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Feltrinelli Editore, 17/10/2010
Abstract: Magliette appallottolate, calzini sparsi dappertutto, letto sfatto, resti di cibo pietrificati sul tavolo, luce fioca, ragnatele agli angoli del soffitto, Jonathan Coe ci ha abituati alla contemplazione nitida e cruda di questi scorci, di queste squarci di vita incompiuta per studenti universitari. Si direbbe che per lui il momento in cui si decide il destino di un individuo non sono i primi tre o dieci anni, come suggerisce la psicoanalisi, ma quella sconfinata adolescenza e quel perpetuo fuoricorso che cominciano subito dopo aver lasciato il liceo e la famiglia; quel vegetare nel calore debole ma protettivo di un'università di provincia seguendo la trafila delle sessioni, degli esami, della laurea, di una tesi di dottorato sempre da scrivere e mai scritta. Il protagonista di questa storia si chiama Robin. Si è laureato a Cambridge ma da oltre quattro anni sta preparando il dottorato a Coventry, cittadina rasa al suolo due volte, prima delle bombe tedesche poi dall'ultra liberismo della signora Thatcher che, in queste giornate del 1986, sta dando manforte al suo amico Reagan nel bombardare la Libia. Un clima di imminente catastrofe planetaria riverbera nella vita di Robin, nel male oscuro che lo abita e che lui abita: allude a quella misteriosa tesi di dottorato di cui nessuno ha visto un rigo e ulcera il ricordo di un amore lontano e mai dichiarato che tortura come in primo giorno. In questo secondo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1987, Jonathan Coe tesse i primi fili di quell'immensa tela che sarà La famiglia Wishaw..
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Lezioni di storia della filosofia morale
Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: A partire dalla fine degli anni settanta, John Rawlstenne a Harvard un corso di filosofia morale, confluito in una serie di dispenseripetutamente rimaneggiate negli anni. Il libro, curato da Barbara Herman, suaex allieva e oggi stimata studiosa, e ultimato prima della morte di Rawls chepoté verificarne la versione definitiva, corrisponde alla loro ultima stesura.Queste lezioni sono la prova di come la storia della filosofia possa interagirefelicemente con le questioni odierne, senza tradirne lo spirito. John Rawlsriteneva infatti che in filosofia non si potesse parlare di progressivosuperamento delle teorie del passato, così come se ne parla in fisica o inbiologia. Le teorie del passato sono per lui forme compiute di risposta aquestioni reali che vanno lette nel loro contesto ma che possono dialogarepositivamente con il presente ed essere fonte di ispirazione per la soluzionedei nostri problemi. Rawls non piegava Kant, Leibniz, Hegel alla sua idea digiustizia, ma si sforzava di restituirne il pensiero nella sua integrità.."Questi testi," diceva, "hanno molto da insegnarci. Io ho sempre dato perscontato che studiamo gli autori che giudichiamo più intelligenti di noi. Senon lo fossero, perché mai dovrei sprecare il mio tempo e quello dei mieistudenti?" Le venti lezioni delineano quattro categorie di ragionamentomorale: perfezionismo, utilitarismo, intuizionismo e costruttivismo kantiano,svolgendo la trama concettuale che da Leibniz e Hume arriva a Kant e Hegel.Offrono al lettore una introduzione a chiavi alla storia della filosofia modernae al filosofo politico l'opportunità di scoprire le fonti storiche delpensiero di uno dei più grandi filosofi del Novecento.Lezionidi storia della filosofia morale è un grande evento, perché esse cirestituiscono l'idea di Rawls dell'etica moderna come impresa unitaria e lasua capacità di comprenderne i temi e problemi di fondo, elementi che hannoispirato il suo pensiero politico."Charles Larmore.
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Feltrinelli Editore, 21/10/2010
Abstract: "Chi si avvicina a Stevenson sa, e se non lo sa se ne accorge presto, che è stato un grande scrittore, uno degli stilisti più versatili della letteratura inglese, certo non uno scrittore 'per ragazzi'; ma subito se ne dimentica affidandosi alla corrente dell'avventura, al suono, al ritmo, agli odori della vita aperta. Si sa che per gli scrittori la letteratura è una parte decisiva dello stare al mondo; meno ovvio il fatto che, quando sono veri scrittori, preservino una zona della propria persona completamente sgombra d'idee e preoccupazioni letterarie. In fondo gli scrittori se ne fregano della letteratura, altrimenti non potrebbero farla. Stevenson è un raro esempio di autore che, nel corpo e nella mente dei suoi colleghi, va a occupare un territorio indefinito e mutevole, completamente dentro e completamente fuori della letteratura. Stevenson è uno scrittore che giustifica insieme vita e letteratura, perché sa che sono due cose incommensurabili, ciascuna a suo modo necessaria e inutile, ciascuna a suo modo orribile e bella. Nelle sue pagine questa consapevolezza è presente sempre, e si scioglie e si dimentica nella grazia della persona fatta voce." Domenico Scarpa.
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Feltrinelli Editore, 18/11/2012
Abstract: Nella vita di Doris Lessing i gatti hanno sempre avuto un ruolo molto importante. Ci ha sempre convissuto, ha imparato presto a conoscerli. Il primo gatto risale ai tempi della Persia, quando aveva tre anni. Poi da bambina, in Sudafrica, dove ne era letteralmente circondata: i selvatici, che andavano tenuti lontani da quelli di casa, e i domestici, che a loro volta subivano il richiamo del bush. Da allora una lunga confidenza ha unito la scrittrice ai felini, in un rapportarsi sempre intenso, felice in certi casi, drammatico in altri. A Londra ha avuto animali più cittadini, ormai adeguatisi alla vita umana e abituati a relazionarsi con i padroni. E qui i sentimenti si fanno ancora più profondi e complessi. In particolare con i due con cui vive, uno grigio e l'altro nero, dalle psicologie così diverse tra loro. Di molti dei gatti conosciuti Lessing descrive carattere, temperamento, gusti e, con la stessa lucidità con cui ha analizzato se stessa e la società umana nei suoi libri, qui ha saputo guardare al mondo felino, alle qualità che lo fanno insieme simile e dissimile al nostro. In un libro che svela l'autentico, complicato, particolare, in fin dei conti impenetrabile per noi, linguaggio dei gatti. .
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Guida alla separazione e al divorzio
Vallardi, 10/11/2010
Abstract: La rottura della propria famiglia è un evento doloroso verso il quale conviene tutelarsi preventivamente con scelte giuste fin dal momento della creazione del nucleo familiare. Oggi anche le persone comuni desiderano scegliere consapevolmente la forma della famiglia (matrimonio o convivenza?) e il regime patrimoniale (separazione o comunione dei beni?). E, in caso di crisi, vogliono essere informate su: affidamento condiviso dei figli, mantenimento, casa familiare, mutuo da pagare, spese straordinarie, conti correnti, fideiusssioni... E ancora: separazione consensuale o giudiziale? Divorzio o annullamento? Per separarsi è obbligatorio un avvocato? Quanto costa? Temi d'attualità e aggiornamenti alle sentenze più recenti: crisi tra conviventi, fecondazione assistita, disconoscimento dei figli, omosessualità, transessualismo, stalking, mediazione familiare... Guida alla separazione e al divorzio è un punto di riferimento non solo per i protagonisti della crisi familiare, ma anche per avvocati, mediatori familiari, consulenti tecnici, psicologi, assistenti sociali. Una guida che nasce dall'esperienza e dal successo straordinario del blog avvocati dal volto umano ? La formazione della coppia ? La crisi della coppia ? Il divorzio ? La nullità del matrimonio ? I problemi dopo l'intervento del giudice ? Disinteresse, persecuzione e violenza in famiglia ? Le figure professionali nella crisi familiare ? Gli strumenti dell'era digitale ? Glossario ? Indice analitico
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Le avventure di Huckleberry Finn
Feltrinelli Editore, 11/03/2011
Abstract: "La storia di Huck e della sua fuga in zattera lungo il Mississippi con il negro Jim, fino al ricongiungimento col compagno di scorrerie Tom Sawyer negli ultimi capitoli di un libro che nacque come proseguimento del precedente Le avventure di Tom Sawyer era tra le preferite di Ernest Hemingway, che citava sempre Mark Twain tra i suoi autori fondamentali: e non a caso, naturalmente, visto che fin dai suoi esordi anche l'autore di Fiesta lavorò molto duramente per riuscire a ricreare sulla pagina la lingua della strada, cosa per cui venne assai criticato. Molti, tra cui Joyce Carol Oates, considerano Le avventure di Huckleberry Finn "Il Grande Romanzo Americano". Altri, come Thomas Stearns Eliot, lo considerano l'unico vero capolavoro di Mark Twain. Di sicuro Le avventure di Huckleberry Finn è un romanzo-mondo, scritto superbamente, e divertentissimo. Huck Finn, in quanto ribelle adolescente refrattario a qualsiasi forma di autorità e di imposizione, sta all'origine di Holden Caulfield e di tutti i ribelli adolescenti della letteratura nordamericana. E il fiume Mississippi, che Twain conobbe a fondo in gioventù per averci lavorato come pilota su un battello, è al tempo stesso uno dei protagonisti principali del libro e una metafora. Ma la storia di Huck Finn e del suo lungo viaggio, al termine del quale l'ormai ex ragazzino verrà a sapere della morte del padre e però subito progetterà di ripartire con i suoi compagni d'avventura (questa volta per i Territori Indiani) è anche una grande satira sulla democrazia americana e sugli americani, in genere timorati di Dio ma sempre felici di impiccare un negro (e quando si parla di leggi razziali bisognerebbe ricordarsi ogni volta di aggiungere che gli Stati Uniti d'America hanno mantenuto le loro fino alla seconda metà del Novecento)."(dall'Introduzione di Giuseppe Culicchia)
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Casa Editrice Nord, 31/12/2010
Abstract: "Tutti dovrebbero leggere il nuovo capolavoro di Frank Schätzing: Il futuro è già iniziato?"Frankfurter Allgemeine Zeitung"Un'immaginazione incredibile, una straordinaria capacità di raccontare, anni di ricerche e una chiarezza cristallina nello spiegare gli elementi scientifici più audaci. Uno scrittore straordinario. Un romanzo indimenticabile."Süddeutsche Zeitung"La massima espressione dello stile cinematografico applicato alla narrativa."Die WeltOrley Space Station (OSS), 2 agosto 2024. Vic Thorn ha pochi secondi di vita. Stava riparando lo Shuttle che doveva portarlo sulla Luna, quando un braccio meccanico lo ha colpito, scagliandolo nel vuoto. Mentre fluttua verso il buio della morte, Vic comprende che il suo segreto si perderà con lui nello spazio infinito. È stato un incidente, un tragico incidente. Ma cambierà tutto... Isla de las Estrellas, oceano Pacifico, 19 maggio 2025. Il miliardario Julian Orley è un uomo che realizza sogni. È sua l'OSS, una grandiosa stazione spaziale. È suo l'ascensore che la collega alla Terra. Ed è suo il Gaia Hotel, il primo, lussuosissimo albergo costruito sulla Luna, in cui ospiterà alcune persone tra le più ricche e influenti del mondo, per offrire loro un'esperienza unica. Un viaggio che però non è soltanto una mossa propagandistica. Orley è infatti alla ricerca di finanziamenti per il suo progetto più ambizioso: estrarre e trasportare sulla Terra l'elio-3, una fonte di energia pulita e pressoché illimitata che si ricava dalla polvere lunare. Un'impresa rivoluzionaria, che muterebbe gli scenari economici e geopolitici mondiali. Un'impresa che, per qualcuno, deve fallire... Shanghai, Cina, 25 maggio 2025. Ormai da due giorni Chén Hóngb?ng non ha notizie di sua figlia Yoyo, una ragazza che non ha mai fatto mistero della sua attività di dissidente. Così si rivolge al detective Owen Jericho, chiedendogli d'indagare con la massima discrezione. Tuttavia quella che sembra una "semplice" scomparsa si rivela ben presto la prima tessera di un mosaico che si estende dall'Estremo Oriente agli Stati Uniti, dall'Europa fino al cuore segreto dell'Africa. Un mosaico che, se completato, rivelerebbe un piano che minaccia non solo il futuro della Terra, ma pure quello della Luna... Dopo averci portato nelle profondità degli abissi marini con Il quinto giorno, Frank Schätzing ci conduce là dove le nostre aspettative più audaci incontrano le nostre peggiori paure, in un'avventura senza limiti.
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Feltrinelli Editore, 11/03/2011
Abstract: Le nonne: due amiche, che hanno più confidenza tra loro che con irispettivi mariti, alla loro scomparsa iniziano una relazione ciascuna con ilfiglio adolescente dell'altra che si protrae per anni. Poi decidono che i duegiovani devono farsi una loro vita. I ragazzi si sposano, hanno dei figli ma ilrapporto privilegiato continua…Victoria e gli Staveney: una ragazzina di colore, orfana e povera, ha unabreve relazione con un ragazzo ricco, bianco, di famiglia liberale. All'insaputadel giovane, ha una figlia e quando la bambina ha sei anni, non potendo piùmantenerla, si mette in contatto con gli Staveney che, felici di accoglierla, sirivolgono a Victoria con un atteggiamento tanto affettuoso e "politicamentecorretto" da risultare esilarante e terribile al tempo stesso. La giovanemadre capisce che, per offrire a Victoria un futuro migliore, dovrà perderla.Ma ha forse delle alternative?Un figlio dell'amore: durante la Seconda guerra mondiale un soldato,dopo orribili settimane a bordo di una nave, sbarca a Cape Town per qualchegiorno di riposo. Qui ha un breve e appassionato incontro con una giovane delluogo. Per tutta la vita lo accompagnerà la convinzione di aver concepito unfiglio e di aver condotto un'esistenza sbagliata: non avrebbe dovuto rientrarein Inghilterra e farsi una famiglia ma restare o tornare in Sudafrica, a fiancodi quella donna incontrata casualmente..
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Vallardi, 11/11/2010
Abstract: "E adesso che mi ritrovo seduto sui gradini d'ingresso della Facoltà con la mia brava laurea, magari con tanto di 110 e lode, ma ormai fuori dall'università, che cosa faccio, dove vado, cosa c'è là fuori? Che fare?"Ogni anno circa 160.000 laureati si fanno la stessa domanda: Mi sono laureato! E adesso? non è un generico manuale, ma un testo destinato a guidare i giovani a "vendere" al meglio la propria candidatura.Le tappe fondamentali su cui si struttura il libro sono il curriculum (a cosa serve, come si scrive e quali informazioni mettere in evidenza per farsi notare ed essere convocati al successivo colloquio di selezione); i master e i tirocini formativi (quali sono le opportunità di alta formazione post laurea e come distinguere master, tirocini e stage "buoni" da quelli "cattivi"); il colloquio di selezione (come prepararsi per convincere l'intervistatore ad assumere proprio noi e quali domande fare per capire se il posto di lavoro che viene offerto è veramente quello che fa per noi).
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Ponte alle Grazie, 31/12/2010
Abstract: "Il funambolismo non è un'arte della morte, ma un'arte della vita – della vita vissuta al limite del possibile. Ogni volta che mette piede sul cavo, Philippe tiene in pugno quella vita e la vive in tutta la sua esilarante immediatezza, in tutta la sua gioia. Possa egli viverla fino a cent'anni". Paul Auster "Philippe Petit è un artista, e il suo teatro è il cielo". Robin Williams "È un libro bellissimo. Punto. Uno di quei libri che ti cambiano la vita. Lo leggi e non sei più lo stesso. Io l'ho letto diversi anni fa e mi ha colpito moltissimo. È proprio così: lo leggi e non puoi essere più lo stesso. L'equilibrio, come la libertà, non è definitivo, va conquistato e difeso tutti i giorni da quelli che ce lo vogliono fottere, che sono tanti". Vasco Rossi CON UNA PREFAZIONE DI PAUL AUSTER "Ecco un libro di consigli per quelli che, un giorno, oseranno l'impossibile: camminare dritti incontro al cielo e raggiungere le stelle. Esso mostra l'arte di colmare e illuminare il Vuoto, un vuoto tra due torri, due orli di precipizio, due pianeti, o lo spazio fra il cuore e lo spirito. Un filo collega ciò che sarebbe rimasto separato per sempre nella solitudine. [...] Ecco un libro sulla paura e la solitudine, un libro sul sogno e la poesia, sulle altezze crudeli e le nobili audacie, sull'equilibrio maestoso e l'immobilità d'un altro mondo, sulla caduta e la morte. Esso evoca un'estasi che sonnecchia nel profondo di ciascuno, uno stato interiore magnifico, come una luce nascosta. Ti rendo omaggio, Philippe, Uomo Fragile del Filo, Imperatore dell'Aria. Come Fitzcarraldo, sei tanto raro e prodigioso che più non si potrebbe: un Conquistador dell'Inutile. E m'inchino con rispetto profondo". Werner Herzog Philippe Petit è un funambolo di fama mondiale, che ha attraversato su un filo la distanza tra le guglie di Notre-Dame, tra le Torri gemelle del World Trade Center, tra altissimi picchi alpini e tra sponde di pericolose cascate. In questo libro Petit ha raccolto l'essenza del funambolismo, un'arte sottile, effimera e ineffabile come l'arte di vivere: l'uomo che sa camminare sulla corda, cammina anche sulla corda metaforica tesa sulle difficoltà quotidiane della vita. Per questo il Trattato di funambolismo è risultato fatalmente un libro sulla vita, poetico e filosofico, ed è subito diventato un caso letterario che ha affascinato artisti e intellettuali di tutto il mondo.
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Una donna di umili origini che vive in campagna, partorisce in ospedale una bambina, ma dopo qualche giorno le dicono che la figlia è morta in seguito a una febbre violenta. Lei non si rassegna, si convince che la piccola sia ancora viva, e decide di agire. Con l'aiuto di un avvocato scopre che nell'ospedale dove era stata ricoverata ci sono troppe morti sospette e trova una donna pronta a testimoniare di aver sentito i medici parlare chiaramente di un rapimento: il sospetto di un traffico illegale di adozioni e di organi diventa quasi una certezza. E allora, insieme ad altre madri nella stessa situazione, decide di creare un'associazione che si batte per portare alla luce gli orribili crimini. Un giorno, durante un sit-in, vede una bambina tenuta per mano dalla moglie del ministro degli Interni, è certa che sia sua figlia. In un impeto di gioia rabbiosa l'abbraccia e tenta di strapparla alla falsa madre. Immediatamente arrestata, viene internata in un ospedale psichiatrico. Lì lotta per non impazzire e con caparbietà non rinuncia all'idea di riavere sua figlia…Il dolore di una madre, la determinazione a non rassegnarsi, la grinta con cui si batte per riavere ciò che le è stato tragicamente strappato. La storia di una donna che non si arrende, e che con la sua disperata tenacia riesce ad aiutare altre donne che come lei vivono il dramma della perdita..
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Il provinciale. Settant'anni di vita italiana
Feltrinelli Editore, 17/10/2010
Abstract: Il "romanzo" di Giorgio Bocca. La memoria spavalda, insolente, appassionata di un "provinciale" che ha attraversato settant'anni di vita italiana. Un provinciale che, in quanto personaggio guida di questa autobiografia, balza fuori continuamente. Emerge con il tratto burbero della disciplina sabauda, scivola con severa curiosità sul Paese che cambia, si staglia come il vero protagonista della storia sociale italiana: è lui, il provinciale che va alla conquista del mondo, protetto dalla certezza borghese, sospettoso e al contempo permeabile al nuovo. Consapevole di sé e della sua formazione, Bocca ci restituisce un cammino che penetra nel tessuto connettivo del nostro Paese, sommando personaggi minori e personaggi maggiori, il rumore del mondo e il chiacchiericcio intellettuale. La Topolino degli anni cinquanta e dei primi anni sessanta sembra aprire una immaginaria pista che arriva sino a noi, per un giornalismo "on the road" che è sempre stato un tratto forte del lavoro di Giorgio Bocca. Dal "cumenda" Angelo Rizzoli al "cavaliere" Berlusconi, da Enrico Mattei "onesto e corruttore" al generale Dalla Chiesa tre settimane prima della morte, i ritratti si animano, memorabili, tolstojanamente protagonisti di quella "marcia inesorabile degli eventi" che è la Storia..
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Feltrinelli Editore, 10/03/2011
Abstract: Nell'Argentina degli anni settanta, sotto la dittatura militare, due uomini si trovano a condividere la cella in una prigione di Buenos Aires. Luis Alberto Molina è un omosessuale condannato a una reclusione di otto anni per il reato di corruzione di minorenni, Valentín Arregui Paz è un militante politico arrestato mentre promuoveva azioni di disturbo in una fabbrica. Non potrebbero avere caratteri più distanti: dolce e trasognato il primo, che passa il tempo a inseguire i suoi ideali di bellezza e amore romantico; duro e intransigente l'altro, la cui vita ruota tutta attorno al dovere e all'impegno. Eppure la vicinanza coatta, la condivisione della quotidianità di carcerati e soprattutto i racconti, particolareggiati e appassionati, dei film che fa Molina finiscono per schiudere nuovi orizzonti nell'oscurità della prigionia. Cade la barriera di incomprensione tra loro e si apre la porta a una relazione nuova. In un racconto serrato e coinvolgente, quasi tutto basato sui dialoghi dei due protagonisti, tra evanescenti evocazioni di vecchie pellicole e note a piè di pagina di commento, Puig segue l'evoluzione del rapporto verso una sempre maggiore intimità nonostante la feroce realtà del carcere, del ricatto, della tortura.
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Feltrinelli Editore, 11/03/2011
Abstract: Nel giugno del 1940 l'esercito italiano attacca la Francia sul confine alpino: i francesi sono già prostrati dalla disfatta appena subita a opera dei tedeschi, ma i fanti italiani avanzano con enorme fatica e l'equipaggiamento inadatto miete più vittime, per assideramento, delle pallottole nemiche. "Alla prova della montagna il fascismo era già finito," scrive Bocca.Bocca ha girato il mondo e all'Italia ha dedicato i suoi più recenti e appassionati libri: qui ritorna alla "patria alpina", alla provincia incastonata tra le montagne da cui proviene e che diventa in Le mie montagne il crogiuolo in cui si mettono alla prova gli uomini e le idee.Dalla grande schiatta piemontese dei maestri di antifascismo – i Gobetti, i Galimberti, gli Einaudi, i Bianco – al rapporto con i valligiani nella Guerra di Liberazione, alla scoperta dell'eredità occitanica tra Piemonte e Francia, dalla provincia eterna che produce buoni alimenti ma è politicamente sempre rivolta al passato, fino alle montagne amatissime in cui ha passato la sua giovinezza di forte sciatore e che sono ora anch'esse vittime dell'industrializzazione, trasformate in palestre meccanizzate per il tempo libero..
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Feltrinelli Editore, 01/01/2010
Abstract: In una innominata cittadina dell'Irlanda contemporanea un ragazzo salta in aria nel giardino di casa. La versione ufficiale è che "stava fabbricando un razzo", il sospetto è che fosse un bombarolo legato all'Ira. La madre viene ricoverata in un ospedale psichiatrico in stato di choc. La famiglia fa quadrato intorno all'amour fou di questa madre per il figlio compianto. La figlia Olivia decide di sacrificare gli anni dell'adolescenza, e solo quando vede la situazione migliorare, col ritorno della madre a un'apparente normalità, lascia l'Irlanda per l'Inghilterra per fare l'attrice. Farà ritorno sull'isola per assistere alla morte del padre e aiutare la madre in quella circostanza.Poco a poco, tutte le ferite aperte dalla morte violenta del ragazzo sembrano rimarginarsi.La verità sull'amore è il sesto romanzo di Josephine Hart, il suo romanzo più ambizioso, che segna il suo grande ritorno in Irlanda. Se Il danno mostrava come un uomo apparentemente stabile ed equilibrato poteva essere letteralmente distrutto da una romantica ossessione, qui si procede in senso contrario, per mostrare come il cuore si può rimettere insieme dopo essere stato spezzato. La verità sull'amore è un coraggioso e imperdibile romanzo psicologico sul dolore e sull'elusività della consolazione: sul cuore, le sue ragioni, le sue regole segrete."La tessitura ambiziosa e poetica di una antica tragedia famigliare in una tragica storia, e storie, dei nostri tempi. Josephine Hart è tornata a casa in trionfo." John Banville
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Feltrinelli Editore, 19/10/2012
Abstract: Questo saggio ruota intorno alla seguente domanda: che futuro si prospetta per la memoria e il sapere in una società nella quale il compito di elaborare, accumulare e reperire informazione dovrebbe svolgersi prevalentemente in rete e tramite il computer? Un cambiamento tanto radicale contribuirà a un potenziamento o a un depotenziamento della nostra capacità individuale e collettiva di ricordare e di conoscere? Con altri due libri precedentemente pubblicati dall'autore, Reale e virtuale e Critica della ragione informatica, si compone una sorta di trilogia il cui denominatore comune è il tentativo di misurarsi con l'impatto sociale, politico e culturale che le nuove tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni possono avere nel futuro.In Memoria e conoscenza, si cerca di scorgere gli effetti destabilizzanti che queste tecnologie hanno (o possono avere) sulla nostra identità, sociale e individuale; sulle pratiche quotidiane del parlare, dell'ascoltare, dello scrivere e del leggere e, pertanto, sull'acquisizione e trasmissione del sapere; sull'idea che abbiamo dell'intimità domestica; sulla natura dei processi di apprendimento e dell'educazione, così come su quella del linguaggio, della percezione audiovisiva e delle capacità intellettive.Vengono documentati i contributi dei pensatori che, nel passato, hanno cercato di indagare sulla natura (e funzione) della memoria, soprattutto quelli che hanno avanzato ipotesi ora al centro di molti dei programmi di ricerca scientifica sui meccanismi del ricordo e dell'oblio. Il lettore viene poi familiarizzato, pur a livello divulgativo, con le nozioni più frequenti nell'ambito della ricerca scientifica sui processi mnestici. .
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La lunga notte del dottor Galvan
Feltrinelli Editore, 10/03/2011
Abstract: Giovane medico di guardia al pronto soccorso di un grande ospedale parigino, Gerard Galvan non tiene alla carriera: vuole che sul suo ideale biglietto da visita (vera ossessione del brav'uomo) trovi finalmente spazio il proprio nome e la qualifica: Fondatore della società francese dei medici d'urgenza. Solo la notte al pronto soccorso (soprattutto la domenica e quando c'è la luna piena) un medico è veramente medico. Quando la dedizione coincide con il dare conforto. Così racconta Galvan a un suo interlocutore contro il bizzarro fondale di un'autofficina. Racconta della domenica in cui molti anni prima, fra crisi di asma e arti spappolati, era stato finalmente notato un uomo seduto su una sedia che, interpellato, sapeva solo ripetere: "Non mi sento tanto bene". Questo è l'inizio della folle notte del dottor Galvan. Salvare quell'uomo, impedire che muoia, questa diventa la sua missione. Peccato che a ogni sintomo e a ogni diagnosi facciano seguito un nuovo sintomo e una nuova diagnosi. Il malato passa da tutti gli specialisti, convocati d'urgenza a risolvere uno dopo l'altro crisi acute di ogni genere: occlusione intestinale, esplosione della vescica, attacco epilettico, attacco cardiaco. Viene anche convocato il luminare prossimo alla pensione ma ancora in grado di mettere in soggezione gli ex allievi. "Non mi sento tanto bene" ripete il paziente e il vecchio luminare lo dà per spacciato. La notte è lunga. Rimasto accanto al suo letto, Galvan si addormenta e al mattino il malato non c'è più. è morto? è sparito? Dove è stato portato? Galvan non sa neppure come si chiama. Nessuno lo sa. Colpo di teatro numero uno: il malato riappare. Colpo di teatro numero due: le cose che dirà e farà il paziente saranno per il buon Galvan la fine di un sogno. Ritmo frenetico, battute a raffica, brevi quadri delineati con umorismo feroce. Ironico, affettuoso e appena venato da un'ombra di amarezza, come nei migliori Malaussène.La lunga notte del dottor Galvan è anche uno spettacolo teatrale di Giorgio Gallione per il Teatro dell'Archivolto, in scena a partire dal novembre 2005. Protagonista Neri Marcorè.
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Quello che ogni uomo dovrebbe sapere sulla paternità
Ponte alle Grazie, 31/12/2010
Abstract: Tanto abbondano i libri sulla maternità –osservata, spiegata, analizzata in ogni suo aspetto e prospettiva –, tanto scarseggiano quelli sulla paternità. Ma che cosa significa per un uomo l'arrivo di un figlio? Perché se è vero che, al giorno d'oggi, i padri sono molto più consapevoli del proprio ruolo, e desiderano contribuire all'educazione e allo sviluppo del proprio bambino, le incertezze e la paura di non essere all'altezza sono sempre le stesse e necessitano più che mai di una risposta adeguata. Consapevole di questo – in quanto psicologo e in quanto padre – David Cohen si rivolge direttamente ai papà, deciso a offrire una guida per orientarsi lungo il difficile cammino che li attende. Dal concepimento alla vita adulta, si prodiga in consigli, condivide emozioni e suggerisce comportamenti per affrontare una delle esperienze più significative nella vita di un uomo, con la chiarezza degna di un manuale e il brio e la vivacità di un memoir ricco di aneddoti personali e di umorismo.
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Ponte alle Grazie, 27/10/2010
Abstract: Sopravvissuto alla Grande Guerra, ma dolorosamente segnato dalla morte dell'adorata moglie e del figlio, Laurence Bertram non desidera altro che una vita da recluso. Una lettera inviatagli dalla sorella di un vecchio compagno di studi, però, lo strappa di colpo dal suo isolamento, costringendolo a riprendere contatto con il mondo e, peggio ancora, a confrontarsi di nuovo con le atrocità della Prima guerra mondiale. Perché il giovane capitano di fanteria John Emmett si è suicidato al rientro dal Fronte occidentale? Poco a poco, Laurence si addentra nei meandri di un fitto mistero, portando alla luce il complicato intreccio che vede coinvolti un gruppo di poeti di guerra, una spietata faida interna a un reggimento e storie d'amore segrete. Alla sua prima prova narrativa, Elizabeth Speller ordisce una trama sapientemente giocata sul filo della tensione, che fin dalle prime battute cattura grazie a pagine dense di sentimento. Nella cornice di una solida ricostruzione storica, l'autrice sviluppa una riflessione lucida e coraggiosa sulle devastazioni della guerra, sull'insondabilità dell'animo umano, sul peso della responsabilità morale e su quanto il senso di colpa incida in modo irreparabile sulla storia individuale e collettiva.
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Ponte alle Grazie, 27/10/2010
Abstract: Uomini invisibili dalle voci metalliche rapiscono italiani qualunque per sottoporli a uno strano processo: c'è chi vede un filmato in cui muore, chi le prove delle proprie relazioni clandestine, chi immagini del proprio posto di lavoro o dell'intimità familiare. Gli intervistatori sanno ogni cosa eppure hanno comunque molto da domandare, sgangherati e crudeli giudicano e condannano tutti: è il giudizio universale di un'Italia di palestre e baretti, parcheggi a pagamento e case di vecchie zie con il televisore sempre acceso, un'Italia volgare e individualista, nervosa e disperata. Gli intervistatori arrivano da un vuoto inconoscibile di ministeri e servizi deviati: uccidono o fanno perdere il senno o mettono in fuga per le strade di un centro-sud metafisico e attualissimo, dove la memoria è sostituita dai souvenir dell'autogrill, le strade non portano da nessuna parte, non c'è sentimento di fraternità né forse possibilità di riscatto. Solo Ivano, malcapitato finanziere di Frosinone, tenterà di fuggire, di resistere a questo complotto escatologico: un "complotto che sembrava mirare a un generico controllo/smantellamento di tutto". Grazie a una voce sospesa tra candore ed orrore, a una scrittura in perfetto bilico fra umorismo e follia, Fabio Viola ci cattura d'un fiato nel più assurdo dei nostri incubi, l'incubo italico di cui, anche quando sembriamo innocenti, siamo ad ogni istante tutti colpevoli.