Trovati 855079 documenti.
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minimum fax, 11/06/2020
Abstract: In un'America sconvolta da rivolte politiche, scontri tra culture e degrado ambientale, non c'è quasi essere vivente che non cerchi pace, salvezza, o forse semplicemente qualcosa su cui poter fare affidamento. Ed è qui che entra in scena Hark Morner, la cui tecnica di "tiro con l'arco mentale" – una combinazione di meditazione, mitologia, invenzione storica, yoga e, appunto, tiro con l'arco – attrae masse di cultori trasformandolo in una sorta di messia. È un ruolo che Hark non ha mai cercato, e che è totalmente impreparato a coprire. Ma la sua cerchia di seguaci ha altri programmi sul suo conto, e ben presto attorno al nuovo guru entrano in azione personaggi di dubbia provenienza: veterani e sequestratori, miliardari e pesci gatto. Tutti vogliono qualcosa da Hark, e nessuno è disposto a lasciarselo scappare.Muovendosi tra una satira scatenata, il grottesco, la poesia della lingua quotidiana, Sam Lipsyte offre un ritratto collettivo buffo e partecipe di una società alla deriva, nella quale uomini, donne e bambini si dibattono in cerca di un senso e di una dignità all'interno di un mondo caotico, ridicolo e spesso pericoloso.
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Mi piace guardare. Critiche e riflessioni sulla TV americana
minimum fax, 04/06/2020
Abstract: La televisione è, innanzitutto, una passione. E da anni Emily Nussbaum lo dimostra con la sua scrittura appassionata sulle pagine del New Yorker, cercando modi nuovi di guardare al piccolo schermo proprio mentre intorno tutto sta cambiando. In questo libro sono raccolti i suoi più importanti articoli di critica televisiva, compresi alcuni inediti: profili, recensioni, dibattiti, riflessioni. Tutto comincia da Buffy l'ammazzavampiri, la serie da cui l'autrice ha intrapreso il suo personale percorso di approfondita analisi del mezzo. E poi si prosegue con le protagoniste femminili, l'ossessione amorevole dei fan, gli showrunner che hanno cambiato la scrittura e l'industria, l'eredità della tv classica. Fino ad arrivare alla connessione profonda tra i reality e la presidenza Trump e alle conseguenze del #metoo sui programmi che amiamo.Tra queste pagine si trova la migliore dimostrazione della rilevanza della televisione, in tutte le sue forme: la storia e il contemporaneo, la serialità e l'intrattenimento, la qualità e il trash. Ritenerla "deficiente" è fin troppo facile: più complicato è provare a capirla nelle sue profonde trasformazioni e nel legame con la società, la politica, la cultura. La Nussbaum ha cercato di costruire un nuovo modo di rapportarsi alla tv con spirito critico, andando contro le etichette facili per aprirsi a nuove voci, a crescenti complessità, a vari tipi di bellezza e di piacere. Mi piace guardare è un libro che abbraccia e festeggia la televisione in quanto tale. Senza tanti complessi, con gioia e sollievo.Questo volume è stato realizzato grazie alla collaborazione con Tivù S.r.l., società partecipata Rai, Mediaset, Telecom Italia, Associazione TV Locali e Aeranti Corallo, nell'ambito delle attività di Tivùthink – progetto di analisi e studio del settore audiovisivo.
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Lettere scontrose. 52 lettere e una risposta
minimum fax, 28/05/2020
Abstract: ettere scontrose è un libro inedito che riaffiora dal cuore degli anni Sessanta come una regalia favolosa. Raccoglie gli articoli di una rubrica che Giovanni Arpino tenne per il settimanale Tempo tra la fine di ottobre del 1964 e il novembre del 1965, mai pubblicata in volume. Sono lettere scomode, irriverenti, a volte accorate, altre profetiche, ma sempre pervase da "un'elementare esigenza di giustizia e un minimo di civile indignazione". A mettere in fila i destinatari si ottiene la nomenclatura scintillante dell'intero decennio, da Moro ai Beatles eppure questo libro ci parla e ci impressiona come se fosse indirizzato ai lettori del futuro per la destrezza e la precisione dello stile, la vocazione assoluta del miniaturista, la radiografia spietata della nazione afflitta in eterno dagli stessi mali. Per uno scrittore di razza come lui, le contingenze sono qui soltanto un pretesto per esaminare l'animo umano, inchinarsi al talento degli irregolari come Totò (il solo che gli rispose) e contestare il potere, che si tratti di sdegnarsi con il presidente della Corte d'Assise di Francoforte per la mitezza delle pene comminate ai responsabili di Auschwitz o di suggerire alla Loren di pagare le tasse, o di ragionare dell'amore per l'America, e della natura dell'amore in genere, con Jacqueline Kennedy. Perché Arpino discorre sempre in difesa di ciò che resta umano a dispetto di tutto, crede nella Storia come attualità e ci ricorda che scrivere è un lavoro da dannati. Le "lettere scontrose" sono i suoi scritti corsari, il testamento perduto di una generazione.
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minimum fax, 12/03/2020
Abstract: La musica gli fa bene. È questo che il giovane Roger prova a spiegare a Gary, lo psicologo dell'istituto psichiatrico in cui è stato rinchiuso, nel disperato tentativo di farsi restituire il walkman e le cassette che gli sono stati sequestrati all'arrivo. Se non tutte, almeno la sua preferita: Master of Reality dei Black Sabbath. Nel diario che è costretto a tenere racconta il disco come lo si potrebbe raccontare a un alieno appena atterrato sulla Terra. Scrive che ascoltare il riff iniziale di "Lord of This World", nel buio della stanza, è come assistere alla nascita del mondo, e che "Sweet Leaf" sembra provenire da un vulcano sommerso sul fondo dell'oceano.John Darnielle, grande cantautore americano, rende omaggio a un disco fondamentale della storia del rock, un album in grado di travalicare le generazioni e accomunare gli outsider di ogni epoca. Ma il diario di Roger racconta anche molto altro: l'effetto liberatorio e terapeutico dell'heavy metal, la crudeltà degli istituti psichiatrici, il rimpianto per gli anni rubati e per le cose perdute e l'esultanza nello scoprire che alcune di queste possono essere ritrovate.Ci sono parti di noi che resistono al tempo, proprio come fanno alcuni dischi. Quei dischi che parlano del posto in cui ti trovi invece di dirti dove devi andare. Quei dischi che, ascoltati da ragazzini nella stanza vuota di un istituto o da adulti in ufficio durante una pausa dal lavoro, semplicemente fanno bene.
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minimum fax, 25/06/2020
Abstract: Per il tenente di polizia Frank Mooney, reduce dalla lunga e difficile indagine raccontata nel Fiore della notte, la vita continua a essere una serie infinita di problemi e complicazioni, anche personali. Finché Mooney non viene completamente assorbito dal caso forse più difficile e straziante della sua carriera: la caccia a uno stupratore e omicida seriale che la stampa ha soprannominato "il Danzatore". Nonostante gli sforzi di Mooney e dell'intero dipartimento di polizia di New York (incluso Paul Konig, l'anatomopatologo di Città di morti) il Danzatore ha già accumulato un numero notevole di vittime, e come sempre sono entrati in campo anche il sindaco e i suoi scherani, che pretendono una soluzione rapida e un colpevole da dare in pasto all'opinione pubblica.Le cose, però, si complicano quando Mooney comincia a sospettare che il Danzatore abbia un'ombra: un copycat che ne imita perfettamente i delitti. Ora, gli assassini da assicurare alla giustizia sono due...Caccia alle ombre è un thriller adrenalinico e potente, che conclude la trilogia inaugurata da Città di morti e proseguita con Il fiore della notte, dimostrando ulteriormente come Herbert Lieberman sia il grande maestro dimenticato del crime americano.
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minimum fax, 21/05/2020
Abstract: Questo libro non è l'ennesima guida piena di precetti su come impostare la trama, sviluppare i personaggi, creare empatia. Qui non si danno norme, tantomeno si promettono scorciatoie per scrivere bene. Vanni Santoni è molto onesto con il lettore, ovvero con l'aspirante scrittore a cui è destinato questo pamphlet acuto e affettuoso: la scrittura non si insegna. E "il motivo è uno, semplice e perentorio: la vastità infinita delle possibilità di un testo narrativo implica che infinite cose si possano scrivere in infiniti modi". Non esistono regole assolute. La grande letteratura non è una sequenza di mosse che si susseguono in maniera predeterminata per ottenere un effetto, non è un freddo algoritmo, ma un campo di possibilità, tensioni e persino contraddizioni.
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minimum fax, 02/07/2020
Abstract: È il settembre del 1923 quando la piccola Laura, da poco orfana di madre, sale a bordo del treno che da Jackson la porterà a Shellmound, la grande piantagione sul Delta del Mississippi dove vive gran parte della famiglia materna e dove sono in corso i preparativi per le nozze della secondogenita diciassettenne dei Fairchild, Dabney, che – per amore o per capriccio – sta per sposare il soprintendente della piantagione, un uomo rude, con il dippio dei suoi anni e per giunta di classe inferiore.Laura non può che osservare incantata la grande casa traboccante di vita e di affetto, di innumerevoli zii, zie e cugini, di servitori anonimi ma onnipresenti, in cui riecheggiano le storie di famiglia e le voci dei fantasmi degli antenati mai tornati dalla guerra. In questo mondo fatto di rituali antichi e piccole e grandi gelosie, dove le donne sono tiranne amorevoli e gli uomini sono creature quasi mitologiche, condannati a essere venerati e scrutati come divinità, la violenza irrompe come un lampo fugace ed è dimenticata un attimo dopo, gli eventi accaduti hanno la stessa rilevanza di quelli scampati o soltanto sognati, e la storia non è che un'eco distante, la scenografia su cui si dipana l'universo privato dei Fairchild.Con una prosa limpida, fuori dal tempo, Eudora Welty ci racconta la fine di un'epoca, costruendo un mosaico di storie che hanno il profumo e il ritmo pigro del più profondo e autentico Sud, un mondo che appare al tempo stesso immutabile e dolorosamente transitorio.
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minimum fax, 18/06/2020
Abstract: La fine della strada (pubblicato originariamente nel 1958 e finalista al National Book Award) è il romanzo meno "barthiano" di John Barth: alla tendenza barocca, sperimentale e metanarrativa che contraddistingue gran parte della sua opera, qui si sostituisce infatti uno stile asciutto e lineare dallo straordinario mordente.Una situazione quanto mai tipica – un triangolo amoroso sullo sfondo di un'università della East Coast – diventa in queste pagine un formidabile e spietato romanzo filosofico che alterna comicità e nichilismo, satira e tragedia; al centro, uno dei più irresistibili antieroi della letteratura postmoderna: Jacob Horner, il giovane professore adultero che fa della paralisi esistenziale un grottesco sistema di vita.
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Essere senza casa. Sulla condizione di vivere in tempi strani
minimum fax, 18/06/2020
Abstract: Viviamo in tempi strani. Il nostro mondo è scosso da ondate di populismo e pandemie, proiettato in un futuro fantascientifico di automazione e apocalisse climatica: sembra, insomma, essere sfuggito al controllo. Nel primo decennio del XXI secolo, senza davvero accorgercene, siamo entrati compiutamente nell'epoca ipermoderna, un'era fatta di accelerazione vertiginosa e orizzonti postumani in cui i contorni familiari della realtà sono mutati troppo rapidamente perché potessimo stare al passo.Dalla Brexit al riscaldamento globale, dalle migrazioni di massa al terrorismo, l'intima stranezza dell'ipermodernità ci parla di un progressivo indebolirsi del senso di casa come luogo protetto dalle minacce dell'esterno.Oggi viviamo una crisi dell'abitare reale e metaforica, siamo esposti all'azione del capitalismo digitale e messi a continuo confronto con universi alieni in cui i significati umani smettono di esistere. È su questa soglia tra umano e macchina, umano e animale, vita e non-vita, interno ed esterno, che prolifera la stranezza dei nostri tempi.Mescolando personal essay e critica culturale, attraversando la Londra post-Brexit e i territori dell'Antropocene e spaziando tra letteratura, arte e storytelling politico, Essere senza casa estende il discorso iniziato da Mark Fisher in The Weird and the Eerie per riflettere sul significato di vivere in tempi strani. Il punto di partenza è la consapevolezza che l'unico modo per abbracciare la stranezza del presente, la weirdness dentro e fuori di noi, sia quello di comprenderne il significato storico, psicologico e culturale.
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Plenitudine digitale. Il declino della cultura d'élite e lo scenario contemporaneo dei media
minimum fax, 24/07/2020
Abstract: La cultura dei media comprende oggi un universo di forme (siti web, videogiochi, blog, libri, film, programmi televisivi e radiofonici, riviste e molto altro) e una moltitudine di pratiche che includono la creazione, il remix, la condivisione e la critica. Tale molteplicità è tanto vasta da non poter essere capita nel suo insieme. In questo libro, Jay David Bolter trova le radici del nostro multiverso mediale in due sviluppi della seconda metà del ventesimo secolo: il declino dell'arte di élite e l'ascesa dei media digitali.Abbiamo smesso di credere, come collettività, alla cultura con la C maiuscola. Le gerarchie che classificavano la musica classica come più importante del pop, i romanzi letterari come più meritevoli dei fumetti, o la televisione e il cinema come poco seri si sono guastate. L'arte precedentemente nota come "alta" trova il suo posto nella pienezza dei media. La cultura elitaria del Novecento ha lasciato il segno, nel nostro panorama mediale, nella forma di quello che Bolter chiama "modernismo popolare". Nel frattempo sono emerse nuove forme di media digitali che hanno amplificato questi cambiamenti.Bolter individua e racconta una serie di dicotomie che caratterizzano la nostra cultura mediale: la catarsi e il flusso, il ritmo continuo dell'esperienza digitale; il remix (alimentato dalle vaste risorse online per il campionamento e il mixaggio) e l'originalità; la storia (non riproducibile) e la simulazione (ripetibile all'infinito); ancora, i social media e una politica coerente. Uno sguardo acuto e illuminante sui media contemporanei.
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Americana. Libri, autori e storie dell'America contemporanea. Ediz. ampliata
minimum fax, 23/07/2020
Abstract: Nuova edizione ampliata e aggiornataIl lavoro e la poetica dei grandi autori americani contemporanei attraverso la lente focale di un loro scritto: Americana propone un approccio critico nuovo, abbandonando il terreno della storia letteraria e proponendo una serie ragionata di "inviti alla lettura". Luca Briasco ripercorre le tracce degli scrittori che hanno esplorato i territori del "grande romanzo americano" – indagandone i temi, i registri, le sfumature – e offre gli elementi per una scoperta, o riscoperta, di autori che hanno lasciato un'impronta indelebile nella cultura esistente e che sono amati e venerati anche nel nostro paese.La nuova edizione porta da quaranta a sessanta le opere esaminate, e aggiorna il quadro letterario fino a includere i libri di maggior rilievo pubblicati negli ultimi anni: da Casa di foglie di Mark Z. Danielewski a Ohio di Stephen Markley.
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minimum fax, 27/08/2020
Abstract: Francis Marion Tarwater è stato costretto a crescere fin dall'età di quattro anni con il prozio Mason, un fanatico religioso che vive come un eremita nei boschi, è convinto di essere un profeta e ha sottratto il bambino al nipote Ryber, un maestro elementare che vive seguendo i dettami della ragione e della scienza. Quando Mason muore, Francis, ormai quattordicenne, torna a casa di Ryber, ma con una missione da compiere. Deve battezzare a ogni costo Bishop, il figlio del maestro, che a detta del prozio è nato "deficiente" per grazia divina. Comincia così una guerra senza esclusione di colpi, nella quale Ryber cerca in ogni modo di riportare Francis alla ragione e alla "normalità", mentre nella mente del ragazzo continuano a risuonare gli insegnamenti di Mason, e il richiamo di una fede tanto brutale quanto potente e liberatoria. Riproposto da minimum fax in una nuova traduzione a sessant'anni dalla sua pubblicazione, nel 1960, Il cielo è dei violenti è considerato una pietra miliare della letteratura americana: un esempio della sensibilità gotica e della potenza satirica che convergono nell'opera di Flannery O'Connor.
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minimum fax, 30/07/2020
Abstract: Il vizio assurdo è forse il libro più autentico che sia stato scritto su Cesare Pavese perché è il libro di un amico. L'ultimo messaggio lasciato all'albergo Roma di Torino, sulla prima pagina di Dialoghi con Leucò, accanto alle sedici bustine di sonnifero sul comodino, era stato quello di non fare troppi pettegolezzi. Soltanto uno che era nato nelle stesse colline e che gli voleva veramente bene avrebbe potuto prendersi cura della sua memoria con tutto il pudore, la sensibilità e il coraggio necessari, perché lo sentiva come "un atto di riparazione". È il compito che si assunse Davide Lajolo: ripercorrere la vita di Pavese dalle Langhe dell'infanzia al leggendario liceo D'Azeglio, da via Biancamano al confino; risalire a ritroso nel suo talento e nelle sue ombrosità; rivelarne il bisogno di una casa, il desiderio di tenerezza, le tremende delusioni; riesaminare le sue opere, il male di vivere, l'angoscia per la donna, il vizio della scrittura e il suicidio. Nel tentativo di rispondere a una domanda ineludibile: "Potevamo fare di più, allora, quando viveva accanto a noi?" Ne venne fuori un racconto di cui si avverte ancora tutta l'urgenza e il coinvolgimento e che disegna la mappa di un'intera generazione e delle sue tragedie. Soltanto un amico poteva affrontare questa storia a occhi aperti, senza arretramenti né finzioni, e restituircene fino in fondo la verità più intima.
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Stephen King. Dal libro allo schermo
minimum fax, 31/08/2020
Abstract: Nessun autore contemporaneo può godere di un numero di adattamenti per il piccolo e per il grande schermo paragonabile a quello che è stato riservato ai romanzi e ai racconti di Stephen King. Dagli omaggi di grandi autori di genere come Carpenter, Romero, Cronenberg, all'unicum rappresentato da Shining di Kubrick; dal grande artigianato dei due registi che meglio, forse, hanno saputo cogliere lo spirito kinghiano (il Rob Reiner di Stand by Me e Misery e il Frank Darabont di Le ali della libertà e Il miglio verde) alla vera rivoluzione rappresentata dalle serie televisive, gli autori e critici che hanno contribuito a questo volume tracciano un panorama ragionato e completo della vita sugli schermi di un grande maestro della narrativa contemporanea, forse l'autore più popolare e amato al mondo.
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minimum fax, 24/09/2020
Abstract: Il poncho è poco più di una coperta da cavallo; il dialetto, quello ligure; l'elenco dei lavori fallimentare: bovaro, sensale, insegnante privato, fabbricante di candele. Che il lettore si metta comodo: la storia di quest'uomo è stata raccontata molte volte, ma Bianciardi lo fa a modo suo. Con il tono clandestino delle confidenze, la pazienza dello storico, la vivacità dello scrittore. Il suo Garibaldi non è soltanto una biografia, è il romanzo di un ribelle deposto dal piedistallo e restituito alla vita, ai suoi intrecci pieni di slanci, di sofferenze, di errori, di delusioni. La stagione da corsaro, l'epopea del Rio Grande, la laguna delle anatre, l'assedio di Montevideo e di Roma, il gaucho Aguyar, la morte di Anita, il pittoresco esercito dei Mille... Ma è anche l'omaggio di un anarchico ormai vinto dall'alcol e dalla "vita agra" all'eroe della sua infanzia. Perché questo è l'ultimo libro che Bianciardi scrisse, l'ultima camicia rossa che indossò, come un'allegria postuma, l'ultima affabulazione contro un'Italia da sempre vigliacca, ipocrita, irriconoscente e perbenista. Del resto, nell'elenco ufficiale dei Mille, Garibaldi non risultò neppure fra gli italiani.E così Bianciardi ce lo descrive, come uno straniero in patria, un istintivo, un generoso, un idealista. "In tutti i posti di mare c'è almeno un ragazzo fatto così, quello che non si tira indietro, quello che offre da bere, quello che sa le canzoni, quello che si arrampica per primo in cima a un albero, o sulle sartie delle navi. Al porto lo conoscono, tutti lo chiamano per nome".
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minimum fax, 27/08/2020
Abstract: Marta ritorna nelle Marche. Il paese è caldo e confortevole, ci sono le amiche di sempre che ti accolgono e non ti fanno domande, contente che tu sia di nuovo lì con loro. Ci sono il bosco e le sue storie, che continuano lungo le generazioni. Ci sono le badanti straniere, che cambiano ancora prima che tu possa rammentarne il nome perché stare dietro alla nonna malata di Alzheimer è davvero duro, e appena trovano qualcosa di meglio scappano. Anzi, qualche volta scappano anche quando qualcosa di meglio non si vede ancora, perché nonna è peggio di un diaulu.Marta diventa a sua volta una sorta di badante, ritorna al paese per aiutare sua madre a gestire la situazione, la quotidianità capovolta. Si trova ad affrontare una malattia che non brucia veloce in un'esplosione di sofferenza per poi placarsi nella guarigione o nella morte, ma che giorno dopo giorno, per ore che sembrano infinite, lavora a togliere umanità, a farti dimenticare chi era prima, nella sua interezza e nelle sue contraddizioni, quella persona che ora dimentica tutto. E allora Marta ritorna per cercare dignità nelle creature che vivono, amano e soffrono. Ritorna per ricordare, ricordare con sua madre le storie della famiglia, riappropriarsi del passato che la madre di sua madre non ha più e della speranza di un futuro.
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minimum fax, 06/08/2020
Abstract: Contea di Essex, New Jersey, 1967. Mentre i notiziari televisivi sono invasi da notizie sempre più drammatiche sull'escalation della guerra in Vietnam e scanditi dalle fiammate del napalm, la famiglia Graubert sta andando lentamente a pezzi, nel vano tentativo di difendere il suo membro più debole, Fad, affetto da una grave forma di autismo, e di proteggerlo da una comunità medica che appare decisa a internarlo in un istituto.La madre, Harta, lotta con tutte le sue forze contro le autorità e al tempo stesso si tuffa in una relazione con uno dei dottori che seguono Fad; il padre, Max, non resiste al dolore e si estrania, sprofondando progressivamente nell'alcolismo; il fratello minore, Danny, assiste allo sfascio della sua famiglia, ne spia le dinamiche e sogna ora di fuggire, ora di saper vegliare sulle anime confuse e ferite delle persone che più ama al mondo. Romanzo d'esordio di Eli Gottlieb, vincitrice del Premio Roma e inserito nella lista "Best Books" del New York Times, Il ragazzo che andò via è un'opera limpida e dolorosa, che narra con sensibilità e mirabile controllo stilistico un'educazione sentimentale, l'amore tra due fratelli, la crisi di una famiglia.
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America brucia ancora. Reportage dalla campagna presidenziale 2016
minimum fax, 10/09/2020
Abstract: America brucia ancora è un reportage dalla scioccante campagna elettorale 2016, quella in cui il mostro della politica americana si è infine ribellato al suo creatore, la realtà ha superato la fantasia e uno dei candidati ha fatto e detto cose che avrebbero affossato chiunque altro uscendone non solo indenne, ma vincitore. Come diavolo siamo arrivati a questo punto?Per provare a dare una risposta Ben Fountain indaga il passato – dal razzismo mai sradicato che ha avuto la sua massima espressione nella "Southern strategy", al culto della personalità che ha portato alla ribalta celebri cialtroni, alle diseguaglianze che affondano le radici nello schiavismo e sono state poi replicate in ogni epoca. Nelle sue mani la storia torna nuova, fresca, viva, e si fonde con il presente per darci un vivido ritratto della nazione: una diagnosi dei sintomi che ammalano l'America e al tempo stesso un'affascinante chiave di lettura utile a gettare luce sugli scenari futuri. Già due volte, infatti, gli Stati Uniti hanno dovuto bruciare la propria identità per ricostruirla in modo radicale: la prima fu la sanguinosa guerra civile combattuta per mettere fine alla schiavitù, e la seconda fu la Grande Depressione, che innescò le politiche del New Deal e la nascita dello stato sociale. Quella a cui assistiamo oggi potrebbe essere la terza crisi esistenziale dell'America.Sulla scia del lavoro condotto da Hunter Thompson nella campagna presidenziale del 1972 e da Joan Didion in quella del 1988, Ben Fountain, con il suo occhio per l'assurdo e la sua capacità di mappare le compulsioni, le stranezze e l'ostinato attaccamento alla fantasia dell'America, ci regala uno dei migliori scritti politici degli ultimi cinquant'anni.
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Thelonious Monk. Storia di un genio americano
minimum fax, 17/09/2020
Abstract: La figura di Thelonious Monk (1917-1982) è da sempre tra le più apprezzate dagli studiosi e dagli appassionati di jazz. Eppure spesso ne è stato offerto un ritratto parziale, se non distorto: quello di un genio eccentrico, di un uomo mentalmente disturbato, di un musicista primitivo e naïf. Questa biografia rimette finalmente nella giusta prospettiva critica la vita e la musica del grande pianista-compositore. Grazie a un lavoro di ricerca durato più di dieci anni, durante i quali l'autore ha avuto accesso per la prima volta ai documenti privati della famiglia Monk, scopriamo un Thelonious diverso: un musicista pienamente consapevole della propria arte, determinato a lottare senza compromessi per difendere la sua visione musicale; un individuo sensibile e spiritoso, che malgrado gli eccessi conquistava immancabilmente la stima e la simpatia del prossimo; un uomo attentissimo alla realtà sociale, che nella musica vedeva anche il mezzo per affermare la possibilità di un mondo migliore.Selezionato dal New York Times fra i 100 migliori libri del 2009, finalista al PEN USA Literary Award, premiato come miglior libro sul jazz dalla Jazz Journalists Association, Thelonious Monk. Storia di un genio americano è destinato ad affermarsi come l'opera definitiva su un gigante indimenticato del jazz.
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Ore disperate. L'ultimo processo di Harper Lee
minimum fax, 29/10/2020
Abstract: Negli anni Settanta, in un Alabama ancora attraversato dalle tensioni razziali, il reverendo afroamericano Willie Maxwell viene accusato di aver ucciso cinque membri della sua famiglia per incassare i soldi di altrettante polizze assicurative. Più volte processato, viene sempre assolto grazie all'astuzia del suo avvocato, un liberal e campione dei diritti civili. Finché, al funerale della sua ennesima vittima, uno dei parenti lo uccide con un colpo di pistola davanti a una folla di testimoni. A difendere l'assassino in tribunale sarà lo stesso avvocato che aveva fatto assolvere il reverendo.Una vicenda così clamorosa e controversa da richiamare l'interesse di Harper Lee, che torna nel suo stato natio con l'idea di scrivere la propria personalissima versione di A sangue freddo, il capolavoro dell'amico fraterno Truman Capote al quale aveva contribuito non poco, diciassette anni prima.Casey Cep ricostruisce l'intera vicenda, dalla sequenza di omicidi al processo, attraverso un lavoro di ricerca da grande reporter e, al tempo stesso, offre un ritratto profondo e commovente di una tra le scrittrici americane più lette e amate del Novecento e della sua lotta con il successo e i misteri della propria creatività, destinata a esaurirsi nella perfezione assoluta di un unico, grandissimo romanzo: Il buio oltre la siepe.