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La folle biblioteca di nonna Huld
Salani Editore, 17/09/2015
Abstract: Albertína ha undici anni, e vive con i suoi genitori nel nuovissimo complesso residenziale La Gabbia Dorata, in un appartamento senza libri, perché la lettura è considerata dannosa per i bambini e da tempo è stata bandita ogni forma di parola scritta e di informazione. Il suo unico rifugio è il bagno, dove può leggere cose interessanti come "balsamo nutriente per capelli" e "una pastiglia due volte al giorno". La città intorno a lei è ostile e deserta, le gru dei cantieri incombono ovunque e i suoi genitori sono sempre tristi e preoccupati per le continue visite di un rappresentante della perfida Banca Aurea, detentrice del mutuo stipulato per l'acquisto di quel terribile appartamento. Anche a scuola, nell'Istituto Cimici, le cose non vanno molto meglio, visto che gli studenti devono calcolare rate e interessi tutto il giorno. Ma poi, un giorno, nell'asettica Gabbia Dorata arriva la trisavola di Albertína, la bizzarra Nonna Huld, con la sua sterminata, polverosa e interessantissima biblioteca e ha inizio la più straordinaria delle avventure per salvare il mondo dalla cattiveria e dall'ignoranza.
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Feltrinelli Editore, 23/09/2017
Abstract: L'amore passaScusami,ho usatola nostra canzoneper una nuovarelazione
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Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà
Feltrinelli Editore, 24/09/2015
Abstract: Un piccolo libro. Un grande tema. Esiste davvero la globalizzazione? O, in altri termini, esiste davvero un nemico radicale chiamato globalizzazione? Alessandro Baricco prende le mosse da un assunto molto preciso: non dare nulla per scontato. Ecco perché, posto il primo quesito, lo scrittore procede attraverso una serie di ulteriori quesiti e di esemplificazioni alla ricerca di una nitida percezione del fenomeno che abbiamo imparato a chiamare globalizzazione. Prima conclusione: quel che sta accadendo ha certamente un fondamento reale, ma quanta parte del pianeta coinvolge? Ciò che viene avvertito come globale non è piuttosto una direzione, un correre indistinto seguendo le "indicazioni"? Sì, però, come la ferrovie nel West hanno cambiato il mondo, anche ciò che ora punta verso il futuro cambierà il mondo. E allora i no-global? Da che parte vanno? Resistono a un processo sentito come irrimediabilmente "cattivo", sapendo contemporaneamente che in esso sono veicolati degli elementi positivi. Ma in realtà, dice Baricco, "la globalizzazione buona è fatta con gli stessi mattoni della globalizzazione cattiva". E allora? La risposta è molto articolata, ma sostanzialmente fa perno intorno alla capacità di immaginare e anche di sognare. "Così come ce la stanno vendendo la globalizzazione non è un sogno sbagliato: è un sogno piccolo. Arrestato. Bloccato. Ostaggio dell'immaginario di manager e banchieri. Sognare quel sogno al posto loro: questo, e nulla meno di questo, sarebbe il nostro compito".
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Feltrinelli Editore, 24/09/2015
Abstract: "L'importante è cercare, non importa se si trova o non si trova"Come definire una storia come questa? A prima vista potrebbe sembrare un romanzo fantastico, ma forse sfugge a ogni possibile definizione. Tabucchi l'ha sottotitolato "Un mandala", ma a ben vedere, con criteri tutti occidentali, si tratta in fin dei conti di un'inchiesta, una ricerca che sembra condotta da un Philip Marlowe metafisico. Ma con la metafisica, in questa ricerca spasmodica e pellegrina, si sposa un concetto tutto terrestre della vita: sapori, odori, luoghi, città, fotografie che sono legati al nostro immaginario, ai nostri sogni, ma anche alla nostra quotidiana esperienza. E allora? Nella sua nota Tabucchi suggerisce di pensare a un monaco vestito di rosso, a Hölderlin e a una canzone napoletana. Potranno forse sembrare degli ingredienti incongrui. Ma forse è meglio non cercare la congruenza in uno dei più stravaganti, visionari e insieme struggenti romanzi che la letteratura italiana ci abbia mai regalato. Il romanzo postumo del grande scrittore.
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Feltrinelli Editore, 23/09/2017
Abstract: Ultime notizie dalla famiglia. Dalla famiglia Malaussène, si intende. Dalla tribù di Belleville che popola, felice, l'immaginazione dei lettori e continua ad accendere quella del suo autore. Daniel Pennac ci fa sapere che la famiglia fa ancora rumore, che lascia echi, scie, code. Come i due testi che mettono le ali a questo volume: "Signor Malussène a teatro", un esilarante monologo sulla paternità, e "Cristianos y moros", un racconto breve che fa luce sul Piccolo, sulla sua caparbia volontà di conoscere l'identità del padre naturale. A saga conclusa, insomma, Pennac riapre le pagine dei suoi romanzi per evocare nuove figure, nuovi umori, nuove situazioni, per ridare la parola al coro della sua balzana famiglia e rispondere con la sua saggezza discreta al caos abissale del nostro tempo.
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Feltrinelli Editore, 23/09/2017
Abstract: Cosa significa tradire? Come si tradisce? Il tradimento ha per tutti lo stesso significato? Banana Yoshimoto, più che dare risposte, disegna paesaggi emotivi che delineano i confini di uno degli aspetti più dolorosi ed enigmatici del vivere. Chi tradisce? La fanciulla che ha una relazione con un uomo sposato o la moglie ingannata che, consapevole dell'affaire, mente annunciandole la morte dell'amante? Chi si sente più tradito? La madre che pensa sia giusto confidare alla figlia la data di morte della nipotina appena nata, rivelandole il suo calcolo astrologico, o la figlia che non vorrà mai più perdonarla per la nefasta profezia? Le protagoniste di questi racconti sono giovani donne giapponesi tra i venti e i trent'anni. Per motivi disparati, si trovano in Argentina, Paraguay, Brasile: terre dalle tinte fortissime, colme di una straordinaria energia vitale che colpisce la loro sensibilità. Sono tutte partecipi o spettatrici di un tradimento che, dalla prospettiva straniata dell'essere altrove, acquista una dimensione diversa e diventa un'occasione speciale per riflettere più profondamente sulla propria identità. Come spesso succede con Banana Yoshimoto, più che la trama in sé, è lo sviluppo dei personaggi ad avere importanza, il loro modo di accostarsi alla realtà e ai suoi molteplici aspetti. E nelle loro differenti vicende, il tradimento diventa un inevitabile passaggio dell'esistenza, un'esperienza integrante della vita.
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Fazi Editore, 25/09/2015
Abstract: Uno sguardo di denuncia sulla drammatica realtà del mercato degli organi, calato in un thriller a cui fanno da sfondo una Turchia sospesa tra Oriente e Occidente.Franco e Ornella, marito e moglie, entrambi sulla quarantina, senza figli, visitano la Turchia in un viaggio organizzato. Ornella è un'insegnante di pianoforte a corto di allievi e Franco un ex promotore finanziario senza più affari. Il crollo della Borsa, nel 2000, gli è stato fatale. In realtà, il vero scopo del tour è un guadagno di ben 27.000 euro. Trasportano droga (il Captagon, una sostanza sintetica prodotta in Olanda di cui in Oriente vi è una discreta richiesta) che tenteranno di scambiare con un bambino, destinato al mercato delle adozioni illegali. La merce, come pattuito, dovrà trovarsi, l'ultimo giorno del loro viaggio, alle porte del bazar di Istanbul. Complice la guida turca che accompagna il gruppo. E cosa c'è di meglio di un viaggio organizzato per coprire un traffico illecito? Questo almeno è ciò che pensa Franco, un uomo che discetta, giudica e disprezza a tal punto da non vedere le cose che ha sotto gli occhi. Perché in realtà l'impresa in cui s'è imbarcato è molto più sporca di quanto non immagini, e Ornella, almeno lei, lo sa benissimo. Tutto dovrebbe filare liscio, secondo i piani, e invece un delicato, sottile meccanismo fatalmente s'inceppa. L'incontro fortuito con Riccardo, compagno di scuola di Franco, complicherà le cose. Il lettore, seguendo il punto di vista del protagonista, scoprirà un altro nefando mercato: la nera e triste tratta degli organi. Qual è la reazione dell'uomo? Lo rivela il finale mozzafiato del romanzo, che è un thriller classico e allo stesso tempo una riflessione profonda sui rapporti tra Oriente e Occidente, una guida appassionata a una delle città più affascinanti del mondo.
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Ponte alle Grazie, 17/09/2015
Abstract: FINALISTA PREMIO CAMPIELLO 2016"Viene in mente Memorie del sottosuolo di Dostoevskij". Alberto Sebastiani, La Repubblica"Il libro lascia senza fiato [...] Ogni paragone con la romanzeria media sarebbe fuori luogo. Oltre a fare squadra a sé, Tarabbia gioca in un'altra categoria, quella poco affollata dei fuoriclasse". Alessandro Gnocchi, Il Giornale Tra il 1978 e il 1990, mentre in Unione Sovietica il potere si scopriva fragile e una certa visione del mondo si avviava al tramonto, Andrej Čikatilo, marito e padre di famiglia, comunista convinto e lavoratore, mutilava e uccideva nei modi più orrendi almeno cinquantasei persone. Le sue vittime – bambini e ragazzi di entrambi i sessi, ma anche donne – avevano tutte una caratteristica comune: vivevano ai margini della società o non si sapevano adattare alle sue regole. Erano insomma simboli del fallimento dell'Idea comunista, sintomi dell'imminente crollo del Socialismo reale. Questo libro, sospeso tra romanzo e biografia, narra la storia di uno dei più feroci assassini del Novecento attraverso la visionaria, a tratti metafisica ricostruzione della confessione che egli rese in seguito all'arresto. E fa di più. Osa raccontare l'orrore e il fallimento in prima persona: Čikatilo, infatti, in questo libro dice "io". È lui stesso a farci entrare nella propria vita e nella propria testa, a raccontarci le sue pulsioni più segrete, le sue umiliazioni e ossessioni. Il giardino delle mosche è un libro lirico e crudele allo stesso tempo: la storia di un'anima sbagliata, una meditazione sul potere e la sconfitta e, soprattutto, una discesa impietosa fino alle radici del Male.
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Ponte alle Grazie, 17/09/2015
Abstract: L'Occidente si proclama campione della libertà e dichiara improbabili "guerre al terrorismo", ma è in verità il più grande artefice del terrore globale. Ciechi, o accecati dalla propaganda, i cittadini europei e nordamericani sembrano ignorare completamente l'azione dei loro governi e delle loro multinazionali. Eppure, è sotto gli occhi di tutti: dai tempi del colonialismo le potenze occidentali si adoperano costantemente per destabilizzare il resto del mondo, provocando genocidi, disastri ecologici, esodi di massa di intere popolazioni. In un dialogo appassionato e appassionante, Noam Chomsky e Andre Vltchek, osservatori acuti e partecipi di ciò che accade in ogni angolo del globo, affrontano senza pregiudizi i peggiori crimini compiuti dall'Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Muovendosi nelle diverse aree geopolitiche, dall'Europa orientale al Sudest asiatico all'Africa al Medio Oriente al Sudamerica, il grande studioso e il giornalista d'inchiesta svelano gli interessi dell'imperialismo europeo e nordamericano che sempre si celano dietro a guerre, massacri, miseria. Ma se entrambi hanno dedicato la vita alla lotta, scontrandosi continuamente con la censura dei paesi "liberi", è perché sanno anche cogliere, nello scenario desolante del mondo governato dall'Occidente, motivi di rinnovamento e di speranza in un mondo finalmente libero dal terrore e dalle sue cause.
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Ponte alle Grazie, 08/10/2015
Abstract: "GRANDISSIMO, MAESTOSO ROMANZO. È COSÌ CHE SI SCRIVE!" STEPHEN KING "Se ne è accorto Stephen King, ammiratore entusiasta della Waters, la cui prosa avanza (come in King) con una incrollabile ricchezza di tensione e di azione."la Repubblica - Leonetta Bentivoglio"Con "Gli ospiti paganti" Sarah Waters ha scritto sia una bella storia d'amore, sia un romanzo psicologico cupamente ricco di suspence... il lettore dovrà affrontare un giro sulle montagne russe che lo lascerà letteralmente senza fiato."The Washington Post "Sarah Waters è una delle migliori narratrici viventi."The Indipendent "Sarah Waters immerge il lettore nella vita londinese del dopoguerra... E, alla fine, la sua bella rievocazione storicca, ricca dell'atmosfera del tempo, cede il passo a una domanda più universale: cosa fai tu per amore?"The Economist "Grandissimo, maestoso romanzo. È così che si scrive. "Stephen King"Un intreccio magistrale di crimine, vita domestica e passione romantica."Los Angeles Times ""Gli ospiti paganti" conferma il talento superbo della Waters, insuperata testimone letteraria di epoche perdute e vite segrete."The Times "Come accade con tutti i romanzi della Waters, verrete stregati da ogni pagina... Invano ho cercato di trovare anche una sola cosa negativa da dire su questo libro."Financial Times Londra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di giovani sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell'appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un'intimità con estranei a cui le due donne non sono abituate. Lo scenario cambia velocemente, e molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio. Con la maestria narrativa che l'ha già consacrata al successo di pubblico e critica, Sarah Waters imbastisce un racconto avvincente sulla passione amorosa, i desideri inconfessati e le loro travolgenti conseguenze. Un romanzo raffinato, che inserisce nell'affresco di un'epoca storica personaggi destinati a rimanere nel cuore e nella memoria del lettore, così vivi, così autentici nella loro drammatica brama di felicità.
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Come le vene vivono del sangue
Ponte alle Grazie, 11/02/2016
Abstract: Un romanzo dalla scrittura diramata e tutta scheggiata da punte di luce, attenta ai particolari più minuti, resi significativi, smaglianti, con la grazia di una Katherine Mansfield o di una Alice Munro. Giuseppe ConteMolto è già stato detto su Antonia Pozzi, ragazza "imperdonabile" che, nonostante la sua breve vita, ha lasciato più di trecento poesie, numerose lettere, pagine di diari e circa tremila fotografie, e la cui figura è oggetto di una straordinaria riscoperta tanto di pubblico quanto di critica. Eppure c'e sempre, quando si parla di lei, l'impressione di qualcosa di incompiuto. Come se la "troppa vita" che le scorreva nel sangue non si sia mai voluta lasciare decifrare fino in fondo. Come se ci fosse sempre troppo da dire, e nello stesso tempo un'urgenza di silenzio avesse costantemente attraversato lei e le persone che le stavano accanto. Per raccontare questo personaggio complesso, profondo e a tratti enigmatico, che ha attraversato gli anni Trenta con intelligenza e passione, sofferenza e determinazione, Gaia De Pascale ha scelto la via del romanzo. Il libro dà la parola alla stessa Antonia, scavando nell'animo della protagonista e restituendo le persone, i luoghi e le atmosfere di un tempo cruciale sotto ogni punto di vista per la storia del nostro Paese. In bilico tra realtà e finzione, Come le vene vivono del sangue usa il verosimile come unico mezzo possibile per accedere al fondo segreto dell'esistenza di Antonia Pozzi, e rende omaggio a una indimenticabile figura femminile che ha saputo attraversare con la stessa profondità tanto la vita quanto la morte.
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Salani Editore, 30/09/2015
Abstract: "Una Fred Vargas basca incontra True Detective."Livres Hebdo"Dolores Redondo ha costruito un intreccio complesso e ammirevole, mescolando tradizioni letterarie che a prima vista sembrano non avere niente in comune."Care Santos"Un thriller di alto livello con una protagonista affascinante e un bellissimo sguardo sulla mitologia basca."Isabel Allende"L'ispettrice della Navarra Amaia Salazar è un personaggio incredibile, che travalica i confini del genere."La Vanguardia"Dalla cittadina di Baztán Dolores Redondo ha conquistato mezzo mondo."El País"Un thriller di alto livello con una protagonista affascinante e un bellissimo sguardo sulla mitologia basca" Isabel Allende. "Una Fred Vargas basca incontra True Detective" Livres Hebdo. "Dalla cittadina di Baztán Dolores Redondo ha conquistato mezzo mondo" El País."L'ispettrice della Navarra Amaia Salazar è un personaggio incredibile, che travalica i confini del genere" La Vanguardia. "Dolores Redondo ha costruito un intreccio complesso e ammirevole, mescolando tradizioni letterarie che a prima vista sembrano non avere niente in comune"Care Santos.Amaia Salazar non è una donna qualunque. È una poliziotta esperta e intelligente, che è riuscita a superare l'ostilità dei colleghi uomini fino a guadagnarsi la loro stima. Anche la sua vita privata è ricca e appagante, grazie a un marito che la ama moltissimo. Ma quando una serie di delitti atroci la richiamano nel paese di origine dove vive la sua famiglia e che Amaia era ben felice di avere abbandonato, ogni certezza si sgretola improvvisamente: antiche angosce si risvegliano, segreti che sperava dimenticati e che invece ritornano, come se fossero misteriosamente collegati a quegli omicidi. Per risolvere il caso Amaia è costretta a confrontarsi con il lato buio della sua anima mettendo a rischio la solidità della propria vita, i legami familiari, perfino la certezza del proprio lavoro, e cercare l'assassino lungo i sentieri di antiche leggende, superstizioni inquietanti che parlano di un potere ancestrale e invincibile... Dolores Redondo ambienta Il guardiano invisibile tra i boschi della Navarra, nel Nord della Spagna: con perfetto equilibrio unisce suspense e folclore, dando vita a un thriller in cui i paesaggi si animano, teatro dell'azione del male e allo stesso tempo della sua sconfitta. Consacrato dal successo internazionale, Il guardiano invisibile si legge avidamente e immerge il lettore nelle sue atmosfere come un tuffo in acque profonde."Loro non erano sante.Non si sottomettevano con abnegazione. Lui doveva strappare loro la vita come un ladro di anime."
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Rizzoli, 08/10/2015
Abstract: "Che può fare un uomo per garantirsi l'eternità, se non passare il testimone al figlio maschio?" si domanda il vecchio don Turiddu Ciuni, mentre sente che la vita gli scappa via. Non si dà pace che la moglie si sia ostinata a far studiare tutti e dodici i loro figli, femmine comprese, e che nessuno di loro voglia occuparsi del feudo di Testasecca, nell'entroterra siciliano. La delusione più grande gliel'ha data ovviamente il primogenito, Filippo, che alla terra ha preferito la letteratura, aprendo una libreria e pure una casa editrice. "Grandissime minchiate", secondo l'anziano padre. Non la pensa così Concettina, che adora quel suo fratello sognatore e – siamo nel 1934 – vede in lui la possibilità di un futuro migliore per l'intera famiglia. Ma il destino si divertirà a sovvertire ogni aspettativa e, negli ottant'anni di storia raccontati in questo romanzo, chiamerà proprio lei, le sue figlie e le nipoti, a dimostrare quella straordinaria capacità di resistere che è propria di ogni donna. Con una scrittura che ha tutto il sapore e il calore della Sicilia, Giuseppina Torregrossa costruisce una potente saga familiare in cui l'amore per la vita e la passione per i libri si uniscono come due strumenti diversi che suonano la medesima armonia.
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Bompiani, 22/10/2015
Abstract: "L'uomo ha sempre avuto bisogno di placare le sue angosce; da sempre ha avuto bisogno di credere, di avere una religione che gli permettesse di avere delle risposte a domande difficili. Alcune persone rifiutano la religione: è un loro diritto. Questi racconti, i cui personaggi sono inscritti nella cultura religiosa, hanno l'obiettivo di rendere più vicini alla nostra cultura e al nostro immaginario alcuni profeti e personaggi d'eccezione.In questo libro la loro vita è romanzata: è raccontata come se fossero eroi di un romanzo, una sorta di fiction ispirata a una realtà lontana e mitologica." Tre racconti sulla religione, sulla sua importanza e i suoi principi etici. Tre storie di grandi uomini che sono anche tre storie di fede. Le vicende, tutte umane, di chi ha combattuto per difendere il proprio credo in un Dio unico (sia questi il Dio cristiano, ebraico o musulmano), accettando di essere presi per pazzi e di essere perseguitati dal proprio popolo. Tahar Ben Jelloun ci riporta ad epoche e luoghi lontani, ai confini della leggenda, per parlarci di Giustizia, Fede, Rispetto. Contro il materialismo e il politeismo, la superficialità e le ingiustizie sociali, di allora e di sempre.
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Feltrinelli Editore, 14/10/2017
Abstract: Da una parte, i palestinesi. Dall'altra, gli israeliani. In mezzo, un muro in costruzione e le ricerche di una giovane e ambiziosa giornalista americana, Susan Foster. Grazie al suo mentore e caporedattore, Susan ottiene l'incarico di corrispondente da Gerusalemme ed entra così in contatto con le profonde contraddizioni della Città Santa e di quella terra bellissima e maledetta che fa da teatro al conflitto israelo-palestinese. Catapultata in una realtà ambigua e feroce, sembra trovare un po' di stabilità quando inizia una relazione con un collega, ma l'illusione di armonia dura poco. Tra i vicoli polverosi della Città Vecchia e lungo la linea verde del confine tra Israele e Cisgiordania, c'è chi si batte per un processo di pace, ma anche chi è disposto a tutto pur di proteggere quello in cui crede, con mezzi leciti e illeciti. Il gioco si fa sempre più grande, troppo grande per Susan: la destra sionista, Hamas, il Mossad e gli scandali della corruzione. Ben presto la giovane si trova coinvolta in oscure trame di potere che, in un crescendo di colpi di scena, la spingeranno ad adoperarsi con sempre più veemenza per denunciare gli orrori a cui assiste. Fino forse a intravedere, non senza aver pagato un caro prezzo, un debole raggio di speranza. Sullo sfondo di una Gerusalemme tanto affascinante quanto sciagurata, un'avvincente spy story che ci porta dritti al cuore di una guerra terribile e infinita.Non guardare in faccia nessuno. Non fidarti di nessuno.
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Feltrinelli Editore, 14/10/2017
Abstract: Un elefante di nome Salomone attraversa a piedi mezza Europa, da Lisbona alla Spagna e poi da Genova fino a Vienna, come regalo di nozze di João III, re del Portogallo, all'arciduca austriaco Massimiliano II. L'episodio storico del XVI secolo fornisce lo straordinario innesco narrativo per José Saramago per creare una grande avventura in cui sono percorse le strade del continente al seguito di Salomone: eserciti bislacchi, prepotenti figure di sangue blu, sacerdoti che a seconda delle circostanze esorcizzano l'elefante oppure ne supplicano il miracolo, in un'età che passerà alla storia come quella della Controriforma, ma anche cavalli, buoi e contadini. Su tutti si staglia la figura di Subhro, il conducente oltre che amico dell'elefante, che con il suo straordinario acume riesce a cavarsela sempre per il meglio, deridendo ogni volta le inutili arroganze del potente di turno. Favola raffinatissima ma anche grande metafora della vita: qui Saramago ha buon gioco nell'esercitare il suo migliore umorismo e la sua ironia graffiante verso la burocrazia e la corruzione intrinseca di tutti gli uomini. Un libro delizioso e arguto, una grande allegoria sul potere.
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Feltrinelli Editore, 22/10/2015
Abstract: In una fredda domenica invernale, mentre una tempesta di neve avvolge Villerude-sur-Mer, una piccola stazione balneare sulla costa atlantica della Francia, due persone varcano la soglia del cinema Le Paradis. La domenica è giorno di cineforum e il vecchio proiettore scriocchiolante mostra sullo schermo le immagini in bianco e nero di Jean Gabin. Ma Antoine è distratto. Qualcuno in sala ha catturato la sua attenzione: una donna minuta, dal profilo delicato e lunghi capelli rossi, una figura che sembra riemergere direttamente dalla sua infanzia. Capace di far funzionare qualsiasi congegno tranne la propria vita, Antoine è un abile meccanico tuttofare, un timido che sogna di diventare un eroe. La donna, invece, è Rose, violoncellista di talento in fuga dalla notorietà.Mentre il cinema Le Paradis rischia la demolizione e il paese spera in un piccolo miracolo, Antoine e Rose si trovano coinvolti in una grande avventura, un'impresa epica che ha come protagonisti un Jack Russell di nome Nobody, Bach, due bambini su una spiaggia bianca, una vecchia cassaforte e delle luci difettose che lampeggiano ogni volta che qualcuno si avvicina a ciò che più desidera…
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Il fantastico viaggio di Rapunzel
Feltrinelli Editore, 22/10/2015
Abstract: In tutto il Regno di Tyme, dalle Terre Rosse alle Terre Grigie, nessuna ragazza ha la fortuna di Rapunzel: vive in una torre magica che esaudisce ogni suo desiderio, legge libri meravigliosi in cui lei è sempre protagonista, i suoi sono i capelli più lunghi e più lucenti del mondo. E lei lo sa, perché glielo dice la sua adorata Strega, che la protegge dai principi crudeli, dal mondo pericoloso, là fuori, e addirittura dai pensieri tristi.Finché un ladruncolo di nome Jack non si arrampica fino alla sua stanza in cima alla torre e ruba una delle sue rose stregate. Rapunzel s'infuria, non tanto per il furto, ma perché è la prima volta che qualcuno non rimane incantato alla sua vista. E s'infuria ancora di più quando il ragazzo insinua che Strega le stia nascondendo la verità e che non sia la sua vera madre. Ma quando Jack le rivela che le fate hanno poteri più forti di quelli di Strega e che potrebbero farle del male, Rapunzel si convince a seguirlo giù dalla torre, nel mondo che non ha mai conosciuto in quindici anni... Comincia così il suo avventuroso viaggio nel fantastico regno delle terre colorate e delle loro fate, alla ricerca delle proprie origini e della propria identità. Un romanzo denso di suggestioni, che racconta il passaggio dall'innocenza alla consapevolezza, che parla di amore e fedeltà, di egoismo e coraggio, del dolore di ogni scelta e della forza necessaria per essere davvero liberi. Con una protagonista spontanea, un po' pasticciona ma incredibilmente tenera e originale, che con la sua ingenuità farà riflettere sulla natura della condizione umana e delle relazioni con gli altri.
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Feltrinelli Editore, 22/10/2015
Abstract: Minerale roccioso o lava incandescente, De Luca scava nel ventre della terra e ne estrae puntualmente storie da raccontare. In questo libro si scende con lui a esplorare quel giacimento per riportare alla luce un tesoro disperso: le pagine fino a oggi seminate fra quotidiani, riviste, piccoli volumi, finalmente selezionate e raccolte. Tanta è la ricchezza del giacimento che la sequenza dei testi lascia affiorare prepotenti le figure e i temi più cari allo scrittore.Con graffiante brevità o con il respiro di una narrazione più ampia, De Luca ripercorre la giovinezza napoletana, il gusto impareggiabile della parmigiana di melanzane della madre e il pranzo di Natale con il capitone, la libertà selvaggia e solitaria di Ischia, dove lo sguardo e il corpo potevano infine dimenticare i vicoli della città per aprirsi al cielo e al mare. E poi, naturalmente, lo studio delle Scritture Sacre e la confidenza con la montagna. Non mancano anche frammenti più intimi, a partire dal primo bacio dato a fior di labbra – "perfetto traguardo" – fino alla visita sulla tomba del padre, e così pure non manca l'abbandono di una donna che andandosene gli lascia un enigma da decifrare.Intrecciato ai propri ricordi, trova sempre spazio il racconto degli altri: siano essi un poeta di Sarajevo, un giovane afghano in fuga dalla guerra o san Francesco dal "coraggio infiammabile", ciascuno – amici, incontri di un momento, personaggi biblici – ci parla attraverso la pagina con l'esemplarità della parabola e insieme la vivida umanità del quotidiano
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Feltrinelli Editore, 15/10/2015
Abstract: "Ci sono passioni che divampano come incendi fino a quando il destino non le soffoca con una zampata, ma anche in questi casi rimangono braci calde pronte ad ardere nuovamente non appena ritrovano l'ossigeno."