Trovati 855433 documenti.
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Il libro degli haiku dell'ufficio
BUR, 24/04/2018
Abstract: Le stampanti che s'inceppano, il capo che ti sta addosso, il collega pedante e quello che alle cinque e mezza del pomeriggio fa cadere la penna: la vita d'ufficio è un microcosmo con regole di sopravvivenza tutte sue, e anche se si cerca di affrontarla ogni giorno con spirito zen e collaborativo, il rischio di una crisi isterica è dietro l'angolo. Stefano Ciccolo ha ideato questa raccolta di haiku dell'ufficio come un esercizio catartico elegante e poetico (ma anche un po' incazzato) per evitare di sprofondare nella frustrazione più totale, e scaricare le scorie accumulate tra le nostre quotidiane scrivanie. Un libro esilarante e "poeticamente scorretto" per ridere degli assilli tragicomici che ci perseguitano ogni giorno.
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Imprevedibili istanti di felicità
Rizzoli, 24/04/2018
Abstract: Cosa fa di noi le persone che siamo? Quali sono le sensazioni, le emozioni che costituiscono l'impalcatura e la materia prima della nostra esistenza? Per Françoise Héritier esiste, in ciascuno di noi, un mondo prezioso da custodire e difendere: una zona di luce fatta di emozioni semplici e fugaci che accendono il nostro sguardo e ci tolgono il respiro, sorprendendoci di continuo. Lì è celata la bellezza delle piccole gioie quotidiane, che nei ricordi si confondono l'una con l'altra: un bel giro di valzer, la discussione con un professore, le caramelle al bergamotto di Nancy, l'offesa irreparabile di un amico, le grandi eroine di Almodóvar, una dichiarazione d'amore sotto la pioggia. Riprendendo il filo del Sale della vita, l'autrice torna a riflettere sull'essenza della vita, nelle sue insondabili e più imprevedibili declinazioni. Lo fa con l'ironia e la finezza dei grandi intellettuali, con la forza di chi ha vissuto la malattia, addentrandosi dove il buio è più fitto con i passi leggeri di chi ha capito quanto sia fragile, ma pervicace, la felicità.
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Rizzoli, 24/04/2018
Abstract: "Quando sono arrivato sull'isola, dopo tutti questi anni, pensavo che non sarei rimasto più di due o tre giorni. Ho preso una camera in un piccolo albergo del porto, accanto al terminal dei traghetti, sopra i negozi che affittano gli scooter e le biciclette ai turisti. Il tempo di verificare che non ci fosse più niente, che il passato fosse cancellato, che non provavo più nulla, il tempo di un ghigno o di un'alzata di spalle." Philip Kyo, scrittore, condannato anni prima per aver assistito a un crimine orribile, uno stupro, e non averlo denunciato, e June, una tredicenne incapace di dare un volto al padre che non ha mai conosciuto. Questi i protagonisti di Tempesta, due figure segnate da un dolore profondo e conficcato nel tempo, chiuse nella bolla dell'isola di Udo, nel mar del Giappone. Un incontro fortuito, quasi impensabile, che assumerà la forma di un confronto serrato, dapprima fatto di intuizioni e fantasie, poi fin troppo vero e penetrante. Al centro del secondo quadro di questa composizione c'è invece Rachel, un'adolescente arrivata a Parigi dal Ghana. Anche lei racconta una vita segnata in due da una "rivelazione": è figlia di uno stupro, figlia di una donna abbandonata, anche lei deve spiegare a se stessa la sofferenza che sente, e il come e il perché delle azioni che compie o si appresta a compiere. Le Clézio, a dieci anni dal Premio Nobel, costruisce un romanzo in novelle di una densità, linguistica e poetica, sorprendente; indaga le ferite dell'infanzia e il modo in cui ridisegnano il percorso delle nostre vite. Con uno stile delicato e chirurgico, ci affida due ritratti femminili intimisti e drammatici, pagine preziose della migliore letteratura francese.
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Rizzoli, 24/04/2018
Abstract: Ogni famiglia ha un quarto di sangue oscuro, si tramanda di generazione in generazione. Chi pure abbia trovato pace e serenità deve sapere che il quarto di sangue oscuro gli scorre nelle vene e basta poco perché torni a reclamare il diritto ereditario sulla sorte di ogni uomo. Ne è convinto il protagonista di questa storia, un cinquantenne livornese che, con la moglie, decide di ritirarsi in campagna per stare lontano da una società in cui non si ritrova più. D'altronde, quando ripercorre la vita dei suoi parenti favolosamente eccentrici, come il Cugino L., in piedi dietro al bancone del bar dalle sei del mattino fino a mezzanotte, a servire clienti con i quali non ha mai scambiato una parola perché "non aveva niente da dire", o il Cugino S., fuggito dal seminario per chiudersi in una stanza senza cibo né alcun tipo di conforto, ne è certo: la stranezza attraversa i rami dell'albero genealogico della sua famiglia. Non c'è da stupirsi, quindi, che a lui sia riservata la fine che sta facendo, in esilio, lontano da tutti. Simone Lenzi ci conduce nelle stanze intime della memoria, dove si celano i segreti dell'esistenza. Abile ritrattista di tipi umani, con colori accesi e sfumature intense scava nella quotidianità di tre generazioni, scardinando i paradigmi della letteratura contemporanea.
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Rizzoli, 08/05/2018
Abstract: Mia è sempre stata orgogliosa della sua memoria. Non c'è giorno, per quanto trascurabile, che lei non conosca nel dettaglio: ciò che mangia, ciò che indossa, ciò che sente, ogni cosa viene registrata e conservata con cura, come un'istantanea che resiste alla prova del tempo. Eppure nel suo passato c'è un grande vuoto, un'assenza che sfugge a ogni tentativo di ricostruzione: perché Mia, che ricorda tutto, ha dimenticato sua sorella Jill. Sa che c'è stata, e sa che a un certo punto è stata uccisa: il resto l'ha scordato, non saprebbe dire come. Jill è il grande tabù di cui non è consentito parlare. Per sfuggire al suo fantasma, la famiglia ha dovuto attraversare l'oceano e trasferirsi a Roma. Fino a quando, dopo anni, la polizia non contatta Mia per riaprire il caso. È così che i ricordi cominciano a riaffiorare: Jill con le labbra rosse e i capelli biondissimi, piena di ammiratori e di segreti, sorella amata e maledetta che qualcuno, in una sera d'estate, ha lasciato senza vita in un fosso. Mentre ripesca frammenti, lampi, ossessioni, Mia è costretta a chiedersi: era possibile prevederlo, prima che accadesse? Quanti segnali si nascondono nel buio della sua mente? E come rimediare, adesso, a questa assoluta mancanza? Attraverso la voce - cristallina e conturbante insieme - di una protagonista irresistibilmente ambigua, Francesca Bussi dà vita a un romanzo dalla fortissima tensione psicologica, che mostra il lato più oscuro e misterioso del legame tra due sorelle.
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La giovinezza è sopravvalutata
Rizzoli, 30/04/2018
Abstract: Tutto è iniziato il giorno in cui ho accompagnato mia madre a una visita da una nuova geriatra. In sala d'attesa la mamma si fa portare in bagno dalla badante. Un attimo dopo la geriatra apre la porta del suo studio, mi vede e mi fa: "Prego, s'accomodi". Sto per dirle: "Guardi, c'è un equivoco. Sono qui per mia madre" sennonché realizzo che i miei amici e i miei compagni di scuola è da quel dì che non sono più da considerarsi dei giovanotti Nella vita i pensieri più seri e profondi scaturiscono spesso da una sciocchezza. È accaduto anche a Paolo Hendel che, dopo questa buffa coincidenza, si è lasciato andare alla lunga riflessione sull'invecchiamento che ha ispirato questo libro. Una riflessione seria e profonda, oseremmo dire filosofica, e al tempo stesso ironica, lieve, a tratti esilarante, perché Hendel, di mestiere, ha sempre fatto ridere la gente. Paolo sostiene di essere arrivato a trent'anni senza aver combinato nulla di indimenticabile, per imparare solo nei decenni successivi a godersi le cose più belle e ritrovarsi ora, a più di sessanta, entusiasta ma prudente, non più schiavo delle tentazioni e insieme padre attempato più accanito alla PlayStation di sua figlia dodicenne. Ma invecchiare non vuol dire solo questo. Perciò, incuriosito dal tema, con l'aiuto di Marco Vicari, autore televisivo e teatrale, e con la supervisione della geriatra, Hendel ha sentito l'esigenza di approfondire tutti gli aspetti di questa fase della vita: dalla fatica nel lavoro (per come vanno le pensioni oggi, ormai nei cantieri i vecchietti guardano altri vecchietti all'opera!) agli esami clinici che non finiscono mai. Non si è fermato nemmeno di fronte ai temi più difficili come l'Alzheimer (quando il cervello manda in prescrizione le cazzate che hai fatto), la prostata, che purtroppo non è un cibo come la bottarga, o l'osteoporosi, spesso un regalo della menopausa. Ne è nato un libro che alterna ricordi, note di saggezza e consigli pratici (della geriatra), spaziando da Leopardi alle badanti, dai supernonni alle bufale in rete, dalle carceri al sesso. Tra lacrime e risate, un libro sul senso della vita.
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Piemme, 24/04/2018
Abstract: Le hanno chiesto spesso di raccontare la sua vita, e lei l'ha raccontata più e più volte, dall'inizio. Quello a cui erano interessati era proprio l'inizio, atroce. Nella sua lingua che è un miscuglio di lingue, lei gliel'ha raccontato, ed è così che le è tornata la memoria. Storia meravigliosa. È il titolo della piccola monografia sulla sua vita. Lei non l'ha mai letta. La sua vita, a loro raccontata. Ne è stata orgogliosa e se n'è vergognata. Ha temuto le reazioni ed è stata felice che la si amasse in virtù di quella storia, con le cose che ha avuto il coraggio di dire e quelle che ha taciuto, che gli altri non avrebbero voluto sentire, che non avrebbero capito. Una storia meravigliosa. Per questo racconto la memoria le è tornata, ma il suo nome, no, non l'ha mai ritrovato. Non ha mai saputo come si chiamava. Ma non è questo l'essenziale. Perché chi era da bambina, quando portava il nome che le aveva dato suo padre, non l'ha dimenticato. Serba ancora in sé, come un tributo all'infanzia, la bambina che è stata. Quella bambina che sarebbe dovuta morire in schiavitù è sopravvissuta, quella bambina era e continua a essere quel che nessuno è mai riuscito a portarle via. Dalla Francia arriva il caso editoriale e letterario dell'anno: vincitore del Prix du Roman Fnac e finalista ai principali premi francesi, in cima alle classifiche da più di un anno e in corso di traduzione in tutta Europa, un romanzo emozionante che racconta con straordinaria potenza la storia vera di Bakhita, schiava sudanese liberata nel 1889 in Italia, dove divenne suora, per essere beatificata e poi santificata nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II.
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Piemme, 24/04/2018
Abstract: L'ultimo agghiacciante capitolo della saga di Peter McBride. La testa riversa da un lato, appoggiata alla corda ben stretta intorno al collo, la bocca aperta, contorta nella smorfia di un dolore ormai svanito, le braccia distese lungo i fianchi, i piedi inguainati in eleganti scarpe firmate, sospesi da terra. Sul pavimento, poco distante dal corpo, un biglietto: "EFFETTO BREXIT. SUICIDIO DI UN BROKER". Proprio di fronte all'istallazione esposta in una galleria molto in voga della città, sfilano gli esponenti più celebri della comunità italiana a Londra. Diplomatici, imprenditori e aristocratici, presenti più per farsi vedere che per ammirare le opere. A pochi passi da lì, in un angolo nascosto, circondato da un capannello di curiosi, giace immobile un corpo, la gola squarciata da una ferita netta, gli abiti imbrattati di sangue. Apparentemente la più verosimile delle opere d'arte, in realtà si tratta del cadavere di uno degli invitati. Nel corso di pochi istanti tutto cambia, il panico si diffonde e l'elegantissima folla si trasforma in un unico organismo impazzito che per uscire da quel macabro luogo è disposta a tutto. L'indagine, affidata al detective Riddle, non è semplice: la vittima è uno dei più facoltosi e stimati imprenditori italiani espatriati a Londra, e le persone presenti alla serata, vicine a pezzi grossi della politica britannica, non amano che qualcuno si intrometta nelle loro vite. Saranno il detective McBride, ex ragazzo di strada poi riabilitato dalla polizia, e Alvaro Gerace, commissario bolognese, da anni sulle tracce di un serial killer, a collegare quella morte spettacolare a una serie di strane sparizioni di bambini che unisce Italia e Gran Bretagna.
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Rizzoli, 15/05/2018
Abstract: La scuola è finalmente finita! E ora si va verso Riccione! La crema solare, i locali sulla spiaggia, la musica e cantare a squarciagola fino all'alba, ma... Ops! Questa è un'altra storia! Per Evy, sguardo color nocciola, testa tra le nuvole e passione per la danza, lo scenario sarà ben diverso. Ad aspettarla, via da Milano e soprattutto a troppi chilometri dal mare, ci sono la nonna Lea, un concentrato di saggezza e crostate alla frutta, e Alice, vecchia amica dalla bellezza genuina, sempre convinta di non essere abbastanza. Tra i boschi Evy si imbatte in Chris, il lupo solitario che quando nessuno lo guarda ama tuffarsi nelle acque del lago, cristalline come i suoi occhi. Evy e Chris appartengono a due mondi diversissimi, ma hanno una cosa in comune: sono dei gran testardi, pronti a tutto per difendere i propri ideali. Lo scontro è assicurato e, come se non bastasse, in mezzo alla natura incontaminata non c'è spazio per la tecnologia. Esatto: nessuna connessione internet! Come sopravvivere a un'estate senza social? Senza poter chattare con gli inseparabili Leila e Jhonny, partiti per una vacanza da urlo? In vetta alla montagna dove ha trascorso l'infanzia, per la prima volta Evy alzerà gli occhi dallo smartphone: solo così troverà il coraggio di seguire il suo sogno, e scoprirà un panorama che non ha bisogno dei filtri di Instagram per essere perfetto.
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Sperling & Kupfer, 24/04/2018
Abstract: "Ogni impresa mi serve a trovare una me stessa più forte e a raggiungere obiettivi che sembravano impossibili." Ivana Di Martino, moglie, mamma di tre figli, corre da quando aveva 11 anni. Resistenza, impegno, sudore ma anche tanta energia e libertà mentale: ecco che cosa le regala la corsa. Poi Ivana scopre che il suo cuore ha dei problemi e deve essere operata. Dopo l'intervento ricomincia a correre, contro tutto e contro tutti, e dal 2013 decide di farlo a scopo benefico. Diventa famosa per le sue imprese impossibili e per la sua voglia di aiutare gli altri. Nel 2016 ha corso 909 chilometri in 13 giorni, da Milano a Bruxelles, per portare un messaggio speciale alla Commissione Europea, a favore dei bambini sotto la soglia di povertà, per conto del Banco Alimentare. Nel 2017 ha concluso il giro del Monte Bianco, con un dislivello di ottomila metri, in 83 ore (meno delle 90 preventivate). Un'impresa mai riuscita prima. Ma Ivana non è solo un' ultrarunner, è anche una donna che come molte ha perso occasioni, persone amate, opportunità e come tante si è sentita fragile e sola, delusa e sconfitta. Ma ogni volta si è ripresa la voglia di vivere facendo la cosa che ama di più, l'unica che la fa sentire libera, forte, invincibile: la corsa. Il suo è un racconto che unisce adrenalina a dolcezza, scenari mozzafiato a momenti di vita quotidiana, in cui la resilienza diventa il fattore vincente che aiuta chiunque a superare tutti gli ostacoli e a realizzare i propri sogni.
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Sperling & Kupfer, 24/04/2018
Abstract: Cosa significa per un bambino essere l'erede al trono? All'apparenza, godere di privilegi inarrivabili per i comuni mortali, ma in realtà, ieri come oggi, anche essere sottoposti a regole e modelli di comportamento che sembrano studiati apposta per creare dei disadattati in lotta col proprio destino. Ne sa qualcosa Carlo d'Inghilterra, il più longevo pretendente alla Corona, al quale il libro dedica un vivace e accurato ritratto: a tre anni ha già imparato a fare l'inchino alla bisnonna, la regina Mary, e a quattordici viene spedito in un collegio gelido e isolato dove subisce, insieme a una disciplina da caserma, anche le umiliazioni dei bulli con cui divide la camerata. E se oggi i suoi figli e nipoti godono di trattamenti molto meno severi, l'attenzione ossessiva dei mass media rende l'esistenza di tutti loro piuttosto scomoda. Spostandosi avanti e indietro nel tempo, infilandosi nelle residenze reali di tutta Europa, Antonio Caprarica registra con brio e gusto per i particolari gli aspetti più significativi e curiosi della vita e dell'educazione di giovani principi e principesse: infanzie dorate o complessate; disgrazie scolastiche di zucconi coronati; eccessi e debiti di giovani viziosi; amori borghesi che si scontrano con la ragion di Stato. Le stanze dei bambini diventano così un insolito punto di osservazione per scrivere un nuovo, originale capitolo della storia delle famiglie reali. E per indagare, attraverso le vite di famosi eredi - la regina Vittoria, Carlo e William d'Inghilterra, Vittorio Emanuele III di Savoia, Felipe di Spagna, Harald di Norvegia e altri ancora - il senso attuale di una istituzione che affida le sorti delle Nazioni a una lotteria genetica.
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Gli uomini sono le nuove donne. Il romanzo della pagina Facebook
Sperling & Kupfer, 17/04/2018
Abstract: Nella famiglia Carugati comandano le donne. Comandano perché sono in maggioranza e, fondamentalmente, perché è così che è andata, non è che lo volessero per davvero. Gloria, per esempio. Ha trentotto anni, è single, indipendente e ha un lavoro che le dà parecchie soddisfazioni. Gli uomini non le mancherebbero di certo, bella e di successo com'è. È solo che non ha nessuna voglia di impegnarsi seriamente, per lo meno finché sulla sua strada troverà soggetti come Ale, che dopo aver fatto l'amore si guardava allo specchio, nudo, chiedendosi se era ingrassato, e il giorno in cui aveva scoperto qualche pelo grigio tra le basette si era fatto prendere da un attacco di panico. Claudia, gemella di Gloria, invece un uomo ce l'ha: Vincenzo, un bravo ragazzo serio con cui sta felicemente da sei anni. E pazienza se in bagno ha più creme di lei, e se al distributore le fa fare benzina perché se no gli puzzano le mani. Alice, di loro tre, è la più piccola, diciotto anni, e sa bene cosa vuole: vuole Giacomo, detto "Jack", il più figo della scuola, quello a cui stanno dietro tutte. Altro che Ruben, che quando uscivano insieme passava più tempo a farsi selfie e postarli su Instagram che a guardarla. Jack, quando sarà il momento, se lo porterà al pranzo della domenica da nonna Teresa, che veda anche lei che i ragazzi di oggi non sono proprio tutti degli smidollati. Anche se un po' ha ragione, quando dice che le donne sono i nuovi uomini e viceversa. Ispirata all'omonima pagina Facebook GLI UOMONI SONO LE NUOVE DONNE, una storia che, con ironia e sensibilità, tratteggia le nuove dinamiche uomo-donna, dove non esistono più ruoli predefiniti e da entrambe le parti si fatica a ritrovare la giusta misura. Gli uomini sono le nuove donne è un collettivo di osservator* neutrali senza alcun merito, se non quello di aver dato un nome a ciò che era già sotto gli occhi di tutti, cioè che effettivamente "gli uomini sono le nuove donne". Il romanzo nasce dall'omonima pagina Facebook, aperta nel 2016 e diventata un fenomeno social di cui hanno già parlato giornali, radio e tv. Dentro ci siamo tutti noi, che con le nostre storie siamo protagonisti e testimoni delle nuove (comiche e tragicomiche) dinamiche tra i sessi. Facebook @uominisonolenuovedonne Instagram @uomininuovedonne
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Sperling & Kupfer, 17/04/2018
Abstract: Subito dopo Pearl Harbor, Roosevelt diede ordine di bombardare per rappresaglia il Giappone: un'impresa ritenuta impossibile, perché non esistevano basi americane abbastanza vicine per far decollare gli aerei. Finché il capitano di sottomarino Francis Low suggerì di usare le portaerei come punto di partenza. La mossa, del tutto imprevedibile, colse di sorpresa la contraerea nipponica che non oppose alcuna resistenza. Ingegneri e militari più esperti non avevano pensato a questa soluzione perché erano ancorati, come la maggior parte di noi, al pensiero analitico, che soppesa sistematicamente le possibilità in modo logico, scartando le più improbabili e quindi creative. Quando però si tratta di innovare, si deve ricorrere al pensiero flessibile, che affronta il problema in modo libero e originale, perché ignora il paradigma esistente e cerca approcci inusuali. Grazie a questa modalità, i creatori di Pokémon Go hanno rivoluzionato il mondo delle app, ribaltando la vecchia idea dei giochi online destinati solo ai sedentari. In questo libroLeonard Mlodinow, uno degli scienziati più curiosi e intraprendenti, spiega le radici ancestrali delle due modalità di ragionamento, racconta casi illuminanti e illustra quali doti coltivare (neofilia, immaginazione, pensiero integrativo e divergente) per alimentare nuove idee e passare dal pensiero analitico a quello flessibile. Perché in un contesto sempre più dinamico e veloce, solo un approccio fuori dagli schemi permette di essere sempre un passo avanti.
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Sperling & Kupfer, 17/04/2018
Abstract: "Perché l'amore non si poteva spiegare. Non si poteva dire. Non se si avevano dieci anni appena." Si può scrivere un romanzo sull'amore, sui suoi molteplici e irrazionali volti, senza trasformarlo in un banale romanzo d'amore? Si può ambientare una storia in una Sardegna del primo Novecento senza cadere in abusati cliché e ambientazioni già note? Anna Melis ci prova con questa sua terza opera, che dalla suggestiva rocca di Castelsardo e dalla festa di Lunissanti si origina e muove. E lo fa con maestria e pazienza, nodo dopo nodo, senza cercare mai di affrettare la posa delle sue parole. Lo fa con il suo incedere preciso, luminoso e avvolgente. Lo fa scavando nell'animo dei suoi personaggi, soprattutto quelli femminili, ascoltandone desideri e paure, intercettandone e disegnandone fantasie e ansie, con una sensibilità che va oltre la parola scritta. Il risultato è una trama fitta e convincente di emozioni e vicende, che nei personaggi di Ada e Lauretta (di cui il lettore non potrà mai più dimenticarsi) trova le sue creature più tormentate e belle. Cristian Mannu
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Mondadori, 24/04/2018
Abstract: "Scriveva come una donna, ma come una donna che si è dimenticata di essere donna; sicché le sue pagine erano piene di quella curiosa qualità sessuale che appare soltanto quando il sesso non è consapevole di se stesso." Così diceva Virginia Woolf in Una stanza tutta per sé. Così cerca di dire Annalisa Monfreda alle sue due figlie, durante una vacanza on the road tra sole donne.Strada facendo, tra esplorazioni nella natura e vagabondaggi urbani, l'autrice mette a punto una lista di lezioni che vorrebbe che le figlie imparassero nel loro cammino di crescita. Seguire i desideri e diffidare dei sogni. Prendersi cura della propria felicità prima di badare a quella degli altri. Coltivare l'ambizione, scoprendo che non è altro che ostinazione. E inseguire la bellezza, in sé e negli altri. "La bellezza non è perfezione, ma verità. Quello che le nostre figlie dovrebbero inseguire nello specchio, con o senza l'ausilio del make-up, non è la vicinanza o lontananza da un particolare modello, ma la messa in scena migliore della propria autenticità. Quando ci riescono, dico loro: 'Sei bellissima'. Ebbene sì, lo faccio. Perché alle bambine si dice 'bella' e ai maschietti 'bravo'? Io dico anche il resto. Ma quando vedo la bellezza-verità non riesco a non riconoscerla." Come se tu non fossi femmina è un libro che supera gli stereotipi di genere per offrirci una prospettiva nuova e illuminante sull'educazione delle figlie. Scritto come un Thelma & Louise familiare e tenerissimo, è un avvincente viaggio di formazione capace di rivelare il profondo significato di essere donna.
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Mondadori, 08/05/2018
Abstract: Spesso ci viene raccontata un'Italia bellissima, l'Italia dei grandi siti archeologici, delle innumerevoli città d'arte e delle terme monumentali. Un paese meraviglioso che, nei secoli passati, i figli dell'aristocrazia europea eleggevano a meta del loro Grand Tour, finendo invariabilmente per innamorarsene. Altre volte, invece, l'immagine più diffusa è quella di un'Italia sfigurata, che nel continente vanta il triste primato del più alto consumo di suolo, e dove l'inestimabile patrimonio naturale e culturale viene sfregiato, distrutto o svenduto.Qual è, dunque, il vero volto del nostro paese? Probabilmente né l'uno né l'altro, perché l'Italia è un incredibile mosaico, ricomposto così tante volte da renderne irriconoscibile il disegno originario, ma nel quale affiorano, in mezzo a centinaia di orrori, tessere di vivida bellezza, qualcuna ancora magicamente intatta.È alla scoperta di questi luoghi, ultime testimonianze di una natura incontaminata ormai in via di estinzione, che Mario Tozzi conduce il lettore, in un emozionante viaggio verso mete che, per la loro inaccessibilità alle auto, sono finora miracolosamente scampate all'assalto del turismo di massa. Dal ghiacciaio dell'Adamello alle Alpi liguri, dall'isola di Montecristo alle Eolie, passando per la Barbagia, l'Aspromonte e le faggete della Marsica, dove l'orso combatte la sua disperata lotta per la sopravvivenza, il percorso si snoda lungo i sentieri meno battuti, al ritmo lento e silenzioso dei passi, il solo che consenta di godere delle mille sfumature cromatiche di un bosco, di cogliere il fuggevole passaggio di un animale selvatico e di leggere la storia del territorio impressa nelle rocce.Ma intatti, per l'autore, sono anche quei luoghi in cui le opere dei suoi antichi abitanti hanno mantenuto l'originario splendore, resistendo al tempo e all'invadenza di una dissennata urbanizzazione: i Sassi di Matera e l'ingegnoso sistema di raccolta delle acque piovane, le camere dello scirocco, geniale esempio di climatizzazione ante litteram nelle viscere di Palermo, la spettacolare Napoli sotterranea, un grembo accogliente e sicuro nel quale tanti partenopei trovarono rifugio durante i bombardamenti aerei dell'ultima guerra, o lo stupefacente sottosuolo di Roma, 5000 chilometri di condotti fognari risalenti probabilmente agli Etruschi.Un'Italia "intatta", quindi, per il momento esiste ancora: imparare a conoscerla è l'unico modo non solo per riappropriarsene ma per sentire la responsabilità e il dovere di conservarla, in quanto traccia delle profonde radici di un'identità culturale e di una storia che sono il vero bene da lasciare in eredità alle generazioni future.
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Rizzoli, 30/04/2018
Abstract: La tolleranza è uno dei pilastri della vita civile ed è condizione necessaria della libertà, ma proprio per questo deve avere un limite: non è giusto, ed è molto pericoloso, essere tolleranti con coloro che vogliono privarci delle nostre libertà. Il rispetto delle credenze altrui non deve spingerci a rinnegare le nostre convinzioni. La consapevolezza dei problemi che l'Italia e il mondo devono affrontare non può indurci a essere catastrofisti, ma deve costringerci a combattere ogni giorno contro i professionisti della lagna. In questo pamphlet dissacrante e ottimista, Claudio Cerasa ci fornisce una carrellata di utili argomenti di discussione tratti dalla cronaca e dal dibattito politico-culturale, e prende di mira i pessimisti a oltranza, i protezionisti corporativi, i duri e puri per i quali tutto è bianco o nero (e non tengono conto della frase di Norman Mailer: "I fatti, signore, non sono niente senza le loro sfumature"), i rancorosi, i nostalgici del buon tempo andato che negano l'evidenza (oggi si vive meglio che in qualunque epoca passata), gli incompetenti orgogliosi di esserlo, i teorici della cospirazione, i nemici della scienza, la classe dirigente che si trasforma in classe digerente, gli ingenui (o i troppo furbi) per i quali ciò che è virale conta più di ciò che è reale e un algoritmo conta più della democrazia. Per resistere alla dittatura del politicamente corretto e alla democrazia dei creduloni, Cerasa scrive un libro innovativo che celebra azioni impopolari e ormai provocatorie: la rivoluzione del buonsenso e la necessaria ribellione contro i professionisti dello sfascio.
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Rizzoli, 08/05/2018
Abstract: "E com'è che il lontano passato è disseminato di personaggi mentre il presente è così addomesticato e piatto?"È un freddo giorno di gennaio quando J. Mendelssohn si sveglia nel suo appartamento dell'Upper East Side di Manhattan. Vecchio, fragile, affidato alle cure della badante caraibica, mentre aspetta che il riscaldamento entri in funzione, tra i clic e i clac delle condutture, la sua mente divaga: torna all'infanzia trascorsa in Lituania e a Dublino, al lavoro di giudice della Corte Suprema, all'amata moglie Eileen. Qualche ora dopo, Mendelssohn esce di casa per un fatale pranzo con il figlio - intanto, la neve scende copiosa sulle strade, a immobilizzare e innervosire la città. Racconto che gioca con ricordi, allusioni, omissioni e indizi disseminati, Tredici modi di guardare è un flusso di coscienza magmatico cui fa da contrappunto il pragmatismo necessario per risolvere un delitto.In Che ore sono adesso, lì da te?, vero e proprio viaggio dentro la mente dello scrittore, una soldatessa di stanza in Afghanistan fa una telefonata a casa la notte di Capodanno. Seguiamo poi la madre sola di Sh'khol, costretta ad affrontare l'indicibile quando suo figlio scompare in mare dopo una nuotata vicino a casa. Infine, in Trattato, il testo che chiude la raccolta, un'anziana suora sudamericana scopre per caso, una sera davanti alla tv, che l'uomo che decenni prima l'ha torturata è ancora vivo e fa il politico.Ecco un libro tanto sottile quanto denso e sorprendente che contiene, distillato, tutto il limpido talento di McCann, qui più che mai abile nell'immaginare immensità anche negli angoli più angusti delle nostre vite.
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Mondadori, 30/04/2018
Abstract: Ann e Wade sono sposati da otto anni. Lei adesso ne ha trentotto e Wade cinquanta. Ann ha imparato a stare accanto a quell'uomo gentile ma inaccessibile come il paesaggio freddo dell'Idaho del Nord dove vivono, uno spazio aperto fatto di grandi montagne scavate dall'acqua che scende dai ghiacciai, foreste d'abeti bianchi e pomeriggi freddi che spingono a rimanere in casa a coprire le pigne di burro d'arachidi e becchime per poi appenderle ai rami degli alberi per i fringuelli.Wade ha smesso di parlare a Ann del suo passato, della scomparsa delle sue figlie, quando ha visto che lei ci si aggrappava, e ha sperato che semplicemente se ne scordasse. Ma Ann non se ne è scordata, e ora che la malattia sta erodendo la memoria di Wade e gli fa commettere gesti strani e brutali, Ann ha deciso che è la sua ultima occasione per cercare di capire cos'è successo nella vita di suo marito prima di lei, cos'è successo a Jenny, sua ex moglie, e alle loro figlie, May e June. Cos'è accaduto in quel terribile pomeriggio di cui nessuno vuole parlare? Dov'è adesso June?Tassello dopo tassello, Emily Ruskovich ricostruisce un mondo pieno di segreti, indissolubilmente legato alla durezza del paesaggio, ai misteri dei boschi e dei laghi, a una natura indomabile. La sua scrittura ha l'abbagliante vividezza dei luoghi che racconta, e insieme la cura e la grazia di un talento dallo sguardo sicuro. La compassione e l'amore che attraversano queste pagine sono gli stessi che tengono insieme Ann e Wade. E permettono alle loro vite di non perdersi in quei giorni di fine inverno quando ancora il buio scende presto sulle montagne e il filo fragile che unisce due vite rischia di spezzarsi.
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Il catalogo delle donne valorose
Mondadori, 08/05/2018
Abstract: "È facile per una donna essere valorosa. Il salto mortale per tentare di mettere insieme casa, lavoro (sempre se si riesce a trovarne uno), magari figli e cure sparse a parenti vari... già dovrebbe far scattare una decorazione al merito. Il piccolo inconveniente da secoli è che non c'è nessun podio o inno pronto ad accogliere queste vincitrici, né tantomeno una medaglia da appuntar loro al petto. È un annoso argomento che studiose molto più autorevoli di me hanno già posto all'attenzione mondiale: per semplificare la pratica potremmo dire che, mentre l'Uomo Invisibile è diventato una star cinematografica, le donne spesso sono invisibili e rimangono tali. Eppure le esponenti di quella che una volta veniva chiamata 'l'altra metà del cielo' hanno fatto la storia, contribuendo all'evoluzione dell'umanità in tutti i campi possibili: dall'arte alla letteratura, dalla scienza alla politica, non trascurando la cibernetica e la fisica quantistica; ma per uno strano sortilegio raramente vengono ricordate, con difficoltà appaiono nei libri di storia e tantomeno sono riconosciute come maestre e pioniere: in sintesi, si fa fatica a intestar loro persino una strada periferica."Partendo da questa amara ma indiscutibile premessa, Serena Dandini decide di raccontare le vite di trentaquattro donne, intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese ma forti e generose, sempre pronte a lottare per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili.Così, una accanto all'altra, introdotte dai meravigliosi collages di Andrea Pistacchi, scorrono le vite di Ilaria Alpi, la giornalista uccisa mentre indagava su scomode verità, Kathrine Switzer, la prima donna a correre la maratona di Boston, Ipazia, che nel IV secolo, contro i divieti ecclesiastici, osò scrutare il cielo per rivelare il movimento dei pianeti, Olympe de Gouges, autrice nel 1791 della rivoluzionaria Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, fino a Betty Boop che, pur essendo solo una donnina di carta, ha dovuto comunque subire una censura per via della propria esuberanza.In attesa di un riconoscimento ufficiale con tanto di busti marmorei e lapidi a eterna memoria, l'autrice ha affiancato alle protagoniste del suo libro altrettante rose che lungimiranti vivaisti hanno creato per queste donne valorose."Questo catalogo non ha la pretesa enciclopedica di fare giustizia dell'amnesia collettiva che ha privato la storia di una parte essenziale del suo albero genealogico, ma vuol solo farvi 'assaggiare' quell'epopea sommersa. Se il mondo dei 'padri' illustri ha fatto cilecca in molti campi, per fortuna abbiamo ancora un terreno inesplorato di 'madri' eccellenti e autorevoli a cui rivolgerci con un nuovo entusiasmo - cattive maestre comprese, che non guastano mai in una corretta educazione." Una delle scrittrici più importanti e amate d'Italia scrive un libro appassionante e necessario, restituendo ai lettori le vite di donne formidabili, per alimentarne la memoria e perché possano essere di esempio per le nuove generazioni.