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Manuale di storia della lingua tedesca
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Foschi Albert, Marina - Hepp, Marianne

Manuale di storia della lingua tedesca

Liguori Editore, 01/01/2003

Abstract: Il volume presenta un panorama diacronico della lingua tedesca, riassumendo tematiche che costituiscono di regola l'oggetto di studio di singole discipline specialistiche (filologia, storia, storia della letteratura, sociolinguistica). L'interesse per la storia linguistica, vivo in Germania a partire dagli anni settanta (tra i primi risultati, i volumi di Peter von Polenz, Geschichte der deutschen Sprache, 1970; Hans Eggers, Deutsche Sprachgeschichte, 1977; Stefan Sonderegger, Grundzüge deutscher Sprachge-schichte, 1979), è di recente rilevabile anche in Italia in ambito di didattica universitaria, date le nuove esigenze curricolari dettate dalla riforma. Il presente volume, struttu-rato come "manuale di studio" su modello della Deutsche Sprachgeschichte di Gerhart Wolff (1990), riassume i risultati delle recenti ricerche storico-linguistiche condotte sulla lingua tedesca, mirando a descrivere gli usi linguistici attuali con lo sguardo rivolto ai loro sviluppi e agli aspetti storico-culturali che li hanno determinati. Le sezioni argomentative sono accompagnate, in tutto il testo, da esempi testuali, documenti storici, tavole esplicative.

Viaggi nel regno dell'illogico. Letteratura e droga da De Quincey ai giorni nostri
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Ghelli, Francesco

Viaggi nel regno dell'illogico. Letteratura e droga da De Quincey ai giorni nostri

Liguori Editore, 01/01/2003

Abstract: Da De Quincey a Baudelaire, da Artaud a Huxley, fino a Michaux e Burroughs, la droga è un tema fondamentale per molti scrittori degli ultimi due secoli. Ai giorni nostri questa tradizione si confonde con il mito un po' usurato dell'artista trasgressivo, della rockstar che nella droga cerca l'ispirazione o l'oblio. In realtà, proprio nella tradizione letteraria si trovano alcune radici di quella complessa costruzione culturale che si nasconde dietro l'odierna idea di droga come di una sostanza estranea, minacciosa ma anche seducente. È un'idea così radicata da resistere a tutti gli approcci più "scientifici" o "oggettivi", tant'è che molti degli odierni discorsi sulla droga appaiono la riedizione sbiadita di quanto scrisse Baudelaire nei Paradisi artificiali. In letteratura l'e-sperienza della droga è stata l'occasione privilegiata per il rovesciamento della razionalità dominante, per l'emergere dell'inconscio, del "regno dell'illogico". Di questo universo letterario il saggio di Francesco Ghelli indaga a fondo tutto quanto va a costituirlo: la regressione infantile, l'esplorazione della follia, l'estasi mistica, la vertigine allucinatoria, la dilatazione del tempo e dello spazio, il delirio interpretativo, le metamorfosi grottesche. Dai sogni dei Romantici fino alle realtà virtuali del cyberpunk, la rappresentazione della droga ci permette di osservare le sottili trasformazioni dell'immaginario moderno e postmoderno.Ulisse e i Lotofagi: la droga fuori dall'OccidenteIn effetti, fa impressione come l'odierno discorso sulla droga sia una lunga variazione sul tema dei Paradisi artificiali, come in molti si ritrovino, loro malgrado, a ripetere ancora le argomentazioni di Baudelaire sulla droga asociale, nemica della volontà e del lavoro. Da Baudelaire la critica della droga è poca cosa, un misero surrogato, o è una tentazione irresistibile, capace di asservire chiunque dopo una sola esperienza? E ancora, il drogato è un miserabile, schiavo del bisogno, o è qualcuno che ha raggiunto la pace dei sensi, l'assoluta autarchia, sottraendosi come i Lotofagi di Ulisse a tutti i dolorosi imperativi della civiltà? Spesso proprio la critica ha costruito il paradiso artificiale, ha esaltato la beatitudine del drogato quasi per sottolineare il diabolico potere di seduzione della droga, la sua maligna minaccia. Come nel caso del diavolo, proprio gli esorcisti si sono rivelati talvolta i migliori apologeti del male…(p. 26-27)