Trovati 855981 documenti.
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Neri Pozza, 31/03/2022
Abstract: È una notte di tregenda a San Pietroburgo, una terribile notte novembrina. Il consigliere titolare Goljadkin avanza a piccoli passi rapidi e minuti. Incurante della neve, dell'aria gravida di ascessi, raffreddori e febbri, vorrebbe fuggire da sé stesso, distruggersi del tutto, ridursi in cenere. In casa di Olsufij Ivanovič, suo benefattore e padre della bella Klara, ha subìto la peggiore delle umiliazioni: è stato messo alla porta come il più spregevole degli esseri umani. Non c'è anima viva in giro, eccetto un passante che, vestito e imbacuccato come il consigliere titolare, sgambetta a passi corti lungo il marciapiede della Fontanka e sparisce poi lontano, procurando a Goljadkin una vaga inquietudine. Il consigliere titolare si affretta allora a raggiungere casa, ma, una volta messo piede nel suo appartamento, una terrificante sorpresa lo aspetta: seduto sul suo letto, il suo conoscente notturno gli fa un cenno amichevole col capo. Goljadkin si accascia al suolo in preda al terrore. L'uomo infatti non è altri che lui stesso, un altro Goljadkin, il suo sosia sotto tutti gli aspetti. Così, con questo espediente carnevalesco comincia quest'opera. Ai contemporanei seguaci della "scuola naturale", quando fu pubblicata per la prima volta nel 1846, apparve in tutto e per tutto come un racconto alla Gogol', in cui il fantastico viene piegato in chiave comico-grottesca. Sbagliavano. Il sosia è lontano dalla dimensione gogoliana della scrittura, poiché annuncia l'essenza stessa, la verità più profonda di tutta l'opera di Dostoevskij: l'idea che l'uomo è un essere fondamentalmente doppio, un vivente capace di essere costantemente altro da ciò che è, l'unico in grado di arrivare persino alla negazione di sé ("Di tutto si può discutere all'infinito, ma da me s'è riversata fuori soltanto negazione" afferma Stavrogin nei Demonî). Come scrive Serena Prina nella postfazione a questa edizione, da lei curata e ritradotta dal russo, dell'uomo del sottosuolo, di Raskol'nikov, di Stavrogin, dei Karamazov, di tutti i personaggi che, nell'universo dostoevskiano, sono afflitti da "violente pulsioni contrapposte", Goljadkin rappresenta l'avanguardia, l'"ineludibile punto di partenza dell'esplorazione dei mondi interiori". "Mi sto mettendo il cappio attorno al collo da solo". "Con Il sosia Dostoevskij faceva il suo ingresso nel sottosuolo, in quel mondo clandestino, spiazzante, dal quale ancora oggi ci parla". Serena Prina
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Aspettando l'immunità di gregge? Modelli scientifici a confronto nella lotta contro la pandemia
Castelvecchi, 14/03/2022
Abstract: Dal momento in cui ci siamo resi conto che non si trattava di un fenomeno passeggero, non abbiamo smesso di domandarci quando finirà questa pandemia, assistendo ogni volta, disorientati, a una ripresa dei contagi e dei ricoveri, alla smentita delle previsioni, in un continuo oscillare fra il puro ottimismo e il nero pessimismo. Oggi, dopo ben due anni di Covid-19, la comunità scientifica si ritrova a disposizione una enorme quantità di dati epidemiologici, come mai prima nella Storia, e potenti strumenti di intelligenza artificiale per la loro elaborazione. Partendo proprio dai numeri, Francesco Fusco tenta di ricostruire un diverso modello matematico, più realistico, che permetta di fornire previsioni affidabili sul futuro della pandemia e di indicare misure di contrasto stavolta tempestive ed efficaci.
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Neri Pozza, 31/03/2022
Abstract: Le loro esperienze di vita e di scrittura erano molto diverse: Charlotte Brontë riservata, solitaria e anticonformista; Elizabeth Gaskell estroversa, ambiziosa e politicamente impegnata. Eppure, le due scrittrici vittoriane furono grandi amiche. Dopo la morte di Charlotte Brontë, avvenuta nel 1855, suo padre, il pastore Patrick Brontë, affidò proprio alla Gaskell il compito di scrivere una biografia veritiera sulla figlia, troppo spesso vittima di maldicenze e pregiudizi. Elizabeth Gaskell partì così sulle tracce della popolare scrittrice, componendo un'opera notevole per quantità e qualità, attingendo a lettere, intervistando quanti l'avevano conosciuta e arrivando fino a Bruxelles, dove nel 1842 Charlotte si era recata insieme alla sorella Emily per studiare la lingua francese. Ne emerge il ritratto di una donna che, andando controcorrente rispetto all'epoca vittoriana, seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza, anche a costo di apparire "poco femminile" agli occhi dei contemporanei. Orfana di madre e con un padre "eccentrico", Charlotte crebbe in un villaggio sperduto tra le brughiere dello Yorkshire, in una casa di pietra grigia circondata dalle lapidi di un cimitero. Fin da piccola, grazie a un padre colto e all'avanguardia, assieme alle sorelle e al fratello fu avviata agli studi e incoraggiata a pensare con la propria testa. Un'educazione che un giorno l'avrebbe spronata a mettere mano alla penna per dare vita ad alcuni dei grandi capolavori della letteratura inglese, tra cui Jane Eyre, immediato successo all'epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile, che firmò con lo pseudonimo Currer Bell. Storia di una donna volitiva, ribelle e passionale, che fece della letteratura una ragione di vita, l'opera di Elizabeth Gaskell ha il pregio raro di una biografia di Charlotte Brontë composta da una scrittrice che occupa un posto di rilievo nel pantheon delle lettere inglesi."Un'amorevole difesa del valore e del potere della scrittura femminile e, insieme, una testimonianza dei vincoli posti alle scrittrici e dei modi che hanno trovato per superarli". The Guardian
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Neri Pozza, 31/03/2022
Abstract: Ritrovato in un cassetto molti anni dopo la morte dell'autore avvenuta nel 1979, e inedito fino a oggi, questo romanzo rappresenta un unicum nel panorama letterario di questi anni: per lo stile, perché non cede alle mode del tempo, per la capacità visionaria di raccontare un mondo solo in apparenza lontano da noi. Il questurino Crescenzo Falarino, terminato il suo turno di notte al posto di guardia dell'Ospedale dei Pellegrini, vaga per Napoli, in un viaggio a ritroso alla scoperta della sua colpa. Un vagabondare che, fra memoria e realtà, fissa in alcuni luoghi esemplari – Villa Lucia, Palazzo Donn'Anna, il Parco Grifeo, il Caffè Gambrinus – le coordinate mitologiche della città. Il romanzo è costruito come un alternarsi di ricordi personali e di vicende evocate che, affastellandosi nell'arco di un solo giorno, coprono vent'anni, fra Napoli e la Sicilia. Uomo senza qualità, ma ineluttabilmente impregnato di un astratto senso del dovere, Falarino intraprende questo errare nel tempo come un'indagine di polizia, alla ricerca di una verità processuale che non può esistere, e neanche possiamo pretendere. Quello di Viviani è il racconto di una umanità incapace di redenzione, di personaggi densi, di storie intrecciate. Un testimone di quegli anni potrebbe riconoscere in alcuni personaggi figure realmente esistite, ma questo non è un romanzo a chiave. È l'affresco di un'umanità che si muove nel vuoto di un nuovo tempo, sul bordo di una modernità degradata e sfuggente. Ne esce una Napoli preziosa, forse perduta, raccontata senza mai scegliere la strada più facile, priva di tentazioni veristiche. Crescenzo Falarino, pagina dopo pagina, si insinua nella mente del lettore diventando il suo compagno di strada di sempre: familiare e al tempo stesso estraneo come solo i grandi personaggi letterari sanno essere davvero."Come possiamo illuderci d'esser liberi, in un mondo infestato dai demoni? Hanno i poteri dell'ordine costituito, ci frustrano persino la speranza d'ogni nostro impossibile purgatorio. Non siamo, noi stessi, strumento e fine della nostra indagine?".
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Beat, 31/03/2022
Abstract: Sono trascorsi cinque anni da quando il commissario Dupin ha preso servizio in Bretagna, un "distaccamento" da Parigi su cui circolano ancora le dicerie più astruse. Promosso a "dirigente commissario" a Concarneau, un luogo in cui a memoria d'uomo c'è sempre stato solo un semplice commissario, Dupin è costretto a frequentare un corso di aggiornamento presso la polizia di Brest, un'incombenza che fa parte della sua "promozione". Un giorno il trillo del telefono lo distoglie dall'assolvere l'incarico. Non lontano da lì, sul sentiero che porta a Rosbras, un'anziana signora a spasso con il cane ha visto un uomo disteso immobile in una posizione strana e ricoperto di sangue. La donna è corsa in un ristorante per telefonare alla polizia, ma all'arrivo delle pattuglie del corpo non vi era più alcuna traccia. Che la signora, un'ex stella del cinema ormai sul viale del tramonto, sia un po' eccentrica è risaputo, ma Dupin si rifiuta di considerarla una testimone inattendibile solo perché anziana. La scomparsa del cadavere, del resto, potrebbe anche avere a che fare con le attività criminali dei furti di sabbia lungo la costa, un problema sempre più pressante nella zona. Quando, a qualche ora di distanza, viene scoperto un altro cadavere sui Monts d'Arrée, a Dupin viene naturale domandarsi se si tratti dello stesso corpo rinvenuto a Brest, o se due gravi crimini siano stati commessi, a meno di dodici ore di distanza, nel Finistère meridionale. Tra bizzarre leggende, inspiegabili furti di sabbia e misteriosi culti druidici, nella mente di Dupin si fa strada il sospetto di trovarsi dinanzi a uno dei casi più assurdi e complicati della sua attività di ispettore della polizia francese."Le avventure del commissario Dupin sanno di acqua di mare, onde e caffè". Ouest-France"Un romanzo poliziesco in cui si respira l'atmosfera della Bretagna, l'aria salmastra, l'odore delle alghe, dei porti, dei frutti di mare". Brescia Oggi
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Sellerio Editore, 16/09/2021
Abstract: Il nuovo romanzo di una delle voci più forti della nostra letteratura di questi ultimi anni. Un dramma breve e furioso, impietoso e teso, che in movimenti precisi e in un solo spazio è capace di generareuna deflagrazione."È impossibile non amare questo romanzo, duro e cristallino come un diamante".Antonio Manzini
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Sellerio Editore, 16/09/2021
Abstract: Storia di un'investigazione, di una presa di coscienza, di un percorso di scoperta e ribellione che conducono a un finale a sorpresa, Chi ha ucciso Sarah? è un romanzo esemplare dell'opera di Andrej Longo, un giallo morale e psicologico, teso, spiazzante, costantemente proteso in una ricerca che è allo stesso tempo umana e letteraria.
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Sellerio Editore, 15/03/2022
Abstract: Un giallo del periodo d'oro in cui La fine è nota, ma il principio è avvolto da una fitta nube del mistero. Ormai un piccolo classico del genere di un autore di cui non si sa nulla.
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Queen Edizioni, 30/03/2022
Abstract: Lily Ford ha sempre cercato di passare inosservata. Ma è il suo ultimo anno di liceo, e vuole superare i suoi limiti per viverlo al massimo.Kaiden Thatcher è sempre stato una star sul campo da football. Ma ora si ritrova in territorio nemico, costretto a dimostrare al suo nuovo coach, e ai compagni di squadra, quanto vale.Tutto inizia con una sfida, ma si trasforma rapidamente in qualcosa che nessuno dei due aveva previsto.Lui è tutto ciò che Lily dovrebbe evitare.Lei è tutto ciò che Kaiden non dovrebbe desiderare.Ma nessuno dei due è disposto a rinunciare all'altro, perché, quando sono insieme, mettere a tacere i loro demoni sembra più semplice.C'è solo un problema… Lily è la figlia del coach.Ed è completamente off-limits.
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Adelphi, 17/03/2022
Abstract: "Non esistono condizioni ideali in cui scrivere, studiare, lavorare o riflettere, ma è solo la volontà, la passione e la testardaggine a spingere un uomo a perseguire il proprio progetto" affermò Konrad Lorenz. Nel caso di Ljudmila Trut, a queste caratteristiche potremmo aggiungerne un'altra: "un amore patologico per gli animali". Fu questa la molla che nel 1958 indusse la giovane studentessa dell'Università statale di Mosca ad accettare con entusiasmo la proposta di Dmitrij Beljaev di partecipare al progetto più ambizioso mai tentato nel campo dell'evoluzione e del comportamento animale: trasformare la volpe in cane. Si trattava di replicare, in qualche decennio, l'evoluzione, durata quindicimila anni, che ha portato dal lupo al cane, e senza alcuna manipolazione genetica, ma facendo riprodurre selettivamente, generazione dopo generazione, gli esemplari meno aggressivi nei confronti dell'uomo. Se avesse avuto successo, l'esperimento avrebbe dato risposta a molte domande irrisolte che riguardano la domesticazione, a cominciare da quella che aveva stimolato Beljaev: com'è possibile che un feroce predatore si sia tramutato in un animale da compagnia? L'anno seguente, nello scenario da fiaba di una sperduta località siberiana – e con l'alibi di migliorare la produzione di pellicce, perché gli studi di genetica erano banditi dall'ortodossia sovietica –, ebbe inizio la grande avventura. Un'avventura scientifica tuttora in corso, i cui risultati conducono a riflessioni appassionanti sulla nostra stessa evoluzione, e insieme un'avventura umana fuori del comune, magnificamente raccontata in questo libro.
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Adelphi, 17/03/2022
Abstract: Nei primi anni Ottanta, appena insignito del Nobel, Czesław Miłosz fu chiamato dall'Università di Harvard a presentare, in sei lezioni, le sue idee sulla poesia. E della poesia decise di privilegiare la funzione ai suoi occhi più importante, vale a dire la miracolosa capacità di offrire una testimonianza sull'epoca a cui appartiene: "non ho dubbi" afferma "che i posteri ci leggeranno nel tentativo di comprendere che cosa è stato il Novecento, proprio come noi apprendiamo molto sull'Ottocento grazie alle poesie di Rimbaud e alle prose di Flaubert". Ma quale testimonianza del Novecento offre la poesia? Il "tono minore", il dubbio, l'amarezza, la cupezza che paiono contraddistinguerla derivano, certo, dalla fragilità "di tutto ciò che chiamiamo civiltà o cultura", dal presagio che quanto ci circonda "non è più garantito", e potrebbe scomparire. Resta nondimeno una via di salvezza: guardando al secolo dalla prospettiva di un'"altra Europa" ed eleggendo a guide Oscar Milosz e Simone Weil, Miłosz ci introduce infatti a una diversa concezione della poesia, quella che ne fa un "inseguimento appassionato del Reale" – giacché solo nel mai appagato desiderio di mimesi, nella fedeltà al particolare, nel "senso della gerarchia" delle cose sta "la possibilità di sopravvivere a periodi poco propizi".
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Adelphi, 17/03/2022
Abstract: Tra l'inverno del 1955 e la primavera del 1956 Czesław Miłosz dà corpo alla sua originale concezione della poesia in una vera e propria sfida letteraria: un grande poema che, eludendo le cornici di genere e arricchendosi di elementi prosaici o colloquiali, mescolando citazioni eterogenee, imitazioni letterarie, valutazioni critiche ed enunciati filosofici, delinea un vasto affresco storico-culturale del Novecento polacco, tassello imprescindibile della storia europea. Un affresco che si compone di quattro parti, evocative di altrettanti scenari: il mondo della belle époque nella Cracovia di inizio secolo; la vita politica e artistica di Varsavia tra le due guerre, con ampie digressioni sui poeti del tempo; le devastazioni della seconda guerra mondiale e gli orrori dell'occupazione nazista, con la rivendicazione di una poesia capace di giudizio etico; la Natura e in particolare l'ambiente degli Stati Uniti, in cui Miłosz, dopo aver contemplato l'abisso in cui sono precipitate le culture europee, individua la dimensione ideale per trovare serenità ed equilibrio, senza peraltro sottrarsi al dovere di condividere con i fratelli polacchi le questioni cruciali del XX secolo. Il "Trattato poetico" ha la forza espressiva di un grande romanzo storico, l'intonazione nostalgica di un poema sul tempo perduto, il suono straziante di un requiem in morte di un'epoca, l'accento pacato di una meditazione sulla storia, sull'arte, sulla coscienza individuale. E anche le "Note dell'Autore" che chiudono il volume si rivelano una splendida creazione letteraria: un mosaico di schizzi e ritratti in miniatura che, come per magia, ricreano il mondo di una ormai lontana Europa.
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La tranquillità è la chiave. La saggezza stoica per una vita piena
Hoepli, 16/03/2022
Abstract: Tutti i principali leader, pensatori, artisti, atleti e visionari hanno in comune una qualità imprescindibile: la capacità di raggiungere e mantenere la tranquillità. A volte scambiata, con un certo cinismo, per pigrizia o indecisione, la tranquillità è in realtà la via maestra per accedere al dominio di sé, all'autodisciplina e alla concentrazione. Se si vuole vivere al meglio la propria esistenza, non è possibile farne a meno. La tranquillità permette ai grandi campioni di mantenere il controllo sui propri stati d'animo, di ignorare le distrazioni e scoprire nuove prospettive, di raggiungere la felicità e fare la cosa giusta. A partire dai più grandi pensatori della storia, da Confucio a Seneca, da Marco Aurelio ai monaci cristiani, Holiday ci spiega che cos'è la tranquillità e come possiamo raggiungerla. In queste pagine analizza molte delle figure che nella propria vita ne hanno incarnato l'essenza: il campione di baseball Sadaharu Oh, che studiando i principi Zen è diventato il più grande battitore di tutti i tempi
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#Freestyle. L'arte dell'improvvisazione dagli oracoli allo streaming
Hoepli, 16/03/2022
Abstract: Cosa significa improvvisare? Come mai il nostro rapporto con il tempo è sempre così controverso? Perché, a conti fatti, non possiamo non improvvisare? Rispondere a queste domande è tutt'altro che semplice, ma diventa necessario nel momento in cui, all'indomani di quella che è stata probabilmente la più grande improvvisazione di massa della storia dell'umanità, avvertiamo il bisogno non solo di capire cosa ci è accaduto, ma anche di definire nuovi modelli di azione per il futuro. #Freestyle è un percorso necessariamente eclettico, originale, a tratti spiazzante, incentrato su due grandi approcci culturali, sociali e antropologici, soltanto in apparenza contrapposti: l'improvvisazione come reazione, ovvero la gestione virtuosa della contingenza, e l'improvvisazione come creazione, ossia l'esplorazione di scenari ignoti alla ricerca di nuove opportunità. Da Lucio Anneo Seneca a Marco Van Basten, da Marina Abramović a Keith Jarrett, una raccolta di spunti preziosi per avventurarci alla scoperta di tutto ciò di cui ancora non sappiamo di avere bisogno.
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Neurofood. Il neuromarketing applicato al mondo dell'enogastronomia
Hoepli, 16/03/2022
Abstract: Cosa succede nel cervello quando acquistiamo qualcosa da mangiare o degustiamo un piatto in un ristorante? Cosa ci spinge a spendere somme anche considerevoli per un'esperienza culinaria totalizzante? L'obiettivo di Neurofood è spiegare i processi percettivi e il funzionamento cerebrale, per arrivare alla piena comprensione della potenza multisensoriale del cibo. Leggendolo apprenderete come costruire strategie di comunicazione efficaci per i brand che vogliono entrare nel carrello dei consumatori, per i ristoratori che desiderano mettere a proprio agio gli ospiti, per chi si occupa di delivery e punta a creare un rapporto con i clienti. Marco Baldocchi, autore con un'esperienza pluriennale sul campo, vi condurrà attraverso una iniziale riflessione sui processi percettivi e il funzionamento cerebrale per approfondire la potenza multisensoriale del cibo. Dopo aver compreso perché oggi sia fondamentale applicare le neuroscienze al marketing, verrete accompagnati nella comprensione dell'importanza delle percezioni e dei sensi: numerosi casi pratici vi aiuteranno a capire in che modo taluni meccanismi, come per esempio l'aspettativa, si rivelano leve potentissime per qualsiasi brand in questo ambito. Troverete, infine, consigli applicabili nell'ambito della ristorazione e del delivery, che tanto centrale è diventato, fino ad arrivare ai prodotti per la GDO.
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Hoepli test. Formazione primaria. Libro di teoria con esercizi
Hoepli, 16/03/2022
Abstract: La nuova edizione di questo manuale, aggiornato agli ultimi programmi ministeriali d'esame e interamente a colori, fornisce gli strumenti essenziali per affrontare il test di ammissione, ovvero: • la trattazione teorica completa degli argomenti del test, corredata di immagini, tabelle e grafici
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Livelli B1-B2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue
Hoepli, 16/03/2022
Abstract: Eucharistò, Ellada! è un corso di lingua neogreca in due volumi, realizzato in base a un metodo moderno, contraddistinto da una grande ricchezza di input e che favorisce l'apprendimento in modo semplice e piacevole. Parallelamente alle attività comunicative, il discente italofono è indotto a sviluppare una competenza culturale, "viaggiando" tra i luoghi, gli usi e costumi della Grecia odierna. Il volume 2, rispondente ai livelli B1-B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, dopo un'unità introduttiva, presenta 15 unità tematiche nelle quali, a partire da dialoghi e testi, l'attenzione si concentra volta a volta sulle strutture grammaticali (spiegate in italiano), sul glossario tematico puntualmente tradotto, sugli esercizi grammaticali e lessicali, sulle funzioni linguistiche, sulle attività di comprensione e di produzione (scritta e orale). Seguono gli esercizi di riepilogo e le chiavi di tutti gli esercizi presenti nelle unità e nel ripasso, mentre in appendice si trovano le tavole grammaticali di sintesi a cui lo studente può ricorrere ogniqualvolta ne avverta la necessità. Gli audio dei dialoghi, dei testi e degli esercizi di fonetica relativi al volume 2 sono scaricabili in formato Mp3 alla pagina web www.hoeplieditore.it/7528-7.
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Bollati Boringhieri, 28/04/2022
Abstract: Nel 1851 Arthur Schopenhauer formula una celebre metafora per descrivere la difficoltà di articolare il rapporto tra vicinanza e lontananza nelle relazioni. In una fredda giornata d'inverno, alcuni porcospini si avvicinano per scaldarsi l'un l'altro e non rimanere assiderati. Ben presto però sentono il dolore delle reciproche spine, e sono costretti ad allontanarsi. Quando poi il bisogno di scaldarsi li porta di nuovo a stare insieme, si ripete il primo problema; e così via, sballottati avanti e indietrotra i due malanni. Partendo da questa metafora, Davide Sisto spiega che cosa accade oggi allorché, con l'allargarsi degli spazi virtuali (Facebook, Instagram, WhatsApp ecc.) e con le conseguenze della pandemia di COVID-19, vicinanza e lontananza non sono più formulate solo in termini di presenza fisica, ma anche come prossimità digitale e virtuale. Costretti a "congelare" i nostri corpi all'interno delle abitazioni domestiche, durante la pandemia non abbiamo mai smesso di agire fisicamente nel mondo. Alla fragilità dei nostri corpi biologici abbiamo sopperito con la presunta intangibilità dei nostri corpi digitali. Che hanno continuatoa comunicare attraverso fotografie, riflessioni e canzoni; a frequentare conferenze, lezioni, riunioni; perfino ad assistere a funerali, ovviamente virtuali. Quella che si è verificata (e continua a verificarsi) è una vera e propria metamorfosi antropologica, che ci costringe a ripensare alcune categorie fondamentali del nostro immaginario: il legame tra corpo e immagine, reale e virtuale, presenza e assenza, tra l'io e le sue molteplici identità virtuali.Da un punto di vista emotivo e psicologico, spiega Sisto, i corpi digitali influenzano direttamente il nostro modo di stare nel mondo. E ci svelano che, per quanto immersi fino alla punta dei capelli nella nuova civiltà digitale, non smettiamo di avere bisogno della vicinanza degli altri. Di essere porcospini digitali, sballottati avanti e indietro tra il bisogno di solitudine e quello del contatto.
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Feltrinelli Editore, 16/03/2024
Abstract: La cagnolina Sally adora giocare con la pallina nel parco insieme alle sue padrone, le piccole Julie e Lara. Ma c'è una cosa che proprio non sopporta: i loro fastidiosissimi risolini. Così, un giorno, mentre insegue la palla, comincia a correre correre correre e scappa. Inizia così una nuova vita con Clarissa, la Signora delle Ciambelle, che le lascia mangiare deliziosi dolcetti a tutte le ore. Quando però Sally decide di tornare a casa, scopre che le cose non sono più come le aveva lasciate…A partire dai 6 anni
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La costruzione dello Stato nuovo
Marsilio, 31/03/2022
Abstract: Il 21 giugno 1921 Mussolini pronuncia alla Camera dei deputati il suo primo discorso parlamentare, un esordio che segna un "punto di svolta nella sua carriera politica". Da "agitatore, giornalista e tribuno" si accinge a trasformarsi in uomo di governo che "traduce quotidianamente i termini della disputa in indicazioni di carattere generale", che a loro volta diventano i capisaldi della costruzione di uno Stato nuovo. Con un approccio storico-critico rigoroso, Fabio Frosini raccoglie gli interventi che racchiudono i temi essenziali alla comprensione di questo progetto nel suo primo decennio, fino a quel 1932, anniversario della marcia su Roma, che ne sancirà la piena stabilizzazione ma anche l'inizio della crisi. Se la storiografia dell'ultimo cinquantennio si è occupata ampiamente della personalità e delle prese di posizione di Mussolini e ha dedicato invece poca attenzione ai suoi testi, questo volume sottrae articoli, saggi, interviste e discorsi al "raggio dell'eredità storica del fascismo" in cui sono stati quasi per intero confinati. Dall'analisi delle dinamiche sottese alla genesi di un "regime che provvede e prevede" – il rapporto fra politica e cultura, fra tecniche di gestione e governo, e fra Stato ed economia, il mito della rivoluzione, il capitalismo nascente, l'ideologia post liberale – emerge il ruolo chiave svolto dal corporativismo nel fare del popolo, adeguatamente disciplinato, lo strumento della potenza della nazione. Considerato in quel momento da buona parte dell'opinione pubblica "tutt'altro che una disgrazia", il fascismo degli anni venti è apparso, persino a Benedetto Croce e Antonio Gramsci, come la forza che ha traghettato l'Italia fuori dalla crisi d'autorità in cui era precipitata dopo la guerra e come il mezzo che, di fatto, ne ha unificato il "tessuto" morale e sociale.