Trovati 855495 documenti.
Trovati 855495 documenti.
Risorsa locale
Difficult men. Dai "Soprano" a "Breaking Bad", gli antieroi delle serie tv
minimum fax, 25/10/2018
Abstract: Sul finire degli anni Novanta, le serie televisive americane hanno riscritto le regole della narrazione classica. Uno degli aspetti più importanti di questa rivoluzione riguarda i personaggi rappresentati, non più eroi tutti d'un pezzo ma creature moralmente ambigue. Veri e propri antieroi sono, infatti, i protagonisti dei Soprano, di Mad Men, The Wire, Breaking Bad e Game of Thrones. Attraverso un racconto del dietro le quinte di queste serie e approfondite interviste a showrunner e autori coinvolti nella loro realizzazione, Difficult Men ricostruisce con grande abilità un inedito profilo degli antieroi seriali più significativi di questo inizio secolo. I villain delle serie tv riescono a suscitare la nostra empatia e ci permettono di calarci nei panni di chi si spinge oltre il lecito, ponendoci di fronte a dilemmi etici e a scelte sbagliate che non prenderemmo mai nella vita. Scopriremo inoltre che David Chase, Matthew Weiner, Vince Gilligan e David Simon, tra gli altri, sono persone reali complesse e interessanti quanto i personaggi da loro creati. Il dialogo diretto con gli autori consente a Martin di mettere a fuoco il valore di rottura di titoli che, come ha scritto il Guardian, possono essere considerati per la tv l'equivalente di Roth, Updike e Mailer per la narrativa e di Scorsese, Altman e Coppola per il cinema.
Risorsa locale
Q502. 300 anni dopo il grande esodo
Stampa Alternativa, 23/10/2018
Abstract: Dylan fissò quegli occhi dorati."Mi dica cosa devo fare"."Deve portarmi una ragazza, numero di produzione Q502".Pianeta Marte, 300 anni dopo il Grande Esodo. Un detective viene incaricato di cercare una ragazza scomparsa alla nascita. L'indagine lo porta nei profondi meandri della città di Agra, nelle desertiche terre del pianeta rosso e nello spazio buio.Q502 è una coinvolgente avventura marziana tra scienza e fantascienza. Veloce, divertente, terribile, leggera e nel contempo profonda.
Risorsa locale
Da dove vengo. Un'autobiografia
Il Saggiatore, 25/10/2018
Abstract: Da dove vengo è l'opera in cui Joan Didion raccoglie tutta se stessa: è la sua autobiografi a, restituitaattraverso il prisma della storia americana. Dopo la morte della madre, la necessità di congedarsidai genitori la porta a guardare dentro il rapporto con la famiglia e a scavare il luogo da cui proviene,dissodare la propria identità, chiedersi, appunto, "da dove vengo". Didion si rende conto di non aver mai capito la California, di doversi liberare dall'incantesimo sotto il quale è sempre vissuta.Con Da dove vengo Joan Didion scrive quindi la storia della sua terra, la storia della sua famiglia, la sua storia. Che si trasforma in una struggente contronarrazione dell'epica della frontiera, dalle traversate degli antenati al mito delle "cose selvagge" e del ranch, dai sogni dei pionieri ai leggendari grandi latifondisti. Lo spirito individualista e il trionfalismo civico, la scomparsa e il continuo riaffi orare di un paradiso naturale perduto, i grandi cambiamenti del dopoguerra, la potenza ciclopica della ferrovia, le speculazioni del mercato immobiliare e dell'industria aerospaziale, tutte le malinconie e le contraddizioni delle classi sociali: ogni cosa è declinata in toni intimi e corrosivi. Così la più raffi nata scrittrice americana del nostro tempo passa al setaccio ogni granello di sabbia californiana e con grazia predatoria smaschera, ricompone, ripudia e invoca il proprio affresco delle origini.Da dove vengo è un'opera cadenzata sulle note di una lucida nostalgia. È l'esplorazione, tra siccità e alluvioni, di un territorio emotivo saldamente intrecciato a quello reale. Se la revisione del cosmo californiano è prima di tutto una rifl essione su di sé, al termine di questo lungo viaggio Joan Didion trova la sua miniera d'oro, la sua eredità, la sua America, il suo dove. E noi con lei.
Risorsa locale
Il Saggiatore, 25/10/2018
Abstract: La carrucola nel pozzo, la spola della teleferica nei boschi. I minimi atti, l'opaca trafila delle cose mute che cadono nel mondo, come una lenza buttata a vuoto nei secoli, un amo a precipizio nei millenni. Sono infiniti gli strumenti umani, e sono cosa da poco, sono cosa da nulla. La loro storia ingombra la vita dell'uomo, ma nella parabola dell'esistenza (visibile e invisibile) dura appena pochi istanti, lo scampolo di tempo che separa una curva di montagna dalla svolta successiva. Poi la memoria li inghiotte, il paesaggio li trascolora in una fotografia già vecchia, già perduta.È questo, tra i molti, il sentimento che anima Gli strumenti umani di Vittorio Sereni, terza raccolta di uno dei maggiori poeti italiani del Novecento, che ne segnò il ritorno editoriale, dopo il silenzio quasi ventennale da Diario d'Algeria. Una geografia esistenziale, quella puntellata dai versi degli Strumenti umani, in cui è necessario muoversi con passo bustrofedico, con il garbo dell'ospite indiscreto, eppure con la gioia ardente di chi scopre qualcosa che d'improvviso sente familiare da sempre. Una poesia sospesa tra l'erranza della materia e la rivelazione del vuoto, continuamente forata dai disvelamenti e dalle epifanie, dai segreti umbratili delle scorze dure che compongono il pianeta. E dai riverberi di una eco letteraria che si fa approssimazione e presenza nella lingua di Sereni, evocando oscuramente i purgatori di Dante e le rime in morte di Laura, la melma nera di Montale e la noja leopardiana, di cui gli Strumenti umani non sono la somma, ma la infiorescente decomposizione, stretta nella vite di una sizigia immortale. Borbottii, vibrazioni, gorgoglio di voci confuse. È la lingua con cui parlano gli strumenti umani.Un alfabeto segreto che non si può tradurre o imparare, ma solo ascoltare, ferocemente straniero, inaspettatamente amico, nel segmento bianco che spezza le cartilagini di ogni poesia.
Risorsa locale
Nero editions, 05/09/2018
Abstract: "Un lungo periodo di violenza, guerra e demenza ci aspetta", ammonisce Franco "Bifo" Berardi in una delle pagine più dure di Futurabilità, e ogni giorno ne abbiamo la conferma: da una parte, il razzismo istituzionalizzato della politica mainstream; dall'altra, le shitstorm (letteralmente "tempeste di merda") che hanno trasformato la cultura online in una rabbiosa successione di risentimenti; sullo sfondo, la precarietà economica ed esistenziale di una generazione condannata a saltare da un lavoretto all'altro, mentre intanto dilagano l'ansia, la depressione e il consumo di psicofarmaci.E però, "se vogliamo trovare una via d'uscita, dobbiamo guardare la bestia negli occhi". Ed è quello che tenta Bifo nel suo saggio più impietoso, già pubblicato nel Regno Unito nel 2017 e qui riproposto in versione aggiornata e ampliata.Perché se è vero che sembriamo al momento incapaci di produrre quei cambiamenti che pure ci sarebbero disperatamente necessari, è altrettanto vero che una possibilità ancora esiste. Per attivarla però è necessario che la generazione iperconnessa della Silicon Valley Globale prenda coscienza che, senza solidarietà e coscienza condivisa, nessun futuro è possibile, e che per uscire dal ricatto del triste realismo dei giorni nostri è necessario osare l'inconcepibile. E alla fine, sembra quasi di intuire un invito che suona al tempo stesso familiare e provvidenziale: "neuroproletari di tutto il mondo, unitevi!".Scrittore e filosofo, Franco "Bifo" Berardi è tra i più importanti pensatori radicali contemporanei. È stato tra i fondatori di Radio Alice e tra i suoi ultimi libri ricordiamo Dopo il futuro (Derive Approdi 2013) e Heroes (Baldini & Castoldi 2015)."Se c'è qualcuno che è riuscito a individuare le origini e a restituire i sentimenti del secolo in cui viviamo, be': questo è Bifo."McKenzie Wark"Nella palude di neofascismo e precarietà economica in cui siamo impantanati, Bifo cerca di tracciare i contorni di un mondo nuovo che già scalpita per la sua realizzazione."e-flux"Da vero filosofo radicale qual è, Bifo non si limita semplicemente a misurare il nostro tasso di disperazione: piuttosto, leggere Futurabilità dà il senso della sua capacità di immaginare un mondo fuori dai parametri imposti."032c
Risorsa locale
La prima vita di Italo Orlando
minimum fax, 31/10/2018
Abstract: Nella Sicilia occidentale alla fine degli anni Cinquanta, Irene, una ragazza al confine dell'infanzia, trova nel suo mandorleto un giovane dalla carnagione giallastra: è nudo, e sembra che dorma. È apparso dal nulla. Non ha passato, né memoria. La famiglia di Irene – il padre fotografo e la vecchia nonna possidente – lo accoglie nella sua casa di Sette Cannelle con il nome di Italo e lui in cambio porta fortuna e scompiglio. Trasforma tutto quello che tocca, riaccende un camino intasato, porta la luce elettrica, l'acqua corrente, ritrova fonti disperse. A poco a poco estende i suoi doni alle famiglie dei casali vicini. I bambini gli vanno dietro, sedotti dalla sua energia giocosa, perché lui gioca, non fa che giocare. Ma chi è Italo Orlando? Gira voce che ci sia in lui qualcosa di inquietante, oscuro, minaccioso. Intanto, nella provincia si scopre il petrolio, e lo smemorato si lega agli ingegneri e ai tecnici venuti a cercare l'oro nero. Ma c'è una relazione tra la comparsa di Italo e i mutamenti che stanno per intervenire? è forse un mercuriale, fatale, dio del cambiamento che cancellerà il mondo vecchio in nome delle ambigue metamorfosi del presente? Di certo, il suo arrivo e il suo terribile lascito segneranno il passaggio di Irene all'età adulta. Con La prima vita di Italo Orlando Carola Susani dà il via a una trilogia che vedrà il ritorno di questo personaggio in altri due momenti chiave della nostra storia nazionale.
Risorsa locale
La suocera sul petto e altre storie vere
Ianieri Edizioni srls, 10/09/2018
Abstract: "La suocera sul petto e altre storie vere" è un album di vicende realmente accadute, che hanno ispirato il racconto di quegli attimi di ordinaria quotidianità in cui c'è bisogno immediato di una mano tesa.La suocera sul petto è l'insolita metafora della vita, di ciò che da un momento all'altro può renderla assai complicata o metterla a rischio: con leggerezza e ironia, Biondino narra quelle situazioni in cui la solidarietà si ritrova, naturalmente, a sgorgare.Un libro delicato e profondo, che ricorda a tutti – con un sorriso realista – la fragilità della condizione umana, da cui nessuno può prescindere, ma che è comunque, sempre, occasione di incontro e di scoperta.
Risorsa locale
Ordine compagni! Storie, cronache e leggende dei servizi d'ordine
Morellini Editore, 05/10/2018
Abstract: "Ordine compagni!" è la frase che risuona tra i cordoni di manifestanti incaricati di salvaguardare la compattezza e la sicurezza del corteo. È il Sessantotto, si aprono gli anni delle rivolte e delle stragi; quelli passati alla storia come "anni di piombo", solcati dalla paura e dalla voglia di cambiare il mondo, dal desiderio di riscatto e dalla lotta politica.Il Servizio d'ordine si identifica quindi come il braccio armato che coordina e protegge studenti e operai scesi in piazza, i rivoluzionari, i ribelli, i sognatori. Milita in prima fila, diffonde e produce controinformazione, all'occorrenza si scontra con fascisti e polizia nel nome della giustizia e del progresso.Luca Pollini ha intervistato i protagonisti di quegli anni, ha raccolto l'amarezza e l'orgoglio delle loro parole, ha rivissuto con loro l'atmosfera magica e cupa che si respirava allora, ripercorrendo sulle note delle canzoni che ne hanno scandito il tempo gli avvenimenti e i momenti salienti di un'epoca che ha segnato la Storia del nostro paese.
Risorsa locale
Il Saggiatore, 04/10/2018
Abstract: Ci sono istanti in cui la vita scorre tutta intera davanti agli occhi, come una visione. Ossa di sole cattura quella visione e la trasforma in romanzo. Gli occhi e la vita appartengono a Marcus Conway, un marito, un padre, un ingegnere che abita in un lembo rurale d'Irlanda. È il 2 novembre, il giorno dei morti. Seduto al tavolo della cucina, Marcus sente il rintocco di una campana, la campana dell'Angelus. Quel suono risveglia in lui la vertigine del ricordo, i nodi irrisolti, le ferite, gli amori non riconciliati: la moglie che ama e ha tradito, il figlio lontano, la figlia artista che scrive un'invettiva sui muri della galleria, usando il proprio sangue come pittura.Lo sguardo fantasma di Marcus si solleva fino ad abbracciare la contea, il paese, i tormenti del suo tempo: dal collasso economico irlandese all'epidemia che, attraverso l'acqua, si è insinuata tra le persone, facendo ammalare sua moglie. A ossessionarlo è la tecnologia, un destino al quale non resta che arrendersi, un'entità ubiquitaria e indecifrabile che lo rende estraneo a se stesso, mentre i numeri che governano la finanza si inoculano silenziosi nel quotidiano. A interrogarlo è la trama sottile del reale, i fili invisibili che corrono sotto la pelle della terra come ossa di sole, adombrano un senso per poi negarlo, traccia potente di una sacralità perduta. Ogni aspetto di quel mondo, che è il mondo di ognuno, sembra sfuggire alla sua comprensione, collassare verso un singolo punto restituendo solo dubbio e inquietudine.Scritto in un'unica frase che si rompe e ricompone al ritmo di un respiro, Ossa di sole è il flusso di una coscienza in cui si imprime un riflesso del tutto, che abbraccia in ogni attimo l'infinitesimo e l'infinito. Mike McCormack convoca nella sua scrit-tura la tradizione irlandese di Beckett e Joyce per costruire la parabola eccezionale di una vita come tante, la solitudine e l'amore di un uomo capace di provare meraviglia e sconcerto per l'esistente. Un monologo in cui la morte e il vuoto metafisico del presente sono raccontati con il raccoglimento della preghiera, con il furore della bestemmia.
Risorsa locale
Una vita scartata. 148 diari trovati in un cassonetto
Il Saggiatore, 31/10/2018
Abstract: Questa storia comincia nel cuore dell'Inghilterra in un ventoso pomeriggio d'inizio millennio. A Cambridge, in mezzo al fango di un cantiere edile e ai resti scheletrici di un frutteto, vengono ritrovati 148 diari di un autore ignoto, gettati tra i rifiuti da una mano anonima. Pagine fitte di una scrittura esile e urgente, pallida come un respiro; duemilacinquecento parole al giorno aggiunte riga dopo riga con foga e disciplina. Per una vita intera.Quelle pagine finiscono tra le mani di uno scrittore e diventano per anni un enigma da risolvere, un'ossessione, e infine un libro senza precedenti. Per scriverlo, Alexander Masters ha dovuto trovare una risposta a decine di domande che si ponevano sempre diverse, mentre la lettura dei diari proseguiva. Chi è "io", l'individuo misterioso che scrive più di cinque milioni di parole su di sé senza mai registrare il proprio nome? E come ha potuto tradire il talento sublime per la musica, l'arte e la scrittura di cui si diceva dotato? Chi è il suo carceriere? E come sono potute finire in un cassonetto le memorie che "io" ha appuntato febbrilmente dal 1952 al 2001? Chi è "E", la persona che ha amato? "Io" è vivo o morto?Domande che sono l'innesco di un'indagine di carne e carta, che coinvolge investigatori privati e grafologi, tra archivi scolastici e antiche ville in rovina, alla ricerca della vita sprecata di una persona goffa, inefficiente e luminosa. Come un grande narratore, inseguendo la voce che tracima dai diari, Alexander Masters finisce per rivelarci la propria: Una vita scartata è la storia reale di uno scrittore-detective sulle tracce del proprio fantasma; è un romanzo in cui nulla è inventato, che con ironia, tenerezza e una suspense sottile racconta di una formazione mancata, del bambino che sopravvive intrappolato nel corpo di ognuno di noi.La storia del più prolifico diarista conosciuto, che mai sarebbe venuto allo scoperto se la sua opera e la sua vita non fossero state gettate via.
Risorsa locale
L'editore fuorilegge. Cinquant'anni di libri contro
Il Saggiatore, 31/10/2018
Abstract: "La ribellione scorre nel sangue di famiglia." Inizia così, come un dardo scoccato contro il conformismo e insieme una rivendicazione genetica, l'autobiografia di Barney Rosset, uno degli editori più significativi del nostro tempo, colui che ha rivoluzionato l'editoria americana liberandola dagli oltraggi della censura e riplasmando il linguaggio, la letteratura, l'eros. In risposta al volto compassato e stolido del puritanesimo ha dato alle stampe Beckett, Genet, Che Guevara, gli scrittori della Beat Generation e l'Autobiografia di Malcolm X.Cresciuto nella Chicago dei gangster con il mito di John Dillinger, ateo dall'età di sei anni, in terza media già titola il giornalino della scuola Anti-Everything. Edonista controcorrente e facile alla noia, dopo essersi sposato con la celebre pittrice Joan Mitchell ed essersi trasferito nel Greenwich Village – l'amalgama culturale newyorchese per eccellenza – nel 1952 rileva una piccola casa editrice, Grove Press, e inizia la sua avventura. Comincia a pubblicare Henry James e autori europei come Marguerite Duras, Alain Robbe-Grillet, Eugène Ionesco e il marchese de Sade. Poi, al termine di una lotta all'ultimo sangue con la censura, riporta allo splendore originario L'amante di Lady Chatterley di Lawrence e Tropico del Cancro di Miller.L'editore fuorilegge è l'autobiografia di Barney Rosset, scritta con la collaborazione di amici e colleghi. Un'opera che svela i retroscena sulla genesi di molti capolavori e illumina il rapporto tra i grandi protagonisti della cultura internazionale del Novecento: l'editore si racconta come se reggesse le fila non solo della sua vita pubblica e di quella privata, strettamente intrecciate, ma anche di un'epoca – un'epoca che Rosset supera, anticipa, sferza.Se, come scrive Luca Formenton nel suo testo introduttivo, per portare avanti il lavoro editoriale "è necessaria una fede assoluta", tra le pagine dell'Editore fuorilegge si cela il modo migliore per trovarla.
Risorsa locale
Con in bocca il sapore del mondo
minimum fax, 08/11/2018
Abstract: L'ultima spiaggia di via Veneto e un uomo con il cappotto in ogni stagione (Vincenzo Cardarelli). Un concerto di passerotti sul davanzale e un baritono mancato (Eugenio Montale). Lo scalo di un treno alla foce di un fiume e un accordatore di parole (Salvatore Quasimodo). Il salotto borghese di una casa in collina e un collezionista di farfalle (Guido Gozzano). Un mercoledì delle ceneri e un vecchio capitano in esilio (Gabriele D'Annunzio). Il baraccone di un tiro a segno e l'uomo dei boschi (Dino Campana). Il retrobottega di una libreria antiquaria e un figlio del vento (Umberto Saba). Una raccolta di francobolli e un funambolo solitario e malinconico (Aldo Palazzeschi). Un concerto di bossa nova e un bambino di ottant'anni che aveva la voce di Omero (Giuseppe Ungaretti). L'invettiva contro la luna e una donna che pagava i caffè con dei versi (Alda Merini). Fabio Stassi rende omaggio al Novecento e alla grande dimenticata del panorama letterario nazionale, la poesia, con una coraggiosa avventura mimetica e fantastica. Rimpatria nel mondo questi dieci autori, li fotografa in un gesto, li fa parlare in prima persona, dopo la morte e oltre la morte, da quel punto sospeso dello spazio e del tempo in cui sopravvive la voce di ogni poeta. Ne viene fuori un racconto in presa diretta della loro vita, di quello che pensavano della scrittura, delle idiosincrasie, ossessioni, desideri, dolori, allegrie. Dieci monologhi appassionati e coinvolgenti, una dichiarazione d'amore.
Risorsa locale
minimum fax, 08/11/2018
Abstract: Quando suo padre, il giudice McKelva, le comunica di dover subire un'operazione a un occhio, Laurel non esita a lasciare la sua casa di Chicago e andare a New Orleans per prendersene cura, anche se dovrà avere a che fare con la nuova moglie del giudice, Fay: una donna più giovane di lei, con un carattere duro e scostante, che secondo molti si è sposata solo per interesse. L'intervento sembra riuscito, ma il giudice – l'ottimista del titolo – stenta a guarire, e sprofonda in uno stato di prostrazione a cui seguirà una morte inaspettata. Alle due donne non resta che andare in Mississippi per seppellirlo nel cimitero di famiglia: Laurel avrà così l'occasione per fare i conti con la sua comunità di origine – lasciata forse troppo presto in cerca di una felicità e una realizzazione che hanno faticato ad arrivare – ma anche con Fay e il suo passato, e infine con un mondo che, nella sua meravigliosa testardaggine, si rifiuta di rinunciare alle proprie tradizioni. Maestra indiscussa del racconto e del romanzo di famiglia, Eudora Welty raggiunge con La figlia dell'ottimista – Premio Pulitzer per la narrativa nel 1973 – quella che rimane forse la vetta più alta della sua arte, creando, con Laurel e Fay, due tra i ritratti femminili più complessi e affascinanti che la letteratura americana abbia mai prodotto.
Risorsa locale
La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa
minimum fax, 08/11/2018
Abstract: Christopher Hitchens – indimenticato autore di controversi saggi in cui ha applicato la sua vena di libero pensatore iconoclasta a personaggi come Henry Kissinger, Bill Clinton e Lady Diana – propone in questo libro un'insolita analisi della figura di Madre Teresa di Calcutta, rafforzata dalle testimonianze affidabili e ben documentate di alcune ex infermiere della missionaria di origine albanese, nonché di un autorevole medico (Robin Fox, direttore di una delle più importanti riviste mediche del mondo, The Lancet) che visitò una delle sue case di cura. Hitchens sottopone all'attenzione del lettore gli aspetti più contraddittori dell'attività della religiosa e mette in discussione, in maniera coraggiosa e politicamente scorretta, l'"etica della sofferenza" che ne è alla base.
Risorsa locale
Il Saggiatore, 08/11/2018
Abstract: "Non t'arrabbiare con me, donna, se scalcio nel sonno… potrei sognare cose che ti farebbero piangere il cuore." È un lamento, ma risuona come una maledizione. Il blues di una voce che si contorce cercando tra gli spiriti più oscuri la forza necessaria per urlare, con l'ultimo fi ato rimasto, una condanna. Qualcuno ha cantato questa storia nella notte per renderla immortale, e ora il mondo non può far altro che ascoltare ancora e ancora la frusta cadere, il mondo non può far altro che sanguinare.Quando Seth, giovane e ambizioso musicista, registra accidentalmente lo splendido canto di uno sconosciuto in un parco di Manhattan, non ha idea di aver appena scoperchiato un vaso di Pandora ricolmo di odio, soprusi e ossessione. In fondo, la decisione del suo amico Carter di diffondere in rete quell'audio spacciandolo per un inedito blues del 1920 gli sembra solo una beffa innocente. Ciò che i due non immaginano è che li contatterà un misterioso collezionista convinto che quel blues, il disco perduto di Charlie Shaw, sia esistito davvero, e che la sua scomparsa sia segnata da un destino di morte e dannazione. Per Seth e Carter scoprire la verità diventerà allora un tormento, una missione che li risucchierà dai quartieri cool a periferie dominate da violenza e povertà, fino al Mississippi, alla ricerca di un fantasma senza nome sotto il cui velo si nasconde la rabbia dell'America.Con Lacrime bianche Hari Kunzru si conferma uno dei più sofi sticati costruttori di specchi dell'immaginario contemporaneo. La sua è un'evocazione narrativa che si fa necromanzia; un ipnotico canto hoodoo che trascina le voci dei protagonisti a rincorrersi e confondersi tra epoche e città, fino a perdersi l'una nell'altra.Attraverso una scrittura inquieta, in cui i confini tra i generi sfumano a ogni pagina per ricomporsi in accostamenti inediti e visionari, Kunzru si immerge in un sottomondo infestato da note mai suonate, ambizioni soffocate e, soprattutto, insaziabili desideri di rivalsa. Perché alcuni dischi nascono nell'ombra, come la vendetta; ma quando incontrano infine la puntina, la loro musica è in grado di far piangere lacrime che solo il sangue può asciugare.
Risorsa locale
Rosenberg & Sellier, 08/11/2018
Abstract: Pinkizzazione è la recente tendenza a colorare di rosa tutto ciò che appartiene al territorio femminile: rosa i vestiti e i giocattoli delle bambine, rosa gli oggetti e gli accessori delle donne; ma rosa è anche il colore scelto dalle donne in marcia nello sciopero globale dell'8 marzo 2017. Quando e perché è divenuto così di moda? La divisione dei colori – rosa per le femmine e blu per i maschi – è uno dei tanti dispositivi per il mantenimento dell'ordine di genere, un ordine rigorosamente binario che non prevede sconfinamenti e che ingabbia non solo il femminile, ma anche, o forse soprattutto, il maschile. Ancora oggi, i maschi devono mostrarsi diversi dalle femmine, ma si iniziano a intravvedere significativi segnali di cambiamento, che generano forme di resistenza. Perché le sfide all'ordine di genere fanno paura? Attraverso una ricerca sugli stereotipi di genere nelle scuole di infanzia genovesi, si è provato a rispondere a queste e altre domande, entrando nelle scuole, parlando con le insegnanti, facendo osservazione nelle classi e provando a catturare il punto di vista creativo di bambine e bambini.
Risorsa locale
Edizioni Black Coffee, 29/11/2018
Abstract: Immersi in un contesto familiarmente misterioso, i personaggi di questi racconti si trovano a vivere situazioni e stati d'animo nuovi e spiazzanti: una donna è prigioniera di una vita preconfezionata in una stanza senza uscita; l'apocalisse opera per sottrazione, il mondo si svuota sotto gli occhi di chi lo abita; l'arte della danza diventa mezzo per addomesticare un ragazzino selvatico.Come un alieno in missione, Alexandra Kleeman è di nuovo atterrata sulla Terra. Nel suo romanzo d'esordio, Il corpo che vuoi, in molti hanno visto una potente allegoria della nostra civiltà malata: ora, con la stessa inquietante lucidità, Kleeman osserva al microscopio dodici brandelli di un mondo che, seppur nostro, riconosciamo a stento. La raccolta, suddivisa in tre parti, esplora il corso della vita umana dal principio alla fine: il disagio di nascere in un mondo già formato; il breve lasso di tempo a disposizione per capire che cosa il mondo si aspetti e accontentarlo; l'attimo in cui si realizza che la fine è vicina e si è ben lungi dall'aver svelato il mistero dell'esistenza.Il titolo del libro è un omaggio a Ode: intuizioni di immortalità nei ricordi dell'infanzia di William Wordsworth, tuttavia non è chiaro che cosa vi si intuisca. Di qualunque cosa si tratti ha di certo ben poco a che vedere con una dolce promessa di immortalità.Kleeman riesce ancora nell'impresa di farci vedere il mondo come per la prima volta.
Risorsa locale
La musica dai numeri. Musica e matematica, da Pitagora a Schoenberg
Codice Edizioni, 13/11/2018
Abstract: Quello tra musica e matematica è da sempre un dialogo fitto e profondo. Secondo molti studiosi le composizioni di Bach sono governate da una logica matematica, e Stravinskij ha ravvisato un'affascinante prossimità tra le due discipline. Stockhausen è andato oltre, scrivendo musica esplicitamente basata su principi matematici. Ma non è tutto, sostiene Eli Maor, perché tra note e numeri le influenze sono reciproche e il loro rapporto, per questo, ancora più stimolante. Pitagora e il legame tra musica e geometria, la curiosa simultaneità tra la teoria della relatività di Einstein e la musica dodecafonica di Schoenberg, la tanto dibattuta teoria delle stringhe, che si mettono a vibrare come le corde di un violino; sono tutti tasselli di uno straordinario racconto che vede protagonisti compositori, scienziati, inventori e semplici stravaganti.
Risorsa locale
Da sola oltre le linee della jihad
Francesco Brioschi Editore, 14/11/2018
Abstract: Antiochia, estate 2014. È sul confine turco-siriano che la corrispondente Souad Mekhennet incontra Abu Yusaf, esponente di spicco dell'ISIS. L'intervista è una delle tante testimonianze oltre le linee della jihad che la giornalista raccoglie tra Medio Oriente, Nord Africa ed Europa. Affiliati ad al-Qaida, sostenitori dello Stato Islamico, membri di gruppi talebani: queste sono solo alcune delle voci che compongono il panorama dell'estremismo jihadista che l'autrice cerca di raffigurare. E il suo tentativo di rivelarne le cause più profonde suscita un'ulteriore riflessione, quella sull'identità e sull'integrazione. Un pensiero insito in tutti i musulmani immigrati in Europa e soprattutto in lei, in bilico tra le proprie origini turco-marocchine e una vita trascorsa in Germania. Medio Oriente e Occidente diventano così due realtà tanto discordanti quanto complementari su cui edificare un'esistenza.
Risorsa locale
Voland, 07/08/2018
Abstract: Dopo la morte del compagno, fotografo di fama internazionale, Giada ha un insolito luogo dove andare a trovarlo: la sala in cui adesso è esposto il cadavere plastinato dell'uomo, trasformato in opera d'arte dal celebre anatomopatologo Dottor Tulp, come richiesto nelle sue volontà. Un countdown di trenta capitoli accompagna Giada nei trenta giorni di durata della mostra, e mentre i ricordi della vita vissuta all'ombra dell'amato si mischiano agli incontri con giornalisti, critici d'arte e visitatori, il premuroso "vigilante del piano di sotto" cerca di indicarle una via di uscita per quel lutto troppo difficile da elaborare. Quando tutto sembra potersi risolvere, ecco la notizia: un appassionato di arte è intenzionato ad acquistare il fotografo plastinato per la propria collezione privata. Giada è dunque chiamata a prendere una decisione: rischiare di non vedere mai piu l'amato o finalmente agire ?