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La Mennulara
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Agnello Hornby, Simonetta

La Mennulara

Feltrinelli Editore, 03/04/2013

Abstract: Roccacolomba. Sicilia. 23 settembre 1963. È morta la Mennulara, al secolo Maria Rosalia Inzerillo, domestica della famiglia Alfallipe, del cui patrimonio è stata da sempre – e senza mai venir meno al ruolo subalterno – oculata amministratrice. Tutti ne parlano perché si favoleggia sulla ricchezza che avrebbe accumulato, forse favorita dalle relazioni con la mafia locale. Tutti ne parlano perché sanno e non sanno, perché c'è chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine. Senza di lei Orazio Alfallipe, uomo sensuale e colto, avrebbe dissipato proprietà e rendite. Senza di lei Adriana Alfallipe, una volta morto il marito, sarebbe rimasta sola in un palazzo immenso. Senza di lei i figli di Orazio e Adriana, Lilla, Carmela e Gianni, sarebbero cresciuti senza un futuro. Eppure i tre fratelli, tornati nel deserto palazzo di famiglia, credono di avere tutti dei buoni motivi per sentirsi illusi e beffati dalla donna, apparentemente rozza e ignorante, che ora ha lasciato loro uno strano testamento. Voci, testimonianze e memorie fanno emergere un affresco che è insieme uno straordinario ritratto di donna e un ebbro teatro mediterraneo di misteri e passioni, di deliri sensuali e colori dell'aria, di personaggi e di visioni memorabili. Un grande romanzo. Una grande storia siciliana."Un divertimento maestoso." (Aldo Busi)

La monaca
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Agnello Hornby, Simonetta

La monaca

Feltrinelli Editore, 29/03/2015

Abstract: Agata sudava e le bruciavano gli occhi, come se vi fossero entrati i granelli di sabbia di un vento di scirocco che scendeva dalle lanterne sul soffitto e l'avvolgeva immobilizzandola. In quel momento e per la prima volta Agata percepì, come se fosse corporea, l'altera solitudine della clausura. Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri fervono i preparativi per la festa dell'Assunzione della Vergine. Agata – tredicenne figlia del maresciallo – è innamorata del ricco Giacomo Lepre, ma, benché ricambiata, è costretta a rinunciare al suo amore: la nobiltà della famiglia non basta a compensare il dissesto economico. Alla morte del maresciallo, la madre la porta con sé a Napoli e la forza a entrare in convento. Nel monastero benedettino di San Giorgio Stilita si intrecciano amori, odi, rancori, gelosie, passioni illecite e vendette. Eppure Agata, dopo lo scoramento iniziale, si appassiona allo studio e alla coltivazione delle erbe medicinali, impara a fare il pane e i dolci, e, confortata dalla rigida scansione della giornata monastica, legge i libri che il giovane capitano James Garson (incontrato sul piroscafo che l'ha condotta a Napoli) le manda con regolarità. Agata ha accettato la vita del chiostro, ma il desiderio di vivere nel mondo non l'ha abbandonata ed è incuriosita dalle sorti dei movimenti che aspirano all'Unità d'Italia. La contraddizione si fa sempre più netta, anche se i sentimenti verso Giacomo cominciano a sbiadire e cresce l'attrazione nei confronti di James, presenza costante – benché sottotraccia – nella sua vita. Quanto più si inasprisce il conflitto interiore, tanto più il futuro si colma di orizzonte e di speranza. Sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen, che infatti legge appassionatamente, l'Agata di Simonetta Agnello Hornby porta in sé una forza spirituale nuova, modernissima. Una forza, una determinazione – di giovane donna fedele a se stessa e ai propri sentimenti – da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo.

Anna Bolena, una questione di famiglia
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Mantel, Hilary

Anna Bolena, una questione di famiglia

Fazi Editore, 26/03/2013

Abstract: Vincitore Man Booker Prize 2012"Questa è la sanguinosa storia della morte di Anna Bolena, ma è anche molto altro. Ecco a voi la più grande scrittrice di lingua inglese contemporanea". Con queste parole Hilary Mantel è stata insignita del secondo Booker Prize della sua vita.Dopo Wolf Hall, romanzo che narra l'origine dell'Inghilterra moderna attraverso gli occhi del discusso Thomas Cromwell, questo secondo capitolo dell'opera dedicata all'epoca Tudor si apre nel 1535, quando il Segretario di Stato di Enrico VIII è all'apice del suo potere. Le sue fortune sono infatti cresciute insieme a quelle di Anna Bolena, la seconda moglie del re, per la quale il sovrano ha chiuso i rapporti con la Chiesa di Roma e fondato quella Anglicana. Ma la politica di corte sospinge l'Inghilterra in un isolamento pericoloso e Anna fallisce in ciò che aveva promesso: dare alla luce un figlio maschio che assicuri la linea dei Tudor. La corona è debole e quando Cromwell assiste all'invaghimento del re per la riservata e tranquilla Jane Seymour, la fine del matrimonio con Anna Bolena è già certa, ma ancora senza un disegno. Mentre si fa strada attraverso gli scandali sessuali di corte, immersa nei miasmi del pettegolezzo, il Segretario di Stato deve anche trattare per giungere a una versione ufficiale che possa soddisfare Enrico e mettere al sicuro la propria carriera, diventare l'autore di una storia che salvi il potere e la corona per sempre. Ma nessuno, né Thomas né il sovrano, uscirà illeso dal sanguinoso teatro che sono gli ultimi giorni di Anna, la regina che va incontro al patibolo con coraggio e solennità, inondando del suo sangue la storia inglese. Anna Bolena, una questione di famiglia è un possente affresco storico, appassionante e avventuroso, e insieme un'altissima prova letteraria capace di restituirci il passato nei suoi toni più vividi e di renderlo presente e vitale."Meravigliosa scrittrice… trascinante, poetica, crudele, stordente".Natalia Aspesi"Sublime".The New York Times"Il miglior romanzo storico della letteratura contemporanea".The Washington Post"Un sequel ancora più serrato, teso, a tratti brillante e spaventoso".The Observer"Hilary Mantel sa che ciò che rende vitale la narrativa non sono i dettagli accurati, ma quelli animati, e che i romanzieri sono creatori, non medici legali, delle vicende umani".The New Yorker

Pinocchio: un libro parallelo
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Manganelli, Giorgio

Pinocchio: un libro parallelo

Adelphi, 03/04/2013

Abstract: Questa singolarissima opera è un libro nel libro, insieme parassitario e autonomo, in cui il Manganelli scrittore da un lato illumina "Pinocchio" di una luce nuova e dall'altro dà forma all'ennesimo paesaggio della sua poetica – paesaggio ancora una volta lunare, comico e alieno. Il classico di Collodi diventa così più terrificante ma anche più euforico, più enigmatico ma anche più carico di rivelazioni, più cupo ma anche più ricco di risonanze metaforiche e simboliche. E in particolare il percorso di Pinocchio, personaggio insieme umano, animale, vegetale e ultraterreno, mosso fin dall'inizio da "una vocazione metamorfica e insieme teatrale", da un "occulto, multiforme, futuro". Questo percorso, infatti, altro non è se non l'attraversamento dell'Erebo, del Regno dei Morti, che ha il suo centro nel cuore nero del libro, ma che si estende a tutta la topografia collodiana, dal bosco verde scuro in cui biancheggia la casa mortuaria della Fata alla campagna popolata di faine dove Pinocchio fa il cane da guardia. Libro notturno, di una notte definitiva (dove il giorno è solo "recitato" da sarcastici lampi temporaleschi), il Pinocchio di Manganelli non si chiude con la trasformazione edificante della vulgata, giacché il ragazzo in carne e ossa non sostituisce il burattino e non ne è la resurrezione: dovrà invece conviverci, con quella "reliquia prodigiosa", con quel legno che "continuerà a sfidarlo".

Le interviste impossibili
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Manganelli, Giorgio

Le interviste impossibili

Adelphi, 03/04/2013

Abstract: Da un luogo che somiglia a un Averno beckettiano, a un "inferno tiepido" sospeso fra la vita e la morte, un intervistatore timido, testardo e colpevolmente curioso ci invia dodici colloqui impossibili con altrettanti illustri defunti. Ciascuno di loro, quasi fosse il protagonista di un'anomala, laboriosa seduta psicoanalitica, confida tutte le proprie paure, ossessioni, frustrazioni, manie: conosciamo così il segreto dell'infanzia di Tutankhamon, colpito dal "trauma della regalità" e coperto di "vesti luminose e inadatte al corpo"; la fosca paranoia e la malinconia di un Casanova in fuga da spie, sicari, servette innamorate; la condizione di insostenibile cattività della celeberrima medium Eusapia Paladino – "lei non sa che situazione imbarazzante sia per una medium essere morta"; il delirio di Nostradamus, per il quale "stare sempre nel futuro è oneroso" e l'unica paradossale salvezza è "la luce della fine del mondo", rivelata per squarci e spiragli nelle sue strofe sconnesse, oscure e baluginanti. Ma nel discreto e cocciuto intervistatore si nasconde anche un critico, che riesce a penetrare i segreti delle opere di alcuni degli intervistati: a Dickens strappa decisive dichiarazioni sulla "Bottega dell'antiquario", "Dombey", "David Copperfield" e sui nessi profondi tra melodramma, umorismo e tragedia; a Marco Polo la confessione che il "Milione" è un'invenzione più e prima che una scoperta di mondi; a De Amicis l'ammissione che Franti – "serpente dell'Eden", "coscienza del male e del bene" – lo ha liberato dalla schiavitù di un "sogno nevrotico e morbido". Mai come in questo libro l'arte di Manganelli – per applicare ad essa ciò che lo scrittore dice nell'intervista a Fregoli – ha palesato la propria "mostruosa vocazione mimetica"; ove, beninteso, la si intenda come una "qualità sinistra", tesa ad aumentare l'angosciosità delle interrogazioni sulla nostra vera identità. Le interviste impossibili furono pubblicate all'interno del volume "A e B" (1975).

Ti sembra il caso?
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De Luca, Erri - Sassone-Corsi, Paolo

Ti sembra il caso?

Feltrinelli Editore, 03/04/2015

Abstract: Erri e Paolo sono entrambi napoletani. Sono diventati amici. Anche se Paolo vive e lavora in California. Erri comincia a scrivere, e Paolo risponde. Ne nasce una sequenza di missive in cui si parla di dna, di orologio circadiano, di olfatto, dei ritmi che cadenzano le risposte del corpo – e della psiche – alle sollecitazioni ambientali, e più in generale all'universo. Gli studi di Paolo Sassone-Corsi hanno a che fare, per l'appunto, con i geni clock che producono proteine all'interno di ogni cellula, accendendo risposte cicliche che governano le nostre funzioni fisiologiche. De Luca interroga, sollecita, provoca l'amico lontano. Sassone-Corsi cerca sintonie, spiega, si sottrae alla condizione segregata e oscura dello scienziato. Con leggerezza il clima fraterno del carteggio prende la forma di un'avventura dello spirito – Erri e Paolo sanno entrambi che la nettezza di certe risposte scientifiche corre accanto a un mistero che è ragione del sapere ma anche condizione umana. "Perché siamo qui?" è pur sempre la domanda e la risposta che poesia e scienza continuano a condividere.

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia
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Rizzo, Giuseppe

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia

Feltrinelli Editore, 03/04/2013

Abstract: Andrea detto Osso, Martina detta Pupetta, Marco detto Gaga, tre trentenni senza grazia di Dio, funzionano così: non sopportano le minchiate. Le minchiate e i pidocchi. E Lortica, il piccolo paese siciliano dove sono cresciuti e da cui sono andati via per inseguire studi lavori e amori, a Roma Berlino e Praga, ne è infestata. Il sindaco racconta minchiate, ma anche il comandante dei carabinieri, persino un ministro della Repubblica. Alla minchiata più grossa, una menzogna sui fratelli Bonanno, che a Lortica volevano aprire un negozio di fiori e per questo sono stati ammazzati dai pidocchi, i tre amici decidono di tornare in paese con un piano: istituire una squadra di sabotatori delle minchiate e mettere tutto a soqquadro assieme all'aiuto di Mario detto Mario, quarantenne scorbutico e idealista. Tra discoteche scalcagnate, musica elettronica rock e tarantelle, pupi cannoli e templi greci, il mare d'agosto e le campagne riarse, Montalbano e Il Gattopardo, attentati all'ordine pubblico e scazzottate indimenticabili, questa brigata di antieroi riesce a far esplodere molti luoghi comuni sulla Sicilia e sull'Italia. Fino a una rocambolesca sfida finale e una risposta tutta loro alla domanda: come li scacciamo questi pidocchi?

Arcipelago dell'insonnia
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Lobo Antunes, Antonio

Arcipelago dell'insonnia

Feltrinelli Editore, 03/04/2013

Abstract: Arcipelago dell'insonnia narra la storia di tre generazioni di una facoltosa famiglia del Portogallo rurale: dall'ascesa, grazie alla caparbietà e al dispotismo del capostipite, fino all'ineluttabile crollo. Si avvicendano e si mescolano in modo frammentario le voci dei protagonisti, come anche i piani narrativi del presente e del ricordo, senza rispettare la sequenzialità temporale o semantica, né instaurare soluzioni di continuità fra realtà e irrealtà.Al centro della narrazione c'è quel che rimane della casa colonica, intrisa di memorie; le intemperanze del patriarca che abusa delle serve e maltratta i contadini con l'appoggio del fattore, amico e fedele braccio destro; ci sono le vicende di due fratelli – di cui uno solo legittimo – trattati in modo impari dal padre, e c'è la voce dolente di un nipote affetto da autismo che paradossalmente, sebbene in modo onirico e visionario, dall'ospizio in cui è recluso, è l'unico a conservare piena memoria del passato familiare e a svelare i nessi segreti di tante storie. Ma la prosa sensazionale di António Lobo Antunes e il suo straordinario immaginario sono, come in tutti i suoi romanzi, i protagonisti assoluti.

Nel ventre della balena
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Orwell, George - Perrella, Silvio

Nel ventre della balena

Bompiani, 03/04/2013

Abstract: Ho combattuto quattro mesi sul fronte aragonese nella milizia del POUM e sono stato ferito piuttosto seriamente, ma per fortuna senza conseguenze. [...] Quanto ho visto in Spagnae quanto ho visto da allora del funzionamento interno dei partiti politici di sinistra, mi hanno ispirato un orrore per la politica. [...] Per sentimento sono definitivamente di "sinistra", ma sono convinto che uno scrittore può rimanere onesto solo se si mantiene libero da etichette di partito. Gli scrittori che amo di più e di cui non mi stanco mai sono Shakespeare, Swift, Fielding, Dickens, Charles Reade, Samuel Butler, Zola, Flaubert, e, fra i moderni, James Joyce, T.S. Eliot e D.H. Lawrence.Ma penso che lo scrittore moderno che mi ha maggiormente influenzato sia Somerset Maugham, che ammiro immensamente per la sua capacità di raccontare una storia in modo diretto e senza fronzoli. Al di fuori del mio lavoro la cosa che amo di più è il giardinaggio, in particolare l'orticoltura. Mi piacciono la cucina e la birra inglesi, i vini rossi francesi, i vini bianchi spagnoli, il tè indiano, il tabacco forte, i fuochi di carbone, la luce di candela e le sedie comode. Non mi piacciono le grandi città, il rumore, le macchine, la radio, il cibo in scatola, il riscaldamento centrale, e i mobili "moderni". I gusti di mia moglie coincidono quasi perfettamente coi miei. La mia salute è malferma, ma non mi ha mai impedito di fare qualcosa che ho voluto fare, tranne, finora, combattere nella guerra attuale. Dovrei ricordare che, anche se questa descrizione che ho dato di me stesso è fedele, George Orwell non è il mio vero nome...(Autoritratto dell'Autore, aprile 1940)Nuova edizione ampliataa cura di Silvio Perrella

L'età dell'oro
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Nesi, Edoardo

L'età dell'oro

Bompiani, 02/09/2011

Abstract: Sullo sfondo della disastrosa rovina della piccola industria italiana, spentasi rapidamente e in silenzio nel disinteresse di una nazione senza più anima, Ivo Barrocciai, industriale tessile fallito, viene aggredito dalla notizia di essere ormai preda di un male incurabile e silenzioso, e invece di lasciarsi morire a poco a poco come morì la sua "ditta", si lancia pieno di entusiasmo nell'ultima impresa della sua vita: usare le tecniche di fecondazione artificiale per avere un figlio da Caterina, una ragazza di bellezza formidabile rinchiusa in una clinica psichiatrica dopo essere diventata, suo malgrado, una specie di pornostar internettiana quando il suo ragazzo mise in rete i loro incontri amorosi, dopo essere stato lasciato. La ricerca del perduto ma "gagliardo sperma di cinquantenne" di Ivo si dipana in un mosaico di vertiginose sovrapposizioni temporali, ricordi e flashback, in cui si ripercorrono le tempestose vicende sentimentali della sua giovinezza, i trionfi e le débâcle dell'età matura, l'ascesa travolgente e il declino inesorabile della "ditta" fondata dal padre, mentre la sua storia personale si eleva a metafora del fallimento delle speranze degli italiani, prima illusi e poi traditi da uno sviluppo industriale tanto vertiginoso quanto irrazionale. Comico e lirico, il romanzo di Edoardo Nesi è il viaggio nella coscienza di un personaggio indimenticabile, perdutamente innamorato della vita e delle belle donne: il racconto degli ultimi giorni di un antieroe moderno in cui si rincorrono gli echi della perduta Età dell'Oro e un presente nel quale è impossibile riconoscersi, se non per apprezzarne gli ultimi sussulti di bellezza e felicità.

La cura dell'acqua pura
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Irving, John

La cura dell'acqua pura

Bompiani, 05/01/2012

Abstract: Fred Tumper, detto – non a caso – Bogus, il fasullo, è un uomo senza qualità affetto da un grande problema: un fastidioso disturbo alle vie urinarie dettato dal fatto che esse sono "tortuose".Sembra uno scherzo del destino, dal momento che è figlio di un urologo con cui però è in pessimi rapporti. Costretto quindi a rivolgersi a un altro specialista gli viene consigliata la cura dell'acqua pura, ma con scarsi risultati. L'unica soluzione per raddrizzare le sue difettose vie urinarie sembra essere quella chirurgica. Con i suoi nuovi attributi farà ritorno alla donna da cui era fuggito tra scene di gelosie e crisi esistenziali, cercando di ricucire il legame strappato. Su questa storia stravagante Irving, con la vis cosmica, ludica e sfrenata che lo contraddistingue, costruisce un mondo popolato da un'umanità stralunata, che lo fece salutare da Vonnegut come "il più promettente umorista americano degli ultimi anni".

Il grande giorno della mia prima partita
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Pastorin, Darwin - Sanzi, Desiderio

Il grande giorno della mia prima partita

Gallucci, 02/04/2013

Abstract: Michele è poco più che un ragazzino, gioca da centravanti e sta per esordire in serie A. La notte prima del grande giorno, lui e il vecchio massaggiatore Manon si raccontano i debutti dei campioni, da Buffon a Messi, da Totti a Maldini, da Ibrahimovic a Pato e Balotelli; e le prodezze di Pelé e Maradona, assi senza età e senza tempo. Un libro di storie, emozioni, aneddoti, gol spettacolari e parate memorabili.

Le cose che non ho
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Delacourt, Grégoire

Le cose che non ho

Salani Editore, 04/04/2013

Abstract: Dice un vecchio adagio che le lacrime più amare sono quelle versate per le preghiere esaudite. Sì, a volte succede che la gioia per una svolta inattesa del destino svanisca in fretta di fronte alla possibilità concreta di realizzare un sogno, lasciandoci smarriti e confusi. È quello che accade a Jo, la protagonista di questo romanzo: "un cuore semplice", una donna intelligente e positiva con un'esistenza quieta, nutrita di sogni, che per un colpo di fortuna all'improvviso è in grado di realizzarli tutti. Forse la felicità non è così matematica. Forse non si tratta solo di sommare un sogno dopo l'altro, ma di ritrovare se stessi in ciò che si fa. Forse a Jo semplicemente non serve avere tutto ciò che ha sempre desiderato; perché il suo matrimonio, il lavoro, i figli ormai grandi e l'amore non sono beni acquisiti ma cose vive che sfuggono al suo controllo, e con cui si può solo entrare in sintonia senza farsene travolgere, come quando si nuota tra le onde di un mare agitato. Le cose che non ho è tutto questo: scritto con una prosa dalla grazia perfetta, è un romanzo sull'intensità del desiderio e sulla tenacia del quotidiano, sulla capacità di rinunciare al sogno per una realtà che scegliamo noi stessi quasi senza saperlo, ma piena di tutto quello che ci rende davvero felici. Come l'Eleganza del riccio, un nuovo romanzo francese semplice, profondo, arguto e filosofico, delicato e pieno di tenerezza. Un romanzo dove i sogni sono le nuvole del pensiero e le liste dell'anima sono fatte di desideri.

Tentazione e castigo. Gabriel's inferno
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Reynard, Sylvain

Tentazione e castigo. Gabriel's inferno

Casa Editrice Nord, 04/04/2013

Abstract: Gabriel e Julia sono due anime inquiete. Per lui, qualsiasi trasgressione è lecita, qualsiasi donna è una preda. Tuttavia niente è in grado di placare i demoni del suo passato e la felicità è un sogno irrealizzabile. Perché quella del professore universitario di successo – un'indiscussa autorità negli studi danteschi – è solo una maschera dietro la quale si nasconde uno spirito tormentato. Come Dante, anche Gabriel è circondato da una selva di ricordi e di peccati inconfessabili. Per Julia, la vita è sempre stata una strada in salita, segnata dalla perdita delle persone che amava e da una relazione sbagliata. Eppure adesso lei ha l'occasione di ricominciare da capo e di dedicarsi allo studio di Dante sotto la guida del celebre – e temuto – professor Gabriel Emerson. E il loro incontro cambierà tutto. Negli occhi di quell'uomo, profondi e pericolosi come il mare in tempesta, Julia percepisce una disperata richiesta d'aiuto. Negli occhi di quella studentessa, luminosi e puri come quelli di un angelo, Gabriel intravede una promessa di redenzione. Ma lei sarà in grado di guidarlo lungo la "diritta via"? E lui riuscirà a dominare il proprio lato oscuro per abbandonarsi tra le braccia della sua Beatrice? Raffinato, romantico e audace, Gabriel's Inferno unisce passioni travolgenti e dolorosi segreti, fantasie erotiche e intense emozioni, dando vita a una storia d'amore che ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo.

Orto. Dal balcone al campo: come coltivare ortaggi con successo
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Ciccarese, Davide

Orto. Dal balcone al campo: come coltivare ortaggi con successo

Ponte alle Grazie, 04/04/2013

Abstract: Se avete mai carezzato l'idea di coltivare un piccolo orto sul balcone o in campo aperto, ma siete stati frenati dal timore di non essere all'altezza dell'impresa, questo è il libro che fa per voi. Leggendolo, scoprirete che è un'attività alla portata di tutti, molto più di quanto forse abbiate mai pensato. Ad aiutarvi, infatti, è l'agronomo Davide Ciccarese che, forte della sua esperienza diretta, ha messo a punto una breve e pratica guida, dedicata ai principianti ma utilissima anche per i coltivatori già esperti. L'autore suggerisce soluzioni per progettare, realizzare e coltivare un orto, sia in campagna sia in città, anche in presenza di pochissimo spazio. Con parole semplici, traduce in comode ricette le tecniche di coltivazione biologica e naturale, trasmettendo la sua filosofia dell'orto, basata sull'importanza di seguire il ritmo delle stagioni e soprattutto sulla grande responsabilità nei confronti della terra, madre generosa ma bisognosa delle nostre cure.

I savoiardi. Storia tragicomica di una dinastia
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Pagnini, Maria

I savoiardi. Storia tragicomica di una dinastia

Guanda, 04/04/2013

Abstract: Questo libro comincia con il primo re d'Italia, che tanto per confondere le idee si chiama Vittorio Emanuele II. Parla soprattutto piemontese e francese, e fa errori quando scrive in italiano. Tarchiato e con i baffoni spalancati, sposa la cugina Maria Adelaide, magra e pallida, ma capace di mettere al mondo tanti figli e di non protestare se il marito sembra interessato solo alla caccia e alle donne. Gli succede Umberto I, baffi ad ala di gabbiano, anche lui incline a far fuoco, ma sugli scioperanti più che sulla fauna: non a caso finirà vittima di un attentato. Prima però sposa, per ragioni dinastiche, un'altra cugina, "quella pizza della Margherita" come amava ripetere, "la regina più imperlata d'Italia". Sarà seguito da Vittorio Emanuele III, detto Dondolo, baffetti all'insù e grande amante di monete da collezione e perfino della moglie. Un po' meno del Paese, che infatti affiderà a Mussolini e alle sue follie di grandezza. E quando l'amata Elena non avrà più tempo per lui, perché troppo occupata a curare i feriti di guerra, Dondolo deciderà di liquidare il Duce, per poi consegnare l'Italia nelle mani inadatte del figlio Umberto II, re solo per un mese... Una storia dinastica che demolisce i Savoia sotto i colpi di una sferzante ironia.

La pelle dell'orso
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Righetto, Matteo

La pelle dell'orso

Guanda, 04/04/2013

Abstract: Domenico ha dodici anni ed è sempre vissuto nel villaggio dove è nato, ai piedi delle Dolomiti. La montagna è il suo mondo e questo mondo non ha segreti per lui. Gli piace guardare le cime mentre va a scuola, dove la professoressa gli racconta di Tom Sawyer, o attraversare i boschi mentre va al torrente a pescare, sognando avventure straordinarie. Continua a farlo anche se da un po' di tempo tutti lo mettono in guardia, perché il rischio di imbattersi nell'orso di cui tanto si parla in giro è grande. Un orso ormai diventato una leggenda nella valle: terribile, gigantesco, feroce come da quelle parti non se ne vedevano più. E non riesce a credere che suo padre, sempre così distante, ubriaco, perso, sia lo stesso uomo che adesso vuole dare la caccia all'orso e vuole partire per quella spedizione sulle montagne insieme a lui, solo loro due, via per giorni e giorni a contatto con una natura aspra, selvaggia. Ma è proprio questo che accadrà. Domenico sarà coinvolto in un'esperienza unica, spaventosa ed eccitante, dalla quale apprenderà che la natura, per quanto pericolosa, non sarà mai crudele come gli uomini. Un romanzo d'avventura che è insieme il racconto folgorante di una formazione, di ciò che succede per la prima volta, e che sarà per sempre.

La cultura si mangia!
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Arpaia, Bruno - Greco, Pietro

La cultura si mangia!

Guanda, 04/04/2013

Abstract: La cultura è un bene di lusso? La nostra classe dirigente non ha dubbi: non si mangia e quindi non serve. O, secondo altri, è bella e utile ma non possiamo permettercela. Risultato bipartisan: tagli su tagli, dal 2,1 per cento della spesa pubblica nel 2000 allo 0,2 di oggi, e un'Italia avvitata nella più infelice delle decrescite. E invece si dà il caso che la cultura sia, ovunque, il motore dello sviluppo, come dimostra questo pamphlet documentato, battagliero, propositivo. Gli autori sfatano miti tossici: non è vero che il nostro Paese può vivere di passato e di "patrimonio artistico". Forniscono coordinate utili: dal 2007, in piena crisi, l'occupazione nelle industrie culturali italiane è cresciuta in media dello 0,8 per cento l'anno. Analizzano esempi virtuosi, dal New Deal alla rinascita di Bilbao, dal miracolo artistico della Ruhr alla riscoperta scientifica di Trieste. E offrono idee concrete per una rivoluzione della struttura produttiva del Paese, un progetto di sviluppo fondato sulla conoscenza. Spunti indispensabili per la classe politica, che ha il compito di guidare fuori dalla crisi un Paese sempre più confuso, ignorante e (quindi) povero. Riusciranno, i nostri eroi?

Abbandono
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Rice, Anne

Abbandono

Longanesi, 04/04/2013

Abstract: Il Principe l'ha risvegliata da un lungo sonno e l'ha portata nel suo castello, dove la Principessa Bella ha conosciuto il piacere e il dolore, e ha scoperto che possono essere una cosa sola e alimentarsi reciprocamente. Ma poi l'amore per Tristano, un principe schiavo come lei, l'ha spinta a disobbedire e la punizione è stata terribile. Ammassati su un carro con altri ribelli, i due giovani sono stati trasportati al villaggio per essere venduti all'asta sulla pubblica piazza. Per loro non ci saranno più le raffinate torture della corte, ma solo la ferrea disciplina e la dura sferza di nuovi padroni, finché non impareranno la lezione e saranno pronti, forse, a tornare un giorno al castello, sottomessi com'è giusto che siano. Eppure anche al villaggio, nonostante le ripetute umiliazioni o forse proprio grazie a esse, Bella e Tristano sapranno trovare il piacere che hanno imparato a conoscere alla corte e si legheranno di un rapporto speciale ai loro nuovi, avvenenti padroni. Dimentichi di ciò che erano un tempo, i due giovani vivono nuove, esaltanti esperienze sessuali, ma un pericolo incombe e le loro esistenze stanno per essere di nuovo sconvolte...

Tonio Kröger - La morte a Venezia - Cane e padrone
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Mann, Thomas - Villari, Salvatore Tito - Cusatelli, Giorgio

Tonio Kröger - La morte a Venezia - Cane e padrone

Garzanti Classici, 01/01/2013

Abstract: Un tema fondamentale, affrontato da prospettive differenti, unisce i tre racconti; fondamentale nell'opera di Mann e nella sua privata biografia. Si tratta del problematico rapporto arte-vita, del sofferto contrasto tra la necessità dell'artista di allontanarsi dalla vita comune degli "altri" e il suo desiderio, la nostalgia, quasi l'invidia per quella vita comune, ordinaria e cordiale, semplice, fluente. L'isolamento dell'artista appare ineluttabile, ma nel suo scandaglio sapiente e sottile degli anfratti oscuri dell'animo umano Mann riscopre una humanitas fatta di misura, chiarezza e equilibrio, di amore verso le cose più umili, anche verso un cane bastardo che basta a ridonare a un artista la gioia della vita.