Trovati 854803 documenti.
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Elliot, 22/10/2010
Abstract: Quando il prudente e pacato John Stacey ritorna a Boston da Parigi con una moglie francese, la madre ne rimane scandalizzata. Le cose cambiano però con la nascita della figlia, Chantal, una bambina deliziosa e unica per quel misto di sangue francese e bostoniano che scorre nelle sue vene. Fin dall'inizio Chantal mostra di aver ben chiaro in mente cosa vuole e come ottenerlo e, una volta cresciuta, sposa l'uomo che desidera, Eugene, nonostante l'opposizione del padre. Dopo un periodo idilliaco, però, le cose cominciano a prendere una brutta piega e così la ragazza chiede aiuto alla madre, che le rivela un metodo segreto che le ha permesso di avere un matrimonio perfetto. Chantal prova a metterlo in pratica, scoprendo che funziona a meraviglia! Felice di come vanno le cose, in un momento di debolezza, rivela il segreto alla sua migliore amica la quale, invece, pensa bene di andare a spiattellare tutto a Eugene… Continuamente ristampato negli Usa, Un matrimonio perfetto ha avuto un grandissimo successo grazie al suo stile brillante e all'arguzia del suo meccanismo narrativo, a cui si unisce uno sguardo acuto sui costumi di ieri, che il lettore di oggi scoprirà non essere poi così diversi da quelli attuali.
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Elliot, 06/07/2011
Abstract: Una torrida estate bolognese, un piromane che semina incendi per la città e una morte strana, molto strana, apparentemente legata a oscuri culti sciamanici. L'autopsia conuce la polizia ai locali notturni latino-americani della provincia, il regno della Guerrera, al secolo Elisa Guerra. Capoerista convinta, studentessa di criminologia nonchè giornalista pubblicista disoccupata che attualmente consegna pizze a domicilio. La Guerrera è concentrata in una personale lotta per la sopravvivenza: gli ostacoli sono il disinganno della vita, la precarietà e un'occupazione di cui si vergogna. Quando l'ispettore Basilica la coinvolge nelle indagini, lei ci si tuffa nel suo modo incosciente, senza riserve, così come balla e beve rum. Le ambigue notti di salsa sono una calamita non solo per i personaggi che le animano - la fascinosa Princesa, El Tigròn, El Chupa-Chupa, Catalina, con la sua dolcezza azzurra e i suoi studi di alchimista, il sensuale contante Roelvis, un amante cubano tornato dal passato - ma anche per i curiosi. E qualcuno, nascosto nell'ombra, sta macchinando un nuovo delitto. Nel frattempo il fuoco continua a bruciare impietoso nelle strade di Bologna e nel cuore duro della Guerrera.
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Elliot, 07/01/2011
Abstract: Una donna, ormai anziana, mostra i primi segni della malattia che le toglie i ricordi, l'identità, il senso stesso dell'esistenza. È tempo per la figlia di prendersi cura di lei e aiutarla a ricostruire la sua storia, la loro storia. Inizia così il racconto quotidiano di piccoli e grandi avvenimenti, a partire dalla nascita della mamma, Esperia, e delle sue cinque sorelle, nate da un reduce tornato comunista dalla Grande Guerra e da una contadina dritta ed elegante, malgrado le fatiche della campagna, degli animali e della casa. I fili delle loro esistenze si svolgono dagli anni Quaranta fino ai nostri giorni, in un Abruzzo "luminoso e aspro", che affiora tra le pagine quasi fosse una terra mitologica e lontana. Giorno dopo giorno sfilano i personaggi della famiglia, gli abitanti del piccolo paesino ancora senza acqua né luce; personaggi talmente legati a una terra avara, da tollerare a malapena trasferimenti a breve distanza – la ricerca di un lavoro, l'occasione di poter frequentare una scuola "in città" – partenze che si trasformano in vere emigrazioni con il solo scopo del ritorno. Sono ricordi dolcissimi e crudeli, pieni di vita e di verità, che ricostruiscono la storia di un rapporto e di un'Italia apparentemente così lontana eppure ancora presente nella storia di ognuno di noi.
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Elliot, 26/06/2013
Abstract: La timida e romantica Caithleen sogna l'amore, mentre la sua amica Baba, sfrontata e disinibita, è ansiosa di vivere liberamente ogni esperienza che la vita può regalare a una giovane donna. Quando l'orizzonte del loro piccolo villaggio, nella cattolicissima campagna irlandese, si fa troppo angusto, decidono di lasciare il collegio di suore in cui vivono per scappare nella grande città, in cerca d'amore ed emozioni. Nonostante siano fermamente decise a sfidare insieme il mondo, le loro vite prenderanno però vie del tutto inaspettate e ciascuna dovrà imparare a scegliere da sola il proprio destino. Ragazze di campagna venne scritto in soli tre mesi e inviato a un editore, il quale ricevette da un celebre scrittore suo consulente questo giudizio: "Avrei voluto scriverlo io". Alla sua pubblicazione, avvenuta nel 1960, l'esordio narrativo di Edna O'Brien – fortemente autobiografico – suscitò reazioni di sdegno e condanna che andarono ben oltre le intenzioni di una sconosciuta autrice poco più che ventenne: il libro fu bruciato sul sagrato delle chiese e messo all'indice per aver raccontato, per la prima volta con sincerità e in maniera esplicita, il desiderio di una nuova generazione di donne che rivendicava il diritto di poter vivere e parlare liberamente della propria sessualità. A distanza di mezzo secolo, il libro che segnò il primo passo nella carriera di una grande scrittrice non ha perso nulla della freschezza e della verità che l'hanno reso uno dei romanzi di formazione più amati nel mondo, qui riproposto in una nuova traduzione.
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Elliot, 31/10/2012
Abstract: Hazel Woodus è figlia di una zingara gallese e di un allevatore di api con la passione per la musica. Trascorre la sua vita – solitaria, selvatica, eppure a suo modo felice – in un cottage sperduto tra le colline e i boschi della regione inglese dello Shropshire, secondo il ritmo della natura e delle stagioni. La sua unica amica è Foxy, un cucciolo di volpe che la segue fedelmente come un cane e al quale la ragazza dedica il suo affetto e le sue cure. Tutto cambia però quando incontra due uomini radicalmente diversi tra loro: il nobile, tenebroso quanto rozzo Jack Reddin e il premuroso, gentile reverendo Edward Marston. Entrambi si innamorano della ragazzina e cercano di averla; entrambi l'avranno – uno come marito, l'altro come amante – ma nessuno la possiederà mai, mentre Hazel, lontana dal suo mondo fatto di naturalezza e ingenuità, dovrà affrontare i pericoli della vita cosiddetta civile, sconosciuta e infida, da cui finora si è sempre tenuta lontana. Poetico, drammatico e commovente, Tornata alla terra è un grande romanzo fuori dal tempo che ha la forza conturbante della tragedia greca e la grazia della poesia. Tradotto dallo scrittore Corrado Alvaro e pubblicato nella collana la "Medusa" Mondadori negli anni Trenta, viene ora riproposto in questa edizione arricchita da una introduzione di Antonella Anedda Angioy. Un'operaindimenticabile di un "genio negletto" al quale oggi si torna a rendere un doveroso riconoscimento a livello internazionale.
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Elliot, 24/02/2012
Abstract: Dall'autrice di Un matrimonio perfetto e Tutte le ragazze lo sanno, un delicato e intenso romanzo sentimentale che anticipa di decenni il tema della realizzazione e liberazione femminile. Siamo in America, alla fine degli anni Cinquanta, in una quieta cittadina di provincia, lontana dalle turbolenze di New York e dalle inquietudini del tempo. Qui la vita di Lena sembra perfetta, con un matrimonio riuscito, due figli adorabili e una speciale capacità di far bene ogni cosa. Ma un giorno, sul finire dell'estate, nella piccola città arriva John MacCurdy, uno scultore brusco, anticonformista, affascinante. Dopo un iniziale senso di avversione nei suoiconfronti, Lena decide di prendere lezioni di scultura e inizia così a frequentare il suo studio. Con il tempo, sia l'arte che l'uomo prendono sempre più spazio nella vita di Lena, la quale si rende conto di avere un grande talento e desideri repressi che vanno oltre la dimensione casalinga che la sua vita ha finora avuto. Riuscire a far convivere il suo mondo ordinato e prevedibile con quello istintivo e ignoto dell'arte, rappresentato da John, diventa sempre più difficile ma scegliere sarà necessario, anche se nessuna direzione è scontata… Autrice di brillanti romanzi di successo, sempre centrati su un universo femminile inquieto e in cerca della propria realizzazione, Winifred Wolfe ci regala stavolta un romantico romanzo di formazione al femminile. Con i suoi toni delicati e le tematiche pionieristiche, la storia di Lena è la stessa di ogni donna che si chieda se la vita non sia altrove.
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Elliot, 12/06/2013
Abstract: Nella Mosca dell'inizio del secolo scorso un esteta si ritrova prigioniero di uno specchio mentre il suo doppio scorrazza indisturbato per la città. Questo racconto di Aleksandr Čajanov, "uno scienziato con l'animo di un poeta", non è solo una raffinata rivisitazione del tema dello specchio, un divertissement letterario con cui l'autore si ricollega alla tradizione del fantastico russo dell'Ottocento, ma anche una calata agli Inferi del proprio io più recondito. Cosa si cela sotto la plumbea superficie dello specchio? Riuscirà Aleksej a ritrovare la propria ombra? Nel raccontare le avventure dell'uomo di vetro che si snodano lungo un tracciato di vie e di piazze testimoni di un tempo il cui destino è già segnato, Aleksandr Cajanov ci trasmette, giocando con i miraggi e le chimere dell'estate di San Martino, l'immagine di una Mosca che sta per sparire. Lo specchio veneziano, pubblicato nel 1922, appartiene a un ciclo di cinque novelle nelle quali l'autore, ispirandosi liberamente a Hoffmann, propone un ventaglio di variazioni sul tema del fantastico.
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Elliot, 30/04/2014
Abstract: Per secoli, il sangue degli inglesi si è raggelato al ricordo del grido "Portate fuori i vostri morti!", il macabro annuncio propagato lungo le vie di Londra dai raccoglitori di cadaveri che attraversavano la città ammucchiando corpi su una carretta. La Grande Peste colpì la capitale del regno tra il 1664 e il 1666, uccidendo oltre 100.000 tra uomini, donne e bambini, un quinto dell'intera popolazione. Il racconto di quella che fu l'ultima grande epidemia di peste bubbonica in territorio britannico fu redatto nel 1722 da Daniel Defoe che, all'epoca dei fatti, era ancora un bambino. Basandosi sui propri ricordi e su un'assoluta fedeltà a elementi storici e documentali, Defoe fece confluire nel Diario i suoi due grandi talenti di giornalista e romanziere. Attraverso gli occhi e i controversi sentimenti del protagonista ricostruì le sconcertanti tappe del contagio, i primi annunci di vittime, gli stratagemmi per sfuggire al focolaio, il panico e infine l'incendio che devastò gran parte della città ponendo fine alla diffusione del morbo. Itroduzione di Goffredo Fofi.
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Elliot, 28/05/2014
Abstract: Dopo la Guerra di Secessione si verificò in America un fenomeno di crescita economica improvvisa e sconvolgente. L'espressione "The Gilded Age", usata per indicare quel periodo, fu coniata da Mark Twain per il titolo di questo libro (scritto in collaborazione con Charles Dudley Warner e pubblicato nel 1873) e divenne il simbolo di un'era di speculazioni e febbrili spostamenti di capitali come mai in passato. Fu allora, sulla giostra pirotecnica di dollari e nervi, che spuntarono alcuni tra i migliori personaggi della mitologia twainiana: la famiglia Hawkins, il cui patriarca si lancia senza troppo riflettere in ogni sorta di affare, alla perenne ricerca di una facile ricchezza, lasciando ai figli la pesante eredità di un terreno invendibile nel Tennessee (convinto che sarà la loro fortuna) e di una scarsa propensione alla fatica, e il colonnello Eschol Sellers, amico di famiglia degli Hawkins, forse il più funambolico e irresistibile personaggio mai uscito dalla penna di Twain, che dichiarò di averlo creato ispirandosi a uno zio materno. Seguendo le vicende dell'eroina, Laura Hawkins, si entra nel mondo dell'alta società e della politica di Washington, sorprendentemente familiare anche per il lettore di oggi, in un crescendo di aspettative e proiezioni di un brillante futuro, alle quali solo chi è disposto a rimboccarsi davvero le maniche sembra destinato a sopravvivere.
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Elliot, 21/05/2007
Abstract: Mittee e Selina, entrambe orfane dall'infanzia, sono cresciute insieme e si amano come sorelle ma sono divise dal colore della pelle (Selina è mulatta), dal denaro e dalla posizione sociale (Selina è la cameriera personale di Mittee). Il loro rapporto oscilla tra generosità e cattiverie e l'orgogliosa Selina mal si adatta all'altalenarsi di sentimenti della sua amicapadrona. Quando Mittee sposa Paul de Plessis, per Selina inizia l'agonia: Paul è stato il suo amante prima del matrimonio e lo sarà anche dopo. Il triangolo diviene presto fonte di infelicità per tutti, mentre sullo sfondo infuria la guerra tra i boeri e gli inglesi. Interamente raccontato dal punto di vista di Selina, il romanzo è un vivido affresco del Sudafrica di fine Ottocento, all'interno del quale spicca un personaggio complesso e affascinante, dotato di uno sguardo e di una voce che riescono a trasmettere con grande efficacia il dolore e l'umiliazione indissolubilmente legati alla propria condizione.
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Elliot, 23/04/2010
Abstract: Il romanzo narra la vita di un gruppo assai variegato di artisti: il pianista italo spagnolo Peregrini, la giovane cantante Rabia e l'attore di strada Tevfik. I personaggi sono inseriti in una rete fittissima di relazioni familiari e sociali, che vanno dal nonno di Rabia – il severo e avaro imam del quartiere, il primo ad accorgersi delle straordinarie qualità vocali della nipote e a volerle utilizzare per fare di lei una pia cantrice dei versetti del Corano – fino al potente Pascià, buono con i familiari e feroce con i nemici del Sultano, tra i quali un giorno scopre suo figlio Hilmi. Un affascinante affresco in cui personaggi appassionati e intimamente veri vivono le loro vicende sentimentali, politiche e artistiche al tramonto dell'impero ottomano, mentre già si affaccia sul palcoscenico della storia la generazione dei Giovani Turchi.
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Elliot, 19/11/2010
Abstract: Desirée si reca regolarmente alla tomba del marito, che ha avuto il cattivo gusto di morire troppo giovane. Bibliotecaria e cittadina, vive in un appartamento tutto bianco, con mobili di design, pieno di libri. Al cimitero incontra spesso un tipo che si prende cura della tomba accanto, realizzata con cattivo gusto, piena di angeli e decorazioni in marmo e circondata da una vegetazione strabordante. Il tipo si chiama Benny, il quale, dopo la morte della madre, vive solo nella fattoria di famiglia con ventiquattro mucche da latte e cerca di cavarsela come può, aiutato dal buonsenso paesano e da una gran dose di autoironia. Ogni volta che la incontra, è esasperato dalla vicina di cimitero, con quel berretto di feltro in testa e il piccolo taccuino di poesie sempre dietro. Un giorno però, un sorriso appare contemporaneamente sulle loro labbra, lasciandoli piuttosto turbati. È solo l'inizio di una passione bizzarra e sfrenata… Con romanticismo e humour, questo romanzo d'amore affronta una questione molto seria: cosa succede quando due culture completamente diverse si incontrano?
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Elliot, 19/11/2014
Abstract: I Jataka sono storie antichissime che raccontano le vite anteriori del Buddha. Costituiscono una tra le espressioni più popolari e diffuse della tradizione buddhista orale ancora prima che scritta. La compilazione ufficiale fu redatta in singalese da un anonimo nel V secolo, ma da allora sono seguite integrazioni, rielaborazioni, modifiche strutturali e versioni apocrife. In questi racconti il Buddha è ora protagonista, ora personaggio secondario, ora testimone, ora semplice narratore di vicende e parabole in cui si trasmettono messaggi di compassione, sincerità, altruismo. Pubblicate a Londra nel 1939, le Venti vite del Buddha rappresentano una selezione dei Jataka tradizionali, riscritti da una donna dalla vita breve e straordinaria (Noor Inayat Khan fu poetessa, musicista, poi agente segreto nell'esercito britannico per combattere la minaccia nazista) che dedicò questo libro non solo ai lettori adulti ma anche ai bambini, nella speranza di diffondere parole di pace nei tempi atroci della guerra.
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Elliot, 08/01/2010
Abstract: Da otto anni non guida più. Cammina, prende il treno, l'autobus. Passeggia nell'unico parco cittadino, nuota nella piscina comunale, spia la vita degli altri dal balcone di un anonimo condominio di periferia, dove non smette mai di piovere. Dorme poco e quando ci riesce riceve visite spettrali. Gioca a dama su Internet. È tornato a lavorare in fabbrica, che si è abbrutita e gonfiata di droga. Una volta ogni due mesi, di domenica, incontra una donna un tempo bella e ormai sfatta che passa le giornate a tradurre e a dormire, a cui è legato nell'anima da una dipendenza così feroce da cancellare quasi tutto il resto. Intorno, ogni cosa appare sporcata da sangue e sopraffazione, come se la violenza fosse l'unica lingua con cui gli umani riescono a comunicare. Soltanto una ragazza che accompagna una donna in carrozzella al parco, e un ragazzo sfrontato che insiste a cercarlo con strategie piuttosto bizzarre, sapranno sconvolgere la sua monotonia e spingerlo di nuovo verso il mondo. L'umanità racconta di un uomo smarrito che cerca di uscire da quel tunnel grande come una bocca che lo ha inghiottito tanto tempo fa, carambolando tra esistenze in apparenza insignificanti, marginali, minime. Una debolezza che si appoggia ad altre debolezze, un respiro corto che entra in un respiro universale e forse ritrova il ritmo giusto, il battito interiore, una verità.
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Elliot, 21/01/2014
Abstract: Pubblicato nel 1875 sulla rivista "Fortnightly Rewiew" con il titolo Falsità comuni sulla vivisezione, questo testo ancora attualissimo mostra come Carroll avesse perfettamente compreso le relazioni tra uomini e animali.Nell'Inghilterra di quegli anni la vivisezione era diventata un problema politico; proprio nel 1875 furono presentati due progetti di legge (a uno collaborò anche Charles Darwin) per regolamentare la sperimentazione sugli animali.Non stupisce che l'inventore del Coniglio Bianco e di tutta la folla sterminata di animali che popolano Alice nel Paese delle Meraviglie si dichiari contrario alla vivisezione, ma quello che sorprende sono gli argomenti filosofici e morali usati per questa presa di posizione. Fin dalle prime righe Carroll confuta le numerose bugie di chi difende la vivisezione, invitando il lettore a confrontarsi non con qualche teoria generale, ma con la propria esperienza quotidiana, in una sorta di lezione condivisa di filosofia morale, secondo cui il nostro modo di trattare le altre specie deve avere un valore etico dal quale non si può prescindere.Il testo non è dunque solo una curiosità letteraria, ma un punto di snodo sulla responsabilità dell'uomo verso la natura, e gli interrogativi sollevati allora, che coinvolsero per la prima volta l'opinione pubblica e non solo pochi intellettuali, restano ancora centrali e non completamente risolti.Questa edizione Elliot è arricchita dall'introduzione del poeta Antonio Veneziani .
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Elliot, 21/05/2014
Abstract: Nella sterminata lista delle opere di Balzac, tra drammi, romanzi, testi di critica letteraria e articoli giornalistici, ci fu spazio anche per questa Teoria del camminare, beffardo e serissimo saggio psico-sociologico sul movimento umano, nel quale il grande scrittore indossa le insolite vesti di antropologo.L'autore della Commedia umana dedicò non poco tempo e riflessioni all'argomento, abbandonando e riprendendo il progetto diverse volte ma continuando sempre a interrogarsi sul significato profondo, e a suo dire mai sondato, delle andature belle e di quelle sgraziate.Man mano che le sue scoperte in materia aumentavano in quantità e chiarezza ("Brrr! Le domande schizzavano come cavallette! Un eccezionale argomento!"), Balzac si convinse di essere sulla soglia di un segreto tanto oscuro quanto affascinante. "Non è davvero incredibile" scrisse "il fatto che, da quando l'uomo ha iniziato a camminare, nessuno si sia chiesto perché cammina, come lo fa, se potrebbe forse farlo meglio, cosa avviene mentre passeggia e se non esiste un modo per impostare, modificare e studiare la sua andatura?".
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Elliot, 29/01/2014
Abstract: Pubblicato nel 1909, Tre vite fu concepito e scritto nel leggendario appartamento al 27 di Rue de Fleurus, intorno al quale già cominciava a orbitare il fecondo ambiente parigino di Picasso, Matisse, Duchamp, Picabia, e più tardi la lost generation statunitense di Hemingway e Fitzgerald. Questo romanzo d'esordio nacque con l'intenzione di oltrepassare il naturalismo delle lettere americane e di compiere – come affermò la Stein in Autobiografia di Alice Toklas – "il primo passo della letteratura nel nuovo secolo".Ispirate da un quadro di Cézanne (il Ritratto di Madame Cézanne nella poltrona gialla), le tre storie di questo libro raccontano le vite di tre donne della working-class americana: Anna, ligia e operosissima domestica in casa della pingue Miss Mathilda; Melanctha, sempre in cerca di guai nella vita e nell'amore; e Lena, gentile, inerte e passiva in un mondo che decide per lei. A queste pagine la Stein affidò l'inizio di quella ricerca che avrebbe alimentato per tutta la vita: la formazione del soggetto e la sua materializzazione narrativa sulla pagina, la creazione di un nuovo modo di guardare al testo letterario ("Scrivo con gli occhi" dirà in un'intervista).Se anche più tradizionale rispetto ai futuri esperimenti (il celebre "Una rosa, è una rosa, è una rosa" farà la sua comparsa nel 1913), appare qui già in evidenza la rivoluzione stilistica degli anni successivi, il diagrammarsi lento e ripetitivo dei periodi, la reiterazione dei moduli narrativi e grammaticali, il dirottamento di una letteratura che avrà la sua ragion d'essere nel "senso della scrittura".
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Elliot, 12/05/2008
Abstract: Una città in stato di assedio, all'interno di un paesaggio bianco di polvere e di devastazione, in un luogo che potrebbe essere un posto qualsiasi del Medio Oriente. Per le strade, solo soldati che perquisiscono arbitrariamente le case e i loro abitanti. Carmen è scomparsa a un posto di blocco. Sua figlia Imen subisce l'irruzione in casa di Ian, un giovane soldato che in quella guerra infinita non trova più un senso. Nell'abitazione a fianco, Alia, la levatrice, cura le ferite di Gesù, il gatto del vicinato, mentre il marito Yad affoga la delusione e la noia tra le volute di fumo del narghilè, il sapore intenso degli ultimi pistacchi di Aleppo e l'alcol profumato dell'arak di Zahlé. Una scappatoia come un'altra al frastuono delle mitragliatrici e alla distruzione degli incendi. La morte incombe, la paralisi è totale, eppure la scintilla improvvisa della vita sboccia di prepotenza in un ricordo, uno sguardo, un sapore ritrovato, e nella forza vincente di un'ironia malinconica che pervade tutto, come la polvere bianca che è ovunque. Un giorno il figlio di Alia e Yad, Amin, lo studente modello, uccide un soldato votandosi al martirio. E diventa l'eroe che stupra, distrugge e uccide in nome di un Dio in cui nessuno crede più.
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Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio
Elliot, 27/03/2013
Abstract: Ogni anno oltre cento donne vengono uccise in Italia da uomini che conoscevano o con cui, nella maggioranza dei casi, avevano avuto una relazione affettiva.Il numero delle vittime aumenta in maniera allarmante, a riprova che il femminicidio non è solo un atto empio e feroce ma anche il frutto di una cultura del disprezzo nei confronti della femminilità, di una modalità distorta di vivere i rapporti umani, di una visione dell'amore come smania brutale di possesso.Davanti a un fenomeno tanto odioso, è difficile – se non impossibile – restare semplicemente a guardare. Quaranta autori italiani hanno reagito con le armi della scrittura, donando il proprio racconto per realizzare questa antologia.Oltre al dramma, alla violenza, al vilipendio, troverete però anche la speranza in un futuro più umano e rispettoso, una speranza sostenuta concretamente con i proventi della vendita del libro, che andranno al Telefono Rosa, l'associazione di volontarie che conduce da venticinque anni una battaglia civile necessaria e improrogabile.
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L'obbligo morale di essere intelligenti
Elliot, 07/01/2015
Abstract: "Se un uomo saggio chiedesse: quali sono le virtù moderne? E rispondesse alla sua stessa domanda con un elenco di cose che ammiriamo; se scartasse come "irrilevanti" gli ideali che per tradizione insegniamo, ma che non si trovano se non al di fuori della tradizione e dell'insegnamento – ideali come la mitezza, l'umiltà, la rinuncia ai beni materiali; se dovesse citare solo quelle eccellenze verso cui i nostri cuori sono quotidianamente portati, e dai quali è mossa la nostra condotta… in una lista come questa, quali virtù nominerebbe?". Così inizia L'obbligo morale di essere intelligenti, il pamphlet di John Erskine pubblicato nel 1915, che ha avuto enorme influenza nel dibattito culturale americano della prima metà del secolo scorso. Professore di letteratura inglese alla Columbia University, Erskine ci racconta una breve storia dell'intelligenza, una storia di paradossi, superstizioni, diffamazioni: dall'eredità anglosassone, che la vedeva come un "pericolo", a Milton, che senza troppi giri di parole le attribuì il titolo di "maggior pregio del Diavolo".