Trovati 16329 documenti.
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Arte povera : interviste / curate e raccolte da Giovanni Lista
Milano : Abscondita, 2011
Abstract: Sollecitando gli artisti più impegnati nello sviluppo dell'Arte Povera, le interviste curate e raccolte da Giovanni Lista cercano di definire i caratteri specifici di questo movimento dell'arte italiana che, nato all'inizio degli anni sessanta del secolo scorso, ha proposto il salutare ritorno a un grado zero dell'arte contro i linguaggi tradizionali della produzione artistica e contro la retorica di un'avanguardia ormai compromessa con la società dei consumi. Rifiutando il mondo della cultura, nel momento in cui esso registrava il suo asservimento alle nuove tecnologie e alla massificazione dei media, l'Arte Povera ha preconizzato la messinscena del processo di creazione, il recupero dei gesti elementari e la manipolazione dei materiali primari. L'arte era così chiamata a tradurre l'atto cognitivo nella pienezza di un'esperienza sensibile e intellettuale in cui la coscienza d'essere si trovava confrontata all'epifania delle forze della materia, alla presenza fisica dell'oggetto, alla circolazione d'energia che relaziona le cose e lo spazio ambiente. Ogni opera d'Arte Povera pone se stessa come emergenza e scoperta, sopprime la coerenza ripetitiva dello stile e rinnova quindi l'esperienza originaria della creazione. L'Arte Povera è stata caratterizzata da un'aperta rivendicazione dei valori dell'arte europea, vissuta anche come nuova appropriazione dei fondamenti espressivi della civiltà artistica italiana.
Milano : Comune di Milano, [2011]
Il Calendario del popolo : rivista di cultura fondata nel 1945 : Italia 150
Roma : S. Teti, [2011]
Il Calendario del popolo ; 752
Intervista sul non-governo / Ugo La Malfa con Alberto Ronchey ; prefazione di Paolo Mieli
Ed. speciale per il Corriere della sera
Milano : Corriere della sera, [2011]
Laicicattolici ; 9
Roma : L'Espresso, [2011]
La forza delle parole : le speranze di un secolo nei discorsi dei protagonisti ; 13
Milano : Angeli, 2011
Abstract: Il volume raccoglie scritti su aspetti e artisti dell'arte italiana di inizio Novecento legati dalla tensione a una dimensione trascendente. Dapprima, nel primo e secondo decennio del secolo, in dialettica con un meccanicismo materialistico, nel futurismo delle origini, di Balla, Romani, Evola, sul registro di un irrazionalismo spiritualistico nutrito di matrici simboliste e decadentiste. Poi, tra gli anni venti e trenta, nella duplice prospettiva di un primordialismo metastorico, che ebbe nel filosofo Franco Ciliberti il maggior esponente, e di una spiritualità nutrita della religiosità cristiano cattolica influenzata dal pensiero neoscolastico di Jacques Maritain, che coinvolse, con uno scrittore e critico militante come Persico, artisti quali Severini e Garbari. Con essi, il più giovane Fillia, tra i promotori e maggiori rappresentanti del movimento dell'Arte Sacra Futurista, che negli anni trenta e primi quaranta lanciò con la ricerca di un inedito linguaggio artistico la sfida di un'arte religiosa esplicitamente cattolica aperta alla contemporaneità, ancor oggi di stringente attualità, come si vuol ricordare, a conclusione del libro, con un'appendice di scritti critici sul tema Spirituale, arte, contemporaneità, nati per e con eventi recenti dedicati al rapporto arte-spiritualità-religione, nella dimensione creativa e in quella cultuale. Scritti di: Luciano Caramel, Cecilia De Carli, Gian Alberto Dell.Acqua, Elena Di Raddo, Giuseppe Lupo, Francesco Tedeschi.
La ladra della Primavera : romanzo / Marina Fiorato ; traduzione di Claudia Lionetti
Nord, 2011
Abstract: Firenze, 1482. L'affascinante cortigiana Luciana Vetra è furiosa: fare da modella per il grande pittore Sandro Botticelli doveva essere la sua grande occasione, invece lui non soltanto si è rifiutato di pagarla, ma dopo un violento litigio l'ha addirittura cacciata dal suo studio. Per vendicarsi dell'affronto, la giovane ruba uno dei disegni preparatori del dipinto - una grande tavola che avrà come titolo la Primavera - senza immaginare che quel gesto impulsivo e dettato dall'orgoglio le sconvolgerà la vita. Ben presto, infatti, Luciana si accorge di essere diventata l'obiettivo di un gruppo di uomini potenti e senza scrupoli, disposti a tutto - anche a uccidere - pur di recuperare il prezioso disegno. Disperata, la ragazza chiede asilo presso la basilica di Santa Croce e viene accolta da Guido, un novizio che, incantato dalla sua bellezza, decide di aiutarla a fuggire. Consapevoli che soltanto svelando il mistero del quadro avranno salva la vita, i due intraprendono allora un viaggio che li porterà da Napoli a Pisa, da Roma a Venezia, tra nobili e assassini, pericoli e agguati, complotti e tradimenti. E scopriranno che, nell'allegoria della Primavera, si nasconde un messaggio in codice che potrebbe cambiare il futuro dell'Italia...
L'Italia e i suoi tre Stati : il cammino di una nazione / Massimo L. Salvadori
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: Noi ragioniamo di centocinquant'anni di Italia unita, ma non dobbiamo perdere di vista che l'unità italiana ha conosciuto tre fondazioni. Alla prima fondazione, che ebbe luogo a conclusione del Risorgimento e diede vita nel 1861 allo Stato monarchico liberale, seguirono la seconda nel 1922-25 con la formazione dello Stato fascista e la terza nel 1945-1947, dopo la fine della guerra civile e della Resistenza, che costituì lo Stato democratico repubblicano. Fondazioni di 'tre Italie' prodotte una dalla fine degli antichi Stati e le altre due da crolli o crisi di regime. Non deve sfuggire che ciascuno di questi eventi segnò la nascita di una 'nuova Italia', con un inevitabile lascito di laceranti discordie. L'Italia del Risorgimento si ammantò della virtù di avere finalmente ridato alla penisola l'indipendenza perduta nel Cinquecento, di aver posto fine alla secolare frammentazione e congiunto lo Stato nuovo agli Stati liberali d'Europa, con l'estensione delle istituzioni del Piemonte al resto del paese. Poi il fascismo si assegnò la gloria di rappresentare un secondo Risorgimento, che faceva rivivere l'anima migliore del primo e dava vigore a quell'unità nazionale che prima era propriamente mancata: un'unità eretta sulla fine degli antagonismi politici e sociali, sulla raggiunta concordia tra capitale e lavoro, sul governo di un capo infallibile, sulla riconciliazione tra lo Stato e la Chiesa e sull'ingresso della nuova Italia nel novero delle grandi potenze d'Europa.