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Adelphi, 16/04/2014
Abstract: Clarice Lispector aveva diciannove anni quando fu pubblicato questo suo libro in Brasile. Era una giovane ebrea ucraina, trasferita con i genitori, piccolissima, in America del Sud. La critica brasiliana accolse subito la Lispector con meraviglia, definendo questo libro "il nostro primo romanzo nello spirito di Joyce e Virginia Woolf" (Alvaro Lins). Ma la Lispector non conosceva bene né l'uno né l'altra: era invece una scrittrice fortemente istintiva, che già nelle sue prime pagine tracciava definitivamente i lineamenti del suo mondo: un mondo frantumato, traboccante di immagini, dove si è continuamente sbalzati fra una realtà che viene a mancare e una realtà che sopraffà."Perché era così ardente e leggera, come l'aria che viene dal fornello quando lo si scoperchia?". Joana, la protagonista di questo romanzo, è una bambina, poi una ragazza, poi una donna, dai sentimenti naturalmente presocratici. Tutto in lei affiora da "percezioni troppo organiche per essere formulate in pensieri", come in una Virginia Woolf amazzonica, arruffata e vagamente stregonesca. Joana ha il tratto della visionaria ironica, che non riesce a liberarsi mai dal "desiderio-potere-miracolo di quand'era piccola", e neppure lo vuole. Qui la letteratura e il sogno crescono insieme, come nello stesso giardino d'infanzia. "All'inizio sognava montoni, andare a scuola, gatti che leccavano il loro latte. A poco a poco aveva cominciato a sognare montoni azzurri, andare a una scuola in mezzo alla foresta, gatti che bevevano latte in piattini d'oro. E i sogni si addensavano sempre più e acquistavano colori difficili da diluire in parole". Che cosa accade, a Joana? Si trasforma, passa il tempo, perfino si sposa. La sua storia è il silenzioso ruotare di un prisma che guida la luce "vicino al cuore selvaggio della vita"."Vicino al cuore selvaggio" è apparso per la prima volta nel 1944.
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Adelphi, 16/04/2014
Abstract: Alla radice dei diversi discorsi sulla 'fine della filosofia' che, almeno da Nietzsche, caratterizzano il pensiero dell'Occidente sta la 'sentenza' hegeliana: la filo-sofia cessi di chiamarsi 'amante' e si faccia finalmente puro sapere – Sophia significa Scienza. Amore e Sapere debbono prendere congedo. È questo il destino? O ancora vi è 'ciò' che non possiamo esprimere, rappresentare, indicare se non amandolo? Il discorso filosofico porta in sé la traccia di questa tensione: l'essente stesso è questo 'ciò', l'essente stesso trascende ogni sua determinazione, e in particolare quell'essente che ha corpo e mente. Oltre l'esercizio delle de-costruzioni e degli oltrepassamenti, oltre gli astratti specialismi, oltre le accademie e le scuole, sarà a questo problema, alla meraviglia e sgomento che suscita, che occorrerà fare ritorno – per tentare di svilupparlo ancora una volta. Da qui, infatti, si dipartono i diversi cammini della filosofia: diversi eppure tutti insistenti sul 'luogo' del labirinto che formano con il loro stesso procedere, in una sorta di inimicizia fraterna. Un labirinto il cui centro è origine – dagli imprevedibili, infiniti esiti.
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Fazi Editore, 09/11/2017
Abstract: Anne Silvester, giovane e raffinata, è accolta come istitutrice presso la famiglia di Lady Lundie, amica d'infanzia della sua sfortunata madre, e diviene inseparabile dalla figlia di lei, Blanche. Quando il nobile Geoffrey Delamayn, aitante sportivo da tutti idolatrato per le sue doti atletiche ma privo di cervello, la seduce compromettendone la reputazione, Anne, pur non amandolo, è costretta a cercare di salvare il proprio onore progettando un matrimonio segreto. Ma si trova in Scozia, e qui le leggi sul matrimonio sono così ambigue e inconsistenti che finisce con l'essere accusata di aver sposato Arnold, il fidanzato della sua cara amica Blanche. Dopo una serie di colpi di scena, la verità verrà ristabilita, ma per Anne si rivelerà la peggiore delle condanne: Geoffrey, infatti, minato nel fisico e nello spirito dal troppo allenamento sportivo, decide di tenerla segregata in casa finché non avrà trovato il modo di ucciderla per essere libero di sposare una ricca ereditiera. In un'atmosfera sempre più cupa e claustrofobica, il romanzo scivola lentamente verso la tragedia, dominato dalla figura sinistra e inquietante di Hester Dethridge, l'anziana cuoca muta dal passato oscuro e terribile alla quale è affidato il compito di tirare le sorti della vicenda.Pubblicato nel 1870, Uomo e donna combina il ritmo serrato e la trama ben congegnata dei romanzi più famosi di Collins con la critica sociale, scagliandosi contro le contraddizioni delle leggi vigenti sul matrimonio e sulla proprietà e contro una generazione che ha abbandonato l'affinamento dell'intelletto per dedicarsi al culto dei muscoli e alla pratica di sport violenti."È impossibile smettere di leggere Wilkie Collins".Alessandro Baricco"Wilkie Collins è famoso, nei manuali di letteratura, per avere scritto nel 1868 il primo giallo. Ma non eccelle solo nella suspense. È anche uno scrittore di sentimenti. Ed eccelle nella pittura dei personaggi". Antonio D'Orrico"I romanzi di Wilkie Collins sono viaggi irresistibili: agganciano subito il lettore, che quando parte non riesce più a fermarsi".Leonetta Bentivoglio
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Gli Stati Uniti d'Europa spiegati a tutti. Guida per i perplessi
Fazi Editore, 15/04/2014
Abstract: Una vera e propria guida per chi dell'Unione Europea ha una conoscenza solo superficiale, ma che aiuta anche il lettore più esperto a fare chiarezza su molti punti importanti. Partendo dall'esposizione del quadro storico e istituzionale, gli Stati Uniti d'Europa spiegati a tutti passa in rassegna ogni tema oggi di grande attualità, dall'unione politica alla crisi dell'euro, dal problema dello sviluppo al cosiddetto deficit democratico europeo. La prospettiva è dichiaratamente quella federalista, ereditata dalla visione di Altiero Spinelli, che individua la possibilità di risolvere gli attuali problemi dell'Ue e di tornare a crescere solo nel compimento di una vera e propria Federazione di Stati.
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Longanesi, 17/04/2014
Abstract: Letto e amato in tutto il mondo, Jostein Gaarder ha raggiunto con i suoi libri i quaranta milioni di copie vendute. Tutto è iniziato con Il mondo di Sofia, che ha avuto immediatamente una diffusione senza pari nella storia della letteratura norvegese ed è stato tradotto in più di cinquanta lingue. Una ricca fantasia narrativa e la riflessione sulle questioni esistenziali percorrono come un filo rosso tutti i libri di Gaarder: lo stupore per l'esistenza del mondo e dell'universo, la meraviglia della vita, l'interrogativo sull'esistenza dell'uomo sono gli argomenti universali che hanno appassionato lettori di tutte le età, e che si trovano riuniti in Scacco matto, una selezione dei brani più significativi scelti appositamente dall'autore. I passi, completati dal saggio La coscienza è una coincidenza cosmica?, inedito in Italia, sono 64 come le case di una scacchiera, tra le quali i contenuti si richiamano tracciando percorsi inediti e creando un'immagine completa dell'"universo gaarderiano". Scacco matto si configura così come una raccolta di enigmi, fiabe e racconti che è sia un'introduzione a Gaarder, sia un libro appassionante per tutti coloro che si sono lasciati incantare dal suo mondo.
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Longanesi, 17/04/2014
Abstract: "Il dialogo tra Cecilie e Ariel affronta con invidiabile leggerezza argomenti nient'affatto banali."Corriere della Sera"Gaarder si muove con grande disinvoltura ed eleganza... In uno specchio, in un enigma è tutto un raccontare idee e cose."L'EspressoNon è un bel Natale per la giovane Cecilie Skotbu, che vive con la famiglia in un villaggio della campagna norvegese: costretta a letto da una grave malattia, la ragazzina trascorre la maggior parte del tempo nella sua cameretta, circondata dagli oggetti che ama – la collezione di pietre, la pila dei fascicoli di Scienza illustrata, il prezioso diario cinese dove annota ogni pensiero – e allietata dalla presenza della nonna, che le racconta la saga di Odino, e del fratellino Lasse, chiacchierone quanto basta per tenerla informata sui movimenti della casa. Un giorno, però, a Cecilie, che continuamente fluttua tra veglia e sonno, appare uno strano personaggio, del tutto privo di capelli e peli, in grado di volare e di attraversare le pareti della casa e i vetri delle finestre. La strana creatura afferma di chiamarsi Ariel e di essere... un angelo. Superato l'iniziale scetticismo, Cecilie viene conquistata dal singolare visitatore e i due stringono un patto: la ragazzina svelerà all'angelo, cui è negata la possibilità di fare esperienze sensibili, i "misteri" terreni – che cosa si provi a toccare una palla di neve, quale sia il sapore di una pasta alle mandorle o il suono di una canzone natalizia –, mentre Ariel le svelerà quelli celesti: la vera natura degli angeli e il loro rapporto con Dio, che cosa siano la coscienza, la memoria, l'anima... Semplicità: questa è la chiave con cui Jostein Gaarder ha saputo conquistare i lettori di tutto il mondo. E In uno specchio, in un enigma è, almeno in apparenza, la semplice storia di un incontro straordinario. Eppure, come sempre avviene in Gaarder, attraverso di esso riusciamo a riscoprire lo stupore e la gioia di guardare il mondo con occhi diversi, più "infantili", recuperando valori che la vita "adulta" tende a occultare, o più semplicemente, a perdere. E arriviamo così, quasi per miracolo, a provare quell'indefinibile sensazione, nel contempo misteriosa ed esaltante, che nasce dal semplice fatto di essere vivi.
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Longanesi, 17/04/2014
Abstract: Nella stessa stanza d'albergo, affaccia-ta sul mare di Amalfi, in cui Ibsen scrisse Casa di bambola, un uomo di nome Petter, fuggito dalla Fiera del li-bro per ragazzi di Bologna perché con-vinto che qualcuno voglia ucciderlo, scrive le proprie memorie per andare al fondo di se stesso e rivelare il segre-to della sua vita. Fin da bambino, gra-zie a una fantasia prodigiosa, egli si è creato un mondo immaginario di stra-biliante ricchezza, molto più vario e profondo di quello offerto dalla realtà. Poi conosce Maria, l'unica persona in grado di capire quali tra le storie pro-dotte dalla sua fantasia sono inventate e quali invece sono ispirate dal vero. Ma la donna è spaventata dallo strari-pante temperamento del ragazzo – un ghiaccio sottile di cui lui stesso ha pau-ra –, e decide di lasciarlo. Allora Petter avvia un'attività in proprio, che chiama Aiutoscrittori, con la quale vende ad autori esordienti e affermati idee, spun-ti e trame per racconti, romanzi, opere teatrali e soggetti cinematografici. In breve tale commercio lo rende ricco, mentre molti autori, grazie all'Aiutoscrittori, sfornano bestseller acclamati in tutto il mondo. Tuttavia, nonostante il successo, le prime crepe incrinano il ghiaccio sottile della sua fantasia, e tut-to si complica quando qualcuno vuole scoprire la sua vera identità. E allorché termina le proprie memorie, scopre amaramente di aver perso la partita a scacchi con la vita, perché la forza della realtà è superiore a qualsiasi fantasia.
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Longanesi, 17/04/2014
Abstract: "Domande su domande, storie dentro storie, intrecci contro intrecci... Gaarder è un genio letterario."L'Espresso"Gaarder si muove con estrema leggerezza, senza fatica, come nei giochi di magia."Corriere della SeraChi sei, tu? Sei un fante di fiori, una donna di cuori, un asso di quadri, un due di picche? Già, perché ognuno di noi non è che una carta in quel grande solitario chiamato vita, una carta che esce a un certo punto del gioco, prende il proprio posto sul grande tavolo dell'universo e segue le regole che altri hanno stabilito. Ma che cosa ci accadrebbe se, nel "grande solitario", spuntasse un jolly, personaggio per definizione indipendente e sempre un po' "fuori posto" in ogni mazzo? Be', allora ci sentiremmo un po' come il dodicenne Hans Thomas che, nel suo viaggio verso la Grecia alla ricerca della mamma (fuggita di casa per trovare se stessa, e invece persa nel mondo della moda), scopre un'isola incantata (in cui vivono cinquantadue nani alquanto strambi, un naufrago pieno d'immaginazione e un folletto tutto sonagli e battute sarcastiche) e finisce per capire che l'unico modo per non essere schiacciati dal destino è trasformarsi lui stesso in un jolly curioso e impertinente, sempre pronto a porre (e a porsi) domande su tutto e su tutti. Certo, per riuscirci, Hans Thomas ha avuto bisogno dei consigli di un padre tanto filosofo quanto eccentrico (e dal furbesco sorriso da jolly), di una minuscola lente d'ingrandimento e di un altrettanto minuscolo libro nascosto nella mollica di un panino al latte, nonché di rivivere le traversie della gazzosa pupurea, di ripercorrere la vicenda della sua famiglia per cancellare la maledizione che grava su di essa e di fare molti, molti chilometri. sul sedile posteriore di una vecchia Fiat rossa. Eh, sì, noi siamo più fortunati di lui. Possiamo leggere tutta la sua storia comodamente seduti in poltrona e trovare con calma la soluzione all'enigma del solitario. Attenzione però: ricordiamoci sempre che colui che sa presagire, il destino, dovrà sopravvivergli...
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Casa Editrice Nord, 17/04/2014
Abstract: Eravamo sicuri di vincere, e invece abbiamo rischiato di perdere tutto. Perché non eravamo pronti. Dal giorno del nostro arrivo sulla Terra, siamo rimasti nascosti, lontani gli uni dagli altri, in attesa di sviluppare i nostri poteri. Adesso ci siamo riuniti, ma uno di noi manca ancora all'appello: il Numero Cinque. Non sappiamo chi sia né dove si trovi, tuttavia una cosa è certa: ha bisogno di noi. Perché loro hanno preso il Numero Uno in Malesia. Il Numero Due in Inghilterra. Il Numero Tre in Kenya. E li hanno uccisi. Io sono il Numero Quattro. Sono il prossimo della lista, ma i nostri nemici non oseranno darmi la caccia ora che non sono più solo. Perciò dobbiamo trovare il Numero Cinque. Prima che lo facciano loro. Senza di lui, non abbiamo nessuna speranza. Con lui, saremo imbattibili. Abbiamo perso una battaglia. Ma vinceremo la guerra...
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Longanesi, 17/04/2014
Abstract: Affacciato al suo balconcino sul golfo di Napoli, Antonio guarda il mare pieno di luce e ascolta alla radio le canzoni di Sanremo. Nel quartiere lo prendono per matto, ma a lui non importa. Perché, se Antonio è pazzo, lo è d'amore per la sua Lucia, una lunga treccia nera e occhi screziati d'oro, che ha conosciuto in un giorno lontano del 1943. Anche se tutti gli dicono che il suo è un sogno impossibile, è con lei che Antonio spera di vivere giorni interminabili di purissimo amore, fatti di piccole, grandi cose: la spesa, la cucina, le serate sul balcone, la passione... In un intenso romanzo che ha i colori del mare e del sole di una città magica, lo struggente racconto di una dolce e caparbia ossessione amorosa.
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Longanesi, 17/04/2014
Abstract: Manca poco all'alba del 28 aprile 1945. Due giovani donne, Gianna e Clara, viaggiano nei dintorni del lago di Como su una 1100 nera con il serbatoio quasi a secco, sotto una pioggia battente. Un destino comune unisce la bionda partigiana ventiduenne che ha ancora sul corpo i segni delle torture dei nazifascisti e la bruna amante di Mussolini: per entrambe è stata pronunciata una sentenza di morte. Sullo sfondo delle drammatiche giornate che precedono la fine della guerra, il nuovo libro di Mirella Serri ripercorre le ultime ore di vita di Claretta Petacci e le traversie di due partigiani, Gianna e Neri, che dopo aver dato un fondamentale contributo alla cattura del Duce e della sua donna finirono giustiziati dai loro stessi compagni di lotta. Nel tirare le fila di un fosco mosaico fatto di passioni e di ingiustizia, l'autrice ricuce un vero e proprio strappo nel racconto della storia patria, i cui responsabili sono rimasti impuniti e che nel dopoguerra è riuscito persino a cancellare la memoria delle due vittime, Gianna e Neri. In una ricostruzione che rivede radicalmente alcuni diffusi stereotipi sulla Petacci, rivelandone l'antisemitismo, l'ambizione e la mancanza di scrupoli, si dipana il racconto di una storia d'amore che si svolge nell'arco di sei mesi, fra sospetti, omissioni, delazioni, tradimenti, torture. Riportando alla luce, a settant'anni dai fatti, una vicenda che rappresenta una ferita ancora aperta nella storia della Resistenza.
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Guanda, 17/04/2014
Abstract: "Uno scrittore di razza. Un umorismo poetico, trasognato e irresistibile. Da non perdere."Giancarlo De Cataldo"Uno scrittore imprevedibile, acuto e di grande godibilità letteraria."la Repubblica "Biondillo divaga cercando l'anima delle cose. Colora di leggenda il grigio delle periferie... Appassiona, diverte, poi, dopo tutto, finisce. Senza fretta, d'un fiato." Corriere della Sera "Biondillo ha il dono di una scrittura fluida e sicura, che, unita a un autentico interesse per i problemi della società contemporanea, gli permette di narrare con intensità e ironia efferati delitti, ordinarie prevaricazioni, umanissime debolezze." Panorama Un continente grande come Cina, India, Europa, Usa, Messico e Giappone messi insieme, una distesa di Paesi, etnie, lingue, culture diverse, per noi è solo una parola: Africa. Un luogo comune più che un luogo geografico, che non significa nulla, ed evoca vaghe immagini: miseria e denutrizione, guerra e violenza o al limite, nei casi più felici, danze e folklore. Questa Africa non esiste. Esistono invece le architetture dell'Asmara con la loro persistente eco sabauda, il piccolo cinema dei rifugiati nel cuore del Ciad, la lingerie sexy nelle vetrine del Cairo, la capanna di Geoffrey, ex bambino soldato ugandese, e della sua sposa rapita Nighty, le nottate nei jazz club della Swinging Addis. Ed esiste il lavoro dei volontari, molti dei quali italiani, che da anni portano verso Sud competenza ed entusiasmo, e vengono ripagati in fatica e bellezza. Gianni Biondillo racconta in questo libro la sua Africa, quella che ha potuto scoprire in cinque viaggi al seguito di organizzazioni umanitarie o da semplice cronista. Tra Eritrea, Ciad, Egitto, Uganda ed Etiopia, la sua esplorazione restituisce, di quel vasto continente, un'immagine viva, ripulita dall'opacità degli stereotipi, che fa i conti con i nostri pregiudizi e li ribalta in sapori, colori, incontri. E nostalgia.
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Taccuino di un vecchio sporcaccione
Guanda, 17/04/2014
Abstract: " Pagina dopo pagina ti colpisce e ti commuove."The Washington Post" La sua era la musica nascosta delle strade e delle periferie."The New York Times" In un'epoca di conformismo, Bukowski scrive delle persone che nessuno vorrebbe essere: il brutto, l'egoista, l'emarginato, il pazzo."The Observer"Bukowski ha portato tutti con i piedi sulla terra, anche gli angeli."Leonard CohenI cavalli, la boxe, le donne, le sbornie colossali e le interminabili giornate al bar sullo sfondo di un'America povera ed emarginata. Nel suo libro più celebre, Charles Bukowski rappresenta con forza e crudezza tutto il suo universo narrativo, senza mai perdere la capacità di sorridere davanti alla desolazione della vita.
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Trilogia del ritorno: L'amico ritrovato-Un'anima non vile-Niente resurrezioni, per favore
Guanda, 17/04/2014
Abstract: UNICA EDIZIONE IN COMMERCIO CHE CONTIENE LA TRILOGIA COMPLETA:L'amico ritrovato Un'anima non vileNiente resurrezioni per favore Niente resurrezioni per favore"Mi sentivo prima tedesco, poi ebreo." In questa frase, più ancora che nel tema sconvolgente dell'Olocausto, è racchiuso il fascino dei tre romanzi brevi di Fred Uhlman che nascono dalla tragedia di chi, disperatamente innamorato della Germania e della sua cultura, se ne vide nel 1933 allontanato in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. In "L'amico ritrovato" questa lacerazione coincide con la fine di una fortissima amicizia fiorita al liceo di Stoccarda tra due adolescenti: l'ebreo Hans Schwarz, figlio di ricchi borghesi, e il nobile Konradin von Hohenfels. Il nazismo travolge questo legame con la forza di un contagio che sembra colpire anche l'amico prediletto e condurlo al tradimento. La smentita verrà solo trent'anni dopo, dalle righe di un vecchio album di scuola e dall'ultima lettera scritta ad Hans da Konradin, divenuto ufficiale della Wehrmacht e prossimo a essere giustiziato per aver preso parte alla congiura contro Hitler: una confessione che è anche l'appassionato tentativo di spiegare come un popolo intero possa precipitare nella barbarie. Ma per Uhlman quanto è avvenuto non può essere archiviato nel segno consolatorio del ricordo giovanile, e forse proprio per questo la chiave dell'intera Trilogia va considerato "Niente resurrezioni, per favore": il confronto, nella Germania opulenta del dopoguerra, fra l'ebreo emigrato Simon Elsas e i suoi vecchi compagni di scuola non garantirà la riconciliazione, ma la reciproca incomprensione, la colpevole dimenticanza del passato.
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Noi che abbiamo l'animo libero. Quando Amleto incontra Cleopatra
Longanesi, 17/04/2014
Abstract: Nel loro omaggio al teatro, metafora del mondo, Edoardo Boncinelli e Giulio Giorello hanno individuato nelle figure di Amleto e di Cleopatra una lente con la quale osservare i grandi dilemmi della religione, della politica e della scienza. I protagonisti dei due capolavori di Shakespeare (Amleto e Antonio e Cleopatra) esprimono il congedo da un mondo finito, ordinato e circoscritto, per inoltrarsi in un universo senza più confini, costellato di innumerevoli incognite e sfide. Una svolta cosmologica, politica e morale dalla quale non si torna indietro. Sono allora la "dismisura" delle passioni e la tensione verso l'infinito ad avvicinare idealmente la regina d'Egitto e il principe di Danimarca. Un'"esperienza di libertà", la loro, che è insieme opera di creazione e di distruzione. E noi, a distanza di secoli, non cessiamo di pensare e di stupirci di fronte alle loro grandiose parabole. Prendendo spunto dall'immaginario di Shakespeare, e facendo interagire le loro conoscenze in materia di biologia e di filosofia, Boncinelli e Giorello danno vita a un appassionato confronto sui temi cruciali della condizione umana: fallibilità della ragione e brama di gloria, caducità dell'esistenza e spinta creatrice, vincoli della responsabilità e aspirazione alla libertà.
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Chiarelettere, 17/04/2014
Abstract: Una nuova puntata di Chiarelettere su potere e terrorismo. Una storia mai del tutto chiarita, i cui protagonisti sono in parte ancora presenti sul palcoscenico della politica e della società. Migliaia di persone (non meno di 10.000 i fiancheggiatori delle Br secondo un rapporto del Pci), tra simpatie, silenzi, complicità indirette o scoperte, hanno reso possibile una guerra che ha lasciato troppi morti e feriti e che ha infangato il sogno di giustizia di tanti giovani impegnati allora a difendere la democrazia dall'eversione fascista. Da sole le Br non ce l'avrebbero fatta a mettere in ginocchio un paese intero. In questo libro si vuole ricostruire il percorso di chi, tra le file della borghesia e anche della classe operaia, ha aderito, simpatizzato o accettato, talvolta a rischio della vita, di coprire e giustificare il fenomeno terroristico. Negli uffici, in fabbrica, nelle aule universitarie, nei giornali molti simpatizzavano con chi aveva scelto la linea di opposizione violenta allo Stato. Documenti, dichiarazioni, articoli, fatti parlano chiaro e non possono essere smentiti. Non vale ora riscrivere la propria biografia, soprattutto per rispetto nei confronti di coloro che hanno pagato duramente le loro scelte. Per rispetto nei confronti delle vittime. Talvolta è mancata una franca assunzione di responsabilità ed è prevalsa la voglia di chiudere con il passato, cancellandolo. Per paura, per vergogna, per calcolo di potere.
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Guanda, 17/04/2014
Abstract: "Uno scrittore di razza. Un umorismo poetico, trasognato e irresistibile. Da non perdere." Giancarlo De Cataldo"Uno scrittore imprevedibile, acuto e di grande godibilità letteraria." la Repubblica"Biondillo divaga cercando l'anima delle cose. Colora di leggenda il grigio delle periferie... Appassiona, diverte, poi, dopo tutto, finisce. Senza fretta, d'un fiato." Corriere della Sera"Biondillo ha il dono di una scrittura fluida e sicura, che, unita a un autentico interesse per i problemi della società contemporanea, gli permette di narrare con intensità e ironia efferati delitti, ordinarie prevaricazioni, umanissime debolezze." Panorama Milano sta cambiando. Archiviata dolorosamente quella "da bere" del rampantismo anni Ottanta, la città si sta trasformando da capitale della moda e della finanza a moderna metropoli multietnica che ambisce a un ruolo sempre più centrale nella cultura europea e occidentale. Primo passo in questa direzione l'Expo del 2015, in grado di convogliare sul capoluogo lombardo l'attenzione del mondo intero. Esistono molti modi per conoscere una città, e molti modi per raccontarla: Gianni Biondillo e Michele Monina, il primo milanese di nascita e il secondo d'adozione, entrambi appassionati di psicogeografia, decidono di intraprendere insieme un viaggio programmatico. Un pellegrinaggio attorno alla città, camminando in un territorio dimenticato dai viaggiatori abituali. Seguendo il margine delle tangenziali di Milano, usato come una sorta di filo d'Arianna, i due scrittori cercano di mappare la città a partire dai suoi bordi sfrangiati, finendo per scrivere un libro in cui il viaggio da raccontare è uno solo, ma i racconti di viaggio sono due, come due sono gli sguardi, i vissuti, le voci. Tra nutrie morte al bordo della strada, statue di Mao Tse-tung in marmo bianco, ex combattenti ustascia finiti a fare i carrozzieri, ragazzine rom stese sul letto della propria roulotte ad ascoltare musica, Biondillo e Monina mettono in scena luoghi, personaggi, aneddoti, traiettorie sghembe, vie d'acqua, cantieri in corso, polaroid di periferie, suggestioni psicogeografiche, appunti di fisiognomica cittadina, materiali vari raccolti durante i lunghi tragitti, tutti percorsi rigorosamente a piedi. Potevano stupirvi con effetti speciali. Lo hanno fatto.
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Guanda, 17/04/2014
Abstract: Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1995, Seamus Heaney è uno dei più grandi protagonisti del rinascimento culturale irlandese. La sua lirica, come suggerisce Roberto Mussapi, è fortemente legata alla realtà e ai miti della sua terra, ma non assume mai connotazioni particolaristiche o nazionalistiche, si traduce al contrario in una partecipe esplorazione della natura, in un viaggio capillare nel paesaggio, nei segreti delle sue acque e delle sue torbiere, nella vita germinale della campagna. La sua poesia è un incessante lavoro di scavo, la sua penna è, come lui stesso ha scritto, una vanga affondata nella terra alla ricerca delle nostre origini e dei misteri primordiali dell'essere, ma sempre entro i confini dell'esperienza quotidiana e concreta.
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Bollati Boringhieri, 17/04/2014
Abstract: "Un vero godimento, originale e di altissimo livello."il Fatto quotidiano - Fabrizio d'Esposito"Se il romanzo poliziesco funziona quando, oltre a tenere alta la suspense dell'intreccio, riesce a descrivere un ambiente, una città, una società, quelli di Hans Tuzzi hanno, oltre a tutto ciò, anche qualcosa di più."la Repubblica - Leopoldo Fabiani""Un vero godimento, originale e di altissimo livello".""il Fatto quotidiano" - Fabrizio d'Esposito""Se il romanzo poliziesco funziona quando, oltre a tenere alta la suspense dell'intreccio, riesce a descrivere un ambiente, una città, una società, quelli di Hans Tuzzi hanno, oltre a tutto ciò, anche qualcosa di più".""la Repubblica" - Leopoldo FabianiGiugno 1914: un mercante levantino viene trovato cadavere nelle acque del porto di Trieste. Oltre che un mercante, però, il morto è l'informatore di un giovane agente segreto imperialregio, Neron Vukcic, che sospetta subito un omicidio. Comincia così un'indagine che si trasforma ben presto in un percorso a ritroso, basato su indizi e deduzioni: dall'ultima tappa toccata dal mercante prima di morire annegato, Sarajevo, Vukcic arriva sino a Istanbul, la capitale del vecchio impero ottomano, a quel tempo ancora Costantinopoli. La missione del nostro giovane agente segreto prosegue, piena di insidie, in un continuo incrociarsi di spie dei tre diversi imperi destinati a scomparire di lì a poco – l'austriaco, il turco, il russo –, di membri di società segrete nazionaliste, di danzatrici di successo internazionale. Attentati e agguati, mosse e contromosse animano e complicano una trama che riconduce inesorabilmente, in quel caldo giugno 1914, a Sarajevo, dove i servizi segreti delle Grandi Potenze hanno innescato un gioco più grande di loro.In tutti i suoi romanzi Tuzzi è maestro nella ricostruzione di ambienti e luoghi: qui immerge il lettore nell'atmosfera della Belle Epoque, oltre che dei Balcani teatro di intrighi, avvincendolo con la trama e distraendolo con dettagli inediti e spassosi su città e luoghi ancora selvaggi. E soprattutto divertendolo con continui ammiccamenti agli appassionati del giallo, invitati a riconoscere in Neron Vukcic, la versione giovane di un celeberrimo detective che, come Neron, è nato in Montenegro il 17 aprile 1893, è cresciuto presso la famiglia del cugino, ha una taglia forte, ama le orchidee e la buona tavola...
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Garzanti Classici, 17/04/2014
Abstract: COLLANA DIRETTA DA VITO MANCUSO Il libro di Qohelet – noto anche come Ecclesiaste – è uno dei testi più originali e controversi della Bibbia ebraica. Prendendo le mosse dal celebre motto "Vanitas vanitatum, et omnia vanitas", il testo – con respiro poetico e religioso – si interroga sul senso della vita, sul valore della conoscenza, sul destino dell'uomo e sul suo rapporto con un divino spesso sfuggente e silenzioso. La riflessione di Qohelet, a tratti aspra e provocatoria, supera di slancio ogni possibile riduzione spiritualistica, ascetica o sapienziale che voglia censurare quanto sembri in contraddizione con il disegno della rivelazione. Qohelet è la testimonianza di una fede fermissima, capace però di esporsi a tutte le sfide del dubbio. Il volume è una vera e propria guida alla lettura e comprensione di quello che è stato definito da Carlo Maria Martini "il libro più originale e scandaloso dell'Antico Testamento". Un'introduzione chiara e completa, una traduzione nuova e ampiamente commentata e un quadro delle riletture sacre e profane che di Qohelet sono state date nel corso dei secoli, da Leopardi a Tolstoj, dall'Imitazione di Cristo ai lieder di Brahms. Piero Stefani insegna Ebraismo presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano e tiene corsi presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Le radici bibliche della cultura occidentale (2004), Fede nella Chiesa? (2011), Gesù (2012).