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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Esiste qualcosa, in ciascuno di noi, che ci induce a essere in un certo modo, a fare certe scelte, a prendere certe vie – anche se talvolta simili passaggi possono sembrare casuali o irragionevoli? Se esiste, è il daimon, il "demone" che ciascuno di noi riceve come compagno prima della nascita, secondo il mito di Er raccontato da Platone. Se esiste, è ciò che si nasconde dietro parole come "vocazione", "chiamata", "carattere". Se esiste, è la chiave per leggere il "codice dell'anima", quella sorta di linguaggio cifrato che ci spinge ad agire ma che non sempre capiamo. Dopo anni di indagini sulla psiche, che hanno fatto di lui l'autore di saggi memorabili come "Il mito dell'analisi" e "Re-visione della psicologia", James Hillman ha voluto darci con questo libro le prove circostanziate dell'esistenza e dei modi di operare del daimon. E ha scelto una via inusuale ed efficacissima, quella cioè di impiegare come esempi non oscuri casi clinici ma il destino di personaggi che ogni lettore conosce: da Judy Garland a John Lennon e Tina Turner, da Truman Capote a Quentin Tarantino e Woody Allen, da Hannah Arendt a Richard Nixon e Henry Kissinger, da Hitler ai serial killer. Attraverso questa profusione di storie eloquenti e paradigmatiche Hillman è riuscito a farci capire che se la psicologia si è dimostrata incapace di spiegare le scelte più profonde che decidono la vita di tutti noi è proprio perché aveva perso contatto con il daimon. E soprattutto a farci sentire di nuovo la presenza di questo compagno segreto dal quale, più che da ogni altro elemento, la nostra vita dipende."Il codice dell'anima" è apparso per la prima volta nel 1996.
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Non sempre è giusto cedere al fascinoso (e compassionevole) luogo comune secondo il quale chi muore giovane è caro agli dèi, perché "così come il carattere guida l'invecchiamento, l'invecchiamento disvela il carattere". La senilità, quindi, non è un accidente, né una dannazione o l'abominio di una medicina devota alla longevità, ma la condizione naturale e necessaria affinché il carattere si confermi e si compia. Come il daimon – il codice dell'anima – presiede alla rappresentazione di noi nell'età giovane, così il carattere delinea l'immagine di noi nell'età senile, vale a dire "ciò che resta dopo che ce ne siamo andati". Ma se il carattere sopravvive per immagini, invecchiare non è un mero processo fisiologico: è una forma d'arte, e solo coltivandola potremo fare della nostra vecchiaia una "struttura estetica" possente e memorabile, e incarnare il ruolo archetipico dell'avo, custode oculato della memoria e difensore non bigotto della tradizione – ovvero il compito cui siamo chiamati in tarda età. E non sarà secondaria, nell'adempimento di tale compito, la forza di impatto del nostro volto, che dal carattere è stato plasmato e del carattere è l'immagine più rivelatrice. Come viatico al seducente percorso cui Hillman ci invita in questo saggio, ci si potrebbe allora servire di un passo di Borges: "Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d'isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto"."La forza del carattere" è apparso per la prima volta nel 1999.
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Adelphi, 17/12/2014
Abstract: Fra i lettori appassionati di Hillman si sentono spesso ricordare due scritti, vere gemme della sua produzione: il saggio sul tradimento e "Senex e puer". Di fatto sarebbe difficile trovare una migliore via d'accesso al pensiero di questo autore. Nel primo caso perché in poche pagine egli ci offre un'analisi esemplare di una di quelle realtà condannate e deprecate che solo lo scandaglio psicologico riesce a illuminare dietro le grevi cortine della morale. E questa, come sappiamo, è una linea che Hillman ha in seguito ampiamente sviluppato. Nel secondo perché la caratterizzazione del Puer aeternus e quella parallela del Senex hanno una tale precisione e capacità individuante da offrirsi come ausilio immediato per riconoscere nella nostra psiche, in tutti i loro camuffamenti, i tratti dell'eterna fanciullezza e della saturnina vecchiaia."Il tradimento" e "Senex e puer" sono entrambi nati come conferenze, rispettivamente tenute a Londra nel 1964 presso la Guild of Pastoral Psychology e nel 1967 ai seminari di Eranos.
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Verso un'economia verde: la nuova sfida dell'Europa
Fazi Editore, 17/12/2014
Abstract: La domanda fondamentale non è come uscire dalla crisi economica. La domanda è come farlo senza già programmare la prossima crisi. Questa non sarà più solo economica ma anche ecologica.L'ecologica e l'economia sono intimamente connesse e continueranno ad esserlo sempre di più man mano che ci avviciniamo ai limiti estremi di sostenibilità del pianeta, e imparare a considerarle così unite potrebbe offrire la soluzione dei nostri problemi. Questa è la preziosa idea dell'economia verde.Più che un semplice slogan, la crescita verde è un nuovo paradigma per la politica economica, in grado di mobilitare le forze sociali necessarie ad avviare il cambiamento.Quali sono le radici comuni dell'ecologia e dell'economia? Quali sono i principi economici, politici, filosofici di un'economia verde? La protezione dell'ambiente può essere compatibile con lo sviluppo economico? Dobbiamo per forza scegliere tra salvare l'economia o salvare il pianeta? Se i problemi ambientali sono divenuti transnazionali, anche le soluzioni devono avere respiro globale. L'Unione Europea, in quanto esperimento politico di un'organizzazione sovranazionale di stati-sovrani, è la chiave di volta del problema. Con lucido pragmatismo e accompagnati da un'idea-guida della società in cui vorremmo abitare, questo saggio spiega il legame tra la crisi ambientale e la crisi ecologica, i pilastri sul quale poggia l'economia verde, e la soluzione politico-istituzionale di questa grande sfida aperta sul futuro.
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Impronte degli dei. Alla ricerca dell'inizio e della fine
Corbaccio, 18/12/2014
Abstract: QUAL È IL SEGRETO DELLA PREISTORIA DELL'UMANITÀ? Hancock intraprende una ricerca ad ampio raggio per mettere insieme i pezzi dell'enorme e misterioso puzzle della dimenticata preistoria dell'umanità. Nelle antiche rovine di diverse popolazioni, vengono alla luce non solo le impronte di un popolo sconosciuto che prosperò durante l'ultima glaciazione, ma anche i segni di un'intelligenza superiore. Mettendo insieme i miti e leggende universali, l'autore scopre tracce di uno specifico linguaggio scientifico decodificando i risultati di millenni di accurate osservazioni astronomiche. Utilizza poi le tecniche più evolute di geologia e astronomia per dimostrare che la datazione di molti siti archeologici potrebbe essere molto più antica di quanto creduto. E infine comunica una terribile premonizione.
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Salani Editore, 18/12/2014
Abstract: David, Mac'roc, Ohedìn e Lilo si dirigono verso Roc'Oorc. Hanc'roc, l'usurpatore, ha esteso il suo dominio fino a Minerhìa e ora controlla buona parte delle Terre d'Oriente; la compagnia del principe degli uomini dovrà attraversare un deserto presidiato da soldati nemici per raggiungere la città di pietra. Ma come potranno un giovane hòbrom, un gigante, un elfo e un ulo espugnare una fortezza protetta da un intero esercito di giganti? E tuttavia è questa l'unica via per spezzare la malvagia alleanza tra Hanc'roc e Kahòs. Se riusciranno, allora l'esercito degli uri varcherà nuovamente il Mare di Mezzo, per attaccare le armate del Signore Oscuro nelle Terre d'Occidente. Sarà la guerra più sanguinosa che mai sia stata combattuta tra i popoli della Terra di Arcon e solo l'intervento di una creatura dimenticata potrà aiutare David Dream a ritrovare Ossidea e riconquistare la Città del Cielo.
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Salani Editore, 18/12/2014
Abstract: Sono trascorsi alcuni anni da quando David Dream è tornato nel regno degli uomini e il giovane, naturalmente, è cresciuto. I ricordi del suo viaggio fantastico nella Terra di Arcon lo hanno accompagnato per tutto questo tempo, rendendolo ancor più "diverso". Un giorno, mentre torna a casa da scuola, incontra una figura misteriosa. Il ragazzo la segue tra la gente finché scorge un particolare anatomico che lo fa sussultare: quella creatura non è umana. Inizia così la terza avventura del giovane hòbrom nella Terra di Arcon. Egli varcherà di nuovo il confine tra i due mondi e scoprirà che l'incubo peggiore è diventato realtà e che il regno di Ossidea è precipitato nel buio e nel terrore. Il principe degli uomini dovrà tener fede alla promessa fatta a un amico e ritrovare la via della luce e della speranza.
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Feltrinelli Editore, 03/06/2016
Abstract: "Cosa mi combina questo paese? Osserviamolo freddamente, guardiamolo mentre perde l'onore e la vita"Suite francese è il titolo dei primi due "movimenti" di quello che avrebbe dovuto somigliare a un poema sinfonico, composto di cinque parti, di cui solo le prime due sono state completate. è il romanzo della riscoperta della Némirovsky che, dopo mezzo secolo di oblio, viene poi ripubblicata in oltre quaranta lingue. La figlia maggiore, Denise, aveva conservato il quaderno contenente il manoscritto, assieme ad altri scritti della madre, per cinquant'anni senza guardarlo, pensando che fosse un diario, troppo doloroso da leggere. Con sguardo lucido e persino distruttivo, Némirovsky tratteggia implacabile una grande civiltà in sfacelo. Il primo "movimento" difatti racconta in un grande affresco corale l'esodo di massa dei francesi che, all'arrivo delle truppe naziste, si spostano con tutto quanto, in un trasferimento di dimensioni bibliche. La seconda parte, invece, descrive i primi mesi dell'occupazione in una piccola città della campagna francese. I protagonisti sono due donne, la vedova Angellier e sua nuora, Lucile, e un ufficiale tedesco, Bruno von Frank. Tra il giovane ufficiale e la sconsolata Lucile scocca una scintilla che presto diventa amore: una vicenda emblematica dello stesso paese che finisce per accogliere i soldati tedeschi come uomini, "dimenticando" la loro natura di nemici.
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Garzanti, 18/12/2014
Abstract: Alfabeti è un viaggio tra i libri e nella letteratura – o meglio, uno dei mille possibili viaggi alla scoperta dei libri, dei loro autori e di noi stessi. Il percorso inizia dalle letture d'infanzia e d'adolescenza, da quei libri fondanti che contagiano il piacere della lettura, dando il sapore del racconto e dell'avventura, aprendo alla scoperta del mondo. In Alfabeti ci sono i libri che ci hanno formato, che ci hanno ferito e insieme hanno saputo curare la ferita. I libri che permettono di conoscere e ordinare il mondo e quelli che ne svelano il caos travolgente e distruttore, l'incanto e insieme l'orrore. I libri che fanno balenare la salvezza e quelli che si affacciano sul nulla. Soprattutto quelli che allargano i confini della letteratura e rimandano aldilà di essa. Alfabeti coglie le contraddizioni talora tragiche della letteratura e dei suoi autori, capaci di far capire a tutti cosa sia l'umanità ma anche di violarla colpevolmente. Anche per questo il percorso si conclude con un'appassionata e lucida riflessione sul rapporto della letteratura con l'etica e con la politica, riflessione che mette in luce contemporaneamente la necessità dell'impegno e l'altrettanto necessaria irresponsabilità della poesia.
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Neri Pozza, 12/12/2014
Abstract: Emil ha un diploma in tasca preso alla Realschule, una scuola costosa per il figlio di un modesto sarto come lui, ma allo scoppio della Grande Guerra è soltanto un piccolo apprendista in una tessitura. Lo chiamano tutti Schlump, che è come dire brutto mascalzone, dal giorno in cui, ragazzino, si è reso protagonista di una marachella al mercato.Schlump dovrebbe disegnare e creare modelli, ma anziché al lavoro pensa alle ragazze e alla guerra. Anzi, alle due cose messe insieme, poiché già si vede con l'uniforme grigia, ammirato dalle ragazze mentre va al fronte oppure sul campo di battaglia dove alcuni cadono e altri restano feriti o, a guerra vinta, in trionfo tra le donne che lanciano fiori dalle finestre mentre impazzano feste senza fine.Il primo agosto 1915 prende la sua cassetta d'ordinanza e, dopo aver salutato la madre piangente, si presenta fiero in caserma. Viene scaricato a Libercourt, in Francia, e da lì marcia in paesi dove non vi sono giardini ben curati né frontoni a graticcio all'ombra dei tigli. Schlump, però, è orgoglioso del suo incarico, frutto della sua vaga conoscenza del francese: amministrare da solo tre villaggi.A Loffrande, il villaggio più grande, scopre che è davvero "un bel traguardo per un diciassettenne" comandare uomini anziani e giovani donne attraenti come Estelle, bionda con gli occhi azzurri e le guance arrossate; o come la bruna Suzanne, con i boccoli castani che le dondolano sulla fronte; o la diafana Jeanne dalla chioma nera. Dimenticherebbe volentieri la guerra se i vetri alle finestre non vibrassero spesso per le cannonate del fronte vicino.Ma la guerra è lì a pochi passi e, per Schlump, viene subito l'ora di lasciare Loffrande e di raggiungere la trincea. Ed ecco il sibilo sinistro delle granate, gli angusti corridoi sferzati dalla pioggia e dal fango, i lampi rossi che si accendono sulle colline del nemico, le pallottole che fischia no nelle orecchie come le rondini dopo un temporale…Pubblicato per la prima volta nel 1928, bruciato dai nazisti nei roghi del 1933, ritrovato e riscoperto nel 2008, Il soldato Schlump è una delle opere più intense scritte sulla Grande Guerra. "Un libro luminoso proveniente da tempi bui", come ha scritto Volker Weidermann, il suo scopritore.IL romanzo bruciato dai nazisti nel 1933 e ritrovato soltanto nel 2008"Una scoperta letteraria che non ha prezzo".Neue Osnabrücker Zeitung"La vera sorpresa qui è la lingua.Totalmente diversa da tuttala letteratura pacifista precedente".Die Welt"Hans Herbert Grimmha scritto un romanzo originalissimo:violento e surreale, ricco di gioia di vivere e, ad un tempo, degli orrori più atroci della guerra".Buchkultur
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Sviluppare applicazioni per Android
Apogeo, 17/05/2011
Abstract: Android è un sistema operativo open source per dispositivi mobili basato su Linux. La sua struttura aperta permette di personalizzare le funzioni principali del sistema e sviluppare applicazioni.L'obiettivo di questo libro è quello di guidare il lettore attraverso tutte le fasi necessarie alla realizzazione di un'applicazione Android caratterizzata da una forte integrazione con sistemi esterni. Particolare attenzione è dedicata a passaggi chiave come la gestione dell'interfaccia grafica, la comunicazione tra le componenti, l'interazione con fonti di dati, fino alla pubblicazione sull'Android Market.Grazie a questo testo, aggiornato alla versione 2.3 della piattaforma, gli sviluppatori avranno tutti gli strumenti e le conoscenze fondamentali per creare applicazioni dedicate a smartphone, ma anche a tablet altri device.
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Adelphi, 30/12/2014
Abstract: Quando apparve "La letteratura come menzogna" (1967), la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. Lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della "neo-avanguardia", i quali non si erano accorti che la parola "avanguardia" era stata appena colpita da una benefica senescenza. Per ragioni di topografia e strategia letteraria, Manganelli fu assegnato (e si assegnò egli stesso) a quest'ultimo campo. Nondimeno, sin dall'apparizione dei suoi primi scritti, si capì che la letteratura di Manganelli non apparteneva a quella battaglia dei pupi, ma rivendicava un'ascendenza più remota e insolente: quella della letteratura assoluta. Che cosa si dovrà intendere con questa espressione? Tante cose diverse quanti sono gli autori che, esplicitamente o no, la praticano. Ma un presupposto è per tutti comune: si è dato, a un certo punto della nostra storia, un singolare fenomeno per cui tutto ciò che era rigorosa ricerca e acquisizione di un vero – teologico, metafisico, scientifico – apparve innanzitutto interessante in quanto materiale per nutrire un falso, una finzione perfetta e onniavvolgente quale è, nella sua ultima essenza, la letteratura. A questo dio oscuro e severo andava offerto tutto ciò che sino allora aveva presunto di essere giustificato in se stesso. Di questa ambiziosa eresia si può supporre fossero cultori, in secoli lontani, Callimaco o Góngora o fors'anche Ovidio. Ma rimane il fatto che nessuno osò formularla sino a tempi recenti, quando i romantici tedeschi cominciarono a disarticolare con mano delicata ogni presupposto dell'estetica. Come il surrealismo non può dirsi assente anche da letterature lontane, e tuttavia occorreva che un giorno André Breton scrivesse il "Manifesto del surrealismo" perché la parola si divulgasse; così è accaduto che l'essenza menzognera della letteratura sia serpeggiata per anni in tante opere, sinché Manganelli decise, con gesto brusco e quasi burocratico, di presentarla allo stato civile. È dunque molto grave la responsabilità che si prese, dando quel titolo a una raccolta di saggi dove si parla di Carroll e di Stevenson, di Firbank e di Nabokov, di Dickens e di Peacock, di Dumas e di Rolfe. Ma era un gesto doveroso: lo avvertiamo tanto più oggi, a distanza di quasi vent'anni, constatando che certe argomentazioni non hanno più bisogno di essere confutate. Già le aveva infilzate il cavalier Manganelli con la sua lancia. È accaduto perciò a questo libro, in breve tempo, qualcosa di simile a quello che avviene a tanti bei libri in tempi più lunghi. Nascere come scandalo e sorpresa, e vivere poi tranquillamente con la forza silenziosa dell'evidenza.
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Feltrinelli Editore, 03/06/2016
Abstract: "Billy è l'ultimo. E Billy Budd è una parabola. In questo discorso in forma di racconto (che, come è noto, fu redatto tra il 1886-1888 e il 1891, anno della morte dell'autore, e uscì nella prima edizione soltanto nel 1924) infatti Billy dà vita alla figura angelicata di colui che sempre e comunque subisce e subirà il torto, l'ingiustizia, la prepotenza, l'illegalità (per dirla melvillianamente, le mire del maligno su questa terra). Pertanto Billy – che è una specie di 'umiliato e offeso' eroicizzato sorto dalla commistione di un Oliver Twist rimasto immune ai bassifondi e ormai giovanotto con un santo martire e con qualcosa del dostoevskiano 'idiota' principe Myškin – è anche il sacrificato per eccellenza, cioè, l'innocente, il puro." (dall'Introduzione)
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Feltrinelli Editore, 01/02/2016
Abstract: "Andai nei boschi perché desideravo affrontare solo i fatti essenziali della vita, senza scoprire, giunto alla morte, di non aver vissuto"Come può un libro all'apparenza così remoto nel tempo e nello sguardo sul mondo parlare come pochi altri al nostro presente? Walden è infatti il resoconto di due anni di vita solitaria che Henry Thoreau trascorse fra il luglio del 1845 e il settembre del 1847 nella campagna del Massachusetts. E tuttavia è il testo da cui oltre un secolo dopo prenderanno le mosse i movimenti ecologisti e ambientalisti di mezzo mondo. Un semplice diario, che all'esperienza intima unisce la descrizione della vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali e immaginari, è per contrasto una riflessione sull'economia, sulla politica, sulla democrazia, sugli Stati Uniti, che in quegli anni si vanno formando come potenza. Tra le righe in cui la penna di un maestro mette in scena la semplicità della vita fra i boschi, scopriamo anche perché Thoreau è l'autore cui si ispireranno Gandhi e le controculture contemporanee. Walden è un'opera inafferrabile e battagliera che ha saputo diventare la bibbia dell'anticonformismo, del rifiuto delle leggi ingiuste e di una vita sobria e immersa nella Natura.
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Adelphi, 01/01/2015
Abstract: Chi è l'uomo, assente e impenetrabile, che alla domanda "Chi sei?" dei settanta rabbini appositamente convenuti a Nyesheve dalle grandi città della Polonia russa e della Galizia risponde solo, con voce remota: "Non lo so"? Il sensibile, delicato Nahum, genero dell'onnipotente Rabbi Melech ed esperto di Qabbalah, tornato pressoché irriconoscibile a Nyesheve dopo quindici anni di un misterioso errare? O, come invece sostengono i nemici di Rabbi Melech, il più miserabile e deriso dei mendicanti di Bialogura, Yoshe il tonto, che per placare una spaventosa epidemia è stato unito in matrimonio a Zivyah, la figlia idiota dello scaccino? È un asceta, un santo, degno di succedere all'ormai anziano rabbino di Nyesheve e di guidare i hassidim, o un peccatore, uno spergiuro? Mai la comunità ebraica è stata tanto lacerata e divisa – al punto da istituire un tribunale che risolva il caso –, mai ha conosciuto una così sanguinosa faida, quasi che le sue sorti fossero appese all'esile filo di una vacillante identità e di un incomprensibile vagabondare. E mai come in quest'uomo l'impossibilità di decidere del proprio destino, l'esilio – da se stessi, anzitutto –, l'angosciosa ricerca di una patria inesistente hanno trovato una più arcana, struggente, memorabile incarnazione.
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Garzanti Classici, 01/01/2015
Abstract: Abitante solitario del lontano asteroide B 612, il Piccolo principe è uno dei personaggi più amati di sempre: grazie alle sue parole e attraverso il suo limpido sguardo di bambino, generazioni di lettori hanno infatti potuto comprendere il senso dell'amicizia, il valore del sacrificio, l'importanza di saper cogliere ciò che di "essenziale è invisibile agli occhi". La poesia e l'incanto di questo racconto lo hanno reso un vero e proprio capolavoro della letteratura per ragazzi, nonché un libro di culto per gli adulti, e il suo straordinario successo trova conferma non solo nelle centinaia di traduzioni pubblicate in tutto il mondo, ma anche nei numerosissimi adattamenti teatrali e cinematografici.
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Longanesi, 01/01/2015
Abstract: Uno dei capolavori delle letteratura del '900 nella pregevole traduzione di Bruno Fonzi Una lunga fila di emigranti è in marcia verso la città polacca di Lodz: fra loro una variopinta comunità di ebrei ortodossi che intende guadagnarsi da vivere con la tradizionale filatura a telaio. Sarà il seme dal quale nasceranno grandi industrie tessili capaci di imporre le loro merci in tutta l'Europa. In questo piccolo e operoso mondo, dove il tempo è scandito dal lavoro e dalle pratiche religiose, nascono i due figli del pio Reb Abraham Hirsch Ashkenazi, opposti nel carattere fin dalla prima infanzia: Jakob Bunin, vitale e generoso, rappresenta la forza naturale e l'istinto gioioso di vivere, mentre Simcha Meier, introverso e abile negli affari, riversa la sua febbrile inquietudine nell'imprenditoria. La parabola dell'esistenza porterà Jakob ad affermarsi con il suo talento di comunicatore, mentre Simcha toccherà le vette del capitalismo industriale grazie a un miscuglio di cupidigia e lungimiranza che tutto travolge in nome del profitto. Attorno a loro, tra la fine dell'Ottocento e il primo conflitto mondiale, si svolgono le grandi vicende della Storia e gli eventi minimi di una folla di personaggi uniti dalla comune spiritualità ebraica, che sfocia in conflitti generazionali, al punto di indurre i giovani a un progressivo allontanamento dalla tradizione dei padri, fino a esperienze estreme come la rivoluzione, la negazione degli affetti familiari e l'affermazione dell'individualismo assoluto. Per Jakob e Simcha, divisi per quasi tutta la loro vita, il risultato è il distacco dal giudaismo, con la conseguente perdita della propria identità per costruirsi una rispettabilità borghese. Ma tutto è inutile, destinato al fallimento. Insieme al capitalismo si sgretolano i destini di uomini e donne travolti dal tempo e dalla Storia. Dei fratelli Ashkenazi, riuniti in un ultimo, disperato abbraccio, non resterà che l'infinita vanità del tutto. Israel Joshua Singer racconta la grandiosa e feroce epopea borghese degli ebrei polacchi in un romanzo insieme corale e individuale, nel solco del grande realismo ottocentesco ma percorso dalle inquietudini del Novecento: un magistrale affresco che si pone come il pendant ebraico de I Buddenbrook di Thomas Mann, e che spiega perché il premio Nobel Isaac Singer disse dell'amato fratello: "Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera". ISRAEL JOSHUA SINGER (1893-1944) trascorse con il fratello minore Isaac Bashevis l'infanzia a Varsavia, dove il padre era rabbino, ma nel 1918 lasciò la famiglia per trasferirsi a Kiev, dove lavorò come correttore di bozze. Tre anni dopo fece ritorno a Varsavia. Esordì con i racconti in yiddish di Perle (1922), avviando nel contempo una serie di corrispondenze per il quotidiano newyorkese Jewish Daily Forward. Nel 1932 il romanzo Yoshe Kalb, che descrive la vita di una comunità chassidica in Galizia, conobbe uno straordinario successo, soprattutto nella versione teatrale. Nel 1933 emigrò negli Stati Uniti. Dopo I fratelli Ashkenazi (1936), unanimemente considerato il suo capolavoro, scrisse ancora racconti e commedie. Nel 1946 apparve Da un mondo che non c'è più, che raccoglie una parte delle corrispondenze per il Jewish Daily Forward e costituisce una sorta di autobiografia parallela a quella che il fratello scrisse con i racconti di Alla corte di mio padre.
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Feltrinelli Editore, 07/01/2015
Abstract: Tre storie magiche che intendono stimolare il lettore a trasformare la propria vita. Basate su un linguaggio poetico e favolistico, su personaggi che vivono alla confluenza tra la realtà e altre dimensioni, sono tre parabole di alcune delle principali intuizioni di Alejandro Jodorowsky venute alla luce durante le sue ricerche nel mondo della spiritualità."Voglio che finalmente la mia coscienza possa esplodere come un astro luminoso, che ogni cellula del mio corpo diventi spirito!"Tre storie iniziatiche e terapeutiche per essere se stessi.
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Adelphi, 07/01/2015
Abstract: In quattro schegge di prosa, una Corsica di luce e fantasmi, di natura e mito, che nessuno ha mai visto. L'ultimo e incompiuto vagabondaggio di Sebald.
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La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin
Feltrinelli Editore, 07/01/2015
Abstract: Sulla caviglia dello stivale Italia, là dove sta l'osso pezzillo, nasce il nostro eroe, Isidoro Sifflotin. Nella casetta di Mattinella, che sta su da trecento anni e "non crollerà mai", il prodigioso guagliunciello Isidoro affina una dote miracolosa, ricevuta non si sa come da Quirino – il padre strabico, poetico e comunista – e da Stella, la mamma pastaia. Qual è questa dote? La più semplice: Isidoro sa fischiare, e fischia in modo prodigioso. Con il suo inseparabile merlo indiano Alì dagli sbaffi gialli, e l'aiuto di una combriccola stralunata, crea una lingua nuova, con tanto di Fischiabolario, e un messaggio rivoluzionario comincia magicamente a diffondersi. Proprio quando il progetto di un'umanità felice e libera dal bisogno sta per prendere forma, succede qualcosa che mette sottosopra l'esistenza di Isidoro. "Tutto quello che cresce si separa": con addosso questo insegnamento di mamma Stella, Isidoro, ormai ragazzo, scopre Napoli e si imbatte, senza neanche rendersene davvero conto, in un altro linguaggio prodigioso e muto: quello dell'amore.