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Cosa fare delle nostre ferite? La fiducia e l'accettazione dell'altro
Edizioni Centro Studi Erickson, 19/10/2021
Abstract: Le nostre ferite — le faglie, le fratture, le mancanze del nostro essere — sono sempre più spesso messe al bando dalla società "performante", tanto che ci rassegniamo a considerarle gravi errori e a trattarle come pattume da nascondere sotto il tappeto della nostra consapevolezza. Si produce così un cortocircuito fra la nostra parte "accettabile", con cui ci identifichiamo, e la parte di noi più vulnerabile e spaventata, che finiamo per giudicare "impresentabile". È indispensabile invece fare i conti con le proprie fragilità, riconoscerle, per conquistare un piccolo ma saldo spazio interiore di certezza che possa permetterci di rimanere in piedi quand'anche arrivassero le immancabili delusioni.La fiducia ci espone al rischio del tradimento, ma se non si accetta di correre questo rischio si resta murati nei ruoli malinconici dello spettatore e dell'antagonista, ovvero di chi si limita a osservare la vita e a difendersi da essa.
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Edizioni Centro Studi Erickson, 19/10/2021
Abstract: Che cos'è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate?Zygmunt Bauman, già nel 1989, con Modernità e Olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich sovvertendo l'opinione comune che si fosse trattato di un "incidente" della Storia. In questo libro Bauman compie un ulteriore decisivo passo avanti nell'identificazione del "male" ai giorni nostri. E lo fa con una ricognizione delle tesi fallaci che si erano affermate nel Novecento (dalla "personalità autoritaria" di Adorno alla "banalità del male" di Hannah Arendt) per mostrare poi, in un corpo a corpo con le opere di Jonathan Littell e di Günther Anders, che la presa di distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi (resa non solo possibile, ma obbligata, dalle mirabilia tecnologiche e dalla costrizione "diversamente morale" a non sprecare armi la cui produzione ha richiesto quantità esorbitanti di denaro) contribuisce a erodere la nostra sensibilità già gravemente indebolita, malcerta, afona.
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Accelerazione. Correnti utopiche da Dada alla CCRU
Not, 27/01/2021
Abstract: Tra le provocazioni dadaiste nell'Europa tra le due guerre e il pensiero apocalittico dell'accelerazionismo contemporaneo si stende un filo lungo un secolo di avanguardie artistiche, politiche e controculturali. È un flusso sotterraneo che porta dall'Internazionale Situazionista al teppismo di strada dei movimenti rivoluzionari USA degli anni Sessanta, passa per il punk e attraversa il Settantasette italiano, connette Autonomen tedeschi e attivismo hacker, cyberfemminismo e cultura rave, neoismo e Luther Blissett, magia del caos e Chaos Computer Club. In questa ricognizione entusiasmante che ha già la statura del classico, Edmund Berger traccia la storia definitiva di cent'anni di pensiero utopico. Da Tristan Tzara alla CCRU di Sadie Plant, Mark Fisher e Nick Land, questo libro racconta personaggi, eventi ed esperimenti a volte surreali e a volte geniali, tutti accomunati da un obiettivo soltanto: sostituire nuove mitologie alle narrazioni del potere.Edmund Berger vive a Louisville, Kentucky. Attivista, scrittore, critico culturale, il suo Uncertain Futures è uscito per Zero Books nel 2017.Per ripensare una rivoluzione del pensiero, dobbiamo prima prestare ascolto a quanto, coi suoi sussurri, si è già dipanato e disintegrato oltre la soglia della nostra consapevolezza. Con questo libro, attento ai dettagli ed efferato negli intenti, Berger è in grado di innescare quella disputa politica di cui abbiamo disperatamente bisogno. Reza NegarestaniBerger ci racconta il ventesimo secolo dalla prospettiva più interessante: quella della rivolta e del delirio. Dal dadaismo all'internazionale situazionista, dall'autonomia al cyberpunk. Una giostra appassionante nei meandri del pensiero estremo. Franco "Bifo" BerardiUn libro come un volo di pipistrello sulla storia dell'underground. Tra le tante scene analizzate, qui si ribadisce l'importanza della rottura storica del punk. Marco Philopat
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Il capitale è morto. Il peggio deve ancora venire
Not, 25/02/2021
Abstract: Capitalismo delle piattaforme, capitalismo della sorveglianza, postcapitalismo, capitalismo green – sono moltissime le definizioni attraverso le quali si è provato a definire o ispirare l'attuale governo economico del mondo, ma nessuna è stata capace di restituire davvero la contemporaneità in cui viviamo, e per una ragione molto semplice: il capitale non esiste più. Il capitale è morto.McKenzie Wark, studiosa marxista eretica, in questo suo nuovo saggio analizza l'ascesa di una nuova classe dominante il cui potere risiede nella proprietà e nel controllo dell'informazione, trasformando radicalmente lo stesso significato della parola "capitalismo". Il risultato? Disastri planetari, diseguaglianze senza precedenti, e la contemporanea comparsa di una nuova classe di sfruttati – noi – chiamati a hackerare un sistema persino più ingiusto di quello che l'ha preceduto. Perché il peggio deve ancora venire: teniamoci pronti.McKenzie Wark è scrittrice e studiosa di teoria dei media, teoria critica e studi culturali. È autrice, tra gli altri, di Un manifesto hacker, Gamer Theory e Molecular Red. Insegna Media e Cultural Studies alla New School for Social Research di New York."Un'esplorazione efficace e provocatoria del nostro mondo digitale che precipita verso il disastro ecologico. Imprevedibile, acuto e geniale, Il capitale è morto ci ricorda opportunamente che esistono cose peggiori del capitalismo, e forse le stiamo già vivendo."Nick Srnicek"McKenzie Wark ha riscritto il canone della teoria critica."Art Monthly "Il capitale è morto punta non solo a rivisitare l'eredità di Marx, ma anche alla possibilità di un nuovo, radicale matrimonio tra arte, scienza, filosofia e tecnologia."Hyperallergic
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Not, 20/06/2020
Abstract: Il 2020 sarà ricordato come l'anno della pandemia. Il flagello ha terrorizzato l'umanità rendendo sempre più concreto lo spettro dell'estinzione, che da tempo aleggia su un pianeta devastato dal punto di vista ambientale, politico, psichico ed emotivo. Non sappiamo quello che ci aspetta, ma di certo il mondo che verrà fuori dall'emergenza sarà radicalmente diverso da quello che conoscevamo. Dobbiamo prepararci a vivere nell'incubo? Oppure nella tragedia sta anche l'opportunità di costruire un futuro desiderabile? In parte diario personale scritto in piena quarantena, in parte meditazione politica e filosofica, Fenomenologia della fine è il racconto teso, disperato ma anche autoironico di uno dei principali pensatori italiani, qui alle prese con la "soglia" che tutti noi siamo fatalmente destinati ad attraversare.Franco "Bifo" Berardi è scrittore, filosofo e agitatore culturale. Per la collana Not di NERO ha già pubblicato Futurabilità (2018).Studioso raffinato e preveggente delle discontinuità tecnologiche, Franco "Bifo" Berardi ha dato forma a una diagnosi disperata di un presente dominato da estremismi e carico di scommesse politiche.IL TASCABILEBifo è veramente un tipo speciale.BRUCE STERLINGSempre un'ispirazione.BOBBY GILLESPIE, PRIMAL SCREAM
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Ikonaliber, 27/04/2017
Abstract: Tutto dev'essere iniziato da una foto, forse di Bruce Chatwin, vari anni fa. Come molti, sapevo dell'esistenza di un luogo chiamato Samarcanda, ma ignoravo dove si trovasse esattamente e cosa serbasse del suo passato. La ricerca sulla carta geografica mi fece per la prima volta focalizzare la sagoma dell'Uzbekistan, una delle ex-Repubbliche sovietiche, indipendente dal 1991… Questo viaggio è stato anche una lezione sul colore.
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L'impavida Aurora e la sfida delle principesse
Terre di mezzo, 11/06/2020
Abstract: Aurora è un'eroina senza paura, sempre pronta ad aiutare i più deboli. In sella alla sua cavalla Veronica, si destreggia tra missioni impossibili: salvare il principe intrappolato nella torre del castello da un potente sortilegio (in realtà un ragazzino dipendente dei videogiochi, sempre attaccato alla console regalatagli dalla sua fata madrina), o liberare un nugolo di bambini pestiferi catturati dal diavolo Gianvito. Una serie esilarante che ribalta i ruoli di genere e i luoghi comuni, con uno stile fresco e vivace e una protagonista moderna, intraprendente e decisa.
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Voland, 17/07/2020
Abstract: A 42 anni Ogarëv si è già reinventato innumerevoli volte. Ragazzino infelice della periferia operaia tardosovietica, lettore vorace, statuario sollevatore di pesi, soldato insofferente, medico brillante, marito venerato. Tutto ciò senza mai sentirsi pienamente vivo. Quando però, in un giorno d'ottobre, è Malja ad accomodarsi sulla poltrona delle visite, sotto le sue mani per la prima volta non ci sono né linfonodi né articolazioni, ma una donna, un incantesimo, la libertà. E mentre Mosca, sempre più prepotente e venale, scappa via dall'Europa, Ogarëv impara a essere e basta, senza etichette o cittadinanza, a lasciare che sia qualcun altro a indicargli la cura: la Toscana, la vernaccia, le ciliegie, la misteriosa baklevà. Dall'autrice delle Donne di Lazar', una mappa sconfinata per addentrarsi in quarant'anni di storia russa e riemergere in un inedito presente italiano, un viaggio per scoprire che, seppure abbandonarsi all'amore è tanto complicato quanto sperimentarne l'assenza, non c'è altra via possibile per conoscere il mondo.
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Voland, 23/07/2019
Abstract: Un piccolo paese di campagna, ci si conosce tutti. Impossibile non annoiarsi. In particolare se hai tredici anni, la scuola è finita, fa caldo e i vestiti ti si appiccicano addosso. Capita che a voler passare il tempo poi si diventa curiosi e con un binocolo in mano si possono vedere tante cose. Nascosto tra le fronde di un albero, Michele scopre che la colf del notaio, tutti i pomeriggi, incontra uomini. Ogni giorno uno diverso. È come stare al cinema senza pagare il biglietto. Il conto arriva quando viene scoperto dalla donna, trascinato per un orecchio e rinchiuso a chiave dentro il suo armadio. Imprigionato e al buio, Michele è costretto a una rivelazione che segnerà per sempre la sua vita. Con una scrittura cruda, a volte persino violenta, il romanzo trascina il lettore nelle zone più intime della mente di un uomo tormentato.
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Autoritratto con pianoforte russo
Voland, 23/03/2021
Abstract: Vienna, due uomini si incontrano in un caffè: Suvorin, anziano pianista russo in esilio che ha rinunciato alla carriera perché infastidito dal suono degli applausi, racconta la sua vita a un anonimo scrittore austriaco. Un monologo sulla nostalgia in cui si mescolano un passato fatto di bellezza, sogni e amore – ma anche del progressivo imbarbarimento della patria abbandonata – e un presente in cui non restano che fantasmi e note perdute. Wolf Wondratschek cerca di rispondere, con uno stile in bilico tra musica e letteratura, alla domanda atavica su cosa sia la perfezione e quale il prezzo da pagare per raggiungerla.
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Tutti i nostri corpi. Storie superbrevi
Voland, 21/05/2020
Abstract: "Solo l'effimero è eterno."Centotre racconti brevi o brevissimi, divertenti e assurdi. Storie assai diverse tra loro, riflessioni ironiche, grottesche, malinconiche, cronache di vita composte da Georgi Gospodinov nel corso degli anni, dove la nostalgia per il passato si intreccia alla curiosità per il futuro: un esperimento di ascetismo verbale per mettere ordine nel mondo e rallentare il tempo.
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Terre di mezzo, 21/04/2021
Abstract: Cane Puzzone non è mai stato in campagna, e quando gli propongono una gita fuori porta è entusiasta! Peccato che lui e Spiaccigatto finiscano nella fattoria del terribile gigante verde, che si diverte a mettere gli animali in scatola, vuole costruire un parcheggio sul terreno dei vicini e tiene prigionieri la piccola Passeggina e suo fratello Polletto. Per liberarsi di lui, Cane Puzzone deve vincere il concorso agricolo come miglior animale della regione. Ci riuscirà?
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Ultimi versi. 1938-1941. Testo russo a fronte
Voland, 01/09/2021
Abstract: Negli anni dell'emigrazione parigina, la produzione poetica di Marina Cvetaeva si assottiglia progressivamente. Le incombenze giornaliere, la miseria, i trasferimenti, l'isolamento, le tensioni familiari, l'impossibilità di pubblicare: tutto questo la spinge a dedicarsi alle traduzioni, unica possibile fonte di sostentamento. La situazione precipita con il rientro in patria nel giugno 1939 fino al suicidio nel 1941. Il volume raccoglie, a ottant'anni dalla morte, le poesie dei mesi conclusivi dell'emigrazione francese e quelli dei due anni trascorsi in Unione Sovietica. I versi emergono come iceberg dal grigiore della quotidianità, risvegliati da eventi storici o da ultimi amori, cui si accompagna il senso di una fine imminente. Un apparato di note ricostruisce attraverso le voci dei contemporanei e di Cvetaeva stessa le vicende che fanno da sfondo al tragico epilogo della produzione della poetessa.
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minimum fax, 14/05/2020
Abstract: La vita è una milonga, bisogna saperla ballare. In questi due versi di un tango argentino si potrebbe riassumere l'umana vicenda di Gianni Minà. Perché forse non c'è stata, nella storia del giornalismo italiano, vita più smisurata e temeraria della sua, e nessuno che l'abbia saputa ballare con maggiore esuberanza, empatia e curiosità. Per la prima volta Minà ce la racconta in prima persona, con tutti i suoi stupori, le sue risate, le sue amarezze. Come un capitano in esilio che ha magicamente conservato il sorriso leale e disarmante di un funambolo.Sfila in queste pagine l'abbecedario di una generazione e di un secolo: Muhammad Ali, Jorge Amado, i Beatles, Fidel Castro, Adriano Celentano, Robert De Niro, Gabriel García Márquez, Dizzy Gillespie, Sergio Leone, Diego Armando Maradona, Rigoberta Menchú, Pietro Mennea, Mina, Gianni Morandi, David Alfaro Siqueiros, Tommie Smith, Massimo Troisi, Emil Zátopek. Di nome in nome prendono forma di romanzo le avventure di un ragazzo partito da un quartiere di Torino, in calzoncini corti, da una famiglia di origine siciliana, da un maestro in sedia a rotelle.Storia di un boxeur latino non è un'autobiografia. È una dichiarazione d'amore alla vita, alla musica, allo sport e agli ideali d'altri tempi. È la storia di quando ci si batteva contro le ingiustizie perché l'ingiustizia contro cui battersi, in ogni tempo e luogo, è sempre la stessa. La storia di quando si poteva giocarsela finché si aveva fiato. E i desideri, quelli veri, erano il tema della vita.
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Né per fama, né per denaro. Consigli di scrittura e di vita
minimum fax, 20/01/2022
Abstract: Questo libro è un autorevole e appassionante concentrato di consigli di scrittura. Le sue pagine, tratte dagli epistolari di Anton Čechov, dai suoi diari di viaggio, dai suoi reportage e dalle sue inchieste, sono raccolte in due sezioni. La prima è un prontuario per il novello scrittore: dai suggerimenti pratici sulla gestione dei personaggi al ruolo dell'intellettuale nella società, dai trucchi per comporre un periodo al rapporto dell'autore con la verità; la seconda è un vero e proprio corso, teorico e pratico, su come fare un reportage: dai preparativi alla scrittura finale, passando per la fondamentale fase della ricerca.Una lettura preziosa per gli aspiranti scrittori, ma anche per chiunque voglia scoprire i segreti di un mostro sacro della letteratura mondiale.
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Le plurali editrice, 18/05/2022
Abstract: Parigi 1942, Irène Némirovsky ha nove minuti per fare la valigia e lasciare un marito e due figlie, prima di essere deportata al campo di Auschwitz-Birkenau. In quel luogo, ogni notte, come un antidoto al dolore, la sua mente ripercorre l'infanzia vissuta a Kiev e a Mosca, l'esilio in Finlandia, in Svezia e il suo arrivo nella sognata e amatissima Francia.Il romanzo biografico immaginato da Federica Lauto ci porta in un viaggio nel mondo interiore di una delle autrici più importanti e prolifiche del Novecento, i cui giorni si intrecciano con quelli della Storia con la "s" maiuscola: dalla Rivoluzione Russa all'Europa degli anni Venti e Trenta, dalla salita al potere di Hitler allo scoppio della Seconda guerra mondiale. L'omaggio di Federica Lauto a Némirovsky si basa su una ricerca scrupolosa e accurata della vita e dei romanzi della scrittrice, da cui emergono i conflitti in famiglia, e in particolare con la madre, i successi e le delusioni professionali. Di Irène Némirovsky affiora e palpita, inoltre, il desiderio di appartenere ai luoghi in cui vive, e in particolare a Parigi, città che la farà sentire tanto amata quanto respinta, come una figlia accolta ma mai realmente voluta.
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minimum fax, 17/03/2022
Abstract: Una mattina di giugno del 1937 Todd Andrews - un'avviatissima carriera di avvocato, una sobria vita borghese in una cittadina del Maryland, un improbabile ménage a trois con l'amico Harrison, erede di un impero dei sottaceti, e la graziosissima moglie di lui - si sveglia, si alza dal letto e guardandosi allo specchio scopre che la risposta a ogni suo problema è il suicidio. Vent'anni dopo, ancora vivo, racconta al lettore gli sviluppi di quella fatale giornata.Pubblicato originariamente nel 1956 e rivisto dallo stesso autore nel 1967, L'Opera Galleggiante è considerato da molti il capolavoro di John Barth: spirito nichilista e humour nero, critica di costume e spunti meta-narrativi si fondono in un romanzo sperimentale e godibilissimo che inaugurava la narrativa postmoderna e che a più di sessant'anni di distanza nulla ha perso del suo smalto.
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minimum fax, 03/03/2022
Abstract: Ci avevano promesso che saremmo stati dei vincenti. Ci avevano indicato gli obiettivi- i soldi, la famiglia, il potere, l'eccellenza - e la strada, fatta di determinazione, sudore della fronte e pensiero positivo: se cadi rialzati, prova ancora e ancora; ci siamo rialzati e abbiamo visto che a cadere era il mondo intorno a noi. Mai come in questi anni è diventato chiaro che l'idea di successo che avevamo in mente è una condanna e che tra volere e potere c'è di mezzo il capitalismo, con tutte le disuguaglianze (e le catastrofi) che si porta dietro. Dobbiamo dunque ridisegnare quell'idea? Dare al termine successo significati nuovi?Jack Halberstam, tra i più noti e originali teorici queer in circolazione, propone una via più radicale e ci guida nell'affollato mondo dei perdenti: lì dove smarrire la strada, non sapere, dimenticare ed essere dimenticati, essere sconvenienti e indecorosi, indisciplinati e improduttivi (tutte cose che le persone queer hanno sempre fatto particolarmente bene) si rivelano strategie possibili per stare al mondo. Correndo il rischio - anzi inseguendolo- di non essere preso sul serio, Halberstam si muove tra teoria alta e bassa, si concede virate controintuitive e disgressioni, si addentra negli "archivi di cose stupide" ricercando forme di conoscenza lontane dal rigore delle discipline. Accade così che in queste pagine vivano insieme Gramsci e SpongeBob, Jamaica Kincaid e il pesciolino Nemo, Saidiya Hartman, Tom of Finland, Valerie Solanas e un'armata di galline in fuga dal pollaio: con loro, Halberstam ci invita a pensare altrimenti, a sperimentare nuove alleanze, a preferire l'ombra alla luce piena, l'illeggibilità al riconoscimento. A desiderare un mondo in cui nessuno ce la fa da solo e nessuno viene lasciato indietro.
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Exmachina. Storia musicale della nostra estinzione 1992 - OO
minimum fax, 03/02/2022
Abstract: Nei primi anni Novanta il cyberteorico Arthur Kroker profetizzò che la nuova musica elettronica sarebbe stata l'avanguardia per i futuri rapporti tra specie umana e tecnologie digitali. Nello stesso periodo Brian Behlenford, fondatore di Apache e guru della Silicon Valley, lanciava una mailing list tutta dedicata alla cosiddetta Intelligent Dance Music di produttori come Aphex Twin, Autechre e in seguito Boards of Canada: tre nomi tra i più venerati del panorama musicale degli ultimi decenni, maestri indiscussi del suono elettronico nato dalla grande stagione techno. Eppure AFX, AE e BOC restano figure misteriose, sfuggenti, le cui biografie non hanno nulla del respiro epico a cui ci hanno abituati decenni di mitologie pop. Ma allora perché la loro influenza è tanto cruciale? A trent'anni da Artificial Intelligence, la compilation- manifesto che sancì la nascita della "musica da ballo intelligente" imponendosi come testo sacro per l'allora emergente internet culture, Exmachina offre una risposta - azzardata, paranoide, eppure spaventosamente convincente - invitandoci a leggere le parabole di questi artisti come tre capitoli di un'unica storia: quella che comincia con l'irruzione dell'algoritmo nella quiete delle nostre camerette, passa per la spietata potenza di calcolo del processo macchinico, e finisce con l'estinzione della nostra specie.Forte di una competenza musicale ai limiti dell'ossessione, Mattioli non ha paura di contaminare la teoria - da Kerényi a McLuhan, dalla scuola cibernetica del dopoguerra a Mark Fisher, da Erik Davis a Nick Land - con la propria sensibilità e i propri incubi. Il risultato è uno strumento precisissimo che ci ascolta dal futuro, intercettando nella musica la frequenza anomala che è lo spirito di questo tempo terrorizzante.
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minimum fax, 04/11/2022
Abstract: Tra i grandi autori del postmoderno americano, Donald Barthelme è sempre stato considerato il maestro assoluto della forma breve. Le sue raccolte di racconti attraversano tre decenni (dagli anni Sessanta agli anni Ottanta), combinando con originalità e scintillante intelligenza la critica all'emergente società dei consumi, la rilettura dell'America in chiave ironica e surreale, l'eredità dei maestri dell'assurdo, da Kafka a Beckett.Un cofanetto con le sue quattro raccolte più celebri, a partire dal fulminante esordio Ritorna, dottor Caligari, passando per quello che molti critici considerano il suo capolavoro, Atti innaturali, pratiche innominabili, per approdare alla piena maturità di La vita in città e Dilettanti.Il saggio di Saunders, che accompagna e arricchisce il volume, dimostra quanto l'influenza di Barthelme e l'ammirazione con la quale sono stati accolti i suoi libri si siano estese alle generazioni successive e ad autori appartenenti a correnti letterarie anche profondamente diverse, a dimostrazione di un talento e di un'originalità che hanno pochi eguali sulla scena americana, e che ne fanno, a tutti gli effetti, un classico contemporaneo.