Trovati 63 documenti.
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Elliot, 14/01/2015
Abstract: "Quando traduciamo ogni parola di una frase dal russo all'inglese, quindi alterando un po' il senso e completamente il suono, nonché il peso e l'accento delle parole l'una in relazione all'altra, non rimane nulla eccetto una versione cruda e grossolana del significato originale". Così scrive Virginia Woolf a proposito della spinosa questione sul tradurre i grandi classici della letteratura russa. I critici – che solo di rado hanno potuto confrontarsi con i testi originali – si sono trovati dunque a giudicare un'intera letteratura "denudata" del suo stile, a trattare i grandi scrittori russi come persone improvvisamente spogliate non soltanto di tutti i "vestiti", ma di qualcosa di più sottile e importante: i loro costumi, l'idiosincrasia dei loro caratteri. Non solo. C'è una cosa con cui gli inglesi, leggendo i russi, si troveranno sempre a scontrarsi: il personaggio principale di tutta la loro letteratura, l'anima. Questa ha poco a che fare con l'intelletto, manca di forma, è confusa, tumultuosa, incapace, si direbbe, di sottomettersi al controllo della logica o alla disciplina della poesia. È ovunque: gli ubriaconi di Čechov se ne servono senza discrezione, in Dostoevskij è onnipresente. Non importa che si parli di una principessa o di un impiegato di banca, il russo ci riverserà sopra, calda, meravigliosa, terribile, opprimente, l'anima umana. Il saggio qui presentato uscì nel 1925 su The Common Reader. In appendice, tre recensioni di Virginia Woolf ad altrettante opere dei Grandi Russi.
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Elliot, 17/01/2017
Abstract: In questa breve raccolta sono state scelte alcune delle lettere che Virginia Woolf scrisse dal 1888 al 1900. Sono gli anni che vanno da un'infanzia di divertimenti domestici a una prima adolescenza di terribili lutti, come quello della madre e della sorellastra Stella, fino al compimento dei suoi diciotto anni, che coinciderà col volgere del secolo e una nuova stagione di grandi conoscenze, tra cui Clive Bell e Lytton Strachey. Ma prima del Bloomsbury Group, la giovane Virginia aveva già un suo mondo popolato da personaggi memorabili, che ravvivano queste lettere tra dibattiti entomologici, scorci delle strade di Londra, marmellate fatte in casa, lezioni di greco antico e romantiche gite in campagna con la testa tra le nuvole. Sono brani veloci e brillanti, che illuminano dettagli concreti della sua vita e mettono già in mostra quello che lei stessa chiamerà "il mio stile brusco e mordente", fatto di pettegolezzi, commenti e scherzi bonari, inclusi fantasiosi soprannomi come il Carissimo Rospo dedicato alla cugina Emma.
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Elliot, 04/04/2017
Abstract: Cresciuta in compagnia di uno scoiattolo, una marmotta e un topo di nome Jacobi, Woolf dedicò il suo primo saggio alla morte del cane di famiglia. Non bisogna stupirsi quindi se decise di scrivere la biografia di un cocker spaniel. Infatti, mentre stava leggendo le lettere d'amore di Elizabeth Barrett e Robert Browning, rimase estremamente colpita dalla figura del loro cane: "mi faceva ridere così tanto che non ho potuto resistere dal creargli una vita". Flush fu il compagno fedele della Barrett mentre era confinata nel suo letto di malattia a Londra, e al suo cocker venne dedicata anche una poesia. Dal racconto di quella piccola vita, che Barrett era convinta possedesse un'intelligenza eccezionale e avesse grandi attitudini per la letteratura, nasce questa deliziosa biografia.
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Elliot, 14/07/2017
Abstract: Celebre e lucida critica letteraria, Virginia Woolf ha analizzato le opere e il pensiero di molti scrittori e scrittrici suoi predecessori. Tra questi, si è soffermata in particolare sui romanzi di Jane Austen, sui loro pregi e sui loro difetti, tenendo conto del clima sociale in cui erano stati concepiti, e distanziandosi dalla critica contemporanea nel comprenderne la portata rivoluzionaria. Le strade di queste due grandissime scrittrici si sono intrecciate nella prosa critica di Woolf più volte, sempre in maniera originale e interessante, e di certo nelle sue opere è possibile ritrovare alcuni debiti rispetto agli scritti di Austen. Tra i suoi più famosi interventi dedicati all'autrice di Orgoglio e pregiudizio vengono qui raccolti quello all'interno di The Common Reader e le numerose pagine contenute in Una stanza tutta per sé, oltre a quelle inserite in Books and Portraits.
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Lindau, 05/07/2018
Abstract: Bisogna tornare a camminare, ci dice Thoreau in questo piccolo saggio. Ma è l'Arte del camminare quella che con ardore appassionato chiede di coltivare, e avendo in mente ben precisi effetti. Anche in "Walking", infatti, l'autore di "Walden" e di "Disobbedienza civile" – del quale Virginia Woolf traccia in appendice un acuto ritratto intellettuale – punta il dito sul vero nemico dell'uomo, la cosiddetta civiltà, che vuole trasformare il mondo in un ordinato mosaico di prati rasati e campi coltivati, tra città e villaggi abitati da docili membri della società. Gli uomini seguono ormai soltanto le strade che altri hanno tracciato, adeguandosi passivamente a quanto viene deciso altrove. Quasi incapaci di pensieri coraggiosi, perché credono di sapere ma di fatto non si avventurano oltre il circolo vizioso di idee trite e preconcette, non conoscono più il piacere che offrono la ricerca e la scoperta e pertanto non riescono a vedere e godere del bello. Perché a nutrire in profondità la vita e gli esseri è proprio il terriccio vergine di boschi e paludi, quello che è divorato dalla avanzata ordinatrice dell'uomo, che rischia di scoprire in punto di morte di non aver mai davvero vissuto.È investendo il proprio tempo nella nobile pratica del fare "anche la camminata più breve pieni di spirito d'avventura, come se partissimo per un viaggio senza ritorno" che più aria e più luce circoleranno tra i nostri pensieri facendo resuscitare speranza e futuro.
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Garzanti Classici, 27/07/2017
Abstract: Prendendo spunto da una serie di riflessioni di carattere letterario, Virginia Woolf ci consegna qui un saggio della sua sterminata cultura e del suo acume di lettrice. Non solo sottolinea l'importanza, nella storia della cultura europea, della civiltà letteraria greca – a partire dalla sua lingua e dalle sue più alte forme di fioritura artistica, il teatro attico e la filosofia platonica –, ma anche guida il lettore alla scoperta dei tesori della letteratura mondiale, da Shakespeare ai classici della letteratura russa.Di Virginia Woolf (1882-1941) nel catalogo dei Grandi Libri Garzanti: Gita al faro.
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Garzanti Classici, 07/03/2019
Abstract: Nei sei racconti qui proposti, scritti tra il 1920 e il 1940, Virginia Woolf dà voce ancora una volta all'universo femminile con la sensibilità e la delicatezza che la contraddistinguono. Un'atmosfera di sogno e languore, una indefinita tensione erotica pervade queste pagine in cui il ricorso a una scrittura impressionista si conferma esemplare nel restituire le inquietudini e le emozioni più intime delle protagoniste. Alla maestria nel dare forma poetica all'indicibile, a quei "momenti d'essere" che hanno la forza di una rivelazione, si accompagna lo sguardo lungimirante della narratrice nel mettere sempre al centro la volontà e i desideri delle donne, nel rivendicarne l'autonomia morale, sociale e affettiva, nel difenderne la "libertà di essere diverse".
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Feltrinelli Editore, 20/11/2021
Abstract: "Per la prima volta lei lo guardò in viso. Per la prima volta Flush guardò la signora adagiata sul divano. Entrambi furono colti da sorpresa. C'era una somiglianza fra loro. Due metà divise, ma dallo stesso stampo, poteva essere che ognuno completasse ciò che nell'altro era latente?""La più riuscita incursione dell'immaginazione umana nella sensibilità canina." The SpectatorÈ l'inizio dell'estate 1842 quando Flush – un cucciolo di cocker spaniel di razza purissima, manto marrone tendente all'oro, coda folta, nessun ciuffo fuori posto – varca la soglia del numero 50 di Wimpole Street, a Londra, per essere regalato a una delle più grandi poetesse inglesi, la brillante e sventurata Elizabeth Barrett. Tra i due basta un'occhiata, un lampo di riconoscimento, perché nasca un'intesa. Finché, qualche tempo dopo, nella vita tranquilla di Flush entra un rivale: il poeta Robert Browning. Leggendo la corrispondenza di Elizabeth Barrett Browning, Virginia Woolf rimane così colpita dalle descrizioni che la poetessa fa del suo cane da decidere di dedicargli una biografia. Mescolando realtà e finzione, guizzi di umorismo e lampi di autentica poesia, la Woolf ricostruisce la vita di Flush, che diventa non solo il racconto del rapporto unico e straordinario che si crea tra un cane e il suo padrone, ma anche un vivido ritratto della società vittoriana e un'acuta riflessione sulla natura umana, vista attraverso lo sguardo di un cane. Un capolavoro della letteratura canina, arricchito dalle raffinate illustrazioni di Iratxe López de Munáin.
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Garzanti Classici, 17/10/2019
Abstract: Comprare i fiori per un ricevimento diventa per Clarissa Dalloway un'occasione per dare voce alla propria interiorità. In un flusso di coscienza ispirato all'esempio dell'Ulisse di Joyce, da lei definito un "grande, orribile libro", Virginia Woolf riesce a tessere in un'unica trama, e a concentrare nel breve arco di una sola giornata e in un solo luogo – Londra –, passato e presente, realtà e immaginazione. I gesti, il passo, l'aspetto delle persone che incontra sono piccoli avvenimenti quotidiani che come vere e proprie epifanie risvegliano in Clarissa impressioni e ricordi, e le restituiscono i frammenti di un'esistenza in continuo divenire. Con La signora Dalloway, pubblicato nel 1925, Virginia Woolf ha firmato il suo capolavoro: un romanzo che, come scrive Attilio Bertolucci, non si potrebbe immaginare "più pieno di vita e di verità", e capace di immortalare, in un sapiente gioco di luci e di ombre, la fragilità e la precarietà della condizione umana.
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Ponte alle Grazie, 09/01/2020
Abstract: Raccolte e pubblicate postume, queste pagine autobiografiche scritte fra il 1907 e il 1940 offrono uno squarcio straordinariamente vivido sulla vita e sull'opera di Virginia Woolf. Il catalogo di immagini che Momenti di essere fa scorrere dinanzi ai nostri occhi mostra lo splendore di una scrittura che fa affiorare i tanti ricordi familiari e l'incanto dell'infanzia, che accoglie toni e registri diversi, dal ritratto all'elegia, dall'autoanalisi alla commedia sociale, dal gioco sullo snobismo fino alle riflessioni sulla morte. In questo teatro della memoria l'autrice insegue il tempo, ben sapendo che il rapporto fra passato e presente non è mai docile e che i momenti di essere, in cui la forza della visione buca l'ovatta trasparente del quotidiano, le rivelano "la parte invisibile e tacita della sua vita" in tutta la sua verità. La voce di una scrittrice indimenticabile torna in libreria con un capolavoro da troppo tempo assente, arricchito con una parte inedita, e le sue pagine ci accompagnano dall'ipocrisia vittoriana alla scoppiettante gioia che invade la casa di Gordon Square, a Bloomsbury, che non sarà più solo il nome di un quartiere, ma di quel gruppo di giovani intellettuali che rivoluzionerà, con intelligenza e divertimento, i costumi di un'intera epoca.
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Marsilio, 12/03/2020
Abstract: Da una lettura a una vita: gli scrittori italiani raccontano del mondo e di sé partendo da un libro. Questa è "PassaParola".Essere un giovane uomo sensibile cresciuto leggendo Stendhal ti rende un corteggiatore napoleonico, uno che dopo un sì cerca un altro sì, e poi ancora un altro, in una sorta di karma dell'assertività che – in fondo, ma pure in principio, come teorizza Francesco Pacifico – impedisce di avere una relazione. Un karma dell'assertività che impedisce di capire i no che di tanto in tanto tutti riceviamo nella vita. Leggendo La signora Dalloway, invece, si capisce come è possibile corteggiare una donna senza assediarla, e quanto si possa sinceramente ascoltare, senza fingere, e anche perché quei fiori che Clarissa Dalloway dice di voler comprare sono il simbolo, forse l'unico simbolo, della celebrazione della vita.Con tono cavalleresco e un linguaggio esatto e scanzonato, Francesco Pacifico ci racconta come e perché, nonostante quello che si possa pensare, Virginia Woolf è (anche) una scrittrice da uomini. Ci racconta quanto aver sposato una femminista gli ha cambiato la vita, dimostrando di non aver paura di Virginia Woolf.
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Garzanti Classici, 03/09/2020
Abstract: Una "stanza tutta per sé" racchiude al proprio interno ciò di cui si ha bisogno per scrivere: tempo libero e indipendenza economica – benefici di cui le donne per secoli non hanno goduto, e cui ancora oggi spesso non possono accedere. Questo testo raffinatissimo e ironico, basato su due conferenze tenute da Virginia Woolf all'università di Cambridge nel 1928, ripercorre la storia delle donne nella letteratura: Christina Rossetti, Jane Austen, Emily Brontë, George Eliot rivivono nelle sue pagine, e la loro vicenda s'intreccia con ricordi, immagini e suggestioni di straordinaria forza evocativa. Vero e proprio manifesto della condizione femminile, Una stanza tutta per sé è un'esortazione, rivolta a tutte le donne, a lottare per la propria libertà, a seguire la propria vocazione, a diventare, finalmente, ciò che nel loro intimo già sono.
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Garzanti Classici, 13/05/2021
Abstract: Pubblicato per la prima volta nel 1921, il racconto Giardini riproduce come in un dipinto impressionista un seducente gioco di colori: macchie di luce e d'ombra, profondi laghi verdi, ampie distese di fiori gialli, rossi e blu fanno risplendere con le loro sfumature i meravigliosi giardini di Kew Gardens, a Londra, in un assolato giorno di luglio. Tra le aiuole e gli alberi "appiattiti come lame ondeggianti" un uomo passeggia rievocando un momento perduto del proprio passato, mentre intorno a lui altre figure – donne, anziani, bambini – si muovono in un brulichio di vita e ricordi. Questo volume contiene anche: Nel frutteto, Lettera a un giovane poeta, Morte di una falena, nonché il celebre messaggio di addio di Virginia Woolf al marito.
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Feltrinelli Editore, 14/12/2023
Abstract: In "Le tre ghinee", scritto nell'inverno 1937/38 mentre la guerra stava per diventare una dolorosa realtà, Virginia Woolf immagina di ricevere tre lettere che contengono una richiesta in denaro per tre cause, la prevenzione della guerra, una università femminile e un'assistenza alle donne che vogliono esercitare una professione. Nelle immaginarie risposte l'autrice dimostra come le tre cause siano identiche e inseparabili; come alla radice di tutto ci sia il potere garantito dalla violenza, uno stesso meccanismo che produce il patriarcato e il fascismo, che fa l'uomo protagonista di un contesto sociale e isola la donna nella sfera privata, alienando entrambi. Nell'aprile 1938, alla fine di questo lavoro, Virginia Woolf scrisse nel suo diario: "Hitler dunque sta accarezzando i suoi spinosi baffetti. L'intero mondo trema: e il mio libro sarà forse come una farfalla sopra un falò consumato in meno di un secondo."
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Garzanti Classici, 03/02/2022
Abstract: Virginia Woolf conosce Vita Sackville-West alla fine del 1922: Vita ha trent'anni ed è una scrittrice affermata, mentre Virginia, che di anni ne ha dieci in più, ha appena iniziato a farsi un nome. Questo primo incontro si rivela fatale e sancisce un legame indissolubile, fatto di affinità intellettuale e attrazione. Il sentimento che le unisce si fa via via più profondo e trova espressione nelle numerose lettere che le due donne si scambiano per quasi un ventennio, fino alla morte della Woolf nel 1941: in queste pagine personali e intense, tenerezza, passione e comune sensibilità si fondono in un intreccio all'altezza dei loro più celebri romanzi.
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Feltrinelli Editore, 02/03/2024
Abstract: Il racconto della vita di un giovane di nome Jacob Flanders, partendo dall'infanzia trascorsa sulle coste battute dal vento della Cornovaglia, passando dai giorni gai al college a Cambridge e dalla sua vita come avvocato a Londra per approdare a un fatidico viaggio nel Mediterraneo. Una storia raccontata dalle voci delle donne della sua vita, attraverso la corrispondenza di sua madre, le conversazioni di un'amica, i pensieri e i ricordi di chi lo ama. Straordinario allontanamento dalle forme tradizionali del romanzo, La stanza di Jacob è un racconto al contempo elegiaco e sperimentale. Soprattutto, è una delle storie più toccanti di Virginia Woolf. "Per Woolf contano il ritmo e la forma del romanzo," spiega Nadia Fusini. "La stanza di Jacob è il romanzo che registra una rottura: è costruito intorno a un personaggio che non c'è. Non viene neppure detto cosa è accaduto, come è morto. La guerra entra solo nel nome del personaggio, Jacob Flanders, dove Flanders è uno dei luoghi delle peggiori battaglie della Prima guerra mondiale. Di lui restano delle vecchie scarpe. La vita di Jacob è raccontata attraverso memorie, emozioni, sensazioni, attraverso le 'stanze' della sua breve esistenza, attraverso le percezioni e i ricordi di altri. È opera piena dell'emozione del tempo perduto per un giovane che dovrebbe essere impegnato nella sua formazione. È un romanzo che procede per dissolvenze, con una tecnica più vicina al cinema o alla pittura che ai canoni del romanzo tradizionale."
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Donzelli Editore, 02/05/2019
Abstract: Virginia Woolf ha quarant'anni. Insieme al marito Leonard dirige una casa editrice, la Hogarth Press, e il suo nome comincia a essere noto. Sta lavorando alla Signora Dalloway, che la consacrerà come una delle scrittrici più rivoluzionarie e apprezzate del suo tempo. Al diario confida di sentirsi vecchia, ma ha appena incontrato la donna che diventerà il suo più grande amore, l'affascinante Vita Sackville-West. Vita ha trent'anni. Anche lei scrittrice, è una giovane donna aristocratica; sposata con un diplomatico, è al centro di una fitta rete di amicizie e di amori. Viaggia molto, scrive poemi e racconti, e quando conosce Virginia è immediatamente attratta dalla sua bellezza spirituale e dal fascino della sua personalità. Poco dopo ha inizio la loro storia d'amore, che queste lettere ci raccontano. L'ampio carteggio tra le due donne andrà avanti per vent'anni: in esso le dichiarazioni appassionate si alternano a improvvise ritrosie, i rimbrotti alle ironie; Vita e Virginia adorano scherzare, prendersi in giro, punzecchiarsi, ma spesso il gioco cede il passo a slanci impetuosi e senza freni. Il volume raccoglie oltre un centinaio di lettere, le più significative, di questa storia, che culminerà per Virginia nella scrittura di Orlando: la biografia di un essere meraviglioso che vive per quattro secoli passando da un sesso all'altro, e che ha le fattezze della bella Sackville-West, è un omaggio a lei, un tentativo di rendere eterna una relazione minacciata dalle tante avventure di cui Vita non riesce a fare a meno. Con gli anni, la passione travolgente si trasforma in amicizia profonda. Vita sarà sempre l'"adorata creatura" di Virginia, l'amazzone dalle gambe lunghe e affusolate che attraversa a grandi falcate le strade del mondo. Allo stesso tempo, Vita non lascerà mai la sua amata, la riempirà di regali e attenzioni, e sarà proprio lei l'unica persona – oltre a Leonard e alla sorella Vanessa – a cui Virginia consentirà di avvicinarsi nei momenti più cupi delle sue malattie. Il loro amore, scrive Nadia Fusini nel suo saggio, "si tramuta in gelosia e in abbandono e trapassa in tradimento e in rimpianto, ma non finisce mai. Le due donne si incontrano, si separano, si scrivono, smettono di scriversi, riprendono a scriversi, e sempre la tenerezza, l'amicizia, la nostalgia riemergono, e tornano la luce e l'incanto". Continuano a cercarsi e a incontrarsi, fino alla fine: "con ogni probabilità, fecero ancora l'amore. Si abbracciarono, si baciarono ancora. E forse così, abbracciando Vita, Virginia tornò a sentire di abitare nel cuore dell'esistenza, e si sentì di nuovo in contatto con la vita, mentre si stava ormai allontanando nel mondo dell'irreale". Due scrittrici, due donne indipendenti, un grande amore. Queste lettere raccontano una storia la cui forza risplende ancora oggi, sfidando i canoni e il conformismo.
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Neri Pozza, 10/11/2023
Abstract: Giovane rampollo di nobili natali, Orlando, divenuto favorito della regina, trascorre le sue giornate a gozzovigliare alla vivace corte di Elisabetta I e le sue notti a scrivere poesie piene di sentimento. Durante un inverno, si innamora di una principessa russa ribelle, dalla quale è poi abbandonato. Si succedono due re e, ormai trentenne, Orlando viene inviato come ambasciatore a Costantinopoli, dove un giorno si sveglia da un sonno di sette notti per ritrovarsi in un corpo di donna. Una transizione mistica e misteriosa, che sancirà una cesura nella sua esistenza, e spalancherà le porte del mistero del Tempo. In quello che potremmo definire il romanzo più gioioso di Woolf, "si celebra senza nessuna reticenza la donna, l'essere umano donna . E semmai, riconoscendone il brio ironico e ludico – questo è un divertissement, insiste Virginia Woolf – si dovrà notare che la mutazione che riguarda il personaggio è in realtà un progresso. Sì che potremmo interpretare così: la donna è la versione piú perfetta dell'essere umano; l'essere umano al suo meglio è donna" come scrive Nadia Fusini, che firma questa nuova traduzione. Si potrebbe anche definire Orlando, oltre che una passeggiata caleidoscopica attraverso la Storia, un libro che indaga "la bisessualità intrinseca – innata? organica? fantastica? – della creatura umana". Nel celebrare in esso la sua relazione con l'affascinante donna e scrittrice e poeta Vita Sackville-West, Woolf introduce infatti il tema della libertà e del godimento sessuale; e della possibilità di prenderselo, il piacere, secondo modelli alternativi alle leggi del conformismo patriarcale. Oltre che un classico di sconvolgente attualità, Orlando è un inno alla gioia esuberante dell'avventura, della satira, e un esemplare di impareggiabile scrittura. Il che spiega il successo immediato di pubblico fin dalla prima pubblicazione, nel 1928. "Woolf fa con il linguaggio ciò che Jimi Hendrix fa con la chitarra". Michael Cunningham "Quando ho letto questo libro, ho pensato fosse una biografia allucinogena e interattiva della mia vita, del mio futuro". Tilda Swinton "Quando Woolf insegue Orlando attraverso continenti della storia e geografie del tempo, concede a sé stessa la libertà di esplorare le età dell'Inghilterra, nonché il ruolo della donna, in costante mutamento". Jeanette Winterson "Ho letto e riletto Orlando mille volte nel corso della mia vita, e ogni volta ho avvertito lo stesso senso di libertà". Elif Shafak
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Feltrinelli Editore, 18/06/2024
Abstract: "La cosa più commovente e bella che Virginia Woolf abbia mai scritto."The New York Times"È un libro che Virginia Woolf non ha mai scritto, questo." Come spiega Nadia Fusini nella sua prefazione, i due testi qui presentati uscirono solo dopo la sua morte su iniziativa del marito Leonard. Eppure si tratta di due scritti preziosi in cui ritroviamo tutta l'intensità che rende inconfondibili i suoi romanzi, ma anche l'ironia che percorre, a volte scoperta, a volte in filigrana, molte sue opere. Uno schizzo del passato, composto a singhiozzo tra l'aprile e il giugno del 1939 e ripreso da giugno a novembre del 1940, è quanto ci sia di più vicino a una vera e propria autobiografia. Nella consapevolezza che mai riuscirà a raccontare davvero la sua esistenza, Virginia Woolf indugia in ricordi fondamentali dell'infanzia e dell'adolescenza, si interroga sui meccanismi della memoria e tratteggia il carattere di personaggi essenziali del suo panorama interiore. Qui c'è, insomma, la materia prima della sua immaginazione. Del tutto diverso è il tono di Sono una snob?, un testo che fu letto dalla scrittrice medesima alla riunione del Memoir Club il 1° dicembre 1936. La scrittrice rivolge su di sé la propria ironia acuta e infallibile e ammette che sì, lei è una snob, in senso letterale è sine nobilitate – niente stemmi e castelli nella sua famiglia che di nobiltà si nutre nello spirito e nella mente –, e disegna un ritratto godibilissimo, pungente, buffo della società dell'epoca.
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Lindau, 18/10/2024
Abstract: Il corpo e la sua sofferenza sono sempre stati poco o nulla considerati dalla letteratura. Eppure, la nostra condizione fisica è centrale nell'esperienza che facciamo di noi stessi e della realtà. In quello stato alterato che è la malattia, le percezioni si acuiscono, si riduce la consapevolezza di sé e, mentre ci perdiamo nella contemplazione del cielo o nell'osservazione attenta di una rosa, il mondo ci appare diverso e acquisisce nuovi significati.Scritto nel 1925, nell'intervallo tra i suoi due capolavori – La signora Dalloway e Gita al faro –, Sulla malattia è espressione di uno dei periodi più fecondi della carriera di Virginia Woolf. Nella sua prosa densa, altamente espressiva e ricca di immagini, la scrittrice inglese ci racconta della propria esperienza di malata e della creatività che scaturisce dalla malattia, analizzando al contempo i tabù culturali a essa associati.