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Montagne a bassa definizione. Gli Appennini tra crisi di identità e cambiamento
Donzelli Editore, 31/03/2025
Abstract: Ripensare la dorsale appenninica in favore di nuovi modi di intendere e praticare, dunque abitare, le varie sfaccettature di una irriducibile montanità.La dorsale appenninica è la catena orografica più grande del paese, con un'estensione superiore all'Ungheria, al Portogallo o all'Austria. Nonostante la sua ingombrante presenza, per i più rimane un rilievo minore, perennemente in bilico tra il "non-ancora Alpi" e la montagna di serie B. La bassa altitudine, le cime "arrotondate", la frammentazione in valli e altipiani, la relativa facilità d'accesso e i morbidi versanti boscosi l'allontanano dall'idea universale di montagna, tradizionalmente identificata nella cultura occidentale con la catena alpina. Ciò accade perché gli Appennini, prima di essere una regione geografica, sono luoghi della mente, sui quali proiettiamo qualità e caratteristiche maturate all'interno della cultura collettiva. Se da una prospettiva realistica gli Appennini esistono indipendentemente dalla percezione umana, come rilievi orografici, tutt'altra storia è se li esaminassimo a partire dalla costruzione culturale che ne ha fatto la società, chi li vive, li studia, li racconta e li progetta. L'appenninicità viene descritta attraverso una rete di narrazioni, distorsioni e reinvenzioni che, giocoforza, contribuiscono all'invenzione di una geografia dal duplice volto in cui la dimensione romantico-consumistica, tendenzialmente edulcorata e depurata da fratture e fragilità, convive con quella meno incoraggiante dell'internità, costruita sulle diseguaglianze e sulle minori opportunità che le popolazioni montane sperimentano rispetto a quelle cittadine. Questo libro offre una rilettura dell'ambiente appenninico, o meglio, un'indagine sul suo stato di montanità. Propone spunti concettuali per decostruire e ricostruire l'entità geografica alla luce della contemporaneità, affinché le venga riconosciuto quel diritto ad essere considerata montagna senza dover ricorrere necessariamente a un termine di paragone.
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L'antifascismo. Una tradizione generativa (1945-2025)
Donzelli Editore, 31/03/2025
Abstract: "È possibile pensare un antifascismo che non sia solo un residuo nostalgico del passato, destinato ad ammutolirsi davanti alle grandi questioni del presente e all'orizzonte mentale delle giovani generazioni? L'antifascismo va inteso come una promessa di liberazione arricchitasi – in modo generativo – di sempre nuove sfaccettature, ma con un nocciolo invariante: allargare la democrazia, farla vivere nella vita reale delle persone, trasformare i rapporti di potere, parlare a chi sta ai margini".La Festa della Liberazione dal nazifascismo, di cui nel 2025 si celebrano gli ottant'anni, ha sempre diviso gli italiani poiché sancisce l'epilogo di una dittatura ventennale e di una lacerante guerra civile. I conflitti che costantemente l'accompagnano dimostrano la persistenza e la periodica riapertura di quelle ferite: noi ci sentiamo ancora eredi di quel passaggio storico e continuiamo a interrogarci su di esso. Ma cosa ne è oggi dell'antifascismo, nell'Italia con il Parlamento e il governo più a destra della storia repubblicana? Andrea Rapini prova a rispondere a questa domanda affrontando un viaggio nel passato alla ricerca del nucleo profondo che ha reso l'antifascismo vitale, capace di trasmettersi nel tempo, di incontrare nuove generazioni e nuove questioni politiche. Fin dai primi anni quaranta, gli antifascisti compresero che per sconfiggere il fascismo occorreva contrapporre al regime di Mus solini un programma attivo di trasformazione della società, della politica e delle forme di vita. Il loro obiettivo, dunque, era generare una democrazia di massa che programmaticamente abbattesse non solo le ingiustizie e le disuguaglianze del presente, ma anche i nuovi volti dell'oppressione che si sarebbero presentati nel futuro. Questa tensione si rivela fondamentale ancora oggi. In un frangente epocale in cui l'ordine internazionale fondato dopo la sconfitta del nazifascismo sta andando in frantumi, la guerra torna minacciosa e la democrazia si sfibra di giorno in giorno, abbiamo bisogno di riscoprire quel nucleo vitale e di adattarlo alle sfide del mondo globale. Il libro mostra che la riappropriazione dell'eredità dell'antifascismo è già in corso, benché le istituzioni si ostinino a proclamarne la morte.
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Fuori dal coro. Cultura pop femminile e mutamento sociale nell'Italia del dopoguerra
Donzelli Editore, 31/03/2025
Abstract: "La cultura pop è stata un potente vettore di emancipazione delle donne: per ogni cantautore col marchio controllato e garantito di musica impegnata c'erano una Caterina Caselli, una Mina e una Patty Pravo che portavano avanti il lavoro pesante del cambiamento culturale dal basso".La rivoluzione femminista che ha attraversato la società italiana nella seconda metà del Novecento non è passata solo dalle piazze e dalle assemblee. La cultura pop – sostiene Elizabeth Leake – ha avuto un ruolo fondamentale nel generare il cambiamento: prodotti culturali considerati di puro intrattenimento, che non veicolavano messaggi dichiaratamente politici, grazie alla loro popolarità erano capaci di incidere sulle abitudini individuali perfino più di quanto non lo fossero operazioni culturali esplicitamente rivoluzionarie. Se nel dopoguerra Nilla Pizzi cantava ancora dal palco di Sanremo melodie nostalgiche e legate a modelli femminili tradizionali, nel giro di poco più di un decennio iniziò a scaldarsi la voce una generazione di cantanti che rivendicava per le donne un ruolo da protagoniste, nella vita privata e nella società. Un percorso di emancipazione non lineare, spesso fatto di paradigmi concorrenti che si contendevano lo stesso pubblico: da un lato la femminilità rassicurante di Gigliola Cinquetti, dall'altro l'esuberanza di Mina, l'adolescenza dirompente di Rita Pavone, o la sessualità ambigua di Patty Pravo e Ornella Vanoni. La cultura popolare rifletteva i cambiamenti in atto nella società, ma allo stesso tempo li promuoveva, rendendoli possibili. Era una forma di attivismo dal basso, che agiva sul piano del quotidiano e dell'informale, dando come assodati aspetti che la società ancora faticava ad accettare. Nelle canzoni, nei film e nei libri venivano presentate come realtà l'esistenza del desiderio femminile, l'indipendenza delle donne e la necessità della parità dei diritti. In questo senso, il pop ha contribuito al riconoscimento delle donne come soggetti politici, dando forza e peso alle cause che venivano portate avanti, in forme diverse, dai collettivi femministi e dai gruppi di autocoscienza. Dalle canzonette agli schiamazzi degli Urlatori, dai musicarelli alle commedie all'italiana, dai libri di Dacia Maraini a Porci con le ali, Leake propone una storia inedita del femminismo italiano, che mostra come la cultura di massa possa essere politica, anche quando ne è inconsapevole.
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Non facciamo del bene. Inchiesta sul lavoro sociale tra agire politico e funzione pubblica
Donzelli Editore, 31/03/2025
Abstract: Il mondo del lavoro e dell'impresa sociale oltre i luoghi comuni e le visioni di comodo. Un appello appassionato perché una professione, troppo spesso confusa con una missione, ritrovi la dimensione che deve avere: quella politica.Trecento lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali vengono licenziati dall'Azienda sanitaria di Napoli dopo trent'anni di servizi essenziali nel campo delle tossicodipendenze, della cura degli anziani e delle malattie croniche, in quella che è stata a lungo una virtuosa integrazione tra pubblico e privato sociale. Questi lavoratori, come tanti altri, sono coloro che, nella sempre più carente offerta di servizi sanitari pubblici e nel rafforzamento del privato, dovrebbero essere il modello. Sanità, assistenza, scuola, accoglienza ai migranti sono solo alcuni dei settori in cui lo Stato perde terreno e trova nell'impresa sociale una stampella essenziale ma non sufficientemente riconosciuta. Senza questi lavoratori in molti casi alcuni diritti non sarebbero garantiti. Questo libro nasce dall'incontro tra l'operatore sociale che ha attraversato decenni di vita pubblica e la giornalista impegnata, abituata a inquadrare i fenomeni spogliandoli della retorica e della propaganda, a scarnificarli per farne emergere l'essenza, spesso con tutto il suo carico di violenza. Molti osservano questo scenario da bordo campo, ma qualcuno è sul campo, sempre più un campo di battaglia. C'è chi fa, ogni giorno: operatori e operatrici sociali che insieme alle loro cooperative sociali e ai loro enti stanno all'intersezione tra le situazioni reali, con le loro inimmaginabili complessità, e le pessime politiche che avrebbero la pretesa di governarle. C'è un triste dato di partenza. Smarriti nella sostanziale continuità di governi sempre più staccati dalla realtà su cui dovrebbero incidere, gli operatori sociali hanno spesso perso la consapevolezza del proprio agire. Chiunque abbia sfogliato un giornale nell'ultimo ventennio conosce derive che hanno indignato: cooperative piegate alla logica del profitto nel trattamento inumano di migranti, carcerati, marginali. I finti buoni che si arricchiscono sulla pelle di chi sta male: esiste forse un discorso più efficace da offrire in pasto a un'opinione pubblica livida per confondere le acque e sbagliare le diagnosi e i rimedi? Questo libro scomodo, invece, pur senza fare sconti o nascondere quello che non va, entra nel mondo del lavoro sociale per evidenziare come possa rappresentare una risorsa preziosa a patto che recuperi la propria natura originaria: le operatrici e gli operatori sociali non devono essere visti come curatori fallimentari dell'esistente, ma come costruttori di politiche che abbiano al centro le persone, i luoghi, le comunità.
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Feltrinelli Editore, 01/04/2025
Abstract: Nino, giovane panettiere siciliano, viene catturato dopo l'8 settembre. Dell'armistizio non ha capito granché, credeva che i tedeschi lo rispedissero a casa dalla sua famiglia, nelle Madonie, invece quel treno lo ha portato in un campo di prigionia oltre le Alpi, a patire fame, freddo e paura.Nino è un IMI, un internato militare, senza nemmeno i diritti di un prigioniero. Qualche conforto gli viene dall'amicizia con Lorenzo, un giovane toscano spigliato, che con lui lavora nelle cucine governate dal Piemontese, un gigantesco macellaio. Insieme, i tre colgono l'occasione dello scompiglio per i festeggiamenti di capodanno del '44 per fuggire. Ma fuori il freddo, la fame e la paura non mordono meno: orientarsi non è semplice, trovare cibo e riparo è un'impresa, e la gente è terrorizzata e feroce. La Sicilia sembra irraggiungibile e Nino lascia sul terreno, chilometro dopo chilometro, innocenza e giovinezza.Eppure, a sorreggerlo nel suo interminabile viaggio attraverso i territori occupati dai nazisti, dove combattono le bande partigiane e continuano i bombardamenti, e poi nella devastazione di un Sud martoriato dall'avanzata degli Alleati, c'è il ricordo della bellezza, il calore degli affetti. Mentre si nutre con le lumache rosse che emergono dal terreno dopo la pioggia, emergono anche le sue memorie: la festa del Santo a Ferragosto, il profumo di burro e vaniglia dei biscotti preparati dal padre, il sapore dei babbaluci in umido, l'emozione della Targa Florio, la celebre corsa automobilistica. E il calore dei baci di Maria Assunta che, forse, lo sta ancora aspettando e che lui desidera riabbracciare a ogni costo.Ispirato a una storia familiare, La strada giovane è il primo romanzo di Antonio Albanese, che rivela un talento per la narrazione tesa, a tratti drammatica, venata di tenerezza. Nino è un protagonista struggente e vero, di cui è impossibile non innamorarsi.Addentandolo, Nino non riuscì più a trattenere il pianto, perché quello, per quanto secco, era pane vero, il primo che mangiava da settimane, da mesi, da prima di finire internato. Non sapeva ancora di casa, quel pane, ma almeno non sapeva di cenere.
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Feltrinelli Editore, 01/04/2025
Abstract: Commedia tra le più esuberanti di Evelyn Waugh, Scoop è una satira deliziosamente irriverente sul mondo di Fleet Street, per gran parte del Novecento centro nevralgico del giornalismo londinese, dove ogni giorno si rincorrevano le notizie. I tempi e le sedi dei colossi dell'informazione sono cambiati, ma quanto alle notizie c'è una cosa che è rimasta invariata: poco importa se non sono esattamente vere; basta che siano appetibili. Lord Copper, magnate della stampa e proprietario del "Daily Beast", si è sempre vantato del suo intuito nello scovare giornalisti di razza, ma questo non vuol dire che non abbia commesso qualche errore di valutazione in passato, e che magari, preso da un momento di debolezza, non possa compierne di nuovi. Basandosi su una soffiata ricevuta a una cena, Copper si convince che non c'è miglior candidato di John Boot per ricoprire il ruolo di inviato speciale per seguire una succulenta guerra nella repubblica africana immaginaria di Ismaelia. Peccato che, per un errore, al suo posto venga reclutato William Boot, timido e impacciato gentiluomo di campagna che per il "Daily Beast" cura la rubrica "Luoghi lussureggianti" e per il quale l'incarico potrebbe rivelarsi fatale. In questa personale odissea, William si troverà costretto a portare, svogliatamente e quasi per caso, un incredibile scoop al suo capo. Basandosi sulle proprie esperienze come inviato speciale durante la guerra in Abissinia, Waugh indaga con la leggerezza della beffa il barbaro mercato delle notizie a qualunque costo."Lei deve ancora imparare molte cose sul giornalismo. Mettiamola così. Le notizie sono quella cosa che un tale che non si interessa granché di nulla vuole leggere. Ed è notizia fintanto che lui la legge. Poi è morta. Noi siamo pagati per fornire notizie. Se qualcun altro ha mandato un dispaccio prima di noi, la nostra storia non fa notizia.""L'unica cosa da dire su Scoop è che è divertente da matti e che tutti dovrebbero averne una copia."The New York Times
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Cronache di un mondo in movimento
Gramma Feltrinelli, 01/04/2025
Abstract: Viviamo in un'epoca in cui una persona su sette ha lasciato il luogo nel quale è nata, un'epoca in cui, del miliardo di migranti che si calcola vivano sul pianeta, un quarto ha varcato confini segnati non soltanto dalla geografia e dai capricci della geopolitica, ma dai legami di razza, religione, classe e genere che plasmano le comunità umane da tempo immemorabile, spesso in modo fatale. Il sentimento sempre più diffuso in ogni angolo del pianeta è quello di vivere in un mondo del tutto scardinato, in "una mappa di lacerazioni". Cronache di un mondo in movimento è il ritratto della condizione umana in un'epoca simile. Nelle sue pagine, le cause dello sconvolgimento presente – i mutamenti climatici, le guerre, l'oppressione sociale – sono restituite nella loro cruda e drammatica realtà, così come i loro devastanti effetti, innanzitutto la perdita di usi e costumi secolari e la loro esile sopravvivenza nella sfera della memoria.Attraverso undici reportage di grande forza letteraria, Anna Badkhen, tuttavia, non descrive soltanto la disperazione e lo straniamento che "il mondo in movimento" di una migrazione epocale senza precedenti produce, ma anche i legami, le inaspettate fratellanze, le nuove comunità che la "mappa delle lacerazioni" ricompone in nome della comune appartenenza al genere umano.Dalla Great Rift Valley in Etiopia, il luogo d'origine dell'umanità presente, dove 160.000 anni fa si ebbe la prima grande dispersione, alle attuali zone di guerra, dalle metropoli occidentali segnate da violenza e razzismo alle terre devastate dalle catastrofi climatiche e dalle carestie, Cronache di un mondo in movimento di Anna Badkhen illumina il deserto della nostra condizione attuale, in cui ci sentiamo frammentati, confusi dalla vicinanza con l'Altro sconosciuto e inaspettato, e mostra, insieme, come nel mondo nuovo che avanza alle spese del vecchio vi siano già i semi di una ritrovata umanità futura."Che cos'è un luogo? Un ricordo della nostra presenza, un ricordo della nostra assenza. Una separazione li divide. A volte prende la forma di una montagna di sabbia che inghiotte un villaggio. A volte è un viaggio, un'egira, un Hajj. A cosa serve un viaggio? A ricordare, a dimenticare.""Non vi è forse cronista della nostra condizione collettiva più stupefacente e sensibile di Anna Badkhen. Una scrittrice il cui lavoro è al tempo stesso di urgente attualità, profondo e bello."Imani Perry"Abbiamo piantato bandiere e disegnato mappe, ma − come Badkhen dimostra brillantemente − le sfide del XXI secolo (clima, economia, epidemie) potrebbero costringerci a riconsiderare le nostre conclusioni." Tope Folarin, Vulture"Badkhen si tiene in equilibrio sul precipizio che divide la paura dalla speranza, riscoprendo la saggezza che si trova nelle sabbie mutevoli del Sahara e nelle leggiadre danze degli uccelli." Jori Lewis, Orion"Un libro di inoppugnabile verità." Leila Fadel, NPRTraduzione dall'inglese di Gioia Guerzoni
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Una passeggiata con Mr. Gladstone
Adelphi, 01/04/2025
Abstract: In Inghilterra tutti conoscevano lo zelo con cui William Gladstone – quattro volte primo ministro tra il 1868 e il 1894 – adempiva alla pia missione di redimere le prostitute. Trasformato in solerte passeggiatore, le adescava sui marciapiedi e le conduceva negli "asili" allestiti dalla moglie (la bellissima Catherine Glynne, madre dei suoi otto figli), che si occupava poi del loro riscatto secolare e ultraterreno.Un simile spunto non poteva sfuggire all'occhio ilare e malizioso di Roy Lewis, che qui escogita un incontro peripatetico fra Gladstone e l'autore di una scandalosa autobiografia vittoriana, "La mia vita segreta", pubblicata con lo pseudonimo di Walter. Attraverso di lui, Gladstone conosce Cora Pearl, celebre cortigiana e amante di Napoleone III, una delle "grandes horizontales" alle quali Zola si ispirò nello scrivere "Nana". Ma che accadrà nel loro colloquio notturno in un albergo vicino a Victoria Station? Candore e carnalità, vangelo e "pochade" si danno convegno insieme a loro, per giungere a un'intesa che sarà delizioso scoprire."Una passeggiata con Mr Gladstone" è stato pubblicato per la prima volta nel 1991.
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Dove comincia l'uomo. Ibridi e migranti: una breve storia dell'avventura umana
Solferino, 01/04/2025
Abstract: La nostra specie è solo l'ultimo ramoscello di un albero intricato di forme che si sono succedute e hanno convissuto negli ultimi sei milioni di anni. Ma quaranta millenni fa sulla Terra ancora coabitavano almeno cinque specie umane differenti, e con almeno due di queste Homo sapiens ha interagito e si è ibridato. Ma perché tutte queste specie umane in circolazione? Ciascuna era la discendente di una delle tante migrazioni di forme del genere Homo fuori dall'Africa.E va ricordato che tra 900 e 800.000 anni fa abbiamo rischiato anche di estinguerci quando un drammatico cambiamento climatico ridusse le popolazioni umane di più del 98%.Perché siamo rimasti, allora, l'unica specie umana sul pianeta? Due tra i migliori scrittori di scienza italiani, un evoluzionista e un medico, fanno il punto sulle scoperte che negli ultimi anni hanno profondamente cambiato quello che pensavamo di conoscere su di noi e raccontano la storia accidentata e imprevedibile di una specie cosciente e invadente che, forse per prima, si è interrogata sul senso del mondo. Capire l'unicità di Homo (non la sua superiorità) ci aiuta a leggere meglio anche le tendenze evolutive in atto, le sfide della salute e dell'ambiente, gli scenari futuri.
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SEM, 01/04/2025
Abstract: Le donne di questo libro sono quelle per cui la guerra non è mai finita. Complicate, ferite, tenere o rabbiose, vogliono evadere a ogni costo dalla prigione che lo sguardo maschile disegna intorno a loro. Massimo Carlotto riempie di storie e parole il silenzio che ammanta il conflitto tra uomini che odiano le donne e donne che si difendono dagli uomini. L'inventore di personaggi indimenticabili come Marco Buratti detto l'Alligatore e Giorgio Pellegrini, l'Arcibastardo del noir, ribalta il punto di vista e illumina a modo suo quel femminile mai davvero compreso, su cui da sempre si esercita il dominio di genere. I racconti, in parte editi e in parte inediti, di Danzate su di me compongono un blues spezzato, suonano la sinfonia in quattro tempi di una femminilità non soggiogata, sconfitta ma non vinta, sempre e comunque a caccia di una via d'uscita, ribelle ai ruoli imposti di madre e moglie, e anche di dark lady o femme fatale. Quattro protagoniste deluse e avvelenate tirano le somme. Ed è nel tempo dei bilanci che vengono colte di sorpresa dalla penna del loro autore. C'è la cassiera del supermercato che per sedici anni ha custodito un amore segreto con un musicista di successo. Tutto finisce quando un incidente stradale cancella quei rari momenti di felicità rubata: il lutto degli amanti è un dolore senza conforto. E c'è una madre di famiglia che sfiorisce come la periferia di Torino dopo il tramonto dei miti della grande città industriale. Ha perso la sicurezza del reddito insieme alla promessa di un futuro tranquillo. Ora insegue un riscatto ingannevole nel rancore che riserva ai più sfortunati di lei e nei desideri di rivalsa che proietta sulla figlia. Gaia crede di avere la situazione sotto controllo e invece ha un marito che sta per lasciarla. Lei, però, non lo accetta ed è pronta a tutto pur di preservare le finzioni di un matrimonio borghese. Lise ha fatto la croupier sulle navi da crociera, per poi dilapidare una fortuna con i derivati della banca sbagliata, e adesso chiede a un ladro che la sorprende in casa, da sola, di ucciderla. È perfino disposta a pagare.Danzate su di me è il manifesto dell'amore tossico, delle relazioni pericolose, del romanticismo impossibile al principio del secolo XXI, nell'Italia del patriarcato e della crisi permanente, della precarietà esistenziale e delle vite a perdere, anche quando sono doppie. "Le amanti che vogliono rimanere nell'ombra non vanno a piangere sulla bara del loro amore segreto. Se ne stanno in disparte, a soffrire in silenzio, senza che nulla traspaia. È una delle regole della doppia vita. E io sono una veterana."
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Domani correremo più forte. Vita letteraria di F. Scott Fitzgerald
Feltrinelli Editore, 01/04/2025
Abstract: F. Scott Fitzgerald è il soggetto biografico esemplare. Bello e affascinante, divenne celebre a ventitré anni, ebbe un unico grande amore, annegò il proprio talento nell'alcol e morì a soli quarantaquattro anni, malato, e dimenticato da tutti.Com'è possibile che un uomo dalla parabola esistenziale tanto decadente e disordinata abbia concepito un romanzo levigato e perfetto come Il grande Gatsby?Sara Antonelli, tra le più accreditate studiose dell'opera di Fitzgerald, compie in questo libro un'impresa d'eccezione e riesce a condensare una vita, che tante ne ha contenute, e un'opera, dall'attualità sorprendente, alternando alla fine analisi letteraria un vivace resoconto biografico dal quale spicca una eccezionale scoperta d'archivio, che questo libro presenta e discute per la prima volta.Con uno stile che ha il passo del romanzo, in Domani correremo più forte seguiamo "Scott" Fitzgerald nelle sue irrequiete peregrinazioni tra Stati Uniti ed Europa, per scoprire quanto gli stia stretta la definizione di "bello e dannato" e quanto fosse invece forte in lui la consapevolezza dei propri strumenti di scrittore innovativo, sempre all'altezza del proprio talento e sempre convinto della propria grandezza.
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La vera storia dell'ultimo re socialista
Adelphi, 01/04/2025
Abstract: "E se le cose fossero andate in un altro modo? Se in un momento cruciale avessero preso un corso diverso?". Domande che qualsiasi persona ragionevole si pone ogni volta che tocca quella strana, impalpabile materia che si chiama Storia. Roy Lewis l'ha affrontata in questo romanzo con la stessa sottile verve, con la stessa illuminante disinvoltura con cui aveva trattato la preistoria in "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene", anche qui usando il gioco per dare evidenza e plasticità a pensieri che vanno lontano. Così ha voluto seguire una vena del possibile, immettendo, per così dire, in un supercomputer "la vittoria del socialismo, anziché quella del capitalismo, nella rivoluzione che travolse l'Europa del 1848". Dopo lunga elaborazione, il computer ha prodotto questo teorema in forma di romanzo. Osserviamo i fatti: anzitutto la regina Vittoria non regna per più di mezzo secolo, bensì deve abdicare nel 1849 davanti alla rivolta dei cartisti (i socialisti inglesi). Ma che avviene dopo? Si stabilisce un regime socialista (ma senza abolire la monarchia, perché siamo pur sempre in Inghilterra). Di un socialismo relativamente mite e bucolico, preoccupato soprattutto di garantire il lavoro a tutti e di mantenere l'uguaglianza. Il risultato è un lento disastro. Soprattutto perché socialismo e tecnologia non vanno insieme. La tecnologia, che è la vera rivoluzione, scompagina continuamente i rapporti sociali – e questo i bravi e un po' tonti socialisti non riescono a sopportarlo. Si preparano così le basi per una rivoluzione che abbatta il sistema. Ma che accadrà se complice di questa rivoluzione diventa "l'ultimo re socialista"? Ce lo racconterà lui stesso, e non sarà facile dimenticare il personaggio di questo gentile, amabile sovrano, che avrebbe senz'altro preferito insegnare matematica in qualche oscura università, e si ritrova invece, spinto dalla forza delle cose, a guidare una controrivoluzione per rovesciare il proprio regime – quindi per esautorare se stesso.
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Adelphi, 01/04/2025
Abstract: Torna Rosa Matteucci, "impietosa, feroce cantatrice del "nonostante"", come la definì una volta Carlo Fruttero, accostandola ai mani di Céline, Beckett e Thomas Bernhard. Questo nuovo romanzo, in bilico, come gli altri, sull'illusorio crinale fra comico e tragico, inizia con l'affannosa, tormentosa aspirazione di lei bambina a ricevere, come tutte le sue antenate e le sue simili, la Prima Comunione, per proseguire con la morte di un padre molto amato – sebbene molto scapestrato – e la sua sciamannata sepoltura. Nella scrittura, straziata e al tempo stesso grottesca, di Rosa Matteucci diventa comico perfino il viaggio, non solo interiore, che tale morte susciterà, alla ricerca di quell'antico Trascendente che il nostro tempo sembra aver smarrito: dall'India dei santoni ai Pirenei di Bernadette, dai gruppi di preghiera della Soka Gakkai a un'ardimentosa visita a un frate esorcista che, asserragliato in un eremo, vende messalini con audiorosario incorporato. Un vagabondaggio che culmina con la scoperta del rito tridentino, dove imparerà il protocollo delle genuflessioni, sempre rincorrendo una salvazione che pare rimessa in forse a ogni frase, a ogni respiro. Sino alla definitiva consapevolezza che è necessario accettare, e forse anche amare, la propria croce.
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Marsilio, 01/04/2025
Abstract: Alla fine di un'estate insolitamente calda, i lavori in un cantiere di Telegrafholmen, piccola isola dell'arcipelago di Stoccolma vicino a Sandhamn, portano alla luce dei resti umani. Thomas Andreasson prende in mano le indagini, mentre l'amica pm Nora Linde, tormentata dal fallimento del suo ultimo caso e in pausa forzata, decide di seguire un'altra pista. Per lei non è un'inchiesta come le altre: è l'unico modo per mettere a tacere gli incubi e i sensi di colpa che la perseguitano da tempo. Il suo matrimonio è in bilico, l'orgoglio infranto, e questa potrebbe essere l'occasione per riscattarsi. Ma quando emergono alcuni indizi che collegano il ritrovamento delle ossa a due donne scomparse dieci anni prima, Thomas e Nora capiscono di avere tra le mani un mistero che qualcuno ha cercato disperatamente di occultare. Le loro strade si intrecciano ancora una volta, ma la verità che stanno per scoprire – fatta di segreti di famiglia, veleni, ricatti e vendette – metterà alla prova persino la loro amicizia. Eppure, alla fine, dovranno affrontare l'oscurità insieme. Perché certi segreti non possono restare sepolti per sempre.
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Feltrinelli Editore, 01/04/2025
Abstract: "Non posso essere arrestato," rispose Korotkov, e si mise a ridere d'un riso satanico, "perché non si sa chi io sia."Korotkov, impiegato in una fabbrica di fiammiferi di Mosca, si vede togliere la terra da sotto i piedi quando è costretto a fare i conti con il suo nuovo capo, il luciferino Mutander. Da questa semplice premessa prende avvio Diavoleide, uno dei racconti più spericolati di Bulgakov, che trascina il suo protagonista in una vicenda sconvolgente e surreale, piena di metamorfosi e visioni allucinate. Teiere che parlano, donne dorate, uomini che volano agitando mantelli a pipistrello e un moltiplicarsi di impiegati che sbucano dai cassetti secondo i voleri di un'ingarbugliata burocrazia. In mezzo a queste vorticose esperienze, Korotkov assiste al dileguarsi della sua stessa identità, e si ritrova nudo di fronte all'implacabile macchina della formalità sovietica. Scritto a Mosca quando Bulgakov aveva poco più di trent'anni, Diavoleide anticipa per temi e stile la satira del Maestro e Margherita, e ci permette di osservare da vicino la crescita di uno dei più importanti autori russi del secolo scorso. Accanto allo sfortunato Korotkov, sfilano in questo libro altri personaggi, come i protagonisti delle Avventure di Čičikov o di Mosca degli anni venti, che sulla pagina diventano chiavi di lettura per cogliere l'assurdità del reale e rimettere tutto in discussione.
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La vita segreta delle ombre. Storie di luce, arte, silenzio e altri misteri
Marsilio, 01/04/2025
Abstract: La letteratura e l'arte di ogni tempo sono popolate di ombre in veste di spettri, spiriti, anime, simulacri, parvenze, illusioni, inganni. D'altra parte, le ombre ci accompagnano costantemente, a volte sono persino dentro di noi. Possono essere immagine della precarietà dell'uomo, ma anche del suo doppio ostile, della malinconia, della morte. Rispetto alla luce, l'ombra ne diventa il simbolo negativo: due poli estremi di un unico pensiero che contrappone il bene al male, il bello al brutto, la gioia alla tristezza, la conoscenza all'ignoranza. Ma se questa non fosse l'unica chiave di lettura possibile? Dopo aver svelato i segreti che si celano dietro ai colori, Lauretta Colonnelli prosegue la sua indagine rivolgendosi a ciò che rimane in loro assenza, quando la luce si spegne e i contorni si fanno indefiniti: dalla caverna del mito platonico alle umbrae accanto ai commensali nei banchetti romani; dai consigli per fabbricare ombre di Luigi Malerba al misterioso spettro del Brocken; dalle ombre colorate di Tintoretto alla "piccola nebbia" di Giorgio de Chirico, fino al Limbo nero di Anish Kapoor. Tratteggiando una storia culturale curiosa e coinvolgente, l'autrice guida il lettore in un vortice di vicende e personaggi insoliti che abbraccia tutte le forme dell'ombra, setacciando ogni ambito del sapere sulle tracce di un elemento tanto affascinante quanto sfuggente.
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Il mito del senso nell'opera di C.G. Jung
Bollati Boringhieri, 02/05/2025
Abstract: La domanda "perché si vive?" è antica quanto l'umanità, il tentativo – sempre rilanciato – di affrontare un mondo avvolto da enigmi. Carl Gustav Jung maturò la convinzione che la domanda sul senso abbia una funzione cruciale: lì ciascuno gioca il valore, o disvalore, della propria vita. Sapeva benissimo di avere a che fare con una questione che non può avere una risposta, e che anzi ogni formulazione è un mito che l'uomo elabora per gestire un dilemma insolubile. Eppure la domanda sul senso lo toccava al livello più profondo.Prendendo le mosse dall'esperienza terapeutica, Jung si convinse che – in molti casi – i suoi pazienti erano nevrotici solo perché soffrivano di quella che definiva "la nevrosi generale del nostro tempo": un sentimento sempre più dilagante di insensatezza della vita. Nella maggior parte dei casi esso si accompagnava al sentimento di un vuoto religioso. A suo avviso, infatti, nessuno guarisce davvero (e nessuno trova un senso) "se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso", il quale "naturalmente non ha nulla a che vedere con la professione di una fede o con l'appartenenza a una Chiesa". Aniela Jaffé ci svela che cosa Jung contrappose, in quanto "senso", al "non senso" della vita. Lo fa recuperando e dialogando con i temi centrali del pensiero junghiano: gli archetipi, l'inconscio, i sogni, le immagini interiori, i miti della religione, il sacro, l'alchimia, l'arte. Nessuna scienza (biologia, fisica, leggi del cosmo) può offrire, secondo Jung, risposte adeguate in merito al senso della vita. Ma neppure può fornirle un'interpretazione dei contenuti psichici che si basi esclusivamente su vicende di vita personali. Il senso è un'esperienza di totalità: presuppone sia la realtà, quella che ciascuno vive nel tempo, sia una qualità eterna della vita; le esperienze personali ma anche la trascendenza. Se manca la tensione tra queste due dimensioni, si genera "un sentimento di accidentalità e d'insensatezza che ci impedisce di vivere a vita con quella ricchezza di significati che essa richiede per essere completamente vissuta".
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Bollati Boringhieri, 06/05/2025
Abstract: "È graffiante ed elaborata la penna di Paola Cereda… nel restituire al lettore queste "vite minuscole"."Flaminia Marinaro, "Il Foglio""Con una scrittura elegante e al contempo allegra Paola Cereda riesce in un compito mai semplice, riportare alla memoria una vicenda poco raccontata, se non dimenticata e taciuta."Lorenzo Marone, "Tuttolibri, La Stampa""Con scrittura ironica e sorvegliata, Paola Cereda ci consegna un microcosmo appassionato."Brunella Schisa, "il Venerdì, la Repubblica"I trentenni Leonardo e Gioia vivono a Pietra Alta, quartiere periferico di Torino. Le loro vite cambiano quando decidono di ospitare Momogol, un ragazzino senegalese che ha lasciato il suo villaggio per andare ad allenarsi a Dakar in un'improvvisata accademia di calcio che, in cambio di denaro, dovrebbe trasformarlo in un campione e garantirgli così un contratto con una squadra europea. Dopo un periodo nella capitale, un falso procuratore lo fa arrivare in Italia dove Momo scopre l'amara verità: per lui non ci sono né provini né grandi squadre. Il calcio smette di essere una possibilità e crescere lontano da casa e dalla madre si trasforma nella sfida più importante.Ci sono storie che diventano speciali solo se qualcuno le racconta, e quella di Momo ha due possibilità: esistere insieme al suo protagonista oppure restare invisibile insieme a quella di altri sessantamila non protagonisti che, come lui, nell'ultimo decennio sono caduti nella rete del football trafficking. In questo romanzo, Paola Cereda dà voce a una storia vera che pochi conoscono, raccontando l'attualità di due periferie del mondo geograficamente lontane eppure vicine nelle loro dinamiche e in una delle sfide più importanti: impedire che ai giovanissimi – e a noi tutti – vengano rubati i sogni.
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Garzanti, 29/04/2025
Abstract: UNA GIORNALISTA NEI PANNI DI UNA DETECTIVE PER CASO: IL GRANDE RITORNO DI UN PERSONAGGIO AMATISSIMO DAL PUBBLICO ITALIANOUna ragazzina è scomparsa da casa e non se ne hanno più notizie. Milano, attonita e ferita, si è stretta in silenzio attorno ai genitori che da quel momento hanno smesso di vivere. Elena non può proprio fare a meno di assecondare la sua anima da detective e si immerge in un caso che le è più vicino di quanto possa sospettare. Ma come sempre la sua famiglia non le dà tregua: i genitori ottantenni, separati di fresco, sono in pieno rigurgito adolescenziale e il marito la assilla con proposte di vita bucolica e faticose escursioni su due ruote. Per non parlare dei figli, che saccheggiano frigoriferi e pianificano vite spericolate che non la lasciano dormire tranquilla. Forse dovrebbe dare retta alla sua amica Claudia, mollare tutto e tutti e partire con lei, come quando erano ragazze, per un viaggio all'insegna del piacere e dell'avventura. Ma ci sono casi che toccano corde profonde. Storie che non si possono lasciar perdere. Tornano Elena Donati e la sua irresistibile combriccola che, per questa nuova avventura, stabiliscono il proprio quartier generale nel piacevole bistrot-libreria aperto dal padre e dalla sua compagna. Ma è davvero il luogo tranquillo che tutti pensano? O anche tra quegli scaffali si nascondono segreti e misteri? La letteratura ne è piena e, Elena ormai lo sa, anche la vita vera. In vetta alle classifiche e apprezzata dalla stampa, Sandra Bonzi ci regala, con questo nuovo capitolo, la freschezza di pagine che non si riescono ad abbandonare.
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Feltrinelli Editore, 01/04/2025
Abstract: Trentatré racconti scritti nello stile scarno, disincantato, ironico e surreale tipico dell'autore, che sono trentatré metafore di un'ampia gamma di sentimenti umani, come rabbia, sete di vendetta, compassione, gelosia, amore e tristezza. I personaggi che popolano la narrativa di Keret hanno problemi di lavoro e relazionali in cui ci si può riconoscere. Vivono in un mondo in cui vige un progresso tecnologico che non risparmia da tragicomici malintesi ed equivoci disturbanti. Non tutti i racconti sono ambientati in Israele e il conflitto israelo-palestinese fa capolino solo in un paio: Le sigarette della salute e Fervore, in cui Keret accenna al tragico attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 nel contesto di una storia il cui candido protagonista cerca di cambiare la drammatica realtà grazie a una fervida preghiera e alla potenza della sua ingenua fede religiosa. Ma forse la realtà israeliana è percepibile nel senso di disperazione che pervade molti racconti e nella presenza costante della morte. Disperazione e morte che si avvertono e vivono ormai ogni giorno e che nessuna "correzione automatica" è in grado di dissipare o cancellare. Da mesi primo in classifica in Israele, torna il grande maestro del racconto breve, con un libro molto divertente e profondamente umano.