Trovati 854806 documenti.
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Architettura / [testi di Jonathan Litton ; illustrazioni di Thomas Elliott]
Editoriale scienza, 2020
Abstract: Guarda quante costruzioni! Ce ne sono di tanti tipi diversi: di pietra, di mattoni, di legno, fango oppure neve! Queste antiche meraviglie sono ancora in piedi: ecco le Piramidi e il Colosseo... Ti piace progettare? Che cosa costruirai oggi?
Bellinzona : Archivio Storico Ticinese, 1984
Francesco da Sangallo e l'identità dell'architettura toscana / Dario Donetti
Roma : Officina Libraria, 2020
Abstract: Questa monografia presenta, per la prima volta nella sua interezza, la lunga e diversificata attività di Francesco da Sangallo (1494-1576), ultimo erede di una famiglia di artisti protagonisti del Rinascimento italiano. Lui stesso fu presenza duratura nella Firenze del Cinquecento e testimone privilegiato dell'ambiente intellettuale cittadino, coltivando frequentazioni che includevano, tra gli altri, Michelangelo Buonarroti, Benedetto Varchi, Giorgio Vasari, Vincenzio Borghini. Dalla sua poliedrica produzione - di scultore, già nota agli studi, ma anche di architetto e ingegnere militare, medaglista e poeta dilettante - deriva l'approccio multidisciplinare del volume, che presenta un catalogo di opere differenti per scala, tecnica e funzione, con l'aggiunta di significativi inediti. Comune denominatore di questi materiali è l'originale registro nostalgico adottato da Francesco, espressione di un'identità familiare da lui strenuamente impugnata nel dibattito che generò il nuovo stile nazionale della Toscana medicea.
Per una nuova monumentalità, 1937-1956 / Giacomo Leone Beccaria ; [prefazione di Carlo Olmo]
Milano : Angeli, 2020
Storia e storiografia dell'architettura e della città ; 4
Abstract: La questione di una nuova monumentalità, individuata da storici e progettisti come Gregor Paulsson e Peter Meyer, nasce e muove i primi passi in Europa prima del secondo conflitto mondiale. Tuttavia è negli Stati Uniti, dove approdano i suoi promotori in cerca di rifugio, che il dibattito si accende veramente. Lo scontro negli anni '40 tra Sigfried Giedion e Lewis Mumford rappresenta l'esito editoriale più evidente oltre che l'apice della discussione. Giedion promuove una Nuova Monumentalità (1943) dal carattere multidisciplinare in numerose pubblicazioni e nelle riunioni dei CIAM; Mumford, invece, nega la possibilità di un monumento moderno (1937), sottolineando come la questione stia minando la stessa ideologia modernista, sempre più lontana dal funzionalismo delle sue origini. Il volume presenta una ricerca condotta su fonti in gran parte inedite, utile a far luce su vicende solo parzialmente note la cui portata è riconoscibile in un'intera stagione dell'architettura moderna. Un saggio dedicato a docenti, studenti e ricercatori con un particolare interesse verso la storia e la teoria dell'architettura della prima metà del XX Secolo e i suoi principali protagonisti.
Spazi aurali : architettura e sound design / Raffaele Pe
Milano : Postmedia, 2016
Abstract: Spazi Aurali riflette sulla necessaria origine musicale dell'atto di misurare e comporre in architettura, non soltanto in riferimento alla pratica metrica desunta dalla tradizione classica e in particolare dal principio pitagorico della consonanza, ma anche e soprattutto in riferimento all'attuale contesto tecnologico. Media locativi e strumenti di modellazione virtuale ci pongono di fronte all'esperienza di ciò che Marshall McLuhan nominava Spazio Acustico, lo spazio della trasmissione orale delle informazioni, lo spazio non codificato dalla scrittura comune, che necessita con urgenza di ritornare musicale e di trovare una sua grafia per poter essere riconoscibile e interpretabile. L'agogica è indicata come disciplina del tempo spazio per definire un nuovo sistema determinativo della forma in rapporto alla mobilità dei suoi utenti. La nuova sensibilità ambientale, ottenuta dalle tecniche oggi disponibili, ci permette così di concepire l'architettura non solo come struttura durevole dell'abitare, ma anche come funzione di frequenza del tempo e dei sensi che ne caratterizzano il requisito di abitabilità. La trattazione è sostenuta e sviluppata dalla presenza, a fine libro, di una breve antologia atta a impostare un catalogo storico e geografico delle tecniche che ci permettono di rilanciare questo dibattito nella prospettiva contemporanea.
Verso un'architettura ecocentrica / Daniele Vadalà ; prefazione di David Rifkind
Milano : F. Angeli, 2020
Abstract: Il volume tenta di individuare alcuni tratti comuni in esperienze di progettazione che, dispiegandosi in regioni molto diverse della Terra, in contesti territoriali eterogenei, possono tuttavia ritrovarsi dentro un paradigma che possiamo definire ecocentrico. L'idea di radunare questi diversi apporti sotto la definizione di progettazione ecocentrica estrapolandone alcuni principi comuni intende cogliere la novità di questi approcci progettuali, nonché la promessa di un futuro più umano e di un ruolo davvero centrale dell'architettura nella trasformazione dell'ambiente costruito. L'aggettivo "ecocentrico" sembrerebbe alludere ad un atteggiamento che intenda contrapporsi a quello 'egocentrico' di cui sono accusati i protagonisti dell'architettura internazionale. In realtà l'architettura non può rinunciare a rappresentare le istanze di gruppi sociali ed attori economici che continuano a raffigurare le forze trainanti dell'economia mondiale; al tempo stesso va rilevato come un altro modo di fare architettura stia crescendo d'importanza, acquisendo una diffusione planetaria. Questo secondo modo di intendere la progettazione architettonica - che si può definire ulteriore anziché altro, nel senso che si aggiunge piuttosto che essere alternativo a quello dell'architettura globalizzata - non è tanto legato alla rappresentatività di grandi istituzioni pubbliche o private, quanto agli sforzi di attori e committenti meno incisivi nel panorama dell'economia globale, ma ben più partecipi nelle realtà locali. È grazie al loro essere parte di quanto succede intorno che queste architetture stanno facendo da battistrada ad un'idea della progettazione capace di rimettere al centro le ragioni profonde di un'attività, spesso vista come un fatto tecnico o tutt'al più d'immagine, che appare invece sempre più necessaria a dare una direzione ai bisogni innati di riconoscimento, radicamento e rappresentazione propri delle società umane. L'obiettivo che si intende perseguire in questo testo è quello di individuare alcuni tratti comuni in esperienze di progettazione che, pur dispiegandosi in regioni molto diverse della Terra, in contesti territoriali eterogenei, possono tuttavia ritrovarsi dentro un paradigma che possiamo definire ecocentrico. L'idea di radunare questi diversi apporti estrapolandone alcuni principi comuni vuole portare a cogliere la novità di questi approcci progettuali, nonché a realizzare la promessa che vediamo contenuta in essi di un futuro più umano e di un ruolo veramente centrale dell'architettura nella trasformazione dell'ambiente costruito. Prefazione di David Rifkind.
[Roma] : Fondazione Adriano Olivetti, 1990
Quaderni della Fondazione Adriano Olivetti ; 22
Milano : Skira, 2021
Abstract: "Architettura e sostenibilità" è un volume dedicato alle ultime cinque edizioni del Premio Internazionale Architettura Sostenibile Fassa Bortolo, che si sono alternate dal 2011 al 2017. Un premio promosso dal Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara e dall'azienda Fassa Bortolo che ogni anno permette un confronto di idee che è alla base del pensiero sostenibile, proprio per la sua natura non protezionistica e aperta ad essere declinata e interpretata in rapporto al contesto, alla tipologia, alle esigenze tecnologiche e funzionali, al paesaggio e ai potenziali sociali. In esso si trovano illustrati circa quaranta progetti, tra i quali quelli firmati da: Peter Rich, Hermann Kaufmann, Sauerbruch Hutton Architects, Paredes Pedrosa, Ingenhoven architects, LAN Architecture, Burkhalter Sumi, Rahul Mehrotra, SOL89, DAP studio, AATA Arquitectos, Makoto Tanijiri e Ai Yoshida, Sean Godsell, Francisco Mangado, KAAN Architecten, Alvisi Kirimoto, Modostudio, Ruiz-Larrea & Asociados, Caravatti_Caravatti Architetti, Studio 804, Superpositions, Temperaturas Extremas SLP, Giuseppe Gurrieri e Valentina Giampiccolo, Petr Hájek, Pedevilla Architects, Yamazaki Kentaro, Susanne Gampfer e Stefan Krötsch.
Case di campagna / [Arian Mostaedi]
[Santarcangelo di Romagna] : Idealibri, copyr. 2004
Abstract: Le vecchie case di campagna sono le custodi del nostro passato e per questo motivo hanno un fascino particolare. Riportarle al loro splendore però non è un'operazione facile, ma richiede grande abilità e conoscenza. Questo volume, illustrato da splendide foto, è una rassegna di alcune tra le migliori case di campagna in stile mediterraneo, attraverso le quali sia il semplice appassionato che l'architetto più esigente avranno un'ampia panoramica degli interventi da approntare per riscoprirne la loro antica bellezza.
Sterzate architettoniche : conflitti e polemiche degli anni settanta - novanta / Bruno Zevi
Bari : Dedalo, copyr. 1992
Roma : Officina, 1983
Officina tre ; 6
Il futuro è un viaggio nel passato : dieci storie di architettura / Mario Cucinella
Macerata : Quodlibet, 2021
Habitat ; 31
Abstract: I viaggi di formazione segnano in modo indelebile le personalità, e non solo perché letteralmente danno loro una forma, ma soprattutto perché restano un tema di riflessione costante, anche a distanza di molti anni. Secondo Joseph Conrad, che per tutta la vita ha sublimato i suoi viaggi giovanili per mare nei romanzi, «quando cominciamo a meditare sul significato del nostro passato personale, esso sembra riempire il mondo intero nella sua profondità e magnitudine». È con questo spirito che Mario Cucinella, dopo decenni spesi a sensibilizzare la propria disciplina verso i temi del rispetto della natura, raccoglie qui per la prima volta le memorie dei suoi dieci viaggi nelle città e nei luoghi che gli hanno offerto spunti di riflessione non esotici o «stilistici», bensì pragmaticamente ambientali, inducendolo cioè a ragionare sullo sfruttamento razionale delle energie disponibili - prassi comune nelle tradizioni vernacolari di ogni cultura, dall'Iran alla Cina, dal Maghreb all'Irlanda. Queste dieci storie d'architettura sono dunque proiettate in avanti, e il loro frutto raccoglie il testimone di quella linea culturale che, iniziata da Le Corbusier - il quale seppe trovare la modernità nelle città bianche del Mediterraneo -, ha attraversato tutto il Novecento, da Giuseppe Pagano a Bernard Rudofsky e Giancarlo De Carlo, e il cui lascito si potrebbe sintetizzare in un invito: imparare dall'architettura spontanea. Cucinella osserva così, con occhi al tempo stesso vecchi e nuovi, le case preistoriche scavate nel deserto, gli antichi ospedali siriani, i palazzi indiani sotterranei, le arcaiche città del vento in Cappadocia e in Pakistan: «Non racconti nostalgici, ma la scoperta di un passato in cui scovare molte informazioni che potranno aiutarci nel nostro viaggio verso il futuro».
Milano : Marinotti, 2007
Il pensiero dell'arte ; 8
Abstract: "Se ho imparato qualcosa dopo tanti anni dedicati a questi temi è che qualsiasi tentativo di costruzione teorica nel nostro ambito deve, fin dall'inizio, assumere un ruolo ausiliario, una condizione secondaria, subordinata alle opere, che sono le autentiche depositarie della conoscenza tanto in architettura quanto in qualsiasi altra attività artistica. Questo carattere ausiliario che attribuisco alla teoria nel campo dell'arte non diminuisce per niente la sua importanza, né nega il suo valore decisivo. È come la cèntina che rende possibile la costruzione dell'arco: una volta compiuta la sua missione, scompare e non rientra nella percezione che abbiamo dell'opera finita, ma sappiamo che è stato un passaggio obbligato e imprescindibile, un elemento necessario a erigere quello che ora vediamo e ammiriamo." (Carlos Martí Arís)
Cronache di architettura, territorio e paesaggio in Ticino / Paolo Fumagalli
Bellinzona : Casagrande, 2019
Alfabeti
Abstract: Dal 2003 al 2017 l'architetto Paolo Fumagalli ha curato la rubrica Diario dell'architetto per la rivista «Archi»: 83 numeri in tutto, nei quali si riconosce lo sguardo attento con cui Paolo Fumagalli ha sempre indagato l'architettura, il paesaggio e il territorio del Canton Ticino. In questo volume viene pubblicata una selezione di quegli articoli. I dibattiti e le polemiche che alcuni lavori hanno negli anni suscitato; i protagonisti di cinquant'anni di architettura ticinese (da Mario Botta a Flora Ruchat, da Luigi Snozzi a Livio Vacchini); una serie di proposte e riflessioni su alcuni dei temi più interessanti degli anni recenti (il problema dei centri storici clonati, la necessità di progettare spazi pubblici, i piani regolatori, ecc.): i testi di Paolo Fumagalli attraversano questi e molti altri temi, riuscendo sempre ad allargare lo sguardo del lettore ben oltre i confini elvetici.
Siracusa : LetteraVentidue, 2021
Abstract: "Questa guida raccoglie i risultati della ricerca effettuata a Varese sull'articolato patrimonio architettonico compreso tra gli anni Venti e Quaranta del secolo scorso. (...) A partire dagli anni Trenta infatti, l'attività edilizia raggiunse il suo culmine con la realizzazione di opere sociali. Si costruiscono così palazzi delle Poste e Telegrafi, stazioni ferroviarie e le diverse strutture organizzative come le case littorie, della Gioventù Italiana del Littorio (GIL), delle corporazioni, dei mutilati e invalidi, scuole, colonie marine e fluviali. In questo ambito l'architettura esprime l'ideologia nella quale si sono formate e tenderanno le giovani generazioni di architetti". (Eugenio Guglielmi)
Venezia : Marsilio, 2021
Abstract: Il volume si propone di dare spazio a una visione composita dell'escatologia dantesca, mettendo a confronto le opere di architetti italiani contemporanei come Aimaro Isola, Andrea Branzi e Franco Purini fino alle generazioni più giovani, che hanno riletto la sezione della Divina Commedia attraverso una serie di disegni originali, in dialogo con altre due visioni ideali: il progetto del Danteum di Lingeri e Terragni e la tavola della Città ideale, capolavoro del rinascimento italiano e patrimonio della Galleria del Palazzo Ducale di Urbino. Alla fine degli anni trenta gli architetti razionalisti Pietro Lingeri e Giuseppe Terragni hanno dato forma tangibile a quegli spazi grazie al progetto mai realizzato del Danteum, trasponendo l'immaginario dantesco nella forma di un'architettura ideale e ricca di simbolismi. Era la prima volta che l'architettura era chiamata a dare forma abitabile al capolavoro di Dante, ma lo scoppio della Seconda guerra mondiale rese impossibile l'impresa. Queste centinaia d'immagini sedimentatesi lungo i secoli seguendo i versi della Divina Commedia non rappresentano solamente una sofisticata interpretazione del testo dantesco ma anche un laboratorio visionario che scandaglia l'immaginario dell'uomo nel suo rapporto con l'Assoluto, un vero filone in cui il frutto dell'immaginario condiviso, porta alla luce un paesaggio inconsueto in cui passato e futuro si guardano attraverso lo specchio dell'animo umano. Oltre ai testi dei curatori il volume propone un saggio di Riccardo Bruscagli, uno degli interpreti contemporanei più importanti del pensiero dantesco.
Macerata : Quodlibet, 2022
Quodlibet studio. Città e paesaggio
Abstract: Da cosa dipende la forma di un'architettura o di un'infrastruttura? Che cosa, in ultima analisi, la determina? Una possibile risposta, ancora diffusa e radicata nel sentire comune, è quella sintetizzata dal celebre motto modernista «Form Follows Function», un principio spiccatamente pratico e razionale che lega la forma di un oggetto o di un manufatto alla sua funzione. Nel De architectura, ovvero nel trattato di teoria dell'architettura più antico di cui disponiamo, Vitruvio aveva associato già più di duemila anni fa il concetto di bellezza (venustas) a quello della destinazione d'uso (utilitas). Tuttavia, il celebre teorico romano aveva inserito questa coppia di princìpi in una triade, associandola all'idea di solidità e stabilità strutturale (firmitas). Non sarebbe dunque corretto affermare che la modernità (o, meglio, una certa versione stereotipata e funzionalista dell'architettura) abbia attribuito un'eccessiva enfasi al concetto di funzione, ma si dovrebbe prendere atto del fatto che essa ha dimenticato o dato per scontato il terzo elemento che sosteneva la teoria vitruviana, ovvero la struttura. Nessuna forma può esistere o rimanere in piedi se non viene in qualche modo sostenuta. Ma c'è di più: il principio strutturale che sorregge un oggetto quasi sempre determina in maniera sostanziale anche la sua forma. In questa prospettiva, il presente volume raccoglie alcune riflessioni che affrontano il tema del rapporto tra forma e struttura. Emerge così un intreccio di spunti, basati su esperienze diversificate nei campi della ricerca storica e della pratica professionale, attraverso i quali è possibile delineare una modalità altra di concepire la forma a partire dalla struttura, e forse persino un'idea alternativa di modernità.
Venezia : Marsilio, 1982
Polis ; 27 - Polis/progetti ; 3
Bologna : Zanichelli, 1982
TAM. Teoria dell'architettura moderna ; 5