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Aziende di successo sui social media. Creare valore e generare business
Hoepli, 06/03/2014
Abstract: I social media possono aiutare le aziende a raggiungere i loro obiettivi in tutte le fasi del processo di acquisto di un prodotto e servizio.Grazie infatti a questi canali di comunicazione le aziende possono incrementare la notorietà della marca e dei propri prodotti, avvicinare e interessare il proprio pubblico creando una relazione e un coinvolgimento emozionale basati sul dialogo e la conversazione, spingere e promuovere l'acquisto dei propri beni o servizi mediante le raccomandazioni e i feedback ricevuti da amici e influencer, fidelizzare i propri clienti grazie alla relazione di fiducia e trasparenza instaurata. Scopo di questo libro è quello di raccontare, mediante una serie di case history, alcune esperienze di successo di aziende italiane che hanno saputo utilizzare i social media per raggiungere i propri obiettivi di marketing e di business. Aziende di successo sui social media raccoglie inoltre l'esperienza acquisita dal Social Case History Forum, l'evento milanese che negli ultimi 3 anni ha presentato al pubblico oltre 100 case study di progetti italiani.
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Internet per tutti. Navigare, comunicare, informarsi
Hoepli, 06/03/2014
Abstract: L'uso del computer è sempre più legato alla connessione in Rete. Ormai computer, tablet e smartphone servono proprio a tutto, dal fare la spesa online a prenotare un volo e a fare check-in, dal comunicare le proprie emozioni sui social network a scaricare musica e video.Internet per tutti è il libro per chi vuole scoprire in piena sicurezza tutte le potenzialità di Internet, navigare in Rete con i nuovi browser, capire le tendenze e tenersi al passo coi tempi. Per chi vuole sfruttare le potenzialità della posta elettronica ed essere presente sui social network come Facebook, Twitter e Google+, per comunicare e tenersi in contatto con tutte le persone che conosce e condividere i piccoli e grandi vvenimenti della vita.Per chi vuole usare le nuove funzionalità multimediali, lo sterminato archivio video di YouTube e ascoltare musica online da radio sparse in tutto il mondo.Per chi vuole imparare a usare gli strumenti che ci consentono di prendere decisioni più informate nella scelta di una vacanza, di un locale, un cinema, un viaggio o di un prodotto da acquistare online.ARGOMENTI TRATTATI• Strumenti di navigazione: i browser Internet• Metodi di comunicazione: email, webmail, Facebook, Twitter• Servizi disponibili in Rete per aiutare nelle scelte
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Guida pratica fiscale. Guida alla contabilità e bilancio
IlSole24Ore, 06/03/2014
Abstract: Guida aggiornata del bilancio d'esercizio attraverso l'analisi di ogni posta di bilancio.
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IlSole24Ore, 06/03/2014
Abstract: Edizione aggiornata con la Legge di Stabilità 2014-01-21
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IVA nei rapporti con l'estero 2014
IlSole24Ore, 06/03/2014
Abstract: Edizione aggiornata con la Legge di Stabilità 2014
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Il Mugello è una trapunta di terra
Laterza, 10/03/2014
Abstract: Ero stanca del Mugello, di questa terra-cantiere che si trasforma per rimanere sempre come è. Una terra di transito, stronza, senza carattere. Non ne potevo più di difendere qualcosa senza colonna vertebrale. Difenditi da sola. Questo, alla fine, le volevo dire, andandomene, come quando si sbatte la porta e si dicono cose forti e ridicole. Poi ci torni, vinta. La terra ti sta sotto le unghie, ti sta negli occhi e non va via. Decidi pure di fartela a piedi, di stare con lei per interi giorni di fila. Lechiese, i boschi, la scuola di don Milani e la tomba di Dossetti, le torri e gli orologi, le burraie e le cave, i morti di guerra e sul lavoro, i mobilifici e le fabbriche dismessi,le colline di tanti verdi che mi calmano, le montagne che paiono dorsi di animali preistorici. Riecco il Mugello. Un passo alla volta.
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Feltrinelli Editore, 09/03/2016
Abstract: "Un romanzo-poema o, se volete, uno show in cui intervengono numerosissimi personaggi, un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde o si mescola col più alto dei possibili temi: quello della Passione, non poteva essere concepito e svolto che da un cervello poeticamente allucinato. È qui che […] Bulgakov si congiunge con la più profonda tradizione letteraria della sua terra..." Eugenio Montale.
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Hoepli, 10/03/2014
Abstract: Liberate l'artista che c'è in voi! A partire dalla filosofia secondo la quale a disegnare si impara da soli, questo manuale offre tutti gli strumenti necessari a esplorare le tecniche di base, per poi passare a quelle più avanzate. Vi accorgerete che non è mai troppo tardi per dare sfogo alla vostra vena artistica: munitevi quindi di fogli e matita e lasciate che questa guida semplice e immediata vi conduca sulla via dell'auto-espressione. Le basi del disegno: scoprite i fondamenti per cominciare a disegnare, dagli strumenti alle idee per trovare fonti di ispirazione. Aguzzate le mine (e l'ingegno): create forme a più dimensioni usando l'ombreggiatura per evidenziare luci, ombre, profondità e molto altro. L'era digitale: scoprite l'universo del disegno digitale grazie ai vari strumenti informatici per disegnare a strati con il pc. Date vita al disegno: sperimentate soggetti diversi, come nature morte, persone, paesaggi e animali. In questo libro: Strumenti e tecniche di base per creare diversi tipi di disegno; Idee e strategie per avviare progetti grafici; Consigli sulle proporzioni; Informazioni per disegnare al tratto; Istruzioni per disegnare in 3D; Materiali e modelli per migliorare la tecnica; Idee per lavorare sulla prospettiva.
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Introduzione al diritto dell'Unione europea
Laterza, 01/03/2014
Abstract: A circa due anni dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la nuova edizione di questa autorevole guida al diritto dell'Unione europea espone la parte generale della materia dando conto dei più rilevanti sviluppi della normativa, della giurisprudenza e della prassi.Novità di rilievo derivano sia dalle sentenze della Corte di giustizia – in relazione, tra l'altro, alle problematiche poste dalla Carta dei diritti fondamentali – sia da alcune pronunce della Corte costituzionale che hanno chiarito aspetti relativi ai rapporti tra norme italiane e norme dell'Unione.
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Laterza, 06/03/2015
Abstract: Donne, vecchi e bambini, provenienti prevalentemente da città come Udine, Treviso e Venezia: dopo la rotta di Caporetto dell'ottobre 1917, seicentomila civili furono costretti ad abbandonare improvvisamente il territorio invaso o minacciato da vicino dall'esercito austro-ungarico, dando vita alla più grande tragedia collettiva che interessò la popolazione durante la Grande Guerra. Anche l'Italia conobbe così, come gli altri paesi coinvolti nel conflitto, il fenomeno dei profughi di guerra, divisi dal dilemma se fuggire di fronte al nemico o subirne l'occupazione. Il libro, basato su fonti inedite, ricostruisce le dinamiche di questa fuga di massa parallela alla ritirata dell'esercito e le condizioni di vita, le immagini, le autorappresentazioni degli 'esuli in patria'.
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Un paese ben coltivato. Viaggio nell'Italia che torna alla terra e, forse, a se stessa
Laterza, 01/03/2014
Abstract: "Ho cominciato a vedere quello che mi stava attorno e che non avevo mai guardato con attenzione: non era solamente la campagna. Erano i campi e quello che nei campi succedeva. Era la complicata faccenda, quanto mai antica e tuttavia sempre piena di novità e di imprevisti, del coltivare la terra."Un lungo viaggio, al passo con le stagioni: dal fondo della Calabria al triangolo del riso tra Po, Ticino e Sesia, dal distretto della fragola di Policoro alle serre di Albenga. E poi i frutti di bosco che dalle Alpi scendono alle metropoli, la sfida di un profeta con l'aratro nel cuore dell'Appennino, l'avventura del radicchio di Chioggia, il mais ottofile di Roccacontrada e le ciliegie pugliesi, rossi gioielli nel bouquet di un'agricoltura che in vent'anni ha cambiato volto. Dulcis in fundo l'uva da tavola che dialoga con gli internauti e un'irresistibile pomodorina partita da Melfi per conquistare Londra.Con lo sguardo spiazzante di chi, digiuno di ogni sapere specialistico, è curioso di tutto, Giorgio Boatti racconta storie di persone che hanno scelto di ridare vita a cascine e masserie, di mettersi insieme per creare aziende radicate nella tradizione ma capaci di sfide innovative. Un affresco controcorrente in un paese dove, per abitudine, bisogna dire che tutto va male. Un percorso interiore in cui il disegno del paesaggio e della vita si confondono. Rivelano un'Italia con i piedi ben piantati per terra dove è all'opera un futuro che riguarda ognuno di noi.
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Storia dell'IRI. 2. Il "miracolo" economico e il ruolo dell'IRI
Laterza, 11/03/2014
Abstract: L'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) nasce nel 1933, per volere di Mussolini e su progetto di Alberto Beneduce, con l'intento di evitare il fallimento delle principali banche e imprese italiane e con esso il crollo dell'economia, già provata dalla crisi mondiale esplosa nel 1929. Dal dopoguerra l'Istituto è protagonista prima della ricostruzione e poi del miracolo economico. Dopo le difficoltà emerse negli anni '70 e il programma di ristrutturazione e rilancio degli anni '80, l'IRI conclude la sua attività nel 2002 dopo le operazioni di privatizzazione che contribuiscono in misura significativa al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e all'adesione italiana all'euro.In questo volume sono trattati gli anni 1950-1970, quelli del boom economico e delle maggiori trasformazioni della società italiana, con una crescita annua del reddito del 6% e l'eccezionale affermazione dell'industria, che diventa un fenomeno irreversibile. Di questa grande stagione l'IRI è protagonista. Soprattutto nel settore siderurgico, dove con il Piano Sinigaglia la produzione aumenta di tre volte, consentendo all'Italia di passare dal nono al sesto posto nel mondo. La presenza del Gruppo si estende a molti e significativi comparti produttivi: le infrastrutture di trasporto, le telecomunicazioni, la gestione di un mezzo nuovo come la televisione, la progettazione e la fabbricazione di prodotti di successo come la 'Giulietta'. Innovazione e creatività che producono nella dirigenza dell'IRI aspettative positive per il futuro delle rispettive imprese, mentre un impegno straordinario viene dedicato ai programmi di industrializzazione del Mezzogiorno. "IRI una formula per il progresso", recita un fortunato slogan di quegli anni. La proprietà pubblica unita a un management competente e alla diffusa presenza di azionisti privati rappresenta la 'virtuosa' miscela di elementi socio-politici ed economici, così che l'Istituto viene ammirato e studiato in tutto il mondo. Ma il successo ha i suoi rischi. L'IRI è caricato di troppi compiti e inizia a essere messo in discussione il complesso equilibrio insito nel suo duplice ruolo di holding di imprese competitive e di strumento per la politica economica.
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Adelphi, 12/03/2014
Abstract: "La passeggiata" (1919) è uno dei testi più perfetti di Walser, il grande scrittore svizzero che ormai, soprattutto dopo la pubblicazione delle sue opere complete, viene posto accanto a Kafka, a Rilke, a Musil – ammesso cioè fra i massimi autori di lingua tedesca del nostro secolo. Ma "La passeggiata" ha anche un significato peculiare in rapporto a tutta l'opera di Walser: è in certo modo la metafora della sua scrittura nomade, perpetuamente dissociata e abbandonata agli incontri più incongrui, casuali e sorprendenti, come lo è appunto ogni accanito passeggiatore – e tale Walser era –, che abbraccia amorosamente ogni particolare del circostante e insieme lo osserva da una invalicabile distanza, quella del solitario, estraneo a ogni rapporto funzionale col mondo. In un décor di piccola città svizzera, e della campagna che la circonda, il passeggiatore Walser ci guida, con la sua disperata ironia, in un labirinto della mente, abitato da figure disparate, dalle più amabili alle più inquietanti. Da Eichendorff a Mahler, il vagabondaggio è stato un archetipo ricchissimo della più radicale letteratura moderna. Tutta quella grande tradizione sembra condensarsi, quasi clandestinamente, nella "Passeggiata" di Walser, a cui lo scrittore ci invita col suo irresistibile tono: "Lei non crederà assolutamente possibile che in una placida passeggiata del genere io m'imbatta in giganti, abbia l'onore d'incontrare professori, visiti di passata librai e funzionari di banca, discorra con cantanti e con attrici, pranzi con signore intellettuali, vada per boschi, imposti lettere pericolose e mi azzuffi fieramente con sarti perfidi e ironici. Eppure ciò può avvenire, e io credo che in realtà sia avvenuto".
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Neri Pozza, 11/03/2014
Abstract: Nella storia della letteratura, numerose sono le pagine capaci di condurre il lettore davanti all'"ineffabile vergogna", al mistero di "incomprensibile e cieco dolore" del male.Nulla però eguaglia per potenza narrativa le pagine di coloro che hanno realmente vissuto l'offesa del male; gli eventi, le azioni, i piccoli gesti in cui si manifesta; l'umiliazione, per dirla con Primo Levi, di poter morire "per un pezzo di pane" oppure "per un sì o per un no".Il 6 aprile 2013 Domenico Quirico e Pierre Piccinin da Prata imboccano un sentiero pietroso che serpeggia tra le montagne e i ciliegi in fiore piantati sui contrafforti dell'Anti-Libano e penetrano in Siria. Sono in compagnia di coloro di cui vogliono narrare le gesta: i miliziani dell'Armata siriana libera, gli oppositori di Bashar Assad, i ribelli, i rivoluzionari. Al loro passaggio i petali bianchi si staccano dagli alberi e fluttuano nell'aria fresca della primavera.Qualche giorno dopo, nei pressi della città di al-Qusser, in una notte buia in cui nulla sembra vivere, l'Armata siriana libera li consegna a un gruppo di incappucciati che, sparando raffiche di mitra, li trascinano sul loro pick up.Seguono cinque mesi di strazio e di ira, di furia e rancore, di miserevole ingiustizia, resa ancora più tale perché inflitta da coloro che si credevano amici. Mesi trascorsi in stanzette sudice, in botole infami e luride prigioni, dove la luce è sempre accesa perché la voglia di dormire pesi tanto da far dimenticare ogni cosa; e dove il carceriere ordina di ripetere complicate parole arabe, mulinando il bastone, oppure si diverte a fingere di sparare alla tempia del prigioniero prima di andare a dirigere la preghiera, in prima fila, al suo Dio.Mesi in cui si diventa non il Nemico da rispettare, ma il Cristiano da disprezzare, l'Occidentale da schernire con un riso stridente e lacerante; mesi in cui non resta che la nausea di appartenere al genere umano.Le pagine che seguono sono la cronaca sconvolgente di questa prigionia. Sono pagine che colpiscono al cuore e, ad un tempo, insegnano qualcosa di fondamentale: che non possiamo volgere lo sguardo altrove se, non lontano da noi, l'orrore della guerra è penetrato a tal punto nell'animo degli uomini da trasformare un paese intero in una terra desolata in cui il male "dispiega tutti i suoi stati; l'avidità, l'odio, il fanatismo, l'assenza di ogni misericordia", e in cui "persino i bambini e i vecchi gioiscono ad essere cattivi".
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Adelphi, 12/03/2014
Abstract: "Miniaturista per eccellenza, sensibile, attento e nel contempo spiritoso, Walser riesce a comporre in modo assolutamente disinvolto e involontario gioielli di prosa perfetti, ciascuno dei quali possiede la rotondità e la purezza di una poesia". Così scriveva Stefan Zweig, e il suo giudizio non potrà che essere condiviso dal lettore di "Storie che danno da pensare", raccolta di prose – divagazioni letterarie, bozzetti, apologhi – composte tra il 1906 e il 1912, durante il "periodo berlinese". Sono pagine dense e leggere al tempo stesso, in cui qualsiasi oggetto d'osservazione, per un istante, può apparire sotto una luce di rara intensità: dall'"Arlesiana" di van Gogh alle ballerine russe, dall'ingresso dei pantaloni nella moda femminile alla cucina. Walser ci parla della natura onirica del teatro, e anche la sua prosa assume la sostanza dei sogni; ci dice che l'interprete di Kleist "deve aver imparato a danzare con le labbra", e anche la sua penna prende a danzare. E ci trasporta nella vita berlinese del primo Novecento, contemplata con l'occhio avido dell'immigrato dal microcosmo elvetico: "Qui nella metropoli si percepisce bene come vi siano ondate di intelligenza che passano impetuose sopra la vita di una società, pari a un lavacro". Occhio al quale non potranno sfuggire i tipi umani, fissati per sempre in ritratti irresistibili come quello di Kutsch, lo pseudoartista: "Ha sempre paura che qualcuno possa farsi beffe di lui, ma ci sono certe persone che si possono ritrarre fedelmente solo facendosi beffe di loro".
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Adelphi, 12/03/2014
Abstract: "Kafka è un caso particolare del tipo Walser", scrisse Robert Musil nel 1914, frase evidentemente ingiusta, ma che pure coglie un nesso essenziale. Grande scrittore che fu amato subito da altri grandi scrittori, come Kafka, Musil o Walter Benjamin, e poi con lentezza, ma sicuramente, ha continuato a conquistarsi lettori fino a oggi, Robert Walser (1878-1956) è, nel nostro secolo, un autore insieme centrale e appartato. Pianta esotica nata sul suolo svizzero, virtuoso del linguaggio, estremo erede dei grandi romantici, dai quali discende la sua meravigliosa, ininterrotta ironia, Walser ha creato un'opera vasta, ma costituita per la maggior parte da testi minuscoli – le sue famose "prose brevi" –, priva di uno sviluppo apparente, sparpagliata e elusiva. In questo minuzioso, immenso tessuto lo "Jakob von Gunten" (1909) è il libro più compiuto, anche il più complesso e il più caro al suo autore.L'azione di questo romanzo-diario si svolge all'interno di un istituto dove alcuni ragazzi imparano a servire. Luogo ambiguo, non si sa se di tortura o di felicità, insieme quotidiano e fantastico, sospeso nel tempo, I'Istituto Benjamenta viene osservato e subìto dal giovane Jakob von Gunten, che ce ne svela progressivamente i segreti e ogni volta li rinnova. Qual è il potere del burbero e tenebroso Signor Benjamenta e della sua angelica sorella Lisa, i due esseri che guidano lo sparuto manipolo degli allievi? Che senso ha lo sconcertante insegnamento dell'istituto, simile a una oscura "educazione a rovescio"? Abbiamo di fronte a noi un turpe inganno o un paradiso camuffato? Come "Il Castello" di Kafka – dove per altro è stato avvertito l'eco dello "Jakob von Gunten" – così anche questo romanzo di Walser ha provocato interpretazioni opposte, che però hanno lasciato intatto il suo mistero: l'immagine dell'Istituto Benjamenta resta come uno dei luoghi memorabili della letteratura del Novecento.Il saggio di Roberto Calasso, che accompagna questa edizione, si propone di individuare una matrice mitologica del romanzo che permetta di leggerlo in una nuova prospettiva.
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Fare selezione. Esperienza e metodo nella scelta delle persone
Egea, 11/03/2014
Abstract: Mettere la persona "giusta" nel posto "giusto"è l'obiettivo di ogni processo di selezione: valorizzare pienamente la professionalità dei collaboratori crea infatti le condizioni per prestazioni di successo e quindi per la costruzione del vantaggio competitivo dell'impresa. Un processo di selezione efficace richiede coerenza non solo tra persona e posizione ma, soprattutto, tra persona e organizzazione. La ricerca della corrispondenza tra candidato e ruolo non deve perciò basarsi unicamente sulle competenze tecnico-specialistiche: fondamentale è osservare le competenze comportamentali, i valori e più in generale gli atteggiamenti nei confronti del lavoro. In questa direzione, il libro offre un contributo originale, integrando in un'unica prospettiva riferimenti teorici e pratici (strumenti di analisi, griglie di osservazione e valutazione, indicazioni per condurre interviste di selezione, competency-based interview e assessment center, test), e fornisce tutti gli elementi utili per affrontare - supportati da una metodologia che garantisca rigore e oggettività alla rilevazione e alla valutazione - un'attività molto delicata per implicazioni individuali e organizzative. La condivisione di esperienze ed esempi concreti rende inoltre facilmente trasferibili e utilizzabili nella pratica i modelli e i concetti presentati. Fare selezione si rivolge sia ai professionisti che svolgono questa attività nell'ambito della funzione Risorse Umane o come consulenti ed executive search professional, sia a coloro che muovono i primi passi nella professione, offrendo ai primi una razionalizzazione e sistematizzazione di quanto sperimentato sul campo e proponendosi ai secondi come risorsa utile a cui riferirsi per costruire le fondamenta concettuali e metodologiche del mestiere.
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Strategie e giochi competitivi. Gestire il presente, immaginare il futuro
Egea, 11/03/2014
Abstract: A differenza dei diamanti, lo status quo non è mai per sempre. Parte da questa provocazione, ispirata a una celebre campagna pubblicitaria, l'originale prospettiva strategica presentata. Il libro ricorda la circolarità del nostro destino che, nel confronto competitivo, si traduce nella successione dinamica dei giochi di movimento, imitazione e posizione. All'interno di questo efficace schema interpretativo, il libro suggerisce la formulazione di numerose strategie offensive e difensive. La vera capacità competitiva dell'impresa non risiede soltanto nella conoscenza della strategia, quanto nella comprensione del contesto evolutivo in cui essa si muove e nel quale manovre ortodosse e non ortodosse possono prendere forma. In questa prospettiva il testo offre a tutti, manager e studiosi, validi criteri per individuare le soluzioni vincenti nei mercati da gestire oggi e da immaginare per domani.
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Feltrinelli Editore, 12/03/2014
Abstract: Può una gorilla adottare una bambina? La risposta è sì, e nessuno potrà mai separarle!Janna, nove anni, vive in un orfanotrofio e sogna di essere adottata da una mamma dolce e carina. Ma quando arriva, a bordo di una Volvo sgangherata, una gorilla alta due metri e sceglie proprio lei, Janna è terrorizzata. La Gorilla abita in una vecchia fabbrica e colleziona libri, però ben presto si rivela così buona e generosa che mamma e figlia adottiva lotteranno per difendere il loro legame speciale.
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Feltrinelli Editore, 11/03/2016
Abstract: "La narrativa di Nadine Gordimer può essere facilmente letta come la storia del suo paese ma, al suo meglio, esplora un territorio diverso, un luogo più inquieto e incerto. La sua arte drammatizza libertà e restrizione, l'impulso dettato dalla coscienza contro quella stessa necessità di evadere ed evitare tale dettato."Colm Tóibín, The New York Review of Books