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Codice dell'immigrazione
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Di Muro, Luigi - Correale, Giovanni

Codice dell'immigrazione

Casa Editrice La Tribuna, 17/05/2017

Abstract: L'Opera è aggiornata con:- la L. 13 aprile 2017, n. 46, di conversione, con modificazioni, del D.L. 17 febbraio 2017, n. 13, recante le nuove norme sull'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale;- la L. 7 aprile 2017, n. 47, riforma della disciplina in materia di minori stranieri non accompagnati.

La donna senza passato
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Ekberg, Anna

La donna senza passato

Casa Editrice Nord, 15/06/2017

Abstract: "Il meglio che il thriller possa offrire al giorno d'oggi. È scritto benissimo e riesce a coniugare magistralmente i canoni del genere con alcune trovate originali e sorprendenti. "Femina"Un thriller che appassiona il lettore grazie agli ingredienti classici di questo genere: omicidi, menzogne, passioni, misteri di famiglia. Non si può restare delusi. "Helsingør Dagblad"Un romanzo appassionante che intrattiene e non delude."Robinson - La RepubblicaLa sua vita nasconde un segreto.Ma lei non lo sa.  "Sei tu, finalmente ti ho trovato." Louise Andersen fissa l'uomo che, fuori della porta chiusa del bar in cui lei lavora, continua a ripeterle di essere Edmund, suo marito. Ma negli occhi di Louise non c'è incredulità, bensì paura. La paura di dover ammettere che gli ultimi tre anni della sua vita sono una menzogna. Perché la tranquilla quotidianità nella piccola isola danese di Christiansø e la relazione con Joachim sono tutto ciò che lei conosce del suo passato. Il resto è un buco nero sul quale ha scelto di non farsi mai domande. E infatti l'esame del DNA conferma che lei è Helene Söderberg, una ricca ereditiera svanita nel nulla tre anni prima. Ma allora chi è – o era – Louise Andersen? Per quale motivo lei aveva i suoi documenti? E, soprattutto, è possibile che quel giorno sia scappata di casa, abbandonando il marito e i due figli? Helene ha bisogno di risposte e c'è un unico posto in cui trovarle, la lussuosa villa dei Söderberg, nello Jutland. Fin dai primi giorni, però, Helene ha l'impressione che sia proprio Edmund a non volere che lei recuperi la memoria. All'inizio sono sensazioni, dettagli dissonanti, come la reticenza nel parlare di quanto accaduto, o il fatto che alcuni documenti di famiglia siano misteriosamente andati perduti. A poco a poco, però, Helene si rende conto che la sua scomparsa è solo la punta di un iceberg in un oceano di bugie, inganni e tradimenti. Un oceano oscuro che nasconde un passato – il suo e quello della sua famiglia – che nessuno vuole riportare alla luce…  

Darwin, Napoleone e il samaritano
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Serres, Michel - Tartarini, Chiara

Darwin, Napoleone e il samaritano

Bollati Boringhieri, 01/06/2017

Abstract: "Michel Serres è la mente filosofica più fine che esista oggi in Francia. "Umberto Eco, lectio magistralis al Festival della Comunicazione di Camogli, settembre 2015"Michel Serres è ciò che un filosofo dovrebbe essere: un uomo che offre alcuni suggerimenti che aiutino a comprendere il mondo in cui si vive. "il venerdì-la Repubblica - Corrado Augias"Come un Montaigne dell'era digitale, come un Rabelais della globalizzazione, Michel Serres continua a regalarci una percezione totalmente altra della nostra condizione umana. "Le Monde - Nicolas Truong "Un principe della metafora al culmine del suo cammino solitario... Emozionante. "L'Express - Manuel CohenPochissimi azzardano oggi una filosofia della storia. Il garbuglio e l'incertezza dei tempi scoraggiano l'impresa. Per esserne all'altezza occorre una capacità di visione che si spinga molto indietro nel passato, guardi al presente con appassionato realismo e abbia così a cuore il futuro da reclutare senza esitazione l'utopia. Tra i rari intrepidi, il più crepitante è Michel Serres. Ce lo dovevamo aspettare da chi ha attraversato il pensiero di mezzo secolo con la sublime impertinenza dello scompigliatore, sempre intento a spargere il contenuto dei panieri che i concetti astratti etichettano e tengono sigillati. Qui a saltare sono addirittura i sigilli – cronologici, disciplinari, interpretativi – dell'intera vicenda del mondo, il cui Grande Racconto, nella suggestiva narrazione di Serres, dilata la scrittura da invenzione esclusivamente umana a codifica universale comune a rocce, piante e animali, retrodatando gli inizi di tutto e insieme istituendo una continuità tra il primordiale e il digitale. Nella fantasmagoria dei paesaggi macroscopici o invisibili che per millenni si sono generati e offerti alla decifrazione, corrono tre età della storia scandite da altrettante figure emblematiche. Dal regno naturale sotto il segno di Darwin, all'interminabile dominio della violenza mortifera simbolizzato da Napoleone, all'epoca attuale, la più pacifica dall'alba dell'umanità, dove la vita riprende il sopravvento all'insegna empatica del samaritano: ecco la traiettoria che Serres fa culminare nella nostra "età dolce", l'età del dolore alleviato, della negoziazione e del virtuale, che si è lasciata alle spalle l'"età dura" della tanatocrazia insanguinata. Un netto cambio di focale, quello di Serres, se confrontato al dilagante, cupo giudizio sul presente e ai catastrofismi di maniera. Statistiche alla mano, adesso gli uomini, "portatori sani di aggressività", si comportano in modo meno violento rispetto ai loro predecessori, tanto che la sentenza filosofico-politica Homo homini lupus va rovesciata in senso etologico – accudente e solidale come un lupo. Spesso non ce ne accorgiamo, ma il possibile acquista già vigore, perché "il dolce dura più e meglio del duro".

Appia
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Rumiz, Paolo - Carnovalini, Riccardo

Appia

Feltrinelli Editore, 18/05/2019

Abstract: Paolo Rumiz ha percorso a piedi, con un manipolo di amici, la prima grande via europea, l'Appia, e ce ne riconsegna l'itinerario perduto, da Roma fino a Brindisi. Lo ha fatto spesso cavando dal silenzio della Storia segmenti cancellati, e ora ci chiama come un pifferaio magico a seguirlo con le gambe e l'immaginazione lungo la via del nostro giubileo, la nostra Santiago di Compostela, della quale viene restituito l'itinerario dopo un secolare abbandono. Da Orazio ad Antonio Cederna (appassionato difensore dell'Appia dalle speculazioni edilizie), da Spartaco a Federico ii, prende corpo una galleria di personaggi memorabili e, mentre si costeggiano agrumeti e mandorleti, si incontrano le tracce di arabi e normanni. Intanto le donne vestite di nero, i muretti a secco, la musicalità della lingua anticipano l'ingresso nell'Oriente. Per conquistarsi le meraviglie di un'Italia autentica e segreta è necessario però sobbarcarsi anche del lavoro sporco – svincoli da aggirare, guardrail, sentieri invasi dai canneti, cementificazioni, talvolta montagne intere svendute alle multinazionali dell'acqua e del vento – e affrontare la verità dei luoghi pestando la terra col "piede libero". "È nei villaggi più remoti," ha scritto il "New York Times" dell'opera di Paolo Rumiz, "tra i laghi e i boschi, in mezzo alla gente comune, che la vera vita delle nazioni rivela la sua trama di colori." Al racconto fanno da contrappunto le mappe disegnate da Riccardo Carnovalini, che ha trovato il percorso sulle carte, nelle foto aeree e sul terreno, e che ha descritto l'itinerario nel libro: un contributo prezioso e uno strumento utilissimo – considerata l'assenza di segnaletica – per chi volesse seguire le orme di questa marcia d'avanscoperta.

Il paese dei coppoloni
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Capossela, Vinicio

Il paese dei coppoloni

Feltrinelli Editore, 18/05/2019

Abstract: "Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?" Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell'iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di ispirati accompagnatori. Luoghi e personaggi suonano, con i loro "stortinomi", immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l'ignoto. Scatozza "domatore di camion", Mandarino "pascitore di uomini", la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve misurarsi, insieme al lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall'abbaiare dei cani. E poi ci sono la musica e i musicanti. La musica da sposalizio, da canto a sonetto, la musica per uccidere il porco, la musica da ballo per cadere "sponzati come baccalà", la musica da serenata, il lamento funebre, la musica rurale, da resa dei conti. Vinicio Capossela ha scritto un'opera memorabile in cui la realtà è visibile solo dietro il velo deformante di un senso grandioso, epico, dell'umana esistenza, di un passato che torna a popolare di misteri e splendori l'opacità del nostro caos.

Tutto potrebbe andare molto peggio
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Ford, Richard - Mantovani, Vincenzo

Tutto potrebbe andare molto peggio

Feltrinelli Editore, 18/05/2019

Abstract: Frank Bascombe ha vissuto una vita non più avventurosa di quella di tanti altri americani. Giornalista sportivo, agente immobiliare, due matrimoni, due figli grandi che vivono lontano, molti traslochi. A sessantotto anni, Frank si è ritirato a vita privata, ha venduto la casa sull'oceano dove si era trasferito con la seconda moglie ed è tornato a Haddam, la città che forse racchiude il segreto di tutti i suoi dispiaceri. L'uragano che un giorno d'autunno si abbatte sulla costa del New Jersey distruggendo la ridente stazione balneare dove Frank aveva creduto di poter esorcizzare i suoi fantasmi ne diventa in un lampo il principale evocatore. Il passato ritorna e parla con la voce di amici falsi, traditori o moribondi. Se la vita è davvero, come riflette Frank, "una questione di sottrazione graduale", che altro ti resta quando una catastrofe naturale ti ha sottratto tutto, compresa la casa dove hai trascorso i migliori anni della tua esistenza? L'ultimo romanzo di Richard Ford è il bilancio, non privo di sorprese e di humour, di una vita che potrebbe non essere poi così diversa dalla nostra.

Pronto soccorso per insicuri cronici
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Wardetzki, Bärbel - Bove, Iolanda

Pronto soccorso per insicuri cronici

Feltrinelli Editore, 18/05/2019

Abstract: Dubitare di noi stessi: tutti conosciamo questo stato d'animo che ci rende talvolta così insicuri. "Sono in grado di fare questa cosa?" "Mi è permesso farlo?" "È giusto che io lo faccia?" "Sono stato abbastanza bravo?" Ogni persona sana di mente sa che cosa significa avere dei dubbi. Fa parte del bagaglio emotivo di ogni essere umano esitare in determinate situazioni, non sapere precisamente cosa sia meglio fare oppure essere in conflitto con i propri sentimenti e desideri. Quando però si esagera, i dubbi finiscono per indebolire il nostro senso di autostima e minano la fiducia in noi stessi e anche negli altri. Bärbel Wardetzki, esperta psicoterapeuta, mostra come sia possibile imparare ad avere un rapporto più sereno con le nostre insicurezze. Scoprendo da dove derivano gli attacchi alla nostra autostima, impareremo a riprendere in mano le redini della nostra vita e sapremo così affrontare nuove situazioni senza autosabotarci. L'autrice ci aiuterà a ritrovare la stima in noi stessi, a fidarci delle nostre sensazioni e ad apprezzarci semplicemente per quello che siamo.

Ombre dal fondo
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Quirico, Domenico - Piacenza, Paola

Ombre dal fondo

Neri Pozza, 11/05/2017

Abstract: "Il giornalismo è diventato, tragico paradosso, il contrario di quello che vorrei: serve a distogliere il vostro sguardo". Cosí scrive, nelle pagine di questo libro, Domenico Quirico. Confessione intima, condotta attraverso una scrittura impeccabile e le emozionanti immagini del film di Paola Piacenza che accompagna il testo, e da cui è scaturita questa pubblicazione, Ombre dal fondo è la storia di un reporter che ci invita costantemente a non distogliere lo sguardo. Dal fronte russo-ucraino ai luoghi della sua prigionia in Siria, "dove tutto è cominciato e tutto è finito", Quirico ci conduce nel cuore di tenebra della nostra epoca, dove impera, ineliminabile, smisurato, l'orrore della guerra. Un orrore che, attraverso le sue numerose apparizioni e figure, non lascia integro chi lo narra, poiché si insinua come una crepa in chi ha visto in faccia il Male. Tuttavia, è proprio questa crepa che permette di scrivere con autenticità, e di ricondurre il giornalismo a quella che dovrebbe sempre essere la sua piú profonda natura: la narrazione quotidiana della "condizione umana". ALL'INTERNO LINK PER ACQUISTO DOWNLOAD DI CONTENUTO AGGIUNTIVOFILM DI PAOLA PIACENZA OMBRE DAL FONDO"Ho pensato a Domenico Quirico come voce e volto di questo film quando era prigioniero in Siria. E non ho smesso di farlo quando è stato liberato. La personalità di Quirico è unica nel giornalismo italiano".Paola Piacenza, regista di Ombre dal fondo

Generali
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Quirico, Domenico

Generali

Beat, 17/05/2017

Abstract: Attraverso alcune biografie esemplari, Domenico Quirico narra in queste pagine le avventure dei generali che, nel secolo che va dalle guerre d'Indipendenza al secondo conflitto mondiale, hanno contribuito a fare e a disfare l'Italia. Con le loro divise ornate di greche e nastrini capeggiavano guerre diversissime dai conflitti moderni: campagne, come quelle del Risorgimento e dell'Italietta coloniale, dove "c'erano fronti, ritirate, medaglie, regole", le vie erano tracciate dal passo dei muli e "la truppa, che si affidava alle gambe come solo mezzo di trasporto, non era assetata di sangue". Campagne in cui talvolta affioravano tra i soldati pietà e onore, virtù sempre più rare nelle guerre contemporanee.Panciuti, goffi, spesso incapaci, i generali non esitavano a guerreggiare tra loro. Le feroci lotte intestine venivano, però, puntualmente messe da parte allorché si trattava di difendere gli interessi corporativi della più elevata categoria degli uffi-ciali. Con una prosa arguta e serrata, Domenico Quirico costruisce una storia complessiva del loro operato, dei meccanismi con cui venivano selezionati, dell'ideologia che li muoveva.Un libro disincantato che narra di un universo a parte, di un clan, di una tribù che ha determinato, in una misura nient'affatto irrilevante, le sorti del nostro paese.Coraggiosi, arroganti, implacabili, incapaci, colti, mediocri, con la sciabola in pugno in prima linea o trincerati in poltrona: la storia della "categoria che forse ha recato più danni nelle vicende di questo paese".Domenico Quirico

La famiglia Benade
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Van Niekerk, Marlene - Prandino, Laura

La famiglia Benade

Neri Pozza, 17/05/2017

Abstract: Sudafrica, 1994. Al 127 di Marta Street, nel sobborgo di Triomf, alla periferia di Johannesburg – un quartiere operaio popolato esclusivamente da bianchi indigenti – abita la famiglia Benade.Pop, il pater familias, bretelle ciondoloni sulle ginocchia, capelli bianchi arruffati e dritti sulla testa, a quasi ottant'anni non si alza ormai più dalla poltrona davanti al televisore. Anche Mol, sua moglie, non scherza. Se ne sta seduta con le gambe larghe sotto la vestaglietta che non toglie mai, facendo dondolare su e giù il dente finto e fumando una sigaretta dietro l'altra. Entrambi cercano di tenersi alla larga da Lambert, il figlio quarantenne, epilettico e affetto da disturbi della personalità che lo rendono pericoloso per se stesso e gli altri. E poi c'è Treppie, il fratello di Mol, che si è assunto il ruolo di provocatorio filosofo della famiglia e quando la mette giù dura dice cose davvero meschine e cattive.Trent'anni prima, all'epoca della sua costruzione, Triomf era pieno di gente nuova, erano tutti giovani e pieni di belle speranze. I Benade se lo ricordano ancora il giorno in cui il Community Development annunciò la costruzione di abitazioni per i "bianchi bisognosi" proprio lì, dove una volta c'era Sophiatown. Il terreno era stato spianato dai bulldozer e i "cafri" se n'erano andati. Triomf, sarebbe diventato un quartiere pieno di "belle casette per bianchi". Il quartiere dove i Benade sarebbero diventati ricchi.Non lo sono diventati. La casa in cui vivono, con due cani che non la piantano di abbaiare e fanno i loro bisogni ovunque, è fatiscente. L'inverno ha reso l'erba del giardino simile a paglia. Le lastre di lamiera sul tetto si sono allentate. Il legno si sta scrostando, in certi punti è proprio marcio e pende a brandelli dal tetto. Solo la cassetta della posta viene tenuta come un gioiello, perché di questi tempi bisogna avere una cassetta della posta decente a Triomf. Siamo infatti alla vigilia delle prime elezioni democratiche del Paese, elezioni da cui Mandela uscirà vincitore, e i Benade, come gli altri abitanti di Triomf, sono stufi delle promesse della politica. Così come sono stufi dei picchiatori razzisti del National Party, dei testimoni di Geova e della città che incombe su di loro come un gigante vendicativo. L'unico modo che hanno per sopravvivere è ripetersi l'un l'altro che non hanno altro che la famiglia, per quanto sgangherata sia, e un tetto sopra la testa.Con una prosa impeccabile, Marlene van Niekerk è riuscita a forzare il varco del pregiudizio e del tabù dipingendo un memorabile affresco del Sudafrica e degli effetti dell'apartheid sugli afrikaner, la popolazione di boeri bianchi che colonizzò il paese al seguito della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. La famiglia Benade è stato acclamato come uno dei migliori romanzi mai scritti in afrikaans, un'indagine tragicomica sullo sforzo umano di dare un senso alla vita, anche nella più misera e abietta delle circostanze."Crudele paradosso: da un lato un Paese che finalmente si affaccia alla democrazia, e dall'altro il naufragio morale di una famiglia descritto con terribile violenza. Ma anche con empatia straziante, con una compassione che trasforma l'allegoria politica in parabola evangelica".L'Express"Una pietra miliare per la letteratura del Sudafrica".Daily Telegraph"Scritto in maniera splendida".The Economist"Un grande romanzo. Uno spaccato devastante di un sottoproletariato chiuso in un circolo vizioso di povertà e disperazione".The Observer

Il morso
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Lo Iacono, Simona

Il morso

Neri Pozza, 17/05/2017

Abstract: Palermo, 1847. Lucia Salvo ha sedici anni, gli occhi come "due mandorle dure" e una reputazione difficile da ignorare: nella sua città, Siracusa, viene considerata una "babba", ossia una pazza. La nomea le è stata attribuita a causa del "fatto", ovvero il ricorrere di improvvise e violente crisi convulsive, con conseguente perdita della coscienza.Il "fatto" aleggia sulla vita di Lucia come un'imminenza sempre prossima a manifestarsi, un'ombra che la precede e di cui nessun medico ha saputo formulare una diagnosi, a parte un tale John Hughlings Jackson che al "fatto" ha dato un nome balordo: epilessia. Un nome che le illustri eminenze mediche siciliane hanno liquidato con una mezza alzata di spalle.Per volontà della madre, speranzosa di risanare le sorti della famiglia, Lucia viene mandata a Palermo a servizio presso la casa dei conti Ramacca. Un compito che la "babba" accetta a malincuore, sapendo che il Conte figlio si è fatto esigente in tema di servitù femminile. Da quando, infatti, in lui prorompe la vita di un uomo, l'intera famiglia si è dovuta scomodare a trovargli serve adatte alla fatica, ma anche, e soprattutto, agli esercizi d'amore.Stufo delle arrendevoli ragazze che si avvicendano nel suo letto, il Conte figlio è alla ricerca di una donna che per una volta gli sfugga, dandogli l'impressione che la caccia sia vera e che il trofeo abbia capitolato solo per desiderio. O, meglio, per amore. Quando il nano Minnalò, suo fedele consigliere, gli conduce Lucia, il Conte figlio le si accosta perciò con consumata e indifferente esperienza, certo che la bella siracusana non gli opporrà alcuna resistenza. La ragazza, però, gli sferra un morso da furetto. Un morso veloce, stizzito, che lo fa sanguinare e ridere stupefatto. Un gesto di inaspettata ribellione che segnerà per sempre la vita di Lucia, rendendola, suo malgrado, un'inconsapevole eroina durante la rivoluzione siciliana del 1848, il primo moto di quell'ondata di insurrezioni popolari che sconvolse l'Europa in quel fatidico anno.Con un linguaggio incisivo ed efficace e una prosa impeccabile, Simona Lo Iacono tratteggia una storia di struggente bellezza su un personaggio storico realmente esistito: Lucia Salvo, detta "la babba". Un personaggio femminile unico, fragile e determinato, animato da una vibrante e tesa vitalità."Una scrittrice di incantesimi e malie".Avvenire"Simona Lo Iacono tiene insieme tutto con una scrittura che usa con parsimonia i dialettismi e a cui abbina una ricerca di letterarietà".La Lettura

Il nome del padre. Le inchieste del commissario Cavallo
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Villani, Flavio

Il nome del padre. Le inchieste del commissario Cavallo

Neri Pozza, 17/05/2017

Abstract: Milano, 1972. Piazza Duca d'Aosta, immersa nella canicola di Ferragosto, è talmente vuota da ricordare un paesaggio di De Chirico quando nel deposito bagagli della Stazione Centrale viene rinvenuto, all'interno di una valigia, il cadavere fatto a pezzi di una donna. A indagare sull'omicidio è chiamato il giovane viceispettore Rocco Cavallo, alla sua prima indagine e ansioso di fare bella figura con i propri superiori. Il caso, tuttavia, appare subito di non facile soluzione: il caldo torrido ha anticipato il processo di decomposizione, rendendo impossibile l'identificazione del corpo. L'unico indizio per risalire all'identità della vittima è una piccola croce ortodossa trovata sul fondo della valigia, che potrebbe far pensare a una donna di origine slava.Per il commissario Naldini e per Ferretti della Buoncostume quella donna è certamente una prostituta e il delitto ha tutte le caratteristiche di una punizione esemplare, opera magari di qualche magnaccia particolarmente efferato. L'ipotesi appare ancora più realistica davanti alla scomparsa di una squillo molto conosciuta nell'ambiente, per il cui omicidio viene accusato Totò il Guercio, un magnaccia, appunto, noto in questura per la sua fedina penale tutt'altro che immacolata.Benché il commissario Vicedomini suggerisca un'altra pista, fondata sulla somiglianza tra l'omicidio della donna nella valigia e alcuni brutali delitti compiuti nella metà degli anni Quaranta da un assassino seriale fantasiosamente battezzato dalla stampa Macellaio della Martesana, il caso resta insoluto e consegnato ai polverosi archivi della cronaca nera.È soltanto con l'arrivo, anni dopo, della determinata viceispettrice Valeria Salemi che Rocco Cavallo, il "commissario Cavallo" disilluso dalla vita, ma animato sempre da un intenso desiderio di giustizia, deciderà di riaprire le indagini, questa volta più che mai determinato a trovare il vero responsabile di un omicidio che per trent'anni si è portato dentro come un'ossessione.Flavio Villani gioca su diversi livelli narrativi, consegnandoci un magnifico giallo d'atmosfera in cui l'irresolutezza del passato torna a tor-mentare il presente.Un avvincente romanzo poliziesco capace di fotografare un momento irripetibile della storia del nostro paese, la Milano degli anni Settanta, le sue luci e le sue ombre. "Villani utilizza il genere per dire molto di più, e ci riesce".Hans Tuzzi "Eleganza e stupore emotivo si uniscono per formare il linguaggio di Flavio Villani".Satisfiction

La fioraia del Giambellino
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Teruzzi, Rosa

La fioraia del Giambellino

Sonzogno, 18/05/2017

Abstract: La seconda indagine di Vittoria, Libera e Iole: le signore del delittoAvvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po' all'antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all'altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l'ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell'investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l'oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l'ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?

La zaratina. La tragedia dell'esodo dalmata
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Testa, Silvio

La zaratina. La tragedia dell'esodo dalmata

MARSILIO, 18/05/2017

Abstract: Dopo l'8 settembre 1943 su Zara italiana, in Dalmazia, fino ad allora quasi risparmiata dalla guerra, si scatena l'inferno. Decine di pesanti bombardamenti angloamericani radono praticamente al suolo la perla veneziana, occupata dai tedeschi, mentre la popolazione civile, prevalentemente di lingua e cultura italiana, fugge dove può: chi nella madrepatria, chi nelle campagne, vivendo di stenti ai margini di una città fantasma. Quando i partigiani di Tito entrano a Zara nell'autunno del 1944, contro la superstite popolazione italiana divampa la pulizia etnica con fucilazioni, uccisioni orrende, violenze, soprusi. Una famiglia italiana cerca di resistere come può, e ci riesce, aggrappata alla vita, ma alla fine è costretta a dividersi per sempre e ad abbandonare tutto: la terra natale, i beni, soprattutto le speranze giovanili infrante dalla guerra. Tutto è cambiato, compresi i sentimenti: il futuro non sarà come era stato sognato. Di là dal mare Zara è ormai diventata Zadar.

Del rugby. Verso una ecologia della palla ovale
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Rinaldo, Andrea

Del rugby. Verso una ecologia della palla ovale

Marsilio, 18/05/2017

Abstract: Il volume muove dall'analisi delle grandi modifiche che il rugby italiano ha vissuto negli ultimi trent'anni. L'evoluzione del gioco e dei suoi protagonisti è vista come un esperimento naturale in cui le interazioni tra gli organismi che ne fanno parte modificano continuamente le comunità che li circondano. I problemi che interessano l'autore sono dunque ecologici: quali sono le condizioni necessarie per la sopravvivenza degli ecosistemi del rugby? Come opera la selezione naturale nel determinare la dominanza di alcune organizzazioni sportive e l'estinzione di altre? Esiste una legge economica che determina precisamente il successo sportivo? L'autore si interroga sul futuro del rugby dalla prospettiva suggerita dalle debolezze e dai punti di forza del movimento italiano.

La rabbia e l'algoritmo. Il grillismo preso sul serio
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da Empoli, Giuliano

La rabbia e l'algoritmo. Il grillismo preso sul serio

MARSILIO, 18/05/2017

Abstract: La rabbia populista che altri paesi stanno scoprendo solo adesso in Italia è la principale motivazione di voto da oltre un quarto di secolo. Oggi, però, ha assunto un volto nuovo, quello del Movimento 5 Stelle, che non è più fantascienza immaginare alla guida del governo. Ecco perché diventa fondamentale ristabilire la differenza tra una "politica dell'algoritmo", che privilegia la quantità e procede aggregando gli umori delle masse, e una politica della qualità, intesa come capacità di formulare una proposta fondata su contenuti e valori condivisi. In questo libro Giuliano da Empoli spiega le ragioni del successo del M5S e indica le tentazioni che le altre parti politiche devono lasciarsi alle spalle se vogliono porsi come alternative: quella giacobina – inseguire i grillini sul loro terreno, quella elitaria – attribuirne il successo all'ignoranza e alla manipolazione, e quella dorotea – asserragliarsi nel bunker del sistema, in un grande revival nostalgico della Prima Repubblica. Una sfida – sostiene l'autore – "ancor più impegnativa di Trump o del lepenismo perché, pur basandosi su umori molto simili, il M5S ha dato loro una forma politica assai più contemporanea".

Assiria. La preistoria dell'imperialismo
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Liverani, Mario

Assiria. La preistoria dell'imperialismo

Laterza, 18/05/2017

Abstract: L'imperialismo è la tendenza al dominio con sfruttamento e ogni civiltà che si vuole costituire in impero ha bisogno di dotarsi di una propria ideologia. Pensavamo fosse un fenomeno della modernità, portato della concentrazione economica e finanziaria, dei monopoli e delle multinazionali. Invece è una storia che comincia nell'antica Assiria. Un impero è una formazione politico-territoriale che si assegna lo scopo di allargare incessantemente la propria frontiera, di assoggettare (per conquista diretta o per controllo indiretto) il resto del mondo, fino a far coincidere la propria estensione con quella dell'ecumene tutto. La sua 'missione' è un progetto ideale che si fonda su una teoria politica (quando non teologica) e si articola in principi ideali. Questi variano nel tempo, oscillando soprattutto tra il fondamento religioso e quello civile. Mario Liverani, uno dei maggiori studiosi del Vicino Oriente antico, rivoluziona la storia dell'antica Assiria, mostrando come qui siano emersi per la prima volta alcuni dei tratti caratteristici comuni a tutti gli imperi comparsi nella storia del mondo. Da Roma a Bisanzio, dall'impero britannico all'egemonia USA: il dominio con ogni mezzo disponibile per ricavarne vantaggi, la colpevolizzazione del nemico, l'attribuzione di una valenza universale alla propria missione hanno sempre accompagnato la vita di ogni impero.

Il destino dell'Occidente. Come salvare la migliore idea politica della storia
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Emmott, Bill

Il destino dell'Occidente. Come salvare la migliore idea politica della storia

MARSILIO, 18/05/2017

Abstract: Per lungo tempo l'Occidente ha rappresentato l'idea politica di maggior successo, grazie alla quale è stato possibile conseguire livelli di stabilità, pace e progresso impensabili in epoche precedenti. Oggi quest'idea è oggetto di pesanti minacce, non dall'esterno ma dall'interno. L'Occidente paga infatti lo scotto di una grave mancanza: aver smesso di garantire ai suoi cittadini quello che si aspettano dai propri governi – equità, prosperità e sicurezza. Si spiega così l'emergere di personalità e forze politiche che incarnano valori assolutamente antioccidentali. Valori che rischiano di distruggere le conquiste faticosamente raggiunte finora. Di fronte all'instabilità globale e alle tensioni economiche sembra che la reazione immediata sia chiudere i confini e far ricorso al nazionalismo xenofobo. Ma non è ancora troppo tardi per invertire questa tendenza. Bill Emmott esorta a resistere lasciando aperte la mente e le frontiere. Per più di cento anni filosofi e statisti hanno predetto la fine dell'Occidente che ha invece dimostrato flessibilità, capacità di adeguarsi ai cambiamenti e di evolversi. Se l'idea di Occidente prevarrà, dovremo perseguire con maggiore convinzione i suoi valori fondanti e tenere a mente un punto essenziale: senza apertura, l'Occidente non può prosperare; senza uguaglianza, non può durare.

Sillabario dei malintesi. Storia sentimentale d'Italia in poche parole
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Merlo, Francesco

Sillabario dei malintesi. Storia sentimentale d'Italia in poche parole

MARSILIO, 25/05/2017

Abstract: Ci sono parole come "rottamare", "torni a bordo, cazzo!", "comunismo", "lucciole" e "musulmano", che in un certo momento storico sono state al centro di tutto, "capitali" della vita italiana. L'Italia e il suo linguaggio sono i principali protagonisti della militanza di Francesco Merlo nel giornalismo, un mestiere "che si sta irrimediabilmente guastando". "Ho cominciato giovanissimo a raccontare il progetto politico delle convergenze parallele e ora sto qui a raccontare il progetto politico del vaffa", scrive di sé l'autore che prova a comporre la storia d'Italia dal dopoguerra a oggi associando parole invece di date e luoghi.Così la parola "terrone" esplora il Sud e si combina con "Unità", "briganti", "emozioni". "Casa" spiega il paesaggio e il potere, "tangente" la corruzione, "referendum" illumina la monarchia, l'aborto, il divorzio... e il "sì ma anche no". Questo libro non insegue i significati e le etimologie, e non è una difesa purista della lingua. È una narrazione di parole che decifrano Milano e Roma, il delitto Moro, la fine della Dc, lo stile Agnelli e la musica di Morricone. E sono parole i caratteri di un popolo: furbizia, doppiezza, trasformismo, peccato. E poi, nel paese delle parolacce e del chiasso, c'è il silenzio di quegli italiani che non sprecano parole. Questo sillabario propone un metodo e, alla fine, scopre che le parole non somigliano alle cose che nominano, e che dunque la storia d'Italia è una storia di malintesi.

Tra loro
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Ford, Richard - Mantovani, Vincenzo

Tra loro

Feltrinelli Editore, 18/05/2017

Abstract: Nel profondo Sud degli Stati Uniti, tra i ruggenti anni venti e gli anni desolati della Grande depressione, una strana coppia batte le strade assolate del Mississippi e dell'Arkansas su una Ford a due porte del 1927. Lui è il rappresentante di una ditta che produce amido per il bucato. Lei è sua moglie. Si sono conosciuti giovanissimi, si sono sposati, si amano e hanno deciso di fare insieme quel lavoro che altrimenti li costringerebbe a una dolorosa separazione. E così, per una ventina d'anni, passeranno da un grossista all'altro, da un albergo all'altro, da un ristorante all'altro (festeggiando ogni tanto con qualche bevuta, alla faccia del proibizionismo), felici di una vita che non potrebbe essere migliore. La prima non prevista gravidanza della moglie cambia tutto. L'arrivo di un figlio inatteso divide inevitabilmente quella coppia così unita, condannando l'uno a un pesante lavoro solitario, l'altra a lasciare la strada per una fissa dimora in città. Ma quel figlio, peraltro graditissimo e accolto con immensa gioia da entrambi i genitori, non è un ragazzo qualunque, e nel corso degli anni si affermerà come uno dei più importanti scrittori americani contemporanei: l'autore di questo libro, Richard Ford.