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Ave Mary. E la chiesa inventò la donna
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Murgia, Michela

Ave Mary. E la chiesa inventò la donna

Einaudi, 17/05/2011

Abstract: Dovevo fare i conti con Maria, anche se questo non è un libro sulla Madonna. È un libro su di me, su mia madre, sulle mie amiche e le loro figlie, sulla mia panettiera, la mia maestra e la mia postina. Su tutte le donne che conosco e riconosco. Dentro ci sono le storie di cui siamo figlie e di cui sono figli anche i nostri uomini: quelli che ci vorrebbero belle e silenti, ma soprattutto gli altri. Questo libro è anche per loro, e l'ho scritto con la consapevolezza che da questa storia falsa non esce nessuno se non ci decidiamo a uscirne insieme. Michela Murgia *** Da un paio d'anni per fortuna c'è stato un risveglio di brontolii femminili colti, intelligenti, creativi, appassionati, impeccabili, sottoforma di saggi di successo [...]. In questo fervore di scrittura femminile molto terrena, che chiama in causa i poteri contemporanei, la politica, la televisione, la pubblicità, le escort e le ministre con il tacco a spillo, appare finalmente il personaggio più inaspettato, umano e celestiale, antico ed eterno, celebre e sconosciuto, mitico e universale, da imitare e inimitabile: la Madonna. [...] Ave Mary intreccia sapienza e ironia, Sacre Scritture e vita, non dando tregua a tutti gli e errori che credenti chic e atei devoti hanno scritto e soprattutto diffuso attraverso la televisione. Natalia Aspesi - la Repubblica

Dracula
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Stoker, Bram - De Luca, Marina - Irving, John

Dracula

Einaudi, 10/04/2012

Abstract: Ultimo grande romanzo gotico, Dracula è un'opera a confine tra due mondi. Tra le nebbie di Londra e la lugubre Transilvania, ad affrontarsi non sono soltanto il professor Van Helsing e il leggendario Conte ma universi che incarnano valori contrapposti: l'amore e la morte, la scienza e la superstizione, il futuro e il passato, il male e il bene, in un gioco continuo di riflessi. Un romanzo che non manca di metterci a confronto con i nostri piú profondi misteri primordiali. Perché, come dice Stephen King, "Dracula umanizza l'idea del male che arriva dall'esterno rendendolo cosí familiare che possiamo perfino toccarlo con mano".

Ogni promessa
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Bajani, Andrea

Ogni promessa

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: "Sara se n'è andata via il giorno in cui è finita la scuola. L'estate si è spalancata all'improvviso: ha inghiottito i miei bambini tutti insieme, ha svuotato la mia casa e io sono rimasto lì, una macchina sul ciglio di un burrone".Ogni sera Pietro si china sulla pancia di Sara per sapere se dentro c'è qualcosa che nasce, e ogni sera lei, toccandosi il ventre, aspetta di poter dare un nome al loro futuro insieme. Ma la speranza rimane un'attesa, e l'attesa spacca tutto come una crepa nel muro. Fino a quando ogni cosa si sfalda e sul tavolo della cucina resta soltanto un foglio, o meglio una bomba che si prepara a esplodere. "Telefonato tua madre, è morto Mario". E poco sotto una domanda scritta di fretta: "Mario?" Mario è il nonno di Pietro, ma più che un parente è lo scheletro nell'armadio di una famiglia e di un paese intero. Tornato folle dalla campagna di Russia, vissuto dentro una clinica eppure morto per tutti, per lui la guerra non è mai finita. Ora fa la sua comparsa morendo per davvero, come un fantasma molto terreno che ha lasciato troppe domande dietro di sé.L'estate si apre quel giorno con un duplice addio, spalancata come una casa vuota e piena di strade possibili. La prima è un viaggio a ritroso, con in tasca il peso di un segreto che Pietro e Sara si sono nascosti tanto a lungo da non poterlo dimenticare.La seconda è un viaggio sul Don, carico di tutte le storie che Mario non ha mai raccontato: un percorso lungo quasi settant'anni, alla ricerca vana di una Russia che non c'è più, come provare a tuffarsi nelle acque del 1943.Sono i ricordi degli altri che dentro di noi non trovano appiglio, come promesse tradite dal tempo. Con una scrittura tesa e tersa fino alla poesia, Andrea Bajani ci racconta la responsabilità e la difficoltà di ricordare. La memoria è una trama forata, i fili si slacciano e si disperdono nell'ordito di una realtà vissuta al presente.Ma è proprio lì, tra le omissioni e le mancanze, che forse si annida un senso. Lungo quelle strade deviate, dove si affacciano risposte impreviste a domande mal poste.

Groppi d'amore nella scuraglia
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Scarpa, Tiziano

Groppi d'amore nella scuraglia

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: A chistu munno chi ce mantene la bellezza ce cumanda. Ma puro chi ce mantene lu pauro ce cumanda. Lu munno iè nu battaglio de bellezza e de pauro. Accusì ne la notte nottosa lu pauro e la bellezza ce s'attizzano battaglio pe cunquistà la scuraglia de l'ommeno. Un paesino dell'Italia centromeridionale sta per trasformarsi in una discarica di rifiuti. Il sindaco approva, gli abitanti si oppongono. Durante una manifestazione di piazza, la rivalità fra due uomini innamorati della stessa donna cambia i destini generali. Scatorchio, l'uomo che ci racconta questa storia, parla volentieri con tutti gli esseri dell'universo: da Gesù, agli uomini, agli animali. E lo fa in una lingua prodigiosa, che riesce a tenere insieme il sublime e il comico. In questo monologo affollato di voci ci sono tanti personaggi vivacissimi: Sirocchia, Cicerchio, la vidova Capecchia, lu nonnio, lu sindoco, lu prete, li arabacci sfedeli, lu menistro de l'Iggene, Pruscilla. Il ritmo è scandito da straordinari intermezzi in cui il protagonista incontra gli animali del paese, dando forma a un bestiario di figure indimenticabili: lu gatto gattaro, lu cane canaglio, lu rundenello, lu surcio pantecano, lu pepestrello. Vivono tutti una pena dello spirito, ciascuno di loro impersona una speciale forma di disperazione e nevrosi. S'intreccia con la storia anche il rapporto conflittuale, ma alla fine devoto, del protagonista con Gesù, in una serie di preghiere che si rivolgono anche alla Maronna e a Iddio Patro. Una freschezza sorgiva pervade le pagine di questo libro, una felicità d'espressione che pronuncia la contemporaneità affondando le radici nei vari strati storici della nostra lingua.

Scappare fortissimo
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Moretti, Stefano

Scappare fortissimo

Einaudi, 01/02/2011

Abstract: Si dice che i gatti abbiano sette, persino nove vite. Che riescano a precipitare da altezze vertiginose per poi rialzarsi, darsi una lisciata al pelo e spiccare un altro salto. Giovanni Prati, che con i gatti sa persino parlare, di vite ne ha avute tante da perdere il conto. È stato traduttore e poeta, cuoco, sceneggiatore, esperto di cooperazione nei paesi in via di sviluppo. È stato, per dieci anni, uomo di punta della Infinite Power Limited, la più potente multinazionale nel settore dell'aviation marketing. Fino a oggi: perché stamattina Giovanni Prati ha raccolto le sue cose dalla scrivania, ha messo nella borsa il notebook e se n'è andato. Per cominciare una vita nuova, un'altra, a modo suo. Una scorta di bottiglie per sciogliere i pensieri, i messaggi sul cellulare a scandire come epigrafi sgrammaticate le ore. Davanti a lui un weekend eterno durante il quale dovrà nascondersi e prepararsi, fare il punto di ciò che è stato e prendere congedo: dai colleghi, dagli amici, soprattutto dai suoi ragazzi, unica costante che resiste nel terremoto dei giorni. Per Giovanni si tratta dell'unica forma di amore possibile: che siano figli di papà o clandestini che si lasciano abbordare davanti alla stazione, quello che lo cattura è la loro bellezza. Sono giovani, giovanissimi, quattro peli di barba e architetture di gel sulla testa. E allora, se il lavoro è il mezzo e il pretesto per girare il mondo, se le giornate sono fatte di riunioni e pranzi aziendali, Giovanni aspetta paziente di trovarsi solo per avventurarsi nelle città notturne e disegnare la sua personalissima geografia sentimentale, una mappa fatta di volti e di corpi. Nella contemplazione adorante dei propri sensualissimi dèi, Giovanni sopravvive e insieme s'infligge la più crudele delle pene: nel confronto con la giovinezza, la vecchiaia diventa evidenza che annichilisce. Comincia così, con la percezione del proprio decadimento, la crisi di Giovanni Prati, ed è solo il principio di una frana che pare voler travolgere tutto, il lavoro e le amicizie e gli amori. Ai piedi di questa frana, nella preparazione dell'ultima fuga, Giovanni sarà costretto a fare i conti con le proprie scelte, fino ad accorgersi che scappare fortissimo, in fondo, non è troppo diverso da inseguire. Sarà costretto soprattutto a raccontarsi per quello che è: un uomo provocatorio e liberissimo che rifiuta l'autocommiserazione e sceglie una voce ironica, vitale, sfrontata. Ed è proprio nel parossismo dell'ironia e della sfrontatezza che sentiamo lo scricchiolio di un'impalcatura che cede e rivela, all'aprirsi di crepe e fratture, il dolore profondo e la paura di un individuo incapace, come tutti noi, di rassegnazione.

Casa d'altri
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D'Arzo, Silvio

Casa d'altri

Einaudi, 24/09/2013

Abstract: In gioventú, lo chiamavano Doctor Ironicus per la sua intelligenza sottile; ormai sessantenne, il protagonista di Casa d'altri non è che un "prete da sagre", confinato in un paesino della provincia emiliana dove non succede mai niente e dove "appaiono strane anche le cose più ovvie". Zelinda, però, una vecchia che passa le sue giornate a lavare i panni al fiume, senza avere alcun contatto con la gente, così ovvia non è; e non è ovvio neppure il tentativo di comunicazione che cerca d'instaurare con il prete, interrogandolo vagamente sulla legittimità di derogare a una "regola" della Chiesa cattolica. Quale sia questa regola, lo si scoprirà soltanto alla fine: quando il Doctor Ironicus, "così goffamente da provare vergogna di tutte le parole del mondo", non saprà dare alla vecchia che una risposta convenzionale e inadeguata. Intanto il lettore si trova coinvolto in una vicenda dal ritmo sempre più serrato, in un intreccio di tensioni e conflitti, in una lingua densa insieme di concretezza e di lirismo. Lo stesso clima di attesa incalzante si ritrova negli altri racconti: da Elogia alla signora Nodier, dove la protagonista, morto il marito, si chiude in una quieta infelicità, ai Due vecchi la cui serenità coniugale è turbata dal ricatto di uno studente. Nei temi comuni della solitudine, dell'isolamento, della diversità, c'è la disperazione lucida e modernissima di vivere il proprio tempo e il proprio luogo come "casa d'altri".

Forme originarie della paura
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Beyer, Marcel - Bortoli, Silvia

Forme originarie della paura

Einaudi, 17/05/2011

Abstract: "Un libro di storie che con la magia della lingua infrange il silenzio che grava sulla Storia". Neue Zürcher Zeitung Quando Dresda bruciò, nel febbraio del 1945, dal cielo piovvero uccelli carbonizzati e nel grande parco della città si radunarono, atterriti, gli animali fuggiti dallo zoo. Hermann Funk, all'epoca un ragazzino, si trovava nel bel mezzo di quell'inferno. Non lo scorderà per tutta la vita: nei bombardamenti perse entrambi i genitori. E la visione degli animali bruciati lo spingerà a dedicarsi all'ornitologia, studiando e successivamente lavorando sotto la guida dell'eccentrico e per molti versi ambiguo Ludwig Kaltenburg, un amico di famiglia e il più famoso zoologo ed etologo del XX secolo. Il professore lo vuole con sé quando, nel secondo dopoguerra, accetta l'offerta di creare, appena fuori Dresda, un Istituto di ricerca destinato a consolidare definitivamente la sua fama internazionale ma soprattutto a dare lustro al primo stato socialista tedesco, la Repubblica democratica tedesca. Il giovane lo vedrà muoversi con apparente disinvoltura fra i complessi meccanismi dello stato e le sottigliezze ideologiche del partito, attraversare i drammatici mutamenti degli anni Cinquanta, dal "complotto dei medici" a Mosca, al caso Slánsky? a Praga, all'Insurrezione ungherese e infine, dopo la costruzione del Muro e la misteriosa strage delle sue amate taccole, lasciare per sempre la Rdt e stabilirsi nuovamente in Austria. Ma soprattutto è al suo fianco quando Kaltenburg, attirando su di sé le critiche dei colleghi, decide di sconfinare dal terreno di ricerca che gli è proprio, la zoologia, per dedicarsi, nel saggio Forme originarie della paura, che rappresenterà la summa delle sue ricerche, a un raffronto fra i comportamenti di panico negli animali e negli essere umani. La paura appare così come il sentimento dominante di tutto il XX secolo e pervade, nelle sue declinazioni individuali, politiche, sociali, ogni pagina del romanzo di Marcel Beyer che anche in questa occasione si rivela uno straordinario osservatore dei percorsi umani e in questi della nostra storia. *** "Ho letto le prima dieci pagine di Forme originarie della paura almeno tre volte. Per quanto sono belle, ma anche perché, come tutto il resto del libro, sono ellittiche fino allo spaesamento.. Non che non si dica, si dice tutto quello che è necessario come sanno fare i grandi scrittori, ma la vicenda sembra negata. Fino a diventare uno strano giallo, nel quale niente è quello che appare, e tutto si svela pagina dopo pagina, in un continuo ruminare del senso.. Per farlo, per mettere in scena quel teatro della negazione che è stata la politica della Ddr, Marcel Beyer usa gli animali. Usa anche l'arte, Marcel Proust, l'amicizia, ma sono gli animali a rappresentare con precisione l'inermità di fronte alla catastrofe, e lo sconcerto che si prova quando alla semplicità monotona dell'accadere si sostituisce la progressione inarrestabile del male e la sua misteriosa e ostinata ottusità". Elena Stancanelli, la Repubblica

Taccuino siriano (16 gennaio-2 febbraio 2012)
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Littell, Jonathan - Botto, Margherita

Taccuino siriano (16 gennaio-2 febbraio 2012)

Einaudi, 01/06/2012

Abstract: Jonathan Littell ha trascorso due settimane e mezza a Homs, nel cuore dei quartieri che si oppongono al regime siriano. Questo taccuino - lo si scopre pagina dopo pagina - è un testo scritto in condizioni estreme, dove i protagonisti rischiano la vita in ogni istante. Nel costituire un documento unico, un'inchiesta autentica sul campo, esso testimonia la vita quotidiana del popolo in rivolta della città di Homs, la resistenza dei disertori dell'Esercito siriano libero, le atrocità commesse dalle forze governative.

Da dove sto chiamando
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Carver, Raymond - Duranti Riccardo

Da dove sto chiamando

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Da dove sto chiamando, l'"autoantologia" voluta da Carver nel 1988, poco prima della morte, presenta nella versione scelta e curata dall'autore racconti appartenenti a tutto l'arco della sua produzione, da quelli del libro d'esordio Vuoi star zitta per favore? ai sette "nuovi racconti" di Elephant. Permette così al lettore di scorgere forse nel modo più compiuto possibile gli orizzonti narrativi che si richiamano da un punto all'altro dell'ormai leggendaria "Carver Country". C'è ovviamente la coppia (o meglio, forse, gli individui che la compongono), fotografata nei suoi vari istanti, sovente nelle diverse fasi di una crisi: nell'attimo in cui qualcosa si rompe definitivamente, come in I chilometri sono effettivi; nel momento stesso di una separazione annunciata da una lettera dalla calligrafia "irriconoscibile", come in Pasticcio di merli; nel dopo della solitudine, come in Febbre, dove forse basterebbe una baby sitter come si deve per sperare di rimettere insieme i cocci di una famiglia. Le donne e gli uomini carveriani si trovano di fronte, all'improvviso e forse quasi senza accorgersene, alla resa dei conti con il sogno americano di provincia - disfattosi tra bottiglie, traslochi, debiti - e al tempo stesso solo sfiorati da quel che di rivoluzionario e avventuroso sembra accadere in posti come San Francisco o l'Alaska. Oppure a raggiungerli è un'eco di violenza: quella del reduce nero di Vitamine, che come amuleto porta con sé l'orecchio rinsecchito di un vietcong, l'esplosione di aggressività repressa di un padre mite in Biciclette, muscoli, sigarette o l'ottusità inquietante del protagonista di Con tanta di quell'acqua a due passi da casa. O ancora, è l'alcol a scandire le giornate, le ore, i minuti di molti di loro, in racconti come Un'altra cosa, Attenti, Da dove sto chiamando. Proprio un centro di recupero per alcolizzati fa da sfondo al racconto che dà il titolo alla raccolta, dove, nella storia dello spazzacamino J. P. e della moglie Roxy, con l'ombra di Jack London a fare da monito, il protagonista intravede una possibilità di cambiare qualcosa, fosse anche solo chiamare la moglie per farle gli auguri per l'anno nuovo. O telefonare alla sua ragazza per dirle, semplicemente: "Ciao tesoro, sono io". "Considerato nel suo complesso, il libro è la summa della carriera artistica di Carver e ne testimonia la qualità letteraria, eguagliata solo dai migliori autori di racconti americani: Hemingway, Welty, Salinger, Cheever". San Francisco Chronicle "Un libro strabiliante, che ci rivela un autore capace di espandere continuamente i propri orizzonti e obiettivi". Boston Globe

Essere uomini è uno sbaglio
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Kraus, Karl - Sorge, Paola

Essere uomini è uno sbaglio

Einaudi, 29/05/2012

Abstract: La penna al vetriolo del celebre autore satirico, che meglio di tutti seppe mettere a nudo l'uomo e le sue contraddizioni, si confronta in questo volume con i temi piú scottanti della sua attualità, che è anche la nostra: la politica e la religione, i vizi e le virtú umane, l'arte e la morale, in una folgorante raccolta di aforismi senza tempo. Maestro del "pensare breve", Kraus appare qui in tutta la sua arte, con uno stile unico, capace di racchiudere in una frase il mondo intero.

Sherlock Holmes
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Doyle, Arthur Conan - Lamberti, Luca

Sherlock Holmes

Einaudi, 11/10/2011

Abstract: Nei dodici casi di Le avventure di Sherlock Holmes il celebre investigatore, spalleggiato dal fedelissimo Watson, mette in salvo patrimoni bancari, salva la vita a donne e uomini, risolve ogni indagine grazie alla sua affilata intelligenza analitica. Con Il ritorno di Sherlock Holmes, Doyle, per assecondare le pressanti richieste dei suoi lettori, fa rientrare in scena il famoso investigatore dopo che in un'opera precedente ne aveva narrato la morte. L'ultimo saluto di Sherlock Holmes riunisce otti casi brillantemente risolti dall'infallibile detective di Baker Street, sempre agile e perspicace. Nel Taccuino di Sherlock Holmes il detective piú famoso al mondo, eroe-simbolo dell'Inghilterra vittoriana e positivista, si aggira tra maggiordomi, tappeti persiani e preziosi servizi da tè.

La cartella del professore
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Kawakami, Hiromi - Pastore, Antonietta

La cartella del professore

Einaudi, 01/03/2011

Abstract: "Il libro ha una delicatezza che lascia senza fiato". Télérama "La cartella del professore ha tutti gli ingredienti per diventare il romanzo d'amore dell'anno". Die Zeit Tsukiko ha poco meno di quarant'anni. Vive sola, e dopo il lavoro frequenta uno dei tanti piccoli locali di To-kyo- dove con una modica spesa si possono mangiare ottimi manicaretti e bere qualche bicchiere di birra o di sake. È un'abitudine molto diffusa fra gli uomini della metropoli, meno fra le donne. In una di queste occasioni incontra il suo insegnante di giapponese, che riconosce, malgrado i tempi del liceo siano ormai lontani, quando lo sente ordinare le stesse pietanze. Tsukiko e il prof, come lei lo chiama, iniziano a parlare e trovano subito un'intesa nella loro passione per il cibo. Fagioli fermentati con tonno, frittelle di radici di loto, scalogni sotto sale e altre leccornie della delicata cucina giapponese accompagnano gli incontri mai programmati, ma non per questo meno frequenti, di due persone così diverse eppure simili nella quieta accettazione della propria solitudine, e ogni incontro rappresenta un impercettibile avvicinamento, serve a chiarire dubbi e fraintendimenti. Ma la donna fatica a trovare una sua dimensione adulta, e il professore - che è vedovo e ha settanta anni - non riesce a uscire dal suo passato di marito e insegnante. Arriva la stagione dei funghi, le ferie di Capodanno passano senza allegria, poi fioriscono i ciliegi, si organizza una gita che delude le aspettative e termina, come tante serate, nel torpore dell'alcol... Trascorrono così due anni. E dopo infiniti appuntamenti, giunge il momento in cui il prof, nella sua lingua un po' vecchiotta, con i suoi modi di fare non proprio disinvolti, vince il pudore e chiede a Tsukiko se accetterebbe di frequentarlo "con la prospettiva di stringere una relazione amorosa". La storia di un amore insolito, e la scoperta di una scrittrice capace di cogliere, senza mai cadere nel sentimentalismo, la dolcezza della vita.

I ragazzi del coro
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Wambaugh, Joseph - Valente, Marina

I ragazzi del coro

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Certi poliziotti entrano nella leggenda per aver arrestato criminali di ogni genere. Sono istintivi e determinati, capiscono quando un sospetto mente e interpretano velocemente ogni minimo gesto o indizio. Ma per alcuni tra loro ci sono modi per entrare nella leggenda che non hanno niente a che fare con la legge. Prima metà degli anni Settanta: i "ragazzi del coro" sono dieci poliziotti di Los Angeles che dopo il loro turno di ronda si riuniscono al parco MacArthur, un luogo che condividono con alcuni fuori di testa e relitti umani. Lí bevono, s'insultano, organizzano orge, litigano, e, sull'orlo di un abbrutimento totale, si raccontano fatti privati e celebrano come gesta a volte epiche, ma piú spesso comiche, le disavventure del loro turno di servizio. Sembrano dirsi tutto, molto piú di quanto sarebbe lecito, ma il nocciolo vero della loro nevrosi rimane nascosto, pronto a esplodere nel buio sempre piú buio della mente, stimolato da un gioco di sopraffazione che sembra non avere limiti. Un gioco che andrà avanti finché uno di loro non cederà...

Racconti fantastici
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Pirandello, Luigi - Pedullà, Gabriele

Racconti fantastici

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Questa originale scelta dei suoi racconti, curata da Gabriele Pedullà, rivela per la prima volta il versante notturno, gotico e lunare delle Novelle per un anno ed evidenzia come - da un Mediterraneo per definizione distante tanto dalle brume del Nord quanto dalle fate morgane dell'Oriente - Pirandello abbia saputo dare vita a un fantastico originalissimo, non piú succube dei grandi modelli del romanticismo europeo. Un fantastico all'insegna dello spaesamento geografico, della lotta alle maschere sociali e della riflessione sui processi della creazione letteraria che non potrà che sorprendere - e deliziare - i lettori.

I Traditori
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De Cataldo, Giancarlo

I Traditori

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Da Palermo a Londra, da Roma a Torino, da Venezia alla Transilvania, nelle carceri inglesi e nei boschi della Calabria, tra pittori preraffaelliti e camorristi promossi poliziotti, tra mercanti di carne umana e lord irrequieti, giovani uomini e donne sognano, combattono e amano. E tradiscono. Ognuno va incontro al suo destino. A qualcuno tocca in sorte una nuova vita. Alcuni diventano faccendieri e delinquenti. Alcune donne guardano piú avanti, piú lontano. Gli ideali piú puri si fanno gretta convenienza. Le organizzazioni criminali si innervano nella nazione che nasce. I mafiosi intraprendono. I tagliagole tagliano gole. E Mazzini tesse la sua tela di sangue e utopia. Eppure, tra battaglie e cospirazioni, tra vite leggere e amori complicati, si compone potente e netto il disegno di una stagione e di un ideale che è sempre possibile. E che di nuovo ci attrae, con l'innocenza di una forza giovane che non possiamo dissipare. I PERSONAGGI DEL ROMANZO EROI, TRADITORI E BANDITI Violet Cosgrave. Inquieta lady, discendente di corsari. La Striga. Creatura delle foreste. Janet Corrigan. Pasionaria irlandese. Esther. La figlia dell'usuraio. Rosie Wexingham. La maîtresse. Lorenzo di Vallelaura. Nobile veneziano senza patria. Mario Tozzi. Repubblicano romano. Terra di Nessuno. Guerriero sardo. Michele Liberato di Villagrazia. Barone siciliano. Paolo Vittorelli de la Morgière. Capo dei servizi segreti piemontesi. Rudolf von Aschenbach. Funzionario dei servizi segreti austriaci. Salvo Matranga. Mafioso. Lord Jerome Chatam. Un aristocratico estenuato. Il Calabrotto. Capobastone calabrese. Don Totò 'o Meschiniello. Camorrista. Don Tore De Lorenzo. 'O Masto. Griffin McCoy. Reporter americano. Lussardi. Trafficante di bambini. Don Calò. Capomafia. Saraceni. Giudice borbonico. Solomon. Rabbino. Cole. Pastore protestante. Turrey. Un arrogante. Il Trevigiano, er Berva, Perry il Ratto, Mickey Faccia di Morto, Frank Gozzo. Tagliagole. I PERSONAGGI STORICI Giuseppe Mazzini. Il Maestro. Carlo Pisacane. Il socialista. Camillo Benso conte di Cavour. Il ministro. Giuseppe Garibaldi. Il Generale. Vittorio Emanuele II. Il re. Napoleone III. L'imperatore. Massimo D'Azeglio. Il marchese. Luigi Carlo Farini. Medico e dittatore. Bettino Ricasoli, detto Bet-Bey. Barone fiorentino. Luciano Buonaparte, principe di Canino. Aspirante statista. Ciceruacchio. Eroico bottaio. Sir Charles Babbage. Pioniere della scienza informatica. Ada Lovelace. Matematica, figlia di Lord Byron. Giovanni Corrao. Il garibaldino. Francesco Crispi. Il rivoluzionario. Felice Orsini. Il terrorista. Simon-François Bernard. Il nichilista. Algernon Charles Swinburne. Il poeta. Dante Gabriel Rossetti. Il pittore. Thomas Carlyle. Un reazionario lungimirante.

L'erotismo di Oberdan Baciro
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Luttazzi, Lelio

L'erotismo di Oberdan Baciro

Einaudi, 10/04/2012

Abstract: Pensate al re italiano dello swing. Immaginatelo al pianoforte, mentre duetta con Sylvie Vartan sulle note di Chi mai sei tu, o accompagna Mina in Una zebra a pois. Mettete a fuoco la postura e i gesti, l'aria signorile, l'ironia composta nella voce. Pensate ancora ai modi aristocratici, e a quell'indolenza oblomoviana che era la sua dichiarata aspirazione, il suo modo per sentirsi libero. Bene. Adesso dimenticatevi tutto. Perché a dispetto della sua immagine da gentiluomo d'altri tempi che suonava con lo smoking e la gardenia all'occhiello, il Luttazzi scrittore si rivela a dir poco spudorato. Comicità scatenata e scatenato erotismo: ecco i due binari su cui corre velocissima la cronaca della (breve) vita di Oberdan Baciro, vissuto quanto il fascismo e morto per distrazione. Figlio unico di madre vedova, devotissima a Dio e al Duce, il piccolo Oberdan è uno di quei rari esseri umani il cui destino si manifesta già nell'infanzia piú tenera. D'altra parte, "quando le cose debbono accadere, non solo accadono, ma precipitano". E a Oberdan basta un orlo appena sollevato, un baluginio di pelle, per trasformare la curiosità in chiodo fisso. Attorno a quell'apparizione fugace si consumano la sua infanzia e la sua giovinezza, votate al culto solitario dell'inspiegabile mistero femminile. Il problema però - vuoi per poco savoir-faire, vuoi per sventura, di certo non per mancanza di iniziativa - è che gli anni passano, ma per Oberdan il mistero resta tale. Non gli rimane cosí che rifugiarsi nella fantasia, accesa dai racconti di chi millanta esperienze trionfali, e da quel ritornello delizioso e crudele che le varie Aurora, Beatrice, Cicci, Patrizia, Nives, Sarah, si divertono a scandire un attimo prima di sottrarsi: Se te me fa veder ti, dopo te fazo veder mi... Mentre l'Italia degli anni Trenta cammina tronfia verso il baratro della guerra, Oberdan Baciro danza il suo impacciatissimo balletto con il desiderio, fino a un beffardo ultimo atto. Lelio Luttazzi sa essere meravigliosamente leggero. Di quella leggerezza gioiosa e immaginifica che è l'antidoto all'opacità del vivere. Con una lingua spigliata e volutamente démodée, strizzando l'occhio ai romanzi libertini, ci consegna un singolare affresco d'epoca che svela lo spirito irriverente nascosto sotto la gonnella dell'Italia piú severa. Una storia briosa e imprevedibile come la migliore delle sue improvvisazioni jazz.

Teologia del quotidiano
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Zarri, Adriana

Teologia del quotidiano

Einaudi, 29/05/2012

Abstract: In una cascina della campagna piemontese, dove Adriana Zarri ha scelto di condurre la sua vita eremitica, ci sono gesti, tempi e mestieri caduti in disuso, dimenticati. La Zarri, proseguendo la sua personale ricerca teologica - da lei definita provocatoriamente "impura" - ci dice che è dalla contemplazione, dall'educazione ai valori antichi e dalla vicinanza con le piccole cose che è possibile vivere ogni giorno il miracolo cristiano. Solo percependo i limiti dell'ordinario si raggiunge l'illimitato, l'Uno. E l'osservazione del piccolo, del'Altro, ci avvicina a Dio. Una lezione attuale e sincera come un abbraccio.

Il mastino dei Baskerville (Einaudi)
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Doyle, Arthur Conan

Il mastino dei Baskerville (Einaudi)

Einaudi, 01/03/2011

Abstract: Un'oscura leggenda vuole che tutti gli eredi maschi della famiglia dei Baskerville siano uccisi da un misterioso animale che si aggira nella brughiera: un cane mostruoso e gigantesco con gli occhi di fiamma che di notte fende la brughiera alla ricerca dell'ultimo erede di turno. Ma che cosa si nasconde davvero dietro le apparizioni della terrificante belva? Sospeso tra racconto del terrore e giallo classico, Il mastino dei Baskerville è considerato il capolavoro di Arthur Conan Doyle, un racconto insuperabile per il senso di mistero e il fascino della suspense che lo pervadono.

Sunset Park (Versione italiana)
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Auster, Paul - Bocchiola, Massimo

Sunset Park (Versione italiana)

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: "Sunset Park è allo stesso tempo serrato e di ampio respiro, immensamente ambizioso nelle tematiche, eppure capace di entrare nell'intimità dei suoi personaggi. [...] Ed è un vero piacere leggerlo" . Library Journal Miles Heller ha ventotto anni e vive in Florida. Ha poco, eppure ha tutto: l'amore di un'adorabile ragazza di origini cubane, la passione trasmessagli dal padre per il baseball con le sue storie fatte di destino e casualità, e i libri, "una malattia da cui non vuole essere curato". Il lavoro non è un granché, d'accordo, ma lui sembra farlo come se in quell'attività intuisse un misterioso legame con la sua esistenza: affinché le banche possano rimetterle in vendita, deve entrare nelle abitazioni abbandonate e fotografare gli oggetti che gli inquilini vi hanno lasciato. Una piccola archeologia di esistenze passate, ricordi di una vita precedente: anche Miles ha una vita precedente da cui negli ultimi sette anni è fuggito. E continuerebbe a farlo se il destino (o il caso) non si mettesse in mezzo: Pilar, la sua ragazza, è orfana e vive con le sorelle maggiori. Ed è minorenne. Così quando decide di trasferirsi da Miles, lui deve avere il loro consenso che ottiene corrompendo la più grande. Ma dopo qualche mese, Angela Sanchez inizia a ricattarlo. A Miles non resta che cambiare aria per un po': in fondo Pilar sarà presto maggiorenne e nulla potrà separarli. Si rivolge all'unico amico con cui è rimasto in contatto, Bing, che insieme ad altri tre ragazzi vive a Brooklyn, in una casa occupata in una zona chiamata Sunset Park. Tornare a New York, la sua città natale, significa fare i conti con i motivi che l'hanno spinto ad andarsene di casa, a voltare le spalle ai genitori, a interrompere gli studi, significa chiarire definitivamente, con i famigliari ma anche con se stesso, i motivi che hanno determinato la morte del fratello Bobby. Ma sarà un percorso difficile, doloroso e dall'esito incerto.

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Franzen, Jonathan - Pareschi, Silvia

Le correzioni

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Lo si sentiva nell'aria: qualcosa di terribile stava per succedere". Enid e Alfred Lambert trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un "ultimo" Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell'America del dopoguerra, attenti a "correggere" ogni deviazione dal "giusto". Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all'università per "comportamento sessuale scorretto"; Denise, chef di successo con una vita privata, secondo i canoni dei Lambert, molto discutibile. Il temporale annunciato spazzerà via molte cose di valore ma ne restituirà altre piú limpide. Un grande romanzo che si legge d'un fiato, ricco di umorismo e umanità e al tempo stesso duramente critico verso la società contemporanea e i suoi pochi, incerti valori. Impossibile non riconoscere che i Lambert siamo noi: in un momento della nostra vita, in qualsiasi luogo del primo mondo.