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Piemme, 06/05/2014
Abstract: Rudi Carrera ama Milano in modo viscerale. Non la città caotica e chiassosa del centro, ma la vecchia Milano, dove anche di giorno puoi sentire il rumore dei tuoi passi. Eppure il vice commissario ne conosce bene anche l'anima violenta e spietata, per questo non si stupisce quando un ragazzo viene ritrovato morto per overdose nella zona di via Padova. Questa volta però non è uno dei disgraziati dei bassifondi: si tratta del figlio del commissario Fenisi, da poco ricoverato in una vicina clinica per disintossicarsi. Una morte che desta qualche sospetto e che non può passare sotto silenzio. Incaricato delle indagini, Carrera viene a conoscenza di un ingente traffico di eroina che coinvolge alcune gang di latinos. Gente pericolosa, che si contende il controllo del territorio a colpi di machete e fa della violenza e dello scontro l'unica ragione di vita. Carrera vorrebbe tenere l'operazione lontana dai riflettori, ma deve fare i conti con Sandro Chiodi, un giornalista senza scrupoli in cerca del grande scoop, e con il cinismo di Raul Monteferri, assessore alle politiche giovanili che si serve della guerra alla droga come bandiera per la sua campagna elettorale, in vista delle elezioni europee.E quando il meccanismo si complica, ci sono solo due strade da percorrere: incassare il colpo nel modo più indolore possibile o mettere in gioco tutto. Fino alla fine.
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Piemme, 06/05/2014
Abstract: È la più anziana dei sei veggenti di Medjugorje, ma anche la più seguita dai milioni di pellegrini che ogni anno si recano nel paesino della Bosnia-Erzegovina.Dopo essersi sottratta per oltre trent'anni a libri e interviste, Vicka Ivankovic ha finalmente accettato di raccontare tutta la sua storia in un'appassionante confessione a cuore aperto.Vicka riceve messaggi dalla Madonna ogni giorno, da quel lontano 24 giugno 1981 in cui vide per la prima volta la "signora dagli occhi celesti", la "Gospa", come viene chiamata in lingua croata.Con semplicità, parla della sua umile famiglia d'origine, dell'infanzia e di quei giorni straordinari, quando aveva solo sedici anni, sconvolti dall'inizio delle apparizioni. Con la forza di una fede incrollabile, descrive tutti gli eccezionali fenomeni fisici e mistici di cui ancora oggi è protagonista – bilocazioni, vessazioni diaboliche, sofferenze fisiche – ma anche gli incontri commoventi con la Regina della Pace, con gli Angeli e, nei giorni di Natale, con Gesù.Vicka affronta inoltre il grande mistero dei Dieci Segreti, svelando i particolari delle sue visioni dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, e accennando all'ultimo sconvolgente miracolo che si ripete da alcuni mesi nella sua casa natale: una statua della Madonna di Lourdes, ogni notte, diventa fosforescente e sembra viva.Una testimonianza senza precedenti, corredata da una corposa documentazione fotografica sui veggenti, i luoghi e le manifestazioni mistiche.
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Piemme, 06/05/2014
Abstract: Cosa vuol dire, oggi, star bene? Può essere davvero sufficiente mettersi a dieta, iniziare a correre, iscriversi a un corso in palestra? E perché quasi tutti i nostri buoni propositi in termini di salute e benessere sembrano sempre destinati a naufragare? La verità è che la complessità della vita contemporanea e gli elevati livelli di stress che l'accompagnano azionano in noi comportamenti che contrastano profondamente con quello che sappiamo esser giusto e necessario. Presi a rincorrere l'illusione di gratificazioni intense quanto effimere, finiamo per considerare il nostro benessere come uno dei tanti accessori da mettere nel nostro guardaroba, per poi dimenticarcene. E invece star bene, e star bene al mondo, è al tempo stesso la ragione e lo scopo del nostro vivere. Il Dottor Ongaro scrive un libro importante, che non si ferma ai sintomi, ma indaga in modo articolato le cause profonde di uno squilibrio che, ben prima di essere fisico, è mentale ed emotivo, offrendo ai suoi lettori una guida completa per vivere una vita sana, ricca, appagante.Non solo alimentazione, non solo integratori e bellezza, non solo esercizio e rilassamento, ma un compendio per fondere tutto ciò in un programma pratico ed efficace che diventi il cardine della nostra esistenza.
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: È un lungo sfogo crudele e astioso, quello con cui Eszter, fra le piú affermate attrici teatrali nell'Ungheria del secondo dopoguerra, si rivolge a Lőrinc, il grande amore della sua vita. Astio che ha motivazioni antiche perché Eszter è figlia di due persone legate da una passione profonda; perché pur di origini aristocratiche la sua famiglia è poverissima e lei subisce tutte le frustrazioni legate a questa condizione; perché la sua compagna di scuola è Angéla Graff, incarnazione di tutto ciò che lei non è e di tutto ciò che non può avere. È su Angéla che si concentrano l'odio e la gelosia di Eszter: sentimenti tanto radicati da indurla a compiere azioni moralmente inaccettabili. Straordinario quadro clinico di una gelosia incurabile, L'altra Eszter anticipa tutti i temi che faranno di Magda Szabó una delle grandi scrittrici europee contemporanee.
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: Alla morte del marito Vince, un vecchio magistrato, Etelka accetta la proposta della figlia di lasciare la cittadina di provincia dove ha trascorso gran parte della vita e di trasferirsi a Budapest. Iza, una dottoressa molto attiva e stimata da pazienti e colleghi, organizza la vita della madre in ogni dettaglio, eliminando qualsiasi traccia del passato. Poco alla volta l'anziana donna si ritrova come pietrificata in una sorta di non-esistenza, sino a quando non decide di tornare nella cittadina per assistere alla posa di una lapide sulla tomba del marito. Scritto nei primi anni Sessanta, La ballata di Iza ha alcuni punti di contatto con La porta, il romanzo piú noto di Magda Szabó: il complesso rapporto fra due donne, la generale incapacità umana di comprendersi e di comunicare, con la storia dell'Ungheria sullo sfondo. Il romanzo conferma cosí la straordinaria bravura della scrittrice, capace di narrare l'insopportabile solitudine di Etelka, il suo lento rinchiudersi e spegnersi, l'incapacità di Iza di immedesimarsi nella madre, con una scrittura lieve ma allo stesso tempo precisa e implacabile, alla quale è difficile sottrarsi.
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: Quando un terremoto, alla fine degli anni Novanta, devastò Istanbul, Pamuk decise di percorrere le strade della sua città per prestare soccorso alle vittime e osservare, con gli occhi dello scrittore, le conseguenze del sisma. Il terremoto è soltanto l'ultimo dei disastri che hanno colpito Istanbul nel corso dei secoli: incendi, assedi, conquiste, invasioni, rivoluzioni sono gli agenti di una distruzione che ciclicamente ridisegna il volto della città. Eppure camminare tra le macerie, osservare i palazzi sventrati e le vite annientate, conduce Pamuk a una scoperta sorprendente: epoche, popoli e tradizioni a Istanbul non si sostituiscono ma si sovrappongono come sedimenti geologici, come gli strati successivi di rovine che si accumulano le une sulle altre. Tocca al romanziere inoltrarsi nelle profondità di questo territorio e opporre all'opera devastatrice del tempo e della storia il gesto riparatore della scrittura. E veramente è un gesto, un movimento: quello di chi scende in strada e diventa testimone oculare, di chi si addentra nella complessità dei fenomeni con la leggerezza e la sensibilità del flâneur e poi torna alla scrivania, armato solo della sua immaginazione, e scrive.
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: Gli animali aprono davanti all'uomo una profondità che attira e imbarazza, che rimanda a luoghi o meccanismi della nostra psiche spesso dimenticati, se non rimossi. Piú di ogni altro, Kipling è lo scrittore che ha cercato, con curiosità e dedizione, di spiare nelle bestie questi mondi sommersi, e lo ha fatto creando l'universo epico-leggendario dei Libri della Giungla, scrivendo incantevoli fiabe per bambini, e dedicandosi a curiosi racconti di cani, nei quali dà la parola e trasmette il punto di vista dei cani stessi. Il volume raccoglie queste scritture "animali" - i due Libri della Giungla, e alcuni racconti tratti dai volumi Storie proprio cosí (1907) e Quel servo del tuo cane (1930) - mostrando, pur nelle differenze di genere, una continuità di sguardo, un'elaborazione mitica che carica la narrazione di un fascino particolare: qualcosa di selvaggio e di dolcissimo, di ancestrale e di fraterno che tocca nell'intimo lettori giovani e adulti.
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: La cattura del tenente colonnello delle SS Adolf Eichmann da parte di agenti segreti israeliani in Argentina nel maggio del 1960 - e il successivo processo a cui fu sottoposto a Gerusalemme da una corte giudiziaria israeliana - elettrizzarono il mondo. Il dibattito pubblico che suscitò riguardo a dove, a come e da chi dovessero essere giudicati i criminali nazisti, e l'attenzione straordinaria dei media a livello internazionale, furono un momento di svolta; un cambiamento epocale rispetto al modo in cui il mondo civile in generale e i sopravvissuti dell'Olocausto in particolare si erano confrontati con l'eredità di un genocidio inimmaginabile. Deborah E. Lipstadt, storica pluripremiata, ci presenta uno sguardo a tutto tondo sul processo e analizza il drammatico effetto che le testimonianze dei sopravvissuti - che non avvennero senza controversie - ebbero su un mondo che fino ad allora aveva commemorato regolarmente l'Olocausto ma non aveva compreso pienamente ciò che i milioni di vittime che erano morte e le centinaia di migliaia che erano sopravvissute avevano effettivamente subito. L'11 aprile 1961 il teatro di Beit Ha'am, a Gerusalemme, era gremito. Piú di settecento persone riempivano la sala per il processo intentato ad Adolf Eichmann, accusato di essere il principale ufficiale operativo della "soluzione finale". I giornali di tutto il mondo riportavano notizie sull'evento. Le reti televisive americane mandavano in onda trasmissioni speciali. Non si trattava del primo processo per crimini di guerra nazisti. Eppure c'erano piú giornalisti a Gerusalemme di quanti ne fossero andati a Norimberga. Per quale motivo questo processo era diverso da quello condotto dai tribunali di Norimberga, dove erano state processate figure molto piú in vista della gerarchia nazista? Mentre il mondo continua a confrontarsi ininterrottamente con la realtà del genocidio nazista e a riflettere sul destino di coloro che sono sopravvissuti, il processo Eichmann, probabilmente il piú clamoroso del Novecento, è divenuto una pietra di paragone per i giudizi successivi, un'impalcatura legale, morale e giudiziaria per confrontarsi con il male nella sua forma piú incomprensibile. Deborah E. Lipstadt riesce a raccontarlo contemperando un'avvincente capacità narrativa con una sicura prospettiva storiografica. Lipstadt svincola il processo Eichmann dalla polarizzante presenza di Hannah Arendt, senza ignorarla, ma recuperando alcuni aspetti essenziali della vicenda: da un lato il risveglio, tardivo, della consapevolezza mondiale nei confronti dell'ampiezza della Shoah; dall'altra l'essere un momento nodale della storia di Israele.
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: Questa è la storia di un amore giovane. Di una coppia felice e inesperta, spaventata di scoprire, giorno dopo giorno, le molteplici forme dell'abbandono. Perché anche le famiglie possono soffrire di solitudine, proprio come le persone. Ad accudire in silenzio tutte le incertezze, oltre a prendersi cura del loro bambino, ci ha sempre pensato la signora A. Per questo, quando arriva un male a portarsela via, si spalanca in casa un vuoto improvviso. Nora e suo marito devono ancora accorgersi che il coraggio della signora A., ormai, appartiene anche a loro. È dentro le stanze che le famiglie crescono: strepitanti, incerte, allegre, spaventate. Giovani coppie alle prime armi, pronte ad abbracciarsi o a perdersi. Come Nora e suo marito. Ma di quelle stanze bisogna prima o poi spalancare porte e finestre, aprirsi al tempo che passa, all'aria di fuori. "A lungo andare ogni amore ha bisogno di qualcuno che lo veda e riconosca, che lo avvalori, altrimenti rischia di essere scambiato per un malinteso". È cosí che la signora A., nell'attimo stesso in cui entra in casa per occuparsi delle faccende domestiche, diventa la custode di una relazione, la bussola per orientarsi nella bonaccia e nella burrasca. Con le pantofole allineate accanto alla porta e gli scontrini esatti al centesimo, l'appropriazione indebita della cucina e i pochi tesori di una sua vita segreta, appare fin da subito solida, testarda, magica, incrollabile. "La signora A. era la sola vera testimone dell'impresa che compivamo giorno dopo giorno, la sola testimone del legame che ci univa. Senza il suo sguardo ci sentivamo in pericolo". Ci sono molti modi per raccontare una storia d'amore. Paolo Giordano ha scelto la via piú sensibile: registrare come un sismografo le scosse del quotidiano, gli slanci e i dolori, l'incapacità e il desiderio. Solo un piccolo naufragio, il primo fra i tanti che una coppia si troverà ad affrontare.
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: Dear life, cara vita... Il titolo originale della tredicesima raccolta di storie di Alice Munro sembra la consueta formula epistolare di un pacificato congedo. Ma ha anche, nel contesto narrativo e nell'espressione idiomatica da cui proviene, il senso di un pericolo appena scampato. Scrivere alla vita, dunque, per uscirne vivi. Con l'urgenza di ogni fuga, un'impazienza nuova che si manifesta in un inedito nitore. Quello della narratrice di Ghiaia, il cui disincanto e tormento esistenziale sembrano raccontati dalla prospettiva raggiunta di una lucidità imperturbabile. O del protagonista fuggiasco di Treno, che attraversa le stazioni della propria esperienza e di quella altrui con lo sguardo di un semplice passeggero a bordo della vita. Quello che segue i percorsi mentali della vecchia di In vista del lago e del suo sconclusionato viaggio verso un passato irrecuperabile. Un nitore che connota anche la lingua di pagine nelle quali Munro concede alla sua prosa un'ulteriore, estrema libertà, asciugando le proprie frasi come pietre, spolpandole fino all'osso. Ossa di storie, voci lontane e ancora vive, sguardi, una parsimonia di parole, ellittica e piú che mai essenziale. Ecco che cosa resta da dire, ecco che cosa trova il lettore in Uscirne vivi: tracce di materiale radioattivo, lo stesso, pericoloso e potente, che ha attraversato, illuminandole, tutte le storie. Il residuo secco. Le prime e le ultime cose, rivela Munro, il bandolo di un mondo realizzato in sessant'anni di imperterrito lavoro e l'ago puntato nella stoffa, in quiete. Susanna Basso *** "Pagine d'autore, di assoluta bellezza". Elizabeth Strout *** "È la scrittrice più sfrenata che abbia mai letto, la più sensibile anche, la più cruda, la più sottile". Jeffrey Eugenides *** "Alice Munro sa rendere i suoi personaggi abitatori del tempo come nessun altro". Julian Barnes
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: "Raccontare per la storia" significò per Primo Levi due cose essenziali: dare forma all'esperienza di Auschwitz con gli strumenti del narratore - un narratore di fatti reali - capace di stendere un referto significativo per lo storico di professione oltre che per il lettore comune; possedere la sensibilità e il coraggio di proporre categorie nuove per rileggere la Shoah: dalla "zona grigia" alla "vergogna del sopravvissuto". Più coraggiosa ancora la riflessione, radicata nella sua breve esperienza di partigiano, sulla violenza compiuta da chi combatte per una causa giusta. Durante quarant'anni - l'arco che va da Se questo è un uomo a Il sistema periodico a I sommersi e i salvati - Levi ha affidato alla storia le sue narrazioni e le sue diagnosi eticopolitiche. Le raccoglie una storica, Anna Bravo, che lo intervistò nel 1983 e che ci racconta perché esse restino valide oggi e per ogni prevedibile futuro. *** "Narratives for History" meant two main things for Primo Levi: giving form to the experience of Auschwitz with the tools of a narrator - a narrator of real events - in an account that was useful to the professional historian as well as the general reader; and having the sensitivity and courage to suggest new categories for reinterpreting the Shoah: from the "gray zone" to "survivor shame". More courageous still were his thoughts, rooted in his brief experience as a partisan, on violence perpetrated by people fighting for a just cause. For forty years - the period that runs from If This is a Man through The Periodic Table to The Drowned and the Saved - Levi plied history with his narratives and his moral and political diagnoses. They are collected here by a historian, Anna Bravo, who interviewed him in 1983, and who explains why they are still valid today and will remain so for the forseeable future.
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Einaudi, 15/04/2014
Abstract: Alcuni pensano che il nostro cervello sia fermo all'età della pietra, come se la selezione naturale ci avesse plasmato nel Pleistocene e poi abbandonato al nostro destino. Sui mass media spopolano i riferimenti all'evoluzione biologica dei comportamenti umani, soprattutto politici e sessuali. Dire che l'evoluzione ci ha programmati fin dal Paleolitico per avere un determinato impulso innato è una tentazione irresistibile, che ci fa raccontare un sacco di storie fantasiose e zeppe di stereotipi. Ma è corretto richiamarsi a Darwin per difendere queste tesi? Ci voleva un evoluzionista e darwiniano al di sopra di ogni sospetto come Telmo Pievani, però, per cimentarsi in una critica ironica di questa bizzarra ma persuasiva "psicologia evoluzionistica pop". Con uno stile narrativo brillante e avvalendosi di gustosi esempi tratti dalla letteratura scientifica e parascientifica, Evoluti e abbandonati getta le basi per un approccio che non consideri la mente umana come una "macchina di istinti" ossessionata soltanto da sesso, geni e competizione, ma come un "bricoleur" che, da sempre, si adatta all'imperfezione e all'imprevedibilità della nostra storia naturale e culturale. L'evoluzione continua, con i buoni vecchi mezzi di una volta, e con qualcuno nuovo.
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Einaudi, 13/05/2014
Abstract: "Il personaggio di Bruto Saraccini è l'estrema proiezione autobiografica di Paolo Volponi, scrittore e manager di vertice (prima alla Olivetti, responsabile del personale e delle relazioni aziendali, in seguito alla Fiat, da consulente), così come Le mosche del capitale, edito da Einaudi nel 1989, è tanto un drammatico bilancio personale quanto l'allegoria di un universo in frenetica trasformazione. Oggetto del romanzo è il collasso dell'industria quale bene pubblico e base dello sviluppo democratico del Paese, è il nuovo ordine politico-economico che privatizza i profitti mentre socializza i costi della sua illimitata voracità, è infine l'era del capitale finanziario che trionfa su qualunque attività, quasi disponesse di una propria metafisica e di un dispositivo di legittimazione teologica. Allievo e collaboratore di Adriano Olivetti, cui il libro è dedicato, lo scrittore intuisce che il rapporto fra l'industria e la Polis si è definitivamente chiuso; amico e compagno di via di Pasolini, è costretto a riconoscere che ogni potenziale di Progresso si è tradotto nella pura dinamica dello Sviluppo, quasi che l'obbligo ai consumi avesse surrogato la democrazia. " dalla prefazione di Massimo Raffaeli
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Qualcuno ci giudicherà. La sfida per il cambiamento dell'Italia
Einaudi, 06/05/2014
Abstract: Un pamphlet per l'Italia. L'Italia è un Paese dove i giovani dipendono dai vecchi, dove "è Anchise a portare sulle spalle Enea mentre la città brucia. Non il contrario, come sarebbe naturale". E "dove nessun futuro è stato pensato per Ascanio, il nipote". Partendo da questa constatazione, Giuseppe "Pippo" Civati, uno dei politici più noti della sinistra italiana, ci racconta la sua versione dei fatti. Ci dice quali sono gli attori che si contendono la scena. Quali sono gli ostacoli a un cambiamento che non può più essere rimandato. Perché se oggi è il momento di fare, e di fare in fretta, non possiamo però ripetere l'errore che segna da sempre la vita del nostro Paese, quello di agire senza riflettere, senza pensare alle ripercussioni delle nostre scelte sulle prossime generazioni. "Dovremmo agire pensando che il nostro elettore di riferimento è appena nato". *** "Qualcuno siede all'ombra oggi perché molto tempo fa qualcun altro ha piantato un albero". Warren Buffett
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: Qualche giorno prima di Natale, in un elegante appartamento di Oslo, Hermann Stahlberg, patriarca di una famiglia di armatori, sua moglie e il figlio maggiore vengono freddati a colpi di pistola. Con loro uno sconosciuto la cui presenza sul posto pare inspiegabile. Le indagini si concentrano sui parenti degli Stahlberg, che di moventi per il delitto ne hanno fin troppi. Hanne Wilhelmsen, però, non è convinta che la strada piú ovvia sia quella giusta. Decide di seguire l'istinto e una pista tutta sua. Come al solito, controcorrente. "Ormai da molto Hanne Wilhelmsen si era guadagnata la fama di essere uno dei detective piú abili della polizia di Oslo, forse di tutta la Norvegia. Ma nessuno riusciva a raccapezzarsi quando si trattava di lei. Neppure dopo tanti anni. Per la maggior parte ci avevano rinunciato. Hanne era strana, refrattaria, al limite dell'eccentrico". *** "Anne Holt è la regina del crime norvegese moderno". Jo Nesbø
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Einaudi, 06/05/2014
Abstract: Nella sua lunga e felice carriera, Joe Lansdale ha scritto centinaia di racconti, spaziando con una libertà e un'inventiva senza eguali tra il giallo e l'horror, il fantastico e il western. Notizie dalle tenebre raccoglie sedici gioielli - scelti dall'autore e accompagnati da un'introduzione scritta appositamente per i lettori italiani - che portano il lettore in un universo costellato di avventura e mistero, tra tragedia e commedia: uomini inseguiti dalle proprie ombre e orsi parlanti, investigatori scalcinati e donne non troppo fatali, Elvis Presley e Huck Finn. Un giro sulle montagne russe in compagnia di un maestro dell'arte del racconto.
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Einaudi, 13/05/2014
Abstract: Ebbene, è tempo di slow reading. Se il mito della velocità si è imposto a poco a poco in ogni pratica della vita quotidiana, e dunque anche nella lettura, sempre piú rapida e spesso distratta, tanto piú è il momento di sviluppare anticorpi e controtendenze. Cosí, negli ultimi anni, è stato per il cibo e la cultura gastronomica; cosí può essere anche per il "cibo della mente", cioè il libro e la lettura. Ecco dunque che nei suoi "Quanti" Einaudi propone una serie di poesie di grandi autori analizzate "alla moviola" dai migliori critici. Una lettura che meticolosamente ripercorra il testo e permetta di capire tutto ciò che a prima vista non appare. La poesia è una lettura intrinsecamente "slow", che richiede attenzione e concentrazione, ma in queste "analisi al microscopio" lo sarà ancora di piú. E speriamo che la soddisfazione di chi entra in contatto profondo con una grande poesia, alla fine, risulterà moltiplicata. Piccola istruzione per l'uso: all'inizio del libro viene data la poesia e poi il saggio di commento. Il consiglio è di leggere prima la poesia, poi il commento, e poi leggere nuovamente la poesia. Se la sensazione sarà diversa dalla prima lettura, piú piena e piú profonda, l'"esperimento" sarà riuscito. Stefano Carrai è professore ordinario di letteratura italiana all'Università di Siena. Tra i suoi libri, I precetti di Parnaso. Metrica e generi poetici nel Rinascimento italiano, Bulzoni 1999; L'usignolo di Bembo. Un'idea della lirica italiana del Rinascimento, Carocci 2006; Dante elegiaco. Una chiave di lettura per la "Vita nova", Olschki 2006. Ha curato edizioni commentate delle Rime di Giovanni Della Casa (Einaudi 2003) e della Vita nova di Dante (Bur 2009).
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I tre porcellini - Una fiaba inglese
Rizzoli, 03/05/2014
Abstract: C'erano una volta tre porcellini che un giorno decisero di andare a vivere da soli. Il lupo fece volare in aria la casetta del primo e anche del secondo. Così i fratellini, per sfuggire alla sua bocca vorace...
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Rizzoli, 07/05/2014
Abstract: "Più coinvolta che mai, Tempe Brennan regala a questo romanzo magistrale un surplus di emozioni."Publishers Weekly"La serie di Temperance Brennan conferma di essere intelligentee ben congeniata. Katy Reichs è una vera esperta." The New York Times"Kathy Reichs ha l'incredibile capacità di rendere completamente plausibili situazioni quasi impossibili. E il lettore non può fare altro che sedersi, allacciare le cinture e continuare la corsa."Bookreporter
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BUR, 07/05/2014
Abstract: Joyce, Sartre, D.H. Lawrence, Miller, Kerouac, Pasolini, Moravia, Testori, Bianciardi, Ginsberg, Tondelli, Busi: la lista degli scrittori che dal dopoguerra a oggi sono stati processati in Italia per "pubblicazioni oscene" comprende alcuni tra i più grandi nomi della letteratura italiana e mondiale dell'ultimo secolo.In un'inchiesta sorprendente capace di illuminare un capitolo della storia culturale italiana rimasto a lungo nell'ombra, Antonio Armano ci conduce tra archivi, tribunali e testimonianze di imputati illustri per raccontare le censure e le molteplici accuse – spesso oscenità ma anche vilipendio della religione e dell'esercito, diffamazione – che hanno colpito e ancora oggi colpiscono autori e editori. Portando alla luce documenti inediti e casi giudiziari sconosciuti, ricostruisce il legame inscindibile tra la vita degli artisti e le opere e allo stesso tempo ci permette di osservare le trasformazioni sociali e culturali che hanno coinvolto il nostro Paese partendo dalla prospettiva unica del rapporto tra letteratura e aule di giustizia.