Trovati 854422 documenti.
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Case vuote / Brenda Navarro ; traduzione di Carlotta Aulisio
Perrone, 2019
Abstract: Messico. Un normale pomeriggio al parco, i bambini che si rincorrono tra le altalene e lo scivolo, le madri che si concedono qualche chiacchiera e li sorvegliano con lo sguardo. In quel parco c'è anche Daniel, c'è un momento prima e quello dopo non c'è più. A nulla serve urlare il suo nome, interrogare ogni angolo. Daniel è sparito ma è rimasto nel piatto di zuppa lasciato sul tavolo prima di uscire, nei vestiti infilati nella cesta dei panni sporchi, nei soldatini sparpagliati sul pavimento. Nel letto sfatto. Daniel continua a essere presente nello scricchiolare delle mattonelle che non accolgono più i suoi passi, in ogni angolo della sua casa vuota dove su madre non la smette di maledirsi, una madre che madre non si è sentita mai, né quando Daniel c'era né, soprattutto, quando si è perso chissà dove. Ci sono donne, si dice, che non sono buone a fare le madri e a quelle donne, a quelle come lei, dovrebbero impedire di mettere al mondo dei figli. Se una casa rimbomba di un'assenza, un'altra accoglie quel bambino estraneo nel gesto estremo di una donna che non lo ha messo al mondo ma fa di tutto per fargli da madre. L'autrice costruisce un romanzo scomodo, che erode ogni ipocrisia e canone sociale su un tema ostaggio spesso di una retorica a buon mercato. Lascia parlare due donne che nella maternità, non desiderata da una parte o inseguita a tutti i costi dall'altra, ci conducono nel mistero più fitto dell'essere donna.
La volpe / scritto e disegnato da Renne ; [traduzione dal nederlandese di Claudia Cozzi]
Roma : Gallucci, 2020
Abstract: Scopri tutto sulle volpi! Esplora il territorio di questa astutissima amica, impara cosa mangia, vedi come convive con gli altri animali e cosa fa tutto il giorno. Apri il libro ed entra nel mondo incontaminato della natura! Il terzo titolo di una nuova serie che ti porta a conoscere in tutta sicurezza gli abitanti del mondo selvatico. Età di lettura: da 6 anni.
Le dinamiche del femminicidio / Luciano Masi
Effatà, 2019
Abstract: La parola «femminicidio» aleggia, come un fantasma oscuro e minaccioso, sulle nostre menti smarrite. I carnefici sono uomini di ogni età che hanno perso il contatto con quella zona nobile della psiche che caratterizza l'homo sapiens, e in particolare con la ragione e l'etica. Ciascuno di noi, se fosse amputato di queste due qualità fondamentali, diventerebbe capace di commettere azioni ripugnanti e criminose, distruttive per sé e per gli altri. Nel fenomeno del femminicidio c'è però qualcosa di più: alla donna viene tolta la dignità di individuo; è solo una cosa, un oggetto, un elemento materiale di proprietà esclusiva di colui che mette in atto l'azione cruenta. Per questo il femminicidio non può essere considerato una patologia nel senso psichiatrico del termine. Il femminicidio si conclude con un atto folle, ma è frutto di un percorso a ritroso verso il territorio della distruttività, una regressione psichica in senso antropologico. Esso va dunque considerato per quello che è: un atto di distruttività pura, che rivela il trionfo dell'istinto di morte. In queste pagine proporremo alcune riflessioni utili a coloro che si avvicinano a questo mostruoso «buco nero» e a tutti coloro che hanno a cuore il benessere dell'umanità, e in modo particolare a quello delle comunità giovanili, a cui occorre insegnare che l'amore più bello e il piacere più intenso e profondo si realizzano con la fusione tra desiderio e sentimento, la formula magica che riesce a dare un senso profondo alle emozioni.
Autoritratto nello studio / Giorgio Agamben
Nottetempo, 2017
Abstract: Il titolo "Autoritratto nello studio" un tema iconografico familiare alla storia della pittura - va qui inteso alla lettera: il libro è un autoritratto, ma soltanto nella misura in cui il lettore potrà alla fine decifrarne i tratti attraverso il paziente scrutinio delle immagini, delle fotografie, degli oggetti, dei quadri presenti negli studi in cui l'autore ha lavorato e tuttora lavora. La scommessa di Agamben è, cioè, quella di riuscire a parlare di sé soltanto e unicamente parlando di altri: i poeti, i filosofi, i pittori, i musicisti, gli amici, le passioni insomma gli incontri e gli scontri che hanno deciso della sua formazione e hanno nutrito e ancora nutrono in vario modo e misura la sua propria scrittura, da Heidegger a Elsa Morante, da Melville a Walter Benjamin, da Caproni a Giovanni Urbani. Per questo del libro sono parte integrale le immagini che, come in quei rebus in cui varie figure accostate l'una all'altra ne disegnano una diversa e più grande, si compongono alla fine col testo in uno dei più insoliti autoritratti che un autore abbia lasciato di sé: non un'autobiografia, ma una fedelissima e intemporale autoeterografia.
2017
Fa parte di: Yoshimizu, Eldo <1965->. Ryuko / Eldo Yoshimizu
In difesa del cibo / Michael Pollan ; traduzione di Giovanni Luciani
Adelphi, 2019
Abstract: Nel Dilemma dell'onnivoro Michael Pollan aveva smontato il pranzo che ci apparecchiamo ogni giorno, dimostrando che cosa realmente contenga, a dispetto di quanto dicono le etichette. In questo libro, che amplia e conclude il precedente, Pollan va oltre, demolendo una credenza particolarmente pericolosa e ormai diffusissima, e cioè che a renderci più sani e più belli non siano tanto le cose che mangiamo, quanto le sostanze che le compongono. Nel mondo immaginato dai nutrizionisti, ricorda Pollan, anziché perdere tempo a sbucciare e fare a spicchi le arance basterebbe assumere una quantità equivalente di vitamina C. Ma accade invece che gli stessi nutrizionisti mettano improvvisamente al bando le componenti della dieta che fino a poche settimane prima avevano presentato come irrinunciabili, e che per paradosso gli Stati Uniti, cioè il paese più ossessionato di qualsiasi altro dal terrore di mangiare qualcosa che fa male, o di non mangiare ciò che fa bene, si siano dati il modello alimentare più malsano e patogeno fin qui conosciuto. Il rimedio? Sarebbe semplice, sostiene Pollan: non mangiare nulla che la nostra nonna non avrebbe mangiato. In altre parole, cibo, meglio se poco, e meglio ancora se verde. Sarebbe semplice, cioè, se non sconvolgesse il credo dell'industria più potente e insostituibile al mondo, quella agroalimentare. Che, come dimostrano le violentissime polemiche già suscitate da questo libro alla sua uscita, non intende arrendersi neppure all'evidenza senza combattere.
La fine dei vecchi tempi / Vladislav Vancura ; a cura di Giuseppe Dierna
Einaudi, 2019
Abstract: In apparenza è un romanzo realistico ambientato nella neonata Repubblica cecoslovacca, alla fine della prima guerra mondiale, e centrato sul contrasto fra la morente aristocrazia e la nuova borghesia rampante e un po’ volgare. Ma sotto tale apparenza, elaborando in chiave modernista i modelli del Tristram Shandy e del Barone di Münchhausen (e le tecniche cinematografiche degli anni Venti e Trenta), Vančura rappresenta l’inestinguibile dissidio tra verità e finzione. Al seguito del bibliotecario Bernard Spera, uno dei piú loquaci e simpatici «narratori inaffidabili» della storia della letteratura, il lettore viene trascinato in un turbine di personaggi e vicende che sono in realtà la parodia del romanzo realistico e l’affermazione della narrazione come infinita macchina desiderante.
Maggioli, 2020 (stampa 2019)
Abstract: Va da tempo confermandosi un rinnovato interesse nei confronti dell’architettura alpina, centro di un vivace confronto che appassiona molti tecnici, progettisti e comunità locali. Materiali locali, semplicità e forme tradizionali vanno reinterpretati in chiave moderna, tenendo conto delle nuove esigenze, come l’adeguamento sismico e il risparmio energetico. Questo manuale parte dall’esperienza del costruito in quota, con una ricca selezione di esempi progettuali, per fornire al lettore gli strumenti conoscitivi e operativi necessari a realizzare modelli progettuali e costruttivi della architettura di montagna attuale e futura. La risposta dei tecnici che devono progettare e costruire in montagna, infatti, non può essere quella di un ritorno al passato, impossibile oltre che inutile dati i cambiamenti sopravvenuti; deve essere, invece, ritrovata nella presa di coscienza delle diverse esigenze abitative e delle innovazioni materiali, tecnologiche e culturali presenti nella società odierna. L’opera affronta le regole compositive degli insediamenti e degli edifici nei territori in alta quota, analizzando anche i materiali tradizionali e quelli innovativi. Un’ampia parte del manuale è dedicata alle strutture e alle tecniche costruttive di tutti gli elementi tipici delle costruzioni in alta quota: dalle fondazioni alle strutture portanti, dalle pareti ai solai, dalle coperture alle pertinenze esterne, senza tralasciare elementi caratteristici (ballatoi, loggiati, scale, ecc.) e decorativi (particolari costruttivi, opere di finitura, decorazione e pitture, ecc.).
Una nuova superficie : Jasper Johns e gli artisti italiani : 1958-1966 / Flavio Fergonzi
Electa, 2019
Abstract: Una delle voci più autorevoli della critica d'arte contemporanea ci racconta, in questo nuovo volume della collana Pesci Rossi, l'impatto che la lezione del grande artista americano Jasper Johns ha avuto sull'arte italiana a cavallo degli anni Sessanta e Settanta e l'arco delle reazioni degli artisti italiani di fronte al modello di Johns intorno a un tema preciso: il nuovo significato che, grazie alla sua lezione, viene ad avere nel quadro la superficie pittorica. Tra 1960 e 1970 è avvenuto in Italia un processo di mitizzazione di Johns che ha avuto il suo culmine a metà decennio. «In Italia i conti con Johns si fanno soprattutto quando la messa in crisi dei linguaggi tradizionali travolge la ragion d'essere stessa della pittura. La frattura di Johns vale quella di Duchamp, per gli artisti più consapevoli degli anni Sessanta: perché, come Duchamp, l'artista americano ha concettualizzato le pratiche, ha messo il dito sulla piaga delle convenzioni della rappresentazione. Ma chi, qualche anno prima, stava ancora accettando la sfida della pittura si è confrontato con i quadri di Jasper Johns secondo modalità differenti e per certi versi più interessanti, perché toccano una questione decisiva di quel momento: se, cioè, ci si dovesse arrendere alla morte della pittura; e, se no, attivando quali anticorpi»
La traversata / Philippe Lançon ; traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca
E/o, 2020
Abstract: Parigi, 7 gennaio 2015, un commando terrorista di ispirazione jihadista attacca la redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. Muoiono undici persone. Philippe Lançon, sebbene gravemente ferito, è tra i sopravvissuti. Gli ci vuole un anno prima di prender la penna e raccontare. Venti capitoli, il racconto di un uomo che si mette a nudo: dal tormento della distruzione fisica e psicologica fino alla lenta ricostruzione di se stesso. Subire una "ferita di guerra" in tempo di "pace", sopravvivere, rinascere, tutto questo sconvolge il rapporto dell'autore con il mondo, la scrittura, l'amore e l'amicizia. Le lambeau è la storia del suo ritorno alla vita.
Come difendersi dalla calunnia / Luciano di Samosata ; traduzione e cura di Francesco Chiossone
Genova : Il melangolo, 2011
Abstract: I calunniatori frequentano soprattutto le corti dei re, e godono di grande considerazione tra gli amici dei principi e dei potenti, in un ambiente che brulica di gelosie e di sospetti, e in cui abbondano le occasioni per adulare e per calunniare. D'altronde una calunnia non è qualcosa che si fa alla leggera, e non risulta tanto facile da mettere in pratica, come qualcuno sarebbe forse indotto a pensare, ma richiede grande abilità e notevole perspicacia; esige cioè una cura minuziosa. Le armi di cui si servono contro chi li ascolta sono l'inganno, la menzogna, lo spergiuro, l'insistenza, l'impudenza e mille altre bassezze.
2018
Fa parte di: Grande dizionario enciclopedico UTET. Appendice XXI secolo / fondato da Pietro Fedele
Fa parte di: Grande dizionario enciclopedico UTET. Appendice 21. secolo / fondato da Pietro Fedele
Della cosa ultima / Massimo Cacciari
Nuova ed. riveduta e ampliata
Adelphi, 2019
Abstract: Quale cosa attinge, in ultimo, l'anima dopo essersi aperta, attraverso l'angoscia, alla ricerca di sé? È questo l'interrogativo che sottende l'articolarsi di questo saggio. Tre voci in dialogo fra loro e con i Maggiori Loro, da Platone a Husserl, cercano di rispondere a tale domanda, ognuna seguendo il proprio demone custode: la voce portatrice di un radicale scetticismo dell'Intelletto, la voce che incarna l'atto di fede in lotta contro se stesso e quella dell'Autore, che si rivolge agli amici attraverso due lunghe serie di lettere, riprendendo e sviluppando le idee della sua più importante opera teoretica, Dell'inizio. L'attenzione di Cacciari torna a volgersi a quel cominciamento che è il problema filosofico fondamentale.
Magenes, 2019
Abstract: Arroccati sulle alture, nascosti tra le vallate, dispersi nelle campagne… centinaia di meravigliosi borghi fantasma. Strade deserte che non portano più da nessuna parte, la vegetazione che prende possesso delle case risalendo muri e penetrando le finestre rotte, da cui si intravedono le fotografie di famiglia appese alle pareti. Per quale motivo questi luoghi sono stati abbandonati? Progressivo spopolamento dovuto all’isolamento, calamità naturali, o che altro? Paesi dimenticati dal tempo, ormai silenziosi e disabitati: con coraggio, curiosità e un po’ di incoscienza un gruppo di avventurosi fotografi ha percorso l’Italia per scoprire e riportare alla luce le loro incredibili storie. Gli autori di queste fotografie appartengono al gruppo di Ascosi Lasciti: cercano, leggono, chiedono in giro, poi camminano, trovano e fotografano. La Urban Exploration viene praticata da qualche anno in tutto il mondo, e ora anche in Italia. Il gruppo di Ascosi Lasciti, fondato da Alessandro Tesei, è tra i primi a praticare questa forma d’arte in Italia.
Grande dizionario enciclopedico UTET. Appendice 21. secolo / fondato da Pietro Fedele
Torino : UTET, 2014-
Marte bianco : nel cuore dell'Antartide : un anno ai confini della vita / Marco Buttu
LSWR, 2019
Abstract: L'Altopiano Antartico è il luogo più estremo al mondo: una distesa ghiacciata e sconfinata dove le temperature scendono sotto i -80 °C, c'è carenza di ossigeno e l'aria è così secca che anche le più piccole ferite impiegano mesi a rimarginarsi. Non ci sono piante, animali e nemmeno i batteri, mancano i colori e i profumi e per cento giorni sparisce anche il Sole. E un errore banale può costare la vita, perché se capita un incidente nessuno può venire in soccorso. Qui, nella base italo-francese di Concordia, un piccolo gruppo di persone compie ricerche scientifiche. Sono gli esseri umani più isolati al mondo, ancora più degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. L'Agenzia Spaziale Europea li tiene sotto osservazione per capire come il corpo si adatti a un ambiente extraterrestre, in previsione di una futura missione su Marte. "È un posto che somiglia più a un altro pianeta che alla Terra: ecco perché la mia casa è chiamata Marte Bianco". La dura preparazione e selezione, l'incontro con persone straordinarie, la sfida fisica e psicologica alle condizioni estreme e all'isolamento: un racconto affascinante che fonde avventura, scienza e crescita interiore, restituendoci un messaggio di speranza e di fiducia nell'uomo.
I quattro cantoni / Gabriella Genisi
Sonzogno, 2020
Abstract: Dicembre, Puglia. Mentre la commissaria Lolita e Giancarlo Caruso si stanno godendo il fine settimana nella casa bianca di Polignano a mare, in una villetta alla periferia di Bari un uomo viene trovato ucciso con orrende tracce di sevizie. I vicini dicono di aver sentito urla e frasi con un forte accento straniero. La sera stessa una Bmw nera cerca di sfuggire a un posto di blocco e si schianta contro un albero: due uomini, di etnia rom, padre e figlio, muoiono sul colpo. E quando sulla scena del crimine viene scoperto il dna di uno dei due, il caso sembra chiuso, anche se l'origine etnica dei presunti assassini suscita polemiche tra la gente. La commissaria Lolita Lobosco - che divide le sue passioni tra complicati amori, la cucina del Sud e il rispetto per la giustizia - non è però convinta dell'esito delle indagini, alcuni dettagli non quadrano proprio. Tanto più che inspiegabili delitti, nelle settimane seguenti, insanguinano la città.
Forte respiro rapido : la mia vita con Dino Risi / Marco Risi
Mondadori, 2020
Abstract: Un figlio, un padre, un redde rationem. Il figlio torna sui suoi passi, lungo il percorso in cui è diventato figlio, lungo le svolte che l'hanno liberato dal padre, e infine al sentiero solitario in cui è tornato al padre. Non siamo di fronte a un padre qualunque, e neanche a un figlio qualunque. Dino Risi è il regista che ha arricchito di storie, di emozioni, di immagini la cosiddetta "commedia all'italiana". Marco Risi è il giovane che ha sfidato il padre sul suo stesso terreno e si è aperto una strada sua. Si può essere figlio e sentire il padre anche come un maestro? Va da sé che il racconto finisce per accendere le luci in sala. Torna il cinema. Torna il grande cinema. Le relazioni, le battute fulminanti, becere e folgoranti, le amicizie, le conversazioni, Mastroianni, Fellini, e le donne, tante donne, leggendarie, un eros ossessivo che si snoda per tutta la ricognizione narrativa come una luce, come una magia, anche minacciosa. Dolente doppio del padre, si muove fra queste pagine un Vittorio Gassman inedito, sofferente e piegato su di sé. Ne esce una storia che sta fra l'epica (del cinema) e la commedia: si coglie presto come la vitalità del cinema fra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta dipendesse da un clima di intesa, di coesione, magari anche di conflitto, ma tutti – tutti – erano sullo stesso palcoscenico. E in mezzo a questo sciamare di personaggi, di episodi memorabili, in mezzo a un'Italia che non c'è più, ecco lo spirito guida: il rapporto padre-figlio, e il venir meno dei padri, il morire, l'assenza. Qui c'è un padre che talora lascia la frase incisa nell'aria ("Non farlo, quel film"). E con la frase si incide un personaggio indimenticabile, severo e infedele, disincantato ed elegante. Un principe mordace. E nel rifluire di vicende, complici il caos della memoria e una straordinaria pulizia di affetti, emerge la semplice verità dell'essere vivi, o dell'esserlo stati.
Bologna : Il mulino, 2019
Abstract: Frutto di una lunga serie di colloqui con l'autore, queste pagine raccontano la vita e le idee di Gian Carlo «Carlén» Negretti (1925-2017), figura di spicco della Resistenza e della politica bolognese del Novecento. Dopo un'infanzia trascorsa nella borgata antifascista di Calderara di Reno, tra pratiche di solidarietà, sopravvivenza e sovversivismo, Negretti diventa apprendista («cinno», nel dialetto bolognese di cui spesso fa uso nel suo avvincente racconto) e quindi maestro dell'orologeria, grazie alla formazione al Deposito Svizzero e alla passione per la tecnologia e per gli altimetri degli aeroplani da guerra. Gnint c'incaglia (niente ci deve fermare) è il motto di Carlén, sia nella Resistenza che negli anni seguenti, quando è attivo nelle lotte contadine e bracciantili e si occupa dell'organizzazione del Pci guidato da Enrico Bonazzi. Protagonista del Centro della cultura popolare di Bologna e del sostegno alle attività del Teatro di massa, avrà un ruolo cruciale nello sviluppo della Cna e nell'invenzione dei distretti artigianali dell'Emilia-Romagna. Nella Cna sarà il pioniere della costruzione degli insediamenti artigianali che faranno decollare la rete di piccole e medie imprese protagoniste del boom economico. La programmazione territoriale e urbanistica e il reperimento delle risorse economiche saranno guidate da Negretti all'insegna del suo motto partigiano. Gnint c'incaglia, neanche la morte, se c'è la possibilità di lasciare una testimonianza di ciò che si è fatto e vissuto.