Trovati 855198 documenti.
Trovati 855198 documenti.
Risorsa locale
EINAUDI, 12/04/2022
Abstract: "Ma quanti sono i giorni felici in tutta una vita, secondo te? Un mucchietto cosí. Tutti gli altri servono a fare massa, come la paglia nei cesti di Natale". È una notte di tuoni e fulmini: dopo qualche bicchiere di troppo, Dora ansima nel sonno e urla il nome di un uomo. Accanto a lei, Rodolfo si rigira nel letto e sogna di ucciderla. Si svegliano insieme, di soprassalto: è cosí che s'innesca la macchina del dispetto, che travolge i destini di tutti. La catena di dialoghi che si rincorrono tra le pagine di questo libro è un meccanismo inesorabile, un ottovolante panoramico sul mistero comico e drammatico delle relazioni umane. Un gioco infantile e perverso che riguarda chiunque abbia, almeno una volta, iniziato una frase con la parola "io". Tutti conosciamo l'alchimia difficile delle coppie, i segreti, le bugie, la voglia di felicità e la forza corrosiva dei tradimenti. In ogni istante della nostra vita siamo amanti, figlie, fratelli, compagni, amiche. Una notte, dopo un'accesa discussione, Rodolfo si chiude in una stanza nella casa di Dora per non uscirne piú. Indecisa se ignorarlo o chiamare la polizia, lei ne parla all'amica Manuela, che poi torna a casa e si confida con Livio, che poi si precipita dal fratello Tommaso in ospedale, che poi telefona al fidanzato Samuele, che poi riceve una strana proposta da una cliente, che poi... Elvira Seminara dà vita a una struttura originalissima e vertiginosa, un susseguirsi di dialoghi che fanno il girotondo, dove i personaggi e il lettore rimbalzano da un ruolo all'altro, da un inciampo al successivo, senza mai fondersi né perdersi davvero. Siamo dialogo incessante, sempre in relazione con qualcun altro, anelli malfermi e lucidi di un interminabile giro di parole. E poi siamo diavoli di sabbia, violenti e fragili: ci solleviamo nel vento pronti a graffiare.
Risorsa locale
EINAUDI, 12/04/2022
Abstract: A partire dalla seconda metà del Settecento e per tutto l'Ottocento, con l'intensificarsi degli intrecci globali, favoriti dalla rivoluzione delle nuove tecnologie di comunicazione, le pratiche culturali, i sistemi religiosi, le ideologie e le rappresentazioni del mondo andarono progressivamente incontro a un processo di radicale revisione e trasformazione. Le distanze tra società e civiltà molto lontane tra loro si ridussero, imponendo a tutto il mondo inedite forme di relazione. Tre i nuclei tematici fondamentali analizzati da Sebastian Conrad. In primo luogo la riconsiderazione dell'Illuminismo interpretato come fenomeno storico collettivo e globale, e non piú inteso come prodotto esclusivo degli intellettuali europei. In secondo luogo la metamorfosi alla quale andò incontro alla fine del xviii secolo l'ordine temporale. Il passato e il futuro entrarono in conflitto e la modalità millenaria di misurazione su base naturale venne via via sostituita dal moderno sistema di controllo del tempo. Infine il ruolo delle religioni nel mondo che si andava globalizzando. A differenza di quanto pensavano le avanguardie progressiste del xix secolo, le religioni non si eclissarono a causa della secolarizzazione e del "disincanto del mondo", ma si trasformarono a livello globale, acquistando un nuovo significato e una fino ad allora sconosciuta forma di rilevanza sociale.
Risorsa locale
Sherlock Holmes. La morte a Scotney Castle (Il Giallo Mondadori Sherlock)
Mondadori, 07/04/2022
Abstract: È una giornata di maggio del 1904 quando Sherlock Holmes viene invitato a parlare del suo metodo deduttivo in una residenza secolare del Sussex orientale. A voler conoscere i segreti della straordinaria capacità di leggere nella mente dei criminali che l'ha reso famoso sono i membri della Kipling League. Questa ricca e potente associazione riunisce influenti ammiratori delle opere letterarie di Rudyard Kipling, assertori in suo nome della politica coloniale e della missione civilizzatrice dell'Inghilterra. A turbare però il buon esito della conferenza, introdotta dal dottor Watson, è il ritrovamento del cadavere di un uomo in uno stagno presso la tenuta di Scotney Castle, poco oltre il confine con il Kent. Annegamento accidentale o suicidio sono le ipotesi al vaglio degli inquirenti; per Holmes si tratta invece di un episodio sinistro, le cui anomalie sono indizi di un delitto allo stesso tempo strano e sofisticato. Una sfida agghiacciante lanciatagli da un avversario forse imbattibile, tanto da indurlo, alla fine, a proibirne la divulgazione.
Risorsa locale
Una strana vacanza (Il Giallo Mondadori)
Mondadori, 07/04/2022
Abstract: Doppio crimine al Bishop's Hotel di Londra. Una ricca ospite argentina viene trovata strangolata nella suite che occupa presso l'albergo. Il cadavere, avvolto in un piumino, giace sul letto. Addosso non ha niente, eccetto alcuni magnifici gioielli. Poco dopo una contessa scopre che dalla sua stanza, lungo lo stesso corridoio, è stata trafugata una famosa collezione di preziosi. Scotland Yard, al lavoro su entrambi i casi, cerca un uomo che ha pranzato con la donna assassinata. Sulle tracce di costui è per altre ragioni anche l'ignaro avvocato Ashby, che si aspetta di scovarlo in Francia durante un viaggio di piacere, ma non di finire nel mezzo di una vicenda delittuosa, in un ambiente artistico popolato di bizzarri personaggi e femme fatale. A dare manforte nelle indagini entra in scena per fortuna lo stravagante Benvenuto Brown, pittore di professione, investigatore per diletto.
Risorsa locale
EINAUDI, 12/04/2022
Abstract: I Diari di Delfini coprono gli anni dal 1927 alla fine del 1944. Sono stati parzialmente pubblicati nel 1982. L'attuale edizione è stata ricavata dai manoscritti inediti dello scrittore con un complesso lavoro filologico al quale Irene Babboni si è dedicata per molti anni e che, dopo la sua morte, è stato completato da Claudia Bonsi. Tra le pagine di questi quaderni e taccuini troviamo un'affascinante raccolta di pensieri, invettive, poesie e narrazioni, sempre sul filo del paradosso, che finalmente può essere letta integralmente. Proprio per il loro carattere eterogeneo, i Diari sono la via preferenziale per entrare nel mondo e nel laboratorio creativo di uno scrittore geniale quanto bizzarro e asistematico. "Questo è un libro straordinario. Non esiste infatti nell'intera letteratura italiana dell'ultimo secolo un'opera simile che sia insieme la registrazione dei moti interiori di un'anima, il diario d'un apprendistato letterario, la cronistoria di un periodo. Forse l'unico testo autobiografico cui si può paragonare è Il mestiere di vivere di Cesare Pavese, ma mentre il diario dello scrittore piemontese è condotto sotto il segno della depressione, quello di Antonio Delfini possiede una inusitata leggerezza: è ingenuo, imprevedibile, fantasioso, uno zibaldone a zig zag. I Diari sono senza dubbio il libro piú importante e piú significativo di uno scrittore la cui opera complessiva sfugge a qualsiasi definizione e classificazione" (dalla prefazione di Marco Belpoliti).
Risorsa locale
EINAUDI, 12/04/2022
Abstract: La natura del duce esplora le ecologie politiche fasciste, ovvero le pratiche e le narrative attraverso cui il regime ha costruito ecologie, tanto immaginarie quanto materiali, funzionali al suo progetto politico. Il libro non insegue dunque il fantasma di un Mussolini verde, magari contando quanti parchi nazionali siano stati creati durante il regime o quanti alberi piantumati. Diversamente da quanto affermato dalla storiografia internazionale, gli autori non credono che il fascismo si sia disinteressato della natura; piuttosto ne ha fatto un uso attento, tuttavia lontano da idee di cura e conservazione dell'ambiente. Il libro muove da un'analisi della figura di Mussolini e del suo rapporto con la natura per spaziare su alcuni aspetti cruciali della trasformazione fascista dell'ambiente. Dalla bonifica alla battaglia del grano, dall'autarchia alle politiche di tutela, dalle ecologie coloniali fasciste all'eredità del regime nel paesaggio contemporaneo, La natura del duce guida chi legge in un viaggio nel tempo e nello spazio, rivelando come sia possibile interrogare passaggi e paesaggi della nostra storia attraverso nuove domande e chiavi di lettura.Gli autori di questo libro non considerano l'ambientalismo una categoria metastorica, sempre uguale nel tempo, come se esistesse da qualche parte il decalogo immutabile del bravo ecologista, in base al quale misurare quanto verde sia stato un dato regime o personaggio storico. Non essendo interessati a dare o ritirare patenti di ecologismo, hanno preferito lavorare sulle ecologie politiche del fascismo, ovvero sulle pratiche e le narrative attraverso cui il regime ha costruito delle nature, tanto immaginarie quanto materiali, funzionali al suo progetto politico. Ecologico non implica un approccio ecologista e non coincide con una "buona" gestione dell'ambiente. Agli autori non interessa capire quanti ettari di territorio fossero riservati a parco o quanti alberi siano stati piantati durante il ventennio. Piuttosto, il libro vuole indagare come il regime abbia prodotto delle formazioni socioecologiche, ovvero degli ecosistemi fatti di narrative e piante, di memorie e orsi, di leoni addomesticati e popolazioni selvagge da assoggettare. Gli autori non credono che il fascismo si disinteressasse della natura; ma l'alternativa al disinteresse non è, come qualcuno sembra intendere, una cura attenta della natura. Questo libro non riduce la storia ambientale del fascismo alla sola storia della tutela della natura durante il regime. È piuttosto una storia dell'ecologia politica fascista che ci ricorda, una volta di piú, che l'ambiente e la società, la natura e la politica sono sempre intrecciate. Anche quando non ce ne accorgiamo.Tra leonesse addomesticate e bonifiche integrali, paesaggi coloniali e autarchia, parchi e monumenti, finalmente un libro che racconta come il fascismo ha immaginato, usato e trasformato la natura.
Risorsa locale
EINAUDI, 12/04/2022
Abstract: Indagare "l'antisemitismo dei colti" in europa prima del nazismo significa compiere un decisivo salto d'analisi nella storicizzazione della Shoah. Una piú esatta comprensione della Shoah è possibile indagando l'universo ideologico dell'antisemitismo. Il fondamento di questa cultura politica antipluralista e ostile ai sistemi politici liberali, è rintracciabile nel tentativo di costruire una serie di stereotipi - dall'ebrea seducente, sessualmente perversa e incline alla prostituzione all'ebreo nevrotico, e dunque rivoluzionario - capaci di determinare un'immagine differenziata dell'ebreo. La differenziazione tocca il culmine nell'associare l'ebreo agli animali nocivi (ratto, iena, pidocchio ecc.): una differenziazione che fornirà il bagaglio culturale necessario ai nazisti per programmare la loro politica di sterminio. Il dato storiografico e teorico-politico sconcertante è che questa strategia di differenziazione ha registrato il contributo significativo di voci e discipline della cultura europea, dalla narrativa alla psichiatria. È dunque il caso di interrogarsi se, oltre all'"antisemitismo degli antisemiti" nell'Europa precedente il nazismo non sia stato attivo anche l'"antisemitismo dei colti", impegnato, dall'alto di un'equivoca neutralità scientifica, a suggerire suggestioni e spunti in materia di stereotipi che poi l'antisemitismo militante e plebeo rielaborava e diffondeva nella sua vasta pubblicistica e nelle sue agitazioni.
Risorsa locale
Un nuovo strano caso alla libreria Dupont
EDIZIONI PIEMME, 29/03/2022
Abstract: Che disastro! Nella libreria Dupont è scoppiato un incendio, e non solo... il collegio Etì è infestato dai topi, i ragazzini che ci abitavano non hanno più un tetto e Victor Dupont è scomparso nel nulla! Max e Désirée non credono alle coincidenze e sono pronti a tutto, anche a infilarsi negli intricati cunicoli della Parigi sotterranea, pur di risolvere questo ingarbugliato mistero...
Risorsa locale
UTET, 29/03/2022
Abstract: Oltre 150 papiri, 5000 gioielli (compresi numerosi scarabei), 150 statue, decine di mummie. Questa è solo una parte del patrimonio che nel 1829 Bernardino Drovetti riportò con sé in Italia dall'Egitto, dove aveva passato gli ultimi ventisette anni della sua incredibile vita. Nato nella provincia piemontese, Drovetti si era mostrato da subito ambizioso e intraprendente. Soldato nell'esercito napoleonico impegnato in Egitto, poi ufficiale di campo del generale Gioacchino Murat durante le campagne d'Italia, nel 1802 fu mandato ad Alessandria d'Egitto, prima come viceconsole, poi come console generale di Francia incaricato di avviare dei nuovi rapporti commerciali con il Cairo. Ma Drovetti non si limitò alla sua pur prolifica attività diplomatica alla corte del viceré della Sublime Porta ottomana, Mehmet Alì Pascià. Appassionato di reperti e scavi, ancora prima che gli esploratori inglesi cominciassero le spedizioni per completare gli spazi bianchi rimasti nelle mappe del globo, si avventurò per l'Egitto a caccia di antichità e monumenti, intercettando la neona-ta passione europea per l'archeologia. Per anni Drovetti "l'Egizio" si destreggiò abilmente tra i rivolgimenti della storia, tra imperi che crollavano, guerre civili e abdicazioni, facendo arrivare in Italia le ricchezze che costituiscono oggi il nucleo iniziale del Museo Egizio di Torino, oltre a svariati pezzi finiti poi ad arricchire le sale del Louvre, del Neues Museum di Berlino, o le collezioni esposte a Vienna, Ginevra e Monaco. Dopo Il grande Gualino, Giorgio Caponetti ci restituisce ancora una volta il ritratto romanzesco di un personaggio di prodigioso successo, avventuroso e cinico, scaltro ed erudito, tanto immerso nello spirito del suo tempo da restarne imbevuto, nel bene e nel male.
Risorsa locale
EINAUDI, 19/04/2022
Abstract: Un'auto è esplosa nel centro di Stoccolma. Amor, un giovane dalla pelle un po' piú scura, si aggira per le strade della città paralizzata dalla paura facendo del suo meglio per rendersi invisibile. Ma la sua testa è in fiamme. Scritto con lo stile perforante di una canzone trap, Chiamo i miei fratelli è il racconto di cosa succede quando lasciamo che la paranoia ci entri dentro. Come individui e come società. "Un libro che andrebbe distribuito gratuitamente nelle caselle della posta di tutti. Può darsi che le parole non siano mai innocenti: ma almeno possono fare la differenza" (Göteborgs-Posten). Un'auto è esplosa nel centro di Stoccolma. Parole come "attentatore suicida" e "terrorista" lampeggiano dai telegiornali e si installano nella testa delle persone. Amor vaga per le strade di una città surreale. Ha una missione - deve andare a comprare per la cugina un ricambio per il trapano - ma è scosso da questa nuova città paranoica dove la polizia riempie le strade. Non farti notare, agisci normalmente, si dice. Ma cosa significa normale? Chi è un potenziale sospettato? E non sembra anche a voi che tutti gli occhi siano puntati su di lui? Nel corso di ventiquattro intense ore, vediamo il mondo attraverso gli occhi spaventati e ansiosi di Amor. A volte è difficile sapere cosa sta realmente accadendo e cosa è solo la creazione della mente sempre piú febbrile di Amor. Chiamo i miei fratelli è un romanzo breve ma potentissimo su ciò che accade quando la paura e la paranoia ci entrano dentro, come individui e come società, e ci fanno vedere noi stessi e gli altri in modo diverso. Scritto con uno stile elettrico e coinvolgente, Chiamo i miei fratelli costringe il lettore a confrontarsi con il nostro impulso a dividere il mondo in "noi" e "loro". Ma loro chi sono? E chi siamo noi? E se la nostra paura, la paura per cui siamo pronti a tutto, fosse una profezia che si autoavvera?
Risorsa locale
EINAUDI, 19/04/2022
Abstract: Il libro che ha vinto, all'unanimità, il Premio Italo Calvino 2021: un testo corale che intreccia storie di pazienti, psichiatri, infermieri di uno dei primi "reparti aperti" di un grande ospedale italiano. Altro nulla da segnalare, il libro che ha vinto all'unanimità il Premio Italo Calvino 2021, è un testo raro, prodigioso. Al centro, le storie struggenti dei "paz": i pazienti - o i pazzi, direbbero i piú - dei servizi psichiatrici nati subito dopo la chiusura dei manicomi: uomini e donne che si ritrovarono improvvisamente liberi nel mondo, o che nel mondo non sapevano piú come abitare. Le storie a cui dà vita Francesca Valente ruotano sempre attorno a punti luminosi: dettagli, pensieri, eventi; non mirano mai a raccontare le vite dei personaggi, cercano piuttosto il cuore pulsante della loro umanità: perché è lí, in quel frammento di memoria che li riguarda, portato alla luce ma irriducibilmente oscuro, che può essere racchiusa ogni prospettiva d'universalità. "Occhipinti, insonne, insisteva nell'ordinare champagne: le ho portato in sostituzione dello stesso dell'acqua, ma ha dimostrato, rovesciandomela in testa, di non gradirla. Tutti gli altri signori ospiti hanno dormito, tranne la signora Agosta, che continua ad andare al gabinetto e spacca tutto. Altro nulla da segnalare". "Altro nulla da segnalare" è la formula di rito con cui, nei primi anni Ottanta, si chiudevano i rapportini quotidiani degli infermieri del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell'Ospedale Mauriziano di Torino, uno dei primissimi esperimenti di "reparto aperto" subito dopo la promulgazione della Legge 180. Chi finiva il turno riferiva con semplicità a chi lo iniziava quanto era avvenuto nelle ore precedenti: cose ordinarie e straordinarie. Episodi comici, tragici, feroci. In quelle note "c'era un'umanità che raccontava un'altra umanità, con benevolenza e un sincero sforzo di comprensione. Spesso erano entrambe umanità dolenti". Partendo proprio dai rapportini, e dai racconti fatti all'autrice dallo psichiatra del reparto Luciano Sorrentino - che un giorno è andato a casa sua affidandole uno scatolone pieno di tutte le carte che aveva accumulato negli anni -, Francesca Valente ha dato vita a un testo senza paragoni, dove il confine tra documento e scrittura letteraria è sempre mobile e indefinibile. A ogni pagina si avverte che la sua penna cerca qualcosa, mentre insegue le storie di pazienti, medici, infermieri, a partire dalle tracce a disposizione. Qualcosa che miracolosamente trova e ci mette davanti agli occhi. "Perché le tante persone passate per i repartini hanno lasciato minuscoli frammenti: il resto è in un cono d'ombra. E perché ognuna di queste storie è una possibile versione di qualcosa che è accaduto realmente, una fotografia ricomposta di una vicenda individuale e collettiva".
Risorsa locale
EINAUDI, 19/04/2022
Abstract: Nell'Occhiale malinconico, Ceronetti si rammarica di scrivere "in una lingua europea ex magnifica, sfigurata e sopraffatta da scorie verbali tossiche, non piú creativa nel popolo". Nei Pensieri del Tè ne denuncia la fiacchezza sonora: "Il latino ha meno suono del greco ma piú dell'italiano (piú contenuto sacrale), l'italiano del Trecento piú di quello attuale (infinitamente piú)". Il suo dissenso dalla lingua di oggi lo esprime in vari interventi (indimenticabile, fra i tanti, quello contro l'abuso del verbo "gestire" nella Musa ulcerosa), evitando i sintagmi-cliché e i luoghi comuni, ma anche utilizzando parole desuete o improbabili, neologismi e applicazioni morfematiche possibili ma non esistenti. (In questo slancio, devo dire, sento una forte affinità con lui). [...] Nei Deliri Disarmati: "sfacibile sfacitore", "elettuari per monache", "Cagòdromo", "lercia e slampadata", "una palpebrata segreta", "un sergozzone", "resti di laniato", "prepuziare... prepuziatrice... prepuziazione", "un Dio pirchio", "potenza plutoniale", "occhi fredegondi", "i loro ganziboldi", "grido marlupo" (dalla prefazione di Tiziano Scarpa). Poeta, scrittore, polemista profondamente antimoderno, apocalittico, anarchico-reazionario, quasi sempre paradossale nelle forme e nei contenuti, Ceronetti ha adottato di volta in volta svariati mezzi espressivi, non solo verbali (si pensi ai suoi disegni, ai collage, alle performance teatrali). Questi Deliri , pubblicati originariamente nel 1993, sono fondamentalmente racconti satirici, grotteschi e surreali. Ma piú che lo sviluppo narrativo, a Ceronetti interessa il nucleo enigmatico, simbolico, forse profetico delle situazioni che "mette in scena". E qui, piú che in altri libri, le geniali invenzioni linguistiche della sua prosa si colorano di comicità. Ne risulta un concentrato della scrittura ceronettiana e, nello stesso tempo, una delle sue opere piú divertenti. Intuizioni, imposture, sgambetti, convulsioni, risentimenti, nostalgie di prodigi, illuminazioni assetate d'ombra (Tiziano Scarpa).
Risorsa locale
EINAUDI, 19/04/2022
Abstract: Una coppia di nobili e il loro autista sono assassinati in un agguato. Il delitto rischia di avere gravi conseguenze politiche: tutto porta verso la pista socialista. Eppure qualcosa non torna. In particolare a Clara Simon, collaboratrice senza firma de "L'Unione". Clara è giovane, bella e ricca. Quello che non le perdonano a Cagliari è di essere per metà cinese e di voler diventare la prima giornalista investigativa italiana. Una coppia di nobili e il loro autista sono assassinati in un agguato. Il delitto rischia di avere gravi conseguenze politiche: tutto porta verso la pista socialista. Eppure qualcosa non torna. In particolare a Clara Simon, collaboratrice senza firma de "L'Unione". Clara è giovane, bella e ricca. Quello che non le perdonano a Cagliari è di essere per metà cinese e di voler diventare la prima giornalista investigativa italiana. Un sontuoso galà di beneficenza ha riunito tutta la buona società cagliaritana allo scopo di raccogliere fondi per i terremotati della Calabria. Vi prende parte anche Clara, la nipote del piú importante armatore dell'isola, per incontrare un funzionario dell'ambasciata italiana di rientro dalla Cina che potrebbe darle notizie di suo padre, disperso durante la rivolta dei Boxer. Tra gli ospiti, i chiacchierati Cabras, che tornando dalla festa sono assaliti e ammazzati. Si sospetta un omicidio politico: il barone era odiato per aver sempre trattato i suoi numerosi lavoratori con il pugno di ferro. Ma allora perché è stato ucciso pure l'autista? Sempre pronta a occuparsi dei piú deboli, e in pena anche per la sorte del giovane nipote dei baroni, verso cui prova un'immediata empatia (o forse qualcosa di piú), Clara non può evitare di indagare sul caso. Nell'atmosfera esotica della Cagliari del 1905, tra la necropoli punica e il porto, tra la comunità cinese della Marina e la malavita locale, scoprirà una verità sconcertante."L'ambientazione è originale e molto peculiare, i personaggi sono tanti e ognuno in possesso di una realistica e riconoscibile personalità. La storia si svolge in una Cagliari mai raccontata cosí".Maurizio de Giovanni
Risorsa locale
EDIZIONI PIEMME, 12/04/2022
Abstract: Anita è l'unica ragazza della squadra di pallanuoto del suo paese, è appena diventata capitana ed è innamoratissima di un suo compagno di allenamento. Quando è da solo con lei, Ste è dolcissimo, ma cambia appena si ritrova con gli altri maschi della squadra. Un giorno Anita si scatta una foto con altre ragazze davanti allo specchio dello spogliatoio e da quel momento, apparentemente insignificante, tutto comincia a cambiare.
Risorsa locale
Il sergente nella neve. Ritorno sul Don
EINAUDI, 05/04/2022
Abstract: I ricordi della ritirata di Russia scritti in un lager tedesco dall'alpino Rigoni Stern nell'inverno del 1944, pubblicati da Einaudi nel 1953 sotto il titolo Il sergente nella neve e da allora long-seller per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell'uomo per conservare la propria umanità. Un sogno di pace rivisitato nel 1973, quasi trent'anni dopo, in Ritorno sul Don, un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo, senza rancori e senza voglia di rivalse, come atto d'amore e di riappacificazione con gli uomini e con la storia.Cronologia della vita e delle opere a cura di Giuseppe Mendicino.
Risorsa locale
EDIZIONI PIEMME, 05/04/2022
Abstract: È appena iniziato il freddo settembre del 1943 quando Roberto, 11 anni, viene chiamato a lavorare come tuttofare all'albergo di Campo Imperatore. Un cubo rosso acceso che si staglia a più di duemila metri sul pianoro del Gran Sasso, uno dei grandi esempi dell'edilizia e della visione fasciste. Che non sia un lavoro come gli altri è chiaro fin da subito, visto che sulla funivia diretta all'altopiano lo accompagnano un carabiniere e un poliziotto di rango e che di fronte all'hotel c'è un dispiegamento di forze armate che Roberto ha visto solo alle parate di prima della guerra. Lui è da sempre un ragazzo di poche parole, per questo è stato scelto, ma quando si trova di fronte l'ospite della camera 201, ammutolisce disarmato. È Benito Mussolini, l'uomo della provvidenza, colui a cui gli italiani devono tutto, gli hanno ripetuto a scuola. E il duce non è esattamente un ospite, ma un prigioniero, secondo il carabiniere di scorta. Iniziano così giorni di grande esaltazione per Roberto, perché quell'uomo con cui gioca a carte e che aiuta a farsi la barba ogni mattina lo conquista sempre di più. Ma anche perché, da quando Roberto ha confidato a suo padre il segreto di Campo Imperatore, l'uomo ha cambiato completamente atteggiamento nei suoi confronti, colmandolo di attenzioni. Perché ora suo figlio è un ponte verso qualcosa che in molti nell'Italia del '43 desiderano: uccidere il duce.
Risorsa locale
Mondadori, 26/04/2022
Abstract: Avicii, DJ dall'incredibile talento, è stato indiscutibilmente un prodigio, un visionario musicale che, attraverso il suo senso della melodia, ha definito l'epoca in cui l'house svedese, e più in generale quella europea, ha conquistato il mondo. La sua comparsa sulla scena musicale è stata come un'esplosione di fuochi d'artificio in una notte stellata. Originario di Stoccolma, Tim Bergling ha vissuto un'ascesa fulminea, fino a diventare uno dei riferimenti della scena pop-elettronica, e ha collaborato con artisti come Madonna, Lenny Kravitz o David Guetta. Ma Tim era anche un giovane introverso e fragile, costretto a crescere a una velocità disumana. Dopo diversi ricoveri d'urgenza, Avicii ha deciso nel 2016 di interrompere definitivamente la sua partecipazione a concerti e festival. Nemmeno due anni dopo, nel 2018, ha posto fine alla sua vita lasciando sconcertato il mondo.Tim - La biografia ufficiale di Avicii è scritta dal pluripremiato giornalista Måns Mosesson, che ha avuto un accesso privilegiato agli appunti e ai diari del DJ scomparso e che, grazie a lunghi colloqui con la famiglia di Tim e a frequenti incontri con i suoi amici, colleghi, collaboratori e celebrità che lo conoscevano intimamente, è riuscito a ricostruire la storia della sua sfolgorante carriera e della sua infelice vita. Dalla nascita fino alla tragica scomparsa nel 2018, ripercorriamo l'incredibile viaggio del DJ superstar che ha conquistato stazioni radio e dancefloor di tutto il mondo con successi come Levels, Wake Me Up o Hey, Brother.
Risorsa locale
Mondadori, 19/04/2022
Abstract: Ucraina significa "il luogo sul confine".Una terra che ha dato i natali a scrittori che hanno usato la lingua russa, come Nikolaj Gogol' e Isaak Babel', e ad autori che hanno scritto in ucraino, come Ivan Franko e Taras Ševcenko.Un Paese antico e ricco di storia, che in queste pagine viene raccontato attraverso una scelta di fiabe, racconti e poesie.
Risorsa locale
EINAUDI, 05/04/2022
Abstract: La poesia di Franco Loi è un fare connaturato al respiro, allo stesso esserci. Emana, naturalmente e misteriosamente, dalla semplicità di un viversi in tutti i propri contrasti, dall'accettazione, mai passiva ma consapevole, di tutto il positivo e il negativo dentro e fuori di noi. Questi nuovi testi si calano nelle pieghe e nei movimenti di una umoralità densa e terrena, che trova forma negli scorci cittadini, nel variare stagionale di cieli, aria, colori e paesaggi, nel dialogo fra passato e presente, nelle figure che prendono rilievo sulla pagina. Isman è una di loro - come Steven, Madalèna, Erminia, o i carcerati che sono "una domanda che mai avrà risposta". Voce singola e riconoscibile, ma portatrice di una coralità dispersa, sbriciolata, spesso emarginata, quella del poeta si modula attraverso una scala di tonalità: dall'invettiva, sempre bilanciata da un sapido humour, ad aperture liriche e confidenziali. In un percorso che comprende considerazioni sulla scrittura e l'essere poeta, sul mutare della percezione di se attraverso il tempo, sull'intuita presenza di Dio, silenzioso interlocutore.
Risorsa locale
La pace interiore. Liberarsi dall'ansia, dalle paure, dai pensieri negativi
EDIZIONI PIEMME, 12/04/2022
Abstract: Nei tanti momenti difficili che la vita ci riserva può capitare di essere sopraffatti da ansia, paure, pensieri e stati d'animo negativi. Come custodire, in queste situazioni, la pace del cuore, la passione, l'entusiasmo? Diversi anni fa Chiara Amirante ha elaborato un percorso interiore per i ragazzi accolti nella sua Comunità, giovani segnati da ferite in apparenza insanabili che sono stati aiutati a riconciliarsi con le loro storie e a riconoscere dentro di sé il bisogno fondamentale di amare e di essere amati. Sono nati così i corsi di Spiritherapy, incontri di conoscenza di sé sulla guarigione del cuore e l'arte di amare, che hanno permesso a migliaia di persone di scoprire le potenzialità immense racchiuse nello spirito e di svilupparle per costruire relazioni autentiche e appaganti e vivere in pienezza. Questo libro è il primo di una serie che seguirà tutte le tappe dell'itine-rario per rafforzarsi interiormente. Vi si possono trovare molti suggerimenti, riflessioni ed esercizi per agire concretamente sulle proprie ferite interiori e migliorare in tutti gli ambiti più significativi della vita: la consapevolezza, l'affettività, la gestione delle emozioni, le scelte, il dialogo con gli altri. Un compagno di strada per chi vuole intraprendere un cammino di spiritualità, una guida amichevole che invita a impegnarsi per portare alla luce la meraviglia stupenda che siamo, la scintilla divina impressa nel nostro spirito che aspetta solo di essere liberata per risplendere in tutta la sua bellezza.