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Se socialdemocrazia è una malaparola. Le sei Caporetto della Sinistra italiana (1919-2022)
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Salvadori, Massimo L.

Se socialdemocrazia è una malaparola. Le sei Caporetto della Sinistra italiana (1919-2022)

Donzelli Editore, 07/11/2024

Abstract: Una Sinistra intesa a perseguire i valori, i principî e gli obiettivi della democrazia, della rappresentanza politica e della difesa sociale del mondo del lavoro in Italia ha ancora storicamente senso e un possibile avvenire? E se sì, su quali basi? Partendo da questo interrogativo, Massimo L. Salvadori tocca il cuore stesso dell'esistenza di un partito di Sinistra in Italia. Cosa vuol dire, oggi, essere di Sinistra? Nelle sue molteplici incarnazioni la Sinistra è stata invariabilmente respinta dalla guida del paese, subendo una serie di ininterrotte Caporetto: nel 1919-1922, ad opera del fascismo; poi, nell'aprile 1948, la sconfitta che inaugurò il lungo regno della Democrazia cristiana e dei suoi alleati; ancora, nel 1994, la vittoria di Berlusconi e l'inizio del suo ventennio al potere; passando, nel 2013 e nel 2018, per l'affermazione del Movimento 5 Stelle e poi della Lega; fino all'ultima, clamorosa Caporetto, nel 2022, che ha consegnato le redini del potere ad una Destra di matrice neofascista. In questa ormai lunga storia di occasioni mancate, di svolte in cui sembrava esserci la possibilità di diventare maggioritari e invece si è assistito all'esatto contrario, Salvadori ravvisa una costante: la "separatezza" della Sinistra dalla maggioranza degli italiani che, nei momenti di crisi dei sistemi politici, ne hanno rigettato gli orientamenti, schierandosi a favore di correnti politiche e sociali di volta in volta di centro, populistiche o addirittura di destra.Arrivando all'oggi, tuttavia, l'analisi si tinge di qualche speranza, qualora il PD di Elly Schlein, come ha dimostrato alle elezioni europee del 2024, si riveli capace di superare la distanza del partito dai ceti soprattutto popolari – ma non solo – che non si sentono più da esso rappresentati. Solo assumendo la fisionomia di una forza riformistica autenticamente socialdemocratica il PD potrà superare questa condizione di separatezza, di estraneità, dal corpo sociale e scongiurare in futuro nuove Caporetto.

Le Sinfonie di Brahms
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Pestelli, Giorgio

Le Sinfonie di Brahms

Donzelli Editore, 07/11/2024

Abstract: Le quattro Sinfonie di Johannes Brahms, fra le opere più eseguite del repertorio sinfonico mondiale, hanno alle spalle una storia molto particolare, segnata da un rapporto non semplice con il grande modello di Beethoven, su cui Giorgio Pestelli si sofferma, prima di procedere nell'analisi delle opere. Brahms si accosta al genere con circospezione: i primi tentativi non gli riescono, quindi si ritrae, esplora la musica da camera nelle sue varie combinazioni, si confida con lo strumento prediletto, il pianoforte, afferma che mai scriverà sinfonie, che dopo Beethoven la cosa non è più possibile. Passano gli anni, e mentre Brahms prosegue per la sua strada, la sinfonia è diventata un genere talmente maturo da avvicinarsi al tramonto; e lui ci torna sopra a quarant'anni suonati, quando ha già raggiunto la celebrità: sembra quasi che si rivolga alla sinfonia per un dovere obbligante, per una responsabilità dovuta al suo nome già illustre. Eppure Brahms riesce a tagliare il nodo che lo lega a Beethoven e a creare qualcosa di unico: accogliendo i fermenti e le inquietudini di un tempo che ormai porta i segni della crisi, ma lavorando dall'interno, restando dentro la forma "storica", la rinnova; rifiuta il mondo moderno nella finta salute della sua opulenza, nelle sinfonie rigonfie e interminabili, nella circolazione dei luoghi comuni: di fronte a una società sempre più credula e vociferante, l'artefice si ritira nel cerchio della propria perfezione. Con l'ultima sinfonia è chiara la sensazione di un percorso creativo concluso; il sogno giovanile di scrivere una sinfonia drammatica come Beethoven non si era realizzato quando forse l'avrebbe voluto di più; e lui si era portato dentro l'idea della sinfonia come una bella addormentata, che si sarebbe risvegliata, dopo faticose esperienze, nelle quattro Sinfonie del decennio 1876-85. Nel frattempo quelle Sinfonie, più romanzesche che drammatiche, non avevano più molto di beethoveniano: troppe cose si erano interposte in una sensibilità corazzata di storia e di rigore, ma in realtà piena di tensioni verso le novità spirituali e aperta ai più impercettibili mutamenti dell'animo.

L'alba dell'antimafia
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Dovizio, Ciro

L'alba dell'antimafia

Donzelli Editore, 07/11/2024

Abstract: "L'Ora", lo storico quotidiano della sera di Palermo, fondato a inizio Novecento dai Florio, visse per una ventina d'anni un periodo di straordinaria vitalità, sotto la direzione di Vittorio Nisticò (1954-75). Acquisito dal Pci per farne un quotidiano regionalista, di sinistra ma non di partito, in cui il dialogo fosse aperto e sgombro da dogmatismi, divenne con Nisticò un luogo di discussione autonomo e vivace, con una redazione culturalmente e politicamente composita. È sul racconto di questa fase – finora mai indagata in sede storiografica, e qui analizzata grazie a una ricca documentazione inedita – che si concentra il volume, e su un aspetto cruciale: quello delle battaglie intraprese dal giornale contro la mafia, che resero la testata nota in Italia e nel mondo. Non si può parlare ancora di "antimafia", ma del preludio di una nuova era, di un'"alba" dell'antimafia. Allora infatti cominciò ad affacciarsi l'idea di una possibile alleanza tra pezzi di istituzioni e di opinione pubblica, e proprio grazie alle iniziative del giornale: il suo sostegno alle indagini della Commissione antimafia e degli investigatori contribuì a preparare l'avvento di una cultura dell'antimafia, segnando un punto di svolta fondamentale. La storia dell'"Ora" non può tuttavia essere ridotta al suo discorso su e contro la mafia. Il giornale, specie durante l'"era Nisticò", va ricordato per la qualità dei contributi (inchieste, commenti, tavole rotonde, interviste, documenti); per il livello dei cronisti e degli intellettuali ingaggiati; per il grande impegno investigativo (condotto sul campo consultando testimoni, forze dell'ordine e magistrati, politici, informatori e documenti di ogni genere); per il tesoro umano e professionale consegnato alla stampa (si formarono in questa fase futuri esponenti di punta di grandi giornali). Quella dell'"Ora" fu insomma una vera e propria epopea nella storia del giornalismo italiano, e non solo.

Contabilità di Stato e degli Enti pubblici. Per concorsi pubblici e aggiornamento professionale
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Minieri, Stefano

Contabilità di Stato e degli Enti pubblici. Per concorsi pubblici e aggiornamento professionale

EdiSES Edizioni, 07/11/2024

Abstract: Il volume costituisce un valido strumento per la preparazione ai concorsi pubblici in cui è richiesta la conoscenza della Contabilità di Stato e degli Enti Pubblici. Al termine di ogni Capitolo, una serie di quesiti a risposta multipla consentono di verificare il grado di acquisizione degli argomenti affrontati e di esercitarsi in vista delle prove di selezione.

MusicAI. Hai capito, l'intelligenza artificiale...
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Monina, Michele

MusicAI. Hai capito, l'intelligenza artificiale...

Gallucci, 08/11/2024

Abstract: Cosa lega lo scacchista Garri Kasparov ai Beatles, Gerry Scotti ai Kiss, la pecora Dolly a Ridley Scott, i Kraftwerk agli Extraliscio?Ce lo spiega Michele Monina, famigerato critico musicale, già autore di romanzi di fantascienza ispirati al maestro Nanni Balestrini. Con il suo consueto stile punk e fuori dagli schemi ci guida all'interno di mondi vicini e lontani, dal cyberspazio di William Gibson alla galassia dei deepfake, dagli androidi di Iroshi Ishiguro alle nuove frontiere della pornografia. A fungere da filo conduttore la temutissima intelligenza artificiale.

Storie di montagna
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Antonini, Christian - Campello, Giuditta - D'Angelo, Carolina - Federici, Valentina - Ferrari, Alessandro Q. - Galli Rohl, Dimitri - Hill, Christian - Baccalario, Pierdomenico - Igiewe, Destiny - Laterza, Gisella - Lipperini, Loredana - Magnone, Marco - Mezzetti, Sara - Moros

Storie di montagna

Gallucci, 08/11/2024

Abstract: Storie per avvicinarsi alla montagna con lo stesso amore e rispetto con cui si frequenta una creatura unica, eternamente misteriosa, sorprendente, crudele, struggente, viva. Cime e valli collegate le une alle altre da una fitta rete di sentieri, che esistono solo e fino a quando li camminiamo, un po' come le parole importanti che, se lo sono davvero, vanno pronunciate.

Storie proprio così
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Kipling, Rudyard - Manzi, Alberto - Manzi, Alberto - Galli, Beatrice

Storie proprio così

Gallucci, 08/11/2024

Abstract: Com'è spuntata la gobba al Cammello? Perché il manto del Leopardo è maculato? Per quale ragione la proboscide dell'Elefante è tanto lunga? Com'è nata la scrittura? Le Storie proprio così di Rudyard Kipling trovano una spiegazione magica e fiabesca a questi e molti altri interrogativi. L'osservazione della natura selvaggia diventa la poetica via d'accesso per scoprire non solo le peculiarità degli animali ma anche la legge morale dell'uomo che li osserva.

Meravigliosamente umani. I gatti di Lucy Maud Montgomery
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Montgomery, Lucy Maud - Ricci, Angela - Otani, Ayano

Meravigliosamente umani. I gatti di Lucy Maud Montgomery

Gallucci, 08/11/2024

Abstract: Buffi, intraprendenti, affettuosi… ma anche permalosi, prepotenti e superbi: i gatti sono davvero "meravigliosamente umani". Così li definiva Lucy Maud Montgomery, che ne era appassionata a tal punto da inserire aneddoti felini in tutti i suoi romanzi più importanti. Qui riuniti per la prima volta in volume e arricchiti da illustrazioni, questi brevi racconti non parlano solo a chi apprezza la scrittrice canadese, ma a tutte le amanti e gli amanti dei gatti. Meravigliosamente umani è un omaggio a una delle più grandi ritrattiste feline della letteratura, capace di descrivere e raccontare i nostri amici a quattro zampe in ogni loro dettaglio – dal più divertente al più misterioso – e soprattutto di esaltarne la complessa e indiscutibile bellezza.

Pictures of You
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Cotto, Massimo - Ruggeri, Henry - Ruggeri, Henry

Pictures of You

Gallucci, 08/11/2024

Abstract: Tieniti pronto a godere di queste pagine con più sensi: gli occhi naturalmente, per leggere e osservare gli scatti più belli di Henry Ruggeri; le orecchie, per ascoltare i racconti video di Massimo Cotto; persino il tatto delle mani tese ad accogliere l'esperienza immersiva delle immagini che parlano e vivono. Tieni a portata di mano il tuo smartphone e "decodifica" le 32 opere contrassegnate dal bollo rosso. Entrerai in uno spettacolo mai visto prima su un libro.

Le prime parole di Adamo ed Eva. La lingua dell'innocenza nel Giardino dell'Eden
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Comolli, Giampiero

Le prime parole di Adamo ed Eva. La lingua dell'innocenza nel Giardino dell'Eden

Claudiana, 08/11/2024

Abstract: Che lingua parlavano Adamo ed Eva tra loro due, e con il Creatore, quando vivevano nell'Eden? Impossibile rispondere a una simile domanda, eppure è una domanda vertiginosa, portentosa, perché basta porsela con attenzione ed ecco dischiudersi davanti a noi come un antico canto delle delizie, che tanto più interpella il nostro tempo, attirato invece dalle seduzioni di una lingua negativa: un gergo dell'odio, un turpiloquio della malvagità."È sufficiente leggere i primi capitoli di Genesi – dove si racconta del mondo appena creato, e del Giardino dell'Eden, e di Adamo ed Eva abitanti del Giardino –per accorgersi che in quel paradiso originario i due non erano muti, ma parlavano e si intendevano, e quindi avevano una loro lingua, comprensibile e coerente. Quale lingua, però? Il racconto di Genesi, per la verità, ci rivela poco a tal proposito. Ma qualcosa ce la dice, e questi radi accenni o indiretti indizi sembrano tuttavia sufficientemente chiari e solidi per tentare di rispondere al quesito. E – come vedremo – basta approssimarsi a una possibile, anche vaga risposta, per sentirsi già rigenerati, già in parte liberati dall'eccesso di rumori aspri e ostili che affligge invece il linguaggio attuale".Giampiero Comolli

Cromococktail. La chimica del colore nella miscelazione contemporanea
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Monroe, Terry

Cromococktail. La chimica del colore nella miscelazione contemporanea

Hoepli, 08/11/2024

Abstract: Non un semplice ricettario, ma il dietro le quinte di un bancone fuori dal comune, dove Terry crea i suoi cocktail tra ampolle, profumi, aromi, fiori e frutti di ogni genere.Un libro che è il risultato di studio, ricerca e sperimentazione.Terry Monroe racconta alcuni istanti della sua vita prima e dopo il fatidico incontro con lo shaker. Spiega il rapporto con il colore e la sua predilezione per la "via delle tinte" e attraverso aneddoti e ricette svela i segreti legati alle tecniche di preparazione di tinture, essenze, estratti, puree e sciroppi, trasformando la miscelazione contemporanea in un viaggio unico alla ricerca del colore. Con un aspetto finale da chiarire, il punto forse più difficile e delicato: come si trasforma un colore in un cocktail?

L'invenzione del cinema. Rappresentazione e Grande Guerra
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Cervini, Alessia

L'invenzione del cinema. Rappresentazione e Grande Guerra

Marsilio, 08/11/2024

Abstract: La nascita del cinema, nella forma strutturata di racconto per immagini, si intreccia con lo scoppio della Prima guerra mondiale, che da subito pone domande inaggirabili relativamente alla possibilità stessa della sua rappresentazione. Si tratta di concepire nuovi paradigmi capaci di recepire e restituire l'enormità dei cambiamenti che la guerra ha imposto. Al cinema essa pone un primo fondamentale interrogativo circa i suoi limiti e le sue possibilità: assunta come questione teorica, è in grado di pungolare ancora oggi la varietà dei suoi linguaggi. Il volume ricostruisce il rapporto fra cinema e Grande Guerra sotto questa lente di osservazione, attraversando alcuni momenti in cui tale rapporto ha prodotto modifiche rilevanti alle strategie rappresentative messe in campo dal mezzo cinematografico da dopo il conflitto a oggi.

Il figlio della promessa. Storia di Isacco
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Miele, Luca

Il figlio della promessa. Storia di Isacco

Claudiana, 08/11/2024

Abstract: La Bibbia è piena di narrazioni vertiginose ed è altrettanto piena di buchi, non-detti ed ellissi. Dentro questi buchi e queste ellissi, Luca Miele estrae le psicologie dei personaggi: non solo di Sara, Isacco e Abramo ma anche di Agar, Ismaele, il Faraone, lo schiavo Eliezer. Ogni capitolo del libro – quasi un romanzo – è affidato alla voce di un personaggio che racconta in prima persona la sua vicenda. E il fardello esistenziale che lo opprime."La nostra casa che era stata a lungo vuota, disertata dalle grida festose dei bambini, all'improvviso era diventata troppo affollata. Due bambini, due eredi. Quattro occhi, quattro mani, quattro gambe ma un solo destino, un solo posto. Chi era il primogenito? A chi spettava il compito di iniziare la discendenza di Abramo, quella discendenza che sarebbe stata numerosa come le stelle del cielo e immensa come la sabbia sulla rena? Ismaele o Isacco?Chi preferivi, Signore della doppiezza? Non volevi forse confonderci con la profusione dei due doni, mio Signore? Prima avevi negato che la vita sbocciasse nel nostro deserto, poi è venuto un figlio veloce come un cerbiatto e noi pensavamo che fosse quella la realizzazione della tua promessa. Poi è venuto l'altro, quello lento come un problema, e nessuno di noi sapeva quale dei due figli fosse quello che ci avevi promesso. Se il figlio dell'inganno o il figlio della vecchiaia".Luca Miele

Rendere conto. Il bilancio di sostenibilità delle organizzazioni culturali
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Dubini, Paola - Martello, Diana - Monti, Alberto

Rendere conto. Il bilancio di sostenibilità delle organizzazioni culturali

Egea, 08/11/2024

Abstract: Nel mondo delle imprese il bilancio di sostenibilità è ormai parte integrante delle attività di comunicazione istituzionale. Non stupisce dunque che anche le organizzazioni culturali, laddove non siano già interessate da un obbligo normativo (è il caso degli enti iscritti al RUNTS), siano spinte da un lato a esplicitare e formalizzare le modalità in cui contribuiscono allo sviluppo della società e dall'altro a rendere conto del proprio operato con efficacia e trasparenza, per legittimarsi anche al di fuori del contesto di appartenenza e aumentare la propria visibilità e reputazione. I donors dal canto loro premono perché i beneficiari esplicitino e quantifichino gli effetti delle iniziative che realizzano, così da permettere loro di calcolare il ritorno sociale degli interventi filantropici. Quantificare e qualificare gli effetti e gli impatti di tipo economico, sociale e ambientale sulla collettività è tuttavia molto impegnativo e, sebbene le forme di rendicontazione non finanziaria delle organizzazioni non profit siano meno formalizzate di quelle delle imprese, tale attività rimane in gran parte volontaria e finora appannaggio di pochi soggetti.Obiettivo del volume – nato da un percorso di ricerca che ha visto ASK (Art, Science and Knowledge), unità di ricer-ca del centro GREEN (Geography, Resources, Environment, Energy and Networks) dell'Università Bocconi, a fianco di Fondazione EOS-Edison Orizzonte Sociale ETS – è aiutare le organizzazioni culturali a rappresentare la propria strategia e i suoi effetti sull'ecosistema individuando le macrocategorie su cui ragionare per sviluppare una rendicontazione non finanziaria completa ed efficace, con una rinnovata consapevolezza della propria capacità di creare valore.Con un approccio che alla compliance antepone la costruzione di competenze e una condivisione "dal basso" di buone pratiche – trasversalmente utili alle organizzazioni culturali nella loro varietà istituzionale, dimensionale e settoriale –, il libro propone linee guida e non standard rigidamente precostituiti, pur considerando l'evoluzione della normativa in materia di rendicontazione non finanziaria di ETS e diversi tipi di organizzazioni. Il risultato è un manuale che, sollecitando a condividere obiettivi, processi e linguaggi, trasforma il bilancio di sostenibilità in un'occasione per riordinare le attività, oltre che in uno strumento identitario verso l'interno e strategico verso l'esterno.

Introduzione a Duchamp
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Subrizi, Carla

Introduzione a Duchamp

Laterza, 15/11/2024

Abstract: Le opere e i fatti, le vicende, i rapporti, la vita di un artista che, più di tutto, è stato uno sperimentatore di ipotesi, procedure e idee. Muovendosi tra i temi duchampiani più noti – il possibile, l'oggetto 'già fatto', l'arte come atto mentale, l'erotismo, l'ironia, il caso – Carla Subrizi rilegge un'intera parabola artistica, dall'atto di nominare 'opera d'arte' un oggetto qualsiasi alla realizzazione di un'opera ai confini tra immagine e parola, alla decisione estrema di mantenere segreta un'opera per più di venti anni e rivelarla al pubblico solo dopo la propria morte. Una biografia che è anche riflessione sui processi di significazione dell'arte del XX secolo.

L'Italia e l'Africa. Strategie e visioni dell'età postcoloniale (1945-1989)
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Borruso, Paolo

L'Italia e l'Africa. Strategie e visioni dell'età postcoloniale (1945-1989)

Laterza, 15/11/2024

Abstract: L'impero coloniale italiano è crollato con la Seconda guerra mondiale, molto prima rispetto a quelli delle grandi potenze europee. Paradossalmente, proprio questa decolonizzazione 'precoce' ha consentito all'Italia un impegno, sul piano politico e diplomatico, in termini non più di soggezione ma di partenariato. La creazione dell'associazione euro-africana, prevista dai Trattati di Roma del 1957, è stata un'occasione per giocare un ruolo ponte e acquisire una fama inedita presso i paesi di nuova indipendenza. A interagire con queste prospettive fu anche la Chiesa cattolica. Le aperture del Concilio Vaticano II – cui partecipò per la prima volta una visibile rappresentanza africana – e le attenzioni manifestate da papa Paolo VI con i suoi viaggi in Africa, impressero una spinta decisiva alle proiezioni africane dell'Italia. In questo quadro entrarono in gioco nuovi soggetti della società civile, come l'associazionismo cattolico e laico e le reti missionarie, che contribuirono alla maturazione, nella società italiana, di una sensibilità e di un variegato slancio solidaristico.Tutto questo si esaurisce con il 1989: la fine del mondo bipolare e, sul piano interno, la dissoluzione di assetti politici e il crescente fenomeno immigratorio, aprono una stagione di forti spinte introspettive e 'afropessimiste'. Si incrina, così, quella proiezione unitiva che aveva animato visioni e strategie sul piano politico e a livello collettivo, isolando l'Italia e condizionando gli sviluppi di un'eredità storica di lungo periodo.

La grande guerra del Peloponneso. 447-394 a.C.
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Canfora, Luciano

La grande guerra del Peloponneso. 447-394 a.C.

Laterza, 15/11/2024

Abstract: Raccontare una guerra significa in primo luogo ricercarne le origini. Se le propagande hanno sempre le idee chiare e distribuiscono, con ilare incoscienza corruttrice, torti e ragioni, gli storici hanno il compito di scavare nel profondo e di risalire – se l'obiettivo è capire – "quanto possibile indietro nel tempo". Èquanto fa Luciano Canfora nella ricostruzione di quella che Tucidide definì la "grandissima guerra", un conflitto che durò ben più di trent'anni e logorò prima Atene e poi Sparta.La democrazia imperiale ateniese mirava al dominio commerciale nel Mediterraneo: donde la catena di conflitti in cui si impegnò contro i 'barbari', contro i Greci, contro i suoi stessi alleati. L'oligarchia spartana non accettava di vedere scosso il proprio tradizionale predominio. Gli Ateniesi pretendevano di esportare la democrazia imponendola con la forza innanzi tutto ai propri alleati. Gli Spartani proclamavano di portare la libertà ai Greci oppressi da Atene. La guerra – scrisse Tucidide – era inevitabile.Tutto era incominciato con la sfida ateniese a sostegno della rivolta antipersiana dei Greci d'Asia e con la risposta, vent'anni dopo e in grande stile, da parte del Gran Re volta a sottomettere, oltre ai Balcani, la penisola greca. E tutto sembrerà concludersi circa un secolo dopo con la "pace del Re". Una pace imposta ai Greci dalla Persia per il tramite della potenza militare spartana, cui l'aiuto del Gran Re aveva consentito di sconfiggere Atene. Il Gran Re lasciava intendere che solo il suo predominio avrebbe portato la pace ai Greci. E i Greci, finché non affiorò alla storia il regno macedone, la accettarono. Non a torto Arnold Toynbee definì la guerra tra Sparta e Atene "suicidio della Grecia classica". Una vicenda esemplare.

Perché la guerra
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Flores, Marcello - Gozzini, Giovanni

Perché la guerra

Laterza, 15/11/2024

Abstract: Da sempre gli uomini combattono. Da sempre le guerre segnano la storia. Ma le guerre non sono sempre state la stessa cosa, si sono trasformate e con esse le ragioni per le quali gli uomini combattono. E conoscere la storia ci può aiutare a capire come possiamo fare la pace e renderla duratura.La domanda "perché la guerra" è tornata prepotente. Gli storici hanno una risposta semplice: le guerre sono sempre esistite e quindi sempre esisteranno. Ma anche le paci sono sempre esistite e quindi sempre esisteranno. Questo libro cerca una risposta nei fatti: è in aumento il numero di conflitti armati e di vittime di guerra? Sì, in cifra assoluta (ma di poco), no, in rapporto al numero crescente di stati e di abitanti della Terra. Le guerre sono cambiate. È aumentato il numero di attori non statali come Hamas e i separatisti filorussi del Donbass in Ucraina. E le guerre si sono imbastardite: solo raramente sono scontri campali tra eserciti, più spesso si fa uso di missili, droni, attentati contro civili. Per questo ci fanno ancora più paura. Non cambia invece la sostanza: le guerre sono frutto di decisioni politiche di uomini contro altri uomini. Non sono il prodotto ineluttabile di una natura umana malvagia. Siamo capaci di guerra e di pace. Dipende dalle circostanze: c'è stato un periodo di pace sostanziale subito dopo la fine della Guerra Fredda, grazie alle operazioni di peacekeeping condotte dai caschi blu dell'ONU. Potremmo e dovremmo farlo anche oggi.Questa è la via maestra, forse l'unica, per un pacifismo che non voglia limitarsi alla salvezza farisaica della propria anima. 

L'alba della storia
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Barbujani, Guido

L'alba della storia

Laterza, 15/11/2024

Abstract: Quando l'umanità ha cominciato a coltivare i campi e addomesticare gli animali è cominciata una storia diversa, che è ancora la nostra. Da allora l'ambiente in cui viviamo, il cibo che mangiamo, il nostro aspetto e la nostra struttura sociale non sono stati più gli stessi.Passando dallo studio del DNA a quello delle lingue, dagli scavi archeologici alle manipolazioni genetiche, e anche attraverso il racconto di alcune storie esemplari, Guido Barbujani ci porta indietro nel tempo fino a 10.000 anni fa, alla rivoluzione neolitica.Diecimila anni fa, nella preistoria, si sono messe in moto trasformazioni che ancora ci riguardano, che ancora influenzano il nostro modo di lavorare, di vestirci, di mangiare, di confrontarci con gli altri membri della nostra comunità. È una rivoluzione che ha cambiato anche l'ambiente intorno a noi e le nostre relazioni con piante e animali, tanto che il DNA – sia il nostro, sia quello di molti animali e piante – ne è uscito diverso. Si chiama rivoluzione neolitica: il momento in cui, più che in qualunque altro, biologia e cultura si sono intrecciate, influenzandosi a vicenda e producendo la nostra storia. È stato allora che un'umanità in precedenza sempre affamata ha cominciato a produrre il cibo di cui aveva bisogno, e quindi a crescere e a diffondersi sul pianeta. Nel giro di qualche millennio la rivoluzione è arrivata ovunque, sulle gambe dei rivoluzionari che dalla Mezzaluna fertile, dalla Cina, dall'America centrale e dalle Ande hanno esportato in tutto il mondo i propri geni, le piante coltivate e gli animali allevati. Abbiamo iniziato ad abbattere foreste, per farne campi e pascoli, modificando il paesaggio; abbiamo smesso di essere nomadi, costruendo villaggi e poi città dove ha preso forma la nostra società, anche in certi suoi aspetti che sembrerebbe difficile collegare alla preistoria. Ma è così: se oggi in Europa molti digeriscono il latte, se abbiamo la pelle chiara e parliamo lingue che si somigliano, è grazie alle migrazioni neolitiche. E non è tutto: abbiamo cominciato a modificare geneticamente piante e animali proprio allora e non abbiamo mai smesso. Ripensarci – oggi che la consapevolezza è cresciuta – ci permette di ragionare più lucidamente su costi e benefici della moderna ingegneria genetica. Allo stesso modo, ricordare come per millenni l'umanità si sia ripetutamente spostata e rimescolata può aiutarci a osservare con meno ansia le trasformazioni che la nostra società sta attraversando, e a spegnere qualche allarme ingiustificato.

Leggere in biblioteca
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Solimine, Giovanni

Leggere in biblioteca

Editrice Bibliografica, 08/11/2024

Abstract: Da alcuni anni la Fondazione Bellonci e la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) conducono indagini su cosa si legge in biblioteca. L'obiettivo è quello di superare il livello di conoscenza consentito dalle statistiche finora disponibili e da altri studi sulle biblioteche pubbliche italiane, che si limitano a fornirci dati quantitativi sul numero degli utenti o sul numero di prestiti effettuati e, tutt'al più, a offrire una panoramica sulle tipologie di pubblicazioni maggiormente richieste, senza entrare nel merito degli autori e dei titoli su cui si concentrano le preferenze del pubblico. Questo studio di Giovanni Solimine, grazie ai dati inediti ai quali attinge, offre una prospettiva nuova e più approfondita sugli acquisti effettuati dalle biblioteche, sui titoli scelti dai gruppi di lettura, sui libri più prestati anno per anno attraverso i dati di diversi sistemi bibliotecari, per terminare con un'indagine sull'uso di e-book e audiolibri e di come questi supporti stiano modificando i comportamenti e le scelte delle biblioteche e dei cittadini che le frequentano.