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Il Margine, 22/06/2022
Abstract: Il saggio indaga le differenti declinazioni in cui l'oggettualizzazione può manifestarsi, descrivendone caratteristiche e implicazioni, rivelando la complessità di un fenomeno difficile da ridurre a un'interpretazione univoca e che informa modelli culturali e dialettiche relazionali.Per anni appannaggio delle teorie femministe e della cultura di genere, il termine "oggettualizzazione" è ormai entrato nel lessico quotidiano, attualizzato dai dibattiti più recenti in fatto di etica, politica, potere, relazioni tra i sessi. In questo saggio, breve ma denso, Martha Nussbaum indaga le differenti declinazioni in cui l'oggettualizzazione può manifestarsi, descrivendone caratteristiche e implicazioni. Attingendo da esempi diversi, dall'Ulisse di Joyce a Playboy, da Marx a Lady Chatterley, da Kant alla letteratura Erotica, la riflessione della Nussbaum procede senza pregiudizi né ideologismi, rivelando la complessità di un fenomeno difficile da ridurre a un'interpretazione univoca e che informa modelli culturali e dialettiche relazionali.In un periodo che vede tornare profondamente attuali le analisi sulla depersonalizzazione del corpo femminile, in cui la riduzione della persona a oggetto invade la quotidianità in modo pervasivo, nelle forme esplicite della prostituzione e della pornografia, in quelle violente e odiose del femminicidio, in quelle subdole degli intrecci tra sesso, affari e politica, Persona oggetto è un libro forte e utile, in grado di gettare luce su questioni che riguardano tutti, trasversalmente al sesso, al ruolo, all'età: il rispetto dell'altro, l'essenza e i confini della soggettività, le conseguenze di impostazioni strumentali e spersonalizzanti dei rapporti tra gli individui.
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Il Margine, 24/08/2022
Abstract: Zygmunt Bauman ci consegna un libro che è una dichiarazione appassionata dell'utilità delle scienze sociali, una sociologia che non si chiude nell'autoreferenzialità accademica e che non si dimentica di concepire l'essere umano come un soggetto attivo, capace di compiere scelte autonome.Che la sociologia viva oggi uno dei periodi più critici dalla sua nascita, e che cresca sempre più lo scetticismo di molti circa il suo valore e la sua funzione, è fuori di dubbio. È a partire da queste premesse che Zygmunt Bauman ci consegna un libro che è una dichiarazione appassionata, militante e cruciale dell'utilità delle scienze sociali. Egli si fa portavoce di una sociologia che non si chiude nell'autoreferenzialità accademica e che non si dimentica di concepire l'essere umano, oggetto dei suoi studi, come un soggetto attivo, capace di compiere scelte autonome. I sociologi, se vogliono essere all'altezza della propria missione, non devono limitarsi a condurre studi "oggettivi" e quantificabili come i fisici e i geologi, ma devono invece guardare al vissuto più intimo delle persone e, entrando in conversazione con loro, aiutarle a comprendere come le loro vicende umane vissute singolarmente si riflettano in contesti sociali più ampi e ne siano irrimediabilmente influenzate. Perché a questo serve, in fondo, la sociologia: ad aumentare la consapevolezza delle persone e, in tal modo, la loro libertà.
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Il Margine, 24/08/2022
Abstract: Michela Marzano approfondisce la difficile tematica dell'etica, proponendo una tesi complessa, poiché oggi l'etica non si interessa più solo di questioni astratte, ma anche e soprattutto dei "nuovi" problemi del nostro tempo, che riguardano da vicino chi si confronta con scelte difficili.Come regolarsi rispetto alla fecondazione eterologa, all'eutanasia, ai diritti degli animali e agli organismi geneticamente modificati? Quali ragionamenti possono tornare utili per prendere posizione quando ci si interroga sul rapporto dell'uomo con l'ambiente, sul concetto di "guerra giusta" o sulla legittimità della tortura? Che cosa resta oggi della "liberazione sessuale" degli anni Sessanta e Settanta? E ancora, le imprese che si definiscono etiche sono davvero tali?Con Michela Marzano l'etica non si interessa solo di questioni astratte, ma anche e soprattutto dei "nuovi" problemi del nostro tempo, che riguardano da vicino chi si confronta con scelte difficili.
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Polvere alla polvere. Un'indagine tra i mestieri della morte
Il Margine, 24/03/2023
Abstract: Attraverso il dialogo con le persone che lavorano con i defunti, l'autrice tenta di capire se e come la morte influisce sul loro modo di vivere e offre al lettore riflessioni e approfondimenti per accompagnarlo a interrogarsi sul mistero della fine della vita.Come affronta la morte chi se la ritrova sul posto di lavoro tutti i giorni?Come si rapporta — o, meglio, non si rapporta — la società occidentale con i lavoratori dell'industria funeraria o con chi ha a che fare con la gestione del lutto?Attraverso il dialogo con le persone che lavorano con i defunti, Hayley Campbell tenta di capire se e come la morte influisce sul loro modo di vivere. Arricchite da approfondimenti di carattere storico e filosofico, le riflessioni personali dell'autrice, da sempre affascinata dalla morte, porteranno il lettore a interrogarsi sul mistero della fine della vita partendo da testimonianze di prima mano sui suoi aspetti più pratici.Nel corso della sua indagine Campbell incontrerà investigatori della omicidi, imbalsamatori, un'ostetrica specializzata in lutti, un ex boia responsabile di sessantadue esecuzioni, becchini che hanno già scavato le proprie tombe, un uomo che ha fondato un'azienda per ripulire i luoghi in cui è stato commesso un crimine, tecnici che studiano modi per conservare cadaveri congelati in vista di un futuro risveglio e tanti altri professionisti che hanno come minimo comune denominatore la morte.
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Il Margine, 22/01/2024
Abstract: I racconti visionari di Henry Dumas raccontano i campi del Mississippi, luoghi violenti dove gli afroamericani valevano meno degli animali per i bianchi convinti di essere loro superiori, e le strade di New York, tra le fiamme delle rivolte dei tardi anni Sessanta.Presentati per la prima volta in traduzione italiana, i racconti visionari di Henry Dumas si sviluppano nel profondo e sonnolento Sud degli Stati Uniti, sulle sponde del Mississippi e nei campi di cotone, là dove gli afroamericani valevano meno degli animali per i bianchi convinti di essere loro superiori. Il degrado culturale, un ambiente devastato e il rischio di essere uccisi per nulla accompagnano sempre la vita dei suoi giovanissimi protagonisti. I ragazzi di Dumas possono riscattarsi soltanto attraverso l'istruzione e la rivendicazione dei propri diritti, o scoprendo il potere salvifico e confortante delle tradizioni ancestrali della diaspora africana. La caccia al nero e la minaccia della violenza sono presenti, tuttavia, anche nelle storie ambientate per le strade di New York e negli appartamenti di Harlem, in un Nord non meno ostile, tra le fiamme delle rivolte dei tardi anni Sessanta.Come già in Arca di ossa, un'altra raccolta di racconti proposta dal Margine nel 2022, la scrittura di Dumas ammalia i lettori lasciandoli con la sensazione di aver letto vicende del tutto realistiche, eppure a volte a un passo dal sovrannaturale, sogni, allucinazioni o autentici squarci su un mondo altro? in bilico tra afrofuturismo e afrosurrealismo.
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Il Margine, 24/03/2023
Abstract: Jean è una donna sola e alcolista. Un giorno la sua già precaria vita viene stravolta da una notizia allarmante: un'epidemia in arrivo consentirebbe a umani e animali d'intendersi. Un viaggio allucinato in un mondo nel quale le voci degli animali sono dappertutto.Jean Bennett è una donna sola che vive facendo la guida turistica in una riserva.Sente un naturale trasporto verso gli animali del parco, in particolare verso un dingo di nome Sue, e, di tanto in tanto, si occupa di loro, violando le regole imposte dalla struttura. Alcolista, abbandonata dal marito e dal figlio, un giorno a settimana si impone di restare sobria, per occuparsi della nipotina di sei anni, Kimberly.A turbare il già precario equilibrio di Jean, dagli schermi TV arriva la notizia che nel sud del Paese sta dilagando un'epidemia di un'influenza mai vista prima. Un virus consentirebbe a umani e animali d'intendersi, ma le cose stanno davvero così? O è tutto un complotto?Ben presto il contagio, e con esso il caos, raggiunge anche Jean, che di lì a breve verrà infettata. Inizia così un viaggio allucinato in un mondo nel quale le voci degli animali sono dappertutto — nei casi più gravi si possono udire persino i pensieri degli insetti —, privando gli esseri umani dei loro punti di riferimento e a volte della ragione. Ad accompagnarla fedelmente in questo viaggio, nel quale Jean rischierà di perdere tutto ciò che ha di più caro, sarà proprio Sue, in grado di condividere fino alla fine con la protagonista le proprie emozioni.Traduzione a cura di Annalisa Di Liddo.
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Rompere il silenzio. Come ho superato un aborto spontaneo
Il Margine, 24/05/2024
Abstract: Esiste un modo per affrontare un dolore grande come quello dovuto a un aborto spontaneo? È possibile contare sul supporto e sul dialogo abbandonando lo stigma e la vergogna associati all'aborto? Attraverso i ricordi dell'autrice e le storie di tante altre donne, questo saggio è un invito a ritrovare la forza per non provare più paura, guarire e scoprire che ogni esperienza – bella o brutta che sia – ci fa scoprire cosa significa essere umani.L'aborto spontaneo è onnipresente. Non ha riguardo per i confini internazionali. La mia speranza è che questo libro e la condivisione delle mie storie e delle storie di altre persone aiuteranno a ispirare le lettrici e i lettori italiani a sentirsi profondamente sostenuti, a condividere le proprie storie e a normalizzare la manifestazione di eventi dolorosi come la perdita di una gravidanza. Donne italiane: non siete sole. (Jessica Zucker)Nonostante avesse lavorato fianco a fianco con donne in lutto per aver avuto un aborto spontaneo, la psicologa e autrice Jessica Zucker non aveva familiarità con questo tipo di sofferenza, fino a quando lei stessa ha perso una figlia a sedici settimane di gravidanza. Dopo aver ritrovato la voce e la forza di parlare di un dolore così grande e devastante, Jessica Zucker sceglie di intrecciare in questo libro la propria esperienza alle storie di altre donne, con l'obiettivo di normalizzare la conversazione sull'aborto, far conoscere il trauma che in molte hanno subìto cosicché in futuro nessuna donna dopo un aborto dica più "Mi sento sola".Introduzione di Elena MeliEdizione italiana cura di Pietro Grussu e Rosa Maria QuatraroTraduzione dall'edizione inglese di Denise Misseri.
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L'intelligenza artificiale e i suoi fantasmi. Vivere e pensare con le reti generative
Il Margine, 24/05/2024
Abstract: Per gli entusiasti delle tecnologie emergenti e per i critici scettici: questo breve saggio esplora l'evoluzione delle Intelligenze Artificiali, mettendo in luce come le reti generative diventino "scatole nere" di risposte prive di spiegazioni. In un viaggio che da Giordano Bruno arriva fino a Pac-Man, il testo evidenzia la complessità delle reti generative, per aiutare lettori e lettrici a comprendere meglio l'AI e sfatarne i pregiudizi.La storia che conduce alle attuali reti generative è fatta di idee, scoperte, illusioni, primavere e inverni della ricerca, fantasmi concettuali, entusiasmi e risultati che sino a pochi anni fa venivano visti come esclusivo appannaggio di racconti e film di fantascienza.Ripercorrendo la storia, da Giordano Bruno fino ad arrivare a Pac Man, questo testo esplora l'evoluzione delle Intelligenze Artificiali. Concentrandosi sulle reti generative che diventano "scatole nere" di risposte prive di spiegazioni, gli autori mettono in luce la complessità e i miti che le circondano, con l'obiettivo di sfatare i pregiudizi spesso ad essa connessi.Il libro vuole essere una guida sia per gli entusiasti delle tecnologie emergenti, che per i critici scettici. Esso, infatti, presenta in modo accessibile e rigoroso l'utilizzo e le implicazioni delle reti neurali, fornendo una visione critica e approfondita della creatività amplificata dalle tecnologie. Inoltre, cerca di chiarire perché ciò che spesso chiamiamo "Intelligenza" potrebbe non esserlo e perché l'artificialità non è sempre così marcata come pensiamo.
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Quando i dati discriminano. Bias e pregiudizi in grafici, statistiche e algoritmi
Il Margine, 22/03/2024
Abstract: Siamo certi che i dati siano sempre obiettivi e non nascondano un "pregiudizio"? Donata Columbro ci spiega che stabilire chi è dentro o fuori le statistiche non è un atto neutrale, ma una scelta. I dati sono costrutti umani e sociali, e prendere consapevolezza di ciò ci può aiutare a utilizzarli per lottare contro le disuguaglianze, non per discriminare."Il dato in natura non esiste, non possiamo "raccoglierlo" se non viene prima prodotto. Ma se la natura in qualche modo senza il nostro intervento può produrre frutti e fiori, con i dati questo non succede mai. Perché allora siamo ancora molto legati a espressioni come "lo dicono i dati" o "data driven" come bollino di qualità di un progetto, un report, o persino di un programma politico?"Quando tutte le nostre decisioni si basano sui dati perché cerchiamo oggettività, ma ignoriamo il contesto, possiamo andare incontro a enormi fraintendimenti arrivando alla conclusione che questa oggettività - in fondo - non esiste. Donata Columbro indaga a fondo il lato inconscio del dato influenzato dal contesto in cui viene raccolto, illustrando come sia fondamentale riconoscere la presenza di pregiudizi nell'elaborazione dei dati e di come sia necessario equilibrare i set di dati.Chi ha il potere di raccogliere e analizzare il dato? E chi, invece, non ha assolutamente questo potere? Il volume invita lettori e lettrici a impegnarsi affinché i dati non diventino amplificatori di discriminazioni danneggiando le comunità o i gruppi ai margini della società.
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Era una brava persona. Sguardi sulla violenza maschile contro le donne
Il Margine, 13/02/2024
Abstract: Il libro affronta le complesse dinamiche della violenza di genere offrendo una prospettiva psicologica, sociologica e giuridica sulle responsabilità individuali e collettive legate a questo fenomeno. Il volume intende rompere gli stereotipi e sfidare il presente perché solo una visione "ampia e sistemica" della violenza può portare a cambiamenti importanti.Il libro sfida gli stereotipi esistenti e intende promuovere un cambiamento significativo nella società attraverso una visione più ampia e complessiva della violenza di genere, analizzata nel contesto di una cultura patriarcale che da sempre ha legittimato il comportamento violento. Non solo: la violenza di genere è stata troppo spesso utilizzata come strumento per gestire le emozioni e mantenere potere e controllo, tratti considerati "caratteristici dell'identità maschile".Come riconoscere la violenza prima che essa si manifesti? Il libro offre stimoli importanti per imparare ad adottare una prospettiva ampia e sistemica, unica via in grado di affrontare il problema della violenza di genere.Uno degli aspetti cruciali del libro è l'importanza di costruire un percorso insieme all'interlocutore, soprattutto quando non accede spontaneamente ai servizi e richiede, di conseguenza, un lavoro centrato sulla motivazione e sull'allenamento.
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Lavori sporchi. Storie dalla sala macchine della nostra vita comoda
Il Margine, 18/09/2023
Abstract: L'autore, attraverso dieci reportage, ci guida in un viaggio intorno al mondo dello sfruttamento: Capo Verde, Paraguay, Kenya, Cina, Africa… Un lavoro analitico per ribadire come i consumi dell'Occidente contribuiscono a perpetuare conflitti e disuguaglianze in altre zone del pianeta.Il giornalista tedesco Jan Stremmel, attraverso dieci reportage, ci guida in un viaggio intorno al mondo dello sfruttamento: dalle tintorie di Kolkata ai "ladri di sabbia" di Capo Verde, che riforniscono illegalmente i cantieri edili degli hotel dedicati al turismo di massa; dai taglialegna del Paraguay, che producono carbone ricavandolo di frodo da legname tropicale, al comparto florovivaistico kenyano che sfrutta perlopiù lavoratrici; dagli ex pescatori del lago d'Aral senz'acqua e lavoro a causa dell'industria cotoniera al "mare di plastica" delle serre andaluse; dalle coltivazioni di caffè colombiane agli oranghi del Borneo minacciati d'estinzione dalla deforestazione dovuta alla richiesta di olio di palma; dagli smartphone prodotti in Cina fino alle savane africane dove gli elefanti stanno scomparendo per via del bracconaggio.Stremmel aggiunge la sua testimonianza a ciò che è già noto da tempo: come i consumi dell'Occidente contribuiscono a perpetuare conflitti e disuguaglianze in altre zone del pianeta. Ad esempio, il rifiuto da parte delle aziende di consentire il riciclo dei dispositivi obsoleti fa sì che qualcosa che usiamo tutti i giorni, i nostri telefoni cellulari, costituiscono da anni un'affidabile fonte di finanziamento per i signori della guerra che controllano le miniere in Africa centrale.
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Disabilità e società. Diritti, falsi miti, percezioni sociali
Il Margine, 24/05/2024
Abstract: Con rigore metodologico e un linguaggio accessibile, questo libro presenta una visione "relazionale" della disabilità, sfidando lettori e lettrici a interrogarsi sulle questioni più urgenti – e gli aspetti cruciali – riguardanti la vita delle persone disabili nella società contemporanea, tra cui l'inizio e il fine vita, il ruolo dell'assistente personale e la sessualità, tematiche spesso trascurate in Italia.A volte gli studiosi appaiono più preoccupati di decostruire la categoria della disabilità fisica o intellettiva che non di cambiare le condizioni sociali delle persone con disabilità fisiche o mentali.Con Disabilità e società Tom Shakespeare offre al pubblico italiano un fondamentale contributo al dibattito scientifico e ai diritti delle persone disabili, presentando in questo libro una visione innovativa e "relazione" della disabilità. Esplorando attraverso una "lente" socio-relazionale temi spesso trascurati in Italia, come l'inizio e il fine vita, il ruolo dell'assistente personale e la sessualità, il volume invita lettori e lettrici a interrogarsi su questioni cruciali che riguardano le persone con disabilità nella società a noi contemporanea.
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Mezzo secolo di America Latina. Dal golpe alla moneda al nuovo ordine globale
Rosenberg & Sellier, 06/12/2023
Abstract: Negli ultimi 50 anni l'America Latina ha vissuto dittature, transizioni alla democrazia, l'ondata neoliberista, la devastazione della pandemia. Sono cambiati molti attori, sono usciti di scena i militari ed entrate le mafie, ma anche i movimenti sociali. La politica si è rinnovata, ma non ha perso i vecchi vizi. Eppure nella geopolitica attuale, l'America Latina sta con fatica riconquistando un ruolo. Nei capitoli tematici di questo volume, Alfredo Somoza affronta i vari aspetti che hanno caratterizzato i cambiamenti politici ed economici a partire dal colpo di Stato contro Salvador Allende dell'11 settembre 1973 e il ruolo geopolitico del continente, arricchendo le sezioni di interviste a personaggi chiave della cultura o della politica mondiale, da Chávez a Lula, a Rigoberta Menchú, da Naomi Klein a Mujica, da Alfonsín a Menem…). Dalle mappe che corredano il libro emergono i dati relativi agli investimenti stranieri nel continente e dello sfruttamento delle sue risorse e le informazioni che delineano un quadro sintetico della questione di genere nei suoi risvolti più profondi. I prossimi 50 anni saranno decisivi per l'America Latina. La sfida più grande che ha di fronte a sé è quella di ricomporre la frattura sociale che la caratterizza e che negli ultimi anni è cresciuta; e soprattutto definire un progetto di nazione, e anche di continente. Il sogno di Bolivar oggi è più attuale che mai.
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La stessa lotta, la stessa ragione. Storie di donne per i diritti umani
People, 02/12/2020
Abstract: Riccardo Noury – portavoce di Amnesty Italia – raccoglie con grande partecipazione emotiva frangenti di vite di 27 donne, che punteggiano una mappa di impegno. Ciascuna di loro si è trovata a scegliere di non piegarsi alla prevaricazione, alla violenza, alla negazione dei diritti di base: la casa, la libertà di espressione, l'uguaglianza, la giustizia. Le loro sono testimonianze di attivismo coraggioso, eroico e drammatico, che attraversano tutto il mondo. E in tutto il mondo stanno a ricordarci quanto la Dichiarazione dei diritti umani sia rimasta inattesa e inapplicata in misura sconcertante. Dal Perù al Myanmar, dalla Siria all'Uganda, dalla Francia alla Svizzera un filo rosso le collega: da Sarah in Egitto – la prima presentata – a Sara in Italia – che chiude la raccolta –, si sono fatte carico della responsabilità e del rischio di opporsi all'ingiustizia del potere. Queste sono le loro storie.I proventi derivanti dai diritti d'autore saranno, per volontà dell'autore stesso, devoluti ad Amnesty International.
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Nessun vietcong mi ha mai chiamato negro. Quando lo sport si ribella
People, 15/01/2021
Abstract: Cosa hanno in comune il saltatore in lungo Peter O'Connor e il giocatore di football americano Colin Kaepernick, vissuto cento anni dopo? Non molto. Hanno però entrambi deciso, con un atto plateale e di inequivocabile coraggio, di far parte della storia del loro tempo.Qui sono raccolte numerose vicende di sportivi più o meno famosi, protagonisti di proteste che hanno accompagnato la storia del secolo scorso fino ai nostri giorni. Frequenti sono stati infatti gli episodi in cui il mondo dello sport ha deciso di non stare a guardare e ha reagito, dai conflitti per l'indipendenza irlandese alle più recenti proteste del movimento Black Lives Matter, passando per le prese di posizione contro il nazismo, le rivendicazioni degli afroamericani per i diritti civili e contro la guerra in Vietnam fino alla lotta contro le discriminazioni di genere."La mia coscienza non mi permette di andare a sparare a mio fratello o a qualche altra persona con la pelle scura, o a gente povera e affamata che vive nel fango, per la gloria della grande e potente America. E perché poi dovrei sparare ai Vietcong? Nessuno di loro mi ha mai chiamato negro, non mi hanno mai attaccato con i cani, non mi hanno mai strappato dal mio Paese, non hanno mai stuprato mia madre e ucciso mio padre. Sparargli per cosa? Come posso sparare a quelle povere persone? Allora preferisco andare in galera".Muhammad Ali
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Il vestito azzurro. Un regime dimenticato e il coraggio di una giornalista
People, 11/02/2021
Abstract: Antonella Napoli, unica giornalista occidentale in Sudan durante le rivolte che hanno portato alla caduta del dittatore Omar Hasan al-Bashīr nell'aprile del 2019, viene fermata mentre sta riprendendo alcuni palazzi governativi a Khartoum. Trattenuta per ore dai servizi di sicurezza, subisce un duro interrogatorio. Il peggio viene scongiurato solo grazie all'intervento tempestivo dell'ambasciata italiana e del Ministero degli Esteri.Oggi che l'inchiesta si è chiusa e i responsabili delle ore più buie della sua vita sono stati rimossi dal loro incarico, la giornalista racconta la propria esperienza per fare luce su un regime da troppi dimenticato e le storie di chi si è battuto per capovolgerlo."Un giornalista che è fedele al suo scopo si occupa non solo di come stanno le cose, ma anche di come dovrebbero essere. In fondo, questo è ciò che mi ha spinto a fare il mestiere di reporter."
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Qualcosa più di niente. Nei campi profughi della Grecia
People, 05/05/2021
Abstract: Come vive chi è costretto a permanere per mesi, o anni, in un campo profughi? Per sopravvivere a un'attesa indefinitamente lunga, senza risposte, in un luogo che non è casa né approdo? L'Europa non ha pianificato strategie a lungo termine per gestire il fenomeno migratorio, dunque non mancano i momenti di crisi, l'incendio del campo di Moira a settembre 2020. Probabilmente la situazione sarebbe anche peggiore, se non fosse per l'operato dei volontari. Si tratta di persone di qualsiasi età, provenienti da ogni parte del mondo, che per giorni, mesi o anni mettono in stand-by la propria vita per occuparsi "degli altri". Abbiamo voluto intervistarli per capire che cosa li motiva, per dare testimonianza dell'accoglienza che parte dal basso. Vogliamo raccontare, attraverso le loro voci, le difficoltà e le sfide quotidiane che si verificano a due passi da noi, in quel pezzo d'Europa che l'Europa sembra aver dimenticato. Perché anche il silenzio è un confine che va abbattuto. E ogni passo in quella direzione è qualcosa più di niente.
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Hanno arrestato anche l'inverno
People, 14/12/2020
Abstract: Sequel del romanzo "Maledetta primavera", in "Hanno arrestato anche l'inverno" ritroviamo Massimiliano Loizzi nella campagna lombarda, ancora alle prese con la difficile vita di un attore ai tempi del Covid che si riscopre padre a tempo pieno, dandoci altri scorci del suo particolarissimo spaccato familiare, a volte tenerissimo, a volte dissacrante. Una lettera, o meglio un pacchetto, che arriva direttamente dal passato, inviatogli ben quindici anni prima - e mai recapitato - dal padre ormai morto, interrompe la "routine da quarantena" di Loizzi e catapulta autore e lettore in un racconto di Natale che ci strapperà più di un sorriso e più di qualche lacrima.
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Lontano dagli occhi. Storia di politiche migratorie e persone alla deriva tra Italia e Libia
People, 29/05/2021
Abstract: Donne, uomini e bambini hanno attraversato il Mediterraneo centrale a bordo di barche sovraccariche per oltre vent'anni, per fuggire da guerre, persecuzioni o miseria, e inseguire il sogno di una vita migliore. Le tragedie che li hanno colpiti – i naufragi, le morti nel deserto, le torture nei centri di detenzione libici – non ci sono ignote. Ma alle inchieste ha fatto da contraltare una politica istintiva, tutta imperniata sulla logica dell'"emergenza". Questo libro racconta l'evoluzione delle politiche migratorie italiane nel Mediterraneo: dai respingimenti del governo Berlusconi al lancio dell'operazione Mare Nostrum fino all'esternalizzazione della frontiera in Libia, al centro della strategia Minniti e tutt'ora in piedi, tra la retorica sensazionalistica dei "porti chiusi" di Salvini e il mite immobilismo del secondo governo Conte. Ma non solo. De Bellis riporta anche la sua esperienza, e soprattutto quella delle persone incontrate nel corso degli anni. Per poi proporre una riflessione sulla necessità di una visione politica più matura, che guardi alla mobilità come fenomeno fisiologico e rimetta l'essere umano al centro dell'azione pubblica.
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Nemo Editrice, 06/01/2025
Abstract: Nel cuore di una Milano degli anni Trenta avvolta da atmosfere cupe e misteriose, si cela un segreto mortale: un giovane inglese viene trovato impiccato all'interno dell' Albergo delle Tre Rose. Il commissario De Vincenzi, acuto e metodico investigatore, viene incaricato di risolvere il caso. Si trova così immerso in un intricato enigma che coinvolge un testamento e tre misteriose bambole di porcellana. Tra giochi d'azzardo, complotti amorosi e i segreti inconfessabili di una clientela eccentricamente sospetta, l'albergo si rivela un microcosmo di tensioni e contraddizioni sociali che si mescolano in un gioco pericoloso. Pubblicato nel 1936, L'Albergo delle Tre Rose di Augusto De Angelis è considerato un caposaldo del giallo italiano. L'autore ci conduce attraverso una storia ricca di colpi di scena, atmosfere cupe e tensioni psicologiche, coniugando elementi classici del giallo con un'ambientazione fortemente caratterizzata. Un'opera fondamentale per gli amanti del genere, capace di affascinare e tenere col fiato sospeso fino all'ultima pagina.