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In incognito
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Eagleman, David - Serra, Laura

In incognito

Mondadori, 30/10/2012

Abstract: "Quando, nel 1610, Galileo scoprì con il suo telescopio artigianale i satelliti di Giove, gli ecclesiastici criticarono e condannarono la sua nuova teoria eliocentrica, perché detronizzava l'uomo. Non immaginavano che quella sarebbe stata solo la prima di numerose detronizzazioni." Oggi, dopo altri quattro secoli di scoperte scientifiche, abbiamo forse imparato a familiarizzare con l'idea di occupare un posto periferico nel cosmo, nel regno naturale, persino nella storia. Eppure, leggendo In incognito, ci stupiamo nello scoprire che in realtà non occupiamo un ruolo centrale nemmeno all'interno di noi stessi. David Eagleman, neuroscienziato e abile divulgatore, ci introduce alle sorprendenti scoperte frutto dello studio dei nostri circuiti cerebrali e ci spiega come gran parte di ciò che facciamo, pensiamo o sentiamo non è sottoposto al nostro controllo conscio. Possiamo anzi dire che la coscienza, quell'io che si anima quando ci svegliamo la mattina, non è che una piccola parte di quanto avviene nel cervello. La nostra attività quotidiana si regge su meccanismi e routine ai quali non abbiamo accesso diretto, la cui esistenza si rivela sotto forma di piccoli - quanto bizzarri - enigmi: perché dirigiamo il piede verso il pedale del freno prima ancora di renderci conto del pericolo che abbiamo davanti? Perché vediamo le rocce muoversi verso l'alto dopo che abbiamo osservato una cascata? Perché ci accorgiamo subito se qualcuno fa il nostro nome in una sala affollata dove stanno avvenendo plurime conversazioni? Com'è possibile essere in collera con se stessi? Chi è arrabbiato con chi? Spaziando, nella sua analisi, dal senso della bellezza alle lesioni cerebrali che modificano profondamente la personalità, dal gene della fedeltà alle tendenze criminali, dall'intelligenza artificiale alle illusioni ottiche, dalla sinestesia al nuovo concetto neuroscientifico di responsabità penale, In incognito si profila come un'affascinante radiografia della mente e di tutte le sue contraddizioni.

Casa di bambola
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Ibsen, Henrik - Pocar, Ervino

Casa di bambola

Mondadori, 23/04/2013

Abstract: E' la prima volta che mi avvicino a Ibsen ed al suo teatro, è stata una felice scelta. La vicenda è ambientata in una casa, in una stanza abbastanza ampia messa con gusto, ma senza lusso. I dialoghi sono frenetici, un botta e risposta (il ring di Ibsen) che incolla il lettore alle pagine. Apparentemente il contenuto dell'opera non contiene spunti particolarmente originali, ma ad un'analisi più accurata, gli spunti di riflessione esistono e non sono pochi (ciò è dimostrato anche dagli innumerevoli studi letterari compiuti al riguardo). La protagonista femminile, Nora, è una donna- bambina (una bambola nelle mani prima del padre poi del marito) che si accorge tutt'ad un tratto che bambola non vuole più essere. Ella vuole emanciparsi, vuole cominciare a pensare con la sua testa, vuole capire se è innamorata o no, vuole tornare ad essere padrona della sua vita. Finirà col lasciare il marito e tre figli (!). Il punto è che Nora è stata felice come un uccellino per vari anni nella casa del marito, poi il suo femminismo improvvisamente esplode a causa di una manifestazione di egoismo e vigliaccheria del marito; quest'ultimo ha compiuto un atto sì grave, ma non al punto da mandare all'aria un matrimonio in pochi minuti. Il libro termina lasciando quindi un dubbio: Nora si è svegliata seriamente dal suo torpore di donna- bambola o forse proprio perché non può più continuare ad essere la donna- bambola di un uomo così vigliacco e egoista preferisce uscire da quel tipo di vita per diventare donna- bambola di qualcun altro, più coscienzioso, più forte, più moralmente rispettabile, più marito padrone? Fuorviante.Fabio Ballabio

Volete sapere chi sono io?
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Bolelli Ferrera, Antonella - Bolelli Ferrera, Antonella

Volete sapere chi sono io?

Mondadori, 15/03/2011

Abstract: Nelle carceri italiane si legge molto. E ancora di più si scrive. Perché ciò significa essere liberi. Liberi di scegliere cosa leggere, cosa scrivere. Liberi di vagare con il pensiero, superare inferriate, porte, muri. E la scrittura diventa un mezzo potente per ricordare, riflettere, immaginare, sconfinare. Evadere. Non a caso esiste un vero e proprio filone di letteratura che ha dato vita a capolavori assoluti, dal De Profundis di Oscar Wilde ad Arcipelago Gulag di Aleksàndr Solzenicyn, fino a L'università di Rebibbia della scrittrice siciliana Goliarda Sapienza. Proprio a lei è stato intitolato un concorso letterario tenutosi tra i carcerati italiani nel 2010, ideato dalla giornalista Antonella Bolelli Ferrera e patrocinato dalla SIAE e dal Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia. Questo volume raccoglie i venti racconti finalisti, per i quali importanti scrittori italiani hanno affiancato nella stesura i detenuti e le detenute, noti o sconosciuti, giovanissimi rinchiusi nei carceri minorili o anziani ergastolani, ma ciascuno portatore di una storia intensa che rivive sulla pagina accesa di una nuova sensibilità. Il risultato sono venti narrazioni di grande impatto emotivo, crude e tenere, che gettano un ponte tra i due mondi, solo apparentemente distanti, di chi sta "dentro" e di chi sta "fuori".

L'amante di Lady Chatterley
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Lawrence, D. H. - Monteleone, Giulio

L'amante di Lady Chatterley

Mondadori, 23/04/2013

Abstract: Sin dalla sua prima pubblicazione, a Firenze nel 1928, L'amante di Lady Chatterley è stato al centro di violente polemiche. Più volte sequestrato, ottenne il visto definitivo della censura del Regno Unito solo nel 1960. Che cosa contiene di tanto oltraggioso? Non fu certo la descrizione - peraltro molto dettagliata - degli amori di Lady Chatterley con il guardacaccia Mellors ad attirare la disapprovazione dei benpensanti. Lady Chatterley non è una paladina del libertinismo, è piuttosto il simbolo di un risveglio culturale e sociale, non solo dell'universo femminile, che pervade l'Europa negli anni Venti. La storia d'amore e la rivolta contro la società, contro le convenzioni imposte dalla posizione sociale e contro il potere maschile, diventano quindi un'unica forma di opposizione a tutto quanto leda il senso di libertà.

I Regni di Nashira - 2. Le spade dei ribelli
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Troisi, Licia

I Regni di Nashira - 2. Le spade dei ribelli

Mondadori, 09/11/2012

Abstract: Nel mondo di Nashira, la razza femtita per secoli è vissuta schiava dei Talariti, ma tutto ora sta cambiando. In ognuno dei quattro Regni è scoppiata la rivolta e l'esercito, guidato dal crudele conte Megassa, non riesce a domarla. A fomentare la sommossa è stata proprio sua figlia Talitha, che, ribellandosi al destino di sacerdotessa, ha dato fuoco al monastero della città di Messe ed è fuggita insieme al suo schiavo Saiph. Ora Talitha ha una missione: salvare Nashira dalla catastrofe che una profezia millenaria dà per imminente. Una catastrofe già accaduta in un lontano passato e a cui solo un essere mitico è sopravvissuto: Verba, l'uomo che non può morire, e che forse sa come fermare l'apocalisse. Verba tuttavia sembra indifferente al destino di Nashira e scappa verso terre sconosciute, mentre Talitha e Saiph combattono a fianco dei ribelli in una guerra che si fa sempre più cruenta. Talitha si troverà di fronte a una difficile scelta: tornare a dare la caccia a Verba o diventare l'arma decisiva dei ribelli contro la tirannia, sfidando la sua razza e il suo passato.

Parliamo di musica
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Bollani, Stefano

Parliamo di musica

Mondadori, 15/01/2013

Abstract: "L'idea che per capire la musica si debba per forza possedere un certo bagaglio culturale è una furbata, spesso è una scusa per pigri, o una medaglia acquisita sul campo per chi crede di essere fra quelli che la 'capiscono'. Avere gli strumenti per godere della musica non significa conoscere né l'armonia né l'epoca in cui è stata scritta né il retroterra culturale del compositore, ma riconoscere qualcosa che abbiamo dentro e che risuona." In questo libro Stefano Bollani ci spiega il bello della musica. E lo fa con parole semplici, con il suo spirito libero, sfatando insidiosi luoghi comuni e svelando i segreti di un laboratorio fantastico, quello dell'improvvisatore: armonia, melodia, dinamiche, ritmo, colpi a effetto, trucchi, debolezze e assi nella manica dei jazzisti, dei creatori pop e degli interpreti. Parliamo di musica è un viaggio affascinante nei meccanismi della creazione musicale raccontato da uno dei massimi talenti del nostro tempo. Bollani però prima di tutto è un vorace ascoltatore, dai Beatles a Frank Zappa, da Elio e le Storie Tese a Giacomo Puccini, da Bill Evans alla bossanova di Antônio Carlos Jobim e così, compilando una sorta di appassionato "taccuino di appunti", il grande pianista ci guida nella comprensione dei suoni e delle loro diverse chiavi di lettura, fino a farci scoprire che si tratta di un percorso dentro le nostre stesse percezioni nascoste. Perché "non solo nella musica, ma anche nella vita, il vero spettacolo è ascoltare".

Il traditore. I segreti di Nicholas Flamel, l'immortale
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Scott, Michael

Il traditore. I segreti di Nicholas Flamel, l'immortale

Mondadori, 06/11/2012

Abstract: Alcatraz Benché il dottor John Dee, loro alleato, sia stato dichiarato fuorilegge, Machiavelli e Billy the Kid decidono di seguire i piani tracciati dagli Oscuri Signori: libereranno l'esercito di mostri rinchiusi ad Alcatraz e li scateneranno contro San Francisco. Lo scopo è distruggere una volta per tutte la razza umana. Danu Talis I Regni d'Ombra sono molto più pericolosi di quanto si potrebbe immaginare, e non ci si arriva certo per caso: i guerrieri amici di Flamel sono stati convocati proprio lì per una ragione ben precisa. Il gruppo riunito deve andare a Danu Talis e distruggerla, poiché l'isola, conosciuta nelle leggende umane come la città perduta di Atlantide, deve essere rasa al suolo affinché possa esistere il mondo moderno. San Francisco La fine è vicina. Josh ha fatto la sua scelta e non si è unito né a Sophie né all'alchimista Nicholas Flamel. Combatterà accanto a Dee e alla misteriosa Virginia Dare, a meno che Sophie non riesca a trovare il gemello prima della battaglia, prima che tutto sia perduto per sempre.

Venti racconti allegri e uno triste
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Corona, Mauro

Venti racconti allegri e uno triste

Mondadori, 13/11/2012

Abstract: Stanco di storie tristi, reali o immaginarie, Mauro Corona ha deciso che è arrivato il momento dell'allegria: basta disgrazie o morti ammazzati, esiste un tempo per la gioia. E quale modo migliore per rallegrarsi se non recuperando storie antiche perdute tra i boschi? "Barzellette letterarie" come quella di Rostapita, Clausura e Santamaria, riuniti per ammazzare il maiale ma troppo ubriachi per riuscirci davvero, o racconti che l'autore ha raccolto a Erto e dintorni, nei paesi e nelle osterie, come quello di don Chino, prete anziano, incapace di arrampicarsi fino alla casa più arroccata del borgo e di Polte che, per ripagarlo della mancata benedizione, quasi lo uccide lanciandogli addosso una forma di formaggio. Così, scolpiti dalle sapienti mani di Corona, momenti di vita di montagna, episodi tragicomici ed esilaranti diventano novelle, piccole grandi leggende da tramandare alle generazioni future. Chi legge percepisce subito quanto l'autore si sia divertito nello scrivere - "come mi sono sempre divertito a fare libri, a raccontarmi storie per rimanere a galla" dice -, eppure lui stesso ammette di essersi accorto, procedendo nella stesura, di non essere stato fedele fino in fondo all'intento iniziale: a ben guardare, infatti, le storie raccolte in questo volume non sono tanto allegre. Traggono tutte origine da fallimenti, solitudini, tristezze, "ricordano gente semplice, vissuta senza luci di ribalta, passata al buio del mondo in silenzio". Ma proprio qui è racchiuso, forse, il senso profondo di queste pagine: con la sua scrittura scabra ma ricca di sfumature, con ironia, disincanto e un realismo unito a una intima partecipazione, Mauro Corona apre la sua coraggiosa "via" per la leggerezza, e ci invita a ritrovare la capacità di sorridere anche quando non sembra essercene motivo. "Forse perché la vera allegria è prendere l'esistenza al contrario. Ridere a crepapelle là dove si dovrebbe piangere."

I casi di Theodore Boone - 3. L'accusato
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Grisham, John

I casi di Theodore Boone - 3. L'accusato

Mondadori, 06/11/2012

Abstract: Theodore Boone ha solo 13 anni ma ha già dimostrato di avere le carte in regola per realizzare il suo sogno: diventare un grande avvocato. Per questo, quando scopre che un ladro ha rubato un cappello da baseball dal suo armadietto a scuola, non si preoccupa: sarà stato uno scherzo. Ma da quel momento una mano invisibile lo perseguita: prima gli taglia le gomme della bici, poi tira un enorme sasso contro la finestra della sua stanza e, alla fine, arriva anche la polizia. Il cappello da baseball è stato ritrovato sul luogo di un grave furto e ora Theo è il principale indiziato. In una sfida al limite dell'impossibile, deve dimostrare la sua innocenza, proprio quando nessuno vuole credere alla verità.

Come Bach mi ha salvato la vita
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Bahrami, Ramin

Come Bach mi ha salvato la vita

Mondadori, 06/11/2012

Abstract: Nell'Iran degli ayatollah che hanno vietato la musica, un bambino di sei anni sogna di passeggiare felice nell'orangerie di un castello tedesco in compagnia di Johann Sebastian Bach. A sentirglielo ricordare, chiunque direbbe che è un predestinato. E in effetti, quel bambino oggi ha trentasei anni, ha studiato al conservatorio in Italia, vive in Germania e si chiama Ramin Bahrami. È cioè uno dei più talentuosi pianisti sulla scena internazionale e tra i maggiori interpreti contemporanei di Bach: le sue incisioni discografiche, dall'Arte della fuga alle Variazioni Goldberg, hanno sorprendentemente scalato le classifiche mondiali dei dischi più venduti. In questo libro Bahrami per la prima volta si racconta e i suoi ricordi fluiscono sciolti, a partire dall'infanzia, prima dorata e poi drammaticamente segnata dalle vicissitudini famigliari legate alla salita al potere di Khomeini e alla guerra Iran-Iraq. In un paese in fiamme, Ramin bambino assiste sgomento all'arresto del padre, e trema sotto le bombe e i razzi che cadono su Teheran. Ma ha un suo modo per vincere la paura che gli attanaglia l'anima: suona. E suona Bach. Scopre così che quella musica rappresenta per lui un'ancora di salvezza, uno scudo contro la follia e l'orrore che lo circondano. Poi un giorno ascolta Glenn Gould eseguire la Toccata della Sesta partita in mi minore del suo idolo. È una folgorazione, che farà nascere in lui la volontà di dedicarsi anima e corpo alla musica di Bach fino a diventarne il suo interprete più appassionato. Seguono gli anni di lontananza dal suo paese e dalla famiglia, prima in Italia e poi in Germania, le ristrettezze economiche, la fatica dello studio, le ansie, lo sconforto, la nostalgia. Ma anche gli incontri che gli danno gioia e serenità, come quello con il suo amatissimo maestro Piero Rattalino, che assume ai suoi occhi anche il ruolo di figura paterna, o con l'amico Hans Boehme, che diventerà il suo mecenate. E con una lunga carrellata di musicisti di calibro, da Rosalyn Tureck ad András Schiff, da Alexis Weissenberg a Riccardo Chailly, tutti fonte di ispirazione e di insegnamenti, non soltanto musicali. Oggi il maestro tiene concerti in tutto il mondo, e fra le sue più recenti iniziative c'è quel World Bach-Fest, una maratona musicale dedicata al Kantor svoltasi a Firenze nel marzo 2012, che tanto successo ha riscosso e non solo fra gli appassionati di musica classica. Bahrami confessa di sentirsi impegnato in quella che per lui è una vera missione: far conoscere l'opera del grande compositore a un pubblico il più vasto possibile, convinto com'è che la musica, e in particolare la musica bachiana, sia un modo per costruire ponti invece di steccati, un mezzo capace di "rendere il mondo un posto migliore per vivere".

Punto di origine
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Cornwell, Patricia D. - Biavasco, Annamaria

Punto di origine

Mondadori, 02/07/2013

Abstract: Una serie di spaventosi incendi devasta le abitazioni di Warrenton in Virginia, e, tra le rovine fumanti, gli investigatori trovano ogni volta il corpo carbonizzato di giovani donne. L'ufficio legale di Richmond &egrave impegnato in un frenetico e macabro lavoro sui cadaveri alla ricerca di qualche indizio che conduca all'assassino. Kay Scarpetta teme di conoscere il colpevole. Intanto intorno a lei e ai suoi collaboratori qualcuno prepara silenziosamente una trappola mortale.

Alto come un vaso di gerani
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Poretti, Giacomo

Alto come un vaso di gerani

Mondadori, 06/11/2012

Abstract: Nessun semaforo, una manciata di case e negozi, e un campanile che svetta come un faro nel mare verde dell'Alto Milanese, già però punteggiato di fabbriche e fabrichètte che ne stanno cambiando irrimediabilmente la fisionomia. E, soprattutto, volti e voci di un'umanità anch'essa in trasformazione, ma ancora sospesa prima della "rivoluzione". Sono gli anni Sessanta e Settanta, e il paese, con i suoi ritmi lenti, i suoi riti, i suoi "personaggi", riesce ancora per un momento, forse per l'ultima volta, a dare significato e calore alla vita dei suoi abitanti. Villa Cortese, in questo senso, incarna tutti i paesi di un Nord Italia che si avvia al boom economico senza sapere che poi niente sarà più come prima, del tutto ignaro dei costi della travolgente corsa al benessere. Custode fedele di questi ricordi, Giacomo Poretti ce li porge con la delicatezza di chi sa di maneggiare qualcosa di fragile e unico, con il candore di uno sguardo infantile acuto ma privo di malizia. Il suo umorismo non è mai crudele, e non c'è ombra di sarcasmo - semmai affetto e compassione - per un piccolo mondo al tramonto. All'interno di questa storia corale, che si dipana tra colonie estive, scuole, oratori, bar, officine, campi e garage, si susseguono le stagioni della vicenda di un uomo che, lungo il proprio percorso, avvertirà tutta l'angustia e i limiti del paese, l'insidia nascosta nel suo abbraccio protettivo. Così approderà a Milano, la "città verticale" indifferente se non ostile, quasi il rovescio dell'inclusiva dimensione "orizzontale" di Villa Cortese. Eppure sarà qui, all'ombra della Madunina - la copia adulta di quella statuina del presepe che accende nei bambini le prime imbarazzanti domande -, che Giacomo troverà l'amore, creerà una famiglia, diventerà padre e raggiungerà il successo. Ma non per questo si placheranno in lui quell'inquietudine e quello "spavento" che, fin dall'inizio, sono il motore del racconto: attraverso la memoria di quell'umanità "superata", continua la sua ricerca del senso delle cose e della vita. Magari anche a costo di intervistare un atomo di carbonio, e nemmeno di buon carattere.

Il giuramento
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Manfredi, Valerio Massimo

Il giuramento

Mondadori, 06/11/2012

Abstract: Ulisse, Odysseo, Nessuno: l'uomo dal multiforme ingegno, il mito che solca i mari, l'eroe più formidabile e moderno di tutti i tempi è qui, in queste pagine. E ci parla in prima persona, raccontandosi con tutta l'umanità e il coraggio che lo hanno reso, lungo ventisette secoli, più immortale di un dio. Dalla nascita nella piccola, rocciosa Itaca alla formazione di uomo e di guerriero al fianco del padre Laerte, dalle braccia materne della nutrice Euriclea al vasto mare da navigare sino a Sparta, dalla abbagliante e pericolosa bellezza di Elena all'amore per Penelope, dal solenne giuramento tra giovani principi leali al divampare della tremenda discordia: questo romanzo, primo di due volumi, segue Odysseo fino alla resa di Troia, grandiosa e terribile. Prima ancora che inizi il nòstos - lo straordinario viaggio di ritorno - l'avventura già è costellata di incontri folgoranti, segnata da crisi profonde, dominata dall'intelligenza e dall'ardimento di un uomo capace, passo dopo passo, di farsi eroe. La figura di Odysseo ha avuto lo straordinario destino di "reincarnarsi" infinite volte: i più grandi poeti lo hanno cantato, la sua orma profonda e sempre nuova è riconoscibile nei testi più importanti della letteratura di ogni tempo, a ogni latitudine. Tutti noi abbiamo la sensazione di ricordare da sempre le gesta di Odysseo, ma in questo romanzo, attingendo all'immensa messe di miti che lo vedono protagonista, Valerio Massimo Manfredi porta alla luce episodi e personaggi che non conoscevamo, ci regala la viva emozione di scoprire un intero universo brulicante di uomini, donne, imprese gloriose o sventurate. Ci mostra come accanto a quel personaggio fluisca gran parte dell'epos greco: Alcesti, le fatiche di Herakles, i sette contro Tebe, gli Argonauti, oltre ai due poemi di Omero. Odysseo non si erge solitario tra le ombre di dei e guerrieri, ma il suo intero percorso di formazione, le sue radici familiari, gli epici racconti di cui è nutrito dal nonno- lupo Autolykos e dal padre argonauta, i dialoghi con Herakles e Áias, gli incontri con la misteriosa Athena dagli occhi verdi, ogni dettaglio dà corpo a un racconto profondamente sorprendente. Con assoluto rigore ma anche con una vibrante adesione a questa materia "in continuo movimento", Manfredi compie la scelta forte di affidare la narrazione proprio a colui che disse di chiamarsi Nessuno: una voce diretta, potente, scolpita nella sua semplicità. Una voce dal fascino assoluto, una storia incalzante come i tamburi di guerra, tempestosa come il mare scatenato da Poseidone, piena di poesia come il canto delle Sirene.

Un colpo all'altezza del cuore
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Oggero, Margherita

Un colpo all'altezza del cuore

Mondadori, 06/11/2012

Abstract: A Torino, quella mattina, fa un freddo cane e c'è aria di neve. Mentre sta andando a scuola, senza quasi aver tempo di capire cosa accade, la prof Camilla Baudino si ritrova testimone di un brutale regolamento di conti: all'incrocio tra due centralissime vie della città una moto si affianca a un'auto e con un colpo di pistola il centauro uccide il conducente della macchina, per poi sparire nel traffico. Pochi minuti dopo, ad accorrere sulla scena del delitto per dirigere le indagini arriva l'unico poliziotto da cui Camilla avrebbe desiderato tenersi alla larga: il commissario Gaetano Berardi. Sono trascorsi quasi tre anni da quando Gaetano e Camilla si sono incontrati l'ultima volta, ma il tempo - che a lui ha regalato qualche affascinante ruga in più, mentre a lei la pungente inquietudine per un matrimonio un po' appannato e le scaramucce con una figlia nella piena adolescenza - sembra non aver sopito del tutto un'attrazione pericolosamente vicina a trasformarsi in amore. Poche ore più tardi, anche la giornata della giovane dottoressa Francesca Gariglio è destinata a prendere una piega inusuale. La polizia rinviene il cadavere di un pensionato, massacrato con una spranga: è un suo ex paziente, uno dei tanti di cui Francesca si prende cura lavorando nelle corsie dell'ospedale di Chivasso, cittadina che fino a quel momento aveva ritenuto sin troppo tranquilla... Ma in effetti tanto tranquillo quello spicchio di pianura nebbiosa non è, se pochi mesi prima la stessa Francesca era convinta di aver assistito a un altro omicidio, del quale però non si è mai riusciti a trovare traccia... Dalla movida dei Murazzi alla provincia sonnacchiosa, tra un marito lontano e un fidanzato distratto, la prof e Francesca si ostineranno a seguire il filo di due indagini sempre più coinvolgenti, fino a correre rischi nient'affatto metaforici. A soccorrerle, solo una tisana dalle virtù miracolose e la loro amicizia: quella tra una donna fatta e una ragazza sulla soglia delle scelte importanti, quell'amicizia ironica e dolce che solo tra due donne può esistere. Con la sua scrittura piena di sapore e di humour, con il suo sguardo partecipe, mai arreso, sulle vite degli uomini e gli infiniti garbugli del cuore, Margherita Oggero dà vita a un romanzo sul valore e la responsabilità racchiusa in ogni nostro gesto quotidiano e ci regala una nuova, attesissima indagine della "profia" investigatrice.

Sette anni in Tibet
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Harrer, Heinrich

Sette anni in Tibet

Mondadori, 18/09/2012

Abstract: Al principio del 1939 Heinrich Harrer, ex campione di sci e famoso alpinista austriaco, viene scelto per partecipare alla spedizione sul Nanga Parbat. Tornerà in patria solo dopo incredibili eventi: sarà internato in un campo di concentramento, evaderà più volte, riuscendo a penetrare in terre mai visitate da un occidentale e a fare amicizia con il giovane Dalai Lama; ma soprattutto conoscerà e sarà conquistato da una cultura antica e affascinante, di cui diventerà il paladino. Sette anni in Tibet è non soltanto il racconto appassionante di questa straordinaria esperienza - un'avventura al limite dell'incredibile - ma anche una testimonianza storica e umana sugli ultimi anni del Tibet indipendente, alla vigilia della drammatica invasione delle truppe cinesi.

Pazze di me
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Bosco, Federica

Pazze di me

Mondadori, 13/11/2012

Abstract: "Se c'è una cosa che detesto sono i proverbi. Quello che odio più di tutti in particolare è: "C'è sempre una prima volta". Sì, è vero, una prima volta c'è sempre, ma di solito non è un granché. Sono molto più importanti le ultime volte. In realtà, la vita è solo un'incredibile collezione di "ultime volte". L'ultima volta che ti cantano una ninna nanna, l'ultima volta che esci dal cancello della tua scuola, l'ultima volta che baci la persona che ami, l'ultima volta che ti addormenti senza bisogno del Valium. Ma non c'è mai nessuno ad avvertirti che quella che stai vivendo è l'ultima volta, anzi, di solito non te ne accorgi nemmeno. Il fatto è che quando sei piccolo credi che tutto ti sia dovuto e che tutto rimanga esattamente come quando hai tre anni: i parenti che ti fanno le foto, i regali e sono ossessionati dal fatto che tu dorma, mangi e caghi, ed è tutto un sorridere, battere le mani e fare facce stupide. Poi, però, arriva un giorno in cui puoi essere morto soffocato nel tuo vomito e a nessuno importa più un fico secco, così ti trovi da solo a gridare: "Hei! C'è nessuno?" e allora capisci che, o ti fai andare bene tutto quello che arriva dopo, o puoi spararti un colpo in testa. Cinico? No, realista. Ma forse è il caso che io cominci dall'inizio." Andrea aveva cinque anni quando il padre se n'è andato come un ladro lasciandolo ostaggio di sette femmine: la madre iperprotettiva, tre sorelle fuori controllo, la nonna genio della fisica, la cinica badante Stanka e la cagnolina di casa. Tutte sembrano non riuscire a fare a meno di lui. Sono talmente "pazze di lui" da fare di tutto per non permettere a nessun'altra donna di entrare nella sua vita. Finchè un giorno arriva Giulia... Con il suo inconfondibile stile, sospeso tra romanticismo e ironia, Federica Bosco ci regala una storia d'amore toccante e divertente ma anche il racconto del percorso di un trentenne che vuole diventare un uomo. Perché solo se sei te stesso, puoi amare fino in fondo.

Venuto al mondo (Movie edition)
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Mazzantini, Margaret

Venuto al mondo (Movie edition)

Mondadori, 30/10/2012

Abstract: Una mattina Gemma lascia a terra la sua vita ordinaria e sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, "il fotografo di pozzanghere". Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi, giovani sprovveduti, invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una Guerra che mentre uccide procrea. In occasione dell'uscita del film Venuto al mondo, una nuova edizione digitale che, al testo del romanzo, affianca la sceneggiatura di Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto e alcune suggestive immagini fotografiche tratte dal backstage delle riprese.

Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo
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Rampini, Federico

Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo

Mondadori, 06/11/2012

Abstract: "Se torno per qualche giorno in Italia, mi sento subito ingombrante. A 56 anni ho l'età sbagliata? Governi, imprese, esperti descrivono i miei coetanei come un "costo". Guadagniamo troppo, godiamo di tutele anacronistiche, e quando andremo in pensione faremo sballare gli equilibri della previdenza. Per i trentenni e i ventenni, invece, siamo "il tappo". Ci aggrappiamo ai nostri posti, non li facciamo entrare. Non importa se ci sentiamo ancora in forma, siamo già "gerontocrazia". Nessuno trova una soluzione a questa crisi, ma molti sembrano d'accordo nell'individuarne la causa: il problema siamo noi, i baby boomer. Siamo nati nell'ultima Età dell'Oro, quel periodo (1945-1965) che coincise con un boom economico in tutto l'Occidente ed ebbe un effetto collaterale forse perfino più importante: l'esplosione delle nascite. Come se non bastasse, poi, lo straordinario allungamento della speranza di vita ci ha resi una delle generazioni più longeve. E di questa nostra inusitata sopravvivenza si parla quasi come di una sciagura annunciata, un disastro al rallentatore. Ma un evento individualmente così positivo - vivere di più - può trasformarsi in una calamità? No, noi baby boomer siamo un'enorme risorsa anche adesso che diventiamo "pantere grigie". La sfida, di cui s'intravedono i contorni in America, è quella di inventarci una nuova vita e un nuovo ruolo, per i prossimi venti o trent'anni. Di rivoluzioni ne abbiamo già vissute tante. La nostra generazione "larga" va da quelli che hanno fatto il Sessantotto a quelli che finivano l'università quando cadde il Muro di Berlino. Protagonisti della prima società dei consumi e della prima era postindustriale, siamo stati la prima generazione antiautoritaria: individualisti di massa. Mai, fino ad allora, simili sconvolgimenti avevano investito la famiglia, il sesso, la religione. Abbiamo vissuto nel cuore della prima vera globalizzazione e abbracciato tutte le ondate delle innovazioni tecnologiche; siamo stati noi a sposare una musica "generazionale" e a inventare la gioventù come categoria politica. È per questo che ci rifiutiamo di invecchiare. Ed è per questo che ci sentiamo i più adatti a ridefinire anche le fasi successive. È nostra la nuova età adulta che si sta creando un varco, e diventerà un nuovo capitolo della vita di ciascuno. Da spendere sui luoghi di lavoro o nel volontariato, in famiglia o nell'esplorazione di terre lontane: con la possibilità di trasmettere un bagaglio di esperienze. Abbiamo ancora un lungo futuro da scrivere. Anzi: da digitare, magari sulla tastiera di un iPad. I Rolling Stones cantavano "Time is on my side", il tempo è dalla mia parte, quando avevano vent'anni. E cantano ancora. Un antico proverbio afgano dice: "Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo", un motto contro la frenesia occidentale. Qualche capello bianco insegnerà anche a noi a ridurre la velocità e a investire nella saggezza. La prossima puntata sta per iniziare." Federico Rampini

Le avventure di Itamar (illustrato)
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Grossman, David - Voghera, Giorgio

Le avventure di Itamar (illustrato)

Mondadori, 26/10/2012

Abstract: Tra non molto Itamar avrý un fratellino, e non puý fare a meno di chiedersi come sarý: lui vorrebbe tanto un fratello pallone da lanciare fino in cielo, oppure un fratello di cioccolato da leccare fino a consumarlo tutto, o un fratello leone da cavalcare quando va all'asilo... Quattro piccole storie che parlano dei piý grandi desideri dei bambini: avere un fratellino per giocare, perdere la paura, sorprendere i genitori, far sembrare veri i sogni piý incredibili.

Meglio erede che morto (Il Giallo Mondadori)
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Innes, Michael

Meglio erede che morto (Il Giallo Mondadori)

Mondadori, 06/09/2012

Abstract: I fratelli Povey hanno sempre avuto tante cose in comune, ma adesso ce n'è una che li divide: uno è morto, l'altro no. A bordo di uno yacht in navigazione nel Pacifico, durante una burrasca, l'albero di maestra si è abbattuto e ha ucciso sul colpo Charles. Arthur, che aveva perso i sensi, ha invece un terribile mal di testa e la memoria confusa, ma è salvo. E deve prendere la difficile decisione di gettare in acqua il cadavere del fratello, dopo averlo spogliato, per consegnarlo all'eterno riposo in una tomba senza nome. Glielo impone un senso di pietà umana, ma anche un'elementare norma igienica. Perché non sa quanto a lungo dovrà vagare sull'imbarcazione alla deriva... Ecco, questa è la storia che racconterà alla fine della sua odissea, raggiungendo la terraferma in preda ad amnesie e allucinazioni. Ma la versione di Arthur, l'unica possibile in mancanza di testimoni, non convince proprio tutti. Uno come sir John Appleby che è stato ispettore di Scotland Yard, ora in pensione, ha la netta sensazione che non sia la verità.