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Perché il tempo vola e perché la felicità è un lampo e quando ci annoiamo le ore non passano mai
Il Saggiatore, 11/05/2018
Abstract: Perché siamo più produttivi quando abbiamo molto da fare mentre nei momenti di relax ci pare di non riuscire a combinare niente? Perché ci sembra che la nostra prima storia d'amore sia durata molto più a lungo di quanto sia avvenuto in realtà? Possiamo in qualche modo controllare e plasmare la nostra percezione dello scorrere dei giorni, delle ore, dei secondi? E ancora, che forma ha il tempo? È una retta, come la freccia di Zenone e il suo tragitto impossibile? È un cerchio, come il ciclico calendario dei Maya? O ha il volto dell'astronauta Scott Kelly che, tornato sulla Terra dopo aver passato 520 giorni in orbita, era invecchiato 5 millisecondi in meno rispetto al gemello rimasto a casa? Alan Burdick ci invita a un curioso viaggio nel mondo del tempo: dalle meridiane e dalle clessidre ad acqua dell'antichità all'invenzione del secondo; dall'utc, il Tempo Universale Coordinato, che regola tutti gli orologi del pianeta, alle scoperte sul ritmo circadiano, il nostro naturale orologio interno; dalle teorie di Einstein sulla dilatazione temporale al caso del musicista Clive Wearing che, persa d'improvviso la memoria, si ritrovò a vivere in un eterno presente. Con Perché il tempo vola il Saggiatore propone un'originale riflessione attorno alla dimensione che forse più di tutte influisce sulla nostra vita affettiva e lavorativa. Un percorso che attraversa la fisica, la filosofia e la letteratura, unendo sant'Agostino e Richard Feynman, il "presente specioso" di William James e i viaggi nel futuro di H.G. Wells, gli esperimenti di Michel Siffre – che trascorse più di duecento giorni in un laboratorio isolato sottoterra per indagare la percezione del tempo in condizioni di deprivazione sensoriale – e la lingua pirahã, quasi priva di riferimenti temporali. Per porre domande le cui risposte inevitabilmente aprono ad altri quesiti: perché se c'è una cosa sulla quale abbiamo sempre trovato il tempo di interrogarci è, per l'appunto, il tempo.
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Lab girl. La mia vita tra i segreti delle piante
Codice Edizioni, 15/05/2018
Abstract: Hope Jahren ha speso un'intera vita a studiare gli alberi, i fiori, i semi e la terra che li ospita. "Lab Girl" è la sua straordinaria autobiografia, ma anche una celebrazione della curiosità, dell'umiltà e della passione che guidano ogni scienziato, e dei risultati che si possono raggiungere quando vita e lavoro si intrecciano. L'autrice ci accompagna dalla sua infanzia in una piccola città del Minnesota, dove giocava nel laboratorio dell'università gestito da suo padre, fino ai tanti viaggi sul campo, dal Midwest alla Norvegia e all'Irlanda, dai cieli pallidi del polo nord alle Hawaii. Le storie raccolte in questo libro – intime, appassionanti e molto divertenti – animano ogni singola pagina e raccontano le intuizioni e il lavoro necessari per scoprire la vita segreta delle piante.
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minimum fax, 17/05/2018
Abstract: Tra i partecipanti a una festa sfrenata che si conclude con un suicidio collettivo, Massimo è l'unico a non premere il grilletto. Eppure la fine è vicina, per tutti. La guerra incombe, e i Naufraghi stanno arrivando. In pochi mesi, quello che inizialmente sembrava soltanto un gruppetto di invasati è cresciuto in modo inarrestabile, tanto da sovvertire l'intero ordine globale. L'unica caratteristica che lega i suoi componenti è l'abbandono di ogni comunicazione verbale. I Naufraghi si esprimono mediante le loro azioni, azioni che sono violente, distruttive, definitive. Per uccidersi o farsi ammazzare, un posto vale l'altro, Massimo lo sa bene. Ma all'ultimo momento decide di trascorrere il poco tempo che gli rimane con Piero, suo padre, confinato all'Hospice San Giuda, un sanatorio incastonato tra le valli di un entroterra che somiglia molto a quello ligure. Massimo non è mai riuscito ad accettare la malattia del padre, ma ora, sentendosi ugualmente spacciato, è lui ad avere bisogno della sua presenza. Un analogo cambio di prospettiva consentirà anche agli altri abitanti dell'Hospice di resistere al peso della disperazione. Che si tratti del Dottor Malandra, timido chirurgo morfinomane; di Guido, infermiere, alcolista, ultras; di Olga, suora in lotta contro la felicità e contro il proprio passato, tutti comprenderanno l'ultima, possibile verità: che ci può essere speranza senza speranza.Con uno stile potente e attraverso continui sconfinamenti nel fantastico, Orso Tosco riesce a darci una rappresentazione quanto mai reale delle motivazioni segrete che ci spingono a vivere, fino all'ultimo respiro. E, forse, persino dopo.
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O barra O, 17/05/2018
Abstract: Nel 1957, all'epoca di questo reportage, in pieno periodo di decolonizzazione, Hong Kong e Macao erano gli ultimi avamposti europei in Estremo Oriente. Con la consueta curiosità e partecipazione, Joseph Kessel si immerge in questi brulicanti crocevia di popoli e culture al confine con la Cina di Mao e ne restituisce gli sconvolgenti contrasti: il fascino della natura selvaggia e l'urbanizzazione più sfrenata, le inimmaginabili ricchezze e l'estrema miseria, le attività commerciali su scala globale e i traffici locali più o meno leciti.Nei suoi vagabondaggi tra sfavillanti quartieri occidentali e squallidi tuguri, case da gioco e fumerie, Kessel ripercorre la storia dei luoghi e traccia i ritratti di personaggi straordinari come William Jardine, il principe del contrabbando di oppio, Aw Boon Haw, l'inventore del Balsamo di Tigre, Mr. Fu, il re dei giochi di Macao. Senza mai dimenticare i più umili: i rifugiati cinesi, i conducenti di rickshaw, le operaie delle fabbriche di fuochi d'artificio e soprattutto i piccoli, onnipresenti, mendicanti.Un reportage, inedito in Italia, capace di rievocare atmosfere e ambienti tutt'oggi vivi nell'immaginario legato a questo angolo di mondo in cui, più che altrove, l'Occidente incontra l'Oriente.
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La lingua è un'orchestra. Piccola grammatica italiana per traduttori (e scriventi)
Il Saggiatore, 17/05/2018
Abstract: Alto o basso, aulico o prosaico, formale o colloquiale, disadorno o ampolloso: l'italiano può assumere così tante forme da sembrare, alla fine, inafferrabile. Più che una lingua unica potremmo definirlo una coralità, una polifonia: il suono di un'orchestra. Chiunque si trovi a scrivere un testo – per tradurre il più ardimentoso degli autori o dire quello che vuole dire, per mandare un messaggio o chiedere un permesso aziendale – deve fare i conti con un complesso sistema di regole, tradizioni e usi che chiedono incessantemente di essere aggiornati. C'è la lingua imparata a scuola, quella delle serie televisive, quella burocratica e quella gergale. La lingua assimilata da bambini e quella assorbita dalla lettura delle grandi opere letterarie. Il risultato è un mondo di parole appartenenti agli ambiti più diversi: regionalismi, dialettismi, echi romanzeschi, vocaboli ed espressioni tipiche di un determinato gruppo sociale, lessici specialistici e voci che rimandano a differenti posizioni ideologiche. Un insieme variegato che siamo spronati a comporre e ricomporre, seguendo le regole o, a volte, trasgredendole con fantasia.La lingua è un'orchestra di Mariarosa Bricchi è uno strumento indispensabile per chiunque voglia cimentarsi nella scrittura dell'italiano: tra documenti storici e linguaggi del web, l'autrice ci mostra i molti modi di costruire una frase, i giochi combinatori possibili e quelli impossibili, le antilingue, gli strascichi della "congiuntivite" di cui l'italiano si è ammalato, gli accorgimenti per maneggiare correttamente la punteggiatura. Un viaggio da affrontare insieme a maestri e autori contemporanei che hanno passeggiato nella lingua muovendosi tra limpidezza e oscurità, come Manganelli e Primo Levi, Gadda e Walter Siti, Manzoni e Beppe Fenoglio – ma anche Joyce e Joan Didion, Jane Austen e Philip Roth nelle voci dei loro traduttori: insieme a tutti loro Mariarosa Bricchi rivela la chimica, i prodigi e gli orrori di chi scrive nella lingua più bella del mondo.
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Spettri. La vita dopo la morte secondo la scienza
Il Saggiatore, 17/05/2018
Abstract: Spiriti e spiritelli, anime e fantasmi, ombre ed ectoplasmi, presenze, apparizioni, spettri e reincarnazioni. Sono da sempre la materia effimera di sacerdoti, sciamani e fattucchiere, l'ombra fugace di una domanda che contiene e genera tutte le altre, che ha dato vita alla religione e alla filosofia, alla magia e alla spiritualità: esiste una vita dopo la morte?Ma cosa succede quando sono gli scienziati a porsi questa domanda? Cosa succede quando il metodo scientifico prova a trascendere i propri limiti, cercando una verità sperimentale nell'occulto? Per raccontare questa unione improbabile ma essenziale tra razionalità e mistero, Mary Roach incontra uomini che affermano di essersi reincarnati in corpi di bambini, entra nel tribunale in cui la testimonianza di un fantasma è stata ammessa come prova, avanza tra il fumo e gli specchi della stanza di un medium e in laboratori in cui si tenta di catturare l'energia della coscienza; scopre volontari issati in punto di morte su una bilancia per misurare il peso dell'anima che li sta abbandonando e ci accompagna all'Università di Cambridge, dove è conservato l'unico esemplare al mondo di ectoplasma.Dalle sue esplorazioni nasce un resoconto rigoroso e dissacrante di come la ricerca affronti il paranormale, con esiti spesso sbalorditivi. Lugubri voci registrate di persone scomparse e sale operatorie in cui vengono analizzate le esperienze di pre-morte sono descritte con lo sguardo scettico della divulgatrice scientifica e il cuore aperto alla meraviglia di chi vorrebbe credere. Spettri è un viaggio della ragione nell'aldilà che con ironia e piglio gioiosamente macabro conquista anche il più arido fra i materialisti, declinando al presente le domande che accompagnano l'uomo fin dai tempi più remoti.
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Terra d'acque. Novara, la pianura, il riso
Interlinea, 21/05/2018
Abstract: Uno scrittore racconta se stesso e i luoghi a lui più cari. Le sue storie ripercorrono momenti significativi della storia, dal Seicento della Chimera e della caccia alle streghe, all'Ottocento risorgimentale, fino a tempi a noi più vicini, con un ricordo personale del 25 aprile 1945. L'inventore del gorgonzola, il bandito Caccetta (il don Rodrigo della bassa), l'architetto Antonelli, il poeta "babbo matto" Campana, l'esploratore Ferrandi… sono i personaggi che rivivono nella città e nella pianura ai piedi del monte Rosa, dove regna il "riso amaro" di Silvana Mangano, simbolo della fine della civiltà contadina. Una prova di stile e di fedeltà alle radici di un grande autore di oggi come Sebastiano Vassalli.
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Less is more. Sull'arte di non avere niente
Il Saggiatore, 18/05/2018
Abstract: Apri il tuo portafoglio. Cosa vedi? Scontrini, tessere della palestra, del discount, fotografi e di tuo figlio, della donna o dell'uomo di cui sei innamorato, la patente, il documento d'identità, la carta di credito, i biglietti da visita. Tutti oggetti che descrivono perfettamente chi sei, cosa fai, che persona ambisci a essere. Anche la tua casa, se ci pensi bene, dice molto di te: hai una tv nuova, i quadri di un artista che credi ti rappresenti, sul balcone hai costruito un piccolo orto verticale – va di moda, e poi è un'ottima strategia per risparmiare qualche euro sulla spesa. Da anni desideravi avventurarti in qualche località esotica e pericolosamente sperduta: hai già ricaricato la prepagata, scelto il volo più economico, confermato la stanza di un albergo a due stelle, ma con piscina. Ricorda di chiedere le ferie, ma prima devi pagare le bollette, il mutuo, l'assicurazione, il tagliando, la benzina. Quando sarai partito, non dimenticarti di scrivere a mamma e papà: non farli preoccupare. Il prossimo mese comincia il corso di nuoto: hai fatto l'iscrizione? Hai prenotato la visita medica? Lo stipendio ha iniziato il suo inesorabile countdown: il cinema, il sushi all-you-can-eat, i giochi per i bambini, la crema per la pelle liscia, il sapone per la pelle grassa. Beni indispensabili che dicono tutto di te. Oppure no? Forse sei intrappolato dalle cose che desideri, lettore, e sfortunatamente non ho trucchi da mostrarti. Non ti insegnerò a vivere con pochi euro al giorno, e comunque non ti basterebbe. Però posso fare molto di più per te: farti conoscere l'arte di non avere niente. È una pratica antica professata da filosofi e mistici orientali, pellegrini e cantori. Ed è l'unico sentiero che può condurti a riscoprire la vita nella sua essenza, sotto il velo delle illusioni, della nostalgia, delle maschere, dei rimorsi e dei bisogni indotti. Solo così potrai riconquistare la tua libertà, vivere senza rimpianti e rispondere alla più antica e impossibile delle domande: Chi sei?
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I monologhi della vagina. Nuova ediz.
Il Saggiatore, 24/05/2018
Abstract: "La prima volta che ho messo in scena I monologhi della vagina ero certa che qualcuno mi avrebbe sparato. Perciò quando sono salita sul palco di un piccolo teatro di Manhattan mi sono sentita come se stessi attraversando una barriera invisibile, rompendo un tabù molto profondo. Ma non mi hanno sparato. Alla fine di ogni spettacolo c'erano lunghe code di donne che volevano parlare con me. Sulle prime ho pensato che volessero condividere le loro storie di desiderio e appagamento sessuale. In realtà si mettevano in fila per dirmi come e quando fossero state stuprate o aggredite o picchiate o molestate. Ero sconvolta al vedere che, una volta rotto il tabù, si liberava un fiume in piena di memorie, rabbia e dolore. E poi accadde qualcosa di completamente inaspettato. Lo spettacolo venne ripreso in tutto il mondo da altre donne che volevano infrangere il silenzio sui propri corpi e sulle proprie vite all'interno della comunità di appartenenza. E ora, vent'anni dopo, possiamo parlare ed essere viste. Hanno provato a impedirci perfino di nominare alcune delle parti più preziose del nostro corpo. Ma ecco ciò che ho imparato. Se una cosa non viene nominata, non viene vista, non esiste. Ora più che mai è il momento di raccontare le storie importanti e dire le parole, che siano "vagina" o "il mio patrigno mi ha stuprata". Quando rompi il silenzio ti accorgi di quante altre persone stessero attendendo il permesso di fare lo stesso." Eve EnslerA vent'anni dalla prima pubblicazione, il Saggiatore presenta la nuova edizione dei Monologhi della vagina, con una nuova introduzione, nuovi contributi e testi inediti. Con humour trasgressivo, la vagina prende la parola per raccontare e raccontarsi attraverso la sua voce, che sa essere seria, divertita, fantasiosa o drammatica. Un manifesto contro la violenza che non cessa di essere il punto di riferimento fondamentale nella lotta quotidiana di tutte le donne del mondo.
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Il Saggiatore, 24/05/2018
Abstract: "Kismet è una parola turca che signifi ca "destino". Gombrowicz la scrisse, come fosse il sigillo posto a custodia della sua esistenza e insieme la sua inevitabile deriva, nelle pagine del diario privato: Kronos. Kronos come il dio del Tempo, Crono, che divorò i propri fi gli: un titolo in assonanza con il suo ultimo romanzo, Kosmos (Cosmo); l'Ordine e il Tempo, due elementi centrali della nostra esistenza: sfuggenti, indefi nibili, spesso in antitesi. Kronos è proprio un tentativo di puntellare il Tempo: di dare un Ordine al Caos. Il suo valore risiede nel fatto che ci permette di conoscere un Gombrowicz non "in posa", privo delle numerose maschere che amava indossare. L'autore registra il flusso della sua coscienza mescolando fatti privati e pubblici, un flusso spessodisordinato ma in cui, per esempio, gli elenchi deibrani musicali funzionano come una sorta di ossaturaalla quale si aggrappa tutto il resto. Nel "caotico" Kronos, Gombrowicz riesce a sorprendere senza risultare mai banale o scontato: è come se ci lasciasse un messaggio abbandonato in una bottiglia, consegnato in una forma non lavorata, essenziale. Il messaggio di uno scrittore geniale, a lungo non riconosciuto per il suo valore, tormentato dalle malattie e dalle ristrettezze, in lotta con il tempo che bruciava troppo rapidamente la sua vita sciupandone il desiderio dell'eterna giovinezza e frustrando le sue esuberanze; uno scrittore che seppe però trovare, oltre la disperazione, gli appigli per non affondare, regalandoci, anche con questo "diario privato", un bizzarro lascito e una testimonianza, dal profondo, della vita che ribolle e poi si spegne." Francesco M. CataluccioIl Saggiatore prosegue la pubblicazione del corpus delle opere di Witold Gombrowicz avviata con Cosmoe presenta per la prima volta al lettore italianoKronos: selezionato ciò che è importante, creativo,dall'inutile e dallo sterile che c'è in ogni vita,Gombrowicz costruisce il suo passato, lo sublimaattraverso la sua arte, si assegna il futuro che spetta ai grandi.
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Francesco Brioschi Editore, 25/05/2018
Abstract: E' un diario, un'avventura della conoscenza ispirata da un racconto di MarcoPolo nell'antica Ceylon, oggi Sri Lanka. Ma è anche una missione chesarebbe piaciuta a naturalisti come Charles Darwin e Alfred Russel Wallace.Percorre da sud a nord l'isola-nazione amata da scrittori come AldousHuxley e Arthur C. Clarke, tra città strappate alla foresta, antichi templibuddisti e siti paleolitici che hanno visto nascere l'agricoltura. Sottendeun'inedita ipotesi sull'origine dell'uomo moderno e sul mito del ParadisoTerrestre. Suggerisce il segreto del parto indolore, riscopre la Foresta dellaFelicità e attraversa il mitico Ponte di Adamo. Non manca la sorpresa finalee l'incontro con una popolazione che vive in queste regioni da 34.000 anni.
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Francesco Brioschi Editore, 25/05/2018
Abstract: Per gli operatori umanitari il campo profughi di Dadaab è unaprofonda crisi umanitaria; per il Governo del Kenya è un "asilo perterroristi"; per i media occidentali un luogo da evitare. Ma per lecinquecentomila persone che ci abitano è la loro ultima speranza.Situata nel deserto del Kenya settentrionale, Dadaab è una cittàdesolata dove crescono solo cespugli spinosi. Per quattro anniBen Rawlence ne è stato testimone diretto e ha conosciuto moltidei suoi rifugiati. Tra loro ci sono Guled, un ex bambino soldatoappassionato di calcio; Nisho, che raschia l'esistenza spingendo unacarriola ma sognando infinite ricchezze; e Kheyro, una studentessache ha deciso di fondare sull'educazione il proprio futuro.Rawlence intreccia le storie di nove giovani per raccontare la vita nelcampo e per denunciare le ben più influenti forze politiche che nedeterminano le sorti. Il risultato è un reportage vivido e illuminante,destinato ad avere ripercussioni a livello internazionale.
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Lipstick traces. Storia segreta del XX secolo
Il Saggiatore, 24/05/2018
Abstract: Un fantasma si aggira per il xx secolo: ha i capelli rossi e sparatidi Johnny Rotten, il monocolo di Tristan Tzara e lo sguardo visionario di Guy Debord. Chiamatelo Cabaret Voltaire. Chiamatelo potlatch. Chiamatelo punk. È la critica radicale e corrosiva alla società contemporanea, è il sovvertimento di ogni cultura ufficiale, è la palingenesi al vetriolo della musica rock. Tra il 1957, l'anno di nascita dell'Internazionale Situazionista nella piccola Cosio d'Arroscia, e il 1976, quando una scalcagnata band messa insieme dall'astuto proprietario di un negozio di abbigliamento sadomaso incide "Anarchy in the UK", non passano nemmeno vent'anni. Eppure tanto basta perché i semi gettati da surrealisti e dadaisti, e poi annaffiati dal situazionismo nel Maggio francese, germoglino nell'inno ufficiale della controcultura e della ribellione giovanile grazie a Malcolm McLaren e ai Sex Pistols. Greil Marcus ci riporta là, tra le provocazioni dei lettristi e le prime creste del punk, a cercare di ricostruire cosa spinse le nuove generazioni di quegli anni a dare vita a linguaggi rivoluzionari, estetiche provocatorie e stili di vita controcorrente. Quella di Marcus è una storia alternativa del secolo breve narrata attraverso le sue avanguardie: un racconto eccentrico e appassionante in cui si mescolano musica e immagini, Never Mind the Bollocks e Manifesto dadaista, Saint-Just e Michael Jackson, l'Inghilterra del Dopoguerra e la Parigi del Sessantotto.Con Lipstick traces il Saggiatore ripropone un classico della critica musicale contemporanea. Un errabondo viaggio attraverso il milieu elettrico del punk. Un'opera che indaga le connessioni underground tra le decadi, i movimenti e le forme artistiche del Novecento. Il tentativo di rendere il giusto tributo a quei quattro sfrontati ventenni che osarono gridare che Dio non può salvare la Regina, tantomeno noi. Ma che forse l'anarchia, almeno per un po', può provare ad aiutarci.
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Edizioni Black Coffee, 01/06/2018
Abstract: Dopo il successo del suo romanzo di esordio, "Last Days of California", Mary Miller torna con una raccolta di racconti che la riconferma come una delle voci più crude e taglienti della sua generazione di scrittori americani.Ammantato dal fascino proprio del Sud degli Stati Uniti, "Happy Hour" è un susseguirsi di storie di donne, figure tormentate quanto realistiche, in lotta contro se stesse. Donne che bevono, che dipendono dal sesso; donne che prendono decisioni sbagliate accompagnandosi a uomini che le amano troppo o troppo poco; donne che sono la causa della propria rovina. Su uno sfondo di scialbi distributori di benzina, piscine pubbliche, drive-thru e bettole, ciascun personaggio si trascina dietro il proprio fardello nella ferma convinzione di meritare di meglio. Queste donne cercano comprensione nei luoghi più improbabili: nella casa dei genitori adottivi, dove l'amore è vissuto come indice di debolezza, in un campeggio per roulotte dimenticato da Dio, negli angoli di una casa da sogno acquistata col denaro ottenuto da un brutto divorzio. Sono consapevoli dei loro errori e della necessità di un cambiamento, eppure non reagiscono, forse bloccate dalla paura, o dalla semplice pigrizia.Osservando il delicato tessuto della vita quotidiana delle sue protagoniste, Miller ci narra l'amore degli incompresi, la ricerca di conforto nelle cattive abitudini di cui non si riesce a fare a meno e i dettagli quotidiani di rapporti destinati a finire. Con l'onestà che contraddistingue la sua scrittura, Mary Miller firma ancora una volta un lucido e struggente ritratto della femminilità oggi.
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Edizioni Black Coffee, 01/06/2018
Abstract: Una ragazza, nota solo come A, vive in un'anonima città americana insieme alla coinquilina, B, e al ragazzo, C. A si nutre quasi esclusivamente di ghiaccioli e arance, trascorre un assurdo quantitativo di tempo davanti alla televisione, spesso ipnotizzata dalla pubblicità – in particolar modo dagli spot di Kandy Kat, la mascotte di una merendina ultrachimica – o dal reality show che C ama tanto, e plasma il proprio corpo su un modello di bellezza che esiste esclusivamente sullo schermo. Col passare del tempo A sviluppa un'ossessione per Michael, figura televisiva diventata celebre per aver prosciugato l'intera fornitura di carne di vitello di una filiale del Wally's Supermarket. Nel frattempo B tenta disperatamente di fare di sé una copia di A, appropriandosi delle sue cose e delle sue abitudini, mentre A, a sua volta insoddisfatta, cerca un senso alla propria vita al di là della dipendenza dal ragazzo. Si rilassa soltanto spiando la famiglia dall'altra parte della strada che tuttavia un giorno scompare misteriosamente. L'ultima cosa che A vede è padre, madre e figlia camuffati da fantasmi uscire di casa, montare in macchina e andarsene lasciando sulla porta del garage una sinistra scritta.Romanzo d'esordio sagace, divertente e a tratti inquietante, che richiama alla mente "L'incanto del lotto 49", "Rumore bianco" e i racconti di George Saunders, "Il corpo che vuoi" è una sorta di giallo raccontato dal punto di vista della persona scomparsa, una storia dell'orrore tutta americana che intreccia sesso e amicizia, fame e appetito, fede e alimentazione, vita vera e reality show, ma soprattutto uno sguardo originale sul moderno concetto di femminilità.
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Edizioni Black Coffee, 01/06/2018
Abstract: Bonnie Nadzam, autrice del controverso romanzo "Lamb", torna con l'inquietante e spietato ritratto di una comunità rurale sull'orlo del collasso e dei suoi abitanti, combattuti fra il desiderio di inseguire i propri sogni e un irragionevole bisogno di restare dove sono.A metà fra ghost story e resoconto realistico di un amore, "Lions" è ambientato nell'omonima cittadina degli altopiani del Colorado, un luogo ormai quasi del tutto disabitato e ammantato di leggenda. Concepita per diventare una gloriosa città nell'Ovest in via di sviluppo, Lions non è riuscita a trasformarsi nella realtà sognata dai suoi fondatori. Lo zuccherificio è fallito e le uniche attività commerciali ancora in piedi sono un piccolo bar, un diner che conta sui viaggiatori provenienti dalla vicina statale e un'officina di lavorazione del metallo che sopravvive a stento. I cittadini di Lions conducono vite semplici, tormentate dai fantasmi – dei loro antenati, delle loro ambizioni e speranze, di un futuro incerto – e, quando un misterioso viandante giunge in città, la sua sinistra presenza spinge molti ad andarsene definitivamente. Fra i pochi abitanti rimasti ci sono Leigh e Gordon, una coppia di diciassettenni che sogna di andare al college. Gordon, tuttavia, perde il padre all'improvviso e non riesce a liberarsi del dolore e del senso di responsabilità verso l'insolita eredità ricevuta dal genitore. Si trova quindi a dover scegliere se partire o trattenersi a Lions per rilevare la gestione dell'officina, rinunciando così alle proprie aspirazioni."Lions" è una storia di autoconsapevolezza, di ambizione, una riflessione sull'ossessione americana per l'autorealizzazione e sulla responsabilità, e sulle storie che quotidianamente ci raccontiamo per convincerci che la vita valga la pena di essere vissuta.
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minimum fax, 11/06/2015
Abstract: Dopo il successo di Dieci dicembre, che ha fatto conoscere al grande pubblico la voce inconfondibile di George Saunders consacrandolo come uno dei nomi di punta della nuova scena letteraria americana, minimum fax riporta in libreria Bengodi, la sua prima raccolta di racconti, uscita nel 1996 e subito finalista al Pen/HemingwayAward. In sei racconti e un romanzo breve, corredati in questa nuova edizione da un ulteriore inedito e una preziosa postfazione, Saunders definisce i tratti salienti della sua poetica, inscenando il lato oscuro del sogno americano in un ipotetico futuro prossimo dove i vizi della società contemporanea vengono spinti all'eccesso con conseguenze grottesche, esilaranti e spesso spaventose. Una raccolta spietata e preveggente, permeata da uno humour feroce miscelato con quell'insieme di empatia e compassione nei confronti dell'uomo, delle sue debolezze e dei suoi difetti, che rende i racconti di Saunders una meravigliosa esperienza umana prima ancora che un imperdibile piacere letterario.Con una postfazione dell'autore e un racconto inedito.
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Il paese dove non si muore mai
minimum fax, 07/06/2018
Abstract: Nel paese dove non si muore mai, dove il corpo è forte come il piombo, le donne spariscono in seguito ad aborti clandestini oppure per una storia d'amore disperata; gli uomini, invece, finiscono in prigione per aver osato dire che al mercato non si trovavano più patate. Eppure, in un mondo ferocemente maschilista, le ragazze crescono robuste, indistruttibili, tra il culto di Madre-Partito e quello della verginità, circondate da madri, nonne, zie, professoresse che sono al tempo stesso severissime e amorevoli, guardiane di un rigido matriarcato domestico.Siamo in Albania, terra di polvere e fango, ai tempi della dittatura, ma il paesaggio di Ornela Vorpsi è un territorio letterario per eccellenza: metaforico, universale, un compendio tragico della condizione femminile e umana in ogni parte del mondo.Con una lingua simile a un bisturi, in un italiano adottato come si adotta una speranza, Ornela ci racconta l'antieducazione sentimentale di tutte le donne in mezzo alla violenza e alla solitudine, le loro storie di puttaneria e vergogna, di proverbi e cucine seminterrate. Esordio del 2005, Il paese dove non si muore mai è uno dei libri capofila di una nuova generazione di scrittori immigrati e segna l'approdo sulle nostre coste di un accento nuovo, irripetibile, sensuale e sconvolgente.
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Edizioni Clichy, 23/11/2017
Abstract: Il 9 novembre 1991 Yves Montand ci ha lasciati. Eppure, in queste pagine, la sua voce risuona e ci porta dolcemente nel suo mondo. In questa raccolta di suoi scritti inediti, confidenze, interviste, Montand racconta cinquant'anni di una inarrestabile carriera, dai primi passi sui palcoscenici di Marsiglia fino ai suoi ultimi film e a tutte le sue battaglie, spesso aspre, in politica. Un libro che permette di scoprire o riscoprire la verve unica, la lucidità e la sincerità di questo genio del music-hall diventato nel tempo uno dei mostri sacri del cinema, un artista fuori da ogni regola che fu anche un insaziabile militante della libertà. Piaf e Prévert, il socialismo, Marilyn, Romy Schneider, Catherine Deneuve, Claude Sautet, i figli e ovviamente Simone Signoret. Yves Montand si rivela, spiega, si diverte, si confessa, seguendo il ritmo dei suoi successi e dei suoi dubbi, delle sue passioni e delle sue disillusioni, tornando a farci compagnia, mostrandoci l'attualità del suo pensiero e del suo amore per la vita e per gli esseri umani.
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Proprietà privata. Racconti inediti
minimum fax, 06/06/2018
Abstract: Richard Yates, autore di romanzi indimenticabili come il celebre Revolutionary Road, ha lasciato alla letteratura del Novecento anche un imponente corpus di racconti. Le sue raccolte, Undici solitudini e Bugiardi e innamorati sono unanimamente considerati dei capolavori nel genere della short story.Arriva ora per la prima volta in Italia quest'antologia di racconti mai pubblicati in volume durante la vita dell'autore; alcuni erano usciti su riviste, altri erano rimasti completamente inediti fino a quando, dopo la sua morte, sono stati riportati alla luce e raccolti.Un'occasione preziosa per immergersi ancora una volta nella sua scrittura intensa e commovente: storie di esistenze comuni ambientate perlopiù nell'America del secondo dopoguerra, un luogo di tensioni nascoste sotto l'apparente prosperità, di ambizioni e fallimenti che Yates racconta con uno sguardo lucido e inconfondibile.