."Susanna Nirenstein, la Repubblica"Esther Kreitman era la maggiore dei tre fratelli Singer: per età, e forse anche per qualità della prosa."Wlodek Goldkorn,L'EspressoLa protagonista di questo romanzo, Deborah, vive nel villaggio polacco di Jelhitz, agli inizi del Novecento, con i genitori e il fratello Michael. Il padre, Reb Avram Ber, è un rabbino seguace della corrente chassidica, che la madre, Reitzela, figlia di un rabbino erudito e di rango superiore, disprezza.Reitzela disprezza il marito, incapace di farsi valere, e anche la figlia, semplicemente per il fatto che sia femmina, poco attraente e quindi difficile da maritare. Mentre Michael riceve una buona istruzione ed è libero di muoversi a piacimento, Deborah è relegata in casa, a sbrigare faccende: non le è permesso di studiare, e nemmeno di leggere, quindi invidia il fratello con tutta l'anima, e sogna di sfuggire a una vita limitata ai pettegolezzi e al mercato.Quando però il rabbino si trasferisce con la famiglia a Varsavia, Deborah viene a trovarsi in un ambiente non meno squallido e repressivo. Solo dopo l'incontro con una donna che la inizia all'ideologia socialista, e la introduce in un circolo semiclandestino, comincia a nutrire la speranza di dare uno scopo alla propria vita. Alle riunioni rivede Simon, un giovane attraente, intelligente, conosciuto in precedenza. I due si innamorano ma non sospettano nemmeno lontanamente che il sentimento che nutrono sia reciproco; per di più, quando scopre che Deborah è la figlia del rabbino, Simon le proibisce di tornare agli incontri politici, gettandola in uno stato di assoluta depressione. Temendo di impazzire, la ragazza accetta di sposare un tagliatore di diamanti di Anversa, che si rivela presto pigro e incapace di sollevarsi da una condizione di fame e povertà.L'instabilità mentale della giovane donna si aggrava, e il romanzo si conclude con un sogno spaventoso: Deborah torna a Varsavia, e scopre che i genitori non abitano più lì. Si risveglia dall'incubo solo per ritrovarsi accanto al marito, nella casa vuota e silenziosa, in preda alla disperazione."Esther Singer scrive un romanzo ambientato nello stesso universo morale e sociale frequentato dai libri dei fratelli ma da tutt'altra prospettiva: quella di uno sguardo critico, poco incline alla comprensione, per nulla a un'intima solidarietà, rovesciando la mitologia del "mondo perduto"." Elisabetta Rasy, Il Sole 24 Ore"Esther, che ha scritto pagine di un'ironia dolente, non aveva meno talento dei fratelli, ma ha avuto meno fortuna. E con l'ebraismo cantato sia da Israel Joshua che da Isaac Bashevis, Esther Kreitman Singer ha cercato di fare i conti. Con dolorosa chiarezza." Ada Treves, ttL- La Stampa"Lo stile di Esther è davvero sorprendennte."Antonia Arslan, Famiglia Cristiana
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Bollati Boringhieri, 03/11/2016
Abstract: "Potrebbe essere un cambiamento di paradigma del pensiero economico".Scott Page, docente di Sistemi complessi, Scienze politiche e Economia, University of Michigan"Con stile accessibile e divertente, Hidalgo riesce a sintetizzare un imponente corpo di conoscenze d'avanguardia in un libro snello e leggibile. È il futuro della teoria della crescita e questo stimolante volume merita senz'altro di essere letto".Financial TimesIl paradosso della crescita economica è da sempre appalto di sociologi, economisti e psicologi. Il motivo per cui le economie crescono nel tempo è stato a lungo indagato da queste discipline con risultati alterni, spesso politicamente ben connotati. Esistono molti libri che tentano di dare conto della continua crescita economica, cercando di spiegare anche perché risulti distribuita in maniera disuguale sul territorio, ma finora il problema non era mai stato aggredito dal lato delle scienze naturali e in particolare della fisica.È proprio questo che fa in questo libro – in maniera del tutto originale – César Hidalgo. Mette da parte la sociologia e si concentra sui concetti di informazione, rete, entropia e complessità, che sono argomenti squisitamente fisico-matematici e forniscono una lettura alternativa e affascinante dell'intera questione della crescita economica. Per capire come facciano le economie a crescere continuamente, ci dice in definitiva Hidalgo, conviene prima capire come si è evoluto l'ordine nel cosmo. A prima vista l'Universo sembrerebbe ostile all'ordine. La fisica dice che l'entropia cresce col tempo e che il disordine (ovvero il caos) finirà col regnare sovrano. Tuttavia c'è la possibilità che si creino dei cortocircuiti, delle condizioni particolari nelle quali, in luoghi un po' speciali, l'ordine cresce localmente. La Terra – e la vita su di essa – è appunto uno di questi luoghi molto speciali. E sulla Terra ci sono a loro volta luoghi, come la Silicon Valley dei nostri giorni, ancora più speciali, nei quali l'ordine cresce a un ritmo serrato, ben maggiore che altrove. Perché non analizzare questo fenomeno con gli strumenti della fisica e della matematica? Vista in questa prospettiva, la crescita economica diventa un problema di reti di persone e di conoscenze; un problema fisico, in ultima istanza. Noi umani siamo in grado di generare ordine a dispetto dell'entropia, generare informazione, incrementarla, farla crescere. Sembra che andiamo contro le leggi di natura, ma non è così: in realtà le sfruttiamo a nostro vantaggio. L'evoluzione dell'ordine si situa così al crocevia tra la teoria dell'informazione, la fisica, la sociologia e l'economia, adombrando una nuova teoria economica che potrebbe indicarci non solo come fare di più, ma anche come farlo meglio.
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Bollati Boringhieri, 17/11/2016
Abstract: "La ragnatela cosmica non è solamente una storia ben raccontata sulle frontiere della conoscenza del cosmo. È anche uno stimolo per continuare a esplorarle".Michael Blanton, Nature"Con lo sguardo tipico di chi le cose le conosce dall'interno, Gott ci racconta come gli scienziati siano riusciti a rivelare la struttura macroscopica dell'Universo. Mescolando scienza, succosi aneddoti e storie personali, Gott ci offre una descrizione completa, vivace e affascinante della ragnatela cosmica che costituisce il nostro mondo".Publishers WeeklyLa Via Lattea ha circa 300 miliardi di stelle. Di fronte a numeri di questa impensabile enormità la mente vacilla, ma non è che l'inizio della storia di questo libro. J. Richard Gott è stato uno dei primi cosmologi a proporre un modello nel quale la struttura del nostro universo somiglia a una spugna, fatta da ammassi di galassie connessi tra loro attraverso filamenti di galassie, a formare una gigantesca "ragnatela cosmica" che si sviluppa attorno a immensi spazi vuoti. Negli anni questa ragnatela è stata effettivamente mappata e questo libro è il racconto di prima mano, da parte di un protagonista assoluto della vicenda, di come una generazione di teorici e di astronomi sia riuscita a svelare la struttura macroscopica del cosmo. La storia prende piede con un mondo diviso in due dalla guerra fredda, nel quale la scuola americana si era concentrata su un modello basato su una struttura ad ammassi isolati, mentre quella sovietica descriveva una struttura fatta a nido d'ape, con le galassie disposte geometricamente attorno a grandi spazi privi di materia. Il lavoro di Gott si inserì in questa contesa, grazie a un'idea che l'autore aveva già iniziato a elaborare durante il liceo. In seguito, Gott misurò assieme a Mario Juric´ la Grande Muraglia Sloan, la più grande struttura di galassie mai mappata fino ad allora, coi suoi 1,37 miliardi di anni-luce di lunghezza (entrarono nel Guinness dei primati per questo). Mappando l'estremo confine dell'universo conosciuto, La ragnatela cosmica ci racconta i dettagli di questa affascinante ricerca e segna la via per una comprensione più accurata del cosmo che, grazie alla struttura di questa gigantesca ragnatela, ci appare sempre più chiara.
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Non mi dire chi sei. Il caso Giuditta
Tea, 06/10/2016
Abstract: Milano, estate 1962. In pieno boom economico, l'avvocato Greta Morandi e l'investigatore Mario Longoni (in arte Marlon) si trovano alle prese con un caso apparentemente semplice. Giuditta, una ragazza di provincia arrivata nel capoluogo in cerca di fortuna, dopo aver trovato impiego in una grande merceria in zona Porta Venezia, scompare all'improvviso. La madre della ragazza chiede aiuto a Greta, supportata dalla contessa Valsecchi, una reticente nobildonna milanese. Marlon indaga, dapprima a Vedano Olona, paese natale di Giuditta, poi a Milano, girovagando fra night, palestre di boxe e palazzi aristocratici. In una città sconvolta dai lavori per la metropolitana e alle prese con una malavita che sta cambiando pelle, la coppia di investigatori si immergerà in una vicenda dai contorni sempre più torbidi.
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Il profumo delle foglie di limone-Lo stupore di una notte di luce
Garzanti, 20/10/2016
Abstract: I due capitoli della storia di Sandra e Julian, in lotta con irriducibili nazisti per la giustizia, per la memoria e per salvare sé stessi. IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI LIMONE. Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa dal profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. Si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julián, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti. Sa bene che le loro mani rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi e a leggere dietro quella fragile apparenza. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime, ma si può almeno fare in modo tutto ciò che è successo non cada nell'oblio. E che il male non rimanga impunito. LO STUPORE DI UNA NOTTE DI LUCE. È una notte stranamente luminosa. Una notte in cui il buio non può più nascondere nulla. Lo sa bene Sandra, mentre guarda suo figlio che dorme accanto a lei. Ha fatto il possibile per proteggerlo. Ma nessuno è mai davvero al sicuro. Soprattutto ora che nella borsa dell'asilo ha trovato un biglietto. Poche parole che possono venire solo dal suo passato: "Dov'è Julián?". All'improvviso il castello che Sandra ha costruito crolla pezzo dopo pezzo: il bambino è in pericolo. Sandra deve tornare dove tutto è iniziato. Dove ha scoperto che la verità può essere peggio di un incubo. Dove ha incontrato Fredrik e Karin che l'hanno accolta come una figlia, ma che in realtà inseguivano ancora i loro ideali crudeli e spietati. È stato Julián ad aiutarla a capire. E lui ora è l'unico che può conoscere chi ha scritto quel biglietto e perché. Julián sa che la sua lotta non è finita, che i nazisti non si sono mai arresi. Si nascondono dietro nuovi segreti e tradimenti. Dietro minacce sempre più pericolose. E quando il figlio di Sandra viene rapito, l'uomo sente che bisogna fare qualcosa e in fretta. Perché in gioco c'è la vita di un bambino. Ma non solo. C'è una sete di giustizia che non può ancora essere messa a tacere.
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Garzanti, 03/11/2016
Abstract: "Vitali scrive libri che vanno giù che è un piacere.""Corriere della Sera – Brescia" - Nino Dolfo"Vitali scrive libri che vanno giù che è un piacere."Corriere della Sera Brescia - Nino DolfoDubbio è il soprannome che hanno dato a Ernesto Livera, e si addice bene alla sua indole un po' tentennante. Di solito, infatti, l'Ernesto si lascia prendere dall'indecisione. Una certezza, però, l'ha molto chiara: dai carabinieri è meglio stare alla larga. Perché di "mestiere" fa il contrabbandiere. Avrebbe fatto altro nella vita, ma tant'è, ora campa traghettando stecche di sigarette dalla Svizzera, magari di notte, con una barchetta a motore, bep-bep-bep. E proprio stanotte, con la prua della barchetta, ha urtato il cadavere di una donna. L'ha tirato a riva, poi è andato a chiamare un suo cliente fidato, il medico di Bellano, il dottor Lonati, perché, appunto, lui dai carabinieri preferisce non presentarsi. Ma il mattino dopo, alla riva, il cadavere non si trova più. Eppure Ernesto l'ha visto bene, anche se adesso gli sorge il... dubbio di esserselo sognato. E il dottor Lonati lo sa che Ernesto soffre di questo tipo di allucinazioni fin da quando era un ragazzino. Forse dovrebbe cercarsi un lavoro più regolare. E magari una fidanzata. Il lago però non mente; nasconde segreti inconfessabili, e quando decide che è il momento di rivelarli, non ci sono dubbi che tengano. Viva più che mai racconta una storia sorprendente e misteriosa. Tra ganassate di paese, coincidenze impensabili e colpi di scena, Andrea Vitali scioglie una matassa che ingarbuglia il presente con il passato, la riva di qui con quella di là del lago di Como, fino a chiarire la verità dei fatti. Una verità che però...
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Garzanti, 13/10/2016
Abstract: La pelle è il vero specchio della nostra anima: il più grande tra gli organi del corpo umano con i suoi quasi due metri quadri di ampiezza, ci permette di muoverci, ci protegge dal caldo o dal freddo, ci fa scudo dagli attacchi esterni. Senza la pelle persino fare sesso sarebbe impossibile. In questo libro divertente e scientificamente rigoroso, la dermatologa Yael Adler ci racconta tutto quello che c'è da sapere su come proteggere la nostra pelle dal sole, dall'età che avanza, dalle allergie, senza tirarsi indietro anche quando si affrontano i tabù delle rughe, dei cattivi odori o del perché gli uomini non hanno la cellulite. Con un entusiasmo contagioso e un approccio divulgativo, Yael Adler scrive un libro che cambierà il nostro modo di mangiare, bere, truccarci, vestirci, e ci svela tutti i segreti di questo organo sensuale e i trucchi per prendercene cura nel miglior modo possibile.
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Corbaccio, 13/10/2016
Abstract: DALLE STALLE SOPRA LECCO ALLA PATAGONIA: LA VITA SEMPLICE DI UN ALPINISTA CONTADINO Classe 1934, Giuseppe Alippi, il Det per gli amici, ha condiviso la stagione eroica dell'alpinismo italiano, quella di Renato Cassin, di Walter Bonatti, di Casimiro Ferrari, di Carlo Mauri... Ha compiuto imprese straordinarie sulle sue montagne, le Grigne, così come nel mondo, sul Lhotse con Messner e in Patagonia con Ferrari. Ma è sempre e orgogliosamente rimasto un contadino e un pastore. A più di ottant'anni, va ancora nel bosco a far legna e parla della montagna come di un grande amore che è sempre dovuto coesistere con il lavoro, la stalla, la caccia, che racconta con altrettanta passione. Giovanni Capra ha ricostruito la sua vita dall'infanzia contadina alle salite delle vie più difficili, come la Couzy alla Cima Ovest di Lavaredo fino alle imprese himalayane e patagoniche, compreso quel Cerro Campana che con pazienza il Det prova e riprova, senza lasciarsi scoraggiare dalle rinunce imposte dalle condizioni meteorologiche estreme, fino a raggiungerne la vetta al quarto tentativo: all'età di settant'anni.
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Bollati Boringhieri, 13/10/2016
Abstract: ""Il commissario Melis può contare su una schiera di lettori affezionati. Forse perché somiglia in qualcosa a Maigret". " "la Repubblica" - Leopoldo Fabiani"Tuzzi è il miglior autore di gialli di qualità attualmente al lavoro"Corrado Augias, Il Venerdì - la Repubblica"Delizioso giallo. Con il suo punto di forza nella suggestione dei toni"Leopoldo Fabiani, la Repubblica"Un bel giallo che ricorda Scerbanenco"Massimo Romano, ttL - La StampaChi ha ucciso – due colpi di pistola alla testa – lo sconosciuto trovato cadavere nei bagni dell'ippodromo, la sera di domenica 13 aprile 1980, a Milano? La vittima, già dagli abiti, appare appartenere a un mondo ben diverso da quello del senzatetto – il barbone, el barbùn, come si diceva in quegli anni – ucciso negli stessi giorni con spietata ferocia nel sottobosco umano di squallore e disperazione che vegeta ai margini della Stazione Centrale.E infatti, i primi passi dell'inchiesta, condotta con determinazione dal commissario Norberto Melis, portano tutti in una ben precisa direzione: i giorni confusi successivi all'8 settembre 1943, con le stragi, le devastazioni e le razzie di opere d'arte compiute dai nazisti nella lenta ritirata verso nord. E il senzatetto? Altra mano? Altra inchiesta? Ma è proprio tutto come sembra? O il passato, e la preziosa biblioteca magico-alchemica trafugata nei giorni lontani della seconda guerra mondiale, non sono che una pista apparente? In una Milano che porta ancora sulla pelle le cicatrici dei cupi anni di piombo, mentre la primavera sembra coincidere con una pioggia uggiosa, e l'assassino colpisce ancora, senza pietà, con l'aiuto di tutti i suoi uomini Melis riuscirà a dipanare il filo rosso sangue che lega tra loro queste morti.
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La mia vita nel bosco degli spiriti
Adelphi, 29/09/2016
Abstract: In Nigeria, all'inizio degli anni Cinquanta, il giovane Amos Tutuola spedì il suo primo manoscritto a un indirizzo che aveva trovato su un annuncio apparso in un giornale locale. Con ulteriore passaggio, il manoscritto arrivò all'editore Faber and Faber: per questa via improbabile l'immortale spirito della favola tornava a parlare. Dylan Thomas riconobbe subito quel tono, quella meraviglia – e salutò il primo libro di Tutuola con una recensione entusiastica sull'"Observer". Da allora la letteratura, che oggi ama chinarsi a riflettere sulla favola ma ben poche favole riesce a creare, è accompagnata dalla voce di un amabile, imprendibile trickster, che continua a raccontarci le sue avventure nelle innumerevoli Città degli Spiriti, contrassegnate ciascuna, con deliziosa ironia, da un numero romano. Ogni favola è il racconto mascherato di una iniziazione, e ogni iniziazione è un viaggio: qui sarà la lunga ricerca, fra terrori e stupori, dello spillatore di vino di palma, compagno perso nella Città dei Morti e alla fine ritrovato, come una promessa di felicità che ci fanno balenare l'inesauribile fluire del vino di palma o i prodigi di un uovo magico. E sarà anche la lunga fuga nel Bosco degli Spiriti di un bambino che non sa ancora "il significato di "male" e di "bene"" e subito deve sfuggire all'odio, che si manifesta nel rumore, per lui affascinante, dei fucili di guerra. Dal "gentiluomo completo" alla "madre-dagli-occhi-lampeggianti", dalla "Super lady" agli "spiriti-che-mangiano-i-ragni", dagli "Spiriti-puzzolenti" alle "Creature rosse", uno sciame di figure terrificanti, incantatorie e comiche ci viene qui incontro, e le loro voci si mescolano nella foresta come sulla piazza di un immane mercato. Alla fine del viaggio, ritrovato il sapore dei propri luoghi, da lungo tempo abbandonati, dove l'eroe torna dopo le sue vertiginose peripezie, rimarrà comunque, in noi come in lui, una nostalgia di quel pauroso, spesso torturante, sempre stupefacente Bosco degli Spiriti dove "le "pene", i "dolori", le "difficoltà" e tutte le specie di "punizioni", ecc. cominciano e finiscono" e tutto è di nuovo toccato dalla giocosità del nominare."Il bevitore di vino di palma", suo primo libro, fu pubblicato a Londra nel 1952; il secondo, "La mia vita nel bosco degli spiriti", apparve nel 1954.
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Adelphi, 29/09/2016
Abstract: Di nessun altro uomo vissuto prima di Petrarca abbiamo una così vasta messe di informazioni biografiche, diceva Ernest H. Wilkins. Ma precisava che tali informazioni si fondano per lo più su lettere e altri scritti petrarcheschi. Bisognerà allora chiedersi: che cosa sappiamo di lui con certezza? La verità è che ogni scrittore mira a diventare, per usare le parole di Ortega y Gasset, "romanziere di se stesso, originale o plagiario". E, come dimostra l'affascinante indagine di Francisco Rico, Petrarca non sfugge alla regola: anzi, la incarna in sommo grado. Il che significa non solo che l'autoritratto che egli va componendo nel tempo è ispirato a exempla illustri, ma che nulla di quanto ci dice è letterale e innocente. Dietro ogni data, dietro la semplice menzione di un giorno della settimana (il venerdì, ad esempio, giorno marcato per eccellenza), si cela una fitta rete di rispondenze, una raffinata simbologia – e un audace disegno: trasformare i momenti vissuti o immaginati in frammenti di un racconto unitario capace di sottrarli alla corrosione del tempo. Ma Petrarca si spinge ancora più in là nella costruzione di un'esistenza ideale: grazie a Rico, lo vediamo infatti applicare la dispositio persino alla vita non scritta, modellarla come un testo, mettendo in atto ciò che non scrive – o, se vogliamo, facendo letteratura con le proprie azioni.
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Bompiani, 06/10/2016
Abstract: Lungo tutta la sua carriera Johan Cruyff è stato sinonimo di calcio totale, profeta di una nuova religione calcistica che unisce ordine e creatività, forza fisica e cervello, tradizione e rivoluzione. Capelli lunghi modello beat generation, idee libere e temperamento ribelle, quella del Pelé bianco è una storia straordinaria che parte dalla periferia di Amsterdam e arriva dritta all'olimpo del calcio: Cruyff entra giovanissimo nell'Ajax e con la maglia della squadra olandese vincerà tre Coppe dei Campioni consecutive prima di passare al Barcellona nel 1973 per una cifra record. Grazie a lui in quella stagione i blaugrana tornano a vincere la Liga dopo quattordici anni. Tre volte Pallone d'Oro, nel 1974 guida la nazionale olandese alla finale dei mondiali contro la Germania Ovest. Dopo essersi ritirato nel 1984, porta la rivoluzione sulle panchine di Ajax e Barcellona e con la sua filosofia influenzerà generazioni di allenatori a venire. Nel 1997 ha dato vita alla Cruyff Foundation che promuove progetti sportivi per i più giovani.In La mia rivoluzione Cruyff si racconta con l'umorismo e l'onestà che l'hanno sempre contraddistinto e consegna alla sua autobiografia la storia di un'incredibile eredità.
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Ponte alle Grazie, 13/10/2016
Abstract: Siamo nei Paesi Bassi, durante il Secolo d'Oro, il diciassettesimo, in cui tutto fiorisce, e non solo i famosi tulipani che hanno dominato la prima bolla speculativa della storia del capitalismo: fiorisce anche la pittura con Vermeer e Rembrandt; la matematica e la fisica con Huygens; la filosofia con Baruch Spinoza; i viaggi per mare della Compagnia Olandese delle Indie Orientali; le maioliche bianche e blu di Delft. E le donne? Le donne, di solito, lavorano silenziose nelle case, come madri o governanti, cuoche o contadine. Il Secolo d'Oro esiste anche per quelle come Catrijn, nate e cresciute in povertà, schiave delle terra e del marito. Ma il vento cambia, e bisogna saper issare la vela giusta: quando Catrijn si ritrova vedova di Govert, uomo alcolizzato e violento, capisce che è arrivato il momento per buttarsi nella mischia e tentare di realizzare i propri desideri. Cercare fortuna in città, guadagnare dei soldi, innamorarsi e, perché no, inseguire il suo grande sogno: diventare decoratrice di ceramiche. Ha inizio così un'avventura che la porterà nella grande Amsterdam e nelle fabbriche di ceramiche di Delft. Nei luoghi dove passa la storia e le donne coraggiose come lei possono pensare di forgiare il proprio destino.
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La gioia del riordino in cucina. Cambia la tua vita partendo dal cuore della casa
VALLARDI, 06/10/2016
Abstract: LA CUCINA È IL LUOGO DELL'ANIMA LA SOLUZIONE MEDITERRANEA PER RITROVARE L'ESSENZIALE Poiché la cucina è il cuore emozionale della casa e il nutrirsi tocca la parte più profonda e antica di noi, il percorso del riordino deve partire dalle emozioni. Per restituirci il piacere di abitare la cucina e, nello stesso tempo, la nostra anima. Roberta Schira è una delle firme più autorevoli della critica gastronomica in Italia e in questo libro unisce le sue due grandi passioni: la cucina e la psicologia. Era l'unica in grado di raccogliere la sfida del riordino in questa stanza, vero e proprio luogo dell'anima e degli affetti, così importante nella nostra cultura e negli eventi che segnano la nostra vita. Roberta ci apre le porte della sua cucina e delle molte altre che ha avuto modo di visitare per piacere e per lavoro, dal monolocale al ristorante stellato. Forte di questi esempi, ci spiega come programmare, organizzare e riordinare tutti quegli oggetti e strumenti che abitano il cuore della casa. Dal frigorifero alla dispensa, dai pensili alla pattumiera: attraverso una serie di accorgimenti ispirati alla psicologia come all'economia domestica, l'autrice dimostra che dal buon ordine inizia il vero cambiamento di noi stessi. Perché la cucina è la stanza più importante della casa, in ogni civiltà del mondo. E perché in fondo gli esseri umani non si sono mai ritrovati la sera davanti a un guardaroba, ma davanti a un focolare sì. "Sono tantissime le persone che ringraziano Marie Kondo e Il magico potere del riordino per aver cambiato loro la vita: tra esse ci sono anch'io. Mi sono accorta, però, che nel libro della Kondo mancava quasi completamente uno spazio: la cucina, la stanza in cui esprimo la mia passione per tutto ciò che ruota intorno al cibo – la convivialità, la condivisione, la cura di sé attraverso la cura degli altri. Il disordine in cucina è la spia e il veicolo di piccoli disagi e di malesseri diffusi, per non parlare dei famigerati disordini alimentari. E invece la cucina, se facciamo pace con lei, ci ama e ci aiuta ad amare meglio" Roberta Schira
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Il dolore è una cosa con le piume
Guanda, 20/10/2016
Abstract: UN ECCEZIONALE ESORDIO LETTERARIOUNO DEI MIGLIORI 100 LIBRI DEL 2016 SECONDO IL NEW YORK TIMES"Un libro denso, coraggioso e ingegnoso, buffo e commovente... Lo rileggerò presto."Nick Hornby"Ti trascina su ali piumate." The Guardian"Caldo e vero: una prodigiosa medicina per l'anima." The Telegraph"Porter dà voce al dolore in tutte le sue sfaccettature emotive... Imprevedibile e coinvolgente." The Wall Street Journal"Il dolore è una cosa con le piume è la prova del valore salvifico che hanno i libri e la letteratura."Los Angeles TimesUna sofferenza indicibile che travolge e stordisce. Un uomo, studioso di Ted Hughes, è rimasto solo con i due figli, nella loro casa di Londra, dopo la morte della moglie. I tre devono fare i conti con un tempo che si è fermato, con un dolore ingombrante come una presenza. Fino alla visita inaspettata di uno strano personaggio che ha le piume e l'aspetto di un corvo. Un corvo dotato di un feroce senso dell'umorismo, un po' baby-sitter, un po' terapeuta, ma soprattutto amico. Un corvo che potrebbe aiutarli a venire a patti con la sofferenza e a dare un senso a un evento terribile. Sogno o realtà? Quello che è certo è che i ricordi feriscono, ma a poco a poco leniscono anche. E giorno dopo giorno il tempo ricomincia a scorrere. Fiaba, romanzo, poesia, questo libro è una struggente storia sul dolore, sulla perdita, e sulla forza dell'immaginazione e delle parole che aiutano a vivere.
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Egea, 28/09/2016
Abstract: Oggi sembra normale ma fino a ieri le app, che per mille scopi diversi utilizziamo sul nostro smartphone o tablet, non esistevano. Poi, grazie all'iPhone e all'intuizione di Steve Jobs, sono nate, per rispondere a bisogni specifici dei loro inventori. Dietro le app non ci sono colpi di genio, ma soluzioni brillanti a problemi semplici. Alle app dobbiamo non solo una vita più facile, ma un'economia aperta e fiorente, in rapida evoluzione. Con la digital transformation il cliente ha sempre ragione, servizi un tempo per pochi diventano a portata di molti, la disoccupazione trova una risposta nei nuovi gig job e ognuno di noi recupera tempo per le proprie passioni. Accessibilità e innovazione diventano sinonimi e – risvolto umano della tecnologia – permettono lo sviluppo di una società più equa e inclusiva.
Risorsa locale
Salani Editore, 27/10/2016
Abstract: Kenny Wright ha un'identità segreta. Nella sua mente è "Stainlezz Steel", super potente difensore dei deboli. In realtà Kenny va alle medie ed è un appassionato di scacchi soprannominato da tutti "cocco di nonna", un'etichetta che ne fa un facile bersaglio per i bulli. Kenny vorrebbe portare un po' più di superpoteri nella realtà che lo circonda, ma riuscirà a riconoscere la propria forza prima che le pressioni sociali lo portino a fare la scelta peggiore della sua vita? Con più di 150 sequenze di disegni al tratto e fumetti, il nuovo romanzo illustrato di James Patterson è uno sguardo divertente ma toccante sulle scuole in un ambiente urbano difficile, in cui la vita di un bambino può dipendere dalle decisioni quotidiane che è costretto a prendere.