Trovati 855834 documenti.
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Longanesi, 12/01/2012
Abstract: Firenze, 1497. Pico della Mirandola è morto e con lui il suo sogno di unificare le religioni monoteistiche. Restano soltanto i roghi: a bruciare beni terreni e a incendiare le coscienze è Girolamo Savonarola, che ora governa la repubblica fiorentina col ferro e con il fuoco perché il sogno di Pico soffochi e scompaia per sempre. Ed è ciò che vogliono anche i Borgia, che dal soglio papale di una Roma affogata nel vizio e nei delitti muovono oscure trame di congiura e di conquista. Il sogno di papa Alessandro VI e di Cesare, figlio prediletto e maledetto, è di rendere il papato una dinastia. E perché ciò avvenga, l'autorità della religione cristiana non può essere minata in alcun modo. Nel cuore di questi conflitti, l'erede del pensiero di Pico, Ferruccio de Mola, è costretto a combattere ancora una volta, per salvare ciò che gli è più caro: la moglie Leonora. Soltanto lui, anche contro la propria volontà, può impedire che un mondo intero crolli su se stesso. Perché dal lontano Oriente, un anziano monaco e una giovane donna hanno intrapreso un viaggio che li condurrà nel cuore della città eterna. E portano con loro anche un libro misterioso, antico e potente. Un libro che contiene una parola dimenticata, una verità da sempre nascosta con la forza. La verità dell'uomo più importante dell'intera storia umana. Quando leggerete questo romanzo, scoprirete ciò che in quasi duemila anni nessuno ha voluto indagare. 999 L'ultimo custode vi ha entusiasmato, L'eretico vi sconvolgerà.
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Guanda, 12/01/2012
Abstract: Il grande fiume si snoda nella pianura tra alberi secolari, barche e ponti, indifferente ai pesci mostruosi che popolano le sue acque e all'orrore che un giorno si sprigiona sulle sue sponde. Un brutale ritrovamento segna l'inizio della nuova indagine dell'ispettore Remo Jacobi, uomo di cinquant'anni disilluso, divorziato e senza figli. O così dice. Vive con l'anziano padre rumeno in un borgo rurale e il suo curriculum di poliziotto è ormai composto di casi che ha scelto deliberatamente di affossare. È convinto che un velo di male puro si sia sovrapposto alla realtà quotidiana e si è rifugiato nella misantropia per sopravvivere a un mondo che percepisce sempre più incomprensibile e ostile. Ma di fronte all'ennesima, insulsa atrocità, Jacobi si ribella e lungo quelle rive antiche e lussureggianti comincia a combattere una lotta che ha origini lontane: nei deserti della Somalia teatro di guerra di mercenari disposti a tutto, e nell'Europa dell'Est dove altre violenze hanno piegato definitivamente la logica del vivere civile. Fino ad approdare in una più vicina ma non meno torbida metropoli, dove ad aspettare Jacobi ci sono una donna e la possibilità di un sentimento che forse potrebbe riscattarlo...
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Utili consigli per il buon investigatore
Guanda, 12/01/2012
Abstract: "Con le avventure di Precious Ramotswe, la prima e unica detective del Botswana, terra di pace e di minimi reati, Alexander McCall Smith ha portato nella sterminata galassia del giallo un tocco delicato come una tazza di tè rosso sorseggiato tra gli arbusti del Kalahari."Bruno Ventavoli, TTL - La Stampa"Il suo stile ha il pregio di essere chiaro, elegante e preciso. Le sue descrizioni trasportano il lettore nel bel mezzo del paesaggio del Botswana. Questa è arte che nasconde l'arte." The Sunday Times"Mma Ramotswe: la Miss Marple africana."The New York Times"La serie di Mma Ramotswe si è trasformata in un ricco arazzo dalle sfumature straordinarie." The Wall Street Journal"Piccole storie, grande atmosfera... I romanzi della signora Ramotswe hanno conquistato le classifiche americane ed europee." L'EspressoLa signora Ramotswe e la sua assistente Grace Makutsi, gli unici due investigatori in gonnella di tutto il Botswana, hanno modi ben diversi di prendere la vita. Conciliante l'una e permalosissima l'altra, difficilmente troverebbero l'equilibrio con cui gestiscono la Ladies' Detective Agency N.1 se non avessero un mentore: quel Clovis Andersen, autore dei Principi dell'indagine privata, che fornisce soprattutto considerazioni spicciole. Stavolta però è dura. Un'amica nei guai ricorre al loro aiuto: come dirle che il manuale suggerisce di non accettare incarichi da conoscenti e famigliari? Tuttavia, Precious Ramotswe ha una regola che vince su ogni altra: ascolta sempre quel che le dice il cuore. Eccola allora invischiata in una storia di tradimenti e insoddisfazioni coniugali. L'infelicità però serpeggia anche tra le persone che le sono più vicine. L'occhialuta ed efficiente signorina Makutsi subisce un grave affronto, e per distrarla la signora Ramotswe la porta con sé in un irresistibile viaggio nel selvaggio nord. Le due donne partono in un'avventura on the road da cui torneranno sempre più amiche. Sappia infatti l'aspirante investigatore che il vero segreto di Mma Ramotswe non è nascosto tra le pagine di una bibbia per detective, ma nella sapienza antica e moderna che le viene dall'esperienza sua e dalle tradizioni del suo paese, nonché da una generosità innata. A fare di lei una buona investigatrice è la miscela perfetta di leggerezza e profondità che Alexander McCall Smith le trasfonde dacché l'ha creata, in quel suo amato Botswana dove tutti sono un po' parenti di tutti."Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente."The Guardian"Un indiscusso maestro del romanzo." Publishers Weekly
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Bollati Boringhieri, 12/01/2012
Abstract: Che cos'è mai l'abbondanza frugale, oltre a un ossimoro che lega provocatoriamente due opposti, a un'ennesima parola d'ordine suggestiva e impraticabile? Se qualcuno replicasse così alla prospettiva di una convivenza capace di sobrietà non punitiva, verrebbe preso sul serio da Serge Latouche, e contraddetto con ottime ragioni. Agli argomenti di chi dissente da lui e dagli altri, sempre più numerosi, "obiettori di crescita", il maggior teorico della decrescita dedica questo libro, ormai necessario dopo anni di malintesi, resistenze, travisamenti strumentali, accese controversie. Gli sviluppisti incrollabili, o gli scettici poco inclini a dar credito alle logiche antieconomiche, troveranno qui il repertorio delle loro tesi e delle loro perplessità, smontate una a una. Sarà difficile continuare a sostenere con qualche fondatezza che la decrescita è retrograda, utopica, tecnofoba, patriarcale, pauperista. La crisi devastante che stiamo vivendo la indica invece come l'uscita laterale dalla falsa alternativa tra austerità e rilancio scriteriato dei consumi. Un'abbondanza virtuosa, ci avverte Latouche, è forse l'unica compatibile con una società davvero solidale.
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Come non farsi bocciare a scuola
Salani Editore, 12/01/2012
Abstract: "La scuola, si sa, è una condanna biblica. Fu infatti l'Onnipotente, leggermente irritato con Adamo ed Eva per una questione di mele, a infilare nel decreto di espulsione dall'Eden una clausola che sanciva l'obbligo al lavoro: da lì ebbe inizio tutto, perché la scuola è per un giovane l'equivalente del lavoro per gli adulti. D'altra parte, da ragazzi è meglio stare seduti in un'aula che in ammollo nelle risaie o a sudare in miniera. Ciò detto, e appurato che si è obbligati per decreto divino a frequentare una scuola, il modo più sensato di percorrere questo arduo cammino iniziatico è sfruttare la scuola nelle sue due tradizionali funzioni: imparare e divertirsi". Un manuale pratico, pieno di indicazioni, trucchi e suggerimenti su come scegliere una scuola, come comportarsi in aula, come gestire le relazioni con gli insegnanti, e poi come studiare, affrontare interrogazioni e verifiche, risollevarsi dalle cadute, superare l'ansia da prestazione e soprattutto non farsi bocciare. Rivolto a studenti, professori e genitori, questo libro insegna a evitare le trappole più comuni del mondo scolastico, a considerare l'istruzione un'opportunità irripetibile e la scuola una palestra di vita, e a sviluppare i talenti scommettendo sulla cultura e sull'organo oggi più trascurato: il cervello
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Ponte alle Grazie, 12/01/2012
Abstract: Idrovore che assorbono finanziamenti, possiedono centinaia di immobili, spendono milioni in modo misterioso, creano società per scopi distanti dalla politica (dal gioco d'azzardo alla vendita di biciclette), i partiti sono i veri padroni della cosa pubblica, non solo perché decidono leggi e nomine, ma perché costituiscono imperi economici, la cui ricchezza viene alimentata dalle istituzioni a loro volta controllate dai partiti, in un circolo molto vizioso. Dal 1994 a oggi hanno ingoiato 3 miliardi di euro solo di rimborsi elettorali: li chiamano così ma non sono affatto tali, perché le spese elettorali dichiarate ammontano a 579 milioni di euro, meno di un quarto. Il resto? Mancia. Ma questo è solo uno degli aspetti indagati da Paolo Bracalini: si spazia dalle imperscrutabili fondazioni dei politici alle generose donazioni private da parte di gruppi industriali e lobby, alla presenza capillare di politici nei CdA delle fondazioni bancarie, ai finanziamenti dei giornali più improbabili, ai milioni per partiti sconosciuti, ai trucchi per non pagare debiti, affitti e persino cene elettorali, fino all'enorme zona grigia della corruzione, fenomeno in cui il lucro individuale e l'interesse di partito si confondono inestricabilmente. Quadro allarmante, completo e perfettamente bipartisan della vita economica dei partiti, dal PDL al PD, dalla Lega a Italia dei Valori, Partiti S.p.A. è una lettura bruciante, ricca di documenti e interviste inedite, che non mancherà di suscitare ancora una volta l'indignazione dei lettori.
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Corbaccio, 12/01/2012
Abstract: L'uomo per natura non è un centometrista, è un maratoneta: questo è il risultato di due milioni di anni di adattamento all'ambiente circostante come dimostrano le più recenti teorie scientifiche sull'evoluzione umana. Il suo scatto non gli consentirà mai di raggiungere un'antilope, ma la sua resistenza e la sua motivazione sì. Purché sappia coltivarle e mantenerle salde nel tempo. Questa è la lezione che Pietro Trabucchi, psicologo e coach di atleti che praticano le discipline più dure dell'universo sportivo, come l'ultramaratona, ci insegna in questo libro. Il problema è che nella vita e nella società di oggi, la nostra più intima natura viene ostacolata da elementi estranei e fuorvianti come il mito del talento, la sopravvalutazione del potere degli incentivi o la leggenda dei motivatori esterni. Sempre più spesso crediamo che sia possibile avere successo in qualcosa - nello sport, nello studio, nel lavoro - solo se siamo portati oppure se riceviamo una spinta o una ricompensa che prescindono dall'intima soddisfazione di svolgere bene ciò che ci prefiggiamo. Siamo motivati, certo, abbiamo delle ambizioni, degli scopi, ma molto spesso non riusciamo a mantenere con costanza la nostra motivazione. Ci sentiamo frustrati perché non abbiamo subito successo, ci sentiamo demoralizzati se qualcuno non ci incita continuamente, ci sentiamo defraudati se non riceviamo un premio per i nostri sforzi. In sostanza sempre più spesso siamo condannati a sentirci dei falliti. E cerchiamo la causa del nostro fallimento fuori da noi, invece che dentro di noi, nel fatto che non alleniamo adeguatamente la nostra resilienza ovvero la nostra capacità di far durare la motivazione nel tempo. Come coach, Pietro Trabucchi insegna in primo luogo a trovare e mantenere in se stessi la forza di raggiungere un obiettivo; e a costruire con gli altri, compagni e allenatori, ma anche colleghi e superiori, figli e genitori, un sistema sano di relazioni in cui ognuno trova il suo ruolo, mostra le sue capacità e ottiene i suoi obiettivi aumentando la propria autostima e migliorando la qualità della propria vita e quella del gruppo in cui si muove, sia esso un team sportivo, un'azienda o una famiglia.
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Adelphi, 16/01/2012
Abstract: Il primo martedì di gennaio – le strade sono coperte di neve, e sui canali si è formato uno strato di ghiaccio – il dottor Hans Kuperus lascia Sneek, il paesino della Frisia in cui vive, e si reca ad Amsterdam, come tutti i primi martedì del mese. Questa volta, però, non partecipa alla riunione dell'Associazione di Biologia, né trascorre la notte dalla cognata. Compra una pistola, invece, se la mette in tasca, riprende il treno, poi il traghetto che attraversa lo Zuidersee, poi un altro treno. E quando, prima di arrivare a Sneek, il convoglio rallenta e si ferma, il dottor Kuperus agisce quasi senza riflettere: scende e si avvia, camminando nella neve, tra le ombre della notte, verso il bungalow in riva al lago dove (come ha appreso da una lettera anonima pervenutagli un anno prima) troverà la moglie in compagnia del suo amante. Tutto avviene molto rapidamente: quando i due escono, Kuperus li uccide e ne getta i corpi nel lago. Dopodiché, come ogni sera, va all'Onder de Linden, il caffè dove si riuniscono i membri dell'Accademia del Biliardo. Di quella prestigiosa istituzione, che accoglie tutti i notabili del luogo, Kuperus sogna da tempo, invano, di essere eletto presidente: ora però potrebbe riuscirci, perché il presidente in carica (il conte Schutter, l'uomo più ricco del paese, quello che ha la casa più bella, la barca più bella, le donne più belle, anche quelle sposate) giace in fondo al lago, decisamente morto. A casa, dopo, Hans Kuperus farà una cosa sulla quale aveva a lungo fantasticato senza mai osare metterla in atto: si porterà a letto Neel, la florida, soda, rosea domestica. Così comincia questo romanzo, in cui Simenon segue con impeccabile sicurezza la discesa nell'abisso di uno dei suoi eroi più tipici: uno di quelli che osano "passare la linea" – e ne pagano il prezzo.
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Adelphi, 16/01/2012
Abstract: Fin dall'inizio tutto accade come in un incubo. E proprio come in un incubo Joseph Mittel viene travolto da eventi che non controlla, e il cui senso gli è oscuro: prima la fuga da Parigi insieme a Charlotte, la sua compagna, che in nome dell'"Idea" ha ucciso il commerciante che la manteneva e che le aveva rifiutato il denaro per finanziare il loro mensile anarchico; poi l'arrivo a Dieppe, dove Mittel precipita "in un universo incoerente, buio e fradicio"; e per finire l'imbarco, in piena notte, sul "Croix-de-Vie", che nella stiva trasporta un carico di mitragliatrici destinate a un gruppo rivoluzionario ecuadoriano. Qui al ragazzo toccherà lavorare come fuochista, mentre il comandante Mopps fa di Charlotte la propria amante. Ma questo sarà, appunto, solo l'inizio: a Panama, Mittel e Charlotte scopriranno che la donna è stata colpita da un mandato di cattura internazionale e saranno quindi costretti a proseguire il viaggio verso il Sudamerica, dove nel frattempo la rivoluzione è fallita e delle mitragliatrici del comandante Mopps nessuno ha più bisogno – mentre lui, Mopps, non riesce più a fare a meno di quella puttanella di Charlotte... Joseph Mittel si lascerà così trascinare da un continente all'altro nella costante, illusoria speranza che da qualche parte le cose possano assumere una forma, che lui stesso possa finalmente non essere più soltanto il gracile, solitario figlio del grande Mittelhauser, il "martire" anarchico che si era tagliato le vene in carcere quando lui aveva due anni e la cui ombra gigantesca lo ha sovrastato per tutta la vita. In questo romanzo, scriveva André Gide, "non c'è assolutamente nulla che appaia inutile, nessun episodio, nessun dialogo, nessuna descrizione del paesaggio che non abbia una sua precisa funzione". Perfettamente a suo agio nelle avventure di mare non meno che in quelle dell'anima, Simenon dà l'ennesima prova della sua grandezza di narratore.
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Adelphi, 16/01/2012
Abstract: C'è un momento, in molti romanzi di Simenon, in cui il protagonista "raggiunge il limite", attraversa cioè una invisibile frontiera al di là della quale l'immagine che ha di sé va in pezzi – ed egli si trova di fronte a qualcosa che somiglia molto alla verità. Così accadrà anche a Petit Louis in questo romanzo. Uno che si dà arie da gangster e invece è solo una mezza cartuccia. Uno che al massimo può fare il palo, o distrarre con le sue prodezze di giocatore di bocce i turisti di Le Lavandou, mentre i gangster veri, i Marsigliesi, rapinano l'ufficio postale. E che non sa tenere la bocca chiusa: tant'è che, alla matura signora che quella notte se lo porta nella sua camera d'albergo, lascia intendere che di quel colpo qualcosa lui sa. Della signora (che si è presentata come contessa, ma è fasulla quanto lui e si fa mantenere da un ex funzionario delle dogane) Petit Louis diventa l'amante: vitto, alloggio, bei vestiti e qualche oggettino di valore gli regalano un'esistenza da mediocre gigolo che sembra appagare tutti i suoi desideri. Eppure un giorno, quando meno se l'aspetta, si troverà in mano delle carte truccate, e verrà accusato di un delitto che non ha commesso, ma in cui tutte le apparenze sono contro di lui. Solo allora, costretto a confrontarsi con una giustizia che si rivelerà "una macchina mostruosa" decisa a stritolarlo, il piccolo, fatuo malavitoso comincerà a vivere "la sua vera vita, la vita secondo il suo Destino".
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Il ranch della Giumenta perduta
Adelphi, 16/01/2012
Abstract: Sullo sfondo – come in un campo lunghissimo di John Ford o di Sergio Leone – le montagne dell'Arizona, che sembrano "racchiudere il mondo da tutti i lati"; in primo piano un uomo a cavallo, che percorre la pista che conduce alla statale per Tucson: il "Grande Passaggio, attraverso il quale, ai tempi in cui non esistevano né treni né automobili, erano transitati uomini e mandrie, e buoi, cavalli e carri a migliaia". Oggi, 7 ottobre 1947, l'uomo a cavallo, John Evans detto Curly John, il rispettato proprietario del ranch della Giumenta perduta, compie sessantotto anni, ma in sella si tiene ancora ritto come quando ne aveva venti. Come quando lui e il suo amico Andy Spencer erano arrivati dal Connecticut in cerca di fortuna. C'è un punto della pista dove, ogni volta che ci passa, a Curly John sembra quasi di "provare il dolore di quel giorno": il giorno in cui, proprio lì, trentotto anni prima, ha ucciso Romero, il messicano che qualcuno aveva pagato per farlo fuori. Dopo, tutto è stato diverso: Andy, che Curly John sospetta di essere il mandante del tentato omicidio, è diventato per lui l'altro, "l'Innominabile". Ma il caso – una vendita all'asta in cui quasi a malincuore Curly John entra in possesso di un vecchio baule verde – cambierà le carte in tavola. L'amicizia virile, la vendetta, il perdono; e le miniere, il deserto, i saloon e le case da gioco: gli elementi del buon western ci sono tutti, e con questi Simenon ci offre una sua trascinante variazione sul tema.
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Adelphi, 16/01/2012
Abstract: Un sabato sera del tutto uguale agli altri, tornando a casa dopo la solita partita a jacquet con l'amico Musak (uno dei riti capitali della sua esistenza monotona e ripetitiva), Dave Galloway scopre che il figlio Ben se n'è andato, portandosi via il furgone e senza avergli scritto neanche due parole di addio – esattamente come, quindici anni e mezzo prima, se n'era andata la madre di Ben, lasciandosi dietro una scia di profumo volgare, un vecchio paio di scarpe e un bambino di pochi mesi. Su quel bambino il padre si era chinato aspirandone l'odore tiepido "di pane appena sfornato" – e da allora aveva vissuto soltanto per lui. Ogni attimo della sua vita. La notte come il giorno. "Sei felice, Ben?" gli chiedeva, più spesso di quanto avrebbe dovuto, e alla sua risposta affermativa insisteva: "Lo sai che sono tuo amico, vero, Ben?". Ma sì, Ben sembrava felice: era un bravo ragazzo, un alunno modello; forse solo un po' chiuso, un po' malinconico. Sulla madre non aveva mai fatto domande.Quando gli viene detto che Ben è scappato con una ragazzina di quindici anni, Lillian, che insieme hanno ucciso un uomo e stanno fuggendo lungo le strade del Middle West inseguiti dalle polizie di cinque Stati, Dave comincia a domandarsi che cosa sa di suo figlio, e del proprio essere stato figlio. Dopo l'arresto Ben si rifiuterà di vedere il padre, ma Dave deciderà di rimanergli ugualmente accanto: perché nel figlio ha riconosciuto quello stesso desiderio di ribellione che appartiene anche a lui, ed è appartenuto a suo padre, quel rifiuto dei limiti che è "il segreto degli uomini" – degli uomini che lo soffocano come di quelli che un giorno varcano la linea di confine. Quel segreto di cui forse Dave sarà ora capace di parlare a suo figlio, e al figlio di suo figlio che Lillian sta per mettere al mondo.
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Adelphi, 16/01/2012
Abstract: "Sei così bello" gli aveva detto un giorno Andrée "che mi piacerebbe fare l'amore con te davanti a tutti, in mezzo alla piazza della stazione...". Quella volta Tony aveva accennato un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei – "un piacere assoluto, animalesco, senza secondi fini, e mai seguito da disgusto, disagio o stanchezza". Del resto, era stata lei a tirarsi su la gonna e a invitarlo con la sua voce roca, la prima volta, a prenderla in mezzo all'erba e alle ortiche che costeggiavano la provinciale: dopo, lui aveva colto nei suoi occhi un'espressione di trionfo. E anche quel 2 agosto, quando lei gli aveva chiesto (avevano appena fatto l'amore, nella camera dell'Hôtel des Voyageurs che da un anno accoglieva i loro incontri clandestini): "Se io mi ritrovassi libera... faresti in modo di renderti libero anche tu?", lui non aveva dato peso a quelle parole, quasi non le aveva udite. Solo più tardi avrebbe compreso l'oscura minaccia che nascondevano. Ancora una volta, nel suo stile asciutto, rapido, implacabile, Simenon ci racconta la storia di una passione vorace e devastante, che non arretra davanti a nulla. Nemmeno davanti a un doppio delitto. Terminato a Noland nel giugno del 1963, "La chambre bleue" apparve a stampa l'anno seguente.
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Adelphi, 16/01/2012
Abstract: In una fredda mattina d'inverno, mentre il suo autista lo portava, come ogni giorno da trent'anni, alla ditta di import-export fondata da suo nonno, Norbert Monde ha deciso di scomparire. Anzi no: non c'è stato niente da decidere. "Probabilmente lo aveva sognato spesso, o ci aveva pensato così tanto che adesso aveva l'impressione di compiere gesti già compiuti": farsi radere i baffi, scambiare il completo dal taglio elegante con un abito di seconda mano, andare alla Gare de Lyon, chiedere un biglietto per Marsiglia. Ma perché è accaduto proprio quel giorno? Forse perché era il suo compleanno; o forse perché, alzando gli occhi, ha visto "i comignoli rosa che si stagliavano sullo sfondo di un cielo azzurro pallido in cui fluttuava una minuscola nuvola bianca" – e gli è venuta voglia di vedere il mare. Quando finalmente se l'è trovato davanti, il signor Monde ha pianto. E quelle lacrime, che si portavano via "tutta la stanchezza accumulata in quarantotto anni", erano dolci, "perché ora la battaglia era finita", e lui era finalmente come uno di quei clochard che dormono sotto i ponti di Parigi, e che più di una volta gli era capitato di invidiare. Così, ha cominciato a vivere una esistenza del tutto nuova, in un mondo che gli era ignoto. Un giorno però gli apparirà dinanzi un fantasma della sua vita di prima: allora il signor Monde, che aveva portato in sé "la propria condizione di uomo come altri si portano addosso senza saperlo una malattia", riprenderà la sua identità e il suo ruolo, ma non sarà più la stessa persona. Perché da quel momento non avrà più ombre – e guarderà ogni cosa in modo diverso, con una sorta di "fredda serenità".
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Adelphi, 16/01/2012
Abstract: Prima di individuare nel commissario Maigret il personaggio che lo avrebbe accompagnato fino al 1972, Georges Simenon ha "testato" parecchi altri detective destinati alla serialità. Uno di questi è l'ispettore G.7, che a Maigret non somiglia affatto: ha trent'anni, i capelli rossi, l'aria timida; e guida la macchina. In questo racconto il giovane ispettore si trova a dover risolvere una faccenda piuttosto intricata, in cui ci sono cadaveri che vengono sostituiti e poi scompaiono, e soprattutto c'è una misteriosa ragazza, bionda, bella e un po' folle.
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Adelphi, 16/01/2012
Abstract: Da anni, ormai, Émile e Marguerite non si rivolgono più la parola, e comunicano solo attraverso laconici, ma non per questo meno crudeli, bigliettini. Del resto, niente li predisponeva a formare una coppia armoniosa: lei è magra, pallida e impettita; lui tarchiato e sanguigno; lei ha alle spalle gli splendori di una famiglia dell'alta borghesia caduta in rovina e il ricordo di un primo marito musicista; lui viene dalla banlieue operaia, e nel suo passato ci sono le balere in riva alla Senna e una moglie allegra e polposa morta troppo presto. Lei detesta l'odore del sigaro toscano e i modi rozzi dell'uomo; lui trova irritanti le leziosità della donna. L'odio ha preso corpo in un momento preciso, quando Émile si è convinto che sia stata Marguerite a uccidergli l'amatissimo gatto – e si è vendicato sul pappagallo da lei prediletto. Un odio che da allora li lega indissolubilmente ed è diventato, come ha scritto Benoît Denis, "un sentimento puro, senza ombre e senza contaminazioni", del quale non possono fare a meno, perché è per entrambi l'unica barriera contro la morte.
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Adelphi, 16/01/2012
Abstract: Quarantacinque milioni di auto. Tante ne sono previste sulle strade americane in questo primo week-end di settembre. Come altre migliaia di newyorchesi, Steve e Nancy Hogan partono per il Maine, dove i loro due figli hanno trascorso le vacanze in un campeggio chiamato Walla Walla. Una coppia come tante, con una bella casa a Long Island e un più che discreto tenore di vita. Ma anche con la rabbiosa scontentezza di un amore logorato dai risentimenti. Né l'uno né l'altro sospettano che questa volta il ponte del Labor Day segnerà nella loro esistenza una svolta drammatica, e al tempo stesso, forse, l'inizio di una sorta di palingenesi: perché fin dal pomeriggio Steve è, come dice lui, "entrato nel tunnel", ha cioè cominciato ad affogare nell'alcol le sue insoddisfazioni e le sue viltà; e perché in quelle stesse ore dalla prigione di Sing Sing è evaso un uomo, e il destino ha deciso che la sua strada incroci la loro.Una macchina anni Cinquanta, una coppia sull'orlo della crisi, New York che si allontana nel retrovisore, il neon azzurro e rosso delle insegne dei bar, il whisky, l'asfalto, la musica jazz in sottofondo, la minaccia incombente della violenza: Simenon utilizza tutti gli elementi canonici del noir americano rinnovandoli e rivivificandoli come lui solo sa fare.Scritto a Lakeville, nel Connecticut, nel luglio del 1953, e apparso quello stesso anno, Luci nella notte è, come scrive Michel Carly, "un puro capolavoro americano".
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Apogeo, 16/01/2012
Abstract: Internet è il più misurabile dei media, tuttavia la mancanza di metriche condivise è uno scoglio contro cui chi pianifica iniziative di marketing attraverso i social media si scontra quotidianamente. Il pericolo è quello di utilizzare in modo scorretto gli indicatori, come il tanto mitizzato ROI (Return On Investment), o di finire per collezionare una serie di dati numerici che si rivelano vuoti, perché privi del contesto di riferimento, oltre che spesso incomprensibili per decisori aziendali con poca familiarità con la Rete. Questo libro cerca di mettere a fuoco alcuni punti fermi: a partire dalla diffusione dei social media in Italia, fino agli strumenti e le soluzioni per strutturare programmi di attività coerenti con le strategie di marketing e con le funzioni aziendali. La misurazione di obiettivi e risultati diventa così il grimaldello per scardinare preconcetti superficiali sull'uso dei social media, la bussola per migliorare il lavoro quotidiano all'interno dell'azienda, la guida per immaginare il percorso che porterà fan e follower a diventare consumatori soddisfatti e, magari, sostenitori fedeli del brand.
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Garzanti, 19/01/2012
Abstract: Colombo, Sri Lanka, anni Cinquanta. È una notte piovosa. Michael ha undici anni ed è chiuso in un silenzio imbronciato mentre trascina i piedi nelle pozzanghere sulla banchina del porto. Ma non può trattenere un sussulto di emozione quando solleva lo sguardo verso l'alto e vede la Oronsay, la grande nave di linea su cui sta per imbarcarsi. Una nave gigantesca, su cui il ragazzino deve salire per andare in Inghilterra, dove lo aspetta sua madre. Nei grandi saloni tutto è luccicante e sfarzoso, i pomoli delle porte, i distintivi del capitano, i vestiti eleganti delle donne durante le feste. Ma il ventre della nave nasconde un segreto. Un uomo, in catene. Ogni notte, nelle ore prima dell'alba, quando la nave deve ancora svegliarsi e nessuno è sul ponte, l'uomo viene portato dai suoi due carcerieri a prendere aria. Michael lo scopre durante le sue scorribande per la nave, e il prigioniero diventa la sua ossessione. Chi è? Cosa ha fatto? E perché viene portato proprio in Inghilterra, invece di essere processato nel suo paese? Gli interrogativi del bambino si rincorrono senza sosta durante le interminabili giornate che sembrano non scorrere mai, mentre la nave attraversa tre continenti. Fino alla notte che cambierà per sempre la sua vita, quando uno sparo squarcerà il cielo stellato e il velo di mistero che avvolge il prigioniero? Michael Ondaatje si riconferma uno dei più grandi narratori contemporanei. L'ora prima dell'alba è un romanzo dalla rara intensità emotiva che, raccontando un'esperienza che ha profondamente segnato la vita dell'autore, dipinge l'infanzia e lo sbarco nell'età adulta in maniera mirabile. E la pagina è illuminata da una scrittura poetica, che rifulge dorata come il mare al sorgere dell'alba.
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Il significato del disegno infantile
Bollati Boringhieri, 19/01/2012
Abstract: Il disegno e la pittura dei bambini possono rappresentare, di volta in volta o allo stesso tempo, un'espressione della vita emotiva e della personalità, uno strumento per lo sviluppo della creatività e della maturazione e un indice del loro andamento, un mezzo di indagine e di scambio con l'ambiente sociale e - per il genitore, l'insegnante e lo psicologo - uno strumento per la comprensione delle relazioni che si creano o che mancano tra adulto e bambino. In questo libro, diventato subito il testo di riferimento in materia e ora riproposto in una nuova edizione, Anna Oliverio Ferraris analizza disegni e pitture di bambini normali o con ritardo mentale o disadattamento, dai primi scarabocchi alle raffigurazioni più complesse in cui compaiono ritratti, prospettive spaziali, sequenze narrative, un uso immaginifico del colore. Ci guida così nell'esplorazione dell'universo infantile, aiutandoci a decifrare, attraverso il segno grafico, gli atteggiamenti che nascono dal rapporto con i genitori, i fratelli, i coetanei, i maestri, e poi i timori di fronte alla disgregazione di forme di vita familiari, le carenze e i disagi di chi deve fare i conti con un contesto socioculturale deprivato e con la malattia, o al contrario, il tasso di creatività di chi gode di stimoli e di un ricco mondo interiore.