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La scienza del linguaggio
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Chomsky, Noam

La scienza del linguaggio

Il Saggiatore, 19/11/2015

Abstract: Noam Chomsky è l'intellettuale americano più significativo degli ultimi cinquant'anni. Filosofoe pensatore politico, attivista nelle battaglie per i diritti umani, Chomsky ha costruito nel tempo un corpus imponente di scritti che spaziano dall'analisi dell'attualità statunitense alle ultime conquiste dell'intelligenza artificiale. Questi campi di indagine non hanno tuttavia distolto la sua attenzione da quella che rimane la costante più evidente del suo pensiero: la teoria linguistica, e in particolare la riflessione sull'origine, la natura e la funzione del linguaggio.In questo libro di interviste con James McGilvray – arricchito da un dettagliato glossario dei termini tecnici e da chiare appendici esplicative –, Chomsky ripercorre gli snodi centrali della sua teoria, secondo la quale il linguaggio è un sistema biologico evolutosi in un singolo individuo e in seguito trasmesso geneticamente alla sua discendenza. In questa visione, il linguaggio non è più un semplice strumento, ma diventa un elemento chiave della nostra natura. Anzi, è proprio il linguaggio a rivelare quanto c'è di autenticamente umano in noi enel modo in cui ci siamo evoluti.Con il tono persuasivo che da sempre lo contraddistingue, Chomsky parla in queste pagine– ideali tanto per chi vuole accostarsi per la prima volta al suo pensiero, quanto per chi desidera approfondirne i momenti fondamentali – del rapporto fra linguaggio e idee, dell'importanza della semplicità nell'elaborazione filosofica, del sapere e dell'apprendimento, e indaga con l'usuale lucidità e acutezza la relazione fra linguistica e politica, individuando il nesso che unisce due campi apparentemente così lontani in un impegno oggi più che mai urgente: quello per la libertà di ogni uomo.

La scienza in vetta
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Pasotti, Jacopo

La scienza in vetta

Codice Edizioni, 17/07/2015

Abstract: Dalla fisica del carving alla nascita delle montagne, dai cristalli più grandi del mondo alle strategie evolutive di piante e animali per resistere al freddo, fino ai suggerimenti su cosa fare (e cosa assolutamente non fare) se si è esposti al gelo. Fenomeni naturali, curiosità scientifiche, miti da sfatare e domande che tutti ci siamo fatti: quanto a lungo si sopravvive travolti da una valanga? Come fanno i monaci tibetani a giocare a calcio a cinquemila metri d'altezza? Com'è possibile trovare i propri occhiali da sole su un blocco di ghiaccio quasi nello stesso punto in cui sono stati abbandonati l'anno prima? Si possono prevedere le valanghe e le frane? Jacopo Pasotti si arrampica sulle montagne con l'aiuto della scienza, per raccontarle – in inverno e in estate – ad ogni altitudine, longitudine e latitudine.[BIO] Jacopo Pasotti è giornalista e comunicatore scientifico. Dopo la laurea in geologia e un master in comunicazione scientifica in Australia, ha cominciato a collaborare con "National Geographic", "l'Espresso" e "Repubblica", e ha partecipato a spedizioni scientifiche in Nepal, Artide e Antartide. Nel 2011 ha vinto il premio Piazzano per il giornalismo scientifico. È autore di racconti per bambini e viaggiatore cronico.

La scimmia e la tigre
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Van Gulik, Robert - Ricci Dèttore, Mariapaola

La scimmia e la tigre

O barra O, 30/10/2015

Abstract: Due romanzi brevi, ambientati in periodi diversi della carriera del detective più famoso dell'antica Cina, ispirati a due segni dello zodiaco cinese: la Scimmia e la Tigre. Due gemme che si incastonano mirabilmente nella serie "I casi del giudice Dee".Anno 666 d.C.: il magistrato Dee si trova nella provincia di Hanyuan. Qui grazie alla curiosità di un gibbone che stringe tra le dita un prezioso anello dall'insolita fattura, fa la scoperta del corpo senza vita di un vagabondo. Potendo contare solo sull'aiuto di Tao Gan, da poco entrato al servizio del Tribunale, il giudice nel giro di ventiquattro ore scoprirà l'identità del cadavere e del suo assassino e risolverà anche uno spinoso caso di contrabbando. Lasciamo la provincia di Han-yuan e ritroviamo il giudice, dieci anni più tardi, in viaggio verso la Capitale Celeste per assumere la più alta carica di funzionario metropolitano. A causa di una spaventosa alluvione, il magistrato rimane isolato e senza scorta nella dimora di un proprietario terriero tenuta sotto assedio da una banda di predoni. Il giudice Dee dovrà fare affidamento solo sul proprio ingegno per fronteggiare le famigerate Tigri Volanti e far luce sulla morte improvvisa della signorina Min, giovane figlia del padrone di casa.

La vita segreta dei gatti
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Celli, Giorgio

La vita segreta dei gatti

Il Saggiatore, 30/10/2015

Abstract: Venerati nell'antico Egitto dei faraoni, celebrati in alcune delle più suggestive poesie di Charles Baudelaire, amati perfino da un autore altrimenti refrattario ai contatti affettivi come H.P. Lovecraft, i gatti sono oggi gli animali domestici più diffusi nel mondo. E senz'altro i più fotografati, i più ripresi, i più condivisi sui social network, protagonisti inarrestabili di meme e video amatoriali che scalano le classifiche di YouTube e affollano le bacheche di Facebook. Ai gatti ha dedicato un libro piccolo e prezioso Giorgio Celli, etologo fra i più prestigiosi del nostro paese e "gattofilo impenitente". Fu proprio una gatta, Giuditta, ad accendere in lui, ancora bambino, l'amore per l'etologia. In queste pagine Celli descrive atteggiamenti e abitudini, movenze, sguardi, attento a registrare quell'inafferrabile, imprevedibile misteriosità che da sempre è sinonimo di gatti. Che fissino intenti angoli vuoti ai nostri occhi, o che spariscano per ore chissà dove, i segreti dei gatti rappresentano un magnete irresistibile per la curiosità umana. I gatti raccontati da Celli – burloni o permalosi, gelosi o riconoscenti, grassi o acrobatici, reazionari o proletari – sono al centro di storie a volte spassose, a volte commoventi, e offrono l'occasione al grande scienziato per riflettere e farci riflettere sul rapporto tanto speciale che ci lega a questi animali. La conclusione, sorprendente, è che – per riprendere un detto di Marcel Mauss – forse il gatto non è un animale domestico, ma il solo animale ad aver addomesticato l'uomo.

L'aggressività
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Lorenz, Konrad

L'aggressività

Il Saggiatore, 09/10/2015

Abstract: Che cos'è l'aggressività, un istinto o un comportamento appreso? Che cosa distingue la bellicosità tra membri della stessa specie dal comportamento predatorio? C'è una differenza tra l'aggressività nell'uomo e negli altri animali? Perché le manifestazioni violente hanno a volte una forte componente rituale, che non sembra all'opera nella nostra specie? Nel rispondere a queste domande, Konrad Lorenz, sulla scorta di Darwin, ricondusse il comportamento degli animali e quello dell'uomo agli stessi princìpi evolutivi. Raccolte in L'aggressività, saggio denso e meditatissimo – originariamente pubblicato nel 1963 con il provocatorio titolo Il cosiddetto male –, le sue tesi continuano ad animare un dibattito appassionato che oltre ai biologi coinvolge scienziati sociali, psicologi e umanisti, e rappresentano un punto di riferimento e un potente stimolo di riflessione per le ricerche successive. I pesci maschi della barriera corallina, in mancanza di rivali dello stesso sesso, arrivano a attaccare le proprie femmine e la prole. Lorenz parte da questo esempio di bellicosità innata, per poi prendere in esame svariati casi di aggressività: dai combattimenti rituali dei lupi e dei leoni alle colonie di ratti, i cui membri sono solidali tra loro ma spietati nei confronti di chi non ne fa parte. L'aggressività, letta in questa chiave etologica, è un istinto che esige una scarica periodica, in competizione con i molti altri istinti animali e umani. Diversamente dall'uomo, però, gli animali hanno un'innata inibizione a uccidere gli appartenenti alla stessa specie. Una differenza che risalta in modo particolare nel ripercorrere il cruento XX secolo, in cui la rapidissima accelerazione tecnologica ha permesso all'umanità di costruire armi estremamente potenti senza dare ai lenti processi dell'evoluzione biologica il tempo di far emergere i corrispondenti meccanismi inibitori. Con L'aggressività il Saggiatore non ripropone solo una pietra miliare dell'etologia, ma anche una sconcertante – e per certi versi profetica – proposta di autoanalisi della nostra natura e dei nostri lati oscuri.

Le montagne della follia
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Lovecraft, Howard P. - Morstabilini, Andrea

Le montagne della follia

Il Saggiatore, 30/07/2015

Abstract: Scritto nel 1931, Le montagne delle follia – in cui si racconta il catastrofico esito di una spedizione nelle profondità inesplorate del continente antartico – fu pubblicato soltanto cinque anni più tardi, in più puntate, sulla rivista fantascientifica Astounding Stories. Tra questi due momenti, un terzo, vicinissimo alla prima data, è costituito dal rifiuto di Farnsworth Wright di pubblicare l'opera su Weird Tales, perché, a detta dell'editore, troppo lunga. L'orrore, d'altronde, necessita di poche molecole di azoto, di respiri corti, mutili, di un sentimento di morte improvvisa accompagnato a brevi, fulminanti agonie: chi potrebbe sopportare uno spavento protratto oltremisura nel tempo? Eppure, tra le montagne della follia l'eco della paura si centuplica di grotta in grotta, e la resilienza del lettore e dei personaggi è spinta al limite della sopportazione. Il Saggiatore ripropone questo classico in una traduzione finalmente completa, che rifugge la tentazione di ricondurre a una mal compresa "piacevolezza" lo stile ossessivo, tassonomico, rituale di Lovecraft. Nella sua prosa l'orrore opera sempre nella stanza accanto, senza fare ostaggio di testimoni oculari; riempie le tubature e si riverbera fonicamente tra le pareti (Tekeli-li! Tekeli-li!), in un linguaggio nero che esisteva già prima del linguaggio umano e della parola, e che l'uomo non può decifrare; emana miasmi intollerabili e sconosciuti; lascia escoriazioni e orifizi ovunque. Ma non si vede. O almeno, non si vede mai del tutto: si cela nei cunicoli, dietro rocce cadute, al fondo di abissi glaciali. Così si compone il paesaggio delle Montagne, dipinto da un pittore alieno: in un simile sacro bosco, sovrumano, dove catene montuose di ardesia precambiana si alzano fino all'orlo inimmaginabile del pianeta, l'uomo diventa cacciagione, preda, o addirittura campione scientifico da sezionare e notomizzare, crudamente, come un esemplare di animale raro appena scoperto. La geografia antartica descritta da Lovecraft, però, è anche e soprattutto una geografia interiore, di certe latenze oniriche castrate dal meccanismo di rimozione, in cui una potenza cosmica anteriore all'Eocene o al Cretaceo – e a qualsiasi categoria temporale postulabile dal raziocinio umano – imperversa originando forme inaudite, abissi impercorribili, vette impossibili da scalare. E agguanta e annichila tutto ciò che si trova davanti.

Le leggi nel condominio
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Tortorici, Gian Vincenzo

Le leggi nel condominio

Edizioni FAG, 08/09/2015

Abstract: La recentissima riforma ha modificato profondamente le regole che stanno alla base della vita nel condominio. Questo volume è quindi dedicato a tutti coloro che sono interessati alla gestione del condominio sia come utenti diretti, i condòmini, sia come mandatari del medesimo, gli amministratori.Con il reciproco rispetto e con la mutua collaborazione, la vita condominiale può permettere a tutti il migliore raggiungimento dei propri diritti. Il presente volume si pone nell'ottica di riconoscere a tutti un più consapevole e libero esercizio dei poteri che, pure in sfere differenti, competono a tutti.Tutto ciò per una più snella conduzione dell'assemblea e per una più corretta e intellegibile gestione amministrativa e tecnica dell'edificio, valutando direttamente le tesi della copiosa giurisprudenza (anche di quella, recentissima, che si va delineando dopo la riforma) sulle varie problematiche condominiali. Qualche formula più usuale di corrispondenza rende maggiormente agevole la comprensione dei temi trattati; un capitolo interamente dedicato alla Privacy fa luce sull'influenza che queste nuove norme hanno nell'ambito condominiale.L'indice analitico e la disponibilità online delle formule (tutte personalizzabili) rafforzano le caratteristiche di praticità del volume.

Liberal
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Sortino, Paolo

Liberal

Il Saggiatore, 16/09/2015

Abstract: Una grande villa isolata nel verde toscano spezzato dall'azzurro accecante di una piscina. Intorno, alberi, siepi, ordinati cespugli, un sentiero che conduce al fiume e, poco oltre, in cima a un'altura, le rovine di un teatro romano. Su questa scena di nobile semplicità e quieta grandezza irrompono con rumore stridente di acciaio il regista Teresio e i suoi attori dai corpi perennemente lucidi e sorvegliati, dai sorrisi porcellanati, dagli occhiali scuri che intercettano i raggi del sole di agosto. Devono girare un film nella villa, ma il loro intento programmatico – la loro mission – è più insidioso: mostrare a Sandra, la padrona di casa, la fine della sua epoca e della sua cultura, farla rinascere, battezzarla figlia dell'Oggi. Più i giorni passano, nella casa polverosa, rovente, più le maglie del gioco di Teresio – cui non si può nemmeno riconoscere l'attenuante della spietatezza, non avendo mai saputo cosa sia la pietà – si stringono intorno a Sandra, vittima delle angherie spesso inconsapevoli degli attori, figuranti di una messinscena che si sostituisce gradualmente alla realtà, deformata dall'onnipresente obiettivo di Teresio, che registra ogni cosa, e ogni cosa racconta registrandola: il mondo, senza un supporto digitale, non esiste. In questo meccanismo apparentemente infallibile, però, qualcosa si inceppa: la vita scarta, oppone una resistenza liquida e imprendibile ai tentativi del gruppo di ridurla ai minimi termini. E l'unico esito possibile è il disastro. Plastica trasparente, metallo abbagliante, la velocità dirompente dei proiettili e l'amniotica inevitabilità delle cellule: l'estetica di Teresio e dei suoi attori, cioè la loro etica, poggia su queste fondamenta, e su queste Paolo Sortino – fra gli scrittori italiani con temporanei più significativi e riconoscibili – costruisce una struttura romanzesca che l'unità di luogo e tempo propria della tragedia classica trasforma in una trappola asfissiante: prigioniero nella villa insieme a Sandra e allo stesso tempo complice riluttante dei suoi aguzzini, il lettore trattiene il fiato, in attesa – come dopo un tuffo – della boccata d'aria che libera i polmoni. Ma è una liberazione impossibile: nel mondo sottovuoto di Teresio e dei suoi giovani liberal non c'è aria.

L'invenzione cattolica di una teoria del gender che non c'è. Ma c'è il gender, che non è una teoria
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Codrignani, Giancarla

L'invenzione cattolica di una teoria del gender che non c'è. Ma c'è il gender, che non è una teoria

Ebook @ Women, 21/10/2015

Abstract: Una raccolta documentale sul dibattito attorno alla cosiddetta "teoria del gender": dal pensiero cattolico che la definisce come un'ideologia che cancella la differenza sessuale, a quello laico che produce un'informazione insufficiente, lasciando aperte finestre di vulnerabilità sociale attraverso le quali penetra un'ideologia insensata.Attraverso una serrata trascrizione di citazioni e dichiarazioni affiorano le argomentazioni della chiesa cattolica e del mondo laico, con la volontà di fare emergere le contraddizioni della polemica che si è innescata, a favore di una risignificazione di una cultura di genere che si scontra ancora con forme di patriarcato, violenza e carenza di diritti.Il libro si struttura in tre parti: la prima riservata alle dichiarazioni di Papa Francesco, la seconda si concentra sulla documentazione cattolica e la terza sulle opinioni teologico-pastorali e laiche.

L'uomo e l'universo. Dai quanti al cosmo
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Turok, Neil - Sosio, Libero

L'uomo e l'universo. Dai quanti al cosmo

Il Saggiatore, 28/05/2015

Abstract: Il Novecento è stato il secolo della fisica. Albert Einstein, Niels Bohr, James Clerk Maxwell, Michael Faraday: le scoperte di questi scienziati hanno cambiato il modo in cui guardiamo all'universo e alla nostra posizione al suo interno. I semi della loro curiosità intellettuale – che li ha spinti a mettere radicalmente in discussione le certezze della fisica newtoniana – germogliano oggi in una rivoluzione tecnologica senza precedenti, alle cui stupefacenti conferme sperimentali succedono teorie sempre più radicali e sofisticate, destinate ad abbattere i nostri preconcetti in merito alla natura delle stelle, alla materia oscura, ai buchi neri e soprattutto all'origine dell'universo.È proprio dal tentativo di capire cosa accadde al momento del Big Bang che Neil Turok – collega a Cambridge di Stephen Hawking e fra i più influenti cosmologi contemporanei – parte per racconta re non solo le sfi de, gli ostacoli, i traguardi della scienza degli ultimi cento anni, ma anche la storia di una fascinazione senza tempo: quella che, dagli albori della civiltà, ha spinto l'uomo ad alzare gli occhi verso le profondità stellate; quella che Turok stesso, bambino in un Sudafrica lacerato dall'apartheid, ha avvertito guardando il cielo e scambiandolo per una sconfinata volta dipinta. Fin da Archimede e Anassimandro, comprendere l'universo signifi cacapire ciò che siamo, ciò che dovremmo aspirare a essere, e dalle scoperte di questi ultimi, emozionanti anni – come quella che nel 2012 ha portato gli scienziati del cern a individuare l'inafferrabile bosone di Higgs – discende una rinnovata fiducia nell'uomo e nelle sue capacità.Con questa fiducia Turok guarda non solo ai successi di oggi, ma agli scenari di domani, dai computer quantistici all'elusiva teoria del tutto, che i fisici non smettono di cercare. Caratterizzato da una efficacia affabulatoria che lo avvicina ai classici di divulgatori come Stephen Jay Gould o Brian Greene, L'uomo e l'universo è un invito a non smettere mai di meravigliarsi per la straordinaria complessità del mondo che ci circonda e per le infinite possibilità della mente umana – quel cosmo interiore le cui idee più luminose assomigliano davvero a bagliori di supernove.

Markdown a tutta birra
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Antonio Dini

Markdown a tutta birra

40K Unofficial, 08/10/2015

Abstract: Wikipedia definisce il Markdown come un linguaggio di marcatura leggero (Lightweight markup language), che poi vuol semplicemente dire che si tratta di un linguaggio di marcatura semplice o umano, nel senso che è basato su una sintassi non intrusiva. Il suo creatore, John Gruber, lo definisce "una sintassi per la formattazione da testo-a-HTML pensata per chi scrive per il web". Ma non solo, perché "il Markdown consente di scrivere, utilizzando un formato di testo piano, in modo facile da leggere, facile da scrivere, che poi può essere convertito" per qualsiasi altra finalità: da un documento di lavoro al diario personale o al prossimo, grande romanzo italiano. Più semplicemente, che si scriva per passione o per professione, il Markdown è la chiave di volta, che permette di rivoluzionare i propri flussi di lavoro e rendersi indipendenti dalla maggior parte delle grandi piattaforme: Office e Word di Microsoft, Pages di Apple, Google Docs ma anche da Adobe, dai sistemi operativi di Windows, Mac OS X, Android e da tantissimi altri formati proprietari. Con questo eBook: conoscerete la storia del Markdown e dei suoi numerosi dialetti, imparerete a utilizzarlo, troverete recensite ottime app (e stroncate senza peli sulla lingua quelle pessime) per Mac e per iOS, con note anche per Windows e Linux. Alla fine, forse del Markdownnon ve ne farete niente, ma intanto avrete capito che un altro modo è possibile.

Memoriali sul caso Schumann
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Tuena, Filippo

Memoriali sul caso Schumann

Il Saggiatore, 12/11/2015

Abstract: Il 27 febbraio 1854, in piena crisi artistica ed esistenziale, Robert Schumann esce dalla propria abitazione di Düsseldorf e si butta nelle fredde, nere acque del Reno. Salvo per miracolo, viene affidato alle cure del dottor Richarz e internato nel manicomio di Endenich, dove rimarrà fino alla morte, perseguitato da voci incorporee che lo accusano di non essere l'autore della sua musica e solo occasionalmente visitato da allievi e protetti, fra cui il prodigioso Johannes Brahms. Non rivedrà mai più l'amata moglie Clara e i figli. Intorno a questa follia – e alle enigmatiche Variazioni del fantasma, che Schumann sosteneva gli fossero state dettate dallo spettro di Franz Schubert – Filippo Tuena costruisce un romanzo a incastro dalla presa magnetica, un congegno narrativo che dissimula la finzione come un raffinato trompe l'oeil ottocentesco e sfrutta sei punti di vista diversi – da un'anziana amica di Robert e Clara a Ludwig Schumann, affetto dallo stesso male delpadre – per sondare il mistero che ancora circonda gli ultimi anni di Schumann e i suoi rapporti con la moglie e con Brahms, l'allievo dal volto angelico arrivato nella vita della coppia sei mesi prima del tentato suicidio e destinato a giocare un ruolo centrale non solo nella vita del Maestro, ma anche nella storia della musica.Abilissimo come sempre nel mescolare verità storica e rielaborazione immaginifica, Filippo Tuena utilizza lettere, stralci di diari, partiture per raccontare una storia di arte e pazzia che ha i toni foschi di un romanzo gotico, e che attraverso la vicenda emblematica di Schumann esplora i rapporti della civiltà europea con la morte e l'aldilà, con la religione e la scienza, e da ultimo con la musica, "corpo spirituale del mondo", suo pensiero in scorrimento. Il risultato è un romanzo che si legge con la voracità di Dracula o L'abbazia diNorthanger, una storia di fantasmi la cui scoperta più spaventosa è l'impossibilità di capire fino infondo l'altro.

Memorie di una interprete di guerra
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Rzevskaja, Elena - Di Sora, Daniela

Memorie di una interprete di guerra

Voland, 11/08/2015

Abstract: Mosca, ottobre 1941. Sono passati quattro mesi dall'attacco della Germania hitleriana all'URSS. Elena Rževskaja, ventiduenne, lascia la fabbrica di orologi dove lavora e si iscrive a un corso per interpreti militari. Inizia un'avventura che la porterà a diventare testimone attenta e partecipe della guerra, in un movimento continuo che attraverso cittadine e villaggi sconvolti dal conflitto la condurrà al fronte, e infine a Varsavia e a Berlino. Ed è qui, nel suo ruolo di interprete militare, che la giovane Elena si troverà nel maggio del '45 al centro della misteriosa vicenda del riconoscimento del corpo carbonizzato di Hitler, di cui Stalin non informa neanche il maresciallo Žukov, comandante dell'Armata Rossa che entra vittoriosa in Berlino. E a questo punto il libro da avvincente narrazione diventa anche un ineludibile documento storico che contribuisce a chiarire una delle vicende più oscure della Seconda guerra mondiale.Il libro è arricchito da un inserto fotografico con immagini d'epoca di proprietà dell'autrice

Musica dal profondo. Viaggio all'origine della storia e della cultura
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Grauer, Victor

Musica dal profondo. Viaggio all'origine della storia e della cultura

Codice Edizioni, 10/06/2015

Abstract: Negli ultimi anni discipline come l'antropologia e la genetica hanno percorso a ritroso la storia plurimillenaria di Homo sapiens, fino a rintracciare e portare allo scoperto le radici profonde della nostra civiltà, dall'origine del pensiero simbolico a quella del linguaggio. Finora, però, ad eccezione del lavoro di Steven Mithen, Alan Lomax e pochi altri, la grande assente in questo quadro storico è stata la musica, che pure è un elemento fondamentale della cultura dell'uomo. Victor Grauer colma questa lacuna. "Musica dal profondo" è a oggi uno degli studi più aggiornati e rigorosi di etnomusicologia, ma non solo; partendo dall'analisi delle tradizioni musicali di pigmei e boscimani (tracce ancora vive dei suoni prodotti dai nostri antenati centomila anni fa) è un libro capace di creare connessioni culturali profonde, e raccontare al lettore la Storia prima della storia. [BIO AUTORE]Victor Grauer è un compositore, musicologo e artista americano. Dopo gli studi in etnomusicologia e composizione, ha lavorato insieme ad Alan Lomax al celebre "Cantometrics", il più completo sistema di classificazione degli stili del canto popolare

Il mutuo ideale. Guida pratica alla scelta del mutuo più conveniente. Con aggiornamento online
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Tonalini, Paolo

Il mutuo ideale. Guida pratica alla scelta del mutuo più conveniente. Con aggiornamento online

Edizioni FAG, 28/10/2015

Abstract: Gli acquisti più importanti sono di solito finanziati, almeno in parte, dal credito bancario. Non sempre, però, è facile individuare il mutuo più adatto alle nostre esigenze, o confrontare le offerte dei diversi istituti di credito. Nei rapporti con la banca, chi richiede il mutuo può trovarsi in difficoltà, a partire dall'interpretazione dei contratti, di solito farciti di termini tecnici incomprensibili. Conoscere i propri diritti ci può aiutare a ottenere migliori condizioni. Anche sotto il profilo fiscale, è importante sapersi orientare per godere di tutte le agevolazioni sulle imposte.Questo manuale pratico intende fornire le informazioni necessarie per fare una scelta consapevole e gestire al meglio il rapporto con la banca, dalla richiesta iniziale alla stipula del contratto davanti al notaio, fino all'eventuale estinzione anticipata. Particolare attenzione è riservata alla portabilità del mutuo, che consente di ridurre l'importo della rata di un mutuo già in essere.

Né per fama, né per denaro. Consigli di scrittura e di vita
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Cechov, Anton

Né per fama, né per denaro. Consigli di scrittura e di vita

minimum fax, 29/10/2015

Abstract: Questo libro è un autorevole e appassionante concentrato di consigli di scrittura. Le sue pagine, tratte dagli epistolari di Anton Čechov, dai suoi diari di viaggio, dai suoi reportage e dalle sue inchieste, sono divise in due sezioni. La prima è un prontuario per il novello scrittore: dai suggerimenti pratici sulla gestione dei personaggi al ruolo dell'intellettuale nella società, dai trucchi per comporre un periodo al rapporto dell'autore con la verità; la seconda è un vero e proprio corso, teorico e pratico, su come fare un reportage: dai preparativi alla scrittura finale, passando per la fondamentale fase della ricerca.Una lettura preziosa per gli aspiranti scrittori ma anche per chiunque voglia scoprire i segreti di un mostro sacro della letteratura mondiale.

Nuotare con un elefante tenendo in braccio un gatto
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Ogawa, Yoko

Nuotare con un elefante tenendo in braccio un gatto

Il Saggiatore, 19/11/2015

Abstract: C'è un bambino nato con le labbra chiuse, a cui manca il silenzio del suo primo giorno di vita.Entrato in un deposito degli autobus, la sua attenzione è attirata da una vettura fuori servizio: è coperta di rampicanti, muschio, foglie morte; all'interno non ha sedili né corrimano, ma scrigniscolpiti con decorazioni arabescate, lampade liberty, posate d'argento, arazzi. Nell'autobus viveun uomo dalla carne debordante, appassionato di scacchi e pasticcere provetto, che al bambinodecide di trasmettere tutto il suo sapere: aperture, strategie, arrocchi e attacchi doppi. Ma soprattutto gli insegna a tracciare, mossa dopo mossa, magnifici disegni sulla scacchiera. Il posto del bambino però non è di fronte all'avversario: è sotto la scacchiera, da dove muove i pezzi senza vederli, solo ascoltandone il suono.Alla morte dell'uomo – sempre più grasso, e impossibilitato a scendere dall'autobus –, il bambino passa sotto la scacchiera intere giornate, finché non viene invitato a unirsi a un club prestigioso quanto segreto, il Circolo di scacchi sul fondo del mare, dove smettere di diventare grandi è doloroso come piegare il proprio corpo per entrare in un automa e muovere i pezzi attraverso i suoi arti meccanici. D'ora in poi lo chiameranno Little Alechin, dal nome del "poeta della scacchiera".Inno alla fanciullezza e all'innocenza, Nuotare con un elefante tenendo in braccio un gatto rivela ancora una volta l'immaginazione di Yoko Ogawa, qui declinata nelle tonalità soffuse di una favola, e la sua capacità di intessere trame di sogno – o, più spesso, di incubo – sull'ordito di una realtà contemporanea altrimenti fosca, indefinita: aloni morbidi di colore, verde, blu, bianco, illuminano così le profondità subacquee dell'adolescenza, con il loro non detto, il loro rimosso, i loro porti sepolti di segreti. Tornare alla luce significa morire, e forse un po' vivere.

Origine
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Strauss, Botho

Origine

Il Saggiatore, 28/09/2015

Abstract: Quando, agli inizi degli anni settanta, Botho Strauss si trova a fare i conti con la morte del padre, la prima reazione è: silenzio. Nel tempo scrive Origine, rispondendo a un'urgenza che, trasposta sulla pagina, ha la forma di un fluire di parole che mal sopporta di irreggimentarsi in una struttura sintattica – punti, virgole, periodi rivelano la loro nuda arbitrarietà davanti a un dolore inqualificato e inqualificabile. Scrive ma non pubblica: conserva invece il manoscritto, per quarant'anni lo modella perché i contorni, pur senza perdere la spigolosità scabra della prima stesura, assumano la nitidezza e guadagnino la sorvegliatezza che sono destinate a diventare, nel mondo letterario, le qualità più celebrate della sua prosa. Scrittore e drammaturgo fra i più importanti del secondo Novecento, nel confrontarsi con una perdita così oscena da non poter essere affrontata che per lampi, Botho Strauss rievoca dapprima i vestiti distinti del padre, l'attenzione scrupolosa alle buone maniere, la rispettabilità borghese dei rituali domestici, la disciplina divenuta da carattere intima essenza, la serietà nell'avvicinarsi al lavoro, tanto quello farmaceutico – che da sempre rappresentò la fonte di sostentamento della famiglia – quanto la scrittura, che Eduard Strauss con rigidità praticava guardando al grande vate della letteratura tedesca, Thomas Mann, come modello in cui specchiarsi. Solo in un secondo momento, e quasi per ribellione, l'indole si fa corpo: allora lo sguardo di Botho Strauss si posa sulle mani del padre, grandi, ferme, e le mani salgono a coprire un volto solcato da rughe, con l'occhio coperto da una benda – eredità della Prima guerra mondiale – che lo fa rassomigliare a Odino, incarnazione di uno spirito germanico che è solidità, fermezza, orgoglio. Lavoro quotidiano, fatica sopportata stoicamente. A queste mani, alla loro ruvidezza, al loro tremolio, Botho Strauss torna spesso: le tiene accanto, le stringe, trova in loro una sicurezza e una forza che gli sembrano aver lasciato il mondo. Se i corsi e i ricorsi della memoria imprimono a Origine un andamento ondivago e frammentario, memore di Virginia Woolf, è la lingua impiegata da Strauss a garantirne la coesione interna, e l'eccezionalità nel panorama contemporaneo: superando in un unico gesto artistico monologo teatrale e romanzo d'intreccio e aprendosi invece alla poesia, che sola può rappresentare "l'eruzione vulcanica del ricordo", Strauss contagia il lettore con la propria vita, senza fornire altro antidoto al vivere che il vivere stesso.

Pasolini in Villa Ada. Ediz. inglese
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Manacorda, Giorgio - Ciufoletti, Teresa

Pasolini in Villa Ada. Ediz. inglese

Voland, 21/10/2015

Abstract: While running peacefully in a park in Rome, the main character /author receives a call from another writer, Renzo Paris, saying that a previously unpublished letter by P.P.P. has been just front paged for the very first time on "la Repubblica". From the letter, the friendship between the two (Manacorda and Pasolini) emerges.An exhausting and comical dialogue starts, Paris trying to extort from his old friend memories and confessions concerning the relationship with the great poet from Friuli.Eventually – after a strenuous route of emancipation from the father figure of the master – an original portrayal of Pasolini will be unveiled.

Poesia e fotografia
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Bonnefoy, Yves - Cocco, Andrea - Prete, Antonio

Poesia e fotografia

O barra O, 12/06/2015

Abstract: In queste pagine, Yves Bonnefoy indaga gli effetti dell'introduzione del processo fotografico sulla società, e in particolare sulle opere e il pensiero degli artisti che per primi, spesso inconsciamente, ne subirono la fascinazione. E lo fa a partire da un'attenta rilettura di testi quali Igitur di Mallarmé e La notte di Maupassant.Come rileva Antonio Prete nell'introduzione, tutti i grandi temi che attraversano la scrittura di Bonnefoy, "l'assenza e la presenza, la parola e l'immagine, lo sguardo e il visibile, la singolarità irripetibile del vivente e il caso, l'istante e il fuggitivo", vengono qui dispiegati per far luce su un passaggio chiave nella formazione della sensibilità moderna e cogliere, attraverso la lente della poesia, i pericoli e le potenzialità insite nell'invenzione di Daguerre.