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Di morte e d'amore. La prima indagine di Fortunata, tanatoesteta
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Crepaldi, Stefania

Di morte e d'amore. La prima indagine di Fortunata, tanatoesteta

Io Scrittore, 24/03/2022

Abstract: La prima indagine di Fortunata, tanatoesteta, apprendista pasticcera, investigatrice suo malgradoLe mani di Fortunata sono magiche. Sanno prendersi cura di uomini e donne, con dolcezza e premura. Lavano, vestono, abbelliscono e rasserenano, passano delicate sulla pelle e sul viso. C'è solo un problema: i corpi cui Fortunata provvede sono quelli dei defunti. Lei è infatti l'ultima discendente di una stirpe di becchini, la più antica di Chioggia. Per questo suo padre, un uomo congelato nel dolore per la morte della moglie, vorrebbe che lei ereditasse l'impresa di famiglia. Per questo Fortunata è fin dall'adolescenza vittima dell'ignoranza e della superstizione dei suoi paesani. Il suo sogno sarebbe quello di diventare pasticciera, e mettere le sue mani così abili al servizio della gioia e della festa e non del lutto. L'occasione le si presenta quando viene assunta per uno stage nel catering dei fratelli Mengolin, famosi ristoratori veneziani. Per Fortunata potrebbe iniziare una nuova vita, ma il primo giorno di lavoro, durante lo sfarzoso matrimonio della figlia della famiglia Boscolo, il padre della sposa muore in circostanze poco chiare, e i sospetti sembrano convergere proprio sulla giovane tanatoesteta. Così Fortunata, per salvarsi, dovrà improvvisarsi investigatrice. E nel suo cammino così difficile il destino le offrirà uno strano alleato, un uomo misterioso quanto affascinante…Un romanzo giallo che intreccia sorrisi e dolori, con una protagonista piena di voglia di vivere e di amare che fa i conti con la malvagità e l'avidità del mondo, sullo sfondo magico di Chioggia, città magnifica che a volte sembra vivere di vita propria.

Next Generation EU e PNRR italiano. Analisi, governance e politiche per la ripresa
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D'Arrigo, Giacomo - David, Piero

Next Generation EU e PNRR italiano. Analisi, governance e politiche per la ripresa

Rubbettino Editore, 14/03/2022

Abstract: Next Generation EU e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresentano la strategia e gli strumenti di ripartenza messi in campo a livello continentale e nazionale per il rilancio dell'economia e della società dopo la crisi pandemica. Ma sono soprattutto una (inaspettata) "occasione" per la dimensione europea, hanno infatti creato le condizioni per il "momento hamiltoniano" dell'Europa. L'Unione sembra infatti cos  definire un nuovo ruolo da protagonista, con governance, contesto e politiche che possono consentirle di adottare un modello moderno di gestione delle sfide future, trasformando i programmi, le tradizionali procedure di bilancio e le regole di funzionamento con una nuova visione che le permette di non subire passivamente imprevisti e difficoltà, sostenendo invece Stati membri e cittadini. Dal dramma improvviso della pandemia globale (un cigno nero inatteso), l'UE ha messo in campo una iniziativa politica ed economica che può cambiare il suo profilo, rafforzandola e rendendola protagonista. Tramutando un fenomeno complesso e negativo in una prospettiva positiva: un cigno bianco per l'Europa. Gli autori analizzano il contesto politico, istituzionale ed economico in cui si sviluppa l'iniziativa del Recovery Plan, esaminando le caratteristiche più rilevanti del Regolamento europeo e del PNRR italiano. In particolare sono approfonditi: il (nuovo) ruolo dell'Unione nel rapporto con gli Stati membri; i documenti degli altri Paesi; governance, impostazione e sviluppo del Piano nazionale; l'impatto sulla PA e le evoluzioni su scala continentale dell'iniziativa politica ed economica che può determinare un'occasione europea ed una prospettiva italiana. Il testo si conclude con una riflessione aperta sul futuro dell'UE, sulle sue prospettive e le condizioni per definire un cambio di fase storico.

Musei per la sostenibilità integrata. Nuova ediz.
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Rota, Michela

Musei per la sostenibilità integrata. Nuova ediz.

Editrice Bibliografica, 17/03/2022

Abstract: I musei sono a un punto di svolta per il ruolo e la rilevanza che si propongono di assumere all'interno della società contemporanea. La sostenibilità, con le declinazioni che comporta in ambito culturale, ambientale, economico e sociale, alla luce dei 17 Obiettivi SDGs per lo sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, è una sfida aperta con la quale molti musei si devono ancora confrontare in modo sistematico.Il libro, pubblicato per la prima volta nel 2019 e ora in una nuova edizione aggiornata e ampliata, si propone di aumentare la consapevolezza e la dotazione di strumenti professionali in questo ambito, orientando le competenze tecniche in merito alle diverse attività, e di fornire un supporto ai direttori e agli operatori museali coinvolti per essere testimoni attivi. Si tratta di costruire un green management che operi sia sulla gestione corrente che alla messa in campo di progetti di trasformazione e di riqualificazione dell'esistente; di proporre un ventaglio di approcci possibili, per avviare il percorso verso la sostenibilità delle numerose ed eterogenee esperienze museali; di comunicare con il proprio pubblico per aprire un dialogo in merito all'importanza e all'urgenza di attivarsi sul tema.

La carta e il territorio
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Houellebecq, Michel

La carta e il territorio

La nave di Teseo, 24/03/2022

Abstract: Se Jed Martin, il personaggio principale di questo romanzo, vi dovesse raccontare la sua storia, probabilmente vi parlerebbe della rottura della propria caldaia, avvenuta un certo 15 dicembre. Oppure di suo padre, architetto noto e stimato, con cui era solito trascorrere solo la vigilia di Natale. Ricorderebbe certamente Olga, una russa molto carina incontrata all'inizio della sua carriera, in occasione di una mostra delle sue fotografie delle carte stradali della Michelin.Tutto questo avveniva prima che arrivasse il successo mondiale con la serie delle opere dedicate ai "mestieri", ritratti di personalità di diversi ambienti (tra cui lo scrittore Michel Houellebecq), colte nell'esercizio della loro professione. Dovrebbe dire anche come ha aiutato il commissario Jasselin a chiarire un'atroce storia criminale che ha sconvolto la polizia. Sul finire della sua vita, Jed Martin arriverà a una certa serenità ed emetterà solo dei mormorii.L'arte, il denaro, l'amore, il rapporto col padre, la morte, il lavoro sono solo alcuni dei temi di questo romanzo, decisamente classico eppure, evidentemente, contemporaneo, in cui Michel Houellebecq, con la consueta implacabilità, ritrae la condizione umana."Houellebecq ha scritto il suo romanzo più complesso e maturo, forse il più riuscito."Stefano Montefiori, Corriere della Sera"Un Flaubert del nostro tempo. Il suo freddo talento ci aiuta a vedere, ma niente affatto a cambiare."Goffredo Fofi, Internazionale"Una commedia umana degna di Balzac. Michel Houellebecq firma un grandissimo libro."Les Inrockuptibles

La Linea
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Pellegrini, Lucio

La Linea

La nave di Teseo, 24/03/2022

Abstract: Il successo. Questa è la stella polare che orienta le vite di Stelio e Angiòla, che sono qualcosa di più di una coppia e forse anche di una famiglia. Lui è un architetto visionario, lei il suo perfetto completamento.Sono megalomani, fragili e sempre in equilibrio. Almeno fino a che il sogno diventa realtà e l'architetto cinquantenne si trasforma improvvisamente in una star internazionale.Intorno a loro, prima di loro e dopo di loro, i frammenti scomposti di una famiglia che attraversa il Novecento ed esplode nel nuovo millennio. In una villa della cintura romana, nell'Eritrea italianizzata, in un appartamento nel cuore del Marais, nella Venezia nebbiosa dei primi anni settanta e nella platea del vorticoso congresso del Partito socialista del 1989, si diramano i destini dei personaggi di questo romanzo.Anita, la primogenita priva di talenti e ambizioni evidenti, il fratello Tullio, fumettista in costante blocco creativo e schiacciato dal peso della famiglia, la sorella Olivia, efebica, caparbia, incapace di realizzare il suo sogno di diventare una campionessa di tennis. E poi i genitori, gli zii, i compagni di sempre.Lucio Pellegrini racconta la storia di una famiglia borghese in un inferno di aspirazioni, incapacità, invidie e tradimenti, a cavallo fra gli anni di Tangentopoli e gli ultimi fuochi di un "secolo breve" che ha prodotto, quali figli di un Dio minore, generazioni tiepide se non già perse.

Tuamore
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Dentello, Crocifisso

Tuamore

La nave di Teseo, 24/03/2022

Abstract: Melina, che detesta essere chiamata Carmela, cresce i suoi tre figli con una dedizione assoluta, a tratti ingombrante. Conosce il sacrificio e la fatica ma reagisce sprizzando vitalità e schiettezza. È una tifosa fanatica di calcio, sa citare a memoria scene e interpreti di innumerevoli film, inventa indimenticabili scherzi telefonici. Finché la sua salute non viene compromessa da un tumore al seno, tabù impronunciabile che nelle parole del figlio maggiore diventa tuamore, trasformando un presagio di sventura in una speranza possibile. I frammenti di una vita trascorsa insieme si mescolano ai dettagli più impietosi della malattia. Emerge la figura di una donna capace di affrontare i suoi giorni a colpi di commedia. Così, sopravvivere all'assenza significa ripercorrere soprattutto le piccole felicità condivise. Per quel figlio adorato il dialogo postumo con la madre è il tentativo di indovinare la forma più adatta per esprimere tutta la sua affettuosa gratitudine e sublimare il lutto in un amore che continua.

L'onda del porto
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Trevi, Emanuele

L'onda del porto

Neri Pozza, 31/03/2022

Abstract: Sembra che in ogni opera di Emanuele Trevi ci sia la consapevolezza del confine. L'idea di un'altra terra dove sia possibile non soltanto ignorare i generi ma forgiarli a proprio modo, fonderli, renderli un'altra cosa, senza mai tradirli: tenendo assieme una scrittura narrativa, un resoconto autobiografico, l'idea del romanzo, il diario, il ragionamento filosofico, senza che nulla venga sacrificato. Sembra che in Trevi il racconto privato finisca per riguardare tutti noi come lo avessimo sempre saputo, che – per esempio – Rocco e Pia di Due vite erano nelle nostre vite, anche se non ne avevamo mai sentito parlare prima. Accade anche con l'Asia de L'onda del porto: la storia di un viaggio, intrapreso d'istinto l'anno dopo la catastrofe dello tsunami del 2004. Un uomo parte per vedere quel che resta di un disastro. Ma senza neppure rendersene conto alla prima tappa rinuncia e si ferma. Quel luogo, che doveva essere soltanto una linea di passaggio, la prima di tante, il preludio a una storia da raccontare su una delle catastrofi più grandi degli ultimi vent'anni, diventa altro. Cosa d'altro? È un restare, un essere trattenuti da qualcosa che non prendendo alcuna forma nitida assume sempre più importanza. L'onda del porto, uscito per la prima volta nel 2005, è un viaggio nel viaggio. È l'India, il rapporto con i bambini, la concretezza di quel mondo, la sua semplicità, e al tempo stesso è già la consapevolezza che per Emanuele Trevi scrivere e raccontare sono una magia misteriosa, elegantissima, beffarda e sfuggente, una sfida alla verità delle cose. Ci invita ad approdare su una terra mentendoci, promettendo di andare altrove, fingendo che sia soltanto una stazione di posta. E invece ci ritroviamo in un universo che contiene come sempre l'autentica consistenza del mondo letterario e poetico, ma anche personale e umano, di Emanuele Trevi. E ogni volta finisce per stupirci, attraverso una voce che non ha eguali nella letteratura italiana di questi ultimi vent'anni. Il cerchio perfetto che unisce vita e scrittura. "La storia salvifica, dunque, la storia salutare che inietta e fa circolare nel sangue, come una droga, la voglia di vivere perduta, ha un'origine che deve rimanere velata, o allusa ambiguamente nel cuore di un nome misterioso".

Il sosia
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Dostoevskij, Fëdor - Prina, Serena

Il sosia

Neri Pozza, 31/03/2022

Abstract: È una notte di tregenda a San Pietroburgo, una terribile notte novembrina. Il consigliere titolare Goljadkin avanza a piccoli passi rapidi e minuti. Incurante della neve, dell'aria gravida di ascessi, raffreddori e febbri, vorrebbe fuggire da sé stesso, distruggersi del tutto, ridursi in cenere. In casa di Olsufij Ivanovič, suo benefattore e padre della bella Klara, ha subìto la peggiore delle umiliazioni: è stato messo alla porta come il più spregevole degli esseri umani. Non c'è anima viva in giro, eccetto un passante che, vestito e imbacuccato come il consigliere titolare, sgambetta a passi corti lungo il marciapiede della Fontanka e sparisce poi lontano, procurando a Goljadkin una vaga inquietudine. Il consigliere titolare si affretta allora a raggiungere casa, ma, una volta messo piede nel suo appartamento, una terrificante sorpresa lo aspetta: seduto sul suo letto, il suo conoscente notturno gli fa un cenno amichevole col capo. Goljadkin si accascia al suolo in preda al terrore. L'uomo infatti non è altri che lui stesso, un altro Goljadkin, il suo sosia sotto tutti gli aspetti. Così, con questo espediente carnevalesco comincia quest'opera. Ai contemporanei seguaci della "scuola naturale", quando fu pubblicata per la prima volta nel 1846, apparve in tutto e per tutto come un racconto alla Gogol', in cui il fantastico viene piegato in chiave comico-grottesca. Sbagliavano. Il sosia è lontano dalla dimensione gogoliana della scrittura, poiché annuncia l'essenza stessa, la verità più profonda di tutta l'opera di Dostoevskij: l'idea che l'uomo è un essere fondamentalmente doppio, un vivente capace di essere costantemente altro da ciò che è, l'unico in grado di arrivare persino alla negazione di sé ("Di tutto si può discutere all'infinito, ma da me s'è riversata fuori soltanto negazione" afferma Stavrogin nei Demonî). Come scrive Serena Prina nella postfazione a questa edizione, da lei curata e ritradotta dal russo, dell'uomo del sottosuolo, di Raskol'nikov, di Stavrogin, dei Karamazov, di tutti i personaggi che, nell'universo dostoevskiano, sono afflitti da "violente pulsioni contrapposte", Goljadkin rappresenta l'avanguardia, l'"ineludibile punto di partenza dell'esplorazione dei mondi interiori". "Mi sto mettendo il cappio attorno al collo da solo". "Con Il sosia Dostoevskij faceva il suo ingresso nel sottosuolo, in quel mondo clandestino, spiazzante, dal quale ancora oggi ci parla". Serena Prina

Aspettando l'immunità di gregge? Modelli scientifici a confronto nella lotta contro la pandemia
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Fusco, Francesco

Aspettando l'immunità di gregge? Modelli scientifici a confronto nella lotta contro la pandemia

Castelvecchi, 14/03/2022

Abstract: Dal momento in cui ci siamo resi conto che non si trattava di un fenomeno passeggero, non abbiamo smesso di domandarci quando finirà questa pandemia, assistendo ogni volta, disorientati, a una ripresa dei contagi e dei ricoveri, alla smentita delle previsioni, in un continuo oscillare fra il puro ottimismo e il nero pessimismo. Oggi, dopo ben due anni di Covid-19, la comunità scientifica si ritrova a disposizione una enorme quantità di dati epidemiologici, come mai prima nella Storia, e potenti strumenti di intelligenza artificiale per la loro elaborazione. Partendo proprio dai numeri, Francesco Fusco tenta di ricostruire un diverso modello matematico, più realistico, che permetta di fornire previsioni affidabili sul futuro della pandemia e di indicare misure di contrasto stavolta tempestive ed efficaci.

Vita di Charlotte Brontë
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Gaskell, Elizabeth - Biavasco, Annamaria - Guani, Valentina

Vita di Charlotte Brontë

Neri Pozza, 31/03/2022

Abstract: Le loro esperienze di vita e di scrittura erano molto diverse: Charlotte Brontë riservata, solitaria e anticonformista; Elizabeth Gaskell estroversa, ambiziosa e politicamente impegnata. Eppure, le due scrittrici vittoriane furono grandi amiche. Dopo la morte di Charlotte Brontë, avvenuta nel 1855, suo padre, il pastore Patrick Brontë, affidò proprio alla Gaskell il compito di scrivere una biografia veritiera sulla figlia, troppo spesso vittima di maldicenze e pregiudizi. Elizabeth Gaskell partì così sulle tracce della popolare scrittrice, componendo un'opera notevole per quantità e qualità, attingendo a lettere, intervistando quanti l'avevano conosciuta e arrivando fino a Bruxelles, dove nel 1842 Charlotte si era recata insieme alla sorella Emily per studiare la lingua francese. Ne emerge il ritratto di una donna che, andando controcorrente rispetto all'epoca vittoriana, seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza, anche a costo di apparire "poco femminile" agli occhi dei contemporanei. Orfana di madre e con un padre "eccentrico", Charlotte crebbe in un villaggio sperduto tra le brughiere dello Yorkshire, in una casa di pietra grigia circondata dalle lapidi di un cimitero. Fin da piccola, grazie a un padre colto e all'avanguardia, assieme alle sorelle e al fratello fu avviata agli studi e incoraggiata a pensare con la propria testa. Un'educazione che un giorno l'avrebbe spronata a mettere mano alla penna per dare vita ad alcuni dei grandi capolavori della letteratura inglese, tra cui Jane Eyre, immediato successo all'epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile, che firmò con lo pseudonimo Currer Bell. Storia di una donna volitiva, ribelle e passionale, che fece della letteratura una ragione di vita, l'opera di Elizabeth Gaskell ha il pregio raro di una biografia di Charlotte Brontë composta da una scrittrice che occupa un posto di rilievo nel pantheon delle lettere inglesi."Un'amorevole difesa del valore e del potere della scrittura femminile e, insieme, una testimonianza dei vincoli posti alle scrittrici e dei modi che hanno trovato per superarli". The Guardian

Il posto di guardia
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Viviani, Vittorio

Il posto di guardia

Neri Pozza, 31/03/2022

Abstract: Ritrovato in un cassetto molti anni dopo la morte dell'autore avvenuta nel 1979, e inedito fino a oggi, questo romanzo rappresenta un unicum nel panorama letterario di questi anni: per lo stile, perché non cede alle mode del tempo, per la capacità visionaria di raccontare un mondo solo in apparenza lontano da noi. Il questurino Crescenzo Falarino, terminato il suo turno di notte al posto di guardia dell'Ospedale dei Pellegrini, vaga per Napoli, in un viaggio a ritroso alla scoperta della sua colpa. Un vagabondare che, fra memoria e realtà, fissa in alcuni luoghi esemplari – Villa Lucia, Palazzo Donn'Anna, il Parco Grifeo, il Caffè Gambrinus – le coordinate mitologiche della città. Il romanzo è costruito come un alternarsi di ricordi personali e di vicende evocate che, affastellandosi nell'arco di un solo giorno, coprono vent'anni, fra Napoli e la Sicilia. Uomo senza qualità, ma ineluttabilmente impregnato di un astratto senso del dovere, Falarino intraprende questo errare nel tempo come un'indagine di polizia, alla ricerca di una verità processuale che non può esistere, e neanche possiamo pretendere. Quello di Viviani è il racconto di una umanità incapace di redenzione, di personaggi densi, di storie intrecciate. Un testimone di quegli anni potrebbe riconoscere in alcuni personaggi figure realmente esistite, ma questo non è un romanzo a chiave. È l'affresco di un'umanità che si muove nel vuoto di un nuovo tempo, sul bordo di una modernità degradata e sfuggente. Ne esce una Napoli preziosa, forse perduta, raccontata senza mai scegliere la strada più facile, priva di tentazioni veristiche. Crescenzo Falarino, pagina dopo pagina, si insinua nella mente del lettore diventando il suo compagno di strada di sempre: familiare e al tempo stesso estraneo come solo i grandi personaggi letterari sanno essere davvero."Come possiamo illuderci d'esser liberi, in un mondo infestato dai demoni? Hanno i poteri dell'ordine costituito, ci frustrano persino la speranza d'ogni nostro impossibile purgatorio. Non siamo, noi stessi, strumento e fine della nostra indagine?".

Orgoglio bretone
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Bannalec, Jean-Luc - Ujka, Chiara

Orgoglio bretone

Beat, 31/03/2022

Abstract: Sono trascorsi cinque anni da quando il commissario Dupin ha preso servizio in Bretagna, un "distaccamento" da Parigi su cui circolano ancora le dicerie più astruse. Promosso a "dirigente commissario" a Concarneau, un luogo in cui a memoria d'uomo c'è sempre stato solo un semplice commissario, Dupin è costretto a frequentare un corso di aggiornamento presso la polizia di Brest, un'incombenza che fa parte della sua "promozione". Un giorno il trillo del telefono lo distoglie dall'assolvere l'incarico. Non lontano da lì, sul sentiero che porta a Rosbras, un'anziana signora a spasso con il cane ha visto un uomo disteso immobile in una posizione strana e ricoperto di sangue. La donna è corsa in un ristorante per telefonare alla polizia, ma all'arrivo delle pattuglie del corpo non vi era più alcuna traccia. Che la signora, un'ex stella del cinema ormai sul viale del tramonto, sia un po' eccentrica è risaputo, ma Dupin si rifiuta di considerarla una testimone inattendibile solo perché anziana. La scomparsa del cadavere, del resto, potrebbe anche avere a che fare con le attività criminali dei furti di sabbia lungo la costa, un problema sempre più pressante nella zona. Quando, a qualche ora di distanza, viene scoperto un altro cadavere sui Monts d'Arrée, a Dupin viene naturale domandarsi se si tratti dello stesso corpo rinvenuto a Brest, o se due gravi crimini siano stati commessi, a meno di dodici ore di distanza, nel Finistère meridionale. Tra bizzarre leggende, inspiegabili furti di sabbia e misteriosi culti druidici, nella mente di Dupin si fa strada il sospetto di trovarsi dinanzi a uno dei casi più assurdi e complicati della sua attività di ispettore della polizia francese."Le avventure del commissario Dupin sanno di acqua di mare, onde e caffè". Ouest-France"Un romanzo poliziesco in cui si respira l'atmosfera della Bretagna, l'aria salmastra, l'odore delle alghe, dei porti, dei frutti di mare". Brescia Oggi

Solo la pioggia
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Longo, Andrej

Solo la pioggia

Sellerio Editore, 16/09/2021

Abstract: Il nuovo romanzo di una delle voci più forti della nostra letteratura di questi ultimi anni. Un dramma breve e furioso, impietoso e teso, che in movimenti precisi e in un solo spazio è capace di generareuna deflagrazione."È impossibile non amare questo romanzo, duro e cristallino come un diamante".Antonio Manzini

Chi ha ucciso Sarah?
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Longo, Andrej

Chi ha ucciso Sarah?

Sellerio Editore, 16/09/2021

Abstract: Storia di un'investigazione, di una presa di coscienza, di un percorso di scoperta e ribellione che conducono a un finale a sorpresa, Chi ha ucciso Sarah? è un romanzo esemplare dell'opera di Andrej Longo, un giallo morale e psicologico, teso, spiazzante, costantemente proteso in una ricerca che è allo stesso tempo umana e letteraria.

La fine è nota
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Holiday Hall, Geoffrey - Modica, Simona - Sciascia, Leonardo

La fine è nota

Sellerio Editore, 15/03/2022

Abstract: Un giallo del periodo d'oro in cui La fine è nota, ma il principio è avvolto da una fitta nube del mistero. Ormai un piccolo classico del genere di un autore di cui non si sa nulla.

Off limits. Rixon High
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Cotton, L. A. - Rigoglioso, Maria Verdiana

Off limits. Rixon High

Queen Edizioni, 30/03/2022

Abstract: Lily Ford ha sempre cercato di passare inosservata. Ma è il suo ultimo anno di liceo, e vuole superare i suoi limiti per viverlo al massimo.Kaiden Thatcher è sempre stato una star sul campo da football. Ma ora si ritrova in territorio nemico, costretto a dimostrare al suo nuovo coach, e ai compagni di squadra, quanto vale.Tutto inizia con una sfida, ma si trasforma rapidamente in qualcosa che nessuno dei due aveva previsto.Lui è tutto ciò che Lily dovrebbe evitare.Lei è tutto ciò che Kaiden non dovrebbe desiderare.Ma nessuno dei due è disposto a rinunciare all'altro, perché, quando sono insieme, mettere a tacere i loro demoni sembra più semplice.C'è solo un problema… Lily è la figlia del coach.Ed è completamente off-limits.

Come addomesticare una volpe
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Dugatkin, Lee Alan - Trut, Lyudmila

Come addomesticare una volpe

Adelphi, 17/03/2022

Abstract: "Non esistono condizioni ideali in cui scrivere, studiare, lavorare o riflettere, ma è solo la volontà, la passione e la testardaggine a spingere un uomo a perseguire il proprio progetto" affermò Konrad Lorenz. Nel caso di Ljudmila Trut, a queste caratteristiche potremmo aggiungerne un'altra: "un amore patologico per gli animali". Fu questa la molla che nel 1958 indusse la giovane studentessa dell'Università statale di Mosca ad accettare con entusiasmo la proposta di Dmitrij Beljaev di partecipare al progetto più ambizioso mai tentato nel campo dell'evoluzione e del comportamento animale: trasformare la volpe in cane. Si trattava di replicare, in qualche decennio, l'evoluzione, durata quindicimila anni, che ha portato dal lupo al cane, e senza alcuna manipolazione genetica, ma facendo riprodurre selettivamente, generazione dopo generazione, gli esemplari meno aggressivi nei confronti dell'uomo. Se avesse avuto successo, l'esperimento avrebbe dato risposta a molte domande irrisolte che riguardano la domesticazione, a cominciare da quella che aveva stimolato Beljaev: com'è possibile che un feroce predatore si sia tramutato in un animale da compagnia? L'anno seguente, nello scenario da fiaba di una sperduta località siberiana – e con l'alibi di migliorare la produzione di pellicce, perché gli studi di genetica erano banditi dall'ortodossia sovietica –, ebbe inizio la grande avventura. Un'avventura scientifica tuttora in corso, i cui risultati conducono a riflessioni appassionanti sulla nostra stessa evoluzione, e insieme un'avventura umana fuori del comune, magnificamente raccontata in questo libro.

La testimonianza della poesia
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Milosz, Czeslaw

La testimonianza della poesia

Adelphi, 17/03/2022

Abstract: Nei primi anni Ottanta, appena insignito del Nobel, Czesław Miłosz fu chiamato dall'Università di Har­vard a presentare, in sei lezioni, le sue idee sulla po­e­sia. E della poesia decise di privilegiare la funzione ai suoi occhi più importante, vale a dire la mi­ra­colosa capa­cità di offrire una testimonianza sul­l'epoca a cui ap­partiene: "non ho dubbi" afferma "che i po­steri ci leg­geranno nel tentativo di com­pren­dere che cosa è stato il Novecento, proprio co­me noi ap­prendiamo molto sull'Ottocento grazie al­le poesie di Rimbaud e alle prose di Flaubert". Ma quale testimonianza del No­ve­cento offre la poesia? Il "tono minore", il dub­bio, l'a­ma­rezza, la cupezza che paiono con­trad­di­stin­guerla derivano, certo, dal­la fragilità "di tutto ciò che chia­miamo civiltà o cul­tura", dal pre­sagio che quanto ci circonda "non è più garantito", e potrebbe scompa­rire. Resta nondimeno una via di salvezza: guardan­do al secolo dalla prospettiva di un'"altra Europa" ed eleggendo a guide Oscar Milosz e Simone Weil, Miłosz ci in­tro­duce infatti a una diversa con­cezione della poesia, quel­la che ne fa un "in­­se­gui­men­to ap­passionato del Reale" – giacché solo nel mai ap­paga­to desiderio di mimesi, nella fedeltà al par­ti­cola­re, nel "senso della gerarchia" delle cose sta "la possi­bilità di so­prav­vivere a periodi poco propizi".

Trattato poetico
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Milosz, Czeslaw

Trattato poetico

Adelphi, 17/03/2022

Abstract: Tra l'inverno del 1955 e la primavera del 1956 Czesław Miłosz dà corpo alla sua originale concezione della poesia in una vera e propria sfida letteraria: un grande poema che, eludendo le cornici di genere e arricchendosi di elementi prosaici o colloquiali, mescolando citazioni eterogenee, imitazioni letterarie, valutazioni critiche ed enunciati filosofici, delinea un vasto affresco storico-culturale del Novecento polacco, tassello imprescindibile della storia europea. Un affresco che si compone di quattro parti, evocative di altrettanti scenari: il mondo della belle époque nella Cracovia di inizio secolo; la vita politica e artistica di Varsavia tra le due guerre, con ampie digressioni sui poeti del tempo; le devastazioni della seconda guerra mondiale e gli orrori dell'occupazione nazista, con la rivendicazione di una poesia capace di giudizio etico; la Natura e in particolare l'ambiente degli Stati Uniti, in cui Miłosz, dopo aver contemplato l'abisso in cui sono precipitate le culture europee, individua la dimensione ideale per trovare serenità ed equilibrio, senza peraltro sottrarsi al dovere di condividere con i fratelli polacchi le questioni cruciali del XX secolo. Il "Trattato poetico" ha la forza espressiva di un grande romanzo storico, l'intonazione nostalgica di un poema sul tempo perduto, il suono straziante di un requiem in morte di un'epoca, l'accento pacato di una meditazione sulla storia, sull'arte, sulla coscienza individuale. E anche le "Note dell'Autore" che chiudono il volume si rivelano una splendida creazione letteraria: un mosaico di schizzi e ritratti in miniatura che, come per magia, ricreano il mondo di una ormai lontana Europa.

La tranquillità è la chiave. La saggezza stoica per una vita piena
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Holiday, Ryan

La tranquillità è la chiave. La saggezza stoica per una vita piena

Hoepli, 16/03/2022

Abstract: Tutti i principali leader, pensatori, artisti, atleti e visionari hanno in comune una qualità imprescindibile: la capacità di raggiungere e mantenere la tranquillità. A volte scambiata, con un certo cinismo, per pigrizia o indecisione, la tranquillità è in realtà la via maestra per accedere al dominio di sé, all'autodisciplina e alla concentrazione. Se si vuole vivere al meglio la propria esistenza, non è possibile farne a meno. La tranquillità permette ai grandi campioni di mantenere il controllo sui propri stati d'animo, di ignorare le distrazioni e scoprire nuove prospettive, di raggiungere la felicità e fare la cosa giusta. A partire dai più grandi pensatori della storia, da Confucio a Seneca, da Marco Aurelio ai monaci cristiani, Holiday ci spiega che cos'è la tranquillità e come possiamo raggiungerla. In queste pagine analizza molte delle figure che nella propria vita ne hanno incarnato l'essenza: il campione di baseball Sadaharu Oh, che studiando i principi Zen è diventato il più grande battitore di tutti i tempi