Trovati 17510 documenti.
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66THAND2ND, 15/02/2018
Abstract: Narra la leggenda che il vascello del pirata Henry Morgan si incagliò tra le paludi di mangrovie dei Caraibi e fu inghiottito dalla foresta insieme al suo carico d'oro e gioielli. Tre secoli dopo, sopra il vascello fantasma è sorto un villaggio, dove prospera la famiglia Otero e dove ancora si raccontano le storie di quel tesoro favoloso. Fra i tanti avventurieri che arrivano al villaggio in cerca di fortuna, spunta un giorno Severo Bracamonte: maldestro rabdomante che esplorando quella terra selvaggia, lussureggiante, finirà per essere attirato nella rete della giovane Serena Otero, erede di una vasta piantagione di canna da zucchero. Una piantagione che si trasformerà in una distilleria di rum sotto la guida spregiudicata di Eva Fuego, nata da un campo in fiamme e accolta come una figlia da Serena.
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66THAND2ND, 15/11/2018
Abstract: In un tempo neppure troppo lontano uno sparuto manipolo di temerari decollava a bordo di improbabili macchine volanti per compiere voli radenti il suolo, spesso conclusi prima del previsto con atterraggi catastrofici, apparecchi distrutti e vite spezzate nel fiore degli anni. Di questa legione di "aviatori metà teatranti e metà rompicollo" Roland Garros è stato uno dei rappresentanti più valorosi, tanto che proprio a lui si devono alcune imprese entrate nella leggenda, fra cui tre record di altezza e la prima traversata senza scalo del Mediterraneo. Per non parlare dell'importanza che le sue innovazioni ebbero nella storia dell'aeronautica militare, come la messa a punto di un meccanismo che consentiva di sparare attraverso l'elica degli aeroplani, rendendo così possibili i primi duelli aerei già nel corso della Grande Guerra. Redatte tra il 1915 e il 1918, durante la lunga prigionia in Germania, queste sue memorie - definite da Philippe Forest un "formidabile romanzo d'appendice" - ci consegnano un ritratto sfavillante e spassoso di un mondo che non contempla l'attesa perché capace di guardare solo al futuro. E soprattutto quello di un genio impavido e a tratti schivo, afflitto da "una ripugnanza istintiva per il peso" e disposto a morire pur di ammirare lo spettacolo abbagliante del mare di nuvole e la "luce vergine nell'aria vergine".
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66THAND2ND, 26/04/2018
Abstract: Difficile pensare a qualcuno più estraneo di Duncan Edwards al narcisismo del calcio contemporaneo. Esempio di applicazione nella vita sportiva e di sobrietà in quella privata, Edwards ha interpretato prima e meglio di altri il ruolo del calciatore moderno, abbinando una prestanza fisica non comune a doti tecniche affinate da uno spirito di abnegazione ereditato dalle sue origini proletarie. Tanto che gloria e fama mai riuscirono a scalfire il profilo riservato di un uomo che, ancora adolescente, era stato proiettato dai sobborghi di Dudley, cittadina delle Midlands, all'Old Trafford di Manchester, tempio dello United, proprio mentre il demiurgo Matt Busby forgiava quella straordinaria fucina di talenti passati alla storia con l'appellativo di Busby Babes. Di quel gruppo di predestinati che tante attese aveva alimentato, Edwards fu il perno indiscusso fino al pomeriggio del 6 febbraio 1958, quando l'aereo che riportava a casa la squadra da Belgrado si schiantò all'aeroporto di Monaco di Baviera, provocando un lutto collettivo che travalicò i confini del Regno Unito. Rigoroso nel metodo e commosso nei toni, lo scavo biografico di James Leighton viene qui proposto nella traduzione e con la prefazione di una delle voci più originali della narrativa italiana, a testimonianza di come a sessant'anni dalla scomparsa di Big Dunc, eroe di un altro mondo e di un altro calcio, il suo mito continui a rinnovarsi e a ispirare generazioni di appassionati.
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66THAND2ND, 21/06/2018
Abstract: Per quello che fece in campo la sentenza è già stata emessa dal tribunale degli dèi, il solo competente: fu il più grande di tutti, capace di entrare perfino nel cuore di chi voleva e doveva odiarlo. Ben più severo il verdetto dei mortali, mai propensi a valutare con il giusto distacco le contraddizioni di un uomo che, prima di ogni altra cosa, è stato uno straordinario moltiplicatore di sogni ed esistenze, tanto che chi ha voluto raccontarne i fantasmi presto o tardi ha dovuto fare i conti con i propri. È successo anche a Marco Ciriello, che qui ripercorre la vita di Diego Armando Maradona con l'intento di restituirne l'immaginario pop e consegnarci un ritratto del Pibe de oro per quello che, in fondo, è sempre stato: un eversore più o meno consapevole, "un Lenin allegro e soprattutto cazzare che, scremando tutta la parte noiosa, arriva al sodo in un solo tocco o in una sola frase". Utilizzando il proprio eroe come uno specchio borgesiano, in un gioco di rimandi narrativi che, seguendo la lezione di Cortàzar e Tarantino, scardina ogni coordinata spaziotemporale, Ciriello rivive anche la propria storia di adolescente in attesa di varcare la linea d'ombra, in una Napoli sospesa tra il sacco degli anni Ottanta e la primavera dei Novanta, che accolse Maradona come un figlio insperato, lo venerò come un amante capriccioso e lo protesse come un padre ormai sfiorito. Ottenendo in cambio una felicità ancora sconosciuta e mai più provata.
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66THAND2ND, 20/09/2018
Abstract: È il 14 aprile del 1968. Dalla finestra di una pensione di Memphis, James Earl Ray punta un fucile verso l'esterno e spara: un attimo dopo Martin Luther King è a terra. Morirà di lì a poche ore in ospedale. L'assassino fugge in Canada, poi a Londra e infine a Lisbona, dove resterà per dieci giorni, girando per i quartieri degradati della città, sfogliando ossessivamente i giornali, assalito dal desiderio e dalla paura di vedere la sua foto campeggiare in prima pagina insieme al suo nome, quello nuovo, uno dei tanti, scelti e poi abbandonati per confondere le tracce, sviare gli inseguitori. Antonio Muñoz Molina ripercorre oggi i giorni della latitanza lusitana del fuggitivo. Ma seguire i passi di un altro equivale sempre a fare i conti con sé stessi, così i luoghi, le abitudini e gli incubi di Ray illuminano i ricordi della Lisbona di Muñoz Molina, quando negli anni Ottanta, da impiegato comunale con la passione per la scrittura, chiedeva alla città di dare forma ai suoi sogni. Come ombra che declina è l'intenso racconto di due uomini: un assassino e uno scrittore che cercano nelle notti di Lisbona il modo di fare pace con gli appuntamenti mancati della propria esistenza.
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66THAND2ND, 31/10/2018
Abstract: Dieci anni dopo l'addio al calcio, Vikash Dhorasoo decide di raccontare il proprio viaggio nell'élite del pallone. Francese di seconda generazione, anticapitalista - anche se "nel calcio le persone di sinistra sono una manica di stronzi" -, cresciuto a Le Havre nel quartiere multietnico di Caucriauville, tra effluvi di curry e fritture, Dhorasoo è sempre stato una voce fuori dal coro. Esordisce nella Ligue i con la squadra della sua città, poi passa al Lione, al Milan e al Psg. Dopo l'addio di Zidane, Domenech lo schiera addirittura in nazionale, prima di rispedirlo in panchina quando il numero io annuncia il suo ritorno nei bleus. E da lì Vikash guarderà quasi tutto il mondiale del 2006, nella vana attesa di un riscatto che non ci sarà. Un'esperienza raccontata senza peli sulla lingua nel documentario Substitute, con cui si aliena le simpatie di molti colleghi. Un personaggio dai mille volti, Dhorasoo: cineasta, commentatore tv, giocatore di poker. Un rossonero che gira a Milanello con "la Repubblica" sottobraccio. Che entra da un fiorista e viene scambiato per un accattone. Un individualista in uno sport di squadra dove il gruppo attenua il dolore delle sconfitte, anche se "resta il fatto che se non giochi, non puoi perdere". Un utopista, un mattatore dentro e fuori dal campo, fondatore del movimento Tatane che si batte per un calcio gioioso e sostenibile. "Ma tu chi sei? Ti credi Zizou?" gli ha chiesto una volta un tifoso. "No, non mi credo Zizou, ma Vikash Dhorasoo".
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L'amore è potere o almeno gli somiglia
66THAND2ND, 14/06/2018
Abstract: È sempre l'amore al centro di questi racconti ambientati tra la vivace umanità di Poteko, una comunità immaginaria dove si mescolano il fascino e le contraddizioni di Lagos, Port Harcourt, Ibadan, luoghi di cui Barrett è il cantore come Joyce lo è stato di Dublino e Cechov di San Pietroburgo. Nove racconti abitati da ladruncoli di strada, pirati informatici, studentesse ninfomani, ragazzine pazze per Shakira, adulteri impuniti, esorcisti ciarlatani. Nove storie intrecciate con maestria in cui Barrett dimostra una volta di più - dosando "parole di zucchero filato", scene esilaranti e scoppi di indicibile violenza - che l'arte del racconto può essere più esatta di quella del romanzo. E che oggi nessun paese al mondo ha una letteratura più feconda e vitale della Nigeria, nazione inquieta, sempre in bilico tra tecnologia e tradizione, dove l'amore è potere. O almeno gli somiglia molto.
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La custodia dei cieli profondi
66THAND2ND, 27/09/2018
Abstract: Cascina Odessa è il satellite periferico di un Pianeta che naviga placido ai margini della Via Lattea. Un mausoleo eretto sopra i resti di un cane, un microcosmo con un passato perfetto ma ora afflitto dalla malattia della dispersione. Gabriele lotta, contrappone la cura al disfacimento, è erede e custode, e resiste al progressivo sfaldarsi della propria famiglia. Finché non si consuma l'addio più doloroso, quello di suo fratello. Il legame è spezzato, e perfino l'universo sembra accordarsi a questo cataclisma minore: nel cielo compare un altro sole - un sole debole -, una luce blu si fonde con la luce gialla, allaga la notte, sovverte il ritmo circadiano. Piovono poiane, i grilli tacciono, gli alberi sono allo stremo, le ore si dilatano in secoli, millenni. E per il Custode è arrivato il momento di abbandonarsi alla folle entropia del Tutto.
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La signora della porta accanto
66THAND2ND, 10/05/2018
Abstract: Marion e Hortensia sono come il diavolo e l'acqua santa: bianca e snob l'una, nera e scontrosa l'altra. Da quasi vent'anni sono vicine di casa a Katterijn, una zona residenziale di Città del Capo. A unirle è il successo ottenuto sul lavoro, in un'epoca in cui le donne in carriera erano rare: se Marion è riuscita ad aprire uno studio di architettura con più di trenta impiegati, Hortensia è diventata una "guru del design". A separarle due decenni di disprezzo reciproco e futili litigi. Fresche di vedovanza e con un piede nella tomba, le due vecchiette - l'Avvoltoio e la Terribile, come si chiamano tra loro - continuano a detestarsi apertamente, finché un evento inaspettato non le costringe a una convivenza forzata. Tra battibecchi quotidiani, sfoghi velenosi e i timidi tentativi di Marion di creare una complicità "alla Thelma & Louise", l'ostilità si addolcisce e i rancori si trasformano lentamente nel terreno comune tra due donne forti capaci di farsi strada negli anni difficili della segregazione razziale. Con sguardo lieve e umorismo caustico, Yewande Omotoso dà vita a un racconto sull'emancipazione femminile, sull'impatto del colonialismo nella società sudafricana e, soprattutto, su una materia spesso elusiva: l'amicizia.
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Rita Levi Montalcini. L'irresistibile fascino del cervello
Hoepli, 27/04/2018
Abstract: Dai tempi del laboratorio in camera da letto, dove da giovane era costretta a lavorare per le leggi razziali, gli ostacoli non erano mai stati un problema per Rita Levi Montalcini. Così come non le è mai mancata la determinazione a seguire la sua passione per il più complesso degli organi, il cervello, tanto da sospingerla ad affrontare esperimenti noiosissimi nella fucina di Nobel dell'anatomista Giuseppe Levi. Con la stessa tenacia, la Montalcini ha dedicato la sua lunghissima vita alla scoperta che le ha fruttato il Nobel per la Medicina nel 1986, ossia quella che definì 'una molecola meravigliosa', il fattore di crescita delle cellule nervose (NGF). Si tratta di una scoperta dalle mille implicazioni, dal momento che interessa lo sviluppo del sistema nervoso come quello endocrino e immunitario, ed è perfino in grado di far luce su fenomeni da sempre sfuggiti a ogni formula biochimica, come per esempio l'innamoramento.
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66THAND2ND, 15/11/2018
Abstract: Agosto 1940. Il mondo è sconvolto dalla Seconda guerra mondiale. La Francia ha appena capitolato di fronte all'invasione della Germania nazista e il generale de Gaulle cerca di organizzare la Resistenza. Ma che ne sanno a Edéa di guerre mondiali e di generali, lì la vera novità è il cenacolo poetico di Pouka. I suoi accoliti formano la compagine più disparata che si possa immaginare, dal balbuziente Philothée al giovanissimo Bilong, che insieme alla poesia imparerà anche le delizie dell'amore. Eppure il padre di Pouka, il veggente M'bangue, alla guerra ci pensa eccome, tanto da uscirsene con una profezia che lascia tutti a bocca aperta: Hitler si è suicidato. Ma siamo nel 1940! Nessuno crede alla predizione del Vecchio, neanche Pouka. E poi la guerra è lontana, un argomento che infiamma solo le discussioni tra amici. Fino al giorno in cui davanti al bar di Mininga non sbarca il colonello Leclerc e Edéa si trasforma in un vivaio di aspiranti fucilieri che andranno a combattere per la Francia inseguendo la chimera di una libertà di cui non godranno mai. La stagione delle prugne è un grande romanzo corale che canta le imprese degli eroi del Camerun ma anche dei tanti sconosciuti la cui memoria è stata inghiottita dalle sabbie del Sahara.
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Polillo Editore, 31/03/2018
Abstract: Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930) nacque a Edimburgo, dove si laureò in medicina. Nel 1887 pubblicò il suo primo romanzo, Uno studio in rosso, in cui introdusse il personaggio di Sherlock Holmes che era ispirato a un suo vecchio professore. Dopo l'uscita del secondo, Il segno dei quattro (1890), abbandonò la carriera di medico per dedicarsi solo alla letteratura. Il primo racconto con Holmes, Uno scandalo in Boemia, apparve su The Strand nel 1891, e la successiva serie di avventure divenne un fenomeno letterario. A questo punto l'autore decise di uccidere il personaggio, solo per resuscitarlo pochi anni dopo a causa delle proteste dei lettori. Gli altri due romanzi con l'investigatore furono Il mastino dei Baskerville (1902) e La valle della paura (1915). Il piede del diavolo fu pubblicato a puntate su The Strand da martedì 16 a sabato 20 marzo 1897 e fu inserito nella raccolta L'ultimo saluto di Sherlock Holmes (1917).
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Polillo Editore, 31/03/2018
Abstract: Thomas W. Hanshew (1857-1914), newyorchese di nascita e inglese d'adozione, fu il creatore di Hamilton Cleek, un ex scassinatore divenuto detective che è soprannominato ''l'uomo dai quaranta volti'' per la sua abilità nel modificare i propri connotati. Le sue avventure pubblicate sulla rivista Short Stories nel primo quarto del '900 erano considerate ''le più consistenti e convincenti detective stories dai tempi di Sherlock Holmes'', tanto è vero che le vendite del giornale s'impennavano ogniqualvolta il personaggio compariva sulle sue pagine. Anche le raccolte di racconti che lo vedono protagonista riscossero enorme successo su entrambe le sponde dell'Atlantico. La figlia del Califfo è incluso nel volume The Man of the Forty Faces (Cleek, the Master Detective nell'edizione americana) edito da Cassell nel 1910.
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Polillo Editore, 31/03/2018
Abstract: Seamark, che significa ''galleggiante di segnalazione'', è il curioso pseudonimo scelto da Austin Major Small (1894-1929), o Austin James Small secondo il suo certificato di morte, uno scrittore originario di Luton, nella contea inglese del Bedfordshire. Durante il primo conflitto mondiale, Small prestò servizio nella Royal Navy e si distinse in numerose azioni di guerra. Consacrò parte della sua vita ai viaggi nelle zone più inospitali e desolate della Terra come lo Yukon, l'Artide e il deserto del Kalahari. Prolifico scrittore di racconti da cui emerge la sua familiarità con gli aspetti più meschini dell'esistenza umana, diede alle stampe anche tre thriller fantascientifici con scienziati pazzi, raggi della morte e complotti internazionali. Mentre in Inghilterra le sue opere furono pubblicate sotto pseudonimo, negli Stati Uniti apparvero con il suo vero nome. A un passo dal successo, lo scrittore si suicidò a causa di una forte depressione e della crisi del suo matrimonio. Il crimine perfetto uscì nel 1923 su The Strand, unico suo contributo a tale rivista.
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Polillo Editore, 31/03/2018
Abstract: Nato a Londra da immigrati ebrei dell'Europa dell'Est, Israel Zangwill (1864-1926) fu un personaggio di spicco nell'Inghilterra di fine Ottocento, distinguendosi non solo per l'attività letteraria, ma anche per l'incessante impegno a favore della causa sionista. Autore di opere teatrali, di saggistica e di narrativa, scrisse un solo romanzo giallo, Il grande mistero di Bow (1891), considerato il primo esempio di "delitto della camera chiusa". Farsi beffe del boia uscì nel febbraio 1893 sul mensile The Idler, di cui Jerome K. Jerome era stato uno dei fondatori.
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Polillo Editore, 31/03/2018
Abstract: Originaria dell'Iowa, drammaturga vincitrice di un premio Pulitzer, Susan Glaspell (1876-1948) fu anche giornalista, romanziera nonché attivista per i diritti delle donne. Insieme al marito fondò il gruppo dei Provincetown Players, che ebbe un'influenza determinante sul teatro americano. Una giuria di sue pari, uscito su Every Week il 5 marzo 1917 e ispirato a un fatto vero, fu tratto dalla pièce Inezie, scritta e messa in scena dall'autrice l'anno prima. Oltre che una straordinaria crime story, il racconto fu considerato un testo fondamentale dai movimenti femministi degli anni '70.
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La strana morte nella sotterranea
Polillo Editore, 31/03/2018
Abstract: La baronessa Emmuska Orczy (1865-1947), ungherese di nascita, apprezzata pittrice oltre che romanziera, è oggi ricordata principalmente per essere la creatrice della Primula Rossa, ma diede un altro importante contributo alla narrativa popolare. A partire dal 1901 pubblicò sul Royal Magazine di Londra una serie di racconti gialli incentrati sulla figura dell'''Old Man in the Corner'', un vecchio signore che, seduto in una sala da tè, risolve i casi basandosi solo sulle informazionifornitegli da una giornalista. È il prototipo del ''detective in poltrona'' al quale si ispireranno molti investigatori successivi. La strana morte nella sotterranea è qui presentato non nella versione originaria apparsa sul giornale, bensì in quella riveduta dall'autrice per la pubblicazione in volume nel 1908.
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Polillo Editore, 31/03/2018
Abstract: Ritenuto da alcuni critici il miglior autore americano di mystery stories dopo Poe, Melville Davisson Post (1869-1930) alternò per molti anni l'attività letteraria all'esercizio della professione legale. Fra i suoi personaggi restano memorabili il losco avvocato Randolph Mason e zio Abner. Quest'ultimo, che risolve misteri in una comunità rurale della Virginia nel periodo antecedente alla Guerra Civile, è uno dei giganti della letteratura gialla. Le sue 22 avventure, scritte fra il 1911 e il 1928, ottennero un successo clamoroso sui giornali dell'epoca e, quando le prime 18 furono raccolte in Uncle Abner: Master of Mysteries (1918), il volume rimase sul mercato per vent'anni. Un atto di Dio apparve sul Metropolitan Magazine nel dicembre 1913.
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Sellerio Editore, 25/10/2018
Abstract: Noir, reportage, denuncia sociale, un romanzo coraggioso che analizza la società, svelando malaffare e corruzione e spiegando i meccanismi della finanza. Un magnifico thriller, secco, incalzante, pieno di tensione.
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Repertorio dei pazzi della città di Palermo
Sellerio Editore, 22/11/2018
Abstract: Collezione di storie, gioco inesauribile, saggio antropologico, guida della città, con questa elencazione ragionata dei soggetti eccentrici che hanno popolato Palermo da due secoli a questa parte, Roberto Alajmo ci restituisce ritratti fulminei, microracconti, biografie minimali governate dalla ferrea logica dell'assurdo. Il risultato è un sorriso fra le lacrime, il malinconico divertimento che induce a riflettere anche sulla propria esistenza.