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1255 grammi. Un viaggio nel cervello e nelle sue fragilità
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Franzen, Jonathan - Cappa, Stefano F.

1255 grammi. Un viaggio nel cervello e nelle sue fragilità

Il Margine, 14/10/2024

Abstract: Ispirato dal racconto Il cervello di mio padre di Jonathan Franzen, in cui spiega in modo rigoroso cosa sono le demenze e come funziona la memoria, Stefano Cappa integra le conoscenze sulle demenze alla luce delle recenti scoperte scientifiche che spiegano quanto è vario e complesso il funzionamento del cervello."Mio padre era un uomo profondamente riservato, e per lui essere riservati significava mantenere il contenuto vergognoso della propria vita intima lontano dagli sguardi della gente. Poteva esistere per lui una malattia peggiore dell'Alzheimer?"Jonathan Franzen ha scritto il racconto Il cervello di mio padre a un anno dalla morte del padre. In modo minuzioso ha raccontato il suo decadimento cognitivo, ricostruendo quella che chiama "la disintegrazione" del suo genitore. Una definizione cruda ma azzeccata che segnala il rifiuto di Franzen di ridurre la personalità umana "a insieme circoscritti di coordinate neurochimiche".A vent'anni dal racconto di Franzen, Stefano Cappa – neurologo e neuroscienziato cognitivo – integra le conoscenze sulla demenza alla luce delle più recenti scoperte scientifiche, evidenziando la necessità di trovare le cause dell'Alzheimer così come di qualunque altra malattia.

Ci mancava solo lo schwa. POV tra puristi e progressisti
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Pani, Yasmina

Ci mancava solo lo schwa. POV tra puristi e progressisti

Il Margine, 26/11/2024

Abstract: In questo racconto distopico (ma nemmeno troppo) esiste in universo dei linguaggi possibili:il Regno della Lingua Così Com'è, dove le parole sono entità scientifiche e oggettive che non hanno il potere magico di trasformare il mondo; gli articoli non si possono cambiare, neppure quando e se qualcuno li considera ghettizzati;il Regno dei Musoni, dove la sensibilità risponde a una rigida gerarchia di oppressi e oppressori; qui l'ironia è reato, e nessuno può ridere di nessuno;il Regno Binario, dove il "Grande Algoritmo" della cancel culture riscrive il canone sessista, colonista e omofobo emendandolo dalle parole bandite;il Regno dello schwa, dove il maschile universale lascia il posto ai pronomi inclusivi, la lingua è politica e ogni giorno nasce un neologismo.Alternando fantasia e attualità, Ci mancava solo lo schwa è il secondo libro della serie Point of View – piccoli pamphlet che raccolgono storie scritte da autori e autrici della Scuola Holden – che riporta due punti di vista opposti: quello dei "puristi" – per cui la lingua è quella che è – e quello dei "progressisti" – disposti a stravolgere la lingua.Ci mancava solo la schwa – come tutti gli altri libri della serie – è un libro da leggere da soli, insieme ad amici e amiche, nel tempo libero o in classe, per imparare a guardare con occhi diversi, conoscendo un punto di vista diverso dal proprio, argomentando le proprie motivazioni e aprendosi alle ragioni degli altri.Point of ViewI libri POV sono piccoli pamphlet che alternano racconti di fantasia e approfondimenti sui temi più divisivi dell'attualità. Le storie, scritte da autori e autrici della Scuola Holden, si snodano in episodi, che ospitano l'analisi di due punti di vista volutamente polarizzati e le incursioni di scrittori e intellettuali che arricchiscono il confronto e moltiplicano gli spunti di riflessione. Dissacranti, sarcastici, irriverenti, si possono leggere da soli o in gruppo, nel tempo libero o a scuola, per argomentare — o cambiare! — il proprio punto di vista, smontare luoghi comuni e montare dialoghi.

Canne
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Vallocchia, Franco - Vallocchia, Franco - Rivieccio, Giorgio

Canne

Pelago, 20/01/2024

Abstract: La Seconda guerra punica era cominciata decisamente male per i Romani. Da uno scontro in terra iberica che avrebbe potuto concludersi lì, Annibale era riuscito a spostare il conflitto in Italia dove era giunto con l'esercito e gli elefanti. Tre sconfitte consecutive per l'Urbe, finché si arrivò alla battaglia decisiva. A Canne l'esercito romano fu sbaragliato, lasciando sul terreno circa 70.000 morti in dodici ore; quelli cartaginesi furono meno di un decimo. Dal massacro i Romani rimasero intontiti, disorientati e privi del grosso delle truppe. Si temeva l'arrivo fatale di Annibale nell'Urbe, ma ciò non avvenne. Iniziò invece un periodo inaspettato di tregua: il cartaginese oziava e i Romani si svegliarono dal torpore del temporeggiamento voluto da Quinto Fabio Massimo riuscendo a rimettersi in piedi prima del previsto. Seguirono anni di stasi, segnati da scontri di piccola entità, finché Scipione decise di spostare il conflitto in terra d'Africa, e per Annibale fu la fine.

Caporetto
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Cappellano, Filippo - Cappellano, Filippo - Rivieccio, Giorgio

Caporetto

Pelago, 20/01/2024

Abstract: Nell'agosto del 1917 gli austro-ungarici, impressionati dalla violenza dell'attacco italiano sull'Isonzo, chiesero aiuto ai tedeschi. La controffensiva delle due forze congiunte si scatenò il 24 ottobre, dando inizio a quella che è nota come battaglia di Caporetto, la località strategica tra l'Isonzo e la pianura friulana. I combattimenti durarono fino al 9 novembre, quando le forze italiane furono definitivamente sbaragliate. Si contarono oltre 300.000 tra morti, feriti e prigionieri (40.000 solo nel primo giorno) e altrettanti sbandati, in quello che rappresenta il più grande insuccesso nella storia dell'esercito italiano. L'inchiesta sulle cause di Caporetto, al di là della rimozione del comandante supremo Luigi Cadorna, fu un palleggio di responsabilità tra i vari gradi militari, e in sintesi la colpa fu suddivisa tra tutti: generali, soldati, governo, forze politiche e perfino lo stesso popolo, quasi uno "sciopero militare" come Cadorna aveva pubblicamente insinuato. In realtà le manchevolezze strategiche e tattiche italiane furono molte.

Poitiers
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Canaccini, Federico - Canaccini, Federico - Rivieccio, Giorgio

Poitiers

Pelago, 20/01/2024

Abstract: La battaglia di Poitiers giunse in un momento in cui gli Arabi, già padroni di parte della Spagna, compivano continue scorrerie in territorio francese, spingendosi fino alle zone più centrali del territorio. La sconfitta e la morte sul campo del governatore islamico Abd al-Rahman da parte di Carlo Martello segnò senza dubbio la fine degli sconfinamenti arabi nel cuore della Francia, e ciò probabilmente contribuì a rendere questo scontro tra i più iconici della storia. Tuttavia, non sappiamo quanto la battaglia abbia realmente rappresentato l'evento che impedì l'islamizzazione della Francia prima, e di tutta l'Europa poi, come alcuni storici nei secoli hanno sostenuto.Ma in Occidente la vittoria sugli islamici assicurò a Carlo Martello la preminenza nel regno di Francia, all'epoca tutt'altro che omogeneo, consentendogli così di governare anche al sud. La sua dinastia assunse una tale importanza che, pochi anni dopo, nel 751, suo figlio Pipino sarebbe stato addirittura incoronato dal papa quale nuovo re dei Franchi, estromettendo l'ultimo sovrano merovingio e sanzionando ufficialmente il potere assoluto dei carolingi.

Legnano
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Grillo, Paolo - Grillo, Paolo - Rivieccio, Giorgio

Legnano

Pelago, 20/01/2024

Abstract: Federico Barbarossa aveva compiuto quattro incursioni in Italia, radendo al suolo molte città del nord (compresa Milano), per ridurre all'obbedienza i Comuni e sancire l'egemonia dell'impero sul territorio italiano e su ogni cosa che lì vivesse o fosse contenuta. La questione si inseriva anche nel quadro di un'aspra lotta contro il pontefice per la supremazia tra papato e impero. Dopo la distruzione di Milano, parte dei Comuni del nord si coalizzarono nella Lega Lombarda per combattere l'imperatore, il quale riunì un esercito fra le sue truppe in Italia e altre giunte dalla Germania. Alcuni errori di sottovalutazione delle forze e dei movimenti del nemico fecero sì che Barbarossa venisse colto di sorpresa a Legnano: la battaglia che ne seguì fu vinta in modo decisivo dai Comuni, e l'imperatore si salvò per un soffio. Sette anni dopo, con la pace di Costanza, Barbarossa concesse moltissimo ai Comuni, accogliendo la maggior parte delle loro richieste, attribuendo loro grandi spazi di autonomia e rendendoli città-Stato indipendenti, al di là di una sottomissione all'impero che ormai era poco più che formale; si affermò quindi definitivamente la civiltà comunale nell'Italia del nord.

Saratoga
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Abbattista, Guido - Abbattista, Guido - Rivieccio, Giorgio

Saratoga

Pelago, 20/01/2024

Abstract: Il nome Saratoga è legato alla storica battaglia del settembre-ottobre 1777 che cambiò le sorti della Guerra d'indipendenza americana e della storia del mondo intero. Fu il vero punto di svolta di un conflitto che sembrava non lasciare dubbi su chi avrebbe prevalso. Nonostante l'iniziale sproporzione di forze tra la Gran Bretagna – la maggiore potenza commerciale, economica, militare e navale dell'epoca – e le sue tredici colonie dichiaratesi Stati indipendenti nel 1776, prive di un governo comune, queste ultime ebbero la meglio a Saratoga e successivamente nell'intera guerra. Furono favorite da una migliore leadership a livello strategico, da maggiore capacità di sfruttare le peculiarità dell'ambiente naturale in cui si svolse il confronto e da fortissime motivazioni patriottiche. Agli inglesi mancò una coerente guida politica e strategica da parte di Londra, che non assegnò un obiettivo chiaro e preciso né risorse sufficienti per conseguirlo. Grazie a Saratoga, potenze come Francia e Spagna non ebbero più dubbi a scendere in campo con gli Stati Uniti, e questi ultimi si mostrarono agli occhi del mondo come una vera e propria nazione, di status pari alle altre.

Gaugamela
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Motta, Daniela - Motta, Daniela - Rivieccio, Giorgio

Gaugamela

Pelago, 20/01/2024

Abstract: Nel 334 a.C., dopo aver ottenuto il controllo di quasi tutta la Grecia, Alessandro Magno sbarcò in Asia per iniziare la sua campagna persiana. Conquistate le città greche sotto l'egemonia persiana in Anatolia, entrò nel cuore dell'impero persiano affrontando e mettendo in fuga il "re dei re" Dario III nella battaglia di Isso, che gli dischiuse l'avanzata verso la Siria e la Mesopotamia. Assicuratosi anche il dominio sull'Egitto, il re macedone riprese la marcia verso oriente e nel 331 a.C. affrontò nuovamente Dario a Gaugamela, lungo il Tigri. Nonostante la sua grande inferiorità numerica, tale da far dire agli storici di oggi che nessun moderno comandante avrebbe accettato lo scontro, l'esercito di Alessandro raggiunse la vittoria grazie all'impiego di tattiche superiori e all'uso intelligente delle forze di fanteria leggera. Dario, in preda al terrore, si diede alla fuga. Terminata la battaglia, il Macedone iniziò l'inseguimento di Dario, il quale deposto e ferito dai suoi stessi dignitari morì poco prima che sopraggiungesse il suo nemico. Nel 330 a.C. Alessandro riprese la campagna: sottomise le satrapie più orientali dell'Impero persiano finché arrivò nell'attuale India. Fu l'ultima tappa della campagna che doveva consacrarlo come il più grande condottiero dell'antichità.

Hastings
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Alibrandi, Alfonso - Alibrandi, Alfonso - Rivieccio, Giorgio

Hastings

Pelago, 01/03/2024

Abstract: A partire dal V secolo le popolazioni degli Angli e dei Sassoni si erano stabilite nell'ex provincia romana della Britannia, dove esercitarono il loro potere per ben sei secoli. Poi, nel 1066, il duca di Normandia Guglielmo, che si riteneva legittimato a occupare il trono inglese – già oggetto delle brame dei sovrani di altre nazioni –, decise di prenderselo con la forza. Attraversò la Manica con alcune centinaia di navi e con l'appoggio del fratellastro Oddone di Bayeux, nonché di nobili di altre regioni francesi. Informato dello sbarco, il re anglosassone Aroldo II mise velocemente insieme un esercito per fronteggiare lo straniero a poche miglia dalla Manica, nei pressi della località di Hastings. La battaglia si svolse per tutta la giornata del 14 ottobre. Aroldo ricorse a una tattica difensiva già usata in passato: il "muro di scudi" formato dai fanti a ranghi serrati che creavano una barriera impenetrabile. Ma Guglielmo rispose con un movimento in tre fasi: attacco degli arcieri per oltrepassare il muro di scudi, assalto della fanteria e carica finale della cavalleria. Dapprima lo scontro volse a favore degli anglosassoni, ma dopo lunghi combattimenti Guglielmo ebbe la meglio, soprattutto perché la morte di Aroldo in battaglia disorientò le sue truppe.Guglielmo fu incoronato re d'Inghilterra nel Natale del 1066. Ebbe così inizio la dominazione normanna sulle isole britanniche che avrebbe influenzato profondamente la storia e la civiltà inglese, la quale acquisì quei tratti che ancora oggi, sebbene in parte molto ridotta, la caratterizzano.

Volturno
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Torini Alberto - Torini, Alberto - Rivieccio, Giorgio

Volturno

Pelago, 01/03/2024

Abstract: Il 7 settembre 1860, dopo essere sbarcato in Sicilia con i Mille e aver risalito l'Italia, Garibaldi entrò a Napoli tra ali di folla festante. L'esercito borbonico sembrava dissolto, ma non era così. Il re delle Due Sicilie Francesco II tentò l'ultima carta giocando in casa, con le sue truppe riunite e schierate su una sponda del Volturno, il fiume che delimitava a nord il piccolo territorio ancora nelle sue mani e a sud il resto d'Italia che aveva perduto. I borbonici erano ben equipaggiati con soldati formatisi nell'accademia militare e un nutrito gruppo di mercenari; a fronteggiarli c'era un esercito di volontari, con comandanti formatisi sul campo e armi decisamente inferiori in numero e qualità. Il 1° ottobre l'esercito delle Due Sicilie iniziò l'offensiva per impadronirsi di Santa Maria Capua Vetere e Caserta – dove era dispiegata parte delle truppe di Garibaldi –, per riappropriarsi poi di Napoli. Dopo una serie di scontri paralleli nell'ampio territorio della battaglia, nel pomeriggio i garibaldini cominciarono a far ripiegare i lealisti, anche grazie allo scarsissimo coordinamento delle truppe borboniche e dei rispettivi comandanti. Decisivi furono anche episodi di eroismo delle camicie rosse e di gestione delle truppe da parte di Garibaldi e dei suoi fedelissimi come Nino Bixio e Stefano Türr. A sera, la ritirata dell'esercito delle Due Sicilie lasciò Garibaldi padrone del campo e vincitore della battaglia. Il successivo incontro di Teano fra l'Eroe dei due mondi e il re sabaudo Vittorio Emanuele II sigillò l'unificazione territoriale della penisola.

Marna
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Marchi, Michele - Marchi, Michele - Rivieccio, Giorgio

Marna

Pelago, 20/01/2024

Abstract: A un mese dalla dichiarazione di guerra della Germania alla Francia nella Prima guerra mondiale, le truppe tedesche erano arrivate a 40 chilometri da Parigi. Iniziò così una mobilitazione, un "azzardo felice e imprevisto" che in pochissimi giorni riuscì a inviare sul fronte della Marna oltre un milione di combattenti, i quali in sette giorni bloccarono le truppe del Kaiser e le ricacciarono indietro, sia pure al prezzo di 50.000 tra morti e dispersi. Ad aiutarli furono errori tattici e inadempienze del comando teutonico, che permisero agli Alleati franco-britannici di rompere le prime linee tedesche e portarle allo sbandamento. A quel punto la situazione si congelò: sarebbero passati quattro anni perché la Germania, ormai sconfitta nella guerra, si allontanasse dalla Francia.La battaglia della Marna segna il punto di non ritorno per il fronte occidentale, ma allo stesso tempo lo specchio nel quale si riflettono tutte le brutalità e le incoerenze che caratterizzeranno i quattro anni e mezzo successivi di quella che doveva essere, ma solo in teoria, una "Grande breve guerra".

Farsalo
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Lanza, Carlo - Lanza, Carlo - Rivieccio, Giorgio

Farsalo

Pelago, 01/03/2024

Abstract: Nel 60 a.C. Giulio Cesare, Licinio Crasso e Gneo Pompeo si erano uniti in un triumvirato di fatto per impadronirsi della res publica romana, iniziando così a condizionare le decisioni del Senato e delle assemblee popolari con il fine di soddisfare reciproci interessi e personali ambizioni. Morto Crasso, l'alleanza fallì e i rapporti tra i due superstiti si radicalizzarono, in particolare con concordanza tra gli interessi di Pompeo e la politica anticesariana del Senato. Cesare vide tagliati fuori se stesso e le sue ambizioni, specie quando gli fu rifiutato di rientrare in Italia con l'esercito. Invece, valicando il Rubicone con le sue legioni, di fatto dichiarò guerra ai pompeiani. Iniziò a occupare una città dopo l'altra mentre Pompeo lasciava la penisola per organizzare il suo esercito cosmopolita. I due si ritrovarono nella penisola balcanica con le rispettive forze militari. Ma per sette mesi si sfidarono in operazioni belliche minori, insidie, cambi di tattica, attese, spostamenti. Lo scontro definitivo avvenne a Farsalo, in Grecia, quando uomini della stessa stirpe, della stessa città, parenti, in alcuni casi fratelli, si sarebbero scontrati e uccisi per causa loro. La battaglia sembrava persa in partenza da Cesare, il quale invece, con una tattica innovativa, ebbe in mano la vittoria. Pompeo fuggì in Oriente per finire ucciso in Egitto dai suoi ex alleati, già passati con il vincitore. I pompeiani irriducibili continuarono la lotta contro Cesare, per finire vinti anch'essi. Ma la vera perdente fu la res publica romana, destinata a estinguersi di lì a breve.

La battaglia di Gallipoli. I diari del medico di Atatürk
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Sabit Erduran, Behçet

La battaglia di Gallipoli. I diari del medico di Atatürk

Sandro Teti editore, 16/12/2024

Abstract: La grande battaglia di Gallipoli del 1915, tanto poco conosciuta in Italia quanto impressa nella memoria storica di Turchia, Nuova Zelanda e Australia, che ogni anno celebrano il sacrificio di migliaia di loro connazionali, viene qui narrata dal punto di vista ottomano. Il giovane medico Erduran descrive vividamente l'eroismo e la barbarie dell'ultima vittoria dell'agonizzante ImperoOttomano.IL LIBRO: Con il suo diario – celato per un secolo e rocambolescamente rinvenuto a Çanakkale – il medico militare Erduran restituisce al lettore la suggestiva istantanea di un terribile scontro della Prima guerra mondiale, la battaglia di Gallipoli, che ha costituito l'ultima straordinaria vittoria dell'agonizzante Impero Ottomano e che oggi funge da drammatico evento fondativo per Nuova Zelanda e Australia. Attraverso i dettagliati racconti delle operazioni belliche narrate dal futuro medico di Atatürk e una ricca prefazione di Franco Cardini, il lettore viene trasportato nell'immaginario, nei sogni e nelle emozioni dei soldati al fronte. Il testo, riccamente illustrato e corredato da una dettagliata cronologia, è reso agevole dall'eleganza narrativa dell'autore, alto esponente della cultura ottomana.

Guida alla New York ribelle
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Rinaldi Castro, Tiziana - Rosa, Alberto - Durastanti, Claudia

Guida alla New York ribelle

Voland, 16/12/2024

Abstract: New York è creatura bifronte: potente e opulenta, ribelle e iconoclasta. La forza propulsiva è la stessa: una tremenda determinazione alla riuscita. Seguiamo la vitale energia sovversiva che fin dalle origini scorre per le strade della città. Da un'isola all'altra di questo straordinario arcipelago fino al Bronx, incontriamo Frederick Douglass, Harriet Tubman, Giuseppe Garibaldi, Emma Goldman, Sacco e Vanzetti, Lev Trockij, i protagonisti della Harlem Renaissance, il movimento operaio socialista, le voci più dissidenti dell'arte e della letteratura americana e ancora Angela Davis, Malcolm X, le Black Panthers e i protagonisti della rivoluzione musicale del jazz, del rock, dell'afropunk, del rap, dell'hip hop.

I racconti di Sebastopoli
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Tolstoj, Lev - Pignataro, Leonardo Marcello - Barbero, Alessandro

I racconti di Sebastopoli

Voland, 18/12/2024

Abstract: Nel 1854 Tolstoj, appena ventiseienne, si trova sui bastioni come soldato d'artiglieria durante l'assedio di Sebastopoli. Davanti ai suoi occhi si rivela la realtà concreta della guerra: il panorama sfigurato dagli armamenti, la quotidianità degli abitanti che si trascina anche sotto i proiettili, morti e feriti ovunque. Muovendosi tra fango e colpi di mortaio, superando trincee e ospedali da campo, crolla la leggenda che ha già raggiunto la Russia intera e diventa chiaro che coloro che combattono sono in fin dei conti uomini ordinari, capaci di atti eroici ma anche di gesti codardi, di elevarsi verso più alti ideali ma anche di soccombere a sentimenti meschini. Una nuova traduzione per i giovanili "Racconti di Sebastopoli" di Lev Tolstoj, che consegnano al lettore un resoconto lucido e fedele delle diverse fasi dell'assedio, portando alla luce la verità passata sotto silenzio nei dispacci militari.

Giacomo Puccini. Tra fin de siècle e modernità
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Girardi, Michele

Giacomo Puccini. Tra fin de siècle e modernità

Il Saggiatore, 19/12/2024

Abstract: "Questo libro è il coronamento di oltre quarant'anni di ricerca sulla musica e la figura di Giacomo Puccini. Michele Girardi ci accompagna in un lungo viaggio attraverso l'opera e la vita di uno dei più grandi compositori di teatro di sempre, illuminando tutti gli aspetti di una personalità complessa con un obiettivo dichiarato: comprendere quell'equilibrio davvero unico per cui un perdurante successo popolare è potuto nascere da un'arte raffinatissima. La narrazione della carriera musicale di Puccini si muove lungo il racconto della sua vita: dalla discendenza da una dinastia di musicisti alle prime composizioni dell'adolescenza e all'approdo al Conservatorio di Milano; dalle frequentazioni scapigliate all'infatuazione wagneriana; dalla rivelazione di Manon Lescaut, con il consolidarsi del fortunato legame con Casa Ricordi, fino al successo planetario di Tosca e alla grandiosa e incompiuta Turandot. Con rigore e trasporto, anno dopo anno, Girardi s'inoltra nelle partiture, nei manoscritti, nei carteggi del compositore per sviscerare ogni aspetto della sua arte, e insieme comprendere al meglio la vicenda di un personaggio "intenso, commovente, comunicativo ma pure colto, curioso, sofisticato e intellettualmente dotatissimo". Giacomo Puccini si offre così a una doppia lettura: l'appassionato potrà riconoscere i luoghi dell'opera che ama, mentre lo studioso e il musicista avranno a disposizione dettagli che permetteranno di compiere un'esplorazione in profondità. Michele Girardi ci restituisce fedelmente l'immagine di un musicista e drammaturgo che ha saputo traghettare il teatro d'opera italiano nella modernità, e lo colloca là dove deve stare, "primus inter pares (insieme a Janáček, Ravel, Strauss, e Berg), fra i moderni che popolano il teatro musicale europeo fin de siècle".

La fattoria degli umani. Come le piattaforme digitali stanno riprogettando la nostra vita
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Pedemonte, Enrico

La fattoria degli umani. Come le piattaforme digitali stanno riprogettando la nostra vita

Treccani, 01/11/2024

Abstract: Perché, dopo il 2005, il numero di democrazie nel mondo si assottiglia, cresce la sfiducia nei governi, mentre crollano le vendite dei giornali e aumentano i disturbi mentali tra gli adolescenti? E perché si moltiplicano le proteste e i conflitti in tutto il pianeta? Che ruolo ha avuto Internet – la cui diffusione in quegli anni esplode ovunque grazie ai social e agli smartphone – in questa ondata di instabilità? Intrecciando cronaca e ricerche, Enrico Pedemonte racconta in che modo le piattaforme digitali – gestite da un pugno di aziende diventate più potenti degli Stati grazie a un mondo privo di regole – hanno invaso la nostra vita, modificato le nostre abitudini, il nostro modo di informarci, di comunicare, di passare il tempo. Il percorso tracciato è quello di una vera rivoluzione in corso: dalle utopie degli anni Novanta all'egemonia di Google, dalla nascita di Facebook alle sommosse nei paesi arabi, dall'elezione di Obama alla Brexit e all'ascesa di Donald Trump, dalla disinformazione di massa alla crisi della democrazia, fino alle ultime, stupefacenti novità dei nuovi modelli di intelligenza artificiale che, mentre alimentano la speranza di risolvere molti problemi dell'umanità, inducono paure e generano bolle di culture millenaristiche.

Gli ecosistemi delle piattaforme digitali. Emersione, dinamiche evolutive e strategie di envelopment
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Laudando, Antonio

Gli ecosistemi delle piattaforme digitali. Emersione, dinamiche evolutive e strategie di envelopment

Edizioni Nuova Cultura, 09/03/2024

Abstract: Le piattaforme digitali stanno penetrando sempre più nel cuore della società, rimodellando le organizzazioni, le istituzioni, le transazioni economiche e le pratiche socioculturali e costringendo i Paesi ad adattare le proprie strutture politiche, istituzionali e legali. Se da un lato le piattaforme digitali riflettono la digitalizzazione del mondo, dall'altro lato, sono diventate sempre più centrali nella costruzione di culture, società ed economie moderne. Il libro, focalizzandosi sul fenomeno della piattaformizzazione della società e dell'economia, propone un'analisi di come emergono gli ecosistemi delle piattaforme digitali e come riescono a riprodursi e a egemonizzare mercati e settori industriali anche molto lontani tra loro senza incontrare vischiosità.

Pillole di sostenibilità. La prospettiva della comunità studentesca della Sapienza sulla transizione alla sostenibilità
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Senatore, Gianluca - Brescia, Paolo

Pillole di sostenibilità. La prospettiva della comunità studentesca della Sapienza sulla transizione alla sostenibilità

Edizioni Nuova Cultura, 09/12/2024

Abstract: Questo volume raccoglie i frutti di un'esperienza unica, fortemente voluta dall'associazione studentesca Sapienza Futura: le visioni degli studenti della Sapienza sulla transizione alla sostenibilità. Con un linguaggio fresco e diretto, i giovani autori ci guidano in un percorso di scoperta alla ricerca di un futuro più sostenibile. Dalle pagine di questo libro emergono proposte concrete, idee originali e una profonda consapevolezza delle sfide che ci attendono, ma anche una profonda attenzione a riferimenti teorici e di letteratura, in una prospettiva interdisciplinare, come da auspici del progetto. Ma questo non è solo un volume che raccoglie idee. È un manifesto generazionale, un invito all'azione rivolto a tutti noi. Studenti, docenti, ricercatori, istituzioni: ognuno ha un ruolo da svolgere in questa trasformazione. Le pillole di sostenibilità che troverete in queste pagine sono un punto di partenza, un catalizzatore per stimolare il dibattito e promuovere iniziative concrete.Dalla Prefazione di Claudia Caporusso

Clarissa
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Olivier, Edith - Cigognini, Cristina

Clarissa

8tto edizioni, 26/09/2022

Abstract: Alla morte della madre, Agatha Bodenham si ritrova sola per la prima volta nella sua vita. Schiva e da sempre poco incline alla socialità, trova un antidoto alla solitudine iniziando a sognare la sua immaginaria amica d'infanzia, l'unica che abbia mai avuto. Con sua grande sorpresa Clarissa appare, all'inizio fugacemente, fino a diventare visibile a tutti gli altri, una bambina in carne e ossa, reificazione del bisogno acuto d'affetto di Agatha. Ma come può una zitella di trentadue anni, nell'Inghilterra di inizio '900, giustificare l'improvvisa comparsa di Clarissa? La sola spiegazione che le viene in mente, l'unica che le consenta di tenere la bambina con sé è anche la più infamante per una donna: Clarissa è sua figlia, una figlia "dell'amore". Gli anni passano, Clarissa diventa un'adolescente solare e affascinante e l'amore di Agatha si fa ossessione quando sente che, ineluttabilmente, la figlia le sta scivolando via tra le dita, attratta da quel mondo reale di cui è entrata misteriosamente a fare parte e che scopre così più vasto e interessante delle braccia di una madre, sempre più strette intorno al suo bisogno di libertà.Giocando sul filo della novella gotica e dell'investigazione dell'invisibile, Olivier costruisce una relazione madre/figlia che è insieme commovente e giocosa, indaga il concetto di immaginazione come leva potente capace di plasmare la realtà e ci consegna il ritratto di un'Inghilterra in bilico tra conservatorismo e pulsioni dissacranti e liberatorie.