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I tre matrimoni di Manolita
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Grandes, Almudena

I tre matrimoni di Manolita

Guanda, 28/08/2014

Abstract: "Una miscela di letteratura in stato di grazia... I tre matrimoni di Manolita riconferma la maestria di Almudena Grandes nel dominare tutti i registri del romanzo. Il ritmo ineludibile, la pausa necessaria, e una scrittura che affronta tutte le sfide della trama."El País"Almudena Grandes è una delle più grandi scrittrici del nostro tempo."Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la letteraturaNon è facile sopravvivere a Madrid, negli anni terribili della "normalizzazione franchista" che fa seguito alla Guerra civile. Sono tempi di fame e di terrore, soprattutto per Manolita, che a sedici anni si trova a farsi carico delle sorelle e dei fratelli più piccoli, dopo che il padre e la matrigna vengono incarcerati e il fratello maggiore è costretto a nascondersi a causa della sua militanza comunista. Manolita non ha mai voluto sapere nulla di politica, e per questo gli amici del fratello l'hanno soprannominata signorina "Non contate su di me". Eppure adesso hanno bisogno di lei per tenere viva una speranza di resistenza, legata alla possibilità di stampare e diffondere materiale di propaganda. Dagli esuli spagnoli in Messico sono stati inviati dei misteriosi ciclostili, macchine che però nessuno riesce a far funzionare: a Manolita viene affidato il compito di far visita a un detenuto che è forse l'unico in grado di svelarne i segreti. Quel ragazzo timido e apparentemente privo di fascino sarà determinante nella sua vita, e al primo incontro con Silverio ne seguiranno molti altri, mentre nelle lunghe attese fuori dal carcere Manolita scoprirà tante sofferenze e tante attestazioni di solidarietà. Una grande storia di amore e di coraggio traboccante anche di passione civile e politica, in cui ancora una volta Almudena Grandes riesce a far convivere verità storica e verità narrativa."Una miscela di letteratura in stato di grazia, I tre matrimoni di Manolita riconferma la maestria di Almudena Grandes nel dominare tutti i registri del romanzo."El País

Elogio della fatica
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Rampin, Matteo

Elogio della fatica

Ponte alle Grazie, 28/08/2014

Abstract: Dieci atleti, dieci campioni di altrettante discipline sportive, dieci variazioni sul tema universale della fatica. L'elogio di un valore oggi ritenuto "controcorrente", in un'epoca che pretende di vivere senza sforzo, che esalta il comfort a ogni costo ma che di fatto promuove la pigrizia, fisica oltre che emotiva e mentale. Lo sport, al contrario, rappresenta fin dall'antichità classica il paradigma dell'equilibrio tra mente e corpo, un modello di disciplina interiore che insegna a fare i conti con la fatica – in allenamento, in gara, nella vita. Queste pagine nate dalla collaborazione tra dieci stelle dello sport e uno psicoterapeuta mostrano come la mera potenza fisica non sia affatto garanzia di vittoria: ottenere un successo è sempre una "questione di testa", in termini di concentrazione, motivazione, strategia. Questo è vero per le discipline dove la prestazione atletica diventa gesto estetico, come la ginnastica artistica, o assume perfino un valore rituale, come nelle arti marziali, ma soprattutto per sport fisicamente massacranti – marcia, rubgy, canottaggio per citarne solo alcuni. In tutti i casi, la mente sostiene il corpo e lo spinge oltre i suoi stessi limiti. Così la fatica smette di essere un ostacolo e si traduce di per sé in un valore: solo il sudore, la determinazione, la tenacia portano alle grandi conquiste. Il "lavoro" quotidiano dell'atleta è un modello positivo per chiunque e in particolare per le nuove generazioni, perché in grado di educare al controllo degli impulsi, al miglioramento personale, all'intelligenza sociale. Lo sport ci insegna ad affrontare la fatica più dura, la "fatica di vivere", perché ciò che conta davvero, in fondo, non è un podio o una medaglia, ma la vittoria più autentica: quella sulle proprie paure, sui propri lati oscuri, su se stessi.

Da quando sei scomparsa
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Daly, Paula

Da quando sei scomparsa

Longanesi, 28/08/2014

Abstract: Che cosa fai se la figlia della tua migliore amica è scomparsa... ed è solo colpa tua? Lisa è una donna come tante, che come tante cerca di essere una buona madre, una buona moglie, una buona lavoratrice. Come tante, annaspa per tenere insieme tutti i pezzi della sua vita. Non come Kate, la sua migliore amica, che non avendo impegni di lavoro può dedicarsi anima e corpo alla cura dei suoi figli, trovando persino il tempo di occuparsi dei problemi altrui. Una donna perfetta. Lisa sa di non essere perfetta, ma fa del suo meglio. Finché, in un giorno particolarmente difficile di una settimana estremamente dura, accade qualcosa di terribile. Basta un attimo di distrazione, un tragico errore, e la figlia tredicenne di Kate, che le era stata affidata per un giorno, sparisce nel nulla. La prima, sconvolgente ipotesi è che sia stata adescata da un maniaco sospettato di aver rapito e violentato un'altra adolescente nella stessa zona. Comincia così per Lisa un lungo calvario, fatto di accuse spietate da parte della pubblica opinione e di inevitabili sensi di colpa, che la spinge però a intraprendere un'indagine privata. Un'indagine che rivelerà l'orrore nascosto sotto l'apparente tranquillità della vita quotidiana...

Scuola media. Come sono sopravvissuto all'estate
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Patterson, James - Tebbetts, Chris

Scuola media. Come sono sopravvissuto all'estate

Salani Editore, 28/08/2014

Abstract: PENSATE CHE LE MEDIE SIANO LA COSA PEGGIORE CHE VI SIA MAI CAPITATA? ALLORA NON AVETE ANCORA PASSATO UN'ESTATE AL CAMPEGGIO WANNAMORRA! Scordatevi i pomeriggi a poltrire in riva al lago e le grigliate sotto le stelle... Al Wannamorra il piatto forte sono i broccoli, i bungalow sono fatiscenti e la mattina c'è... LA SCUOLA!!! E come al solito Rafe non riesce a stare lontano dai guai, ma questa volta è in buona compagnia... FIDATEVI, QUESTA NON VE LA VOLETE PERDERE!

Tutto quello che vorreste sapere sui gatti
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Bluhm, Detlef

Tutto quello che vorreste sapere sui gatti

Corbaccio, 28/08/2014

Abstract: TANTISSIME, INCREDIBILI CURIOSITÀ E ANEDDOTI DI GATTI DI TUTTI I TIPI. A metà del diciottesimo secolo, lo scrittore italiano Domenico Balestrieri, addolorato per la morte del suo gatto, chiese gli scrittori suoi amici di comporre una poesia in suo onore. Il desiderio fu esaudito da ben ottanta artisti e nel 1741 venne pubblicato Lagrime in morte di un gatto, il primo libro nella storia della letteratura dedicato esclusivamente a un felino. Da allora i libri sui gatti si sono moltiplicati e non c'è da stupirsi, dato che da sempre i gatti domestici hanno avuto un ruolo particolare nella vita degli uomini, al punto da collezionare una serie impressionante di record come apprendiamo in questo libro. Gatti che guadagnano un mucchio di soldi, gatti che risolvono omicidi, gatti amici di regnanti, di scrittori e di pittori famosi, gatti a cui sono stati dedicati brani musicali, gatti diventati celebri attori, gatti tossicodipendenti, gatti che ereditano fortune... Dall'autore di "Impronte di gatto", "Tutto quello che vorreste sapere sui gatti" è una vera miniera di aneddoti, informazioni e curiosità sui nostri misteriosi amici sui quali, per quanto ne sappiate, avrete sempre qualcosa ancora da scoprire...

Lo strano caso dell'apprendista libraia
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Meyler, Deborah

Lo strano caso dell'apprendista libraia

Garzanti, 28/08/2014

Abstract: "Un romanzo pieno di vita che apre il cuore e regala il buonumore. Un inno all'amore per i libri."BooklistEsme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell'Upper West Side. Un luogo magico in cui si narra che Pynchon ami passare i pomeriggi d'inverno e che nasconde insoliti tesori, come una prima edizione del Vecchio e il mare di Hemingway. Ed è lì che il destino decide di sorriderle quando sulla vetrina della libreria vede appeso un cartello: cercasi libraia. È l'occasione che aspettava, il lavoro di cui ha tanto bisogno. Perché a soli ventitré anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l'ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. Ma Esme non ha nessuna idea di come funzioni una libreria. Per fortuna ad aiutarla ci sono i suoi curiosi colleghi: George, che crede ancora che le parole possano cambiare il mondo; Mary, che ha un consiglio per tutti; David e il suo sogno di fare l'attore. Poi c'è Luke, timido e taciturno, che comunica con lei con le note della sua chitarra. Sono loro a insegnarle la difficile arte di indovinare i desideri dei lettori: Il Mago di Oz può salvare una giornata storta, Il giovane Holden fa vedere le cose da una nuova prospettiva e tra le opere di Shakespeare si trova sempre una risposta per ogni domanda. E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino e vuole tornare con lei. Esme si trova davanti a un bivio. Il suo più grande desiderio sta per realizzarsi, ma non è più la ragazza spaventata di un tempo e non sa più se è quello che vuole davvero. Perché a volte basta la pagina di un libro, una melodia sussurrata, una chiacchierata a cuore aperto con un nuovo amico per capire chi si è veramente. Perché Esme non è più un'apprendista libraia, ora è una libraia per scelta. Lo strano caso dell'apprendista libraia è il romanzo più amato dalle librerie indipendenti americane. Grazie a loro è partito un passaparola tra i lettori che ne sono rimasti incantati. Deborah Meyler è convinta che l'esperienza più bella della sua vita sia stata lavorare in un negozio di libri e ha deciso di descriverla. Un romanzo che ricorda a tutti noi come il fascino delle librerie sia intramontabile. E che spesso quei luoghi pieni di scaffali polverosi nascondono sorprese inaspettate.

Ragazzi, non siete speciali!
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McCullough, David jr.

Ragazzi, non siete speciali!

Garzanti, 28/08/2014

Abstract: Il primo giugno 2012 il professor David McCullough parla alla cerimonia di consegna dei diplomi alla Wellesley High School dove insegna letteratura. Il suo è un discorso originale, divertente e provocatorio: in poco tempo il video di questa straordinaria lettera d'amore agli studenti finisce su YouTube, fa il giro del mondo e viene visualizzato da oltre due milioni di persone. Quelle parole diventano così il manifesto controcorrente per una vita in cui la felicità valga più del successo ottenuto a ogni costo, un'esortazione a cercare di raggiungere i propri obiettivi e non quelli imposti dalla società, un invito ad affrontare la vita seguendo i propri sogni e le proprie passioni. In Ragazzi, non siete speciali! McCullough rielabora il suo celebre discorso rivolgendosi a quei giovani che stanno per diventare adulti, troppo spesso vittime inconsapevoli delle buone intenzioni dei genitori, e a tutti coloro a cui sta a cuore l'adolescenza, il periodo più importante della nostra vita. Raccontando con umorismo e tanta passione la sua esperienza di insegnante, di padre e di figlio, McCullough insiste sull'importanza e il ruolo della lettura, dell'immaginazione e dalla conoscenza in un mondo sempre più individualista, e ci ricorda che le più grandi gioie della vita vengono solo dalla consapevolezza di non essere speciali. Perché tutti lo siamo.

L'attesa
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Hayes, Samantha

L'attesa

Casa Editrice Nord, 28/08/2014

Abstract: Claudia ha tutto ciò che ha sempre sognato. Vive in una graziosa villetta poco fuori Birmingham, al suo fianco ha un uomo premuroso e, finalmente, è in dolce attesa di una bambina a lungo desiderata. Sarebbe tutto perfetto, se James – proprio ora che il parto è imminente – non fosse costretto a partire per un lungo viaggio di lavoro all'estero. Sebbene sia una donna forte e indipendente, Claudia non se la sente di affrontare da sola gli ultimi giorni della gravidanza e decide quindi di assumere una tata. E le basta un attimo per convincersi che Zoe Harper è la persona giusta: una professionista efficiente, esperta, discreta. Ma, nel giro di qualche tempo, Claudia comincia a ricredersi e viene assalita dai dubbi. C'è qualcosa che non va in quella ragazza, qualcosa che la mette estremamente a disagio. Perché, quando crede di non essere vista, Zoe si trattiene nello studio di James? E perché una volta Claudia l'ha sorpresa mentre rovistava nei cassetti della sua camera? Inoltre, proprio dal giorno in cui Zoe è entrata nella sua vita, quel tranquillo quartiere residenziale è diventato lo scenario di una catena di brutali omicidi: possibile sia una coincidenza? Con la polizia che non crede ai suoi sospetti, Claudia può contare solo su se stessa. E ha paura. Ma l'origine di quella paura è il suo segreto. Un segreto che nessuno deve portare alla luce... In bilico sulla sottile linea di confine che divide verità e menzogna, "L'attesa" s'insinua pagina dopo pagina nella nostra mente come solo i migliori romanzi di suspense sanno fare, conducendoci verso un finale sconvolgente che dà un nuovo significato all'espressione "niente è come sembra".

Spettri di Nietzsche
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Ferraris, Maurizio

Spettri di Nietzsche

Guanda, 28/08/2014

Abstract: UN'AVVENTURA UMANA E INTELLETTUALE CHE ANTICIPA LE CATASTROFI DEL NOVECENTO "In fondo la tua vecchia creatura adesso è un animale straordinariamente famoso" scrive Nietzsche alla madre, da Torino, nel dicembre 1888. Vuole illudere lei e se stesso: non è vero, nessuno lo conosce, è costretto a pubblicare i libri a proprie spese. Ma nel 1900, quando muore, ignaro di tutto dopo il tracollo che lo ha ridotto alla demenza, è davvero la star che aveva sognato di essere, celebrato da D'Annunzio e Thomas Mann, messo in musica da Strauss e dipinto da Munch. Soprattutto, per uno strano sortilegio, la volontà di potenza sembra uscire dalle pagine dei libri per farsi storia, dalle tempeste di acciaio della Prima guerra mondiale alla catastrofe di Hitler a Berlino. "Io sono Marlow, il testimone secondario. Lui è Kurtz" scrive Maurizio Ferraris, e risale la vita di Nietzsche come un fiume – il Congo di Cuore di tenebra o il Mekong di Apocalypse Now – ripercorrendone i vagabondaggi, tra l'Engadina e la Riviera, dalla fatale Torino alla Sassonia delle origini. Così a ogni stazione corrisponde un contenuto di pensiero – dal dionisiaco all'Eterno Ritorno, dal nichilismo alla morte di Dio – e insieme uno spaccato della storia intellettuale del Novecento, tra Jim Morrison e Heidegger, il ¡Viva la muerte! di José Millán-Astray y Terreros e la rivoluzione desiderante di Deleuze e Guattari, il Super-Eliogabalo di Arbasino e la scoperta degli antidepressivi. La fenomenologia dello spirito di una modernità tragica e rumorosa attraverso la storia di quello che si credeva (e non del tutto a torto) "il più silenzioso degli uomini".

Il libro di tutte le cose
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Kujier, Guus

Il libro di tutte le cose

Salani Editore, 28/08/2014

Abstract: Thomas ha un padre severo e violento, che crede in un Dio altrettanto rigido. Thomas ha un segreto: vede cose che nessun altro vede. Thomas ha un sogno: 'diventare felice'. E come gli dice una vicina di casa un po' strega, un buon inizio è smettere di aver paura. Un successo internazionale, uno dei libri più importanti della letteratura olandese: un breve romanzo di formazione dall'umorismo surreale e irriverente, una storia meravigliosa sul potere della fantasia e la forza dell'unione. PREMIO ANDERSEN 2010 "Per la vena ironica e surreale ma anche per l'intensa e sentita drammaticità di un piccolo ma altissimo romanzo. Per aver raccontato la storia di una presa di coscienza che passa attraverso i libri e ad essi affida il primato di diventare strumento di liberazione ed emancipazione". "Insolito, toccante, magico e con un tocco di humour nero, un libro che conquisterà lettori di ogni età". SUNDAY TIMES "Così ben scritto e così divertente che in pratica si legge da solo". EVA IBBOTSON

Libro di Rut
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De Luca, Erri - De Luca, Erri

Libro di Rut

Feltrinelli Editore, 04/06/2014

Abstract: Il piccolo libro di Rut si svolge all'aria aperta, nei campi, anche di notte. È tempo di mietitura e una donna straniera sta per entrare nella storia sacra d'Israele e del mondo. Dal grembo di Rut passerà la stirpe di Davide e dunque del Messia. Nessun angelo la avvisa e nessun sogno, ma basta la sua pura volontà di essere sposa e madre in Israele. Rut lascia la sua terra, Moab, per aiutare l'anziana ebrea Naomi a ristabilirsi nel suo luogo d'origine, Betlemme. Ha già pronunciato il suo voto di appartenenza: 'Il tuo popolo è il mio popolo e il tuo Elohìm è il mio Elohìm'. La sua volontà si compie con energia di amore. Rut, bella di suo, tracima di bellezza aggiunta, per la sua dedizione. In apertura di vangelo e di cristianità, Matteo nomina Rut nella discendenza che termina su Gesù. L'Antico e il Nuovo Testamento, già uniti in alto, si saldano in terra nel grembo di madri fatidiche. Erri De Luca

Kohèlet/Ecclesiaste
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De Luca, Erri - De Luca, Erri

Kohèlet/Ecclesiaste

Feltrinelli Editore, 04/06/2014

Abstract: La provvidenza ha voluto che questo libro rientrasse nel canone sacro. Lo si legge per grazia di questa assunzione, ma sempre un lettore si chiede cosa ci stia a fare Kohèlet nell'Antico Testamento. E si risponde, se crede: "amen", verità.

Due in una carne
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Pelaja, Margherita - Scaraffia, Lucetta

Due in una carne

Laterza, 01/09/2014

Abstract: Esaltazione della verginità, celibato obbligatorio dei sacerdoti, divieto di usare contraccettivi, condanna dell'omosessualità, della masturbazione, dei rapporti extraconiugali. Ce n'è abbastanza per attribuire alla Chiesa cattolica un'ostinata sessuofobia. Ma sarebbe una conclusione affrettata perché la questione investe aspetti culturali, sociali, antropologici e teologici: lo spiegano bene Margherita Pelaja e Lucetta Scaraffia con una analisi dalle origini cristiane al Novecento. Antonio Carioti, "Corriere della Sera"Un'opera considerevole per profondità ed erudizione, oltre che di onestà storica ineccepibile. Tutti i testi fondamentali e molti testi dimenticati sono commentati ed esaminati con saggezza e acume. Un bellissimo libro. Alain Besançon, "L'Osservatore Romano"

Umili prose
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Puskin, Aleksandr Sergeevic - Nori, Paolo

Umili prose

Feltrinelli Editore, 03/06/2016

Abstract: "Ha il profilo di Napoleone e l'anima di Mefistofele. Penso che abbia sulla coscienza per lo meno tre delitti.""C'è, nelle quattro opere in prosa che sono qui raccolte, una specie di tono comune che produce un effetto comune. Sia nei Racconti di Belkin, che nella Donna di picche, che in Kirdžali, che nella Figlia del capitano si raccontano cose che si son sentite raccontare da qualcun altro. È un modo per tagliar fuori il problema della verosimiglianza, è un modo per farla finita col narratore onnisciente, è un modo per far nascere continuamente nel lettore la domanda 'Chissà se è vero?', domanda che a me viene sempre quando leggo qualcosa che mi piace e che mi sembra abiti sempre in una regione che sta a cavallo tra il sì e il no, e poi c'è dell'altro. C'è un passo di Dovlatov in cui alcuni russi emigrati in America si lamentavano del fatto che i propri figli, americani, non sapevano leggere il russo, e sarebbero cresciuti senza poter leggere Dostoevskij in originale. 'Come faranno?' 'Come faranno?', 'Come potranno vivere senza aver letto Dostoevskij in originale?' si chiedevano tutti, fino a che uno non ha detto: 'Be', anche Puškin non ha mai letto Dostoevskij in originale'. Ecco, la cosa incredibile, a leggere questi racconti e questo romanzo, è che furono scritti quando la letteratura russa dell'Ottocento non esisteva."

Diario notturno
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Flaiano, Ennio

Diario notturno

Adelphi, 03/09/2014

Abstract: Nessun libro come il "Diario notturno" (1956) riesce a contenere in sé – finemente distillata nella sostanza e nella forma – l'intera opera di Ennio Flaiano. Vi ritroviamo infatti tutti i costituenti primari del suo modo di essere, psicologico e letterario: il pessimismo lucido e dolente; la coscienza del nulla vissuta attraverso la quotidiana consunzione dei volti, dei luoghi, dei ricordi; la percettività del moralista di scuola francese, perso in un Paese che si preoccupa di tutt'altro. E vi ritroviamo tutte le forme che Flaiano prediligeva: il racconto ingegnoso e fulminante, l'apologo ora amaro ora grottesco, il taccuino di viaggio che intaglia immagini icastiche, il dialogo corrosivo e sarcastico, l'aforisma che non si lascia dimenticare.

Una e una notte
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Flaiano, Ennio

Una e una notte

Adelphi, 03/09/2014

Abstract: "I due racconti di questo libro sono le facce di una stessa medaglia ... Un po' di esperienza ci insegna che pari e dispari sono segnati sullo stesso dado e che il dramma e la farsa accompagnano a vicenda un personaggio indeciso o semplicemente mediocre". Lo stesso Flaiano ha fornito, con queste parole, la migliore presentazione di "Una e una notte", i cui protagonisti appaiono come il diritto e il rovescio di un unico Io disperso, scettico e malinconico.Cronista-praticante svogliato e velleitario, scrittore inedito affetto da una vera ripugnanza per la pagina bianca, seduttore disastrosamente maldestro che solo la "tacita e canina ammirazione" della squillo Botton Zelinda in arte Dory Nelson rasserena, Graziano viene attirato da un'aliena docile e impassibile su un'astronave approdata a Fiumicino. Astronave quanto mai domestica, simile a un "padiglione da fiera" o a uno "spremilimoni di vetro" – perché nell'esistenza di un "vitellone" come Graziano lo straordinario non può che mutarsi in ordinario, l'avventura in disavventura, e il catulliano "Nox est perpetua" in "un ideale di scultorea pigrizia". Scontentezza e noia irrequieta segnano invece Adriano, scrittore cui tutto appare ormai "senza peso, evitabile, noioso" e che da Roma ci conduce al santuario dove un amico regista sta girando gli esterni di un film (è il Fellini delle "Notti di Cabiria"), nella solitudine del litorale dove più si percepisce "la calma, la profonda voluttà del tempo", nell'agro dove l'immobilità dei secoli è ormai contaminata dalla sciatteria e dalla bruttezza – nel vano tentativo di scrutare da naturalista "una vita che ha le sue miserie ma anche un segreto che si apre solo a chi vi partecipa fino in fondo".

Fondamenta degli incurabili
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Brodskij, Iosif

Fondamenta degli incurabili

Adelphi, 03/09/2014

Abstract: "Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo". Parlare di Venezia significa parlare di tutto – e in particolare della letteratura, del tempo, della forma, dell'occhio che la guarda. Così è per Brodskij in senso pienamente letterale. Questa divagazione su una città si spinge nelle profondità della memoria del pianeta, sino alla nascita della vita dalle acque, da una parte, e, dall'altra, nei meandri della memoria dello scrittore, intrecciando alla riflessione le apparizioni nel ricordo di certi momenti, di certi fatti che per lui avvennero a Venezia. C'è qui, come sempre in Brodskij, l'immediatezza della percezione e il gioco fulmineo che la traspone su un piano metafisico. E, per il lettore, quella percezione, quel contrappunto di immagini e pensieri intriderà d'ora in poi il nome stesso di Venezia.

Il gioco e il massacro
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Flaiano, Ennio

Il gioco e il massacro

Adelphi, 03/09/2014

Abstract: Esattamente come in "Una e una notte" (1959), anche in questo libro del 1970 due racconti ‒ sono parole di Flaiano ‒ "Si riflettono l'uno nell'altro e si completano, ed è questo il fine che li unisce". Due racconti che parlano di singolari, amare metamor­fosi: quella di Lorenzo Adamante, arredatore e produttore cinematografico, una faccia che ricorda Humphrey Bogart negli ultimi anni, una invincibile vocazione alla battuta gelida e tagliente ("Tutto quello che vuole è morire in odore di pubblicità" dice di uno scrittore vanitoso e con smanie mistiche), una diffusa fama di omosessualità che pare misteriosamente dissolversi nella relazione con An­na Bac. E quella di Liza Baldwin, la giovane ricca, bellissima, "certamente kennediana" eppure stanca e sull'orlo della nevrosi, con cui Giorgio Fabro, catapultato a New York per sviluppare il soggetto di un film, va a vivere: per scoprirla poi, con stupore, donna-cane. Il fatto è che, come i suppliziati di una volta, "chiusi in casse dalle quali sporgevano soltanto con la testa", Adamante e Liza si rispecchiano e ci raccontano, per ingannare il tormento, "le loro storie, sempre meno improbabili in una società dove la metamorfosi è una vita di ricambio, tra il gioco e il massacro".

I diabolici
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Boileau, Pierre - Narcejac, Thomas

I diabolici

Adelphi, 03/09/2014

Abstract: "Una sorta di interminabile attacco di cuore": così è stato definito "I diabolici", che – unanimemente considerato un classico della letteratura noir – non ha perso un grammo del suo torbido fascino: come dimostrano i commenti dei giovani blogger francesi, i quali scoprono stupefatti quanto l'attuale letteratura psicologica francese "à suspense" debba a un libro che ai loro occhi appare "di un'incredibile modernità", dotato di "un intrigo perfetto" e di "una tensione che fino all'ultimo non ti dà un attimo di tregua". Come nei migliori romanzi di Simenon, quello che conta qui è la progressiva perdita, da parte del protagonista, della percezione della realtà, il suo sprofondare sempre più allucinato in una vertigine di angoscia e di terrore in cui i deliri si accavallano ai ricordi d'infan­zia e a un lacerante senso di impotenza. Nei "Diabolici" compaiono per la prima volta alcuni dei marchi di fabbrica della sterminata, formidabile produzione di Boileau e Narcejac: lo schema triangolare, l'am­bienta­zio­ne provinciale e piccoloborghese, il motivo del colpevole tormentato dal rimorso e dalla paura, la contiguità fra innocenza e colpa; e soprattutto l'inversione dei ruo­li: in un'autentica spirale di orrore, l'as­sassino si trasforma in una vittima braccata da "colei che non c'è più" – la donna che sa di aver ucciso. Non a caso Francis Lacassin (sceneggiatore di molti Maigret televisivi e grande studioso di Simenon) ha scritto che proprio grazie a Pierre Boileau e Thomas Narcejac "il romanzo poliziesco senza poliziotti è diventato una variante tragica del romanzo tout court".

Gita in pianura
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Corlazzoli, Alex

Gita in pianura

Laterza, 01/09/2014

Abstract: Partimmo immediatamente alla volta della campagna, i piedi tra le zolle. "Cosa cerchiamo maestro?", mi chiese Shiva.I disegni dei bambini nati in pianura raccontano una terra senza cielo. Sul foglio Fabriano lo lasciano bianco. Non c'è un colore per dipingere la nebbia, signora della Val Padana. Lo sanno bene i maestri di campagna come me, nati e cresciuti in questa terra di polenta, cotechini e antiche cascine, oggi abitate da mungitori con il turbante colorato, arrivati dall'India per salvare il Grana Padano. Siamo il popolo che ha fatto del porco il proprio re. Siamo genti che continuano a benedire la gola per la festa di San Biagio e a raccontare ai bambini la storia dei giorni della Merla.Questo è un viaggio tra i profumi delle osterie e gli odori dei fast food indiani e cinesi che hanno preso il posto delle botteghe. Racconti dettati dal ritmo delle stagioni, storie d'un tempo che si mescolano con le lingue dei nuovi popoli della pianura.