Trovati 855611 documenti.
Trovati 855611 documenti.
Papato, impero e respublica christiana dal 1187 al 1198 / Piero Zerbi
2. ed.
Milano : Vita e pensiero, 1980
Scienze storiche ; 26
Storia di un tema simbolista : gli interni / Liana Nissim
Milano : Vita e pensiero, 1980
La regola d'oro come etica universale / a cura di Carmelo Vigna e Susy Zanardo
Milano : Vita e pensiero, copyr. 2005
L' uso della forza : se vuoi la pace comprendi la guerra / Carlo Jean
Roma ; Bari : Laterza, 1996
[Bologna] : Editrice Missionaria Italiana, c1998
Testimoni della missione
Il secolo ebraico / Yuri Slezkine ; traduzione dall'inglese di Filippo Verzotto
Vicenza : Neri Pozza, 2011
Abstract: L'affermazione che apre questo innovativo e provocatorio saggio è di quelle ardite: l'età moderna è l'età degli ebrei e, in particolare, il XX secolo è stato il secolo ebraico per eccellenza. Una tale affermazione presuppone naturalmente che tra l'essere ebreo e lo spirito della modernità vi sia una profonda affinità, se non una sostanziale identità. Ma che cosa significa essere ebrei? Facendo propria una divisione antropologica del mondo in apollinei e mercuriani, vale a dire in contadini e mercanti, in stanziali e nomadi, in locali e stranieri, l'autore di queste pagine offre una risposta inequivocabile: gli ebrei sono i più grandi mercuriani della Storia. Un popolo senza patria, dedito alle lucrose attività del terziario, colto, eccentrico per aspetto, lingua, religione, tradizioni. E oggetto dell'odio e dell'invidia degli apollinei circostanti. Alla luce di tali categorie, la stessa storia dell'umanità si rivela come la storia di una progressiva mercurianizzazione dell'uomo. E l'età moderna come quel punto di svolta in cui l'uomo diventa universalmente mobile, professionalmente duttile, erudito, ricco per prestigio acquisito e non per natali; diventa, insomma, ebreo. (...) Denso di intuizioni illuminanti e trasgressive, scorrevole nell'esposizione e audace nell'analisi, Il secolo ebraico è un'opera che mira non soltanto a riformulare la nostra comprensione della questione ebraica, ma della questione moderna nel suo complesso. (Daniel Lazare).
La mia vita è uno yo-yo : diventare adulti in Europa tra opportunità e rischi / Morena Cuconato
Carocci, 2011
Abstract: Il volume si propone di collegare diversi filoni di ricerca delle Scienze dell'educazione per illustrare a tutto tondo la relazione tra gli aspetti strutturali delle transizioni alla vita adulta e la motivazione individuale dei giovani a impegnarsi attivamente nella costruzione della propria biografia. Lo studio è frutto di una ricerca triennale finanziata dalla Commissione Europea, che ha coinvolto, insieme ai ricercatori del networkàì ricerca europeo EGRIS (European Group for Integrated Social Research), giovani e professionisti dell'educazione in nove paesi europei. Il testo analizza la misura e le condizioni in cui i setting partecipativi diventano strumento di rilancio della motivazione giovanile all'apprendimento, svelando al tempo stesso le ambivalenti ripercussioni della retorica della società della conoscenza sulle possibilità di integrazione socio-lavorativa delle nuove generazioni europee. Il suo obiettivo principale è contribuire al dibattito europeo sulla partecipazione e la cittadinanza giovanile, aprendo uno sguardo critico sull'efficacia delle attuali politiche europee per le transizioni all'età adulta.
L'arco e la clava / Julius Evola ; saggio introduttivo di Giorgio Galli
4. ed. corr.
Roma : Mediterranee, [2000]
Opere di Julius Evola
Abstract: Il volume riunisce saggi già pubblicati separatamente altrove o costituenti il testo di conferenze, insieme a saggi del tutto nuovi. Con arco e clava si sono voluti indicare i due principali domini trattati da questo insieme di scritti, in cui l'autore considera problemi molto vari. Con l'arco si raggiungono obiettivi lontani, si affrontano problemi di ordine superiore. Con la clava si colpiscono e abbattono oggetti vicini, e qui si tratta di quei saggi che contengono una critica radicale e una presa di posizione di fronte a fenomeni vari del costume e della società contemporanei.
Milano : Il Saggiatore, 2011
Abstract: Con Bellissima è dunque la rosa, che illustra l'epoca della civiltà della villa e dell'alleanza tra aristocrazia veneta e santa agricoltura, e successivamente con Bei sentieri, lente acque, che delinea il gusto borghese per il giardino d'autore e il parco pubblico nell'Ottocento, Annamaria Contorti Calcagni ha composto le prime opere di un trittico. Una grande casa, cui sia di tetto il cielo è il libro conclusivo di questo trittico e insieme l'opera che porta a termine un percorso dentro la storia del giardino italiano dalle origini al Novecento. Prima dell'Unità d'Italia, il giardino, sintesi di tutte le arti, aveva un rapporto diretto con le peculiarità del territorio di appartenenza. Nel Novecento quel legame si allenta fino a disperdersi del tutto. Venuto meno l'antico ruolo dell'agricoltura, le città si espandono, l'industrializzazione si diffonde e il giardino trasforma il proprio ruolo, diventando un corollario della residenza di villeggiatura e dell'ideale dell'industria a misura d'uomo. L'evoluzione del giardino italiano scandisce le tappe della storia nazionale. A inizio Novecento, lo stile Liberty si fa raffinato interprete della nuova società borghese e democratica: vegetazioni e inedite fioriture verticali si intrecciano attorno a ville dalle linee sinuose, grandi alberghi e moderni centri termali. Attraverso il giardino del Novecento, l'autrice ricostruisce, tra intuizioni e progetti, successi e fallimenti, arte e società, la storia d'Italia.
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: Fra la prima metà dell'Ottocento e gli inizi del Novecento in Europa si afferma una cultura che procede sicura nella razzizzazione della figura dell'ebreo. È il caso di dire che la cultura alta - espressa da scrittori, scienziati sociali, medici e famosi pubblicisti - legittima gli atteggiamenti dell'antisemitismo militante, impegnati nelle agitazioni di piazza. Ecco perché, vista dall'angolazione delle rampe di selezione di Auschwitz-Birkenau, la cultura europea non può rivendicare patenti di immunità o di innocenza. La cultura politica antisemita ha agito semmai da amplificatore di giudizi e atteggiamenti antiebraici, che settori consistenti di intellettuali europei avevano elaborato al chiuso dei loro studi. Sul piano storiografico bisogna allora chiedersi se il nazismo non potesse presentarsi quale erede di determinati filoni e atteggiamenti culturali e scientifici, ampiamente diffusi nella cultura europea dei decenni precedenti.
Milano : V&P, 2011
Vita e pensiero. Università) (Economia, Ricerche
Milano : L'Ippocampo, 2010
Abstract: In partenariato con il WWF e il National Geographic, 69 fotografi naturalisti hanno percorso 48 paesi durante 14 mesi per rivelare l'incredibile diversità della natura selvaggia d'Europa. Dagli orsi polari di Svalbard alle tartarughe del Mediterraneo, dai bisonti che calcano le pianure polacche alle orchidee selvagge e ai ghiacciai innevati, il nostro continente svela per la prima volta la bellezza dei suoi paesaggi e l'immensa ricchezza della sua fauna. Grazie a una politica di conservazione sempre più influente, numerose specie sono state protette e reintrodotte nei loro ambienti naturali. Ogni anno, nuovi siti vengono ad aggiungersi agli spazi protetti che, nell'Unione Europea, rappresentano ormai il 20% del territorio. Nata per celebrare l'Anno internazionale della biodiversità, Wild - Natura selvaggia d'Europa è la più grande campagna fotografica mai realizzata sul Vecchio Continente.
Breve storia dell'arte moderna / Jean Clair
Ginevra ; Milano : Skira, 2011
Abstract: Con rara capacità di sintesi Jean Clair offre, in questo breve saggio, una griglia di lettura della storia dell'arte del XX secolo. Al di là delle definizioni - o autodefinizioni - di artisti e movimenti, Jean Clair legge il secolo breve in filigrana, come una concatenazione segreta di incontri e influenze che finisce per scrivere una storia ben diversa da quella ufficiale che ci viene proposta. Se un osservatore, come sono io, tenta di trovare un denominatore comune nella produzione contemporanea, a tutta prima si trova in grave imbarazzo di fronte alla sua diversità. Ma se poi, tenendo a mente l'orinatoio di Duchamp e la merda d'artista di Manzoni, considera le grandi manifestazioni - a Kassel, al Whitney Museum, o la mostra 'Sensation' a Londra e a Brooklyn - coglie un punto in comune che ne emerge prepotente: non più 'vedere', neppure 'pensare', ma 'sentire'.
1. ed. italiana
Milano : Vita e pensiero, 1994
Il teatro dell'assurdo / Martin Esslin ; [traduzione di Romeo De Baggis e Magda Trasatti]
Ed. aggiornata e aumentata
Roma : Abete, 1975
L'evento teatrale. Saggi ; 1
Bioetica : manuale per medici e biologi / Elio Sgreccia
Milano : Vita e pensiero, copyr. 1986