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Edicola, 27/10/2022
Abstract: Complice una madre distratta, che non vede bene dall'occhio sinistro, a sette anni M, invece che andare a scuola, viaggia ogni giorno per le polverose strade di un Cile di provincia, accompagnando D, il padre, nel suo lavoro di commesso viaggiatore di articoli di ferramenta.M e D lavorano in squadra. La presenza della bambina, con le sue scarpe lustre, la valigetta di plastica e un talento precoce nell'intercettare le debolezze altrui, impietosisce i clienti e fa aumentare le vendite di chiodi, martelli, seghetti e viti. D non è granché come padre, ma si rivela un eccellente datore di lavoro e in questi viaggi M inizia a costruire il proprio inventario del mondo, usando gli oggetti quotidiani come mezzo per comprendere la realtà.Fino al giorno in cui i vari elementi che le girano attorno – il passato della madre, D e il suo codice d'onore, i fantasmi di E, la fiducia nell'opera del Grande Falegname e i tempi che corrono – invece che incrociarsi e proseguire ognuno per la propria strada, la centrano in pieno.Con un linguaggio delicato e a tratti aforistico, Kramp, della scrittrice cilena María José Ferrada, è un piccolo vulcano che esplode senza preavviso: sempre in bilico tra nostalgia e ironia, grazie a una protagonista indimenticabile e a una visione libera da pregiudizi e dal peso degli affetti, fa piazza pulita di un intero sistema di regole e sentimenti.
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Edizioni FAG, 26/03/2018
Abstract: Il volume, aggiornato con la Legge di bilancio 2018, analizza in modo completo ed esaustivo i peculiari aspetti dell'impresa agricola. Oltre ad approfondire le tematiche connesse all'imprenditore agricolo e all'inizio attività, passa in rassegna gli obblighi contabili e quelli di bilancio, esamina il regime Iva, le imposte dirette, le altre imposte, concludendo con un capitolo dedicato alla vendita diretta e uno dedicato alla cessione dei prodotti agricoli e agroalimentari.
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Il Maestrale, 18/04/2018
Abstract: Nel deserto post-industriale del Sulcis - tra fabbriche e miniere chiuse e povertà - Denis, figlio adolescente di un operaio in cassa integrazione e nipote di un nonno comunista pervicace, rifiuta il piccolo mondo da cui proviene. Abbandonata la scuola, si dà allo spaccio di droga e sogna di partire per diventare un bodyguard. Si accorge di lui Severino, ex soldato della Legione straniera, che lo inizia a una cultura della forza e ad un'ideologia di destra. Dietro l'arruolamento c'è un progetto di cui Severino è il braccio armato, e in cui sono coinvolti faccendieri locali interessati al patrimonio di archeologia industriale del Sulcis e all'affare delle bonifiche del territorio. Ma c'è chi, come i ragazzi guidati dalla bella e determinata Alessandra, occupa un ex stabilimento minerario per farne un centro sociale. Tra attentati dinamitardi, ex minatori esperti di esplosivo, gruppi di potere e pestaggi di marca pseudo-politica prendono corpo personaggi di grande spessore umano come Pietrino, nonno di Denis, o Eugenio, un suo amico intellettuale, o ancora il maresciallo Sanna dei carabinieri. Tutti impegnati a districare un intreccio drammatico dagli esiti imprevedibili.
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Interlinea, 30/04/2018
Abstract: Cicci ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare: una vita bella e agiata, una famiglia che le vuole bene, tanti amici e una grande passione per la musica. Ma dal giorno in cui vengono emanate le leggi razziali in Italia, poco alla volta tutto ciò che ama le viene sottratto. Non le rimarrà che il suo violino, da cui non si separerà a nessun costo. Sarà proprio lui a raccontare, dopo un lungo silenzio, la lenta discesa di Cicci verso l'inferno di Auschwitz, dove sarà costretta a suonare per le SS. Anche in quella situazione terribile la ragazza sperimenterà il potere che ha la musica di rendere liberi. Tratto da una storia vera.
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Codice Edizioni, 26/04/2018
Abstract: Israele, 2015. Veterani dell'ultima guerra di Gaza ad appena ventun anni, Yoav e Uri hanno terminato il servizio militare obbligatorio nelle forze militari israeliane. Durante il tradizionale anno di riposo decidono di trasferirsi a New York, dove cominciano a lavorare per un lontano cugino di Yoav: David King, ebreo, repubblicano per convenienza, orgoglioso patriota e titolare della ditta di traslochi King, un vero colosso nel settore. I due amici faticano a ritrovare il passo della vita civile dopo gli orrori della guerra, anche perché il lavoro consiste principalmente nel buttare giù porte negli angoli più poveri del Bronx, di Brooklyn e del Queens, sbattere fuori di casa gli inquilini morosi e confiscarne i beni. Difficile insomma per Yoav e Uri evitare una sinistra sovrapposizione tra il passato in Israele e il presente nella Grande Mela. E quella che comincia come un'attività tutto sommato innocua, anche se stranamente familiare, si trasforma in una situazione carica di tensione, quando entra in scena un proprietario di casa in cerca di vendetta.
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Political TV. Informazione e satira, da Obama a Trump
minimum fax, 19/04/2018
Abstract: Contenuti dalla forte valenza politica attraversano da sempre la televisione americana. In anni recenti la presidenza di Barack Obama, abilissimo nel costruire la sua narrazione anche attraverso i mezzi di comunicazione, e quella di Donald Trump, star della reality television prima di approdare alla Casa Bianca, hanno enfatizzato ulteriormente sia lo stretto rapporto tra tv e politica, nelle rappresentazioni e nell'immaginario, sia le conseguenze di questo intreccio. Political tv offre una panoramica completa e ragionata sul tema, indagando tanto i generi televisivi più tradizionalmente legati alla necessità di informare (i telegiornali, le inchieste, le interviste), quanto quelli dove la politica è solo uno tra i molti ingredienti (le serie tv, i reality, la satira, il late night). Con rigore storico e chiarezza d'analisi Chuck Tryon esplora la costruzione televisiva di concetti fondamentali come la cittadinanza e l'identità nazionale, l'impatto nel rappresentare temi e idee, le contaminazioni con le logiche dell'intrattenimento e della pubblicità, lo statuto della tv politica nello scenario mediale post network. La postfazione al volume è stata scritta appositamente per questa edizione italiana e allarga lo sguardo alla presidenza Trump e al suo rapporto particolarissimo con i media.
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minimum fax, 12/04/2018
Abstract: Il post punk non è un "genere" come tanti, non è la diligente coda del punk, a cavallo tra due decenni, quando la rivoluzione è finita e i giochi sono fatti; è, al contrario, la musica e il tempo in cui tutto diventa possibile. I confini cadono, i divieti sono ignorati, le regole vengono sovvertite in una sperimentazione continua, selvaggia e colta insieme. Il post punk non è retromaniaco – per usare la categoria critica che lo stesso Simon Reynolds ha creato e che si è imposta come definizione della nostra epoca – ma è il "suono" del presente e delle sue possibilità infinite. Per questo motivo, a distanza di quarant'anni, ancora appassiona e influenza. La musica degli inglesi Joy Division, P.I.L., Gang of Four e Slits, degli americani Pere Ubu, Devo, Talking Heads e di altri gruppi noti e meno noti continua a essere fonte d'ispirazione per migliaia di artisti in tutto il mondo. Con Post punk Simon Reynolds scrive il suo libro più personale e coinvolgente, mostrando l'erudizione enciclopedica, la raffinatezza d'analisi e l'abilità divulgativa che ne fanno il critico musicale più importante della nostra epoca. I suoni e le emozioni, le speranze e l'euforia escono fuori da ogni pagina e ci invitano all'ascolto amorevole di una musica e di un tempo che non può essere ripetuto ma solo reinventato.
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Io, la rivoluzione e il babbo. Diario del sessantotto
Voland, 27/04/2018
Abstract: "Tirava un vento fortissimo ma non vedevo l'ora di uscire. C'era qualcosa di frenetico e frizzante che mi riempiva di desiderio e non mi lasciava in pace. non credo di avere mai più provato quella sensazione. Era il marzo del 1968 e io non avevo ancora compiuto tredici anni." Inizia così il '68 di Daniele Cini. Manifestazioni, slogan, occupazioni di fabbriche e di università, tabù infranti e miti nascenti: un viaggio temporale attraverso un anno intenso e cruciale non solo per una generazione. Un anno che ha stravolto regole, modi di pensare e di sentire, raccontato in prima persona da un adolescente che ne è stato (forse) uno dei protagonisti.
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Mattina d'inverno con cadavere
Il Saggiatore, 19/04/2018
Abstract: Mattina d'inverno con cadavere è l'opera con cui László Darvasi si presenta in Italia: una raccolta di racconti legati da fili invisibili eppure tenacissimi, in cui il realismo magico di Kafka e la melancolia di Krasznahorkai rinascono sotto l'infausta e sempiterna stella polare della putredine quotidiana. Darvasi fa sua la lezione dei maestri mitteleuropei e pone il lettore di fronte a un male che non ha forma né volto né contorno, a un orrore che non può essere separato dalla banalità di una giornata qualsiasi, a un ingranaggio di noia e odio dell'umanità verso se stessa che nessuno strumento può disinnescare. Un ragazzo uccide il fratellino spingendolo giù dal letto a castello. Un figlio vende il padre paralitico al mercato. Una signora uccide la donna delle pulizie perché porta lo stesso nome di sua madre. La donna delle pulizie di una chiesa la fa crollare sopra le teste dei compaesani riuniti per la messa. Una donna si impicca all'albero che il marito non ha voluto tagliare. Un uomo porta a spasso un cane impagliato che gli ricorda la moglie morta. Un uomo cerca per tutta la vita il suo colbacco; muore senza sapere che glielo nascondeva suo figlio. Nel cosmo di László Darvasi tutti sono inservibili, tutto è inutile, come un pomeriggio vuoto quando sei adolescente, hai la vita davanti e non sai proprio che fartene. Nel cosmo di László Darvasi ognuno è violento, vuole uccidere l'altro, e quanto più l'altro è simile a sé tanto più lo si vuole uccidere. Nel cosmo di László Darvasi si vede al massimo fino all'alba del giorno dopo, è superfluo elaborare progetti grandiosi. Di questo cosmo Darvasi ci guida alla scoperta, illuminando con luce cruda e radente l'indifferenza della volta celeste, la vacuità delle aspirazioni; dimostrando, con giudizio impietoso, inappellabile, eppure così semplicemente vero, che la vita umana non è altro che una faccenda di sopportazione e sopravvivenza.
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Raymond Carver. L'incisore della vita
Edizioni Clichy, 15/01/2018
Abstract: Raymond Carver è arrivato in Italia con molto ritardo, o comunque in ritardo ci si è accorti di quanto il suo lavoro avesse rivoluzionato per sempre, almeno quanto quello di Jerome D. Salinger e di Ernest Hemingway non solo la letteratura americana, ma più in generale quella del nostro pianeta. Grazie al paziente e prezioso lavoro dell'editore Minimum Fax e poi al successo del film America Oggi di Robert Altman, tratto dalle sue storie, l'autore dei racconti raccolti in libri ormai imprescindibili come Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, Vuoi star zitta per favore? o Cattedrale, oggi Carver è considerato un classico e uno dei "padri" della letteratura, anche grazie alla sua inconfondibile e unica tecnica di "taglio" sulla quale molto si è scritto, ragionato e anche fantasticato. Definito come il "Cechov americano", le sue opere hanno influenzato diverse generazioni di scrittori, ma lo stesso Raymond Carver sosteneva di essere uno scrittore "senza talento". Da figlio di un taglialegna della remota provincia americana, attraverso il duro lavoro e una vita passata a voler a tutti i costi diventare uno scrittore, Carver è oggi considerato il maestro del cosiddetto minimalismo, ma anche colui che, attraverso le sue storie che prendono vita dalle "banali" esistenze della middle class americana, ha svelato ai suoi lettori la magia che sta dietro alle cose "appena intraviste" tra le pieghe della "normale" quotidianità. Anche in questo volume della collana Sorbonne all'appassionata introduzione del curatore, da sempre ammiratore di Carver, si affiancano una accurata biografia, una puntuale bibliografia, una raccolta di scritti e citazioni e numerose immagini in gran parte inedite.
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Giro del mondo in una Coppa. Partite dimenticate, momenti indimenticabili dell'avventura mondiale
Il Saggiatore, 03/05/2018
Abstract: Ventuno sono le edizioni della Coppa del Mondo. Quarantaquattro i passi di Maradona prima di segnare il leggendario gol contro l'Inghilterra. Tre i minuti che separano quel gol dalla piroetta diabolica della "Mano de Dios". Ancora tre sono i minuti – i più belli della storia – in cui il Brasile di Garrincha e Pelé segna e colpisce due pali contro l'Unione Sovietica. Duemilatrecentosettantanove sono le reti segnate dal 1930 al 2014. Zero le foto che immortalano la prima, segnata da Lucien Laurent il 13 luglio del 1930. Sette i secondi dell'urlo di Marco Tardelli che riempie le strade di una notte italiana. Ventitré sono i cuori che battono in campo, arbitro compreso. Ventitré uomini, ventitré storie da raccontare. Perché i Mondiali non sono solo un evento, non sono solo una sfida o una battaglia. Sono le vite di chi li gioca e li guarda. Sono corpi e ricordi. Sono le passioni di chi li ha vissuti, i volti di chi li ha animati, le voci di chi li ha raccontati. La voce di Stefano Bizzotto ha raccontato sfide memorabili. In questo Giro del mondo in una Coppa ci accompagna attraverso capolavori sportivi, incontri mancati con il destino, grandi e piccoli momenti di tragedia, generosità e trionfo. Saliamo con lui sull'autobus di linea che accompagna i giocatori dell'Uruguay a disputare la finale del 1930; ci accostiamo al prato di Pasa-dena su cui scivola Andrés Escobar; ci fermiamo al semaforo londinese che suggerisce all'arbitro Aston l'idea dei cartellini; entriamo nello stadio Monumental mentre Daniel Passarella solleva la coppa, a poche centinaia di metri dalle celle dove i desaparecidos ascoltano la partita alla radio; scendiamo a San Siro, davanti agli occhi azzurro tenebra di Buffon, in lacrime per il Mondiale che non giocherà mai più. Nulla può compensare la perdita dell'attesa, dell'ansia e della gioia che esplode in una sera d'estate, la luce azzurrina dei televisori tra le vie deserte, i bar che risuonano delle voci metalliche delle telecronache. Nulla se non le storie. Giro del mondo in una Coppa fa rivivere le partite attraverso le parole di Rivera e Mazzola, Thuram e Bierhoff, Paolo Rossi e Rummenigge; dipinge immagini con il profumo della pipa di Bearzot, la grinta di Tardelli, il genio spiritato di Maradona, la malinconia di Riquelme. Sedetevi comodi: i Mondiali cominciano adesso.
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Voland, 02/05/2018
Abstract: Marie è una bellissima diciannovenne che gode a suscitare l'invidia delle sue coetanee. Quando va in sposa a un giovane benestante, non si rassegna alla nascita di Diane, l'incantevole figlia che attira su di sé l'attenzione di tutti, come non si rassegna a una vita che sembra deludere le sue aspettative. Amélie Nothomb torna a regalarci un romanzo crudele, mettendo a nudo con precisione millimetrica i meccanismi più distruttivi dell'animo umano. Colpisci il tuo cuore è la storia di un amore assoluto. L'amore di una figlia per la madre, la sua ricerca di tenerezza, di conferme. Non è però il racconto di una crisi familiare. Invidia, gelosia, rabbia, rancore si muovono all'interno del testo come personaggi silenziosi in grado di farci sussultare a ogni cambio di pagina.
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In punta di penna. Riflessioni sull'arte della narrativa
minimum fax, 26/04/2018
Abstract: Dopo tanti saggi e raccolte di interviste dedicati alle tecniche di scrittura, Filigrana propone qualcosa di più insolito e coraggioso. Alcuni tra i più grandi autori americani degli ultimi cinquant'anni sono stati invitati a spiegare la ragione ultima e più profonda che li ha indotti a prendere una penna in mano o a sedersi davanti a una tastiera per raccontare una storia. Una sfida non semplice, alla quale ogni scrittore ha risposto da par suo: chi parlando dei suoi maestri, chi soffermandosi su un aneddoto specifico, chi inoltrandosi nel mistero della creazione, a rischio di perdercisi dentro. Il risultato sono dodici testi affascinanti e godibili, nei quali la riflessione si apre alla gioia del racconto, e i ricordi più intimi acquistano la forza di esempi e massime di vita.Saggi di Richard Ford, William T. Vollmann, Joy Williams, Norman Mailer, Thom Jones, Mary Gaitskill, Mark Richard, Jayne Anne Phillips, Ann Patchett, Lee Smith, Terry McMillan e Tom Chiarella
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Quando ero piccola leggevo libri
minimum fax, 26/04/2018
Abstract: Non tutti sanno che tra Le cure domestiche, il romanzo di esordio con il quale Marilynne Robinson divenne una celebrità negli Stati Uniti, e Gilead, la sua seconda opera narrativa, premiata con il Pulitzer e primo capitolo di una magnifica trilogia completata da Casa e Lila, sono trascorsi ben ventotto anni: dal 1980 al 2008. E non tutti sanno che in questo trentennio o poco meno la Robinson, ben lungi dal rimanere inattiva, si è cimentata ripetutamente con il genere saggistico, regalando ai suoi lettori una serie ininterrotta di perle.Spaziando dalla meditazione teologica a riflessioni illuminanti sulla letteratura, dal ricordo autobiografico alla disamina di un'intera nazione e delle sue trasformazioni, i saggi di Quando ero piccola leggevo libri affrontano da un'angolazione nuova e complementare i grandi temi che sono al centro della sua narrativa - il clima politico e sociale degli Stati Uniti, la centralità della fede religiosa e la generosità di sguardo che ne deriva, la natura dell'individualismo americano e il mito del West - e compongono il ritratto intimo e ricco di sfaccettature di un'autrice che è considerata un vero e proprio classico contemporaneo.
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minimum fax, 03/05/2018
Abstract: Dimenticate Walt Disney e i fratelli Grimm: la Biancaneve di Barthelme è una donna annoiata, che scrive poesie erotiche, ha una difficile relazione col suo psicanalista, studia letteratura italiana e, in attesa che arrivi il principe azzurro, vive - in maniera decisamente promiscua - in una comune con sette uomini. Il genio comico di Donald Barthelme scompone la fiaba tradizionale in mille pezzi e li infila tutti nel frullatore, condendo la gustosa miscela con riferimenti alla cultura trash e citazioni colte, provocazioni, parodie e irresistibili nonsense. Uscito originariamente nel 1967, questo romanzo è uno dei grandi classici "nascosti" della letteratura americana: come scrive Ivano Bariani nella sua prefazione, "stemperate in quarant'anni di contaminazioni culturali, le tecniche innovative di Barthelme sono diventate gli strumenti di sopravvivenza e affermazione per un'intera generazione di narratori".
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Ledizioni, 04/05/2018
Abstract: Le evoluzioni nelle modalità di comunicazione e il rapido sviluppo delle tecnologie di socialità digitale hanno caratterizzato l'ultimo ventennio producendo, al contempo, nuove risorse e nuovi canali dedicati sia al mondo delle relazioni sentimentali che alle diverse galassie della sessualità. Incontrarsi, conoscersi, innamorarsi, fare sesso, sono attività che sempre più ricerchiamo e viviamo al confine tra il piano fisico e l'universo virtuale con il naturale e cospicuo bagaglio di domande e dubbi che questa dualità porta con sé.Cosa sono e come funzionano Tinder e le altre app per appuntamenti? È possibile innamorarsi online? Quali possono essere le conseguenze dello spiare lo smartphone o le mail del proprio partner?A questi ed altri interrogativi gli autori provano a fornire una risposta che, attraverso un approccio basato su ricerca e analisi di casi concreti, risulti per il lettore esauriente e, al tempo stesso, accessibile.
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Il primo sesso. Della superiorità estetica e morale delle Milf
Edizioni Clichy, 27/03/2018
Abstract: Se il maschio eterosessuale medio dovesse naufragare su un'isola deserta, con quale tipo di donna sceglierebbe di condividere la sorte? Nessun dubbio: vorrebbe accanto a sé una Milf. Cioè quel tipo di donna che dal gergo della pornografia americana è stata etichettata "Mother I'd like to fuck". Un'etichetta che è il frutto di un immaginario maschile al tempo stesso superficiale e complesso, centrato sulla dimensione immediata della carnalità ma profondamente connesso all'idea del matriarcato. Nella figura della Milf il maschio eterosessuale medio proietta qualcosa di primordiale, che riconosce d'istinto e trasforma in una figura del desiderio. Da questo assunto parte il viaggio semiserio alla ricerca dell'immaginario sessuale maschile che è soprattutto un'ode al mondo femminile. Con quest'ultimo che viene passato in rassegna mettendo al centro una figura emblematica, la Milf, ragionando sulla sua superiorità estetica e morale e sul suo carattere di donna non omologata né fatta oggetto di sofisticazione. Quel profilo che, parafrasando il titolo di un'opera di Simone de Beauvoir, è il "Primo Sesso" in assoluto, l'origine della divisione fra maschile e femminile e il loro punto di raccordo.
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Edizioni Clichy, 22/05/2018
Abstract: Un romanzo sulla morte. Uno dei più lucidi e indimenticabili romanzi sulla morte. Su chi resta, dopo la morte. Su cosa resta, dopo la morte. Su come si può convivere con l'idea della morte. Un romanzo su un figlio e su un padre, sui loro silenzi e il loro muto e incontenibile amore. E anche un romanzo sulla natura, sull'umidità, sulle rocce, il muschio, le felci, gli alberi, i camosci, l'acqua che a volte è violenta e può uccidere, gli insetti e le larve che divorano i cadaveri da dentro, trasformandoli in terra di nuovo. Un romanzo sul cadere e sulla voglia e il bisogno di ripartire. Un romanzo che è anche un'evocazione della montagna e della lentezza contro la veloce spietatezza del nostro tempo che ci allontana gli uni dagli altri. E ancora la storia di un tentativo di emancipazione, di un destino modesto, eppure anche integro e singolarissimo. Il ritratto di una generazione che sceglieva Leo Ferré per accompagnare un funerale, nella quale trovavano posto e dignità le persone pronte a lottare per la giustizia e l'eguaglianza, anche tra chi viveva a contatto ogni giorno con la terra e la sua cieca ferocia. L'uomo dei boschi è un libro che rimarrà a lungo nella testa e nel cuore di chi lo ha letto.
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minimum fax, 10/05/2018
Abstract: Negli ultimi vent'anni, la letteratura italiana di genere ha conquistato il predominio assoluto nelle classifiche di vendita, e costruito una vera a propria comunità di lettori che va sempre più ampliandosi.La costellazione di romanzi che vengono radunati - forse frettolosamente - sotto l'etichetta del crime nasconde differenze rilevanti e spesso ignorate: scrivere un noir non è la stessa cosa che scrivere un giallo; la serialità richiede tecniche di costruzione dell'intreccio che non sono né scontate, né alla portata di tutti; il thriller è un genere a sé, con regole proprie che è necessario applicare nei minimi dettagli, anche quando le si voglia sovvertire.Per la prima volta, tre maestri rispettivamente del noir, del giallo e del thriller hanno accettato di aprire il proprio laboratorio ai lettori, raccontando nei dettagli come costruiscono le loro storie, quali ne sono gli ingredienti irrinunciabili e come questi si sono evoluti nel corso degli anni.Il risultato è un libro pieno di passione e competenza: una lettura irrinunciabile per gli appassionati di Carlotto, D'Andrea e de Giovanni, ma anche per chi non li conosce ancora. Oltre che, ovviamente, per chi sogna di scrivere una storia crime, e vuol capire da dove partire e cosa non sbagliare.
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Alcide De Gasperi. Quando la politica credeva nell'Europa e nella democrazia
Edizioni Clichy, 20/02/2018
Abstract: Con una prefazione di Enrico LettaUna rilettura della vicenda politica dello statista trentino nell'intreccio fra il suo pensiero politico e l'azione condotta, in controtendenza nel secolo delle ideologie, nello spirito della weberiana "etica delle responsabilità". Quella esperienza esalta il contenuto etico della politica, per la responsabile autonomia delle analisi e delle scelte, per la coerenza della "visione" con i valori di riferimento, gli obiettivi definiti, la strategia per raggiungerli. La vicenda umana del politico trentino che inizia in territorio austro-ungarico, e attraverso il carcere fascista e il Cln, giunge a guidare il paese, umiliato e sconfitto, a farlo rinascere nel tempo della guerra fredda; a misurarsi con ostacoli e opportunità internazionali e con la necessità di superare lo storico steccato fra Papato e Stato laico, a rispondere alla sfida dell'integrazione politica europea. Una lezione politica, dalle vicende drammatiche della prima metà del secolo breve, che induce a riflettere sulle sfide del XXI secolo.