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Feltrinelli Editore, 30/10/2020
Abstract: "Il lucertolone" è una storia breve inclusa in Di questo mondo e degli altri, volume che riunisce le cronache scritte da José Saramago per il quotidiano "A Capital" e il settimanale "Jornal do Fundão" all'inizio degli anni settanta.La storia racconta dell'apparizione nel quartiere del Chiado, al centro di Lisbona, di una misteriosa lucertolona, la cui presenza sorprende i passanti e mobilita i pompieri, l'esercito e l'aviazione.Con un stile chiaro e preciso, la favola offre una pluralità di direzioni capaci di catturare i lettori di tutte le età.Questa edizione è arricchita con le magnifiche xilografie del maestro J. Borges.
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Feltrinelli Editore, 21/11/2020
Abstract: "Quando nel febbraio del 1993 ci installammo a Lanzarote, conservando sempre la casa di Lisbona, i miei cognati María e Javier, che vivevano lì già da alcuni anni, insieme a Luis e Juangio, da poco arrivati, mi regalarono un quaderno che doveva servirmi per prendere appunti sui nostri giorni alle Canarie. Ponevano una sola condizione: che ogni tanto facessi riferimento alle loro persone.Non ho mai scritto nulla su quei fogli, ma è stato proprio così, e non per altra via, che sono nati i "Quaderni di Lanzarote", venuti alla luce nell'arco di cinque anni. Oggi, senza volerlo, mi trovo in una situazione analoga. Stavolta, però, le cause motrici sono Pilar, Sérgio e Javier, che si occupano del blog. Mi hanno detto di avermi riservato uno spazio nel blog, dove posso scrivere qualunque cosa, commenti, riflessioni, semplici opinioni su questo e quello, insomma tutto ciò che mi capita a tiro. Molto più disciplinato di quanto comunemente appaia, ho risposto loro che, sissignore, lo farò a patto che non si pretenda per questo "Quaderno" l'assiduità che avevo imposto a me stesso per gli altri. Dunque, per quel che può valere, contino pure su di me." José SaramagoIl commentario politico, umano e letterario di José Saramago scritto sul suo blog tra il 2008 e il 2009: dall'acido commento su Berlusconi a Jorge Amado, da Bush a Chico Buarque de Hollanda, da Obama ad Adolf Eichmann. Il commentario che a suo tempo, nella sua prima edizione, provocò grande scandalo nell'ambiente politico e letterario italiano.
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Feltrinelli Editore, 17/10/2020
Abstract: Apparso nel 1962, questo libro di Giorgio Bocca venne accolto dalla grande stampa moderata italiana come un libello rivoluzionario che osava parlar male dei potentissimi del Paese, un libro che si prendeva gioco dei valori della borghesia e che "alternava demagogia a populismo". Lo stato d'animo collettivo in quegli anni era decisamente differente da quello attuale. Nonostante una crescita di quasi il sei per cento annuo, l'Italia degli inizi degli anni sessanta era ancora molto povera, arretrata e modesta. Ma al contrario di oggi quell'Italia aveva un animo lieto e alacre. E nonostante le inevitabili difficoltà della vita, era un Paese percorso da un'idea di grande fiducia e di progresso di sé e del mondo. Oggi, in una fase segnata dal rancore e dalla paura, quelle pagine potrebbero sembrare lontane. Eppure, lo sguardo di Giorgio Bocca è come sempre fulminante e attuale. Basti solo ricordare l'incipit, tra i più famosi del giornalismo nostrano: "Fare soldi, per fare soldi, per fare soldi: se esistono altre prospettive, chiedo scusa, non le ho viste". Qui Bocca parlava di Vigevano. Ma quanto attuale è questa frase pensando a tutto il nostro Centro-nord, alle distese infinite di capannoni in Veneto, alla Pedemontana così triste e aggressiva dei nostri giorni! Bocca aveva già interpretato i prodromi della trasformazione del nostro Paese. Era già tutto scritto. Bisognava solo vederlo.
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Feltrinelli Editore, 03/10/2020
Abstract: Questo è un libro di viaggi di una cronista culturale attraverso alcune idee del Novecento. Utopie non tanto nel senso di società ideali ma nel senso di luoghi che possono esserci e ci sono, e che proteggono, nutrono le idee, i progetti e le speranze di mutamento del mondo. Luoghi-utopia che si possono visitare, conoscere, dove si può dormire e mangiare, con i cui ideatori, fondatori e portavoce ci si può confrontare direttamente. Piccole utopie.Il sogno di Tagore: l'università da lui fondata a Shantiniketan. Paolo Soleri e la sua città verticale di Arcosanti nel deserto dell'Arizona. A Yaddo, nel nord dello stato di New York, l'ideale di un'Arcadia dove gli artisti possano creare al di fuori delle preoccupazioni del mondo ha prodotto alcuni dei più straordinari risultati letterari di questo secolo. Il Costarica ha rifiutato l'idea stessa di esercito e da settant'anni vive in una dolcissima pace tropicale. A Monte Verità, sopra Ascona, sede di una celebre comunità utopistica nel primo Novecento, si sono succeduti momenti di eccentrica libertà e di creatività straordinaria. E poi Nomadelfia, nata dalla generosità umana di don Zeno; infine il sogno dell'esperanto, la lingua di tutti e per tutti. Sono questi i sette viaggi intrapresi in un diverso mondo possibile.
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Feltrinelli Editore, 03/10/2020
Abstract: La vitalità del taoismo, la tradizione filosofica e religiosa che, insieme al confucianesimo, ha più profondamente permeato il pensiero cinese in oltre duemila anni, sta nella sua natura fluida, che sfugge a ogni inquadramento dottrinario; nell'accento posto sulla spontaneità e sulla naturalezza; nel rifiuto dei ruoli e delle convenzioni sociali; nello humor e nell'ironia con cui erode le certezze della mente ordinaria; e infine in una sottile vocazione anarchica. Il "Lieh Tzu" (o "Liezi", nella attuale romanizzazione pinyin del cinese) è forse la formulazione più accessibile di questa "non-dottrina". Pervenutoci in una redazione di vari secoli posteriore agli altri due classici del taoismo, il "Tao Te Ching" e il "Chuang Tzu", in questo testo il discorso filosofico è strettamente intrecciato con una componente sciamanica, in cui il magico e il meraviglioso vengono costantemente a ricordarci il mistero dell'universo in cui siamo immersi. E la complessità del carattere del "Lieh Tzu" è pienamente restituita da Augusto Shantena Sabbadini, profondo conoscitore della cultura cinese classica, in questa traduzione integrale dall'originale cinese, accompagnata dai suoi commenti esplicativi e di raffronto con altre scelte interpretative.
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Feltrinelli Editore, 03/10/2020
Abstract: Negli ultimi decenni le società democratiche sono diventate più repressive, le loro leggi più severe, i loro tribunali più rigidi. Didier Fassin è uno dei maggiori studiosi contemporanei di scienze sociali e in questo libro dimostra che oggi ci troviamo in un "momento punitivo". Per misurarne la portata, è necessario aggiornare quello che sappiamo sulla stessa "strana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere" di cui parlava Foucault. Quella tecnologia chiamata punizione.Che cosa c'è da punire? Perché abbiamo bisogno di imporre punizioni? E contro chi? Queste tre domande disegnano il campo di un dialogo critico tra la filosofia morale e le teorie del diritto. Con un'indagine sulle diverse configurazioni della punizione nella storia e nelle nazioni, Fassin spiega che non sempre il crimine è stato disciplinato da sofferenze inflitte per legge e che non necessariamente la punizione appartiene a logiche razionali, usate per legittimarla. Per di più, nella società disciplinare il sistema di pene e sanzioni è spesso all'origine delle disuguaglianze sociali.Quello di Fassin è un saggio necessario in tempi di trionfo del populismo, perché offre gli strumenti per una revisione delle premesse che alimentano la passione punitiva e invita a ripensare la sua collocazione nel mondo contemporaneo.
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Feltrinelli Editore, 10/10/2020
Abstract: Scritto per giovani lettori ma rivolto a tutti, questo libro vuole presentare il grande compositore pesarese e lo fa raccontando una produzione della "Gazza ladra" al teatro di Pesaro ai giorni nostri. Un gruppo di ragazzi (tra cui la figlia del direttore d'orchestra) viene coinvolto in una serie di situazioni misteriose durante l'allestimento e le prove. Tutto verrà risolto, ma non prima di conoscere la vita e le opere di Rossini e di raccontare anche "dall'interno" come si mette in scena un'opera.
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Feltrinelli Editore, 03/10/2020
Abstract: Buchettino un giorno riceve un soldino dalla mamma e decide di comprarsi un fico; dopo averlo mangiato seppellisce il gambo in giardino, da cui nasce un magnifico albero. Mentre Buchettino è tra i rami che fa una scorpacciata di fichi, passa l'Orco che cerca di ingannarlo per metterlo nel sacco. Ma Buchettino è furbo, riuscirà a sfuggirgli e potrà tornare a godersi il suo albero di fichi.
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Feltrinelli Editore, 10/10/2020
Abstract: Nell'ultima intervista rilasciata prima di morire, Jacques Derrida affermava di provare due sensazioni contrastanti, opposte, in merito al proprio lascito e alla propria eredità. Da un lato pensava che subito dopo la sua morte non sarebbe rimasto più nulla, a eccezione dei libri depositati nelle biblioteche. Dall'altro, sentiva che la sua opera non era ancora stata davvero letta, e che questa lettura restava a venire. Oggi Derrida è un autore consacrato come uno dei classici della filosofia del Novecento: un filosofo letto e commentato, su cui si è scritto e si continua a scrivere molto, e di cui è in corso di pubblicazione l'opera omnia a partire dai seminari inediti. La "decostruzione", formula con cui si è voluto riassumere il suo pensiero, è stata ricostruita dal punto di vista storico-filosofico. Temi come la decostruzione delle idee di verità e di realtà sono entrati nel dibattito pubblico. Che cosa resta da fare dunque? Occorre cominciare a leggere Derrida in modo nuovo, per provare a ereditare il cuore della sua filosofia e condurla verso l'avvenire. Si tratta, per citare Derrida, non tanto di ordinare i resti secondo la logica dell'archivista, ma di "vagliare il fuoco" per provare a portarlo. La sfida dell'eredità, la sfida per gli "eredi", è questa: provare a portare il fuoco.Quella di Simone Regazzoni non è una ricostruzione storico-filosofica del pensiero di Derrida. È un dialogo serrato, e selettivo, con Jacques Derrida, a partire dai suoi testi. Tenendo presente la sua intera produzione e gli snodi della sua biografia, che per Derrida è intimamente intrecciata al pensiero e non può essere dimenticata.
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Feltrinelli Editore, 07/11/2020
Abstract: I nostri geni non sono incisi nella pietra e i nostri fattori ereditari non sono un'"impronta digitale" fissa e immodificabile.L'epigenetica ci insegna che, anche se siamo venuti al mondo con geni "cattivi", la nostra salute in gran parte sta nelle nostre mani e possiamo influire persino sulla salute dei nostri discendenti. Con tutta probabilità, una condotta di vita sana è anche il dono più grande che possiamo fare ai nostri figli e nipoti.Un essere umano infatti è molto più della somma dei suoi geni. Tutto quello che mangiamo, quello che facciamo e quello che ci accade può influire sull'attività dei nostri geni, a prescindere dalla configurazione genetica con la quale nasciamo. La buona notizia è che questi cambiamenti sono reversibili. Se per esempio abbiamo modificato o modifichiamo l'attivazione dei nostri geni con un'alimentazione sbagliata, fumando o con un eccesso di stress negativo, possiamo riconvertire in senso positivo il nostro materiale genetico migliorando la dieta quotidiana, privilegiando alimenti di grande valore, rinunciando alla nicotina, rilassandoci e rallentando i nostri ritmi. Con il codice epigenetico la natura ci offre opportunità eccezionali.
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Feltrinelli Editore, 17/10/2020
Abstract: Perché fatichiamo ad addormentarci o ci svegliamo ripetutamente? Perché al mattino non riusciamo a ingranare? Perché il lunedì è così pesante? Perché abbiamo dei cali d'attenzione ogni giorno alla stessa ora? Perché i nostri figli non riescono ad andare a dormire a un orario accettabile? L'alterazione dei ritmi circadiani influisce enormemente sul nostro stato di salute e i problemi a essa correlati sono sia fisici sia psichici, includendo stati di stanchezza e depressione, insonnia, disturbi d'umore stagionali, jet-lag, disturbi legati ai turni di lavoro e altro ancora.Per la prima volta, Michael Terman, uno dei maggiori esperti mondiali di cronobiologia e cronoterapia, insieme a Ian McMahan, divulga le proprie intuizioni scientifiche e delinea l'intera gamma delle strategie di riadattamento dei ritmi che hanno aiutato migliaia di pazienti con disturbi del sonno a riguadagnare energie e salute.
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Cronache di un venditore di sangue
Feltrinelli Editore, 11/10/2018
Abstract: Una grande storia – al contempo commovente e ottimistica, grottesca e tragica – in uno dei più importanti romanzi della letteratura cinese contemporanea. Una storia per certi versi epica che racconta trent'anni della vita di Xu Sanguan, un lavoratore che trasporta tutto il giorno bachi in un grande setificio. Il protagonista vive con una moglie molto bella ma capricciosa e tre figli di cui va orgoglioso: Felice Uno, Felice Due, Felice Tre. Aiuta la sua famiglia a sopravvivere durante i duri anni della Rivoluzione culturale. E lo fa vendendo il proprio sangue nei momenti più difficili e importanti (in realtà una pratica ancora oggi realmente diffusa in Cina). Ma il sangue è anche una sorta di talismano: è un dono degli avi, e per questo non va sprecato...In questo romanzo Yu Hua dimostra di saper controllare con grande maestria un ventaglio di toni narrativi molto ampio, dal comico al grottesco, capacità che lo pone indubbiamente al vertice della narrativa cinese contemporanea.
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Feltrinelli Editore, 07/11/2020
Abstract: Nove racconti macabri al punto giusto. Veri e propri cortometraggi surreali in cui agiscono personaggi inverosimili, alle prese con avventure assurde ambientate in un mondo parallelo. Nel più lungo di questi, che dà il titolo a questa corrosiva raccolta, il giovane Haim trova lavoro nella pizzeria Kamikaze, due giorni dopo essersi suicidato. Con lui un tedesco, il quale sostiene che il posto gli ricorda Francoforte, con un pub niente male frequentato da numerose ragazze sole. Certo, alcune hanno lunghe cicatrici ai polsi, ma non è detto che non ci stiano… Siamo nell'aldilà dei suicidi, una sorta di limbo contiguo al mondo reale, con le stesse consuetudini e le medesime seccature: talk show scontatissimi in tv, giovani che paiono interessati solo a rimorchiare ragazze, scolarsi una marea di birre e fumare un sacco di canne. Alla fine a Haim accade anche involontariamente di sventare una rapina in un supermercato, finendo così in un posto affollato di arabi, tutti suicidi per evidenti ragioni, ma con i quali si possono benissimo scambiare riflessioni politiche e religiose: "A questo punto cosa c'è da temere? Siamo già tutti morti…". Da questa raccolta è stata tratta la black comedy "indie" Wristcutters: A Love Story di Goran Dukic´ (2007), film cult premiato al Sundance Festival.
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Feltrinelli Editore, 24/10/2020
Abstract: Quella intrapresa da Maupassant fu una corsa disperata contro la follia, la sifilide, la morte: entrato nella letteratura come una meteora, un giovedì sera nella casa di Zola di rue Saint-Georges, dove lesse uno dei suoi primi racconti, "Boule de suif", ne sarebbe uscito come un fulmine, stenebrando brutalmente i contorni di una riposta ossessione: a fissare una parete a Passy, nella clinica del dottor Blanche, tra un attacco epilettico e l'altro, maledicendo se stesso, Dio, il maggiordomo Tassart, e tutti i diavoli. Una trentina di racconti, fra i più belli e i più inquietanti di Maupassant. Al centro il denominatore comune dell'esibizione dell'amoralità umana, l'invisibile, l'irrazionale… E come diceva Henry James: "Maupassant ha scritto un centinaio di novelle e solo quattro romanzi veri e propri […]. Il fatto che siano brevi, brevissime in certi casi, non impedisce che formino una collezione di capolavori". Nei "Racconti neri", con una scrittura cesellata e raffinata fino al limite, ecco la rappresentazione della pazzia, del suicidio, del crollo nervoso imminente e dell'assassinio. Una raccolta imperdibile in una traduzione eccelsa.
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Feltrinelli Editore, 21/11/2020
Abstract: Accattivanti e tenere, sensuali e disperate, le lettere che Emily Dickinson, prima ragazza e poi donna, ci ha lasciato sono le tessere luminescenti e screziate con cui è possibile oggi tentare di ricostruire il mosaico della sua esistenza e della sua figura. Rappresentazione resa finora incerta da una sorta di vocazione alla solitudine, una specie di solipsismo congenito e apparente che fece di lei, negli anni in cui visse, a margine del Rinascimento americano, una figura di eccezionale, insospettata statura. Per diventare poi in pieno Novecento la figura simbolo della donna forte, colta, moderna e disperatamente sola. O volutamente tale. Eppure seducente, allusiva, maliziosa. Un viaggio nell'universo e nei sentimenti più reconditi della grande poetessa americana, nella cura della più importante studiosa italiana della sua poetica.
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Feltrinelli Editore, 18/10/2018
Abstract: Finita l'ubriacatura, responsabile di una confusione pedagogica senza precedenti, smaltita in parte la paura che sembra avere paralizzato un'intera generazione di educatori, è necessario che genitori e adulti in generale si riapproprino della titolarità del compito educativo. Un compito che, scoraggiati dalla mole della novità e dalla loro stessa autopercezione di inadeguatezza, hanno finito per rifiutare, spalancando le porte al presunto "nemico": la tecnologia.Lo sguardo di Domenico Barrilà, da sempre attentissimo all'influenza dei fenomeni sociali sulla psiche, si posa sui nostri "figli digitali", persi negli schermi dei loro cellulari e apparentemente vivi solo attraverso di essi. Vi scopre una generazione fragile, che oggi più che mai ha bisogno di educatori solidi, che non confondano l'"informazione" con l'"educazione". Si tratta di una generazione che, nella Rete e nel loro voler essere costantemente "connessi", trasferisce – magari distorcendolo – il bisogno di "legami" che è proprio dell'uomo da sempre.Barrilà guarda in faccia la rivoluzione digitale e gli effetti da essa prodotti nel delicato recinto che ospita educatori, genitori, bambini e ragazzi, portandoci a ragionare senza isterie e a misurarci con i riflessi dei cambiamenti, positivi e negativi, generati da vecchie e nuove realtà. Arrivati alla fine della lettura sperimenteremo la piacevole sensazione di essere tornati in gioco, con le idee più chiare e con qualcosa di solido da dire e da fare, ma soprattutto con la certezza che niente è più forte del legame educativo, a patto che si abbia voglia di tenerlo in vita.
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Feltrinelli Editore, 15/11/2018
Abstract: Con la sua inconfondibile voce, Pif esordisce nel romanzo con un'opera divertentissima che costringe il lettore a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri, il nostro comportamento quotidiano e le parole solidarietà, uguaglianza, verità.Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l'agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che condivide con gli amici di sempre. La più importante e irrinunciabile è il cibo: famoso per la sua pignoleria gastronomica, gli amici spesso si fanno il segno della croce quando al ristorante è il suo turno di ordinare. Arturo ricambia la loro tolleranza, immolandosi come portiere per le partite di calcetto. Questa è la sua routine, fino al giorno in cui entra in scena Lei: la figlia del proprietario della pasticceria che fa le iris più buone di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni.Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Lei sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci. È proprio così che lui la conquista, sostituendo l'uomo che ha il compito di interpretare Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di avere dimenticato qualsiasi nozione della religione cattolica e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciònonostante, Lei si innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa né, tanto meno, senza che Arturo la confessi…Questo precario equilibrio, fatto di verità non dette e risposte liturgiche mezzo inventate e mezzo bofonchiate, non può durare: quando Lei si accorge della freddezza cattolica del compagno, la loro vita di coppia esplode. Per qualche giorno lui para i colpi, ma poi, un po' per sfinimento e un po' per provocazione, decide di applicare alla lettera le regole e gli insegnamenti del cristianesimo, di praticare la parola di papa Francesco. Per tre settimane.Quella che mette in pratica è una vera e propria rivoluzione che cambierà la vita di tutti, rivelando a Lei e alle persone che gli stanno intorno, amici e colleghi inclusi, la natura profonda e dimenticata del cristianesimo. Una verità molto scomoda, come Arturo avrà presto modo di scoprire.
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Feltrinelli Editore, 31/10/2018
Abstract: "Oggi la mia vita sottile è convinta di volersi dilatare per sentire addosso quanto più mondo è possibile, e anche se fa male, basta che sia vero."C'è un'adolescenza "spensierata e forse banale e forse scontata", e poi c'è la malattia che all'improvviso divora tutto. Alla fine di quello smarrimento, Chiara – la protagonista di questo romanzo, il primo di Chiara Gamberale, che dell'autrice porta il nome e il cognome – sente che per riemergere, per ritrovare il filo dell'identità, non deve insistere a guardare in faccia il buio, ma deve rivolgere lo sguardo alle persone che la circondano. Perché non ci esauriamo nel nostro dolore, anzi: forse la nostra vera essenza continua ad agitarsi ai bordi del dolore, che nel caso di Chiara è quello di una terribile forma di anoressia e bulimia, "un dolore lungo e magro, in bianco e nero".Così, è un teatro dell'assurdo quello in cui subito il lettore entra all'urlo di "bisogna essere intensi", una girandola di sogni, amicizie, paure, buio che fa capolino da una sensibilità spiccatissima. Chiara appare attraverso i legami con gli altri, che sia la scrittura dei diciotto diarietti riempiti insieme a Cinzia sui banchi di scuola o l'amicizia quasi d'amore con Emiliano, che sia la professoressa Ricca del liceo Socrate, che giocava con le parole e ha insegnato a Chiara a farlo, oppure il cane Jonathan, a cui "importa solo che io sia e ci sia". Gli anni dell'adolescenza scorrono attraverso una scrittura che, com'è stato immediatamente notato dai recensori, "è ariosa, delicata, penetrante, toccata dalla grazia della leggerezza", ma nello stesso tempo rivela in controluce tutta la sofferenza, la fatica di vivere che riempie ogni storia di senso e di gratitudine.Chiara Gamberale esordisce a vent'anni con un romanzo accolto con entusiasmo da pubblico e critica, dove i lettori possono scoprire già molto dei libri che l'autrice darà successivamente alla luce: il continuo rimando all'autobiografismo – "attingo a piene mani dal circostante" –, la scrittura viva, duttile nel mescolare alto e basso, la capacità di creare un dialogo espressivo e duraturo con i lettori.
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Feltrinelli Editore, 08/11/2018
Abstract: Uno dopo l'altro, cinque personaggi prendono la parola per raccontare le proprie vicende che, spaziando in epoche diverse e intrecciandosi fra loro, offrono un ritratto lucido della storia politica ed economica del Giappone dal dopoguerra in poi. La logica del lavoro e il ferreo rispetto delle regole condizionano la vita privata e sentimentale: c'è chi li accetta in nome della rinascita del paese, chi finisce per morirne e chi preferisce prenderne le distanze a caro prezzo. La posizione sociale pesa sulle scelte personali e stabilisce le sorti degli individui attraverso matrimoni combinati, trasferimenti improvvisi sul lavoro, in una lotta fra l'affermazione della libertà e l'accettazione passiva. Sullo sfondo, misteriosi segreti sull'epoca delle deportazioni in Siberia, su sconvenienti scelte sessuali, su dolorosi suicidi determinano i rapporti umani. Sovrano regna l'amore nella sua complessità: l'amore di coppia, sacrificato o portato al sommo compimento, l'amore fra genitori e figli, l'amore per una cultura e tradizioni che affondano le loro radici in un passato remoto, conducendo il lettore nel cuore del paese, anticamente chiamato Yamato. Dopo Il peso dei segreti, anche in questa nuova pentalogia, Aki Shimazaki riesce a creare personaggi che si fissano nella memoria, a far vivere sulla pagina sentimenti profondi e contraddittori con scrittura asciutta e priva di sentimentalismi, fotografica nell'essenziale evocazione di fiori e piante dal valore simbolico, del cielo e della natura, presenze immancabili e totemiche nelle sue storie. E con un tributo all'amore inatteso e sorprendente nella sua totalizzante bellezza, si chiude Nel cuore dello Yamato.
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Feltrinelli Editore, 08/11/2018
Abstract: Berlino 1930. La star del grande schermo Betty Winter muore durante le riprese del suo primo film sonoro: un riflettore cade e la colpisce in pieno. È stato davvero un incidente? L'ispettore Gereon Rath, ormai passato alla Omicidi, inizia a indagare nel milieu cinematografico, dove l'imminente boom del parlato rischia di lasciare molti a bocca asciutta. L'ombroso ispettore, perseguitato dai propri demoni e rincorso dai superiori, impara in fretta a conoscere i lati oscuri del glamour e la sua pista solitaria lo porta tra i fronti di produttori rivali, nel quartiere cinese di Berlino, nei bassifondi della malavita e nei locali libertini in cui perfetti sconosciuti si scambiano biglietti con la posta pneumatica. Dopo i funerali del nazionalista Horst Wessel, trasformatisi in una battaglia di strada fra nazisti e comunisti, si riaccendono le tensioni sociali, e Rath viene riafferrato anche da quelle familiari e private: per volontà del temuto padre il commissario dovrà aiutare il borgomastro di Colonia Konrad Adenauer in un caso di ricatto; la sua ex mai dimenticata, Charly, si riaffaccia nella sua vita. Poi viene trovata morta una seconda attrice. Senza corde vocali. E una terza scompare.