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Photoshop CS5
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Edimatica

Photoshop CS5

Apogeo, 08/02/2012

Abstract: Un testo di riferimento completo e approfondito su Photoshop CS5, il software che non ha rivali nel campo del fotoritocco e nella gestione di fotografie digitali. Partendo dall'esplorazione dell'interfaccia si scopriranno gli strumenti per gestire il colore e ritoccare le immagini, compresi quelli più avanzati. Molta attenzione viene dedicata alle nuove funzioni e al potenziamento di quelle già esistenti nelle precedenti versioni, tra cui gli strumenti per la grafica 3D, il fuoco prospettico ottimizzato, le funzionalità dedicate al video e all'animazione.Scritto in un linguaggio chiaro che non lascia spazio ad ambiguità, questo libro, per favorire e semplificare l'apprendimento, guida il lettore affiancando all'esaustiva trattazione teorica numerosi esercizi pratici, e si rivela utile sia a chi si accosta per la prima volta a Photoshop, sia al professionista che ha la necessità di tenersi aggiornato sulle novità introdotte nella versione CS5.

Ad personam
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Travaglio, Marco

Ad personam

Chiarelettere, 31/12/2010

Abstract: Corrompere giudici e testimoni, falsificare bilanci, frodare il fisco. E non essere processati. Sedici anni di leggi prêt-à-porter (1994-2010) ad personam, ma anche ad personas, "ad aziendam", "ad mafiam" e "ad castam" per pochi potenti illustri. Dai decreti Conso e Biondi dopo Tangentopoli alla Bicamerale ("Il piano di rinascita democratica? Me lo stanno copiando con la bozza Boato", esultava Licio Gelli). Per continuare con le leggi sul falso in bilancio, le rogatorie, le intercettazioni, con le norme pro Sofri e Dell'Utri, pro Sismi e Telecom, e con i condoni fiscali ed edilizi, con l'indulto del centrosinistra, con i lodi Schifani e Alfano, gli illegittimi impedimenti e il processo breve che fulmina gli scandali Mills, Cirio, Parmalat, Fiorani, Unipol, Calciopoli e le truffe della clinica Santa Rita. Tutti salvi. Sedici anni per tornare a Tangentopoli e a Mafiopoli, cancellando Mani pulite e la Primavera di Palermo, e beatificando Craxi, corrotto e latitante.

La colata
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Sansa, Ferruccio - Garibaldi, Andrea - Massari, Antonio - Preve, Marco - Salvaggiulo, Giuseppe

La colata

Chiarelettere, 31/12/2010

Abstract: L'Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d'arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre. Il PARTITO DEL CEMENTO avanza e non lo ferma più nessuno. Dal nord al sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni. Così la ricchezza degli italiani vola via. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 si è mangiata quasi la metà del territorio ancora libero!). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all'anno (in Germania 11.000 all'anno). Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi "sociali" (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no. Gli autori di questo libro sono andati a vedere l'ITALIA COM'È e la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati: la SARDEGNA di nuovo in mano agli speculatori, le LANGHE trasformate in shopville, l'invasione di seconde case sulle ALPI (costruiscono persino sulla Marmolada!), il BRENTA violentato, gli affari della CHIESA nelle CITTÀ LIGURI, le grandi operazioni di Ligresti e dei soliti noti a MILANO, di Caltagirone e dei soliti noti a ROMA, la storia triste di BAGNOLI. Neanche SIENA e FIRENZE vengono risparmiate. E ritorna la febbre da stadi e autodromi, nuove occasioni per ulteriori speculazioni. Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo? Meno male che non tutti abbassano la testa. COMITATI DI CITTADINI si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare.

L'agenda nera
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Lo Bianco, Giuseppe - Rizza, Sandra

L'agenda nera

Chiarelettere, 31/12/2010

Abstract: "L'instabilità e la mancanza di credibilità istituzionale oggi è tale che potrebbe produrre tentazioni stragiste." Nico Gozzo, procuratore aggiunto a CaltanissettaLa verità su via D'Amelio è ancora lontana perché è stata insabbiata. Un falso pentito ha retto ben sei processi e due sentenze della Suprema corte. Perché? Com'è possibile che investigatori considerati pilastri dell'antimafia abbiano dato credito a un'assurdità così clamorosa? Lo Bianco e Rizza ce lo raccontano fotografando questi ultimi 18 anni di complici mistificazioni. L'Agenda nera si apre sul teatro della strage, ne ricostruisce i retroscena raccontandone, per la prima volta, le indagini, i processi, la fiera di dichiarazioni, ritrattazioni, arresti e minacce. E il ribaltone politico che ha portato alla nascita di Forza Italia. Fino alla nuova inchiesta di Caltanissetta che vede indagati alti ufficiali di polizia. In attesa degli esiti dell'indagine, una domanda che nasconde verità scomode si impone: agirono da soli? Dietro la falsa pista Scarantino, secondo i pm, potrebbe celarsi un progetto eversivo per nascondere i mandanti occulti della strage. La verità la chiedono i familiari e i cittadini che in Borsellino hanno visto il simbolo più alto delle istituzioni. Quelle stesse che probabilmente lo hanno tradito. Chiude il libro un'intervista al procuratore aggiunto di Caltanissetta Nico Gozzo.

L'agenda rossa di Paolo Borsellino. Gli ultimi 56 giorni nel racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti
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Lo Bianco, Giuseppe - Rizza, Sandra

L'agenda rossa di Paolo Borsellino. Gli ultimi 56 giorni nel racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti

Chiarelettere, 16/10/2010

Abstract: "Questo non è soltanto un libro su un'agenda scomparsa. Questo è soprattutto un libro su una storia scomparsa: la storia degli ultimi giorni di Paolo Borsellino."Marco TravaglioChi incontrava Paolo Borsellino subito dopo la strage di Capaci?Chi intralciava il suo lavoro in procura?Perché pochi giorni prima di morire disse: "Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri"?Molto è stato detto per celebrare la figura eroica di Paolo Borsellino. Molto poco invece si sa degli ultimi 56 giorni della sua vita, dalla strage di Capaci all'esplosione di via D'Amelio, quando qualcuno decide la sua condanna a morte. Lo Bianco e Rizza ricostruiscono quei giorni drammatici con l'aiuto delle carte giudiziarie, le testimonianze di pentiti ed ex colleghi magistrati, le confidenze di amici e familiari. E ci restituiscono le pagine dell'agenda scomparsa nell'inferno di via D'Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti. Qualcuno si affrettò a requisirla: troppo scottante ciò che il magistrato aveva annotato nella sua corsa contro il tempo, giorno dopo giorno. Chi incontrava? Chi intralciava il suo lavoro in Procura? Quali verità andava scoprendo? E perché, lasciato solo negli ultimi giorni della sua vita, disse: "Ho capito tutto... mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia... Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri"?

Profondo nero
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Lo Bianco, Giuseppe - Rizza, Sandra

Profondo nero

Chiarelettere, 31/12/2010

Abstract: Eccolo il mistero italiano. Il giornalista De Mauro e lo scrittore Pasolini avevano in mano le informazioni giuste per raccontare la verità sul volto oscuro del potere in Italia, con nomi e cognomi. Erano gli anni Settanta. Il primo stava preparando la sceneggiatura del film di Francesco Rosi sulla morte di Enrico Mattei, il presidente dell'Eni che osò sfidare le compagnie petrolifere internazionali. Il secondo stava scrivendo il romanzo Petrolio, una denuncia contro la destra economica e la strategia della tensione, di cui il poeta parlò anche in un famoso articolo sul "Corriere della Sera". De Mauro e Pasolini furono entrambi ammazzati. Entrambi avrebbero denunciato una verità che nessuno voleva venisse a galla: e cioè che con l'uccisione di Mattei prende il via un'altra storia d'Italia, un intreccio perverso e di fatto eversivo che si trascina fino ai nostri giorni. Sullo sfondo si staglia il ruolo di Eugenio Cefis, ex partigiano legato a Fanfani, ritenuto dai servizi segreti il vero fondatore della P2. Il "sistema Cefis" (controllo dell'informazione, corruzione dei partiti, rapporti con i servizi segreti, primato del potere economico su quello politico) mette a nudo la continuità eversiva di una classe dirigente profondamente antidemocratica, così come aveva capito e cercato di raccontare Pasolini in Petrolio, romanzo politico che invece fu letto solo in chiave letteraria. Le carte dell'inchiesta del pm Vincenzo Calia, gli atti del processo De Mauro in corso a Palermo, nuove testimonianze (tra cui l'intervista inedita a Pino Pelosi, che per la prima volta fa i nomi dei suoi complici) e un'approfondita ricerca documentale hanno permesso agli autori di mettere insieme i tasselli di questo puzzle occulto che attraversa la storia italiana fino alla Seconda Repubblica. Rimane una domanda: dov'è finito l'Appunto 21 di Petrolio misteriosamente scomparso?

Metastasi. Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito
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Nuzzi, Gianluigi - Antonelli, Claudio

Metastasi. Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito

Chiarelettere, 31/12/2010

Abstract: La Pianura padana come l'Aspromonte. Ormai le 'ndrine controllano il Nord e fanno affari con chiunque. Il nuovo libro dell'autore di VATICANO SPA offre una prospettiva inedita per capire un fenomeno ormai "vecchio". Di trent'anni. Solo che tutti hanno fatto finta di niente. Un esercito di 1500 persone che controlla dagli anni Settanta non solo il traffico di armi e di cocaina ma anche un'importante quota della liquidità lombarda; sì. quella dei salotti buoni, dei politici, dei cavalieri del lavoro, delle camere di commercio, delle amministrazioni locali. Trent'anni di mazzette ( e se necessario di omicidi) per ottenere licenze edilizie e controllare una buona parte degli immobili commerciali del Nord Italia (Varese, Lecco, Milano, Como), avendo un dominio ferreo del territorio anche grazie alla continua e capillare attività di estorsione. Adesso la testimonianza di un pentito qui raccolta permette di capire perché tutto ciò è stato possibile e di avere a disposizione verità e retroscena a volte incredibili. Il boss che si intrattiene con il futuro ministro, il traffico d'armi con le Br, il commercio di uranio, l'incontro con Andreotti, il patto tra 'ndrangheta e cinesi, il caso di un industriale delle armi rapito, poi liberato, ed eletto in Parlamento per fare gli interessi della 'ndrangheta. Persino il caso di un famoso stilista ammazzato ma che forse ammazzato non è. Anche qui c'entra la 'ndrangheta, gli amici di Coco Trovato trovano la soluzione per ogni problema. Soprattutto per riciclare denaro sporco e fagocitare le attività produttive più redditizie. Tutto fatto secondo rituali e regole che arrivano da lontano e che si appoggiano su codici famigliari e amicali che vanno rispettati. Sempre. Se no la punizione arriva, puntuale, anche a distanza di anni. E fa paura: la paura del nostro testimone che qui fa tutti i nomi e i cognomi delle storie che racconta, la paura di chi ha sfidato un codice d'onore e adesso è solo.

La paura dei barbari
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Todorov, Tzvetan

La paura dei barbari

Garzanti, 31/12/2010

Abstract: In un mondo dagli equilibri stravolti e diviso non più tra Oriente e Occidente o tra Nord e Sud, ma tra paesi dominati dal risentimento e paesi dominati dalla paura, è necessario riprendere in mano la riflessione sulla possibile convivenza con il diverso: l'altro, che provenendo da una cultura differente finiamo per classificare semplicemente come "barbaro". L'Europa, in particolare, oggi preda della paura nei confronti dell'islam, rischia di reagire in modo violento, provocando un duplice paradosso: da una parte "la paura dei barbari rischia di trasformare noi stessi in barbari"; dall'altra "rende il nostro avversario più forte e noi più deboli". Attraverso una riflessione che ripercorre la storia della cultura europea, Tzvetan Todorov chiarisce le nozioni di barbarie e civiltà, di cultura e d'identità collettiva, per interpretare i conflitti che oppongono oggi i paesi occidentali e il resto del mondo. Una lezione magistrale di storia e di politica, una vera e propria cassetta degli attrezzi per decifrare la reale posta in gioco del nostro tempo.

Come abbattere un regime
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Sharp, Gene

Come abbattere un regime

Chiarelettere, 26/05/2011

Abstract: "A vederlo in foto non pare un tipo pericoloso, ma le sue idee potrebbero rivelarsi fatali per i dittatori di tutto il mondo."The New York TimesQuesto testo è diffuso come un vangelo della ribellione. Ha aiutato movimenti che hanno abbattuto regimi: Milosevic nel 2000 e oggi Ben Ali e Mubarak. Tutto attraverso nonviolenza e informazione. Sharp descrive le fonti di legittimità del potere (non solo gli eserciti, interessanti sono le fonti intangibili, cioè psicologiche, che portano ad accettare l'oppressione); denuncia l'inefficacia di negoziati e compromessi e la finzione di una democrazia conquistata attraverso l'intervento dall'estero. La vera ribellione nasce dall'interno. Richiede consapevolezza collettiva, non collaborazione, pubblica resistenza. In questo manuale ci sono i metodi per costruirla.

Quando parla Gaber. Pensieri e provocazioni per l'Italia di oggi
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Harari, Guido

Quando parla Gaber. Pensieri e provocazioni per l'Italia di oggi

Chiarelettere, 26/05/2011

Abstract: Leggilo. Gaber graffia ancora. Al pari delle sue canzoni, anche le sue battute, le sue domande urticanti fotografano l'Italia di ieri e anticipano quella di oggi: la politica, lo Stato, la Chiesa, la famiglia, il dilemma della coppia, il sesso, la televisione, il mercato, l'omologazione culturale, la stupidità dilagante, il berlusconismo che è in noi. Dopo l'autobiografia GABER. L'ILLOGICA UTOPIA, Guido Harari propone qui una selezione di pensieri e provocazioni, affilati come bisturi, di una delle maggiori coscienze civili che questo paese abbia avuto.

La madre che vorrei
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Lichtenstein, Olivia

La madre che vorrei

Garzanti, 31/12/2010

Abstract: Seduta al capezzale della madre, Ros osserva il suo viso addormentato. A settant'anni, Lillian è ancora stupenda, i riccioli rossi appena offuscati dal grigio dell'età. Svegliata dalla carezza della figlia, cerca a fatica di parlare. C'è una cosa importante che le vuole dire, qualcosa che non può aspettare. Ma Ros non l'ascolta, presa dai suoi mille impegni. Le condizioni di sua madre non sono critiche, in fondo potranno sempre parlare domani. C'è tutto il tempo del mondo. Ma nella notte Lillian si è aggravata e le sue ultime parole nessuno le ha sentite. Oggi, un anno dopo, quel ricordo ritorna continuamente nella mente di Ros, come uno schiaffo. A quarantacinque anni è sola, il suo matrimonio è finito, i suoi due gemelli sono partiti per un lungo viaggio e sua madre ha lasciato dietro di sé un vuoto incolmabile. A niente servono i nuovi tagli di capelli, gli audaci tatuaggi alla caviglia, le tisane calmanti e le sedute di yoga. Il vuoto e il senso di colpa le attanagliano lo stomaco. Perché Lillian voleva confidarle qualcosa di molto importante prima di morire e lei non l'ha ascoltata. Ed è proprio per cercare di rimediare al proprio errore che stanotte Ros è salita in soffitta. Una pallida luce lunare filtra attraverso il lucernario, illuminando la vecchia valigia. Ros la guarda come se fosse la prima volta che la vede, come se non avesse sempre saputo che si trovava lì. Ma finalmente ha trovato il coraggio di aprirla. Dentro, seminascosto tra vecchie lettere e fotografie, si trova un quaderno rilegato in pelle azzurra. È il diario di Lillian, una donna bellissima e particolare, con una personalità affascinante, ma anche imprevedibile e spesso gelida, che sembrava nascondere molti misteri dietro uno sguardo altero e impenetrabile. Grazie alle pagine ingiallite e polverose Ros può finalmente riprendere il discorso così dolorosamente interrotto e scoprire il terribile segreto che, come un muro invisibile, l'ha sempre separata dalla madre. La madre che vorrei è un romanzo toccante e acuto che con grande sensibilità indaga l'amore conflittuale fra madre e figlia, un amore che spesso alterna momenti di profondo affetto e ricerca di approvazione a momenti di irritazione e fuga. Ma, comunque, l'amore più importante della nostra vita. Un libro per ogni figlia che crede di conoscere sua madre fino in fondo.

Discorso sulla servitù volontaria
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La Boëtie, Étienne de

Discorso sulla servitù volontaria

Chiarelettere, 09/06/2011

Abstract: "Vedendo questa gente che striscia ai piedi del tiranno talvolta ho pietà della loro stupidità. Non basta che obbediscano, devono compiacerlo, devono ammazzarsi per i suoi affari." Étienne de La Boétie In appendice il Saggio sull'arte di strisciare a uso dei cortigiani di Paul H.D. d'Holbach

Non è mia figlia
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Hannah, Sophie

Non è mia figlia

Garzanti, 31/12/2010

Abstract: "Ipnotico e inquietante. Dopo averlo finito, è impossibile smettere di pensarci."The GuardianAlice Fancourt è stata lontana solo due ore, eppure non vede l'ora di riabbracciare la sua bambina, Florence, di due settimane. Ma qualcosa non va: la porta di casa è aperta, le stanze avvolte dal silenzio. Alice corre in camera della piccola e con orrore si rende conto che la bambina che dorme nella culla non è sua figlia. Ma dov'è Florence? E come è possibile che David, il marito di Alice, non si sia accorto di nulla? È l'inizio di un incubo. Perché nessuno le crede. Né David né la suocera Vivienne. E mentre David diventa sempre più aggressivo e minaccioso, ad Alice non resta altra scelta che rivolgersi alla polizia. A occuparsi del caso sono la sergente Charlie Zailer e il detective Simon Waterhouse, ma ogni minuto può essere fatale e il tempo scorre... finché Alice e la neonata improvvisamente spariscono. Nel nulla.

Lezioni di ballo
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Dillon, Lucy

Lezioni di ballo

Garzanti, 31/12/2010

Abstract: Longhampton, Inghilterra. Tutto è pronto per la prima lezione. Angelica Henders, ex campionessa di ballo e ora maestra di danza, è al centro della pista: indossa le scarpe rosse che l'hanno seguita nei successi della sua carriera, dalla quale ha deciso di scappare per fuggire qui dove tutto è cominciato. Intorno a lei, gli allievi, alla ricerca del ritmo che possa cambiare la loro esistenza. È tempo di affrontare la danza, ma soprattutto di capire, attraverso la magica alchimia del ballo, lezioni sulla vita, sull'amore, sull'amicizia. Per tutti loro Angelica conosce i passi giusti: se cercano fiducia c'è il rock and roll; per la passione un tango; per un nuovo amore, il foxtrot. Ma Angelica ha perso il passo giusto per la sua vita. Potrà ritrovarlo solo se affronterà quella pista da ballo che conduce verso un passato troppe volte ignorato.

La mamma del sole
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Vitali, Andrea

La mamma del sole

Garzanti, 31/12/2010

Abstract: "Come riesca Vitali a ricavare da un paesello sul lago di Como tante storie e tanti personaggi, è un mistero glorioso che possiamo solo celebrare."Mariarosa Mancuso, "Il Foglio""Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.""Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo."Antonio D'Orrico, "La lettura – Corriere della Sera""Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Bruno Quaranta, "Tuttolibri""La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca."Fulvio Panzeri, "Avvenire"La motonave Nibbio, vecchia gloria della Navigazione Lariana, sta effettuando il suo ultimo viaggio. A Bellano sbarca un'anziana donna: sta cercando il vecchio parroco, don Carlo Gheratti. Attraversa a fatica il paese arso dalla canicola estiva, prima di scomparire nel nulla. Quando arriva la notizia che manca una delle ospiti del Pio Ospizio San Generoso di Gravedona, sulle due rive del lago i carabinieri iniziano a indagare.Un secondo enigma segna l'estate del 1933. Dietro pressante richiesta del Partito e della Prefettura, i carabinieri devono raccogliere informazioni su una "celebre" concittadina, Velia Berilli, madre di quattordici figli, tra legittimi e illegittimi. Perché mai Velia Berilli è diventata così importante?Due misteri, insomma, cui si aggiunge un altro problema: in caserma si è rotto il vetro del bagno, e aggiustarlo non sarà semplice.Ancora una volta, le pagine di Vitali si animano di una piccola folla di protagonisti e comprimari: dall'equipaggio della Nibbio alle autorità locali, e poi don Gheratti, il sacrestano Bigé e la perpetua Scudiscia. Non possono mancare i carabinieri della locale stazione, vere star dei suoi romanzi: il maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, l'appuntato Misfatti, il brigadiere Mannu e il carabiniere Milagra, che segue giorno dopo giorno, con indomita passione, i gloriosi trasvolatori della Seconda Crociera Atlantica.Con La mamma del sole, Andrea Vitali ha inventato un'altra storia in grado di divertire – con una serie di scene irresistibili – e al tempo stesso di commuovere. Crea personaggi letterari in carne e ossa e narra le loro avventure con uno stile insieme realistico e fantasioso, che rivela in superficie e scava in profondità. Così, raccontando piccole storie di paese, Vitali racconta la Storia dell'Italia più vera: quella che già avverte le trasformazioni della modernità e tuttavia continua a mantenere le sue radici nei riti e nei ritmi del passato.

La modista
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Vitali, Andrea

La modista

Garzanti, 31/12/2010

Abstract: "Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi."La Lettura - Corriere della Sera - Antonio D'Orrico"Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Tuttolibri - Bruno QuarantaNella notte hanno tentato un furto in comune, ma la guardia Firmato Bicicli non ha visto nulla. Invece, quando al gruppetto dei curiosi accorsi davanti al municipio s'avvicina Anna Montani, il maresciallo Accadi la vede, eccome: un vestito di cotonina leggera e lì sotto pienezze e avvallamenti da far venire l'acquolina in bocca. Da quel giorno Bicicli avrà un solo pensiero: acciuffare i ladri che l'hanno messo in ridicolo e che continuano a colpire indisturbati. Anche il maresciallo Accadi, da poco comandante della locale stazione dei carabinieri, da quel momento ha un'idea fissa. Ma intorno alla bella modista e al suo segreto ronzano altri mosconi: per primo Romeo Gargassa, che ha fatto i soldi con il mercato nero durante la guerra e ora continua i suoi loschi traffici; e anche il giovane Eugenio Pochezza, erede della benestante signora Eutrice nonché corrispondente locale della "Provincia".Il nuovo romanzo di Andrea Vitali è centrato su una protagonista femminile vitale, ambiziosa e sensuale, un po' furba e un po' ingenua. Intorno al suo frequentatissimo atelier, tra cognac doppi e partite a scala quaranta, si muove e si agita tutto il paese: dal sindaco Balbiani con il segretario comunale Bianchi, giù giù fino al trio di giovinastri composto dal Fès, dal Ciliegia e dal Picchio, passando per l'appuntato Marinara, che deve rimediare alle distrazioni del superiore, e poi le misteriose titolari della farmacia Gerbera e Austera Petracchi, la cuoca di casa Pochezza e sua figlia Ersilia, lo spazzino Oreste e il messo Milico.Nei suoi romanzi – divertenti, intelligenti, godibilissimi – Andrea Vitali ha reinventato magistralmente la commedia all'italiana: riesce così a restituire l'immagine più vera e profonda del nostro paese, in un'incessante girandola di caratteri e di sorprese.

Dopo lunga e penosa malattia
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Vitali, Andrea

Dopo lunga e penosa malattia

Garzanti, 31/12/2010

Abstract: "Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Tuttolibri - Bruno Quaranta"Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi."La Lettura - Corriere della Sera - Antonio D'OrricoÈ la notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato per un'urgenza, il paziente lo conosce bene. Attraversa sotto una pioggia micronizzata i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Può solo constatarne la morte per infarto. Ma c'è qualcosa che non lo convince, e nelle ore successive arrivano altri indizi e i sospetti crescono.Il dottore non può fare a meno di indagare: vuole sapere se il suo vecchio amico è davvero morto per cause naturali. Per farlo, dovrà conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Galimberti. E scoprire che la verità si trova forse sull'altra sponda del lago di Como.Dopo lunga e penosa malattia è l'unico giallo scritto da Andrea Vitali. E forse non è un caso che abbia come protagonista un medico sensibile e acuto. L'indagine è concentrata in una settimana, tra le esitazioni dell'improvvisato detective e il moltiplicarsi di tracce e confidenze, fino al colpo di scena finale.Ancora una volta, Andrea Vitali è maestro nel catturare la realtà e le sue mille sfumature con pennellate precise e leggere. Conquista con l'incalzante ritmo narrativo e il sapiente montaggio di luoghi, tempi e personaggi. Diverte con situazioni e dialoghi che ci regalano l'immediatezza e l'assurdità della vita. E alla fine ci fa innamorare di quel suo mondo così ricco, vivo e inconfondibile.

Almeno il cappello
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Vitali, Andrea

Almeno il cappello

Garzanti, 31/12/2010

Abstract: "Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi."La lettura – Corriere della Sera - Antonio D'Orrico"Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Tuttolibri - Bruno QuarantaAd accogliere i viaggiatori che d'estate sbarcano sul molo di Bellano dal traghetto Savoia c'è solo la scalcagnata fanfara guidata dal maestro Zaccaria Vergottini, prima cornetta e direttore. Un organico di otto elementi che fa sfigurare l'intero paese, anche se nel gruppetto svetta il virtuoso del bombardino, Lindo Nasazzi, fresco vedovo alle prese con la giovane e robusta seconda moglie Noemi. Per dare alla città un Corpo Musicale degno di questo nome ci vuole un uomo di polso, un visionario che sappia però districarsi nelle trame e nelle inerzie della politica e della burocrazia, che riesca a mettere d'accordo il podestà Parpaiola, il segretario comunale Fainetti, il segretario della locale sezione del Partito Bongioanni, il parroco e tutti i notabili della zona. Un insieme di imprevedibili circostanze – assai fortunato per alcuni, e invece piuttosto sfortunato per altri – può forse portare verso Bellano il ragionier Onorato Geminazzi, che vive sull'altra sponda del lago, a Menaggio, con la consorte Estenuata e la numerosa prole. Almeno il cappello racconta la gloriosa avventura del Corpo Musicale Bellanese, le mille difficoltà dell'impresa e la determinazione di chi volle farsene artefice. A ritmo di valzer e mazurca, con il contorno di marcette e inni, Andrea Vitali s'inventa un'altra storia tutta italiana, fatta di furbizie e sogni, ripicche e generosità, pettegolezzi e amori. E la scrive con la passione per l'intrigo, il brio e il buonumore, la verità e la semplicità che servono per farci capire la ricchezza e gli imprevisti che punteggiano tutte le nostre vite.

La politica delle mani pulite
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Pertini, Sandro

La politica delle mani pulite

Chiarelettere, 26/01/2012

Abstract: Amici miei, io non resto un minuto di più su questa sedia se la mia coscienza si ribella. Non accetterò mai di diventare il complice di coloro che stanno affossando la democrazia e la giustizia in una valanga di corruzione. Sandro Pertini

Toglietevelo dalla testa
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Staglianò, Riccardo

Toglietevelo dalla testa

Chiarelettere, 26/01/2012

Abstract: La domanda è: il nostro compagno più inseparabile (il cellulare) ci sta forse tradendo? Prove ce ne sono, e parecchie (nel 2011 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito il telefonino tra i possibili cancerogeni). I manuali di istruzione dicono di tenerli da 1,5 a 2,5 centimetri dall'orecchio (perché? E soprattutto: chi lo fa davvero?). In molti paesi precise disposizioni sanitarie raccomandano di non farli usare ai bambini, di non lasciarli sotto il cuscino di notte (come fanno molti adolescenti in attesa del fatidico sms prima di dormire). Una sentenza del Tribunale di Brescia ha stabilito un risarcimento a carico dell'Inail per un ex manager colpito da un tumore alla testa causato dall'uso eccessivo del cellulare. Questo libro racconta tutto quello che c'è da sapere sul possibile legame causale cellulari-cancro e lo fa con straordinaria capacità di divulgazione, senza tecnicismi. Tutto squadernato con la passione del reportage narrativo. TOGLIETEVELO DALLA TESTA è un viaggio a caccia di storie, fatti e testimonianze, dall'Italia a New York, Seattle, San Francisco, Sydney, Stoccolma, sulle tracce dell'ultima ricerca, incontrando le prime vittime che lottano contro il silenzio dei media, raccontando l'eterno braccio di ferro con le multinazionali impegnate a difendere il più grande business del nuovo millennio. Decine di centri studi, all'insaputa dei cittadini, raccolgono montagne di fondi dalle aziende per promuovere campagne che abbassino la soglia di attenzione sui rischi per la salute. È successo con le sigarette, con l'amianto, oggi il candidato più quotato pare proprio il cellulare. L'industria continua a sostenere che non ci sono prove conclusive: e se dovessero arrivare? Meglio difendersi prima. Il libro si apre con un Decalogo per l'uso sicuro del telefonino, pericoli e rischi li conoscerete solo leggendo.