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Neri Pozza, 13/11/2015
Abstract: "Una delle più grandi biografie del Novecento": così il Times Literary Supplement ha definito questo libro. Un'opera che ha attratto nel tempo milioni di lettori e lettrici, tra le quali la regista Jane Campion che le ha dedicato uno dei suoi film più riusciti.Si potrebbero spiegare le ragioni di questa attrazione con la fascinazione che il tema Genio e follia – così nel 1922 Jaspers intitolò un suo celebre saggio – esercita da tempo immemorabile. La stessa Jane Campion, del resto, ha dichiarato di essersi accostata a Janet Frame e di aver concepito l'idea di un film sulla scrittrice famosa per aver trascorso otto anni in un ospedale psichiatrico e per aver subito più di duecento elettroshock, perché leggeva da bambina le sue opere ed era rimasta colpita dai passaggi poetici "che erano molto tristi ed evocavano il mondo della follia".Quando, tuttavia, ha realizzato il suo film, la Campion si è limitata a raccontare la storia quotidiana di una donna dalla prima infanzia alla piena maturità, tenendosi ben lontana dal binomio genio-follia, arte-sregolatezza.Di che cosa parla, infatti, Un angelo alla mia tavola?Si potrebbe dire che parla di schizo-frenia, ma solo nel senso originario del termine su cui pure ha richiamato l'attenzione Jaspers: la mente scissa in due mondi, in questo caso il mondo della vita e quello dell'arte e dell'espressione.Il mondo della vita è descritto in queste pagine nei suoi capitoli salienti: l'infanzia trascorsa a Dunedin, in Nuova Zelanda, nella povertà degli anni della Depressione; il trasferimento al sud, al seguito del padre ferroviere; i primi colpi che lasciano il segno: l'obesità infantile, la sgraziata adolescenza, la fatalità della morte con la prematura scomparsa della sorella Myrtle, l'orrore dell'ospedale psichiatrico; e poi la fuga, il tentativo di suicidio, il ritorno alla casa paterna.Il mondo dell'arte e dell'espressione vive nella compagnia dei poeti – Shakespeare, Shelley, Keats, Dylan Thomas, T.S. Eliot, Auden – che come un teatro dell'immaginario subentra spesso alla triste scena del mondo reale e restituisce la felicità perduta.Vive, infine, nella prosa stessa di Janet Frame, nella sua mobilità nervosa, nella imprevedibilità delle immagini e dello stile che ne fa una delle più grandi scrittrici del Novecento.Con la presente edizione, che offre una traduzione aggiornata e rivista, l'opera appare per la prima volta nella Biblioteca Neri Pozza."Una delle più grandi biografie del Novecento. Nel viaggio da un'infanzia luminosa alle cupe esperienze di una supposta pazzia, fino alla riconquista della vita attraverso la scrittura, il lettore è guidato dal magico potere delle parole di Janet Frame".Times Literary Supplement"Una storia eroica narrata con brio, humour e forza immaginativa".Sunday Times"Uno dei libri più belli e commoventi che io abbia mai letto".Jane Campion
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Neri Pozza, 13/11/2015
Abstract: Grace Cleave ha trent'anni, vive a Londra e, fatta eccezione per qualche mese di adulterio con un sedicente scrittore americano, non è mai stata sposata. I capelli, che un tempo le fiammeggiavano fulvi al sole dell'emisfero australe – Grace viene dalla Nuova Zelanda –, sono ora così sbiaditi da aver preso il colore della polvere. L'ispirazione anche sembra irrimediabilmente svanita. Il romanzo che stava scrivendo, interrotto com'è tra la seconda e la terza parte, rischia di diventare un vero e proprio "figlio adottivo del silenzio". Il fatto è che qualcosa si è intromesso sul gozzo del romanzo e sulla sua vita. Qualcosa di minaccioso e allettante insieme, annunciato dalle soavi parole di una cartolina postale affrancata con cura: "Sig.na Grace Cleave: Sa che la temperatura qui a Relham è superiore di zero virgola quindici gradi rispetto a quella di Londra? Venga a scaldarsi! Philip Thirkettle". Philip Thirkettle ha l'aspetto pulito, assorto, tipico degli intellettuali inglesi. Gesticola con prontezza, è entusiasta e vivace. È venuto a trovarla per un'intervista il giorno in cui Grace si è messa la gonna azzurra a quadri e il cardigan sintetico azzurro con la scollatura sul davanti e si è tirata via un paio di peli tra i seni, nel caso si vedessero quando si chinava. Philip, però, mirava alla sua mente. Non sapeva che nessuno, con la conversazione, può raggiungere la mente di Grace Cleave. Influenze? Modo di lavorare? Ha rivolto le solite domande, poi con grazia e scioltezza ha lasciato cadere l'invito: "Ascolti, perché non viene su da noi una volta? Anne le piacerà, e anche suo padre, un tempo faceva l'allevatore di pecore, con lui potrà parlare di pecore, delle loro malattie, della fasciola, della zoppina…". Philip non sa che a Grace serve coraggio per andare tra la gente, anche per soli cinque o dieci minuti. Un fine settimana a Relham, con lui, sua moglie Anne, il padre di lei, Reuben, e i figli sembra la promessa di un incubo per la scrittrice. Nessuna via di fuga. E poi il problema di quando alzarsi, andare a letto, cosa dire, dove andare e quando, problema che per Grace ha raggiunto i limiti dell'irresolubilità: sì, perché durante la notte Grace Cleave si trasforma in un uccello migratore… Pubblicato a quasi cinquant'anni dalla sua stesura, Verso un'altra estate è il romanzo che Janet Frame vietò di rendere pubblico perché troppo personale. Con il suo stile denso di metafore e di bagliori ironici, l'autrice di Un angelo alla mia tavola regala ai suoi lettori un'altra toccante storia sospesa tra incubo e sogno.Io non voglio abitare il mondo umano sotto mentite spoglie".Janet Frame, Verso un'altra estate"Con la sua scrittura intensamente personale Janet Frame è capace di afferrare il momento, e di raccontare ciò che sfugge al linguaggio normale attraverso la metafora e l'immaginazione".The Guardian"Una scrittura limpida, con metafore sorprendenti per la bellezza e la precisione, e un'introspezione che raggiunge profondità abissali".Nathalie Crom
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Neri Pozza, 13/11/2015
Abstract: Spagna 1481. Durante il regno di Ferdinando e Isabella la penisola iberica vive una delle pagine più oscure della sua storia: Tomàs de Torquemada, a capo della Nuova Inquisizione in Castiglia e in Aragona, dà avvio a una persecuzione senza pari nei confronti degli ebrei e dei conversos, i cattolici provenienti da famiglie giudaiche convertite. La violenza è inaudita, per essere sommariamente processati e gettati in carcere basta un sospetto anche non confermato, e gli accusatori vengono gratificati con laute ricompense. In quest'epoca di tumulti e sconvolgimenti, la vita di Luis de Santángel, cancelliere alla corte spagnola, scorre tra mille insidie e difficoltà. Uomo ricco e di successo, Santángel tiene nascoste le proprie origini di converso con grande apprensione, poiché il prestigioso ruolo che ricopre rende ogni suo gesto ancora più visibile agli occhi degli inquisitori. Quando nelle sue mani capitano dei misteriosi testi ebraici, la prima reazione non può quindi essere che di terrore cieco. Latore degli antichi testi è un giovane navigatore genovese, che ha accompagnato Santángel in un inutile viaggio a Roma per cercare di convincere il papa a frenare la follia di Torquemada. Il capitano, un uomo ambizioso che coltiva il sogno di raggiungere un giorno via mare le Indie, si chiama Cristoforo Colombo, e quei manoscritti gli sono stati affidati da un cartografo ebreo di Lisbona, con l'indicazione che tra essi vi è una pergamena di valore incalcolabile. Tornato nella sua città, Saragozza, Santángel cede alla tentazione di approfondire la fede dei suoi avi attraverso la comprensione dei manoscritti ricevuti, pur sapendo di esporre se stesso e i suoi familiari al rischio di una morte atroce. E quando uno scrivano ebreo reagisce alla lettura con stupore e sguardo angosciato, il rischio appare ancora più incombente e spaventoso: quella pergamena non dovrebbe esistere, molti ebrei sono stati massacrati nel tentativo di distruggerne tutte le copie in terribili autodafé. Evidentemente quell'unico esemplare si è salvato, e ora il suo possessore è in grave pericolo. Dopo sofferenze e lutti, dopo la consolazione e la perdita dell'amore, la prigione e la fuga, quando anche l'ultima speranza sembra abbandonare il cancelliere reale, un'unica, ultima fiammella rimane viva nel suo cuore: e se il progetto del capitano genovese non fosse poi solo un sogno? Basato su un'attenta ricostruzione storica, Per mare e per terra è un avvincente romanzo storico che illumina il regno di Ferdinando e Isabella e la tragica svolta segnata dall'editto di espulsione degli ebrei dalla Spagna.Spagna 1492. L'anno della cacciata degli ebrei e della scoperta dell'America in un grande romanzo storico, "una potente storia d'amore, religione, violenza".Publishers Weekly"Il romanzo di Mitchell James Kaplan trova posto di diritto tra i più importanti romanzi storici contemporanei di argomento ebraico. Il ritratto dell'odio religioso ed etnico nella Spagna di Ferdinando e Isabella aiuta a comprendere il mondo ebraico di oggi più di quanto facciano molti giovani scrittori ebrei modaioli e pubblicizzati che si arrampicano in vetta alla scena letteraria newyorchese".Ha'aretz"È raro trovare romanzi storici così intensi e raffinati".Bookreporter.com"Preparate il fazzoletto per il finale!"The maiden's court"Il grande successo di Kaplan risiede nella capacità di entrare nella vita interiore dei suoi personaggi".Washington Jewish Week
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Giano, 13/11/2015
Abstract: Esiste la Florida dei parchi divertimenti, degli alberghi, delle spiagge e dei surfisti. Ed esiste la Florida della contea di Citrus, nella cosiddetta Costa della Natura, dove c'è la natura perché non ci sono parchi divertimenti né alberghi né spiagge. E dove regnano i redneck al posto dei surfisti, e piante che fioriscono e marciscono sfacciatamente al posto di giardini rigogliosi.Toby McNurse ha quattordici anni e tante ferite dentro di sé: non ha mai avuto un padre e non ha piú una madre, abita in una casa malandata con uno zio che si arrangia pulendo cose che nessuno osa pulire, dai mattatoi ai vecchi motori incrostati, e discorre incessantemente e pateticamente di suicidio.Toby frequenta la scuola locale, dove impera il professor Hibma, un uomo insicuro e confuso che riesce a pontificare per venti minuti filati sulle mostruosità del capitalismo, la rivoluzione diventata merce, i poveri che hanno ormai la pizza e l'erba assicurata, i moralisti e gli artisti che se ne fregano di tutto.Toby infrange le regole e accumula punizioni, ma senza gioia nella disobbedienza, né rabbia. Le vuote passioni dei suoi compagni di classe – musica, droga, piccoli crimini, sesso – non significano nulla per lui. La droga è una cosa patetica. I flirt, umilianti. I furti e altra robaccia simile, ridicoli.Nella classe di Toby è arrivata da poco Shelby Register, trasferitasi in Florida con il padre e la sorellina dopo la morte della mamma. Shelby è carina, sveglia, sogna di fuggire in qualche paese lontano ed è attratta da Toby, pur sapendo che quello della brava ragazza che si innamora di un teppista è il classico luogo comune. Ma per Shelby i ragazzi normali sono una noia, quindi ben venga il luogo comune.Toby, tuttavia, non è affatto un vandalo qualsiasi, un banale teppistello angosciato come tanti. Toby è un ragazzo che, nel profondo della sua anima, è piú terribile di tutti i delinquenti minorili della contea messi insieme. Un malinconico destinato a infliggere danni ben piú gravi di quelli che Shelby o il professor Hibma osano pensare, e che, al cospetto di Shelby e di Kaley Register, la sorellina di quattro anni dai capelli che scintillano come un'esca nell'acqua, sa che è giunta la sua ora... l'ora di fare finalmente quello per cui è venuto al mondo.Magnificamente scritto, inquietante, commovente e ilare insieme, Dark Florida ha rivelato sulla scena letteraria americana e internazionale il talento di John Brandon, uno scrittore capace di illuminare, con crudo e poetico realismo, il lato oscuro della gioventú odierna."Un giovane grande scrittore che farà molta strada".San Francisco Chronicle "Con Dark Florida John Brandon si aggiunge alla schiera di quegli scrittori che non smettono di ricordarci che il mondo reale è molto piú inquietante della letteratura. Il risultato è una grande storia con una voce eccezionale, ricca di personaggi che risultano veri proprio perché estremi".New York Times"John Brandon è uno scrittore dalla prosa infallibile – a metà strada tra Denis Johnson ed Elmore Leonard".Davy Rothbart"Dark Florida è un romanzo incantevole, con un tocco di dolente ilarità… Fa sorridere anche quando infligge un colpo al cuore, ed è uno dei migliori libri mai scritti sull'adolescenza".Dan Chaon
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March Il padre delle piccole donne
Beat, 13/11/2015
Abstract: 1861, Virginia. La Guerra civile infuria e nel salotto di Augustus Clement, dove un tempo la moglie riceveva gli ospiti, ora sono accampati i feriti delle truppe unioniste. Accovacciato in un angolo c'è anche il cappellano March, che si perde nei ricordi di una notte di vent'anni prima quando, ancora venditore ambulante, era stato ospite di Augustus e aveva scoperto i baci e le carezze di Grace, la bella schiava di colore dei Clement. Per scacciare il turbamento di quella primavera, il cappellano estrae dalla tasca un piccolo involto di seta con un riccio biondo, un ciuffo nero, un ricciolo castano: le ciocche dei capelli di Amy, Beth e Meg, le sue figlie, le sue piccole donne lontane… Geraldine Brooks rivolge un doppio omaggio a Piccole donne. Da un lato narra quello che nel celebre libro della Alcott è taciuto (l'anno che Mr. March trascorse in guerra) e, dall'altro, modella la figura di quest'ultimo su quella del padre vero della Alcott, Bronson Alcott, uno dei grandi esponenti dell'idealismo americano del XIX secolo con Emerson e Thoreau."Chi ha amato Piccole donne qui ritrova gli episodi 'taciuti' nel romanzo della Alcott".la Repubblica"Raffinato gioco letterario, ma anche indagine sentita e partecipata, March si fa leggere come una storia dotata di verità umana".Famiglia Cristiana"L'autrice ha amato così tanto Piccole donne che ha voluto rendergli omaggio così".Donna Moderna
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Piccola Casa Editrice, 13/11/2015
Abstract: "A, B, C, lettera dopo lettera, Papa Francesco ci svela le parole più importanti per diventare grandi: Amico, Nonni, Scusa, Risorto, Tesoro… Impariamo a leggere e scrivere. Scopriamo il mondo che ci circonda e impariamo a vivere. Come si fa? Basta poco: seguire fin da piccoli un uomo grande che ci vuole bene."Le più belle parole della Fede raccolte in un insolito abbecedario. Papa Francesco usa le immagini e le espressioni più semplici per raccontare ai piccoli le grandi esperienze della vita insieme a Gesù.Poetiche miniature illustrate affiancano le 21 lettere dell'alfabeto per arricchire e colorare un tascabile della Fede da portare sempre con noi. La scelta accurata dei testi, la delicatezza delle illustrazioni, la facilità di lettura rendono questo libro un alleato prezioso per i primi passi nell'esperienza cristiana.
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Beast Quest. Le cronache di Avantia
Salani Editore, 19/11/2015
Abstract: Raccolte in questo prezioso volume, le prime sei straordinarie avventure della Beast Quest, quelle che hanno decretato il suo successo internazionale, consacrandola come la saga fantasy per ragazzi più venduta in Europa. E voi ce la farete a sopravvivere alla Beast Quest?"Libri d'avventura eccezionali".The Guardian"La costruzione è quella classica del fantasy, da Tolkien in avanti: un mondo in pericolo, l'eroe eletto e riluttante, il nemico, incantesimi e malefici".Il Corriere della Sera"Un perfetto mix tra Le cronache di Narnia, i Pokémon e Harry Potter. Scritta in modo semplice ma efficace, questa serie ricca di avventura e storie ha lo straordinario pregio di avvicinare anche i ragazzini più resistenti alla lettura".The Observer Il mago oscuro Malvel ha lanciato un terribile incantesimo sulle Bestie protettrici di Avantia. Solo un vero eroe può liberarle e impedirgli di distruggere il Regno. Sarà il giovane Tom l'eroe di cui Avantia ha bisogno? È ancora un ragazzino e abita in un piccolo villaggio con gli zii: nessuno dei suoi parenti è mai stato un nobile e valoroso cavaliere... per quel che ne sa lui. Per scoprire se saprà essere all'altezza di questo compito dovrà prima affrontare il temibile Ferno, il Signore del Fuoco. Dovrà poi difendere il Regno da altre cinque Bestie, tutte colpite dal malefico incantesimo di Malvel: Sepron, il Serpente Marino, Arcta, il Gigante della Montagna, Tagus, l'Uomo Cavallo, Nanook, il Mostro della Neve ed Epos, l'Uccello Infuocato. Armato della spada e dello scudo che gli ha consegnato il mago Aduro, il giovane si prepara ad affrontare il suo destino, con l'aiuto della coraggiosa amica Elenna e dei preziosi Storm e Silver. Solo superando queste durissime sfide scoprirà se ha la stoffa del cavaliere e forse potrà salvare il Regno dalla distruzione.
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Quando Einstein scoprì che il segreto è nel cuore
Piccola Casa Editrice, 13/11/2015
Abstract: C'era una volta un bambino che amava fissare il cielo di notte, scuro e profondo come i suoi occhi. Sognava cosa avrebbe fatto da grande: il guardiano del faro, l'idraulico o forse il venditore? Il suo nome era Albert, Albert Einstein. E alla fine divenne uno scienziato."Che cosa tiene le stelle al loro posto? Che cosa c'è oltre il cielo?" Il piccolo Albert, stupito, cercava risposte: chiedeva a mamma e papà, interrogava i libri di scuola e i maestri, s'ingegnava con lo zio, giocava con le sette note musicali, montava e smontava quello che gli capitava tra le mani… e avrebbe fatto lo stesso con il cielo, le stelle e la luce, qualche anno più tardi.Non si accontentava mai: cocciuto com'era, voleva scoprire che cosa contenessero, non importa se ci avrebbe messo una vita intera. Il Mistero del mondo era di fronte ai suoi occhi curiosi, come un gigantesco libro aperto pronto per essere letto e capito.A 100 anni dalla formulazione della relatività generale, un albo illustrato ripercorre la straordinaria vita dello scienziato più famoso al mondo. Brevi frasi e illustrazioni a tutta pagina accompagnano il lettore alla scoperta di un'avventura che ha molto da dire ai piccoli. Che cosa hanno in comune Albert Einstein e i bambini? La curiosità e lo stupore di fronte alla bellezza della natura, e il desiderio di scoprirne il segreto.
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Salani Editore, 19/11/2015
Abstract: "Questa è la storia di un luogo in cui leggere è ancora un'avventura. Un luogo dove, a leggere, si rischia d'impazzire. Dove i libri possono ferire, avvelenare e perfino uccidere. Solo chi, pur di leggere, sia veramente disposto a correre simili rischi, solo chi sia pronto a giocarsi la pelle pur di conoscere la mia storia, mi segua e volti la pagina".L'ammonimento di Ildefonso de' Sventramitis la dice lunga su questo romanzo ambientato a Zamonia. Il famoso dinosauro poeta ci conduce in un viaggio alla volta di Librandia, per risolvere il mistero del manoscritto perfetto. La leggendaria città è piena zeppa di pericoli, mostri feroci e libri dotati di vita propria. Qui incontreremo l'alter ego zamonico di Lovecraft, ma anche di Shakespeare, Edgar Allan Poe, Oscar Wilde, Honoré de Balzac e Goethe..."È la più bella e più grande dichiarazione d'amore alla lettura e alla letteratura che sia mai stata fatta".Die Welt"Un libro per tutti, un vero crossover sul lato oscuro e magico della lettura".The Independent"La scrittura di Walter Moers racchiude in sé Terry Pratchett, Douglas Adams e una bottiglia magnum di assenzio".Die Tageszeitung"La critica non riesce a classificare la scrittura di Walter Moers: fantasy, racconto di viaggio, romanzo di formazione, dissertazione, videogame. Ma questa è la letteratura del futuro. Il primo grande classico del Duemila".Il Giornale
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Piccola Casa Editrice, 13/11/2015
Abstract: Che cosa succede quando il sedicenne Carlo e i suoi amici incrociano la vita di Rino, un vecchio solitario, e del figlio in carrozzina, malato dalla nascita? Carlo è cresciuto sugli argini del Po, tra scorribande in bicicletta, grandi amicizie e primi amori. Rino è un pensionato rabbioso e il rancore per il figlio disabile domina la sua esistenza. Due storie che si alternano e si intrecciano. Per tutti la possibilità di crescere e di cambiare."Ci sono cose così meravigliose in questo mondo. Messe qui apposta per noi. Se ne accorgono in pochi, lo sai? Ma non è forse questo, quello che cerchiamo?"In ogni caso niente paura fa parte della collana Il cielo negli occhi: una serie di romanzi dedicati ai giovani che, attraverso incontri inaspettati, scoprono la possibilità di vivere in modo nuovo e positivo.
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Chiarelettere, 19/11/2015
Abstract: "Devo ripetermi ma Camilleri con questo libro rimane un maestro senza regole."Antonio Manzini"Dietro un grande scrittore ci sono incontri, ricordi, sorprese. Sono i momenti che cambiano la vita o, in sottofondo la arricchiscono. Solo un grande scrittore così generoso trova il modo di condividerli con i suoi lettori. Solo lo sguardo lungo, acuto, commosso e divertito di Andrea Camilleri poteva rendere i suoi 'certi momenti' momenti di tutti noi."Radio Tre - Marino Sinibaldi"Camilleri trasforma ogni sguardo, sorriso, lacrima, umore e tic della sua vita in una perla di collana."Marco Travaglio"Volti memorabili in un libro commovente."il Messaggero - Paolo di Paolo"Da Primo Levi a Pasolini, da Vittorini a Gadda una galleria di ritratti sorprendenti dell'autore italiano più amato."la Repubblica"Trentatré colpi di fulmine: colpi di scalpello sulla condizione umana."il Venerdì di Repubblica - Piero Melati"Certi momenti di Andrea Camilleri tutti avremmo voluto viverli al posto suo. Ma nessuno di noi avrebbe potuto raccontarli così."Francesco PiccoloQuasi una vita, momento per momento, quelli più intensi che nel tempo acquistano ancora più vigore e ritornano in tutta la loro vividezza. Tanti incontri qui offerti nella forma del racconto, ognuno dei quali ha una luce, un'atmosfera e dei personaggi indimenticabili che hanno segnato soprattutto la giovinezza e l'adolescenza di Camilleri. Alcuni conosciuti negli anni più maturi, durante la sua carriera di regista teatrale e televisivo, molti altri sconosciuti, che ci riportano ai tempi del fascismo, della guerra, momenti segnati da storie che nei loro risvolti più umani e sinceri acquistano un tratto epico e la magia del ricordo assoluto perché unico nel costituire una tappa, una svolta nella formazione dello scrittore. L'anarchica, invincibile indifferenza di Antonio, insensibile ai richiami militari e agli orrori della guerra; la bellezza sorprendente dell'incontro con un vescovo libero nella mente e nel cuore; l'indelebile ricordo di quella notte di burrasca quando il padre di Camilleri andò a salvare l'eroico comandante Campanella, dato per disperso; il coraggio della "Sarduzza" e la determinazione nel difenderla dal tenente tedesco; l'ultimo saluto a "Foffa", prostituta per necessità, sola nella vita e negli affetti. Intermezzati gli uni con gli altri ecco l'incontro con Primo Levi e i suoi silenzi, la stravaganza di Gadda e la suscettibilità di D'Arrigo, il franco scontro con Pasolini riguardo alla regia di una sua opera teatrale, poco prima della sua morte, l'impareggiabile bravura di Salvo Randone (senza dimenticare Elio Vittorini, Benedetto Croce e il quasi incontro con Antonio Tabucchi). Tra tanti personaggi si staglia un libro, quello più importante, LA CONDIZIONE UMANA di André Malraux, la cui lettura fu decisiva nel far crollare la fede fascista di Camilleri.
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La forza dell'età. Come fare degli anni che passano la nostra opera (d'arte)
VALLARDI, 26/11/2015
Abstract: L'ASPETTATIVA DI VITA MEDIA È CRESCIUTA DI CIRCA 20 ANNI, MA QUANTI DI NOI SANNO GODERE DI QUESTO TEMPO IN PIÙ?Che senso possiamo dare ai lunghi anni della terza età, visto che si profila una longevita' senza precedenti nella storia dell'umanita'? Molti non sono preparati a vivere pienamente e serenamente questa fase della vita, e cadono in una sorta di depressione quando arrivano all'eta' della pensione. Superare tale crisi non e' facile: come accettare l'avanzare dell'eta', in un mondo che valorizza esclusivamente giovinezza e bellezza, e che percepisce l'invecchiamento come una sconfitta, un sinonimo di esclusione e decadimento?Eppure invecchiare bene è possibile, se ci si prepara per tempo, perché maturità e vecchiaia possono essere età inaspettatamente arricchenti. Il segreto sta nel rifiutarsi di subire passivamente il trascorrere del tempo. Ci si può allenare a un altro concetto del vivere, nel quale ogni tappa diventa un invito a maturare ulteriormente, a esplorare le profondita' di noi stessi e a diventare sempre piu' consapevoli, per poter assolvere, infine, il nostro più importante compito umano: quello di offrire ricchezza spirituale alle generazioni successive.Questo libro, scritto da una psicologa e da un filosofo, si snoda come un percorso di allenamento mentale e spirituale, invitandoci a guardare sempre avanti: se ci renderemo conto che la vita è la nostra opera d'arte, invecchieremo serenamente, perche´ e' l'idea stessa di avere un'opera da portare a compimento che mantiene eternamente giovani.
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Guanda, 28/01/2016
Abstract: IL NUOVO ROMANZO DELL'AUTRICE DI LA VITA ACCANTOUn amore così perfetto. O è solo la storia eterna della vittima e del seduttore? Lui è il proprietario e l'anima di un'azienda di design per collezioni di moda, carte e oggetti. Lei, Bianca, insegnante di discipline pittoriche in un liceo delle arti, gli propone una serie di disegni ispirati ai fiori. Disegni bellissimi, luminosi, unici. Lui se ne innamora e, come fa sempre, decide di prendere non soltanto l'opera ma anche l'artista, singolare e incantevole come quei disegni. Comincia il corteggiamento, ma presto si accorge di essere lui ad avere bisogno di lei, conquistato e allo stesso tempo sconcertato dalla sua purezza quasi spirituale, dalla sua natura appassionata ed esigente, dalla gratuità dei suoi gesti, dalla sua vita con il figlio Gabriele in una casa piena di piante e di acqua che fa pensare a un piccolo paradiso. Bianca vuole credere a quell'amore, si abbandona. Ma lui ha già ottenuto ciò che voleva e, a poco a poco, come fa sempre, inizia ad allontanarsi. Il mondo intorno osserva immobile. È la provincia elegante e crudele della chiacchiera, che spiuma la verità e la sparge dalle finestre dei palazzi. Tutti a vedere. Tutti pronti a dire come va a finire quando si entra nel gioco di un seduttore. Ma non sempre le storie sono già scritte dall'inizio.
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Adelphi, 19/11/2015
Abstract: Quando, nel 1949, il critico d'arte e poeta Inoue Yasushi pubblica il suo primo romanzo, "Il fucile da caccia", ha già quarantadue anni. Ma tutti, da subito, capiscono di trovarsi di fronte a uno scrittore importante. E sebbene le numerose opere successive non abbiano fatto che confermare questa impressione, nessuna di esse ha mai eguagliato la folgorante perfezione della prima: qui, infatti, Inoue (che in seguito scriverà libri ben più corposi) trova nella brevità una misura ideale; e nell'oscillazione fra il detto e il non detto raggiunge un miracoloso equilibrio narrativo. Un equilibrio impervio come il gioco amoroso che tiene legati i destini dei quattro personaggi, un uomo e tre donne, e che, pur appeso a un filo sottilissimo, li accompagna nel corso degli anni senza mai ledere la calma ritualità delle loro esistenze. E tuttavia il romanzo è attraversato da una tensione costante, da una rabbia sorda e trattenuta che non esplode neanche alla fine, quando ogni menzogna è stata svelata, ogni passione consumata, e a regnare è la consapevolezza che ogni essere è abitato da una vita segreta, inavvicinabile.
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Adelphi, 19/11/2015
Abstract: "Mia madre dava l'impressione di essere un meccanismo rotto. Non era malata, ma una parte di lei aveva ceduto ... Le parti integre e quelle compromesse si mischiavano di continuo ed era arduo distinguerle. Nonostante fosse afflitta da una notevole mancanza di memoria, vi erano particolari che ricordava perfettamente". Così leggiamo in questi "Ricordi di mia madre", in cui Inoue cela, con pudore, il suo lato più intimo e dolente. E non possiamo non ascoltare partecipi quella voce che ci spiega come la donna "avesse incominciato a cancellare a ritroso, con una gomma, la lunga linea della sua vita", del tutto inconsapevolmente, "perché a tenere in mano la gomma era quell'evento ineluttabile che è la vecchiaia". Vecchiaia su cui Inoue ci offre, con quest'opera in tre tempi, pagine fra le più intense che abbia mai scritto, dove riesce a trovare la misura perfetta, con una delicatezza di tratto che nulla concede all'effusione sentimentale, per raccontare un lento congedo, raffigurare angosce primordiali ed evocare immagini che si incidono nella memoria. Come quella dell'anziana donna che – con una lampadina tascabile in mano – vaga di notte nella casa del figlio, senza che sia possibile sapere se ora, nella sua mente, lei è la madre alla disperata ricerca del bambino perduto o la bambina smarrita in cerca della mamma.
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Garzanti, 03/12/2015
Abstract: I proventi della vendita del Sapore del Natale saranno devoluti in beneficenza alla Comunità Riabilitativa Alta assistenza di Piario (Bg)."Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.""Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo."Antonio D'Orrico, "La lettura – Corriere della Sera""Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Bruno Quaranta, "Tuttolibri""La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca."Fulvio Panzeri, "Avvenire"Americo Rigazzi non ha un minuto da perdere. Mancano poche ore a Natale, e i tre capponi che aveva allevato per il pranzo della festa sono spariti. Rubati. Lui sa da chi, e sospetta anche dove il malfattore li tenga. Se i carabinieri si spicciassero, farebbe in tempo a recuperarli, perché altrimenti va a finire che se li mangia qualcun altro e addio. Per questo è lì, in caserma, a chiedere che gli diano retta. Sua moglie non è tipo da sentire ragioni: a Natale, in tavola, ci vogliono i capponi. Punto. Ma le cose non vanno lisce come il Rigazzi vorrebbe. Non è che uno può pretendere di dare ordini ai carabinieri. E poi è Natale anche in caserma, o no? Con l'abilità nel tratteggiare storie e personaggi che restano nel cuore dei lettori, Andrea Vitali allieta il nostro Natale con un racconto che condisce di sana ironia la festa dei buoni sentimenti. L'arguzia spesso è più efficace del rigore della legge, e un buon stratagemma distribuisce a ciascuno il suo, senza tanti orpelli. Perché il sapore del Natale non è uguale per tutti, e non è detto che sia quello che ognuno si aspetta.
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Guanda, 03/12/2015
Abstract: UN GRANDE INTELLETTUALE ARABO SPIEGA LE CAUSE PROFONDE DEL TERRORISMO ISLAMICO"Ho scoperto che tutta la nostra storia era falsata, inventata di sana pianta, e che quelli che hanno creato la civiltà araba e la sua grandezza sono stati banditi, condannati, rifiutati, imprigionati, oppure crocifissi. Bisogna rileggere questa civiltà e considerarla in modo diverso: con un nuovo sguardo e una nuova umanità." AdonisConosciamo tutti la follia di certi leader arabi, responsabili dei massacri dei loro popoli, e conosciamo il loro odio nei confronti delle libertà pubbliche. Ma oggi lo Stato islamico, invocando la legge della sharῑ'a, ostenta una barbarie che supera ogni immaginazione. Il suo compito sarebbe quello di ripulire la terra dell'islam da tutto ciò che minaccia la sua purezza. E in nome di questa purezza si commettono i crimini peggiori: uccisioni, stupri, massacri, saccheggi, vendita di donne, distruzione di siti archeologici e storici... La condanna dell'alterità va di pari passo con la desolazione e la rovina. "È la rovina" scrive Adonis "che caratterizza lo stato attuale del mondo arabo, un mondo in cui si politicizza la religione e si sacralizza la politica." Oggi è della massima urgenza riflettere sul senso di questa rovina. A partire da qui il nuovo, scottante libro di Adonis affronta il tema della violenza come aspetto costitutivo dell'islam e, passando al tempo presente, mette a fuoco i temi più drammaticamente attuali: il fallimento della Primavera araba, gli attentati terroristici, la nascita dell'Isis."Il nodo più delicato della questione islamica in un ricamo di rimandi storici, filosofici e culturali che tocca anche le pagine più dure dell'attualità, il terrorismo e la minaccia dell'Is"il Venerdì di Repubblica"Adonis, uno dei maggiori poeti siriani, è convinto: L'Isis sarà annientato, ne sono sicuro"Corriere della Sera"Per il poeta siriano è il terrorismo il vero male del secolo: L'Occidente adesso deve estirparlo riparando agli errori compiuti in Medio Oriente"la Repubblica"Adonis cerca una rilettura dell'islam, un nuovo umanesimo"il Giornale
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La Guida del Sole 24 Ore al Lean Management
IlSole24Ore, 18/11/2015
Abstract: Rimarranno fabbriche in Occidente? Se sì, come dovranno essere organizzate per avere dei reali vantaggi rispetto alla delocalizzazione in aree low-cost? I principi di snellimento (lean), semplificazione, riduzione degli sprechi e concentrazione sull'essenzialità del valore per il cliente, oggi fondamentali per la gestione industriale, hanno reso il Lean Management un'applicazione di grandissima attualità. Originatasi come sistema produttivo Toyota, conosciuta in Occidente con una ricerca Mit dei primi anni Novanta, la cosiddetta produzione snella si presta in modo particolare al processo di internazionalizzazione delle imprese e all'eliminazione degli sprechi e mostra una speciale attitudine al valore per il cliente/utente. Inoltre, la gestione snella (Lean Management) dalla produzione si è mano a mano estesa alle aree di supporto e a tutte le funzioni aziendali, ai settori industriali ma anche dei servizi e della pubblica amministrazione. Questa guida ampia e articolata, presenta le pratiche di Lean Production in maniera dettagliata, con un approccio rigoroso e un taglio operativo, e costituisce il testo di riferimento sull'argomento in Italia.
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Feltrinelli Editore, 19/11/2015
Abstract: Uno storico evento letterario: la pubblicazione del primo romanzo di Harper Lee, l'amata autrice del romanzo premio Pulitzer, "Il buio oltre la siepe"."Va', metti una sentinella" è ambientato a metà degli anni cinquanta e presenta molti personaggi de "Il buio oltre la siepe" vent'anni dopo. Scout (Jean Louise Finch) torna a Maycomb da New York per andare a trovare Atticus. Cercando di comprendere l'atteggiamento del padre nei confronti della società e i suoi stessi sentimenti verso il posto dove è nata e dove ha passato l'infanzia, Scout è costretta ad affrontare difficili questioni personali e politiche.Esaminando come i personaggi de "Il buio oltre la siepe" cambiano di fronte agli eventi turbolenti che caratterizzano l'America in trasformazione della metà degli anni cinquanta, "Va', metti una sentinella" getta una nuova affascinante luce sul classico di Harper Lee.Commovente, divertente e appassionante, "Va', metti una sentinella" è sì sequel del precedente, ma soprattutto è un magnifico romanzo a se stante.
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La guerra non ha un volto di donna
Bompiani, 26/11/2015
Abstract: Se la guerra la raccontano le donne, quando prima l'hanno raccontata solo gli uomini... se a farla raccontare è Svetlana Aleksievič... se le sue interlocutrici avevano in gran parte diciotto o diciannove anni quando, perlopiù volontarie, sono accorse al fronte per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza contro uno spietato aggressore... allora nasce un libro come questo. 22 giugno 1941: l'uragano di ferro e fuoco che Hitler ha scatenato verso Oriente comporta per l'urss la perdita di milioni di uomini e di vasti territori e il nemico arriva presto alle porte di Mosca. Centinaia di migliaia di donne e ragazze, anche molto giovani, vanno a integrare i vuoti di effettivi e alla fine saranno un milione: infermiere, radiotelegrafiste, cuciniere e lavandaie, ma anche soldati di fanteria, addette alla contraerea e carriste, genieri sminatori, aviatrici, tiratrici scelte. La guerra "al femminile" – dice la scrittrice – "ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue". Lei si è dedicata a raccogliere queste parole, a far rivivere questi fatti e sentimenti, nel corso di alcuni anni, in centinaia di conversazioni e interviste. Cercava l'incontro sincero che si instaura tra amiche e quasi sempre l'ha trovato: le ex combattenti e ausiliarie al fronte avevano serbato troppo a lungo, in silenzio, il segreto di quella guerra che le aveva per sempre segnate. E a mano a mano che raccoglie le loro confidenze e rimorsi e afflizioni Svetlana Aleksievič si convince di una cosa: la guerra "femminile" è nella percezione delle donne anche più carica di sofferenza di quella "maschile". Per colei che dona la vita dispensare la morte non può mai essere facile; e se, come ovvio, celebra con i commilitoni la Vittoria e la fine dell'incubo bellico, nella sua memoria restano incise, più sensibilmente delle eroiche imprese, vicende che parlano di abnegazione, compassione e amore negato.