Trovati 854320 documenti.
Trovati 854320 documenti.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 22/01/2013
Abstract: Per Hemda Horowitz è tempo di bilanci. Cos'è stato tutto? Qual era la cosa giusta da fare? Come sarà il resto della vita? Da un letto di ospedale, circondata dai due figli a cui ha dato un amore diseguale, la donna ripercorre i ricordi della propria esistenza, ma è il rapporto dell'anziana madre con Dina e Avner il vero cuore del romanzo: se con la figlia ha un legame faticoso e conflittuale, per il figlio prova una sorta di adorazione. Avner è un avvocato che combatte per i diritti delle minoranze, un uomo angosciato, frustrato sul lavoro, tormentato dalla propria inettitudine sentimentale. Dina cerca di essere una madre opposta a quella che ha avuto. Sposata con un fotografo schivo e di poche parole, ha messo da parte la carriera per stare accanto alla figlia adolescente Nitzan. Ma quando quest'ultima si allontana, in Dina si spalanca un vuoto che riempie con il desiderio di accogliere un bambino abbandonato, desiderio che incontra la netta contrarietà della famiglia e la costringe in un vicolo cieco che minaccia di distruggere tutto ciò che in realtà vuole salvare.Zeruya Shalev non ha paura dei grandi temi - la solitudine, l'amore, la paura, la morte - e con Quel che resta della vita ha scritto il suo romanzo più maturo, una toccante esplorazione della vecchiaia, dei difficili rapporti tra genitori e figli, tra fratelli, tra partner, e ci lascia un messaggio potente di speranza, sul potere catartico dell'amore e sulla possibilità di lasciarsi dietro i fantasmi del passato e vivere fino in fondo quel che resta della nostra vita."Un'avventura della psiche che appassiona fino alle ultime pagine del libro quando l'autrice mette insieme i fili dell'intreccio in un trionfo d'amore che toglie il fiato." Frankfurter Allgemeine Zeitung"Leggere un romanzo di Zeruya Shalev significa non muoversi dalla sedia fino a quando non avete finito il libro." Haaretz"Come forse nessun'altra autrice, Zeruya Shalev riesce ancora e ancora a illuminare le fragili dinamiche delle relazioni interpersonali. Nessuno scrive in maniera così onesta dell'amore e dei suoi indecifrabili lati oscuri." Sächsische Zeitung"Un romanzo potente sul potere della riconciliazione." Elle
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 22/01/2013
Abstract: Quarant'anni di musica. Trentasei album di rock and roll, folk e country, con sfumature di blues, techno e altri stili. Una vita a scrivere canzoni e a fare musica, canzoni che sono tuttora popolari e destinate a durare nel tempo. Neil Young è tutto questo. Qui si racconta, con semplicità e passione, rifacendo la strada percorsa, dai Buffalo Springfield alle collaborazioni con Crosby, Still & Nash, i Crazy Horse e altri gruppi e artisti di eccellenza. È, quella di Young, una scrittura che ci restituisce, intatte, le ragioni che hanno nutrito, contemporaneamente, l'ispirazione del songwriter e l'uomo che ha continuato a battersi nelle battaglie civili, per la pace, per l'ambiente, per i ragazzi disabili, per quel "sogno" che non ha mai smesso di sognare.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 22/10/2013
Abstract: Certi amori sembrano distanti anni luce. Eppure a volte sono i più importanti, gli unici che contino davvero per noi: quelli che fanno nascere l'universo in cui viviamo. Cecilia e Claudio, medici nello stesso ospedale, imparano a parlarsi e a desiderarsi in un tempo cadenzato dalla ritualità dei pranzi, dall'infittirsi di conversazioni e confidenze, da un'attrazione reciproca che, per quanto intensa, non riesce a manifestarsi, come una costellazione non ancora tracciata. Ma a vederla da fuori la loro storia è visibilissima: visibili le cautele che li allontanano – sono un uomo e una donna che vengono da convivenze esaurite e tuttavia non spente, lei accesa da una tormentata maturità di madre, lui protetto da una polvere di timide certezze –, visibile l'amore che li unisce. È proprio allora che al loro tavolo siede un giorno la sorella di Cecilia, l'estroversa e generosa Silvia. In un gioco sempre più accelerato di rivelazioni e rincorse, Claudio, Cecilia e Silvia finiscono con l'abitare un triangolo singolare. E da lì in poi è come se l'amore cercasse un'altra strada, e questa strada s'aprisse il varco fra le scorie del passato, verso l'imprevedibile disegno di un nuovo universo affettivo.
Risorsa locale
Tentativi di botanica degli affetti
Bompiani, 09/01/2013
Abstract: Primo Ottocento, primavera. Bianca Pietra, giovane donna di buona educazione e scarsi mezzi, lascia la casa natale sul lago di Garda per approdare nella campagna milanese, ospite di un poeta di chiara fama: don Titta ha l'estro dell'agricoltura sperimentale, che pratica nella sua tenuta, e in più coltiva fiori e piante esotiche nel parco della villa di Brusuglio. E Bianca, abile acquerellista, è chiamata a ritrarre il patrimonio botanico del padrone di casa. Graziosa, ardente, irrequieta, si accinge al compito con slancio, entrando a far parte di una famiglia grande quanto complicata. Disegna, dipinge, esplora i giardini e studia con interesse la miriade di personaggi che popolano la grande dimora: tra di loro c'è Pia, una servetta orfana di acuta intelligenza e garbo innato che gode di singolari privilegi. Curiosa fino all'impudenza, sincera all'eccesso, incline alle fantasticherie, Bianca si convince che le origini di Pia nascondano un segreto e che don Titta con tutta la famiglia si stia dando molta pena perché esso resti tale: quanto basta per darle il desiderio di scoprire la verità avviando un'indagine appassionata.Ciò che Bianca, così acuta nell'osservare e illustrare la natura, si ostina a non comprendere è che questa ricerca del vero vede in gioco i suoi stessi sentimenti: ed è un gioco pericoloso, perché la botanica degli affetti non è una scienza esatta, non conosce regole e può rivelarsi profondamente ingannevole.
Risorsa locale
Bompiani, 23/01/2013
Abstract: Tre guerrieri e una donna. I tre sono Ulisse, Neottolemo ed Epeo, condottieri achei divisi tra incanto e paura. Lei sembra una dea – anzi, la più sensuale e umana delle divinità: Atena.Attraverso gli occhi in ascolto di un semplice soldato, seguiamo le gelosie, le lotte e i dubbi dei tre eroi mentre aspettano che il cavallo di legno in cui sono nascosti raggiunga Troia e porti a compimento il destino. Un destino che Atena, la donna-dea, sembra al tempo stesso illustrare e governare, seducendoli con la sua malia, terrorizzandoli col sangue, svelando l'inganno tra ciò che vogliono sapere e ciò che tentano di nascondere a se stessi.In un susseguirsi di azione, emozione e invenzione, Nel ventre racconta un mistero che ha radici nella notte dei tempi. E nel farlo sviluppa in maniera poetica e spietata il tema dell'animo umano più contemporaneo e flagrante, scisso tra la paura di morire e quella di agire, quindi di vivere.
Risorsa locale
Bompiani, 23/01/2013
Abstract: Ogni angelo è tremendo è la storia di una bambina che diventa adulta. Che nasce di notte, a Trieste, mentre soffia una bora nera che spazza via ogni cosa e rende ogni equilibrio impossibile. Di una bambina che cresce con un padre e una madre imprendibili, in una famiglia in cui sembra che soffi quello stesso vento impetuoso dell'est. Di una bambina che non dorme mai, e fa (e si fa) molte domande, a cui nessuno sembra voler o poter dare risposte.Ma Ogni angelo è tremendo è anche la storia della scoperta della terribile bellezza del mondo; è la storia di una bambina che si fa ragazza, e poi donna, e si apre ai sussulti dei poeti e degli scrittori, ai primi palpiti di amore e amicizia.Quella bambina, quella ragazza, quella donna è Susanna Tamaro, che consegna il suo libro più intimo e coraggioso, più appassionante e misurato, più forsennato e vitale. Una autobiografia che è anche romanzo di formazione e inno alla vita nonostante, dentro (e forse grazie a) ogni sua oscurità.
Risorsa locale
Rizzoli, 01/01/2013
Abstract: "Quel giorno ho perso la mia innocenza. Quella mattina mi ero svegliato come un bambino. La notte mi addormentai come un ebreo."Come tanti sopravvissuti all'Olocausto, per molti anni Sami Modiano è rimasto in silenzio. In che modo dare voce al dolore di un'adolescenza bruciata, di una famiglia dissolta, di un'intera comunità spazzata via? Nato nella Rodi degli anni Trenta, un'isola nella quale ebrei, cristiani e musulmani convivono pacificamente da secoli, Sami non conosce la lingua dell'odio e della discriminazione.Ma quando le leggi razziali colpiscono la sua terra, all'improvviso si ritrova bollato come "diverso". E a tredici anni, nell'inferno di Auschwitz-Birkenau, vedrà morire familiari e amici fino a rimanere solo al mondo a lottare per la sopravvivenza. Al miracolo che lo porta fuori dal campo non seguono tempi facili: Sami si ritrova in prima linea con l'esercito sovietico ed è poi costretto a fuggire a piedi attraverso mezza Europa per poi giungere in un'Italia messa in ginocchio dalla guerra. Dopo due anni di lavoretti malsicuri e pessimi alloggi, ma rallegrati dagli amici e dalla scoperta dell'amore, appena diciassettenne Sami sceglie di nuovo di andarsene, questa volta in Congo belga. Qui gli arriderà il successo professionale ma lo attendono nuovi pericoli, allo scoppio della guerra civile.La storia di Sami Modiano è una trama intessuta di addii e partenze alle quali lui ha sempre opposto la determinazione a riappropriarsi delle sue radici, a dispetto di chiunque abbia provato a strapparle. Ecco perché oggi, a settant'anni dal suo arrivo al campo di sterminio, Sami sente di essere sopravvissuto proprio per essere testimone di quegli orrori e raccontarli. Lo fa con un libro semplice fino all'asperità, commovente perché portatore di una lingua universale. Figlia delle ferite che dividono i popoli e della speranza che li vorrebbe unire.
Risorsa locale
Linea di confine. Le inchieste di Annika Bengtzon
Marsilio, 23/01/2013
Abstract: Annika Bengtzon è da poco rientrata alla redazione di Stoccolma della Stampa della sera, pronta ad affrontare una nuova inchiesta: in un sobborgo della capitale è stato ritrovato il corpo dell'ennesima giovane madre accoltellata alle spalle. La quarta vittima in poco tempo. Mentre Annika è assorbita dalle indagini su quello che gli organi d'informazione hanno deciso essere un serial killer, Thomas, il marito ritrovato ora funzionario del ministero della Giustizia, è a Nairobi per partecipare a un convegno. Un viaggio che si trasformerà nel peggiore degli incubi. L'intera delegazione viene sequestrata al confine tra Kenya e Somalia e i rapitori esigono un riscatto irragionevole. Per Annika comincia un periodo di trattative estenuanti: nessun governo europeo sembra intenzionato a cedere alle folli richieste di un gruppo di ribelli dell'Africa Orientale, e gli ostaggi cominciano a cadere, giustiziati, uno dopo l'altro.
Risorsa locale
Peter Nimble e i suoi fantastici occhi
Salani Editore, 31/01/2013
Abstract: Così comincia la storia di Peter Nimble: "Qualcuno di voi avrà sentito dire che al mondo non ci sono ladri migliori dei bambini ciechi. Come potete immaginare, infatti, un bambino che non vede possiede un olfatto straordinario e sarà in grado di dirvi che cosa c'è dietro una porta chiusa da cinquanta passi di distanza: sia stoffa di broccato, sia oro, o croccante di arachidi. Le sue dita, poi, sono tanto sottili da infilarsi in una toppa, le sue orecchie tanto sensibili da captare anche lo scatto più leggero di ogni minimo ingranaggio delle serrature più complicate. L'epoca dei grandi ladri è finita da tempo, questo è vero; oggi, ciechi o non ciechi, i ladri bambini sono pochi. Ma un tempo il mondo ne era pieno. Questa è la storia del più grande ladro che sia mai esistito. Si chiamava Peter Nimble". Un protagonista che nasce sfortunato e scopre di essere magico. Un'avventura senza confini in un regno fiabesco e pieno di personaggi incredibili. Una storia mai narrata prima, imbevuta di atmosfere dickensiane, con lo stile del grande classico.
Risorsa locale
Il cervello universale. La nuova frontiera delle connessioni tra uomini e computer
Bollati Boringhieri, 24/01/2013
Abstract: Miguel Nicolelis lo aveva promesso: il calcio d'inizio dei mondiali in Brasile, nel 2014, lo avrebbe tirato un ragazzo paraplegico grazie a un esoscheletro controllato dal suo pensiero. E così è stato. Quella che sembrerebbe fantascienza è stata invece il frutto più avanzato di oltre trent'anni di ricerche che hanno avuto come obiettivo la connessione del cervello umano con le interfacce dei computer. Il percorso per arrivare a questo risultato è stato lungo e ha radici che affondano negli esperimenti di Luigi Galvani sull'elettricità animale e negli studi sulle cellule cerebrali condotti da Santiago Ramón y Cajal. Questo libro è il racconto stupefacente di un'idea che ha attraversato un secolo di medicina e che, finalmente, inizia a realizzarsi.
Risorsa locale
Garzanti, 24/01/2013
Abstract: La città è infuocata dalla rivolta. Per un giorno e una notte imperversano neri armati di bastoni, catene, spranghe di ferro. Poi se ne riappropriano i padroni, loro con pistole, fucili, coltelli. Mohà, Lodit e Kwei si sono nascosti. La vendetta li raggiunge ugualmente. L'unico testimone degli omicidi è Taiwo, che scappa lontano. Qualche mese dopo, in un container scaricato al porto, duecento chili di cocaina: i carabinieri montano la guardia, la droga scompare lo stesso, un funzionario della dogana fa una brutta fine. Due indagini parallele affidate ad Alberto Lenzi, il "giudice meschino" – magistrato indolente e indisciplinato e con un debole per le belle donne – nato e cresciuto in quella terra dove crimine vuol dire 'ndrangheta e dove nulla è come sembra. Giostrando sul filo del pericolo il suo rapporto diretto – di ingannevole complicità e amicizia – con un potente capobastone, Lenzi decifrerà i due misteri intrecciati, e farà la sua giustizia. Mimmo Gangemi è uno dei nostri grandi narratori, e in un poliziesco dallo stile unico sa restituire tutta la complessità dell'Italia di oggi.
Risorsa locale
Scolpitelo nei cuori. L'Olocausto nella cultura italiana (1944-2010)
Bollati Boringhieri, 24/01/2013
Abstract: Siamo capaci, noi italiani, di elaborare, metabolizzare e comprendere l'Olocausto che ci ha colpiti? Siamo in grado di tramandarne la memoria? Che uso abbiamo fatto, noi, pubblicamente, nella nostra dimensione culturale condivisa, dell'immane sterminio che ha coinvolto gli ebrei e i non ebrei del nostro paese, non certo meno che altrove? Quali ricadute nelle nostre vite, quali insegnamenti, quali comportamenti ci deve imporre la storia di quell'orrore?Sono domande dure come macigni, sono le fondamenta stesse dell'Italia repubblicana. È su queste domande che si possono porre le basi di una società che vuole voltare pagina e ricostruire se stessa dopo il ventennio fascista e una guerra al massacro.A sessant'anni di distanza, questo è il primo libro che affronta nel dettaglio, con rigore storiografico e sulla base di ricerche originali, il tema di quanto si è sedimentato dell'Olocausto nella nostra identità, attraverso i libri degli intellettuali, le canzoni popolari, il cinema, la televisione, i monumenti innalzati o quelli che non sono mai stati inaugurati; ma anche attraverso l'operato del nostro Parlamento e delle sue leggi. Robert Gordon ha studiato in profondità la storia dell'elaborazione della Shoah in Italia, e ce ne offre qui un quadro complesso, ripercorrendo questi sessant'anni su più livelli, evidenziando la figura centrale di Primo Levi, ma anche il diffuso sentimento autoassolutorio degli italiani, che ancora oggi vivono spesso se stessi come esecutori "riluttanti" di ordini altrui, faticando a farsi carico del proprio passato.
Risorsa locale
Il sussurro della sorgente interiore
Bompiani, 24/01/2013
Abstract: Qualcosa ci lega al mondo così come lo conosciamo, così come lo percepiamo; è qualcosa di illusorio che ci spinge a fare e a essere ciò che non potremo mai essere, mentre ci obbliga a ignorare ciò che siamo. Lo Zen è una tradizione del Vero lucida – perché libera da appartenenze a forme di rito, mito o scrittura –, capace di trasmettere un'esperienza di risveglio indubitabile alla realtàe alla vita. Osho si richiama a quell'intento di pienezza, aiutando il lettore a riconnettersi con la propria verità interiore, rafforzando in lui la consapevolezza e la percezione della propria aspirazionepiù autentica. Affrontando i temi della vita di ogni giorno, nel rispetto dell'essere umano e delle sue complesse esigenze, egli condivide una proposta illuminata: un inno alla gioia che ispira una rivoluzione in grado di rigenerare e aprire a un destinodi realizzazione. Rilevante, per come sono trattati i temi esistenziali e gli interrogativi che ci accompagnano, è l'arte di Osho nell'offrire intuizioni e consigli profondamente legati alla vita reale e a ciò che è la natura umana, mai giudicata né idealizzata: un invito non tanto a migliorare, quanto a comprendere ciò che siamo nel disegno della vita.
Risorsa locale
Bollati Boringhieri, 24/01/2013
Abstract: Per un migrante entrare in contatto con le leggi del paese d'accoglienza costituisce una delle esperienze più enigmatiche e sconvolgenti a cui sia esposto. Attraverso il dislocamento spaziale viene assoggettato a un regime giuridico che per lui resta in gran parte culturalmente opaco. I codici espliciti – gli obblighi di legge – non lasciano trapelare il vastissimo non detto che presuppongono e custodiscono, il sapere implicito al quale gli autoctoni hanno accesso da sempre e che è portatore di una normatività di diverso genere, ma altrettanto imprescindibile per la convivenza quotidiana. Nella violazione della legge, a collidere sono in particolare i sommersi culturali spesso ignorati dagli individui stessi, ed è a quel livello che la difficoltà deve essere sanata. Se ne incarica una disciplina nuovissima, destinata ad assumere una funzione strategica nella nostra società multietnica: il diritto interculturale. Nel primo saggio che ne esplora i principi e ne declina le finalità, Mario Ricca convoglia nel dominio giuridico conoscenze preziose finora lontane dai suoi confini, attinte innanzi tutto dall'antropologia e dalla semiotica. Approccio interdisciplinare indispensabile ad allestire la piattaforma concettuale per l'incessante processo di transazione che esige ogni diritto vivente. Perché nel volto dello straniero alle prese con la legge scorgiamo, come in un'immagine rovesciata, il futuro di una cittadinanza planetaria.
Risorsa locale
Guanda, 24/01/2013
Abstract: Ogni cosa è illuminata, il fortunatissimo romanzo di Jonathan Safran Foer, racconta il viaggio del giovane Jonathan sulle orme del nonno, emigrato negli Stati Uniti da un villaggio sperduto in Ucraina, ormai scomparso dalle mappe. Arrivato a destinazione insieme alle sue improbabili guide, il protagonista scopre che quel villaggio non esiste più. Avrom Bendavid-Val ha compiuto un simile viaggio per raccontare, fuori dalla finzione narrativa, una storia che secondo lo stesso Foer riesce a condensare l'essenza della diaspora ebraica, cogliendone "la vitalità e la catastrofe, l'anelito, l'inventiva e la distruzione"… È la storia di Trochenbrod, una cittadina ebraica molto speciale, che sorgeva in una radura tra le foreste, lontano dalle grandi vie di comunicazione. Per sfuggire alle politiche vessatorie del governo zarista, a inizio Ottocento un gruppo di famiglie ebree si stabilì in una zona paludosa dell'odierna Ucraina occidentale e, dopo qualche rudimentale opera di bonifica, cominciò a coltivarne la terra. Esempio unico nella storia di una cittadina completamente ed esclusivamente ebraica, Trochenbrod è un nome che porta con sé la speranza e l'orrore. L'invasione nazista del 1941 travolse l'armonia di quel piccolo idillio insieme all'intera esistenza ebraica nell'Europa orientale. Gli abitanti vennero trucidati, le case rase al suolo, la città scomparve. La Soluzione finale ebbe qui la sua realizzazione perfetta.
Risorsa locale
Guanda, 24/01/2013
Abstract: John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è uno dei più grandi romanzieri contemporanei. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 Pietro Citati sul Corriere della Sera ha definito il suo L'intoccabile "un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant'anni" per "la vastità, la ricchezza, il terribile riso"), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il Booker Prize per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l'Irish Book Awards, l'European Literary Award, l'Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo Premio Nobel per la Letteratura. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un'inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di "romanzi gialli" di altissima qualità, ambientati nella Dublino anni '50, che hanno come protagonista l'anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la BBC e RTÉ hanno tratto una serie TV nel 2014. John Glass è un giornalista di tutto rispetto: irlandese, da poco trapiantato a New York, ha un passato glorioso da corrispondente in prima linea (piazza Tienanmen, il conflitto nordirlandese, l'Intifada) e una reputazione da difendere. Ma in un momento di debolezza, vinto dalle pressioni famigliari e dalle lusinghe di un compenso da un milione di dollari, accetta di scrivere la biografia di William "Big Bill" Mulholland, magnate delle telecomunicazioni dai trascorsi non proprio immacolati ed ex agente della cia. Le ricerche per il libro vengono però presto turbate da un omicidio... Fin dove si è spinto Glass? E perché viene ricattato? Inizia così un giallo sofisticato, un'indagine che porterà il giornalista a scavare nel torbido passato della famiglia della moglie. E a scoprire che il silenzio non può essere comprato, nemmeno da una delle dinastie più influenti di New York..."Un maestro la cui prosa regala un piacere continuo e quasi fisico."Martin Amis"Banville è un vero maestro, un artista capace di un controllo totale della sua arte."The Times
Risorsa locale
Una breve sosta nel viaggio da Auschwitz
Ponte alle Grazie, 24/01/2013
Abstract: La "breve sosta" che dà il titolo a questo libro è quella del suo protagonista, Dawid, un giovane ebreo sopravvissuto al campo di sterminio. Dawid ormai non c'è più e, a distanza di anni, suo figlio Göran cerca di farlo rivivere attraverso il ricordo, attraverso il potente strumento della parola e del racconto. Aggrappandosi con forza a qualsiasi traccia ne attesti l'esistenza, i giorni di gioia e quelli della tragedia indicibile, Göran ne ricostruisce il viaggio "di ritorno " da Auschwitz, il suo disperato tentativo di riprendere a vivere in una cittadina svedese, perché come scrive l'autore "visto che i pochi rimasti in vita alla fine del viaggio raramente hanno seguito lo stesso tragitto, è facile che le strade di ritorno da Auschwitz scompaiano nell'oblio". Tra pagine di rabbia e di affetto, di commozione e di indignazione, Rosenberg mantiene vivo fino all'ultimo il profondo dialogo con il padre, consegnandoci una storia solo apparentemente familiare, una storia che parla al cuore e alla mente dell'umanità intera, di ogni epoca e latitudine. Per non dimenticare. Per non ripetere.
Risorsa locale
Il perdono responsabile. Perché il carcere non serve a nulla
Ponte alle Grazie, 24/01/2013
Abstract: La gran parte dei condannati a pene carcerarie torna a delinquere; la maggior parte di essi non viene riabilitata, come prescrive la Costituzione, ma semplicemente repressa, e privata di elementari diritti sanciti dalla nostra carta fondamentale – come ne vengono privati i loro cari; la condizione carceraria, per il sovraffollamento, la violenza fisica e psicologica, è di una durezza inconcepibile per chi non la viva, e questa durezza incoraggia tutt'altre tendenze che il desiderio di riabilitarsi; la cultura della retribuzione costringe le vittime dei crimini alla semplice ricerca della vendetta, senza potersi giovare di alcuna autentica riparazione, di alcuna genuina guarigione psicologica. È possibile pensare a forme diverse di sanzione, che coinvolgano vittime e condannati in un processo di concreta responsabilizzazione? In questo libro efficace e illuminante, Gherardo Colombo indaga le basi di un nuovo concetto e di nuove pratiche di giustizia, la cosiddetta giustizia riparativa, che lentamente emergono negli ordinamenti internazionali e nel nostro. Pratiche che non riguardano solamente i tribunali e le carceri, ma incoraggiano un sostanziale rinnovamento nel tessuto profondo della nostra società: riguardano l'essenza stessa della convivenza civile.
Risorsa locale
Tea, 24/01/2013
Abstract: È cambiato Andrea Lucchesi. Ha sfiorato la morte e, se questa volta ha vinto lui, il prezzo che ha dovuto pagare è alto: adesso ha paura. Paura di ogni sigaretta che accende, di ogni bicchiere che si concede, ma soprattutto paura di essere, di restare solo. Forse è per questo che un giorno, uscendo dalla Questura milanese di piazza San Sepolcro, Lucchesi si accorge di quell'uomo, che, all'angolo di via del Bollo, dispensa saggezza ai passanti, a chi ha tempo per fermarsi ad ascoltare un vecchio, un filosofo. Lucchesi ha tempo, adesso, per ascoltare, per capire. Forse è per questo che, un giorno, Lucchesi si accorge che la collega Carolina Marchesi non è solo una poliziotta in gamba, ma è anche una splendida donna, e che lui, dopo tanta rabbia e dolore, può di nuovo concedersi di amare. Sì, è cambiato l'ispettore Lucchesi. Ma non è il solo. Se l'indagine su una serie di furti d'arte in cui si troverà coinvolto appena rientrato in azione è fin troppo vicina a quella risolta pochi mesi addietro, in realtà nulla è come prima. Le persone che ha incontrato allora sembrano divertirsi a sovvertire ogni aspettativa: la contessa Urbinati, il commissario Pepe, i collezionisti d'arte, la collega Marchesi... Nulla e nessuno è come sembra, per Andrea Lucchesi, che per risolvere questo caso dovrà esser disposto a svelare e accettare verità amare sulle persone all'apparenza a lui più vicine. Verità che cambieranno la sua vita per sempre.
Risorsa locale
Tea, 24/01/2013
Abstract: Da Sex and the City in poi, in tanti hanno provato a convincervi che passare da una relazione all'altra è divertente e indolore, che la quantità è meglio della qualità e che essere single significa essere perennemente a caccia di uomini... E se non fosse così? Guardandovi dentro potreste scoprire anche voi, come l'autrice di questo libro, che accumulare storie inconsistenti con uomini sbagliati è come abbuffarsi di cibo spazzatura: si ingoiano un sacco di calorie, ma non c'è vero nutrimento, e anche il gusto lascia parecchio a desiderare. Zoe Strimpel è giunta alla conclusione che questo fast food dei sentimenti è il principale ostacolo che impedisce alle donne single di essere felici, e ha messo a punto una "dieta" anti amore spazzatura: basta sesso senza impegno, basta correre dietro a soggetti a cui "non piacete abbastanza", basta "pedinamenti" su Facebook di tipi che avete appena conosciuto (o di ex che è meglio perdere che trovare). Insomma, è arrivato il momento di fare una pausa e dedicarvi, finalmente, a voi stesse. Imparando a volervi bene, e a trattarvi bene, vi sentirete più felici nella vostra pelle, proprio come dopo un programma disintossicante. E diventerà più facile anche scegliere ciò che davvero vi fa bene: uomini compresi.