Trovati 855204 documenti.
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Enzo Cucchi / a cura di Achille Bonito Oliva e Alberto Fiz
Milano : Prearo, [2011]
Vertere : un'antropologia della traduzione nella cultura classica / Maurizio Bettini
Einaudi, 2012
Abstract: Siamo sicuri che con tradurre si intenda la stessa cosa in tutte le culture? Certamente no. Per rappresentare questa pratica, infatti, ciascuna tradizione ha fatto e fa ricorso a paradigmi culturali specifici, spesso anche molto diversi fra ioro. Se noi occidentali, quando traduciamo, ci immaginiamo di portare al di là un certo significato, in India si pensa invece di crearne una apparenza illusoria; mentre in Nigeria si tratta piuttosto di rompere l'originale per poi raccontarlo nella lingua di arrivo. Anche Greci e Romani utilizzarono paradigmi culturali molto specifici - e molto diversi dai nostri - per pensare la traduzione: a Roma quelli della metamorfosi (vertere) e della transazione commerciale (interpretari); in Grecia quelli della riarticolazione (hermenéia) dell'originale, compiuta nel segno di Hermes, mentre Giudei e Cristiani, alle prese con la traduzione greca della Bibbia (i Settanta), si rappresentarono questa operazione addirittura nei termini mitologici di una profezia ispirata da Dio. Fu anzi nel vortice di domande, di risposte e di polemiche che si scatenò attorno alla versione delle Scritture, che il tradurre incorporò alcune categorie le quali, a noi occidentali moderni, paiono ormai inseparabili da questa pratica: come fedeltà vs libertà, parola per parola vs a senso, e cosi via. Tutte preoccupazioni che furono invece sostanzialmente sconosciute alla cultura classica, cosi come ancora lo sono a tante altre culture del mondo.
Milano : Jaca book, 2011
Di fronte e attraverso ; 551 - Storia dell'arte ; 18
Abstract: L'allungamento delle membra, la frontalità dei volumi, l'appiattimento del modellato, la ieraticità delle pose, l'assottigliamento delle figure, la ricerca del “tipo” e del “segno” sono alcuni degli elementi caratteristici dell'arte bizantina di cui il grande storico André Grabar rintraccia le origini nelle correnti neoplatoniche del III secolo d.C. Secondo Grabar l'immagine riflette una concezione spiritualizzata della materia. L'artista deve, attraverso mezzi puramente estetici, condurre lo spettatore a liberarsi dalla realtà sensibile, ad “aprire gli occhi dello spirito” e a contemplare il divino nelle cose. “Non esiste un punto in cui si possano fissare i propri limiti in modo da poter dire: fin qui, sono io”. (Plotino, Enneadi, VI, 5, 7) Il celebre saggio su Plotino e le origini dell'estetica medievale (1945), ormai da tempo introvabile, è arricchito dal testo di una conferenza del 1948 su La rappresentazione dell'Intelligibile nell'arte bizantina del Medioevo, e preceduto da una messa a punto più generale sui costanti e problematici rapporti tra Medioevo e Antichità pagana. André Grabar (1896-1990) è stato il capofila della scuola francese di studi bizantini. Professore al Collège de France per vent'anni, titolare della cattedra di archeologia paleocristiana e bizantina, ha pubblicato numerosi studi riuniti nelle due raccolte L'Art de la fin de l'Antiquité et du Moyen Âge (Paris 1968) e L'art paléochretien et l'art byzantin (London 1979). Gli si devono in particolare due volumi della collana “L'Univers des formes” edita da Gallimard: Le Premier Art chrétien e L'Âge d'or de Justinien, pubblicata in Italia da Feltrinelli nella collana “Il mondo della figura” (L'arte paleocristiana, Milano 1967 e L'età d'oro di Giustiniano, Milano 1966).
I beni culturali e ambientali / Tommaso Alibrandi, Piergiorgio Ferri
3. ed. integralmente rifatta / con la collaborazione di Ilaria Alibrandi
Milano : Giuffrè, 1995
La teoria della recitazione : dall'antichità al Settecento / Claudio Vicentini
Marsilio, 2012
Abstract: È la prima storia delle teorie della recitazione, dall'antichità greca attraverso la trattatistica romana, le condanne della chiesa in epoca medievale, la sperimentazione teatrale dell'età umanistica, lo studio dell'arte dell'attore e le regole tecniche stabilite nel tardo Cinquecento, l'intreccio con la dottrina dell'oratoria e le riflessioni degli esperti seicenteschi di fronte alle grandi interpretazioni dei personaggi di Shakespeare e di Molière, di Corneille e di Racine, fino alla nuova visione che si apre nel Settecento, quando nel dibattito, che si estende dall'Italia alla Francia, l'Inghilterra, la Germania, la recitazione è riconosciuta come arte autonoma, regolata dai principi propri e particolari, e si stabiliscono le nozioni che fondano la moderna concezione dell'attore. Il racconto della lunga avventura della cultura occidentale di fronte alla misteriosa esperienza della recitazione: la difficoltà di comprendere, tra fascinazione e magia, diffidenza e sospetto, quello che fa un'interprete vivo sulla scena, proiettato in una figura diversa da lui, le tecniche che deve impiegare, gli effetti che può produrre e i criteri necessari per riconoscere il valore, le conseguenze, i pericoli della sua attività.
L'incontro e il caso : narrazioni moderne e destino dell'uomo occidentale / Romano Luperini
Roma : Laterza, 2007
Abstract: L'incontro tra Ulisse e Nausicaa, quello tra Leopold Bloom e Gerty MacDowell, l'incontro di Lucia con l'Innominato e quello tra Emilio e Angiolina, in Svevo: nelle narrazioni di ogni genere e tempo l'incontro non è solo tema molto vitale dell'intreccio ma anche artificio della trama, contenuto e forma. Se i personaggi di Balzac e Manzoni vivono gli incontri come momenti decisivi dell'esistenza, desiderati, programmati o indotti, nel modernismo europeo e in buona parte della successiva letteratura del Novecento, con il prevalere di un senso di caos e incontrollabile casualità, la fecondità narrativa dell'incontro si 'svuota'. Non più effetto di azioni consapevoli, si stempera nella gamma intangibile degli incontri mancati, sostituiti o impossibili, faccia a faccia perturbante con una imprendibile alterità, o prodotto di inconfessabili pulsioni. Dietro l'incontro interpersonale si percepisce, in filigrana, la condizione dello scrittore e il suo rapporto incerto e problematico con la realtà. Da Manzoni a Joyce, da Flaubert a Proust, da Maupassant a Svevo, Pirandello e Kafka, Romano Luperini guida il lettore in una suggestiva e densa indagine alle radici della rappresentazione letteraria del motore capriccioso che governa l'esistenza.
Bellezza : c'è una regola del bello
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, [2012]
Le domande della filosofia ; 6
Introduzione all'estetica / Elio Franzini
Bologna : Il mulino, [2012]
ItinerariFilosofia
Abstract: L'autore delinea i principali momenti teorici e storici della disciplina, evitando posizioni perentorie e affermazioni troppo recise su ciò che l'estetica è o non è, nell'idea che l'essenza della disciplina consista nel dialogo tra esperienza e giudizio, sensibilità e pensiero, retorica e logica. In questo quadro, i fenomeni estetici, le forme del sentire, dell'arte e del bello non vengono più spiegati, ma descritti per ciò che sono e per le possibilità simboliche che recano in sé.
Itinerari estetici del brutto / Piero Giordanetti, Maddalena Mazzocut-Mis, Gabriele Scaramuzza
Milano : Cortina, 2011
Venezia : Marcianum Press, c2012
I libri di Asset ; 3
Abstract: Importanti autori internazionali affrontano il tema della crisi della politica e della democrazia, con particolare attenzione per l'erosione dei concetti e degli schemi di pensiero tipici della modernità: la ragione pubblica di impronta liberale, il diritto positivo, le sfere e gli attori sociali, la rappresentanza e le istituzioni democratiche, il significato ed il ruolo della politica in relazione con la religione, la scienza e l'economia. Emergono elementi di originalità dell'analisi che aprono prospettive di ricerca e riflessione ulteriori. Contributi di: Giampaolo Azzoni, Francesco Botturi, Dario Castiglione, Paolo Monti, Giovanna Rossi, Stefano Stortone, Paul J. Weithman.
Dal punto di vista dell'educazione / Anna Marina Mariani
Società editrice internazionale, 2012
Abstract: Educare non è arare le pietre. Al contrario, proprio perché Ci vuole moltissimo tempo per diventare giovani (P. Picasso) la scienza dell'educazione ha qualcosa da dire se si vuole superare l'atteggiamento rinunciatario, oggi di moda, di sparlare dei giovani ormai rassegnati, ma raramente dei contesti problematici e delle cornici di senso inconsistenti ereditate dagli adulti che avrebbero dovuto essere di riferimento. Ogni epoca ha le proprie crisi; e non si creda, in una sorta di gloria negativa, che solo nel nostro tempo un maggior malessere attanagli soggetti di ogni latitudine e condizione sociale più e peggio che in altri tempi. Quel che occorre, al posto di una malinconica o disperata ira contro la sorte avversa, è un'analisi che chiarisca la tipologia del disagio culturale e personale che stiamo attraversando per trovare almeno un rimedio allo stato confusionale di un soggetto che non sa più chi sia, che cosa possa fare e dove andare a trovar risposte significative alle grandi questioni. Corre l'obbligo di ribadire quanto poco la nostra epoca creda nella necessità di educazione, nonostante abbondino le altisonanti dichiarazioni, ufficiali o quotidiane, a favore dell'imprescindibile importanza della formazione per le nuove generazioni. Nel testo ci chiederemo ancora una volta cosa voglia dire educare presentando alcuni orizzonti in grado di garantire che educare è possibile e che sono indispensabili tutte le possibili attività disponibili.
Arte dell'Italia fascista / Fernando Tempesti
Milano : Feltrinelli, 1976
I fatti e le idee. Saggi e biografie ; 337Critica d'arte
Bollati Boringhieri, 2012
Abstract: Secondo l'interpretazione canonica del mito di Babele, all'edenica lingua delle origini, nella quale parole e cose si appartengono reciprocamente, fa seguito una moltitudine caotica di idiomi divenuti opachi l'uno all'altro. Ma il regno del disordine che leggendariamente subentra all'unità perduta può anche assumere una valenza opposta a quella espiativa tramandata dalla Bibbia. Per la filosofa Silvana Borutti e la comparatista Ute Heidmann è proprio il plurilinguismo che salvaguarda la straordinaria varietà delle forme di vita umane, creando un baluardo contro l'indifferenziato e rendendo necessaria quell'opera incessante di traduzione che potenzia la forza significante di ogni lingua nel momento stesso in cui la apre all'alterità. Nel saggio più aggiornato sugli aspetti teorici, la portata antropologica e gli orizzonti testuali del tradurre, Borutti e Heidmann riflettono sulla mediazione - tra lingue, sistemi simbolici complessi, intere culture - come paradigma di conoscenza. Se esiste un compito elettivo della traduzione, è permettere alle differenze di rompere il loro isolamento, percorrere la distanza che le divide, esporsi alla metamorfosi; Altrimenti il mondo non sarebbe vivibile.
Milano : Lampugnani Nigri, 1973
Interventi ; 10
Milano : Lampugnani Nigri, 1972
Saggi ; 13
Contro il potere : filosofia e scrittura / Giacomo Marramao
Bompiani, 2011
Abstract: Un esperimento insolito e originale forma l'oggetto di questo libro di Giacomo Marramao: la messa a fuoco dei punti d'intersezione tra le genealogie filosofiche e le diagnosi radicali del Potere, del Comando e della Legge fornite, in tempi e contesti diversi, da due grandi scrittori mitteleuropei come Elias Canetti (attraverso un confronto costante con l'opera di Kafka) e Herta Müller (lungo l'asse che collega la figura del Lager alle esperienze di sorveglianza, isolamento e derelizione esistenziale presenti nelle stesse democrazie). Per afferrare il senso delle trasformazioni del potere occorre andare alle radici: all'arche o al principio che l'ha originato come fattore transculturale e trans-storico comune a tutte le società umane. Il potere non può essere soppresso: ogni tentativo di 'superarlo' - sopprimendo questa o quella forma del suo esercizio - non ha finora fatto che potenziarlo. Il potere deve essere, invece, sradicato, sovvertito nella sua logica costitutiva: la logica dell'identità, innervata nell'illimitatezza del desiderio e nella doppia scena paranoica della paura e della morte dell'altro. Tracciare una linea di frattura e di opposizione al potere significa, nel cuore del nostro presente globale, spostare il focus sui soggetti e sulla loro potenza di metamorfosi/rigenerazione. Ma ciò è possibile solo staccandosi dal rumore dell'attualità e riprendendo il filo interrotto di opere solitarie ed estreme.
Casalecchio di Reno : Grafis, c1985
Ottocento : catalogo dell'arte italiana dell'Ottocento : numero 23
Milano : G. Mondadori, [1994]