Trovati 1361 documenti.
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Stampa alternativa, 2012
Abstract: Un pensiero per la vita, solo per la vita. Un filosofo veramente amico che da ventitré secoli non cessa di dirci che non può esistere autentica felicità senza il piacere. Un pensiero che, contrariamente a tanti altri, non ha mai fatto e non può fare male a nessuno, che invita ad amare se stessi e soprattutto a rispettarsi, azione primaria per non danneggiare i nostri simili. Uno fra i pensatori più amati e odiati di tutti i tempi, senz'altro il più mistificato, equivocato, vilipeso, il cui pensiero è come un incubo nella storia del cristianesimo. La Lettera a Meneceo, qui proposta in una traduzione che punta a restituirci l'affabilità della voce di un uomo che pose l'amicizia al di sopra di tutto, è uno dei pochissimi scritti di Epicuro che non siano stati distrutti nel corso della storia dell'odio ideologico.
I frammenti / Eraclito ; a cura di Luciano Parinetto ; disegni di Salvatore Carbone
[Roma] : Stampa alternativa, stampa 1993
Torino : Einaudi, copyr. 2006
Abstract: I testi dei quattro evangelisti canonici non cessano di sorprendere a distanza di millenni, e la materia che trattano è ancora fonte di interesse e di sorpresa. A spiegare questo paradosso è il valore non solo storico ma anche culturale, narrativo e letterario che i vangeli possiedono - è il talento che Marco, Matteo, Luca e Giovanni dispiegarono nella stesura dei loro romanzi, campionari di figure, episodi, immagini che hanno ispirato generazioni e generazioni di artisti. A questo aspetto Giancarlo Gaeta ha dedicato il suo commento, un commento laico che intende evidenziare le fonti storico-culturali relative sia alla tradizione ebraica, sia alla tradizione ellenistico-popolare, e distingue il letterario dal teologico.
Milano : BUR Rizzoli, 2008
I grandi classici greci e latini
Abstract: Ambientato ai tempi della guerra di Troia, narra gli eventi accaduti nei cinquantuno giorni dell'ultimo anno di guerra, in cui l'ira di Achille è l'argomento centrale del poema.
Il fiore delle sentenze latine e greche / a cura di Renzo Tosi
[Milano : Rizzoli], 2001
Abstract: Questo libro si propone da un lato di fare conoscere ai giovani alcune delle espressioni di queste due lingue che sono alla base della civiltà occidentale, dall'altro, di far rivivere, a chi queste lingue le aveva studiate una volta, le lunghe ore dedicate alla fraseologia greca e latina.
Milano : Garzanti, 1987
Abstract: Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.».
[Vol. 9]: Le rane / Aristofane ; a cura di Dario Del Corno
2. ed. aggiornata
1992
Fa parte di: Aristophanes <450 a.C.-385 a.C.>. Le commedie / Aristofane
Fa parte di: Aristophanes <450 a.C.-385 a.C.>. Le commedie / Aristofane
Corpus hermeticum / Ermete Trismegisto ; introduzione, traduzione e note di Valeria Schiavone
6. ed.
BUR, 2013
Abstract: Il Corpus Hermeticum raccoglie diciassette brevi trattati in lingua greca, ai quali si aggiunge un lungo dialogo finale, il Poimandres, a noi pervenuto solo in versione latina. Il Corpus Hermeticus ebbe nel corso della storia un destino tormentato e controverso. Salutato in epoca rinascimentale come testimonianza delle più pure origini filosofiche e teologiche della scienza antica, in seguito venne visto come un insieme frammentario di testi privi di originalità, semplici riassunti delle grandi filosofie dell'epoca e destinati a servire come sterili manuali di magia. Ma ora, i trattati del Corpus Hermeticus vengono rivalutati e riscoperti come fondamentale raccolta di testi mistico-teologici.
Bompiani, 2013
Abstract: Il De mysteriis Aegyptiorum è il più importante scritto filosofico-religioso della tarda antichità, pervenutoci sotto il nome del sacerdote egiziano Abammone in risposta alla Lettera ad Anebo del neoplatonico Porfirio; la tradizione antica (a partire da Proclo) attribuisce lo scritto a Giamblico, allievo di Porfirio, che contestò il maestro sui temi qui affrontati, ovvero il ruolo della teurgia e della mantica nel percorso dell'anima verso l'assimilazione al divino. Porfirio, nei vari scritti religiosi (oltre alla Lettera ad Anebo, la Filosofia rivelata dagli oracoli e i due trattatelli Sul ritorno dell'anima e Sulle immagini degli dei) aveva attribuito alle pratiche rituali, sacerdotali e oracolari un ruolo molto limitato, efficace solo per la purificazione della parte irrazionale dell'anima, e soprattutto aveva negato che i sacerdoti, in quanto uomini, avessero un qualsiasi potere sul primo Dio; Giamblico, invece, riprendendo l'antica arte ieratica egizia e la dottrina del Corpus Hermeticum, attribuisce agli oracoli e alla teurgia un ruolo supremo, giacché il sacerdote opera come semplice medium tra Dio, gli angeli, i demoni e le anime. Versione latina di Marsilio Ficino in appendice.
Milano : Fabbri, 2004
I grandi classici latini e greci
Abstract: Poema che narra le vicende del viaggio di ritorno di Ulisse ad Itaca.
Odissea : libri 17.-20. / Omero ; introduzione, testo e commento a cura di Joseph Russo
3. ed.
[Roma] : Fondazione Lorenzo Valla, 1991
Scrittori greci e latini
3. ed.
[Roma] : Fondazione Lorenzo Valla, 1990
Scrittori greci e latini
Parisiis : apud viduam Brocas, viâ Jacobă̂, sub signo capitis Sancti Joannis, 1747
Odissea : libri 13.-16. / Omero ; introduzione, testo e commento a cura di di Arie Hoekstra
[Roma] : Fondazione Lorenzo Valla, 1984
Scrittori greci e latini
[Milano] : Fabbri, 2000
I grandi classici latini e greci
Homeri Odyssea : I-XII / edidit: Guilielmus Dindorf
Editio quinta correctior quam curavit / C. Hentze
Lipsiae : in aedibus B. G. Teubneri, 1910
Bibliotheca scriptorum graecorum et romanorum Teubneriana
Homeri Odyssea : XIII-XXIV / edidit: Guilielmus Dindorf
Editio quinta correctior quam curavit / C. Hentze
Lipsiae : in aedibus B. G. Teubneri, 1910
Bibliotheca scriptorum graecorum et romanorum Teubneriana
Iliade / Omero ; prefazione di Fausto Codino ; versione di Rosa Calzecchi Onesti
Milano : Mondolibri, stampa 2005
Odissea / Omero ; prefazione di Fausto Codino ; versione di Rosa Calzecchi Onesti
Milano : Mondolibri, stampa 2006