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Il Saggiatore, 29/09/2022
Abstract: Che cosa significa essere intelligenti? In che modo le cellule del nostro cervello danno origine alla comprensione del mondo? Come viene trasformata la percezione dei sensi in conoscenza? La verità è che non lo sappiamo. Per quanto si parli costantemente degli enormi progressi delle neuroscienze, abbiamo ancora più domande che risposte.Jeff Hawkins ha trascorso quasi vent'anni provando a colmare questa lacuna e, come spesso succede per le grandi scoperte, si è accorto che è sufficiente cambiare il nostro approccio per farci sorprendere dalla realtà. La sua Teoria dei mille cervelli, esposta qui per la prima volta, nasce infatti da una nuova prospettiva sulla neocorteccia. L'intuizione chiave riguarda le sue unità di base, chiamate colonne corticali, che imparano singolarmente un modello del mondo e lo tengono in continuo aggiornamento. All'interno della scatola cranica non c'è però una sala di controllo che decide a quale singolo modello dare ascolto: la nostra percezione è un consenso che le colonne raggiungono votando. Una vera e propria democrazia di neuroni nella testa.Ma Hawkins, ingegnere oltre che neuroscienziato, fa un passo in più: una volta che abbiamo capito davvero come funziona il cervello, sarà più facile costruirne uno. Combinando le neuroscienze con uno studio ambizioso sullo sviluppo delle intelligenze artificiali del futuro, Mille cervelli in uno annuncia una vera e propria rivoluzione nel modo di avvicinarci alla conoscenza, umana e artificiale. È un libro che pensa in grande, in tutti i sensi.Un libro rivoluzionario e necessario che ci porterà verso le nuove frontiere delle neuroscienze e dell'intelligenza artificiale.
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Il Saggiatore, 30/09/2022
Abstract: Rossini aveva 37 anni e 39 opere alle spalle quando si ritirò dalle scene teatrali dopo avervi esercitato un'egemonia incontrastata. Eclettico, altalenante tra comico e tragico, e prolifico sperimentatore di generi, raggiunse e impose uno stile sovraregionale, nella fedeltà a un ideale di bellezza ineffabile che la sua musica sempre inseguì: una musica che diede voce ai suoi personaggi esprimendo, con una scrittura vocale e strumentale esaltante, il loro destino, la speranza che li anima, l'allegrezza che li circonda, la felicità che li attende, l'abisso in cui stanno per cadere. Questa musica, "universale più che specifica", fu però scritta e creata nel e per il proprio articolato presente, adattandosi ai contesti e agli artisti con cui Rossini si confrontò nelle sue peregrinazioni. La riconoscibilità immediata del suo linguaggio drammatico segnò così, in tempi di grande mutamento, una strada impossibile da ripercorrere, che conobbe imitatori ma non successori.La fortuna discontinua di Rossini pone ancora oggi molti interrogativi, da cui Andrea Chegai parte per riavvolgere il filo della matassa che i recensori del tempo, i biografi e gli studiosi attuali hanno tentato di sbrogliare. Indagando sui motivi della fama del Pesarese, sui suoi rapporti con impresari, cantanti, scrittori, librettisti e compositori, Chegai riposiziona le opere di Rossini in una prospettiva storica che tiene conto delle trasformazioni sociali, politiche e musicali a cavallo tra Settecento e Ottocento.Rossini ci permette di approfondire con coinvolgimento e rinnovato sguardo critico la musica di un artista "proteiforme e impenetrabile fino alle ultime note", per ciò che significò al suo tempo e per quello che può ancora significare per noi oggi.
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Il Saggiatore, 30/09/2022
Abstract: Il fax, le videocassette, i floppy disc e il walkman: sono tutti oggetti che hanno fatto parte del nostro passato e che sono ormai caduti in disuso, sostituiti dai loro figli evoluti e più pratici. Ma abbiamo mai pensato che questo stesso processo sta accadendo anche al contante? Oggi che la moneta fisica è diventata una sorta di antenato vintage dei pagamenti contactless, di Apple Pay e Google Pay, dei nostri comodi smartwatch e delle criptovalute, come è cambiato il nostro rapporto con il denaro?Quando ci sentiamo in pericolo, che sia la prospettiva di una crisi finanziaria o dell'arrivo di un uragano, il copione rimane sempre lo stesso: la corsa agli sportelli. La moneta fisica rappresenta una costante delle nostre società, dai soldi lasciati sotto il cuscino dalla fatina dei denti, alle mance nel barattolo alla cassa. Ma allora a chi conviene una cashless society?Ciò che ci viene presentato dai media ogni giorno come l'inevitabile progresso potrebbe condurre in realtà verso torbidi scenari. Brett Scott, dopo essere stato per anni in prima linea nella finanza mondiale, ci mette in guardia dai rischi della smaterializzazione del denaro. Considerando l'uso del contante come un atto politico, possiamo salvaguardare la nostra privacy e la libertà, oltre che i nostri risparmi.Una guida ragionata ma provocatoria, eretica ma consapevole, ai rischi della smaterializzazione dell'economia.
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La volontà di cambiare. Mascolinità e amore
Il Saggiatore, 30/09/2022
Abstract: Tutti hanno bisogno di amare e di essere amati, anche gli uomini. È questa la verità essenziale che anima La volontà di cambiare, il libro a cui bell hooks ha affidato le sue riflessioni sulla mascolinità tossica, sull'inclinazione maschile alla violenza e all'assenza di emozioni, ma soprattutto sulla rivoluzione affettiva necessaria per immaginare una società nuova, in cui nessuno debba più avere paura del proprio universo sentimentale.Cresciuti in una società patriarcale, in cui resta fondamentale gestire e preservare il mito della forza, gli uomini hanno imparato a fabbricare meccanismi di difesa per resistere alla pressione emotiva che viene esercitata sulle loro coscienze. Sono spinti a indossare maschere sempre più convincenti per evitare di esprimere ciò che sentono davvero e rivelare così la loro incapacità di gestire relazioni profonde e aperte. Sono maschere di rabbia e violenza, con cui compiono i delitti che colpiscono migliaia di vittime ogni giorno.Ma con una disposizione positiva al cambiamento, una rivoluzione delle coscienze non è più un'irraggiungibile utopia, diventa anzi un'indispensabile visione per abitare un futuro diverso: l'unico in cui tutti avranno il coraggio di amare e di essere amati.
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Fandango Libri, 23/09/2022
Abstract: Cresciuta tra il South-Carolina e New York, Jacqueline Woodson racconta la sua vita di bambina afroamericana negli Stati Uniti tra gli anni '60 e '70. In un coinvolgente romanzo in versi accompagna il lettore tra i suoi ricordi, lo fa entrare a Greenville, nella sua prima casa, tra i giochi con i suoi fratelli e sua sorella, canta per lui le canzoni dei nonni e dello zio preferito, che ritmano però con il sottofondo minaccioso dei grandi eventi storici che bussano alla porta: la segregazione razziale e la lotta per i diritti dei neri. Con il trasloco nella grande metropoli alla ricerca di maggiori possibilità, si apre per Jacqueline bambina una pagina nuova della sua vita. Se Greenville è l'eden bambino, New York è la scuola, le parole per esprimere sentimenti e desideri, l'amore per la natura e i libri. Toccante, diretto e carico di echi, ogni momento di questo caldo e luminoso memoir parla ai lettori di tutte le età perché tutti siamo stati bambini, ogni verso dà voce a un'anima alla ricerca del suo posto nel mondo. Il tentativo di definire se stessi, trovare una bussola che la guidi tra amore e amicizia tesse i fili di un magico arazzo di famiglia che racconta non solo la storia dell'autrice, ma anche quella del popolo Nero. Una raccolta di poesie che è un romanzo, da seguire verso dopo verso fino alla libertà.
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Cent'anni d'impazienza. Un'autobiografia letteraria
minimum fax, 16/09/2022
Abstract: In questa autobiografia letteraria Raffaele La Capria, uno dei maestri della narrativa italiana del Novecento, parla di letteratura e vita, dedicando un capitolo a ciascuno dei suoi libri e all'epoca in cui furono scritti. Ripercorrendo sessant'anni di scrittura, La Capria riflette sulle sue intenzioni, sui tentativi, le motivazioni e le giustificazioni, sulle cose fatte e su quelle rimpiante: dagli esordi con Un giorno d'impazienza al successo internazionale ottenuto con Ferito a morte, consacrato dal Premio Strega nel 1961, dal romanzo rifiutato, Amore e psiche, ai numerosi scritti saggistici in cui racconta i suoi libri, la sua città, se stesso. Cent'anni d'impazienza è la nuova edizione di Cinquant'anni di false partenze e comprende anche i saggi riferiti alle opere pubblicate dopo il 2002, completando questo lungo "romanzo involontario", lirico e malinconico, narrato con la profonda levità dello "stile dell'anatra" e con la precisione di un tuffo ben riuscito.
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Il Saggiatore, 03/10/2022
Abstract: È difficile immaginare che sia stata proprio la sua prolificità a relegare per lungo tempo Gaetano Donizetti, negli ultimi trent'anni riscoperto come uno dei protagonisti della cultura romantica europea, in un cono d'ombra. Eppure, se da un lato le più di settanta opere teatrali e le centinaia tra composizioni da camera e brani liturgici gli garantirono notevole fortuna in vita, dall'altro apparvero agli occhi dei critici e dei colleghi contemporanei espressione di superficialità e trascuratezza. La sperimentazione di un'ampia varietà di generi, dal comico al patetico-avventuroso, da quelli italiani a quelli francesi, costò a "Dozzinetti" una reputazione che oggi definiremmo di autore "commerciale", tanto che, dopo la sua scomparsa, poche delle sue opere rimasero in circolazione.Luca Zoppelli ci presenta invece il compositore bergamasco come un artista moderno e pragmatico, che difende le proprie idee ma sa anche creare dei capolavori "a partire dalle sensibilità, dai codici e dalle condizioni materiali che lo circondano". Così per esempio le origini proletarie ritornano nell'attenzione verso gli umili in Elisir d'amore o La Fille du régiment, mentre la vasta cultura letteraria e l'indole cosmopolita emergono nell'esplorazione di generi come l'opera romantica frenetica (Lucrezia Borgia), il dramma musicale politico, o il grand-opéra francese (Dom Sébastien).Donizetti ci accompagna lungo il percorso che ha portato un ragazzino povero e dalla voce sgraziata, ma vivacissimo d'ingegno, instancabile, ironico e malinconico, attraverso ambienti musicali e culturali diversissimi, fino a divenire il compositore più rappresentato nei teatri dell'Europa intera: l'autore di un arcipelago drammatico e musicale che è per noi una fonte inesauribile di scoperte e di meraviglia.
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SUR, 04/10/2022
Abstract: Un attivista in fuga da un paesino di campagna, una famiglia in vacanza al mare, una coppia che si perde fra i corridoi del Louvre, un barbiere di periferia, uno scrittore in cerca di una storia. Gli uomini e le donne di questo romanzo sono naufraghi sulla terraferma incagliati in una zona di confine. Si muovono in una specie di limbo, nella perenne sospensione fra realtà e desiderio, passato e futuro, fra il paese che si sono lasciati alle spalle e quello in cui – nell'eterna speranza di una promessa, di un nuovo inizio o semplicemente di una tregua – hanno deciso di stabilirsi. Alcuni vogliono andarsene ma non ci riescono, altri se ne sono andati ma è come se non fossero mai partiti. Perché, in fin dei conti, cosa significa espatriare? Perdere un territorio o guadagnarne uno nuovo? Che si trovino ancora a Cuba, negli Stati Uniti, in Messico, in Francia o in Germania, i protagonisti sono come paralizzati sulla frontiera di un mondo a cui non appartengono del tutto.Con una prosa visuale, simbolica, e uno stile incalzante, Carlos Manuel Álvarez dà forma a un mosaico di storie, un romanzo corale che racconta lo sradicamento, l'amicizia e la solidarietà con grande finezza ed empatia.
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Carlo Maria Martini: il vescovo e la città. Tra Milano e il mondo
Vita e Pensiero, 05/10/2022
Abstract: Amico dei poveri che con loro si apre alla storia; ricercatore tenace del dialogo con l'altro; pellegrino verso Gerusalemme; messaggero di riconciliazione anche dove c'è stato un odio mortale; uomo della Parola che parla il linguaggio di tutti. Tutto ciò e molto altro è stato Carlo Maria Martini, come viene ricordato in queste pagine. La sua è una presenza ancora viva nella Chiesa, nella società e nella cultura, non solo in Italia. Ma oltre a richiamare aspetti cruciali della sua figura, questo libro si interroga in chiave storica sulla sua eredità. Di Martini si traccia un ritratto storico complessivo, sottolineandone l'approccio alla città quale orizzonte dell'uomo contemporaneo, in cui si fondono le sue esperienze di Roma, Milano e Gerusalemme, città da lui molto amate. È vissuto fuori dal coro della Chiesa italiana, senza ispirare cordate e senza orientare conclavi, restando al fondo un uomo solo, ma aperto alla comunione e fedele nell'amicizia. Il volume scava poi in profondità la figura del card. Martini sotto il profilo pastorale e teologico, interrogandosi sulla non comune incisività del suo episcopato e sul suo impegno per un ritorno al linguaggio biblico quale "lingua madre" del credente. Vengono messi in luce l'evoluzione del suo approccio a immigrazione e islam, il progetto di "Farsi prossimo" per la Chiesa ambrosiana e il suo dialogo ecumenico. Martini è stato soprattutto un uomo del Concilio, che ha vissuto come un radicale cambiamento e cui ha fatto sempre riferimento, tra inquietudine per ciò che del Concilio non si era realizzato e attesa di una nuova spinta conciliare.
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Fandango Libri, 07/10/2022
Abstract: Orlando e Sofia sono due gemelli alla soglia del trentesimo compleanno. Sono anche i figli di Leone e Agata, registi cult e di avanguardia morti anzitempo in un incidente aereo, divenuti famosi per il loro film d'esordio – La musa divoratrice – e poi finiti nel dimenticatoio. Orlando, che odia comunicare, lavora come social media manager al Museo del Cinema. Non ha amici e consuma le serate mangiando da solo al ristorante cinese e guardando video di revenge porn. La sorella, invece, si è riciclata con scarso successo nell'arte contemporanea. Convive con Monica, una gallerista più vecchia di lei che espone soltanto donne, fra cui Sofia stessa; intanto, si diverte a tradirla in maniera compulsiva. Alle loro spalle, l'ombra lunga di aver perso il padre e la madre quand'erano appena ventenni, che li ha lasciati eredi di una casa piena di scatole e segreti – e, di fatto, incapaci di diventare adulti. Fino al giorno in cui, per una serie di casualità, non trovano una misteriosa sceneggiatura dal titolo Autofiction. Le parole di Leone e Agata, lì scritte, sembrano narrare la loro vita famigliare con una sola e sostanziale differenza: un fratello in più, di cui non sapevano nulla. Quando si smette di essere figli? E se non si fosse in grado di farlo? Iacopo Barison torna con un romanzo di stupefacente maturità, confermandosi il cantore di una generazione troppo spesso raccontata in modo superficiale, svelandoci il mistero che si cela in ogni famiglia felice e infelice a modo suo.
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minimum fax, 07/10/2022
Abstract: In un tempo che potrebbe essere ieri, oggi o domani, l'Inghilterra è percorsa da gruppi di individui che, senza avere apparentemente poteri forti alle spalle che ne dirigano le azioni, lavorano sistematicamente a reprimere tutto ciò che ha a che fare con l'arte, i sentimenti, la comunicazione. Gli scrittori, pittori e musicisti che insistono a comporre e rendere pubblica la propria arte vengono brutalmente puniti per contrappasso (i pittori vengono accecati, gli scrittori mutilati, i musicisti resi sordi), ma anche chi continua a coltivare sentimenti viene sottoposto a una "desensibilizzazione" e privato della memoria.Nella vena di 1984 e di Fahrenheit 451, con questo romanzo breve e fulminante – pubblicato per la prima volta nel 1977 e salutato come un capolavoro da critici e scrittori, tra cui Margaret Atwood e Edna O'Brien– Kay Dick ci trasporta in un mondo distopico in cui il terrore è acuito dal totale anonimato e dall'imprevedibilità con cui loro agiscono, spostandosi in gruppo come automi e alternando passività ed esplosioni di ferocia, un mondo reso se possibile ancora più straniante dalla pacifica bellezza di un paesaggio che mantiene la grazia e gli odori della campagna e della costa inglese, tra giardini fioriti, un oceano spumeggiante e colline verdissime.
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SUR, 06/10/2022
Abstract: David Hook è un uomo mite, un vedovo, un ex insegnante divenuto allevatore. Vive nella fattoria di famiglia, nell'amata campagna dell'Illinois, dove si prende cura degli animali, della terra, dei suoi tre figli. Un giorno viene raggiunto dalla notizia che il maggiore di loro, il diciottenne Chris, è morto.Chris si trovava a Santa Barbara, per la tipica vacanza californiana che i ragazzi della sua età si concedono prima di partire per il Vietnam, e lì, una notte, è precipitato da una scogliera. Secondo la polizia, che ha rinvenuto tracce d'alcol nel sangue, si è trattato di un suicidio. I testimoni, però, dipingono un giovane sbandato e depresso che non può essere il ragazzo pulito, amante della vita conosciuto dal padre. Nel tentativo di dare un senso alla tragedia, Hook decide di indagare. Seguendo le ultime tracce di Chris – che lo conducono a un politico locale dalla vacua retorica kennediana, alla sua amante e a un'ambigua rete di accoliti e lacchè – sarà costretto a interrogarsi anche su sé stesso, sul rapporto tra genitori e figli in un'America che cambia, e a mettere in discussione il ferreo sistema di valori in cui ha sempre creduto.Pubblicato per la prima volta nel 1973 e riproposto oggi in una nuova traduzione d'autore firmata da Tommaso Pincio, Morire in California è un grande romanzo d'azione da riscoprire, ma anche un noir malinconico e riflessivo sul lutto e la perdita dell'innocenza.
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SUR, 06/10/2022
Abstract: Se abbiamo sempre creduto, come diceva Tolstoj, che tutte le famiglie felici si somigliano, forse non abbiamo mai letto Aurora Venturini. Le cugine racconta la storia della famiglia López, felice e infelice a suo modo. Una famiglia disfunzionale, certo, dalla quale gli uomini sembrano essersi dileguati: c'è la madre, un'insegnante in pensione, c'è Betina, "errore della natura", e c'è Yuna, che nonostante abbia dei problemi con il linguaggio è la protagonista e indimenticabile narratrice. La conosciamo quando è solo una ragazzina, testimone arguta e implacabile delle disgrazie che la circondano – deformità, violenze, separazioni burrascose – e la seguiamo fino a vederla diventare una pittrice di successo. Nel suo monologo torrenziale, in cui la punteggiatura è fatica e ostacolo, Yuna sembra dirci che da vicino nessuno è normale, e che delusioni, sofferenza e oblio fanno in fondo parte della vita. Le cugine è un romanzo di formazione oscuro e brutale, che guarda là dove il nostro occhio non vuole mai posarsi – alla mostruosità e all'infermità mentale – con una prosa ingenua e crudele in parti uguali, lontana da ogni idea di politically correct, eppure vicinissima a ciò che accade quando la letteratura incontra una sfrenata originalità.
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minimum fax, 07/10/2022
Abstract: L'anno è il 1929, in un luogo imprecisato della Russia meridionale. Un gruppo di manovali è impegnato a scavare le fondamenta per la costruzione della futura "casa proletaria comune": un'impresa che ha il sapore del riscatto dall'indigenza e della speranza in un cambiamento, ma che dovrà fare i conti con l'ottusità della burocrazia di partito e del sindacato.Scritto nel periodo del massimo sforzo staliniano per industrializzare il paese, alfabetizzare le masse ed eliminare i "nemici del popolo", Lo sterro, colpito dalla censura staliniana e mai pubblicato nel suo paese fino al 1987, racconta con lucidità e spietata ironia un mondo segnato dall'illusorio concetto dell'ineluttabilità della Storia, e rappresenta uno dei punti più alti della letteratura russa del Novecento, tanto che Iosif Brodskij non ha esitato a paragonare Platonov ai grandi padri del secolo come Kafka, Joyce, Proust e Musil."A leggere Platonov si ha il senso della spietata, implacabile assurdità insita nel linguaggio... Vi trovate in gabbia, sperduti, abbagliati".Iosif Brodskij
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minimum fax, 07/10/2022
Abstract: Se ogni scrittore ha un proprio tramonto, Aprire il fuoco è il tramonto di Bianciardi, l'ultima lettera di un sinistrato politico, spiaggiato e in esilio. Lo vediamo mentre perlustra la campagna con un binocolo, abbassa le tapparelle, si versa un bicchierino di grappa. Sa di essere clinicamente morto, ora che è morta ogni insurrezione: primo o poi l'oppressore, e i tanti aguzzini che non hanno mai smesso di tormentarlo, arriveranno a prenderlo. Nell'attesa non gli resta che fumare una sigaretta, e rievocare la fine dell'inverno di dieci anni prima, il 1959, le sue gloriose cinque giornate, anche se la rivoluzione è ormai soltanto la memoria confusa di altri fallimenti: le discussioni al Giamaica con gli amici, Giorgio Gaber e Jannacci, la cameretta di Porta Tosa, le barricate a San Damiano.C'è appena il tempo per un ultimo appello, per dire il poco che ha imparato dalla sua vita agra: che fare all'amore non è vergogna. Vergogna è uccidere, morire di fame, chiudere la gente in prigione o al manicomio, giudicare. E non serve stampare i libri che nessuno legge, né costringere i giovani nelle scuole, né occupare le università. Bisogna occupare le banche, le vere cattedrali del nostro tempo. E poi spegnere la televisione. E alla fine lasciare tutto nel disordine. La valigia è pronta, così piena di carte, della sua alienazione quotidiana, di tutta la nausea che lo ha avvelenato per l'imbischerimento del mondo. Ma sulle spalle ha ancora il suo vecchio Mauser, ed è pronto a fare fuoco.
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Mosaico Ucraina. Viaggio dentro le molteplici identità di un popolo
Bottega Errante Edizioni, 04/10/2022
Abstract: Un reportage che esplora le storie di persone che appartengono a quattordici minoranze etniche che vivono entro i confini dell'attuale Ucraina: cechi e slovacchi, turchi mescheti, svedesi, rumeni, ungheresi, rom, ebrei, liptak, gagauzi, tedeschi, valacchi, polacchi, tatari di Crimea e armeni. È la cronaca della miriade di migrazioni volontarie e forzate che hanno attraversato l'Ucraina per secoli, e che l'hanno resa il Paese dalle molteplici sfaccettature che è oggi. Allo stesso tempo, è un racconto commovente e lucido delle diversità che sono sopravvissute (o meno) al rullo compressore sovietico dell'unificazione linguistica, culturale e religiosa.
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Ares, 10/10/2022
Abstract: "Ecco uno di quei libri destinati a diventare fedeli compagni di strada, manuali di noi stessi, letti e riletti, prestati e regalati. Quelli che trovi al volo nella biblioteca di casa perché li sai cari e preziosi, e dove si finisce per sottolineare quasi tutto, infilando post-it o piegando orecchie nelle pagine, per ricordarsi dov'era quella frase così precisa che non l'avremmo saputa dir meglio" (dalla Prefazione di Francesco Ognibene). La neuropsichiatra Mariolina Ceriotti Migliarese continua il viaggio iniziato con" L'alfabeto degli affetti": qui si concentra su come emozioni e affetti danno forma alle nostre relazioni, a partire dal mondo delle relazioni familiari, mai scontate, nelle quali si può imparare a fare pace con i propri limiti e a far fiorire il proprio desiderio: perfetti, imperfetti e in cammino come tutti noi siamo.
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L'uno percento più ricco. Perché le disuguaglianze possono essere benefiche
IBL Libri, 10/10/2022
Abstract: Le disuguaglianze economiche vanno davvero considerate come un problema per la società? Oppure rappresentano un fenomeno praticamente inevitabile e per certi versi benefico? È possibile, e soprattutto auspicabile, ridurle in modo radicale nel contesto di una democrazia liberale?La tesi fondamentale sostenuta in questo libro è che la formazione del valore e della ricchezza avviene attraverso processi di tipo creativo, nei quali svolgono un ruolo decisivo le capacità personali dei singoli individui, che trovano espressione principalmente nelle innovazioni e nell'impresa capitalistica. Se è vero che questi processi determinano una significativa concentrazione della ricchezza nelle mani di coloro che si sono affermati grazie alle loro capacità, il carattere statico delle rilevazioni statistiche tende sistematicamente a sopravvalutare tale concentrazione, non tenendo conto del fatto che i soggetti che occupano le posizioni di vertice cambiano continuamente.Misure correttive della distribuzione della ricchezza in senso marcatamente egualitario avrebbero come conseguenza un minore impegno produttivo dei soggetti più capaci e perdite significative per larga parte della popolazione, comprese le fasce deboli.
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Natura veloce, natura lenta. Il tempo della vita, da una frazione di secondo a miliardi di anni
Codice Edizioni, 12/10/2022
Abstract: Cosa succede quando un biologo specializzato nello studio dei funghi e appassionato di filosofia scrive un libro sulle differenti velocità che regolano i meccanismi della natura? Ciascuno dei dieci capitoli che formano "Natura veloce, natura lenta" è dedicato a una particolare scansione temporale, dai milionesimi di secondo ai tempi lentissimi della formazione dell'universo e della vita. Attraverso queste tappe, Nicholas Money ci parla di moltissime cose: dei velocissimi tentacoli delle meduse, di muffe mucillaginose che esistono da centinaia di milioni di anni, di meravigliose foreste millenarie, dei nostri ultrarapidi processi neuronali, di balene e squali. Dalle pagine di questo libro emerge gradualmente un ritratto della natura ammaliante e poetico, in cui la biologia confluisce con la chimica, la fisica, l'astrofisica e la filosofia, fino a offrire una curiosa e affascinante ipotesi sull'origine della vita.
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Codice Edizioni, 12/10/2022
Abstract: Nei manuali di relazioni politiche e internazionali su cui si sono formate generazioni di decisori politici, accademici e strateghi, l'uomo è generalmente visto come un essere machiavellico, mosso dalla logica e da un calcolo razionale più o meno cinico. In realtà la ragione gioca spesso un ruolo insignificante rispetto agli istinti e alle emozioni, come ha imparato Mari Fitzduff in trent'anni di esperienza nel campo della risoluzione di conflitti e tensioni sociali. Serve dunque un radicale cambio di approccio in merito al modo in cui interpretiamo e affrontiamo concetti come guerra, politica e leadership. Per farlo, sostiene Fitzduff in "Cervelli in guerra", oggi bisogna volgere lo sguardo a discipline come la genetica comportamentale, le neuroscienze sociali e la psicologia politica. Perché tenere conto dei fattori biologici che contribuiscono a scatenare i conflitti sociali – su qualsiasi scala, da quella locale a quella globale – può permetterci di pianificare strategie di peacebuilding più efficaci, in un mondo sempre più diviso.