Trovati 16067 documenti.
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Viva la libertà / Toni Servillo ... [et al.] ; un film di Roberto Andò
Rai Cinema : 01 Distribution, 2013
Abstract: Il leader del principale partito d’opposizione, a pochi giorni dalle elezioni e con sondaggi che lo dipingono in caduta libera, sparisce e si rifugia in Francia da un'amica di gioventù, dove rivive anche la sua vera passione, quella per il cinema. Intanto, a Roma, il segretario dell’uomo politico scopre che esiste un gemello, filosofo e per lungo tempo ricoverato in clinica psichiatrica, che potrebbe sostituirlo per tranquillizzare gli animi.
Alexandros. [1], Il figlio del sogno / Valerio Massimo Manfredi
Corriere della Sera, 2013
I grandi romanzi storici ; 1
Abstract: Chi era il giovane re macedone che, nel IV secolo a.C., concepì il disegno della conquista del mondo intero per poi morire all'età di trentatre anni? Questo romanzo racconta di un uomo che fu considerato un dio dai suoi contemporanei, dei suoi sogni, delle passioni violente che lo consumarono fino a distruggerlo. suggerimenti, consigli per realizzare in modo semplice una gamma molto ricca di lavori, tutti di sicuro effetto e risultato. del mare di Barents, ricoperte da dieci piedi di ghiaccio, la grande caccia ha inizio...
Bohem Press Italia, 2013
Abstract: Un piccolo uccellino spicca il volo. Vola più in alto dei fiori nel campo, più in alto degli alberi nel bosco, più in alto delle montagne... Ma quando arriva la sera, dopo aver salutato l'amico Sole e augurato buonanotte alla Luna, torna al nido dalla sua famiglia.
Superior / sceneggiatura di Mark Millar ; disegni di Leinil Yu ; traduzione di Luigi Mutti ...
Modena : Panini comics, 2013
Abstract: Simon Pooni era un ragazzino come tanti, con un sacco di amici e un certo talento per il basket. La sclerosi multipla gli ha strappato tutto ciò che dava per scontato lasciandogli come valvole di sfogo solo i fumetti e il cinema. Ma adesso le cose stanno per cambiare perché Superior, il più grande supereroe del mondo, è entrato nella sua vita. Un'avventura completa firmata da Mark Millar, l'autore di Kick-Ass, Nemesis e Ultimates, e disegnata da Leinil Yu (Secret Invasion). Consigliato ad un pubblico adulto.
Baudelaire e l'esperienza dell'abisso / Benjamin Fondane ; traduzione e cura di Luca Orlandini
Aragno, 2013
Abstract: Baudelaire, come molti altri classici del canone occidentale, è stato oggetto di una mole ipertrofica di saggi critici, la maggior parte dei quali inconsistenti e privi di spunti davvero innovativi. Tra i pochi saggi critici che resistono al tempo, ci sono, invece, spesso, quelli nati al di fuori degli accademismi e delle mode contingenti. È il caso dell’affascinante monografia di Benjamin Fondane. il volume, in Italia come in Francia, suscitò un’eco piuttosto limitata. Eppure, a rileggere il libro oggi, si direbbe che molti critici, anche illustri, vi abbiano attinto a piene mani, senza però citarlo esplicitamente. “Se ci fossimo proposti lo studio del problema artistico in Baudelaire avremmo dovuto certamente soffermarci, da un lato, sull’analisi dettagliata della sua produzione poetica e, dall’altro, sulla sua produzione critica; avremmo affrontato indubbiamente il problema che il caso Baudelaire non smette di porre alla cultura. Ma non abbiamo a che fare con un problema culturale, e per quanto nato dal fatto culturale, e dal più complesso, non è un problema culturale quello che il pensiero di Baudelaire ci propone. Ma quali erano tesi di Fondane su Baudelaire? Distinguendosi drasticamente da quegli interpreti che avevano esaltato Baudelaire per la straordinaria consapevolezza critica e per la compostezza quasi classica di alcuni suoi componimenti, Fondane afferma che il poeta francese è, suo malgrado (come si sa, Baudelaire cercò sempre di ridimensionare l’importanza dell’ispirazione), un posseduto, un poeta ispirato, acceso da quell’entusiasmo di cui parlano i Dialoghi di Platone. La grandezza letteraria di Baudelaire non risiede quindi, secondo Fondane, in una poetica teorica, stabilita a priori, ma, all’opposto, in un’esperienza abissale, non riconducibile alla consapevolezza razionale: «al contrario di quello che aveva sempre sostenuto, la nuova estetica cui egli [Baudelaire] ci introduce è puramente sperimentale, a posteriori, è stata elaborata al di fuori di ogni procedimento e ogni legge». Il centro di tutto l’universo poetico di Baudelaire è, per l’appunto, l’esperienza pascaliana del Gouffre (l’Abisso), a cui è intitolata una celebre lirica dei Fiori del male, un’esperienza nella quale Fondane riconosce una forma singolarissima di religiosità. Tra i capitoli densi e ricchissimi di riferimenti filosofici e letterari, colpiscono particolarmente quelli in cui Baudelaire è messo a confronto con Kafka per il tema dell’Assurdo. In queste intense pagine Fondane svolge i temi essenziali della sua disincantata filosofia esistenziale: il Male, il Nulla, l’irrazionalità della storia e, appunto, l’assurdità dell’esistenza, che egli stava sperimentando sulla propria pelle, nella consapevole imminenza della sua tragica fine. Del resto, discorrendo di Baudelaire, Fondane parla anche, e soprattutto, di se stesso e questa sua opera estrema può senz’altro considerarsi il suo inquieto testamento spirituale. La ‘filosofia esistenziale’ di Fondane - che si distingue nettamente dall’Esistenzialismo, dall’ideologia dell’esistenza, sua estrema specializzazione e degradazione - riporta all’attualità quella domanda che Schiller avrebbe posto a noi all’alba del XIX secolo, nel suo Sulla poesia ingenua e sentimentale: qual è il modo d’essere dell’artista ingenuo nel mondo moderno sentimentale, filosofico? Fondane andava però oltre il 'poeta' e l’'artista, il fatto semplicemente artistico, per abbracciare l’intera natura umana.
I fiori del male : e altre poesie / Charles Baudelaire ; traduzione di Giovanni Raboni
Milano : Mondadori, 2013
Classici Chrysalide
Eugène Delacroix / Charles Baudelaire ; a cura di Marica Larocchi
Abscondita, 2013
Abstract: Delacroix è decisamente il pittore più originale del passato e dell'era moderna. È proprio così, che possiamo farci? Nessuno dei suoi amici, persino i più entusiasti, ha osato proclamarlo con la nostra impudica sincerità. Grazie alla giustizia tardiva del tempo che smorza rancori, stupefazioni e cattive volontà, togliendo lentamente di mezzo con la morte ogni ostacolo, oggi non ci troviamo più a vivere nell'epoca in cui gli artisti retrogradi si facevano il segno della croce al nome di Delacroix, nome che, del resto, costituiva un segno di riconoscimento per tutti i suoi oppositori, intelligenti e sciocchi. Quel tempo delizioso è ormai trascorso. Ma Delacroix verrà sempre contestato, almeno quanto basta ad aggiungere lampi alla sua aureola. Meglio così! Ha il diritto di restare sempre giovane; infatti, lui non ci ha ingannato, non ci ha mentito come hanno fatto certi idoli ingrati accolti nei nostri panteon. Delacroix non fa ancora parte dell'Accademia, pur troneggiandovi moralmente; ormai da molti anni ha già detto tutto, proprio tutto quello che è indispensabile per primeggiare - ne conveniamo; e - prodigiosa impresa di un genio sempre alla ricerca del nuovo - non gli rimane che progredire sulla retta via - là dove si è sempre mantenuto.